{"id":25379,"date":"2020-08-04T09:29:00","date_gmt":"2020-08-04T09:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/08\/04\/il-gesu-di-bergoglio-un-banale-maestro-new-age\/"},"modified":"2020-08-04T09:29:00","modified_gmt":"2020-08-04T09:29:00","slug":"il-gesu-di-bergoglio-un-banale-maestro-new-age","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/08\/04\/il-gesu-di-bergoglio-un-banale-maestro-new-age\/","title":{"rendered":"Il Ges\u00f9 di Bergoglio? Un banale maestro New Age"},"content":{"rendered":"<p>Su Ges\u00f9 Cristo il signor Bergoglio ne ha sparate parecchie, alcune semplicemente blasfeme, come quando ha detto <em>che fa un po&#8217; lo scemo<\/em> (apertura del Convegno ecclesiale della Diocesi di Roma, San Giovanni in Laterano, 16 giugno 2016), oppure apostatiche e sacrileghe, come quando ha confidato all&#8217;amico Eugenio Scalfari di non credere che Ges\u00f9 fosse Dio (su <em>La Repubblica<\/em> del 9 ottobre 2019), con queste precise parole:<\/p>\n<p><em>Chi ha avuto, come a me [Scalfari ] \u00e8 capitato pi\u00f9 volte, la fortuna d&#8217;incontrarlo [Bergoglio] e di parlargli con la massima confidenza culturale, sa che papa Francesco concepisce il Cristo come Ges\u00f9 di Nazareth, uomo, non Dio incarnato. Una volta incarnato. Ges\u00f9 cessa di essere un Dio e diventa fino alla sua morte sulla croce un uomo [e in tal caso, come avrebbe potuto vincere la morte e risorgere dalla tomba, primizia di ogni resurrezione futura?].<\/em><\/p>\n<p>Tuttavia, anche se lasciamo da parte i discorsi pi\u00f9 o meno improvvisati, e le interviste pi\u00f9 o meno attendibili, e ci limitiamo a considerare i testi strettamente ufficiali, quelli che, in teoria, dovrebbero essere Magistero con la &quot;m&quot; maiuscola, possiamo capire veramente cosa pensa davvero il signor Bergoglio di Ges\u00f9 Cristo. Allora infatti non si pu\u00f2 invocare n\u00e9 un problema di traduzione (nel caso dell&#8217;espressione <em>fa un po&#8217; lo scemo<\/em>, sul testo pubblicato nel sito vaticano essa diventa <em>fa il finto tonto<\/em>; ma ci sono le registrazioni a testimoniare quel che aveva detto di fronte a un uditorio sbigottito), n\u00e9 una versione poco fedele riportata dal suo interlocutore (come nel caso dell&#8217;intervista a Scalfari, goffamente e penosamente smentita dall&#8217;agenzia vaticana e dal solerte quotidiano dei vescovi bergogliani, <em>L&#8217;Avvenire<\/em>). Andiamo perci\u00f2 a leggerci l&#8217;enciclica <em>Laudato si&#8217;<\/em> del 24 maggio 2015, giorno di Pentecoste e terzo anno del suo &quot;pontificato&quot;, dedicata interamente, come recita il sottotitolo, alla <em>cura della casa comune<\/em>, che non \u00e8 la Chiesa, come qualche ingenuo e sorpassato cattolico potrebbe immaginare, bens\u00ec il pianeta terra, colto proprio nelle sue problematiche di carattere strettamente fisico, antropico, climatico e ambientale. Dopo aver sproloquiato a lungo sulle questioni specificamente ecologiche, Bergoglio, dopo un centinaio di paragrafi nei quali si esprime da perfetto naturalista, si ricorda di Ges\u00f9 Cristo e gli dedica una sezione, nella quale, fra le altre cose, afferma (\u00a7\u00a7 97-98):<\/p>\n<p><em>\u00a097. Il Signore poteva invitare gli altri ad essere attenti alla bellezza che c&#8217;\u00e8 nel mondo, perch\u00e9 Egli stesso era in contatto continuo con la natura e le prestava un&#8217;attenzione piena di affetto e di stupore. Quando percorreva ogni angolo della sua terra, si fermava a contemplare la bellezza seminata dal Padre suo, e invitava i discepoli a cogliere nelle cose un messaggio divino: \u00abAlzate i vostri occhi e guardate i campi, che gi\u00e0 biondeggiano per la mietitura\u00bb (Gv\u00a04,35). \u00abIl regno dei cieli \u00e8 simile a un granello di senape, che un uomo prese e semin\u00f2 nel suo campo. Esso \u00e8 il pi\u00f9 piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, \u00e8 pi\u00f9 grande delle altre piante dell&#8217;orto e diventa un albero\u00bb (Mt\u00a013,31-32).<\/em><\/p>\n<p><em>98.\u00a0Ges\u00f9 viveva una piena armonia con la creazione, e gli altri ne rimanevano stupiti: \u00abChi \u00e8 mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?\u00bb (Mt\u00a08,27). Non appariva come un asceta separato dal mondo o nemico delle cose piacevoli della vita. Riferendosi a s\u00e9 stesso affermava: \u00abE&#8217; venuto il Figlio dell&#8217;uomo, che mangia e beve, e dicono: &quot;Ecco, \u00e8 un mangione e un beone&quot;\u00bb (Mt\u00a011,19). Era distante dalle filosofie che disprezzavano il corpo, la materia e le realt\u00e0 di questo mondo. Tuttavia, questi dualismi malsani hanno avuto un notevole influsso su alcuni pensatori cristiani nel corso della storia e hanno deformato il Vangelo. Ges\u00f9 lavorava con le sue mani, prendendo contatto quotidiano con la materia creata da Dio per darle forma con la sua abilit\u00e0 di artigiano. E&#8217; degno di nota il fatto che la maggior parte della sua vita \u00e8 stata dedicata a questo impegno, in un&#8217;esistenza semplice che non suscitava alcuna ammirazione: \u00abNon \u00e8 costui il falegname, il figlio di Maria?\u00bb (Mc\u00a06,3). Cos\u00ec ha santificato il lavoro e gli ha conferito un peculiare valore per la nostra maturazione. San Giovanni Paolo II insegnava che \u00absopportando la fatica del lavoro in unione con Cristo crocifisso per noi, l&#8217;uomo collabora in qualche modo col Figlio di Dio alla redenzione dell&#8217;umanit\u00e0\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Dopo aver introdotto un Ges\u00f9 che sta a met\u00e0 strada fra quello di Ernest Renan, prete spretato e passato al protestantesimo, che non credeva n\u00e9 ai miracoli, n\u00e9 alla divinit\u00e0 di Cristo, ma in compenso delineava un profeta assai romantico, sullo sfondo delle dolci colline e dell&#8217;azzurro lago di Galilea, e quello di Franco Zeffirelli, che in una famosa miniserie televisiva ha impresso nell&#8217;immaginario collettivo il volto mite e ascetico di Robert Powell, Bergoglio passa a presentarci un Ges\u00f9 che invita i suoi discepoli a saziare i sensi coi colori e i profumi del soave paesaggio mediterraneo, un profilo di Cristo dalle tinte calde e dalle tonalit\u00e0 sospirose che evocano un anacronistico New Age. Si consideri la frase: <em>viveva una piena armonia con la creazione, e gli altri ne rimanevano stupiti.<\/em> Ma davvero stiamo parlando Ges\u00f9 Cristo e non di Osho, o di Ramtha, o magari del Dalai Lama? L&#8217;espressione <em>una piena armonia con la creazione<\/em> fra pensare che Ges\u00f9 aderisse alle cose della natura, che vi si abbandonasse, come il pesce nell&#8217;acqua, o il cavallo sul prato. Un Ges\u00f9 un po&#8217; panista, nel senso del panismo dannunziano; un po&#8217; naturista, un po&#8217; immanentista, insomma un uomo che si cala nell&#8217;orizzonte del <em>qui e ora<\/em>, che gode delle cose cos\u00ec come sono, che contempla le spighe al tramonto o che annusa il profumo dei fiori quasi fondendosi in essi; e che fa stupire la gente per tale capacit\u00e0 d&#8217;intima adesione. <em>\u00abChi \u00e8 mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?\u00bb<\/em>, si chiedono gli altri, stupiti. Per\u00f2, un momento. L&#8217;episodio della tempesta sedata, a nostro modesto avviso, c&#8217;entra poco o niente con il vivere in piena armonia con la natura. Tutto al contrario: esso dimostra che Ges\u00f9 era Dio, e che il divino Figlio imponeva il suo volere alle forze della natura, quando queste mettevano in pericolo la vita dei suoi discepoli. Un miracolo, infatti &#8212; lo notava gi\u00e0 il deista e anticattolico Voltaire &#8212; \u00e8, in buona sostanza, null&#8217;altro che una sospensione delle leggi di natura. Le leggi di natura vogliono che quando una tempesta si alza su un lago, le onde non si placano finch\u00e9 non cala il vento; e il vento non cala fino a quando lo scontro delle correnti d&#8217;aria calde e fredde, che ha determinato lo scatenarsi della tempesta, non ha terminato il suo ciclo, naturale appunto. Ma Ges\u00f9 interviene: leva la mano e comanda alle acque, e la tempesta di placa all&#8217;istante. Ci\u00f2 che provano i discepoli, che gi\u00e0 si vedevano in procinto di annegare, non \u00e8 lo stupore di vedere Ges\u00f9 che <em>viveva una piena armonia con la creazione<\/em>, ma al contrario, lo stupore di vedere che Ges\u00f9 comandava alle forze della natura. C&#8217;\u00e8 una bella differenza fra le due cose: anzi sono praticamente l&#8217;opposto. Che cosa non torna nella lettura che fa Bergoglio? Il fatto che la natura, come la presenta lui, sembra una cosa sempre buona, sempre amica, sempre pacifica: come se anch&#8217;essa non fosse stata ferita dalla Caduta. Per la teologia cristiana, la natura non \u00e8 buona cos\u00ec com&#8217;\u00e8: era buona, ma prima del Peccato Originale; poi, come l&#8217;uomo del resto, \u00e8 diventata imperfetta, e quindi fonte di sofferenza. Malattia, vecchiaia e morte fanno parte della natura; ma l&#8217;uomo non era destinato ad esse, al contrario, era stato destinato da Dio a una vita gloriosa, immortale. Se la natura fosse tanto buona che basta aderire ad essa sempre e comunque, i discepoli su quella barca non avrebbero dovuto svegliare Ges\u00f9, avrebbero dovuto lasciarsi morire. Ges\u00f9, in realt\u00e0, sarebbe intervenuto ugualmente: il suo sonno non era affatto un sonno di distrazione o di oblio: Egli era sempre Dio, anche quando, come uomo, era fisicamente stanco, cos\u00ec stanco da addormentarsi su una scomoda barca in balia delle onde. Essi per\u00f2 lo credevano semplicemente addormentato, o magari indifferente alla morte: <em>Maestro, non t&#8217;importa che moriamo?<\/em> Ma naturalmente Ges\u00f9 non dormiva nel senso puramente umano della parola, appunto perch\u00e9 non era semplicemente umano; ed ecco con quali parole si rivolse agli elementi, ma il Vangelo di Marco dice proprio che <em>sgrid\u00f2 il vento e disse al mare:<\/em> <em>Taci, calmati!<\/em> Ecco dunque che il blando maestro New Age, che vive in perfetta armonia con la natura, alza la voce contro di essa e le impartisce ordini, con sovrana autorit\u00e0: grida <em>Taci, calmati!<\/em>, come si farebbe con un ragazzo irrequieto, che ha bisogno d&#8217;una buona lezione. Perch\u00e9 Ges\u00f9 Cristo non \u00e8 un uomo che viveva <em>in piena armonia con la creazione<\/em>, ma era ed \u00e8 il Re dell&#8217;Universo, Colui senza il quale il mondo non esisterebbe, perch\u00e9 il mondo \u00e8 stato fatto per mezzo di Lui. Altrimenti, se la natura fosse gi\u00e0 bella e buona, che sarebbe venuto a fare, incarnandosi? Se visse semplicemente in armonia con la natura, ci\u00f2 avrebbe significato che la natura, per Lui, era norma suprema del vivere; dunque, che era, ed \u00e8, perfetta in se stessa. E in tal caso, che bisogno ci sarebbe della Redenzione? Se la natura \u00e8 perfetta, anche gli istinti sono buoni, tutti quanti: e allora, che senso avrebbe la lotta del cristiano contro il male? Che senso avrebbe parlare di grazia e di peccato? Basta essere in armonia con la natura, e ogni cosa va al suo posto. Semplice, no?<\/p>\n<p><em>Era distante dalle filosofie che disprezzavano il corpo, la materia e le realt\u00e0 di questo mondo<\/em>, dice Bergoglio; e aggiunge, per soprammercato: <em>Non appariva come un asceta separato dal mondo<\/em>; e poi la stoccata finale: <em>questi dualismi malsani hanno avuto un notevole influsso su alcuni pensatori cristiani nel corso della storia e hanno deformato il Vangelo<\/em>. Ci sembra di avere le traveggole; ma \u00e8 scritto proprio cos\u00ec? Rileggiamo queste righe: s\u00ec, \u00e8 scritto proprio cos\u00ec. Ma Bergoglio ha mai letto il <em>Vangelo<\/em> di Giovanni? <em>La luce \u00e8 venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perch\u00e9 le loro opere erano malvagie<\/em> (3,19). Il mondo, dunque, non \u00e8 tutto rose e fiori; il mondo \u00e8 capace di rifiutare Cristo, di rifiutare la Sua luce, perch\u00e9 nel mondo ci sono anche le tenebre. <em>Io sono la vera vite e il Padre mio \u00e8 il vignaiolo.\u00a0Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perch\u00e9 porti pi\u00f9 frutto<\/em> (<em>Gv<\/em>. 15,1-2). I tralci che non portano frutto vengono strappati e gettati nel fuoco, a bruciare. Dunque non tutto nella natura \u00e8 buono; bisogna fare una selezione: ci\u00f2 che \u00e8 buono va coltivato, ci\u00f2 che \u00e8 cattivo va distrutto. <em>Vi ho detto queste cose perch\u00e9 abbiate pace in me.<\/em> <em>Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!<\/em> (16,33<em>).<\/em> Il mondo, dunque, \u00e8 il luogo della prova, il luogo delle tribolazioni; \u00e8 la condizione che deve essere vinta, sconfiggendo le tentazioni, prima delle quali \u00e8 la tentazione di non far nulla, di non impegnarsi, di non lottare. <em>Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perch\u00e9 sono tuoi<\/em> (17,9). Ges\u00f9 si rifiuta di pregare il Padre suo per il mondo! Ges\u00f9 non prega per tutti, non salva tutti, non redime tutti, ma solo quelli che vogliono esser salvati e redenti. E dunque il mondo non \u00e8 tutto buono, n\u00e9 la natura, che \u00e8 la base fisica e istintuale del mondo, \u00e8 tutta buona. Ges\u00f9 per primo si \u00e8 sottoposto alla prova, \u00e8 andato nel deserto e ha permesso al Diavolo di tentarlo: ma ha vinto la prova e sconfitto il Diavolo.<\/p>\n<p>Benissimo: ma questo, obietteranno i difensori di Bergoglio, \u00e8 il <em>Vangelo<\/em> pi\u00f9 mistico, e anche un po&#8217; gnostico, un po&#8217; esseno, l&#8217;unico dei quattro nel quale si parli del mondo a questo modo; e il solo nel quale si possa cogliere un certo disprezzo per <em>il corpo, la materia e le realt\u00e0 di questo mondo.<\/em> Non \u00e8 affatto vero, naturalmente; ed \u00e8 profondamente sbagliato contrapporre il quarto <em>Vangelo<\/em> ai tre sinottici. Pure, facciamo finta che qualcosa di vero ci sia, per amore d&#8217;ipotesi, anche se assurda. E allora ecco <em>Marco<\/em>, 11, 12-21, e <em>Matteo<\/em>, 21,18-20, con la maledizione del fico sterile: citiamo dal primo, pi\u00f9 ricco di particolari, compreso quello che non era la stagione dei fichi:<\/p>\n<p><em>La mattina seguente, mentre uscivano da Betania, ebbe fame.\u00a0E avendo visto di lontano un fico che aveva delle foglie, si avvicin\u00f2 per vedere se mai vi trovasse qualche cosa; ma giuntovi sotto, non trov\u00f2 altro che foglie. Non era infatti quella la stagione dei fichi.\u00a0E gli disse: \u00abNessuno possa mai pi\u00f9 mangiare i tuoi frutti\u00bb. E i discepoli l&#8217;udirono. (&#8230;) La mattina seguente, passando, videro il fico seccato fin dalle radici.\u00a0Allora Pietro, ricordatosi, gli disse: \u00abMaestro, guarda: il fico che hai maledetto si \u00e8 seccato\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Questo dunque \u00e8 quel Ges\u00f9 che Bergoglio descrive come vivente in <em>piena armonia con la creazione<\/em> e che <em>non appariva come un asceta separato dal mondo o nemico delle cose piacevoli della vita.<\/em> Eh gi\u00e0. Resta solo da capire cosa ci facesse, appeso alla Croce, un Ges\u00f9 tanto amico del mondo e a suo agio nella natura. C&#8217;era forse finito per sbaglio? Se era cos\u00ec amico del mondo, perch\u00e9 il mondo non ha voluto accoglierlo, come oggi accoglie Bergoglio con plausi e complimenti? E se era tanto a suo agio nella natura perch\u00e9 ha maledetto il fico, colpevole di non portare frutti fuori della sua stagione?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Su Ges\u00f9 Cristo il signor Bergoglio ne ha sparate parecchie, alcune semplicemente blasfeme, come quando ha detto che fa un po&#8217; lo scemo (apertura del Convegno<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[117,157,216,228],"class_list":["post-25379","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-francesco","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-papi","tag-protestantesimo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-papa-francesco.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25379","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25379"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25379\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25379"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25379"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25379"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}