{"id":25403,"date":"2022-03-13T11:41:00","date_gmt":"2022-03-13T11:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/03\/13\/giordano-bruno-o-la-societa-deve-tollerare-i-nemici\/"},"modified":"2022-03-13T11:41:00","modified_gmt":"2022-03-13T11:41:00","slug":"giordano-bruno-o-la-societa-deve-tollerare-i-nemici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/03\/13\/giordano-bruno-o-la-societa-deve-tollerare-i-nemici\/","title":{"rendered":"Giordano Bruno, o: la societ\u00e0 deve tollerare i nemici?"},"content":{"rendered":"<p>Come \u00e8 noto, l&#8217;erezione della statua a Giordano Bruno in Roma, a Campo de&#8217; Fiori, ove egli era stato arso vivo, suscit\u00f2 una tempesta di polemiche che invest\u00ec anche il Comune capitolino. La solenne cerimonia d&#8217;inaugurazione, che ebbe luogo il 9 giugno 1889, era stata fortemente voluta dai massoni, con intenzione scopertamente anticattolica. Basti ricordare che pochi anni prima, nel 1878, questi ultimi avevano assalito con sassi e bastoni il corteo funebre che trasportava la bara di Pio IX &#8211; il papa che il massone Garibaldi aveva definito <em>un metro cubo d&#8217;immondizia<\/em> &#8211; e avevano tentato di gettarla nel Tevere.<\/p>\n<p>Alcuni intellettuali cattolici, pochi in realt\u00e0, risposero ai discorsi ferocemente anticlericali che la cerimonia aveva acceso; fra questi spicca l&#8217;articolo di un anonimo prelato romano che apparve su <em>L&#8217;Osservatore Romano<\/em> e che la Societ\u00e0 San Paolo ripubblic\u00f2 pi\u00f9 volte nell&#8217;arco di pochi mesi. Lo stile \u00e8 infuocato, come infuocata era la polemica, e, per molti versi, le argomentazioni sono esagerate e parziali; nondimeno, a noi pare che l&#8217;impostazione di fondo sia condivisibile, anche se da allora il culto anticattolico di Giordano Bruno non ha fatto ch crescere e insensibilmente \u00e8 divenuto un dogma, una verit\u00e0 indiscutibile: chi osa mettere in dubbio l&#8217;eccellenza intellettuale del Nolano, la sua profondit\u00e0 e originalit\u00e0 speculativa, immediatamente incorre nei fulmini e nel disprezzo dell&#8217;intero apparato culturale. Proprio per questo, per\u00f2, ci sembra che quello scritto oggi pressoch\u00e9 dimenticato, sfrondato di alcune esagerazioni polemiche, peraltro pi\u00f9 di forma che di sostanza, meriti di essere riletto e meditato: \u00e8 un valido antidoto alla pigrizia mentale di chi, nel giudicare il valore degli uomini che sono passati alla storia, nel bene o nel male, si affida al giudizio della cultura dominante, la quale, solitamente, altro non \u00e8 che la cultura creata, o filtrata, o tollerata, dalla massoneria.<\/p>\n<p>Scriveva, dunque, il dotto prelato, dalle colonne dell&#8217;<em>Osservatore Romano<\/em> (ripubblicato come opuscolo dalla Societ\u00e0 San Paolo, Roma, 1889, pp. 12; 14-17):<\/p>\n<p><em>E di Aristotele scriveva leggiadramente che \u00abl&#8217;anima di lui pass\u00f2 in un asino\u00bb; che egli \u00abfu lusco fra i ciechi, pedante, temerario, presuntuoso, sciocco, sconcio, minore di fanciulli e d&#8217;insensate vecchie, privo d&#8217;ogni notizia di filosofia, dominato dalle tenebre, delirante pi\u00f9 del delirio, uomo d&#8217;insegnamenti perversi\u00bb; che \u00abnulla intese direttamente ed estinse la coscienza nel bassissimo\u00bb, e che \u00abfu senza intelletto, non seppe cosa si volesse dire, e insieme con Platone ebbe schernevoli dottrine, parole vuote di significato, baie, fantasie, favolette\u00bb; e \u00absi mostr\u00f2 ignorantisismo e pieno di confusione; talch\u00e9 in lui cercare scienza \u00e8 cercare le corna del gatto e le gambe dell&#8217;anguilla. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&#8230;Guast\u00f2 la dottrina astronomica di Copernico con gravissimo errore \u00absull&#8217;infinitudine dell&#8217;universo\u00bb: errore che appunto fu confutato da Keplero nel suo Compendio dell&#8217;astronomia copernicana. Guast\u00f2 le scienze esatte asserendo che l&#8217;astratto punto matematico \u00e8 un corpo concreto. Guast\u00f2 la medicina, e per le malattie ammise stoltamente l&#8217;efficacia dei numeri cabalistici, de&#8217; segni negromantici, delle ossa dei morti, degl&#8217;incantesimi, della magia e di altre medicine da ciarlatani. E quali sono le glorie sue di filosofo? Egli, copiando servilmente da altri, quanti ne furono da Pitagora e Plotino a&#8217; suoi contemporanei, e aggiungendo qualche nuova stranezza, per filosofia speculativa, pi\u00f9 o meno velatamente, propone tutte le dottrine di un assurdo panteismo obbiettivo e della &quot;infinit\u00e0&quot; de&#8217; corpi e dell&#8217;universo. Insegna che \u00abla terra, gli atri, i pianeti e tutte le altre cose naturali hanno anima propria, sono animali, ed hanno un&#8217;anima non solo sensitiva ma anche intellettiva come la nostra e forse pi\u00f9\u00bb. Non solo asserisce che \u00abil corpo dell&#8217;uomo non si differenzia punto da quello delle cose stimate senza anima e che nondimeno hanno anima\u00bb, ma ancora proclama che \u00abla materia \u00e8 spirituale e l&#8217;anima dell&#8217;uomo, in sostanza specifica e generica, non differisce da quella del&#8217;asino, delle mosche, delle ostriche marine, dell&#8217;aragna, de&#8217; serpenti\u00bb. Pretende che \u00abmolti animali\u00bb possono avere \u00abpi\u00f9 ingegno e molto maggior lume d&#8217;intelletto che l&#8217;uomo\u00bb; e pensa che tutto derivi dalla varia costituzione delle membra. Ammette la metempsicosi o il passaggio dell&#8217;anima nel corpo delle \u00abbestie cavalline, porcine, aquiline, asinine, bovine, secondo i concetti dei Pitagorici, de&#8217; Druidi e dei Saduchini\u00bb. E tutto ci\u00f2 egli pronunzia cin mere asserzioni e senza arrecar mai la minima prova; talch\u00e9 ognuno gi debba credere sulla parola e ripetere riverente l&#8217;\u00abIpse dixit\u00bb. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 facile, dopo ci\u00f2, dedurre quale debba essere la filosofia morale del Bruno. (&#8230;) Egli tiene per principio che non vi sono \u00abcolpe interiori ed oggettive\u00bb; che il male e il bene \u00e8 solo \u00abrelativo e solo si deduce dagli effetti esterni\u00bb; che Dio si compiace \u00abcome del bene cos\u00ec del male e non vuole essere onorato per s\u00e9 stesso\u00bb. Egli professa il \u00ablibero amore e i diritti del senso sullo spirito da seguirsi in tutto\u00bb. Egli aggiunge che \u00abl&#8217;intelletto e la ragione non devono dar legge al senso\u00bb; che bisogna \u00abgodere della vita presente senza preoccuparsi della futura ed incerta\u00bb; che \u00abl&#8217;onore non pu\u00f2 essere oggettivo\u00bb, e che \u00abdelle proprie azioni non si deve render conto a Dio\u00bb. Ammette lietamente la poligamia; e allato alle grandi virt\u00f9 civili e morali pone il tirannicidio, la magia, la divinazione, gl&#8217;incantesimi! (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>E la scienza teologica del Bruno? Eccola in compendio. Onor\u00f2 l&#8217;arianesimo e molteplici altre eresie ed empie e pericolose dottrine. Contro il cattolicismo vers\u00f2 tutto il veleno di Lutero, e lo disse \u00abculto superstizioso e brutale ignoranza\u00bb. Sembr\u00f2 negare la divinit\u00e0 di Cristo, dichiararne assurda l&#8217;unione ipostatica, tenerne inutili a favolose la passione e la redenzione. Intollerante e sarcastico, esponendo dogmaticamente ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 contestato, e affermando velatamene sogni, pazzie e fantastiche stranezze d&#8217;ogni fatta, us\u00f2 qualsiasi celia contro la religione; manc\u00f2 di gravit\u00e0 nei problemi pi\u00f9 seri; neg\u00f2 il soprannaturale. Il cristianesimo e la fede disse cosa \u00abiniqua, perversa, nemica della felicit\u00e0 sulla terra\u00bb; rinneg\u00f2 la vita futura, il concetto di virt\u00f9 e di vizio, il fine dell&#8217;uomo, il timore di Dio, la creazione, l&#8217;inferno; derise il paradiso e gli altri \u00abdogmi di cocollati e sacerdoti\u00bb, come parla il Fiorentino. Le cristiane credenze chiam\u00f2 \u00abpazzie, favole anili e bestiali e superstizioni da imbecilli\u00bb; la croce \u00abtragedia cabalistica\u00bb; il regno de&#8217; cieli \u00abproprio degli asini\u00bb; le Sante Scritture \u00abun sogno\u00bb; l&#8217;asino \u00absimbolo dei santi\u00bb; la religione \u00abdegna di rovina e distruzione\u00bb; Cristo \u00abingannatore e meritevole non solo di essere crocifisso, ma ancora di essere impiccato\u00bb, come non pure riferiscono lo Schopp e il Mocenigo, discepolo scandalizzato del Bruno, ma ancora riconosce il suo ammiratore Bartholom\u00e8s. Inoltre le virt\u00f9 cristiane addomand\u00f2 \u00abcosa da asini, da scempi e da puledri\u00bb; il Vangelo e la sapienza cristiana \u00abvilissima bassezza ed asinitade\u00bb. De&#8217; anti dottori, credenti al Vangelo, disse che \u00absono chiusi d&#8217;occhi, rinnegano pensiero e sentimento, si trasformano in asini; hanno capestro e freno alla gola e alla bocca, e sono somari dalle grosse labbra e mascelle, grossi e materialiacci pi\u00f9 di qualsivoglia altra bestia, pieni di sovrumana asinit\u00e0 e pazzia\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Dicevamo che il tono, lo stile e sovente anche il modo di argomentare risentono fortemente del clima incandescente della polemica del 1889; ma che nella sostanza ci troviamo d&#8217;accordo con l&#8217;autore. La figura di Giordano Bruno \u00e8 stata enormemente gonfiata fino ad assumere le proporzioni di un gigante, e solo perch\u00e9 la massoneria aveva bisogno d&#8217;un eroe senza macchia e senza paura da contrapporre all&#8217;oscurantismo cattolico. Perci\u00f2 di un personaggio ambiguo, spregiudicato, amorale, divorato da una smodata ambizione che lo portava a non andare per il sottile neppure sul piano strettamente culturale (celebre \u00e8 la figuraccia che rimedi\u00f2 a Oxford quando venne colto in flagranza di plagio) e ad insultare il mondo intero, dando dell&#8217;asino a chiunque non gli piacesse o potesse dargli ombra, a cominciare da Aristotele; di un personaggio per molti aspetti piccolo e meschino, che non elabor\u00f2 una sola idea originale, ma saccheggi\u00f2 a man bassa da svariati autori d&#8217;ogni tempo, spacciando il bottino per farina del suo sacco, e che non impar\u00f2 mai l&#8217;arte di argomentare secondo logica, ma procedette sempre affermano le sue &quot;verit\u00e0&quot; in modo apodittico, aggressivo e intollerante e riservando la sua pesantissima ironia o i suoi volgari insulti a tutti quelli che non s&#8217;inchinavano davanti alla sua scienza, \u00e8 stato fatto un modello inarrivabile di pensiero e di sapere; un precursore di civilt\u00e0 in tempi di superstizione; un assertore di valori autentici in un mondo decadente ed ipocrita, impersonato soprattutto dalla Chiesa cattolica. Come lo scientismo aveva bisogno di un eroe e di un martire per contrapporlo al cattolicesimo, e fece di Galilei il suo eroe e il suo martire, forzando la verit\u00e0 storica e piegandola alla propria ideologia, cos\u00ec la massoneria aveva bisogno di un eroe e di un martire per colpevolizzare <em>in saecula saeculorum<\/em> la Chiesa di Roma e dimostrare, secondo il primo comandamento della modernit\u00e0, che ogni persona onesta e intelligente deve scegliere fra la ragione e la fede, <em>tertium non datur<\/em>.<\/p>\n<p>Potrebbe essere utile confrontare le affermazioni dell&#8217;anonimo prelato romano con quanto scriveva, in anni assai pi\u00f9 recenti, ma sempre in clima preconciliare (perch\u00e9, vuoi o non vuoi, il discrimine \u00e8 ancora e sempre quello: il Vaticano II), un esponente della cultura cattolica novecentesca, un altro sacerdote, don Pasquale Margreth, del quale abbiamo gi\u00e0 parlato in alcuni precedenti articoli (cfr. in particolare: <em>Una pagina al giorno: Libert\u00e0 e responsabilit\u00e0 dell&#8217;uomo,<\/em> di P. Margreth, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 31\/08\/09 e ripubblicato su quello dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 16\/02\/18). Pasquale Margreth, Preside dell&#8217;Istituto Magistrale Arcivescovile di Udine, \u00e8 stato un importante animatore della vita sociale e culturale cattolica di quella citt\u00e0, fra gli anni della prima guerra mondiale (fu sfollato a Firenze dopo la rotta di Caporetto, nel 1917, ma, anche da l\u00ec, continu\u00f2 ad occuparsi dell&#8217;associazionismo cattolico friulano) e quelli successivi alla seconda, con le distruzioni del 1943-45 e la lenta, faticosa ricostruzione materiale e spirituale: un arco di tempo considerevole, tanto pi\u00f9 che quei tre o quattro decenni hanno assistito a delle trasformazioni economiche, sociali e culturali, pari a quelle di due o tre secoli, se rapportate al metro degli anni precedenti i due cataclismi che hanno sconvolto il Novecento.Scrivevam, dunque, don Margreth, in uno dei suoi tre manuali di religione per le scuole medie, <em>Veritas et Vita<\/em> (Udine, Del Bianco Editore, 1951, 1958, vol. V, pp.216-219):<\/p>\n<p><em>Il nome di Giordano Bruno offr\u00ec spesso, dal sec. XVIII in poi, motivo di propaganda antireligiosa e anticlericale; egli infatti pass\u00f2 come il martire del libero pensiero, perseguitato dalla Chiesa Cattolica per l&#8217;indipendenza dai dogmi. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Che Giordano Bruno professasse dottrine veramente eretiche lo si desume facilmente dalle testimonianze raccolte nel processo suddetto.<\/em><\/p>\n<p><em>Gi\u00e0 la sua filosofia, immanentistica e panteistica, era inconciliabile con la dottrina cattolica che ammette un Dio trascendente e distinto dal creato.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma a questi suoi errori filosofici altri si aggiunsero nel campo teologico e religioso: un&#8217;interpretazione simile all&#8217;ariana circa la Trinit\u00e0, la negazione della Divinit\u00e0 di Cristo, di cui affermava che fosse un peccatore; per il Bruno la cita ultra-terrena dell&#8217;anima si confonde con la metempsicosi; egli deride inoltre i misteri pi\u00f9 augusti del Cristianesimo, la verginit\u00e0 di Maria Santissima e il culto dei Santi; e si potrebbe continuare. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>La figura di Giordano Bruno, cos\u00ec esaltata dai liberi pensatori, \u00e8 una delle pi\u00f9 abbiette che la storia ricordi e fa meraviglia che essi non abbiano saputo e potuto scegliere per loro campione qualche cosa di meno ripugnante.<\/em><\/p>\n<p><em>Nessuno gli nega ingegno vivace e vastit\u00e0 di erudizione, ma la sua filosofia \u00e8 un guazzabuglio di sistemi diversi e confusi insieme; la sua figura morale \u00e8 quanto di pi\u00f9 misero si possa immaginare.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 opera sua &quot;Il Candelaio&quot;, una SOZZA COMMEDIA di cui un biografo del Bruno stesso scrisse: \u00ab\u00c8 un museo criminale, raccolto dai rifiuti della societ\u00e0. \u00c8 la sfera della pi\u00f9 bassa sessualit\u00e0\u00bb (Olschki).<\/em><\/p>\n<p><em>Fu di un ORGOGLIO SCONFINATO.<\/em><\/p>\n<p><em>Il cardinale Angelo Mercati nel pubblicare il sommario del processo dell&#8217;Inquisizione sul Bruno, cos\u00ec conclude: \u00abL&#8217;orgoglio ebbe il sopravvento e lo condusse a quella terribile fine che in teologia si definisce dell&#8217;impenitenza finale, conseguenza dell&#8217;accecamento di mente e indurimento della volont\u00e0 di chi a lungo si \u00e8 avvoltolato nel peccato\u00bb (Gaetani, &quot;La Chiesa&quot;, Libreria della Pontificia Universit\u00e0 Superiore, Roma, 1947, p. 223).<\/em><\/p>\n<p><em>Fu BRUTALMENTE AGGRESSIVO. Chiamava coloro che dissentivamo da lui \u00abbifolchi, stolti, matti, tal\u00e8e, bestie, asini, porci, barbagianni; avrebbe voluto distruggere col fuoco i suoi contraddittori e si adirava di non poter essere carnefice per mandarli al supplizio\u00bb (cit., pp. 104-105).<\/em><\/p>\n<p><em>FU IMPULSIVO ED INCOSTANTE. Prima frate, poi ribelle, fugge dal chiostro, poi vi ritorna; passa al calvinismo e poi \u00e8 sconfessato dai calvinisti, aderisce al luteranesimo ed \u00e8 sconfessato dai luterani: professa eresie, deride i dogmi, disprezza la virt\u00f9 e poi si dichiara pentito e, in ginocchio, chiede perdono dei suoi misfatti; poi di nuovo professa gli stessi errori e si rifiuta di ripudiarli e muore sul rogo da sdegnoso ribelle.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma la Chiesa &#8212; ci si domanda &#8212; non \u00e8 stata crudele col condannarla al rogo?<\/em><\/p>\n<p><em>Proprio dal sommario di questo processo tratto dall&#8217;Archivio del Vaticano per opera del Card. Mercati, \u00e8 risultato quanto la procedura dell&#8217;Inquisizione fosse scrupolosa e mite e fosse regolato il regime carcerario in modo da non abbreviare e tanto meno stroncare l&#8217;esistenza dei detenuti. Che se la Chiesa, condannata l&#8217;eresia e consegnato il colpevole al braccio secolare, non impediva la sua esecuzione capitale, dobbiamo sempre tener presenti le condizioni sociali di quei tempi e la mentalit\u00e0 della giustizia di allora, che non pu\u00f2 essere paragonata a quella dei nostri giorni.<\/em><\/p>\n<p><em>Scrive a questo proposito Igino Giordani (&quot;Scontri ed incontri&quot;; vedi Gaetani, &quot;La Chiesa&quot;, cit., p. 229): \u00abNello stato cristiano un eretico attivo \u00e8 quel che un sovversivo operante \u00e8 nello stato laico: uno che opera ai danni della comunit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Cristiana essendo la struttura ideale, giuridica, politica, non era consentito minarne le basi, offenderne le ragioni etiche\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Fa uno strano effetto, ma tutt&#8217;altro che spiacevole, sentire come si esprimevano i bravi sacerdoti di <em>allora<\/em>, cio\u00e8 di prima del Concilio, dicendo pane al pane e vino al vino, e chiamando peccato il peccato, e false religioni le false religioni; anche e soprattutto quando si rivolgevano ai giovani, come in questo caso, attraverso un testo ad uso scolastico. Fronte alta e schiena dritta, non avevano sensi di colpa, n\u00e9 complessi d&#8217;inferiorit\u00e0 verso chicchessia: non cercavano di farsi perdonare il fatto di essere cattolici, cio\u00e8 figli di quella cosa sorpassata e nemica del progresso e del libero pensiero, che \u00e8 la Chiesa cattolica. A testa alta affrontavano i malumori del mondo, e con la schiena dritta ribattevano colpo su colpo le accuse dei nemici, senza lasciarsi intimorire n\u00e9 confondere, e soprattutto senza cadere nella trappola delle vittime che pretendono &quot;giustizia&quot;, ma che del vittimismo hanno fatto una proficua professione. S\u00ec, \u00e8 vero: l&#8217;Inquisizione ha processato e condannato; e allora? I tempi erano quelli: e l&#8217;Inquisizione, semmai, era pi\u00f9 cauta e pi\u00f9 clemente del braccio secolare. Giordano Bruno? Un eretico impenitente, un superbo, un cattivo maestro, che diffondeva ovunque i suoi errori con la strana pretesa d&#8217;essere osannato e riverito. S\u00ec, la Chiesa reprimeva le eresie: perch\u00e9 il cristianesimo era la malta, il cemento che teneva uniti i mattoni della societ\u00e0, e chi attaccava quello, attaccava le basi della societ\u00e0 stesa: logico che la societ\u00e0 volesse difendersi. Nel Medioevo c&#8217;era la viva coscienza che una societ\u00e0 non pu\u00f2 corteggiare e blandire i suoi nemici mortali, pena l&#8217;autodistruzione; non c&#8217;era l&#8217;idea odierna, che la societ\u00e0 deve nutrire e circondare di diritti quelli che la vogliono demolire pezzo su pezzo. Giordano Bruno apparteneva alla schiera dei nemici della stabilit\u00e0 sociale, della morale, della religione: era un nemico pubblico. Perseguendo quelli come lui, la Chiesa difendeva non solo se stessa, ma la societ\u00e0 intera: allora c&#8217;era qualcuno che si assumeva le responsabilit\u00e0, non c&#8217;era l&#8217;abitudine di scaricarle perennemente, come si fa oggi, nascondendosi dietro cento astruserie giuridiche. Pane al pane e vino al vino: un nemico \u00e8 un nemico. E ci\u00f2 vale anche per i nemici esterni: \u00e8 cos\u00ec che la Chiesa ha difeso se stessa e l&#8217;Europa, a Lepanto nel 1571 e sotto le mura di Vienna due volte, nel 1529 e nel 1683. Perch\u00e9 quando il nemico assale, si deve saper rispondere con la spada. A molti cattolici questo discorso non piace, vorrebbero bandire ogni violenza; ma si scordano che il mondo, dopo il Peccato originale, non \u00e8 pi\u00f9 il Paradiso terrestre, ma una foresta di belve, dove regnano la forza e l&#8217;ingiustizia. Il cristiano aspira ad un mondo migliore, ma sa che esso non appartiene a questa dimensione. Frattanto, in attesa di quel giorno sa che bisogna impugnare la spada se un pericolo mortale incombe su tutto quanto di bello e buono i nostri padri hanno costruito. E chi non lo vede \u00e8 un vile o un folle.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come \u00e8 noto, l&#8217;erezione della statua a Giordano Bruno in Roma, a Campo de&#8217; Fiori, ove egli era stato arso vivo, suscit\u00f2 una tempesta di polemiche<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[160,221,234],"class_list":["post-25403","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-giordano-bruno","tag-platone","tag-roma"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25403","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25403"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25403\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25403"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25403"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25403"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}