{"id":25385,"date":"2020-05-04T10:06:00","date_gmt":"2020-05-04T10:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/05\/04\/gianni-rodari-o-la-contro-letteratura-per-linfanzia\/"},"modified":"2020-05-04T10:06:00","modified_gmt":"2020-05-04T10:06:00","slug":"gianni-rodari-o-la-contro-letteratura-per-linfanzia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/05\/04\/gianni-rodari-o-la-contro-letteratura-per-linfanzia\/","title":{"rendered":"Gianni Rodari o la contro-letteratura per l&#8217;infanzia"},"content":{"rendered":"<p>Se volessimo fare un esempio di ci\u00f2 che <em>non<\/em> \u00e8 la letteratura per l&#8217;infanzia, senza esitare diremmo: prendete le opere di Gianni Rodari (Omegna, allora provincia di Novara, oggi del Verbano, 23 ottobre 1920-Roma, 14 aprile 1980). Sappiamo bene che \u00e8 stato considerato un grande scrittore e un grande educatore, e che un tutta Italia gli sono state dedicate decine di asili e di scuole elementari; ma c&#8217;\u00e8 una ragione per questo, che non \u00e8 di merito, ma ideologica. Abbiamo usato infatti il passato, <em>\u00e8 stato considerato<\/em>; perch\u00e9 da un bel po&#8217; di anni il suo nome non compare pi\u00f9 con tanta frequenza nelle discussioni dei salotti buoni; in altre parole, perfino quelli che ne hanno decretato il successo, gonfiando oltre ogni limite i suoi meriti, alla fine si son resi conto della sua modestia e senza averne l&#8217;aria, tanto meno senza ammetterlo pubblicamente, come del resto \u00e8 loro costume, hanno compiuto una ritirata strategica e abbandonato in silenzio le posizioni. In tempi di globalizzazione selvaggia e di una sinistra che si \u00e8 posta totalmente al suo servizio, vale a dire al servizio del grande capitale finanziario, apolide e amorale, la figura di Gianni Rodari \u00e8 divenuta a dir poco imbarazzante: il mondo che si esprime nei suoi libri \u00e8 ancora quello, a suo modo coerente, se non proprio glorioso, del vecchio P.C.I. Oggi un Rodari non scriverebbe pi\u00f9 a quel mondo, oppure verrebbe censurato dai suoi stessi compagni di partito; le case editrici di sinistra non pubblicherebbero i suoi libri, e le televisioni progressiste non lo inviterebbero a esprimere la sua opinione. E tuttavia, si potrebbe obiettare, seguitano a invitare uno Staino, con tutta la sua rozzezza veterocomunista. Vero: ma con il non trascurabile dettaglio che adesso costui, insieme del resto a gran parte dei portabandiera della vecchia sinistra filo-comunista, sono stati assorbiti nella maniera pi\u00f9 disinvolta nei ranghi del clero cattolico. Oggi sono i vescovi a sventolare le bandiere della sinistra, ridotta a un internazionalismo sena giustizia sociale, senza dignit\u00e0 dei lavoratori e senza alcun rispetto per le identit\u00e0 collettive, ma solo per quelle dell&#8217;ultraindividualismo radicale borghese, tanto che Staino \u00e8 stato chiamato ad illustrare &#8212; alla sua maniera, cio\u00e8 in modo beffardo e blasfemo &#8211; il giornale della C.E.I., <em>L&#8217;Avvenire<\/em>: quello, per intenderci, che ha dedicato la prima pagina dello scorso 25 aprile alla &quot;Liberazione&quot;, titolando a cinque colonne: <em>Resistere, Resistere, Resistere<\/em> (contro chi? contro il &quot;fascismo&quot;: chiaro, no?, mica contro la soppressione della santa Messa o l&#8217;abolizione di fatto dei funerali religiosi), ed \u00e8 stato il solo a scegliere quella linea editoriale, insieme al <em>Manifesto<\/em> che, almeno, ha una storia coerente alle spalle. Mentre un Rodari, oggi, stentiamo a immaginarcelo nei salotti buoni della sinistra, e meno ancora nell&#8217;area del cattolicesimo bergogliano; se non altro avrebbe dovuto aggiustare il tiro, prendendosela, certo, con i &quot;ricchi&quot;, ma senza rompere le scatole ai <em>veri<\/em> ricchi, i multimiliardari che dominano il mondo odierno, i plutocrati onnipotenti dell&#8217;internazionale massonica, i Bill, Gates e i Jeff Bezos, i Rotschild e i Rockefeller, i signori del <em>Deep State<\/em> americano e non solo americano, ma planetario.<\/p>\n<p>Abbiamo detto che Gianni Rodari \u00e8 il perfetto esempio di ci\u00f2 che non \u00e8 la letteratura per l&#8217;infanzia; aggiungiamo che \u00e8 anzi l&#8217;esempio di ci\u00f2 che si deve intendere per contro-letteratura dell&#8217;infanzia, ossia di una letteratura che intende rivolgersi ai bambini, ma lo fa senza rispettare la loro natura e, peggio ancora, con la scopetta intenzione d&#8217;indottrinarli, manipolarli, tirarli su secondo la propria ideologia: esattamente come hanno fatto e fanno decine di migliaia d&#8217;insegnanti di sinistra, ai quali non interessa aiutare i loro alunni a sviluppare un proprio senso critico, ma solo di sentirli parlare e ragionare come piace a loro, ossia nel solco di ci\u00f2 che per essi \u00e8 la verit\u00e0 talmente indubitabile, da non aver bisogno di dimostrazioni. Nei suoi libri si respira un&#8217;aria greve, ideologicamente pesantissima, intrisa di un moralismo semplicistico, dove il bene sta sempre dalla parte dei poveri e il male sta sempre da quella dei ricchi, il tutto partendo dal solito vecchio assunto di Rousseau, che l&#8217;uomo \u00e8 buono per natura ed \u00e8 la socie a corromperlo, in particolare dopo l&#8217;invenzione della propriet\u00e0 privata. L&#8217;intonazione esteriormente gaia non serve a rendere davvero gaio il clima; e la volont\u00e0 di dimostrare una tesi, oltretutto estremamente schematica, si risolve a danno della spontaneit\u00e0 e della leggerezza delle storie. Anche se i protagonisti sono personaggi &quot;simpatici&quot;, magari fiori, frutti e ortaggi, il modo in cui parlano e agiscono risente di un&#8217;impostazione esasperatamente politicizzata: dietro ogni fagiolino, ogni limone, ogni foglia di lattuga senzienti e parlanti non c&#8217;\u00e8 il magico mondo dell&#8217;infanzia, che si apre al mondo per la prima volta ed \u00e8 pervasa da arcani stupori, ma la saccenteria instancabile, petulante, di un mondo adulto che \u00e8 intimamente vecchio, perch\u00e9 sa gi\u00e0 tutto o crede di saper tutto, ha capito e giudicato ogni cosa, anche se forse non l&#8217;ha capita cos\u00ec bene come crede. E che razza di letteratura per l&#8217;infanzia \u00e8 quella ove manca lo stupore? Dove tutto, ma proprio tutto, ha la sua brava e pronta spiegazione; e dove buoni e cattivi recitano un copione obbligato, scontato, prevedibile, senza il minimo slancio di fantasia, senza mai che traspaia l&#8217;inesauribile complessit\u00e0 della vita? Perch\u00e9 nel mondo della vita vera, non sempre le cose sono come appaiono; non sempre i buoni son cos\u00ec buoni e i cattivi cos\u00ec cattivi, come sembra al primo sguardo; e soprattutto esiste un elemento di sorpresa, d&#8217;imprevedibilit\u00e0, che a volte sorpassa perfino la fantasia degli scrittori, mentre nel mondo delle fiabe e dei romanzi di Rodari non c&#8217;\u00e8 mai un palpito di sorpresa, n\u00e9 un battito d&#8217;ala dell&#8217;imprevisto, ma personaggi e situazioni si mantengono nei rigidi e pesanti binari del politicamente corretto, ossia del progressismo di matrice illuminista e positivista. Inutile dire che non c&#8217;\u00e8 spazio per quella cosa brutta e reazionaria che i borghesi e i preti chiamano &quot;spirito&quot; e che per Marx \u00e8 una semplice sovrastruttura del modo di produzione; non c&#8217;\u00e8 nulla che esuli da una visione grettamente materialistica della realt\u00e0; non c&#8217;\u00e8 nulla che rimandi al sentimento religioso o anche solo all&#8217;intuizione che la vita umana, dopotutto, forse non si esaurisce con questi poveri corpi destinati a invecchiare, morire e dissolversi, ma si proietta in un&#8217;ulteriore dimensione, in un piano di realt\u00e0 che appartiene all&#8217;assoluto.<\/p>\n<p>Gianni Rodari appartiene a quella generazione d&#8217;intellettuali di sinistra per i quali il Progresso e la finale Emancipazione della classe operaia (con la sotto-emancipazione della donna, oppressa dal maschio &quot;fascista&quot;) erano le due strade parallele che a un certo punto si sarebbero dovute incontrare, e da l\u00ec sarebbe nato, miracolosamente, il Mondo Nuovo, fatto solo di pace e di buoni sentimenti, la versione laica del Paradiso dei cattolici, con i quali condivideva il profondo afflato religioso, ma ovviamente di una &quot;religione&quot; razionalista e materialista. Non sapeva che quelle due vie maestre, invece, si sarebbero sempre pi\u00f9 divaricate e che alla fine il progresso avrebbe divorziato dagli interessi della classe operaia, e si sarebbe rivoltato contro di essi, in nome della legge del profitto: perch\u00e9 il progresso non \u00e8 mai neutrale, appartiene a chi investe nella ricerca i capitali, e i marxisti, i quali avevano creduto che bastasse metterlo al servizio della causa operaia per goderne i frutti, sarebbero rimasti amaramente disillusi. Quando ci\u00f2 accadde, i quadri del vecchio P.C.I., passati attraverso numerosi restauri, modifiche e revisioni, avevano gi\u00e0 fatto la loro scelta di campo: schierandosi dalla parte del turbo-capitalismo e della globalizzazione, dell&#8217;Unione Europea e della Banca Centrale di Bruxelles: i nuovi volti del Progresso, appunto. E tanto peggio per Marx e per la classe operaia, rimasta legata a vecchi schemi totalmente sorpassati e incapace di riformarsi dopo il crollo del regimi comunisti in Unione Sovietica e nell&#8217;Europa dell&#8217;Est. Rodari non \u00e8 arrivato a vedere quel cambio della guardia, \u00e8 morto prima; meglio per lui: il suo Cipollino, nella nuova scelta di campo delle sinistre, avrebbe fatto la figura di un pezzo da museo dimenticato in una mostra d&#8217;arte ultramoderna. E che questa non sia un&#8217;illazione, lo dimostra come i nuovi campioni della sinistra hanno trattato quei pochi, coerenti e rigorosi, che sono rimasti veramente dalla parte degli sfruttati: il caso di Giulietto Chiesa \u00e8 quanto mai chiarificatore.<\/p>\n<p>I libri per l&#8217;infanzia di Rodari non sono solo estranei al vero mondo dell&#8217;infanzia, che \u00e8 fatto di stupore e meraviglia; sono proprio <em>contro<\/em> l&#8217;infanzia, sono contro-letteratura infantile, perch\u00e9 vogliono strappare all&#8217;infanzia quello stupore e quella meraviglia, come la maestra troppo solerte che non vede l&#8217;ora di dire al bambino che quella di Babbo Natale che porta i regali \u00e8 solo una favola inventata dagli adulti. Il mondo istintivo del bambino \u00e8 pieno di punti di domanda; il mondo letterario di Rodari \u00e8 pieno zeppo di risposte. Non \u00e8 bene che al bambino siano date le risposte su ogni cosa, prima ancora che in lui si siano formate le domande: ci\u00f2 uccide la sua spontaneit\u00e0, la sua sana e naturale curiosit\u00e0. Dietro ogni storia di Rodari \u00e8 come se ci fosse un Grillo Parlante che non sta mai zitto, che deve sempre dir la sua su tutto. Questo significa voler fare del bambino un cagnolino ammaestrato, che salta e scodinzola a ogni cenno del suo padrone, cos\u00ec, semplicemente perch\u00e9 gli \u00e8 stato insegnato di farlo. Non rispetta la natura del bambino colui che pretende di trattarlo come se fosse un piccolo adulto; il bambino <em>non \u00e8<\/em> un adulto, per quanto sia piccolo; non sente, non pensa, non domanda alla maniera degli adulti, ma in un&#8217;altra maniera, tutta sua, che va ascoltata e rispettata, che va guidata con delicatezza, senza imporle una maturit\u00e0 che ancora non possiede. E poi, siamo sicuri che la <em>forma mentis<\/em> dell&#8217;adulto sia intrinsecamente superiore a quella del bambino? Che il bambino sia una brutta copia, una copia ancora informe e imperfetta dell&#8217;uomo adulto? Come si vede, chi si accinge a scrivere libri per l&#8217;infanzia deve avere le idee molto chiare su cosa \u00e8 l&#8217;infanzia. Gli intellettuali della vecchia sinistra ce l&#8217;avevano, quell&#8217;idea, ma, ahim\u00e8, era un&#8217;idea balorda, poggiata sul nulla, cio\u00e8 sulle strampalate e inconsistenti teorie di Rousseau: un cristianesimo senza il dramma del Peccato originale, della caduta e della Redenzione. Ovvio: per un vero comunista, l&#8217;uomo si redime da solo. Il male c&#8217;\u00e8, ma viene sempre all&#8217;esterno: \u00e8 rappresentato dagli altri, non dalle proprie cattive tendenze. Cattive tendenze non ce ne sono, specialmente nel bambino, secondo lui: il che invece \u00e8 falso. Ci sono, eccome, e proprio nel bambino ancor pi\u00f9 che nell&#8217;adulto. Ora, quelle tendenze devono essere imbrigliate, incanalate, trasformate in elementi costruttivi, e non semplicemente negate o ignorate: questo \u00e8 un errore micidiale, che porta alle tragiche semplificazioni della storia, dopo aver segnato le semplificazioni della psicologia. La psicologia del bambino \u00e8 complessa: per accostarsi ad essa bisogna, in un certo senso, tornare ad essere bambini. Ma il buon Rodari non si scorda mai di essere l&#8217;adulto, l&#8217;adulto che vuol fare la lezione ai piccini: vuol coltivare in loro il senso della giustizia, il che sarebbe encomiabile, purch\u00e9 si sappia che il senso della giustizia, nel bambino, funziona solo quando si tratta di puntare l&#8217;indice contro qualcun altro, mai quando si tratta di fare un&#8217;autocritica e di assumersi una responsabilit\u00e0. In effetti, tutto quel che si pu\u00f2 fare, partendo dai presupposti di Rodari, \u00e8 instillare nei bambini, senza che se ne rendano conto, ci\u00f2 che Marx chiama la <em>coscienza di classe<\/em>, mentre sotto il profilo psicologico bisognerebbe parlare semmai di <em>risentimento di classe<\/em>. Il bambino, leggendo le storie di Rodari, alimenta in s\u00e9 quel risentimento; si sente dalla parte giusta della barricata, e comincia a giudicare, senza alcuna riflessione ulteriore, quelli che sono, o meglio che gli vengono presentati, come schierati dalla aperte sbagliata. I cattivi sono in tal modo quelli che non si adeguano agli schemi ideologici del compagno Rodari: i buoni, quelli che li servono con fervore, senza fare troppe domande, o che, se le fanno, si accontentano della prima risposta. Insomma, quelli che non cercano, che non cercheranno mai, perch\u00e9 tutto \u00e8 gi\u00e0 talmente chiaro: da una parte la giustizia, vale a dire il mondo del rancore, dall&#8217;altra l&#8217;ingiustizia, quello dei nemici di classe. I nemici di classe sono i capitalisti, gli sfruttatori, i fascisti: bisogna cacciarli o comunque disarmarli, questo \u00e8 l&#8217;obiettivo, come si vede fra gli altri nel romanzo <em>Cipollino<\/em>, uno dei pi\u00f9 lodati, scritto nel 1950 e illustrato da Raul Verdini, inizialmente pubblicato su <em>Il Pioniere<\/em>, il giornaletto per bambini che, nelle intenzioni dei compagni, doveva fare concorrenza al borghese <em>Corriere dei Piccoli<\/em> e al clericale <em>Il Giornalino<\/em>. A proposito di rispetto della mente e del cuore del fanciullo: lo scopo era quello di farlo diventare, al pi\u00f9 presto possibile, un combattente per la causa della &quot;giustizia&quot;.<\/p>\n<p>Si potrebbe obiettare che anche il cattolicesimo, come il comunismo, pretende di educare i bambini sin da piccoli e di fornir loro le risposte prima che vengano formulate le domande. Ci\u00f2 \u00e8 vero solo giudicando le cose all&#8217;esterno e molto superficialmente; perch\u00e9 la differenza fra le due concezioni educative esiste, ed \u00e8 fondamentale: l&#8217;educazione cattolica sviluppa e chiarisce una disposizione che gi\u00e0 esiste nell&#8217;animo del bambini, il sentimento religioso. L&#8217;uomo \u00e8 naturalmente religioso, e gli antropologi non sono riusciti a scovare un solo popolo, per quanto isolato e primitivo, che non abbia la nozione di Dio e non lo adori. E il popolo russo, dopo oltre settant&#8217;anni di dittatura atea e comunista, \u00e8 ritornato alla religione dei padri non appena la morsa dello Stato ha ceduto, e le chiese son tornate a riempirsi. Il bisogno di Dio, quindi, \u00e8 autentico e originario; il bisogno di giustizia sociale \u00e8 anch&#8217;esso autentico e originario, per\u00f2 mescolato, come abbiamo accennato, a rancori privati e al desiderio di rivalsa contro il prossimo. E mentre il marxismo insegna, in ultima analisi, a odiare il nemico, il cristianesimo insegna a perdonarlo e a non seguire la strada dell&#8217;odio. Non \u00e8 poco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se volessimo fare un esempio di ci\u00f2 che non \u00e8 la letteratura per l&#8217;infanzia, senza esitare diremmo: prendete le opere di Gianni Rodari (Omegna, allora provincia<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[111],"class_list":["post-25385","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-comunismo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25385","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25385"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25385\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25385"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25385"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25385"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}