{"id":25411,"date":"2009-07-23T11:10:00","date_gmt":"2009-07-23T11:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/07\/23\/dietro-il-dramma-di-giovanni-battista-e-salome-il-conflitto-inconciliabile-fra-due-modi-dessere\/"},"modified":"2009-07-23T11:10:00","modified_gmt":"2009-07-23T11:10:00","slug":"dietro-il-dramma-di-giovanni-battista-e-salome-il-conflitto-inconciliabile-fra-due-modi-dessere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/07\/23\/dietro-il-dramma-di-giovanni-battista-e-salome-il-conflitto-inconciliabile-fra-due-modi-dessere\/","title":{"rendered":"Dietro il dramma di Giovanni Battista e Salom\u00e9 il conflitto inconciliabile fra due modi d&#8217;essere"},"content":{"rendered":"<p>La vicenda di Giovanni il Battista e della principessa Salom\u00e9, per i suoi caratteri altamente drammatici e per il suo intenso valore simbolico, ha sempre colpito enormemente la fantasia dei lettori del passo evangelico ad esso relativo.<\/p>\n<p>Come \u00e8 noto, scrittori, drammaturghi, pittori, ne sono stati ispirati e ci hanno lasciato un numero impressionante di opere le quali, dai mosaici bizantini ai disegni allucinati di Aubrey Beardsley, testimoniano la ricchezza quasi sconcertante di uno dei temi pi\u00f9 frequentati dell&#8217;arte occidentale, esteso lungo un arco di tempo di quasi due millenni.<\/p>\n<p>Il conflitto tra l&#8217;austero predicatore ebreo e la sensuale e crudele figlia di Erodiade (nata dal primo matrimonio di lei), adombra uno scontro molto pi\u00f9 profondo di quel che le circostanze contingenti, di natura politica e culturale, possono lasciar immaginare; poich\u00e9 si tratta, in effetti, di uno scontro psicologico, morale ed esistenziale fra due caratteri opposti ed antitetici, fra due inconciliabili modi dell&#8217;essere.<\/p>\n<p>Ecco come lo storico cattolico Giuseppe Ricciotti, nella sua celebre \u00abVita di Ges\u00f9 Cristo\u00bb, ha ricostruito quella oscura e sanguinosa vicenda (\u00abMilano, Mondadori, 1941, \u00a7 355; edizione 1974, vol. 1, pp. 391-93), che, secondo lo storico Flavio Giuseppe, avrebbe avuto luogo nella fortezza di Macheronte, presso la riva orientale del Mar Morto:<\/p>\n<p>\u00abVerso il tempo della missione dei dodici avvenne l&#8217;uccisione di Giovanni, forse tra il febbraio ed il marzo dell&#8217;anno 29.. Se egli era stato chiuso in prigione verso il maggio del 28, erano gi\u00e0 passati una decina di mesi; ma ne sarebbero passati molti di pi\u00f9, se non fosse avvenuto un caso imprevisto. Antipa, infatti, s&#8217;intratteneva volentieri col venerato prigioniero e non voleva in realt\u00e0 la morte di lui (&quot;Marco&quot;, 6, 20, greco); la voleva invece Erodiade, l&#8217;uno e l&#8217;altra per i motivi che gi\u00e0 sappiamo [ossia, la prima perch\u00e9 esasperata dai rimproveri del predicatore relativi al suo adulterio, essendo ella sposata con Erode Filippo, fratellastro di Erode Antipa; e quest&#8217;ultimo perch\u00e9, oltre a provare un reverente interesse per il Battista, temeva la possibile reazione dei seguaci di quest&#8217;ultimo]. Nel contrasto tra i due, prevalse l&#8217;astuzia e il rancore femminile.<\/p>\n<p>Erodiade, che stava in agguato, colse per agire l&#8217;occasione in cui Antipa festeggiava il suo giorno genetliaco. La festa era solenne, e vi erano stati invitati i maggiorenti della corte e dell&#8217;intera tetrarchia.: tutta gente autorevole e danarosa, ma provinciale e ansiosissima di tenersi al corrente nel conoscere ed ammirare le ultime finezze dell&#8217;alta societ\u00e0 metropolitana. L&#8217;occasione era opportunissima per Erodiade, giacch\u00e9 aveva sotto mano il mezzo per far rimanere sbalorditi quei provincialoni e nello stesso tempo ottenere ci\u00f2 che agognava: aveva presso di s\u00e9 Salom\u00e9, figlia del suo vero marito di Roma, la quale nell&#8217;alta societ\u00e0 dell&#8217;Urbe aveva imparato a ballare stupendamente, ad eseguire danze tali di cui quella gente grossa non aveva neppur l&#8217;idea. La madre risvegli\u00f2 l&#8217;amor proprio della ragazzetta, e la ragazzetta messa sul punto si comport\u00f2 egregiamente.<\/p>\n<p>Introdotta che fu nella sala del gran banchetto al momento buono, quando i fumi del vino e della lussuria avevano gi\u00e0 annebbiato i cervelli, la ballerina con le sue gambe piroettanti e lanciate in aria in tutti i sensi suscit\u00f2 fra quegli imbambolati un delirio. Antipa ne fu addirittura intenerito. Con simili spettacoli la sua corte dimostrava di essere veramente &quot;up to date&quot;, aggiornata, e superiore alle altre corti orientali; soltanto in essa si davano delle esibizioni che appena nella corte del palatino e in alcune delle pi\u00f9 aristocratiche &quot;domus&quot; di Roma era possibile ammirare. L&#8217;infrollimento del monarca fu tanto, che fattasi venir dappresso la ballerina tuttora ansante e sudata le disse: &quot; Chiedi quello che vuoi e te lo dar\u00f2! &#8211; E per maggior solennit\u00e0 aggiunse alla promessa il giuramento: &quot;Qualunque cosa (tu) mi chieda te la dar\u00f2, fin la met\u00e0 del mio regno!&quot; (Marco, 6, 23).<\/p>\n<p>Tra gli applausi frenetici dei convitati e le mirabolanti offerte del monarca la ballerina torn\u00f2 ad essere inesperta fanciulletta, e si sarebbe forse smarrita: ma appunto questo momento delicato era gi\u00e0 stato previsto dalla navigata madre, che le aveva dato consigli in proposito. Di quei saggi consigli materni si ricord\u00f2 ella nel suo smarrimento, e subito riavutasi attravers\u00f2 di corsa la sala per andare a consultarsi da sua madre, che teneva banchetto nella sala riservata alle dame: Mamma, il re \u00e8 disposto a darmi fin la met\u00e0 del suo regno, e l&#8217;ha giurato pubblicamente. CHE COSA CHIEDER\u00d2? (&quot;Marco&quot;, 6, 24). La navigata femmina cap\u00ec che il suo uomo era caduto in trappola, e quindi ch&#8217;ella aveva vinto. Rivolta allora alla ballerina, fra una carezza e l&#8217;altra, le disse recisamente: Lascia tutto il resto, che non conta, e chiedi una cosa sola: LA TESTA DI GIOVANNI IL BATTISTA! &#8211; L&#8217;adultera, per essere sicura nel suo adulterio, aveva bisogno dei servigi di una prosseneta e di un carnefice, ed affidava queste nuove incombenze all&#8217;inconscia sua figlia. Anche questa volta la ragazzetta si comport\u00f2 egregiamente. ED ENTRATA SUBITO IN FRETTA DAL RE, CHIESE DICENDO: &quot;VOGLIO CHE ALL&#8217;ISTANTE (TU) MI DIA SOPRA UN VASSOIO LA TESTA DI GIOVANNI IL BATTISTA!&quot;. E, PUR DIVENUTO AFFLITTISSIMO IL RE PER I GIURAMENTI FATTI E (PER) I COMMENSALI, NON VOLLE DARE A LEI UN RIFIUTO. E SUBITO, INVIATO IL RE UN BOIA, ORDIN\u00d2 DI PORTARE LA TESTA DI LUI. E IL BOIA, PARTITO, LO DECAPIT\u00d2 NELLA PRIGIONE, E POIRT\u00d2 LA TESTA DI LUI SU UN VASSOIO E LA DETTE ALLA RAGAZZETTA E LA RAGAZZETTA LA DETTE A SUA MADRE (&quot;Marco, 6, 25-28). L&#8217;afflizione del tetrarca, che si ritenne impegnato dal giuramento fatto in presenza dei convitati, non imped\u00ec che tutto si svolgesse con la massima naturalezza, come se si fosse trattato di accontentare il capriccio di una bambina che desidera un frutto maturo pendente da un albero: si manda un servo a staccare il frutto per porgerlo alla bambina, come allora si mand\u00f2 il boia a tagliar la testa a Giovanni per porgerla alla ballerina. Dalle mani della ballerina, a cui non interessava affatto, quella testa ancora calda e grondante sangue pass\u00f2 nelle mani della madre, a cui interessava moltissimo: secondo una tardiva notizia data da S. Girolamo, l&#8217;adultera avrebbe sfogato il suo odio forando con uno stiletto la lingua di quella testa, come gi\u00e0 aveva fatto Fulvia con la testa di Cicerone (&quot;Ad Rufinum&quot;, III, 42). Pi\u00f9 tardi i discepoli del martire riuscirono a recuperare la salma, e le dettero sepoltura.\u00bb<\/p>\n<p>Secondo Reinar Banis, uno dei massimi esperti di medicina energetica e di psicosomatica in Germania e nel mondo, dietro questa tragica vicenda, che sembra scaturita dalle pagine di un racconto dell&#8217;orrore (tanto che alcuni storici l&#8217;hanno revocata in dubbio, ma con scarsi elementi a proprio favore) vi sarebbe, oltre alle ragioni politiche, una motivazione di fondo dovuta alla assoluta incompatibilit\u00e0 dei caratteri di Giovanni il Battista e della giovane Salom\u00e9 (cfr. \u00abManuale di medicina energetica psicosomatica\u00bb, Macro Edizioni, 2005, 2007, p. 208)<\/p>\n<p>Banis non tiene conto del fatto che Salom\u00e9, secondo il racconto evangelico, non agisce di propria iniziativa, ma interamente manovrata dalla madre Erodiade, che ne stuzzica l&#8217;orgoglio di donna per servirsene come di una potente arma di pressione sulla debole volont\u00e0 del tetrarca Erode Antipa (che era doppiamente adultero, in quanto gi\u00e0 sposato con la figlia di Areta IV, re degli Arabi Nabatei). Tuttavia, dal punto di vista della sua interpretazione, essenzialmente psicologica, la cosa passa in secondo piano; e anche noi la lasceremo sullo sfondo, per concentrare la nostra attenzione sul conflitto di caratteri rappresentato dai due protagonisti della vicenda.<\/p>\n<p>Innanzitutto, bisogna dire che per Banis i caratteri umani fondamentali sono quattro: schizoide, ossessivo, depressivo, isterico. I primi due sono essenzialmente di tipo maschile, gli altri due, di tipo femminile; e ciascuno \u00e8 legato ad un determinato \u00abchakra\u00bb (discorso che qui non approfondiremo, perch\u00e9 non essenziale alla comprensione del resto).<\/p>\n<p>Il carattere schizoide \u00e8 contraddistinto da una divaricazione irrimediabile tra la sfera dell&#8217;intelletto e quella delle emozioni; di conseguenza, il tipo schizoide (esempio classico: Napoleone Bonaparte) \u00e8 tutto proteso ad imporre la propria volont\u00e0 su un mondo che gli appare caotico, ostile e dominato dall&#8217;insicurezza e dalla malvagit\u00e0 degli uomini.<\/p>\n<p>\u00c8 un sobrio, un austero, che non si concede alcuna debolezza, ma che sente la propria vita essenzialmente come un dovere; vita della quale ha un concetto altamente drammatico. Le gioie che desidera assaporare, sono quelle legate al trionfo della propria intelligenza e della propria volont\u00e0, non all&#8217;appagamento dei sensi, che egli signoreggia inflessibilmente e che, anzi, considera espressione di un livello inferiore di esistenza.<\/p>\n<p>Il carattere ossessivo e quello depressivo &#8211; che in questa sede ci interessano di meno &#8211; sono, rispettivamente, espressione del tipo sospettoso, insicuro, maniaco dell&#8217;ordine e della disciplina, il primo; del tipo ingenuamente sentimentale il secondo, che vorrebbe fidarsi ciecamente di qualcuno, ma che, ogni volta, ricava amare delusioni dal rapporto con il prossimo, cosa che lo spinge verso un cupo stato di depressione cronica.<\/p>\n<p>Infine, il carattere isterico \u00e8 contrassegnato da un incoercibile bisogno di esibirsi, di primeggiare, di essere amato e ricercato, senza per\u00f2 sentirsi mai interamente appagato e, perci\u00f2, portato sempre a reiterare ogni sforzo per piacere e per essere ammirato e desiderato. Ha il terrore dei legami stabili, in cui si sentirebbe imprigionato; e, come un eterno Peter Pan, svolazza da un fiore all&#8217;altro, sempre concentrato nell&#8217;impegno di riuscire irresistibile.<\/p>\n<p>In tutto quello che fa, si porta sempre un poco al di sopra delle righe: non ha il senso della misura, non sa fermarsi, quando sente essere in gioco la propria capacit\u00e0 seduttiva. In pratica, ha bisogno d continue iniezioni di gratificazione esterna per rafforzare la propria autostima, che, nell&#8217;intimo, sente in continuo pericolo di vacillare.<\/p>\n<p>Il tipo pi\u00f9 caratteristico del carattere isterico \u00e8 proprio la persona seducente, che gioca a fare la prima donna sempre ed ovunque: ha bisogno della luce dei riflettori per sentirsi vivo, per sentirsi bene con se stesso, quasi come il tossicodipendente ha bisogno della propria dose di droga, senza la quale il mondo gli pare un luogo orribile e intollerabile.<\/p>\n<p>Da quanto si \u00e8 detto, apparir\u00e0 ormai chiaro come, per Banis, Giovanni il Battista (o il Battezzatore) e la giovanissima Salom\u00e9 rappresentano realmente due caratteri assolutamente incompatibili, nel senso che il conflitto tra essi si pone come totale e non suscettibile di alcuna mediazione. Non si tratta, infatti, di un semplice conflitto tra diversi, ma tra opposti: opposti che vivono la presenza dell&#8217;altro come un attacco diretto e radicale non ai propri singoli comportamenti, ma al proprio modo di essere, ossia, in definitiva, al proprio \u00abdiritto\u00bb di esistere.<\/p>\n<p>Anche se l&#8217;interpretazione di Banis, come quella di tutti gli psicologi, tende a dare un rilievo forse esagerato agli aspetti caratteriali e alle motivazioni inconsce dei comportamenti di un determinato fatto storico, ci sembra che esso abbia messo a fuoco un aspetto importante, e sovente sottovalutato, della conflittualit\u00e0 interpersonale: l&#8217;impossibilit\u00e0 di mediare i conflitti che hanno per oggetto non delle singole azioni, ma dei modi d&#8217;essere.<\/p>\n<p>A molte persone sar\u00e0 capitato almeno una volta nella vita, ma probabilmente pi\u00f9 spesso, di venire aggredite, talvolta anche sul piano fisico, ma in genere su quello verbale, da individui quasi inspiegabilmente carichi di risentimento e di rancore, in una maniera che, a tutta prima, non pu\u00f2 non lasciare alquanto sconcertati. Non ci riferiamo alle aggressioni estemporanee, dovute ad una aggressivit\u00e0 che cercava solo il primo pretesto utile per scaricarsi su un qualsiasi capro espiatorio, magari un perfetto estraneo; ma a quelle che partono da persone conosciute, le quali hanno covato in silenzio, forse per anni, sentimenti fortemente ostili nei confronti del prossimo, e che ad un tratto s&#8217;infiammano, come se fossero animate dalla precisa volont\u00e0 di distruggere letteralmente l&#8217;altro, di cancellarlo dal loro orizzonte esistenziale.<\/p>\n<p>Nel loro furore, nella loro violenza, questi attacchi testimoniano l&#8217;esasperazione di chi si sente gravemente minacciato nella propria sfera pi\u00f9 intima, e ritiene di dover lottare per la propria difesa e quasi per la propria sopravvivenza; questo \u00e8 il loro tratto pi\u00f9 caratteristico e meritevole di un minimo di approfondimento.<\/p>\n<p>Infatti, se \u00e8 vero &#8211; e la storia ce ne offre numerosi esempi &#8211; che non sempre il vero aggressore \u00e8 colui che attacca per primo, \u00e8 altrettanto vero che vi \u00e8 qualcosa di profondamente paranoico nel comportamento di coloro che, ritenendosi attaccati, in realt\u00e0 aggrediscono delle persone dalle quali non hanno ricevuto alcun torto, se non forse, tutt&#8217;al pi\u00f9, una tacita disapprovazione o una silenziosa indifferenza.<\/p>\n<p>La personalit\u00e0 isterica e la personalit\u00e0 schizoide sono assolutamente incompatibili, perch\u00e9 il loro modo di porsi rispetto alla vita esclude che possano trovare un reciproco \u00abmodus vivendi\u00bb che sia, non diciamo soddisfacente, ma anche solo tollerabile. Non esiste, quindi, un terreno neutrale sul quale la loro conflittualit\u00e0 reciproca possa avere tregua; non c&#8217;\u00e8 alcun \u00abangolo morto\u00bb ove possano passare inosservati l&#8217;uno agli occhi dell&#8217;altro.<\/p>\n<p>Per il carattere schizoide, la sola esistenza dell&#8217;isterico \u00e8 fonte di disgusto e di disprezzo: tutto quello che esso fa, tutto quello che dice e perfino quello che non dice, lo irritano e quasi lo indignano oltre ogni dire. Per lui, abitante delle profondit\u00e0, \u00e8 assolutamente inconcepibile che vi siano delle persone che vivono solo per mettersi in mostra, per sedurre, per giocare con le emozioni epidermiche del prossimo.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che, a questo riguardo, si pu\u00f2 intravedere, nella reazione del tipo schizoide davanti al tipo isterico, un elemento di auto-repressione sessuale: \u00e8 abbastanza verosimile, infatti, che egli detesti proprio quel fascino da cui si sente segretamente turbato; di pi\u00f9: quel fascino che suona per lui come una sfida alla sua visione seria e drammatica della vita e che, quindi, scuote sino alle fondamenta il suo modo d&#8217;essere, puritano e spregiatore della esteriorit\u00e0.<\/p>\n<p>I sentimenti che la presenza del tipo schizoide suscita nel tipo isterico, d&#8217;altra parte, sono, se possibile, ancor pi\u00f9 agitati e rabbiosi: non \u00e8 un caso che il \u00abduello\u00bb ingaggiato fra i due opposti caratteri psicologici sfoci sovente, come nell&#8217;esemplare vicenda di Giovanni il Battista e di Salom\u00e9, nel cruento trionfo del secondo e nella disfatta, almeno esteriore, del primo.<\/p>\n<p>Quello che l&#8217;isterico percepisce, nell&#8217;atteggiamento dello schizoide nei propri confronti, \u00e8 una riprovazione che va molto al di l\u00e0 dei propri concreti comportamenti; \u00e8 una negazione di tipo radicale, quasi metafisico, che investe la totalit\u00e0 del suo essere, senza salvare assolutamente nulla. L&#8217;isterico avverte, con le sue antenne infallibili (come tutti i narcisisti che vivono all&#8217;insegna dell&#8217;esibizionismo, egli possiede una sensibilit\u00e0 quasi medianica a tale riguardo), che fra s\u00e9 e l&#8217;altro non possono attuarsi compromessi di alcun genere, e che l&#8217;ubica legge possibile \u00e8 quella dei gladiatori nell&#8217;antica Roma: \u00abmors tua, vita mea\u00bb.<\/p>\n<p>Ora, siccome l&#8217;isterico \u00e8 abituato a cercare l&#8217;ammirazione e l&#8217;approvazione degli altri, in genere possiede una rete di contatti sociali che lo mette automaticamente in posizione di vantaggio rispetto allo schizoide, sdegnosamente introverso e solitario; per lui, sar\u00e0 un gioco da ragazzi quello di mettere tutti contro il suo \u00abnemico\u00bb, calunniandolo implacabilmente. Se Robespierre ben rappresenta il tipo schizoide, \u00e8 Madame Tallien il perfetto prototipo del carattere isterico, che riesce a coalizzare tutta la Convenzione contro un uomo grande, ma sostanzialmente solo.<\/p>\n<p>Non che il tipo isterico sia sempre rappresentato da una donna e quello schizoide sempre da un uomo; tuttavia, questa \u00e8 la regola. Naturalmente, il tipo isterico pu\u00f2 essere un uomo (con spiccate tendenze psicologiche femminili) che si sente \u00abtrascurato\u00bb e vilipeso da un maschio di tipo schizoide, e reagisce con rabbia non solo al rifiuto totale implicito nel modo di essere dell&#8217;altro, ma anche alle sue proprie pulsioni omosessuali. \u00c8 gi\u00e0 accaduto molte volte, e continuer\u00e0 ad accadere, come possiamo attestare per averlo osservato con la massima chiarezza.<\/p>\n<p>Pertanto, al di sotto della palese incompatibilit\u00e0 fra questi due caratteri, esiste anche, o almeno pu\u00f2 esistere, una segreta attrazione, in genere dell&#8217;isterico verso lo schizoide (perch\u00e9 quest&#8217;ultimo, nella sua autonomia, \u00e8 pi\u00f9 virile), ma talvolta anche dello schizoide verso l&#8217;isterico (perch\u00e9 quest&#8217;ultimo, nella sua capacit\u00e0 seduttiva, sa essere molto femminile).<\/p>\n<p>Giunti a questo punto, possiamo domandarci come si possa, eventualmente, uscire dal vicolo cieco rappresentato dalla conflittualit\u00e0 radicale esistente fra questi due tipi umani.<\/p>\n<p>La vita \u00e8 gi\u00e0 abbastanza impegnativa per suo conto, senza bisogno che gli esseri umani si logorino e si esasperino mediante tensioni, collere e rancori, che contribuiscono ad inquinare l&#8217;atmosfera spirituale nella quale noi tutti viviamo, e che, di riflesso, coinvolgono anche molte altre persone, oltre ai diretti protagonisti del conflitto.<\/p>\n<p>Ancora una volta, la via d&#8217;uscita esiste, ma \u00e8 lunga e faticosa: e consiste nell&#8217;abitudine allo scavo interiore, alla diuturna ricerca della propria verit\u00e0 intima, alla capacit\u00e0 di leggere nel profondo di se stessi, per riconoscere la vera natura dei propri sentimenti e delle proprie emozioni e per cercare delle soluzioni costruttive ai propri disagi interiori.<\/p>\n<p>Coloro i quali scaricano tutta la propria rabbia contro un soggetto esterno sono degli immaturi i quali si illudono che, una volta distrutto il proprio antagonista, troveranno la pace e il benessere. Questa \u00e8, un po&#8217;, la psicologia dei terroristi suicidi: uccidendo il nemico, in qualche confusa maniera essi pensano di trovare un sollievo ai propri conflitti interiori, e non si rendono conto che il conflitto interiore pu\u00f2 essere superato solo e unicamente mediante un paziente, coraggioso ed onesto lavoro su se medesimi: non certo partendo per una crociata senza quartiere contro qualche supposto nemico esterno.<\/p>\n<p>Il vero nemico della nostra pace interiore si annida nelle profondit\u00e0 del nostro essere: chi non ha il coraggio di guardare in faccia questa semplice, elementare verit\u00e0, non trover\u00e0 mai la strada giusta per comporre, o anche solo per lenire, la propria sofferenza interiore. Continuer\u00e0 a scaricare all&#8217;esterno la propria collera e la propria frustrazione, in una spirale distruttiva senza fine e senza alcuna possibilit\u00e0 di redenzione.<\/p>\n<p>\u00abNosce te ipsum\u00bb, \u00abConosci te stesso\u00bb: oggi come ieri, come sempre, \u00e8 questa la via maestra per il superamento dei conflitti interiori, per realizzare il progresso spirituale, per costruire la condizioni che rendano possibile il conseguimento della pace, del benessere, della gioia vitale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vicenda di Giovanni il Battista e della principessa Salom\u00e9, per i suoi caratteri altamente drammatici e per il suo intenso valore simbolico, ha sempre colpito<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-25411","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25411","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25411"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25411\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25411"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25411"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25411"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}