{"id":25398,"date":"2011-05-20T07:37:00","date_gmt":"2011-05-20T07:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/05\/20\/tra-gerty-macdowell-e-leopold-bloom-lantico-gioco-sterile-della-seduzione-ingenua\/"},"modified":"2011-05-20T07:37:00","modified_gmt":"2011-05-20T07:37:00","slug":"tra-gerty-macdowell-e-leopold-bloom-lantico-gioco-sterile-della-seduzione-ingenua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/05\/20\/tra-gerty-macdowell-e-leopold-bloom-lantico-gioco-sterile-della-seduzione-ingenua\/","title":{"rendered":"Tra Gerty MacDowell e Leopold Bloom l\u2019antico gioco sterile della seduzione \u00abingenua\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Nel capitolo dell&#8217;\u00abUlisse\u00bb dedicato a Nausicaa (\u00abLe rocce\u00bb), James Joyce rappresenta, con consumata abilit\u00e0 psicologica, l&#8217;antico, sottile gioco della seduzione &quot;ingenua&quot; fra una fanciulla zoppa di modeste condizioni sociali che, con due amiche e i loro fratellini, si \u00e8 recata sulla spiaggia di Dublino, in una bella serata estiva rallegrata dai fuochi d&#8217;artificio, e un solitario personaggio maschile che si riveler\u00e0 essere non altri che Leopold Bloom, l&#8217;ebreo protagonista del romanzo.<\/p>\n<p>Forse anche perch\u00e9 questi sta pensando alla moglie, Molly, con la quale, da tempo, non intrattiene pi\u00f9 rapporti sessuali, sta di fatto che l&#8217;uomo maturo e navigato si lascia afferrare dal brivido dell&#8217;eccitazione sensuale che la fanciulla, apparentemente inesperta e assai romantica, con la testa piena di romanzi rosa e di avvincenti storie sentimentali, ma, in realt\u00e0, fresca di una cocente delusione sentimentale perch\u00e9 \u00e8 stata lasciata dal suo corteggiatore, intesse a distanza, con lo sguardo e con i movimenti del corpo, sotto il naso delle ignare compagne.<\/p>\n<p>Tutta la scena si svolge senza che i due si rivolgano mai la parola, n\u00e9 compiano alcun gesto esplicito, anche se, approfittando della necessit\u00e0 di seguire con lo sguardo la parabola dei bengala, la ragazza, di nome Gerty MacDowell, a un certo punto incomincia a incurvarsi in modo tale che l&#8217;uomo, il quale si trova sulle rocce pi\u00f9 in basso di lei, possa ammirare tutto ci\u00f2 che l&#8217;ampia e lunga gonna, allora d&#8217;obbligo per le donne e le fanciulle per bene, in posizione normale nasconderebbe.<\/p>\n<p>Il gioco si spinge tanto in l\u00e0 che, alla fine, oltre alle gambe, lei esibisce, senza averne l&#8217;aria, anche le mutandine di batista, che, fortunatamente, quel giorno aveva indossato al posto dei poco eccitanti mutandoni di tela grezza; mentre l&#8217;uomo, anch&#8217;egli senza averne l&#8217;aria, si masturba silenziosamente, seguitando ad ammirare tutta quella grazia di Dio: qualcosa che, date le abitudini dei primi anni del Novecento, in condizioni normali non avrebbe mai potuto sperare di vedere, se non in un rapporto sessuale vero e proprio; ma, in tal caso, non certo in un luogo pubblico.<\/p>\n<p>Dalla vicina chiesa cattolica si spandono le parole della messa e il suono della musica sacra e ci\u00f2 rende pi\u00f9 piccante la situazione; dopo di che, la pioggia dei fuochi d&#8217;artificio fa da contraltare all&#8217;orgasmo clandestino di Bloom e all&#8217;estasi di lei che, inseguendo mille pensieri confusi di amicizia amorosa, fidanzamento e matrimonio con quel misterioso sconosciuto dall&#8217;aria sensuale, ma anche profonda e rispettabile, conduce il gioco con uno straordinario miscuglio d&#8217;ingenuit\u00e0 puerile e di raffinatissima malizia.<\/p>\n<p>Il piacere di lasciarsi guardare; di lasciarsi guardare mentre si mostra qualcosa di troppo; di lasciarsi ammirare mentre, a propria volta, si osserva l&#8217;effetto che tale situazione produce nell&#8217;uomo: \u00e8 uno dei piaceri proibiti della psicologia femminile, sul quale numerosi scrittori, pittori e registi cinematografici si sono soffermati, anche se non sempre sono riusciti a evitare il facile scivolone nella banalit\u00e0, nella finta spregiudicatezza e nella autentica pornografia.<\/p>\n<p>Si tratta, infatti, di una situazione psicologica molto sfumata e complessa: nessuna donna normale la provocherebbe a cuor leggero, con ostentazione e con grossolana noncuranza, a meno che si tratti dell&#8217;invito sessuale di una prostituta o di una ninfomane; per\u00f2, al tempo stesso, ben poche donne normali riuscirebbero, a determinate condizioni e in determinate circostanze, a non provarne la tentazione, che poi \u00e8 la tentazione di incoraggiare il voyeurismo maschile.<\/p>\n<p>Il massimo della raffinatezza, infatti, consiste nel provocare lo sguardo maschile, ma senza fare mostra di accorgersene; anzi, nel portare al culmine l&#8217;eccitazione dell&#8217;uomo, senza mai lasciargli capire con certezza se il gioco sia intenzionale oppure no, se la donna si sia accorta, o meno, di essere osservata.<\/p>\n<p>La situazione pu\u00f2 essere creata ad arte, con sapienza, per mezzo della porta della stanza da bagno rimasta socchiusa, in apparenza per una semplice distrazione; di una tenda della finestra rimasta aperta, come per caso; di un certo modo di accavallare le gambe, stando seduta al tavolino del bar o sulla poltroncina del cinema o, magari, su quella del treno.<\/p>\n<p>Ma, tornando a Gerty MacDowell: la fanciulla dublinese, che, standosene seduta per tutto il tempo, solo alla fine, al momento di andarsene, rivela a Bloom la sua deformit\u00e0 fisica, mentre per tutto il tempo ha potuto mostrare fieramente il suo bel visino fresco e, di contrabbando, le sue gambe ben proporzionate, si \u00e8 accorta che la sua provocazione \u00e8 arrivata a segno, al punto tale da indurre il suo taciturno ammiratore a cercare quella soddisfazione solitaria che, in genere, si prendono i ragazzini inesperti? E, se s\u00ec, che cosa ne pensa?<\/p>\n<p>Vi sono pochi dubbi in proposito: se, alla fine dello spettacolo pirotecnico e ormai in procinto di raggiungere le fastidiose compagne, Gerry lancia allo sconosciuto uno sguardo \u00abdi perdono\u00bb, ci\u00f2 vuol dire che se n&#8217;\u00e8 accorta benissimo; e, a quanto pare, il pensiero non la imbarazza minimamente, anche se le fa venire in mente certe confessioni, quelle s\u00ec imbarazzanti, che le ragazze come lei devono fare al prete, nel confessionale, quando si trovano, loro stesse, in tentazioni analoghe; anzi, si direbbe che, sotto sotto, ne vada piuttosto fiera.<\/p>\n<p>Non \u00e8 forse quella una prova che ha fatto centro, che ha sedotto quello sconosciuto, che ha verificato su di lui, e sia pure a distanza e nella massima discrezione, il proprio potere seduttivo, la propria capacit\u00e0 di attirare l&#8217;interesse sessuale di qualunque uomo? \u00c8, in fondo, una rivincita contro quello sciocco fidanzatino che l&#8217;ha appena mollata e, soprattutto, contro quelle oche delle sue compagne, che in realt\u00e0 detesta, con quei mocciosetti chiassosi e rompiscatole, che la fanno vergognare d&#8217;essere in loro compagnia, lei cos\u00ec distinta e raffinata.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, dunque, chiamare questo gioco, il gioco della seduzione &quot;ingenua&quot;, se, a ben guardare, c&#8217;\u00e8 poco o niente di ingenuo nei due protagonisti, e specialmente nella donna, la quale, con il suo esibizionismo, ha dato inizio al duetto erotico?<\/p>\n<p>Appunto perch\u00e9 si tratta di una falsa ingenuit\u00e0, evidenziata dall&#8217;uso delle virgolette; o meglio, se si preferisce, di un gioco in cui ingenuit\u00e0 e malizia si sfiorano, si soprappongono e si separano continuamente, per mille fili sottilissimi, al punto che sarebbe difficile, se non impossibile, stabilire con sicurezza dove finisca la prima e dove incominci la seconda.<\/p>\n<p>\u00c8 un argomento delicato; ce ne rendiamo conto. Quando la donna provoca, ma senza averne l&#8217;aria, mette in moto un meccanismo che ella pensa di poter padroneggiare, ma che, invece, talvolta le sfugge di mano: ci\u00f2 accade quando l&#8217;uomo, sentendosi invitato, si fa avanti per un approccio sessuale esplicito, che non era nelle intenzioni di lei: con delle conseguenze che possono arrivare fino alla violenza sessuale vera e propria.<\/p>\n<p>In simili casi, e sappiamo di dire una cosa molto impopolare, bisognerebbe che la donna si facesse un lungo e approfondito esame di coscienza, prima di vestire i panni della vittima innocente: perch\u00e9, se vittima lo \u00e8 stata certamente, innocente non lo \u00e8 stata di sicuro.<\/p>\n<p>\u00c8 pur vero che, quando si verifica un tale, drammatico malinteso, esso \u00e8 dovuto anche alla profonda ignoranza reciproca, da parte dell&#8217;uomo e della donna, delle due diverse forme di sessualit\u00e0: perch\u00e9 mentre la donna pu\u00f2 anche desiderare solo l&#8217;eccitazione &#8211; propria ed altrui &#8211; e, in qualche misura, appagarsene, non cos\u00ec accade all&#8217;uomo, per il quale, fisiologicamente, l&#8217;eccitazione \u00e8 sempre il preambolo dell&#8217;atto sessuale vero e proprio.<\/p>\n<p>In ogni caso, \u00e8 evidente che quello di provocare ed esasperare l&#8217;eccitazione altrui, \u00e8 un gioco sommamente pericoloso; pi\u00f9 precisamente, un gioco di potere: e chi \u00e8 tanto sprovveduto da ignorare che l&#8217;esercizio del potere \u00e8, in se stesso, una attivit\u00e0 potenzialmente erotica?<\/p>\n<p>Lo ha descritto magistralmente il regista polacco Valerian Borowczyk nel suo film \u00abC\u00e9r\u00e9monie d&#8217;amour\u00bb, del 1987 (titolo della versione italiana: \u00abLa regina della notte\u00bb), tratto da un racconto di Andr\u00e9 Pieyre de Mandiargues, nel quale l&#8217;erotismo &#8211; specialmente nella notevole interpretazione dell&#8217;attrice Marina Pierro &#8211; non provoca nello spettatore n\u00e9 eccitazione, n\u00e9 divertimento, bens\u00ec un sentimento assai vicino alla paura.<\/p>\n<p>Ma cediamo la parola allo stesso Joyce (\u00abUlisse\u00bb, traduzione di Giulio De Angelis, Milano, Mondadori, 1985, pp. 500-03):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; Gli occhi che le erano incollati addosso le mettevano il formicolio nelle vene. Lo guard\u00f2 un istante, incrociando lo sguardo e la luce si fece in lei. C&#8217;era una passione rovente in quel volto, passione tacita come una tomba, ed era quella che l&#8217;aveva resa sua. Finalmente erano rimasti sli senza nessuno a sbirciare e a far commenti e lei sapeva che di ui si poteva fidare fino alla morte, costante, un uomo tutto d&#8217;un pezzo, un uomo d&#8217;onore inflessibile fino alla punta delle unghie. Le mani e il volto di lui vibravano e un tremito la pervase tutta. Si pieg\u00f2 tutta all&#8217;indietro per vedere meglio i fuochi e si strinse un ginocchio tra le mani per non cadere guardando in su e non c&#8217;era nessuno a vedere, solo lui e lei, quando senza parere rivel\u00f2 tutta la graziosa vaghezza delle sue gambe ben modellate, flessibili e delicatamente arrotondate, e le pareva sentire il palpito del cuore di lui, e il suo rauco respiro, perch\u00e9 sapeva tutto delle passioni di uomini di quel genere, dal sangue caldo, perch\u00e9 Bertha Supple le aveva detto una volta in segreto e le aveva fatto giurare che mai avrebbe di quel signore che era loro inquilino, che era dell&#8217;Ufficio Zone Sovrappopolate e aveva fotografie di ballerine con le gambe per aria ritagliate dai giornali e lei poi diceva che lui faceva qualcosa di poco bello che ci si pu\u00f2 immaginare delle volte stando a letto. Ma questa era tutta diversa da una cosa come quella perch\u00e9 tutta la differenza stava l\u00ec perch\u00e9 lei poteva quasi sentirsi attirare il viso contro il suo e sentire il primo, rapido, caldo tocco delle sue labbra. E poi c&#8217;era l&#8217;assoluzione finch\u00e9 non si faceva quell&#8217;altra cosa prima d&#8217;esser marito e moglie e ci dovrebbero essere preti capaci di capire senza bisogno di dir loro tutto e anche Cissy Caffrey qualche volta aveva quel certo sguardo sognante negli occhi perch\u00e9 anche lei, cara mia, e Winny Rippingham cos\u00ec fanatica per le fotografie degli attori e oltre a tutto era per via di quel&#8217;atra cosa che arriva in quel modo.<\/p>\n<p>E Jacky Caffrey grid\u00f2 che guardassero, ce n&#8217;era un altro e lei si gett\u00f2 all&#8217;indietro e le giarrettiere erano azzurre per intonarsi e per mettere in rilievo la trasparenza e tutti lo videro e urlarono di guardare, guarda eccolo e lei si gett\u00f2 ancor di pi\u00f9 al&#8217;indietro per vedere i fuochi e qualcosa di strano volava per aria, qualcosa di morbido avanti e indietro, scuro. Ed essa vide un lungo bengala che saliva di l\u00e0 dagli alberi, su, su, e, in un silenzio teso, a tutti manc\u00f2 il fiato per l&#8217;eccitazione mentre saliva sempre pi\u00f9 in alto, e lei dovette gettarsi sempre di i\u00f9 all&#8217;indietro per seguirlo con lo sguardo, in alto, in alto, quasi a perdita d&#8217;occhio, e il suo volto erra soffuso di un divino, seducente rossore per lo sforzo e lui poteva anche vedere altre cose di lei, mutandine di batista il tessuto che accarezza la pelle, meglio d quelle altre mutande a pantalone, verdi, a quattro scellini e undici pence, perch\u00e9 erano bianche e lei lasciva che lui e vedeva che lui vedeva e poi sal\u00ec cos\u00ec in alto che si sottrasse alla vista un istante e lei tremava in ogni parte del corpo per essere cos\u00ec gettata all&#8217;indietro e lui poteva vedere tutto quel che voleva al di sopra del ginocchio, dove mai nessuno neanche sull&#8217;altalena o quando si mettono i piedi in acqua e lei non si vergognava e lui neanche di guardare in quel modo impudico perch\u00e9 lui non poteva resistere alla vista di quelle mirabili rivelazioni semi-profferte come quelle ballerine che si comportano cos\u00ec impudicamente sotto gli occhi dei signori e lui continuava a guardare, guardare. Avrebbe voluto gridare con voce soffocata, tendergli le svelte braccia nivee perch&#8217;egli venisse, sentire le sue labbra posarsi sulla sua bianca fronte il grido d&#8217;amore di una fanciulla, un piccolo grido strozzato, strappatole a forza, quel grido che \u00e8 risuonato nei secoli dei secoli. Allora part\u00ec un razzo e pam uno sprazzo di luce accecante e oh! Il bengala scoppi\u00f2 e fu come un sospirare di oh! E tutti gridarono oh! oh! In estasi di rapimento e ne sgorg\u00f2 un fiotto di pioggia di fili d&#8217;oro e si sparsero e ah! Ora erano tutte roride stelle verdastre che cadevano con altre dorate, oh cos\u00ec vive! oh cos\u00ec tenere, dolci, tenere!<\/p>\n<p>Poi tutto si sciolse rugiadosamente nell&#8217;aria grigia: tutto tacque. Ah! Gli lanci\u00f2 uno sguardo nel chinarsi rapidamente in avanti, un piccolo sguardo patetico di pietosa protesta, di pudico rimprovero sotto il quale egli avvamp\u00f2 come una fanciulla. Egli si appoggiava alla roccia dietro di lui. Leopold Bloom (s\u00ec, non altri che lui) \u00e8 l\u00e0 in piedi silenzioso, a testa bassa di fronte a quei giovani occhi innocenti. Che bruto \u00e8 stato! Un&#8217;altra volta quel lavoro? Una bella anima illibata si era rivolta a lui e, miserabile, come aveva risposto? Un vero farabutto era stato. Lui, proprio lui! Ma c&#8217;era un&#8217;infinita riserva di misericordia in quegli occhi, una parola di perdono anche per lui per quanto avesse errato e peccato e vagato. Lo andrebbe a raccontare una ragazza? No, mille volte no. Era il loro segreto, loro soltanto, soli nel crepuscolo avviluppante e non c&#8217;era nessuno che sapesse e potesse dire eccettuato quel piccolo pipistrello che volava pian piano qua e l\u00e0 nella sera e i piccoli pipistrelli non parlano.<\/p>\n<p>Cissy Caffrey fischi\u00f2, imitando i ragazzi sul campo del gioco del calcio per far vedere che era da pi\u00f9 degli altri: e poi grid\u00f2:<\/p>\n<p>&quot;Gerty! Gerty! Noi andiamo. Forza. Si vede di quass\u00f9&quot;.<\/p>\n<p>Gerty ebbe un&#8217;idea, una delle piccole astuzie d&#8217;amore. Infil\u00f2 una mano nel taschino e tir\u00f2 fuori il batuffolo d&#8217;ovatta e lo agit\u00f2 in risposta senza farsene accorgere da lui si capisce e poi lo rinfil\u00f2 a posto. Mi domando se \u00e8 troppo lontano per. Si alz\u00f2. Era l&#8217;addio? No. Doveva andare ma si sarebbero incontrati di nuovo, l\u00e0, e lei sognerebbe quell&#8217;incontro fino a quel momento, domani, quel suo sogno di ieri sera. Si drizz\u00f2 del tutto. Le loro anime si incontrarono in un ultimo sguardo indugiante e gli occhi che le giunsero al fondo del cuore, pieni di uno strano luccichio, aleggiarono affascinati sul suo dolce volto simile a un fiore. Accenn\u00f2 un pallido sorriso verso di lui, un dolce sorriso di perdono, un sorriso prossimo alle lacrime, e poi si separarono.\u00bb<\/p>\n<p>Questo brano di prosa si presterebbe a mille altre considerazioni di natura psicologica; ma ci limiteremo a farne un&#8217;ultima.<\/p>\n<p>Sempre di pi\u00f9 cresce il numero delle donne che non solo indulgono al piacere della seduzione fine a se stesso, ossia non come preliminare di una conquista, ma come pura e semplice esercitazione di potere; ma che spingono tale discutibile arte fino al punto di raggiungere cos\u00ec, e soltanto cos\u00ec, la propria piena soddisfazione sensuale.<\/p>\n<p>Intervistate in proposito durante un corso di psicoterapia, alcune ragazze hanno ammesso di raggiungere l&#8217;orgasmo vero e proprio mediante l&#8217;eccitazione del maschio e il successivo rifiuto dei suo approccio.<\/p>\n<p>\u00c8 il rifiuto che genera l&#8217;orgasmo, o meglio, il piacere sublime del rifiuto, beninteso dopo aver esasperato il desiderio maschile: situazione che era stata gi\u00e0 bene descritta nel romanzo di Pierre Lou\u00ffs \u00abLa donna e il burattino\u00bb, del lontano 1898.<\/p>\n<p>Certo, si tratta di casi relativamente rari; ma, a nostro avviso, essi sono in costante aumento: come se il narcisismo oggi dilagante, sia fra le donne che fra gli uomini, rendesse pi\u00f9 desiderabile l&#8217;appagamento dell&#8217;eros mediante il rifiuto, piuttosto che mediante l&#8217;abbandono.<\/p>\n<p>Se questo \u00e8 vero, tempi difficili attendono sia gli uomini che le donne, nelle loro relazioni reciproche.<\/p>\n<p>Tempi aridi, tempi sterili; tempi di chiusura, di negazione, di tristezza, in luogo della bellezza e della dolcezza che l&#8217;uomo e la donna potrebbero donarsi, se ritornassero in se stessi e rinunciassero alle tentazioni dell&#8217;orgoglio e ai giochi di potere; se volessero aiutarsi, l&#8217;un l&#8217;altra, a tirar fuori la propria parte migliore, invece di quella peggiore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel capitolo dell&#8217;\u00abUlisse\u00bb dedicato a Nausicaa (\u00abLe rocce\u00bb), James Joyce rappresenta, con consumata abilit\u00e0 psicologica, l&#8217;antico, sottile gioco della seduzione &quot;ingenua&quot; fra una fanciulla zoppa di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[179,249],"class_list":["post-25398","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-james-joyce","tag-sessualita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25398","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25398"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25398\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25398"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25398"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25398"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}