{"id":25378,"date":"2016-10-10T09:16:00","date_gmt":"2016-10-10T09:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/10\/10\/io-sono-la-luce-del-mondo\/"},"modified":"2016-10-10T09:16:00","modified_gmt":"2016-10-10T09:16:00","slug":"io-sono-la-luce-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/10\/10\/io-sono-la-luce-del-mondo\/","title":{"rendered":"Io sono la luce del mondo"},"content":{"rendered":"<p><em>Gli uomini sono al buio delle cose<\/em>, diceva Francesco Guicciardini nei <em>Ricordi<\/em>, specialmente riferendosi ai pensatori e ai teologi che cercano di scandagliare la realt\u00e0 invisibile; e diceva bene, perch\u00e9 l&#8217;uomo, da se stesso, non \u00e8 capace di rischiarar quel buio, non sa trovare le risposte alle grandi domande che lo attanagliano.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, gli uomini &#8211; o, almeno, quelli di loro che s&#8217;interrogano con onest\u00e0 intellettuale e con animo puro e disinteressato &#8212; sanno di essere al buio; e lo sanno appunto perch\u00e9 sentono il desiderio di sapere, ma vedono che esso trova un appagamento solo parziale e insufficiente; ma proprio questo loro disagio, questa loro sofferenza interiore, rivelano ad essi che la luce esiste; che essa, da qualche parte, indubbiamente risplende, e che la natura umana \u00e8 fatta in modo tale da tendere naturalmente verso quella luce, come una candela \u00e8 fatta per essere accesa, e, in tal modo, rischiare l&#8217;ambiente tutto intorno.<\/p>\n<p>Gli uomini, dunque, sono chiamati alla luce: per questo la cercano; se non fossero chiamati, non la cercherebbero, perch\u00e9 non si accorgerebbero neppure di essere al buio, o, se pure lo vedessero, non gliene importerebbe: si abituerebbero a vivere nell&#8217;oscurit\u00e0, come le creature delle caverne, che trascorrono tutta la vita al buio, e si adattano a quel genere di esistenza, senza mai desiderare o sperare un altro genere di vita. Strano paradosso: gli uomini son chiamati alla luce, ma vagano nelle tenebre; desiderano la luce, ma vedono di non poterla trovare in se stessi: e dove la cercheranno, allora? E tuttavia, per poter rispondere a questa domanda, \u00e8 necessario porsene un&#8217;alta, a monte di essa: chi, o che cosa, ha instillato nell&#8217;anima umana il bisogno della lue, la nostalgia della luce, la consapevolezza di non poter vivere degnamente senza di quella?<\/p>\n<p>Evidentemente, si tratta di qualcosa o qualcuno che stanno all&#8217;esterno; qualcosa o qualcuno che possiedono il segreto di cui l&#8217;uomo, invece, \u00e8 indigente, e che gliene hanno posto in cuore la sete, il desiderio ardente. Dunque, un punto fermo \u00e8 stato raggiunto: l&#8217;uomo \u00e8 un essere che non ha il suo centro in se stesso, ma in qualcosa che \u00e8 fuori di lui (diciamo &quot;dentro&quot; e &quot;fuori&quot; in senso metaforico, ovviamente; infatti, scendendo in profondit\u00e0 entro se stesso, l&#8217;uomo pu\u00f2 trovare quel che si trova, parlando in modo improprio, al suo esterno). L&#8217;uomo \u00e8 un essere che, per potersi realizzare, per poter divenire se stesso, pienamente e interamente, ha bisogno di qualcosa che non possiede da se stesso, e di cui, nondimeno, possiede una qualche nozione, o, se non altro, una bruciante, struggente nostalgia. Le creature delle tenebre, infatti, non hanno alcuna nostalgia della luce: la luce, per esse, \u00e8 un concetto privo di significato; per avere la nostalgia della luce, bisogna essere fatti in modo da sapere che cosa essa sia, e, soprattutto, bisogna essere fatti in modo che solo nella luce, con la luce, e grazie alla luce, si possa conferire un senso compiuto alla propria esistenza, si possa divenire quel che si \u00e8 stati chiamati ad essere.<\/p>\n<p>Adesso ci stiamo avvicinando al nocciolo della questione. Se l&#8217;uomo ha nostalgia della luce, vuol dire che \u00e8 fatto per la luce; tuttavia, egli \u00e8 immerso nel buio: ma di quel buio non \u00e8 soddisfatto, vorrebbe rischiararlo, vorrebbe disperderlo. Pertanto, egli cerca la luce: la cerca in se stesso, ma non la trova; qualche volta gli pare d&#8217;averla trovata, ma poi si accorge che \u00e8 stata solo un&#8217;illusione, un&#8217;illusione che pu\u00f2 trasformarsi in un incubo. L&#8217;illusione della ragione illuminista si \u00e8 trasformata in un incubo: l&#8217;incubo della ghigliottina, poi dei nazionalismi feroci, poi della lotta di classe spinta fino al genocidio di classe, poi di una scienza e di una tecnica inesorabili, manipolatrici, che sconvolgono gli equilibri naturali e mettono a rischio la stessa sopravvivenza dell&#8217;umanit\u00e0. Il suo peccato d&#8217;origine era questo: che pretendeva di portare la luce nel mondo, ma non sapeva che cosa sia la luce. Pensava che la luce sia quella della Ragione, di una ragione &quot;finalmente&quot; libera e spregiudicata: libera dalla tradizione, e disposta a tutto osare, in nome del Progresso. Per\u00f2 anche del progresso non aveva affatto un&#8217;idea chiara: dava per scontato che esso consista in un aumento del dominio sulla natura e nel miglioramento delle condizioni materiali della vita: non aveva mai considerato che tutto questo, senza un autentico e corrispondente progresso spirituale, non porta verso un mondo migliore, ma alla barbarie.<\/p>\n<p>Dobbiamo, pertanto, porci la domanda: qual \u00e8 la luce che l&#8217;uomo cerca, di cui ha nostalgia, e senza la quale sente di non poter vivere degnamente la propria vita? La luce del sapere, certo; ma di quale sapere? Qual \u00e8 il sapere che illumina e trasfigura la vita dell&#8217;uomo, rendendola pi\u00f9 umana? <em>Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza<\/em>, dice l&#8217;Ulisse dantesco ai suoi compagni, nel XXVI canto del Purgatorio, allorch\u00e9 li vuole spronare al &quot;folle volo&quot; oltre le Colonne d&#8217;Ercole, limite del mondo conosciuto. E qui sta l&#8217;errore: perch\u00e9 quel sapere, cio\u00e8 il sapere puramente intellettuale, il sapere che sgorga dalla <em>curiositas<\/em>, ma senza la <em>humilitas<\/em>; il sapere che non ha coscienza dei propri limiti umani, e che non cerca, fuori dell&#8217;uomo, la sua sorgente e il suo ultimo significato, finir\u00e0, inevitabilmente, per risolversi in un sapere inumano, cio\u00e8 in un falso sapere, foriero non di vita, ma di morte.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo, dunque, ha bisogno del sapere, ma non di un sapere qualunque; non di un sapere astratto e puramente intellettuale, che divinizzi la ragione medesima, cio\u00e8 l&#8217;uomo stesso: un simile sapere varrebbe solo alla auto-glorificazione dell&#8217;uomo, vale a dire ad instaurare ci\u00f2 di cui meno l&#8217;uomo ha bisogno: un nuovo paganesimo, una nuova idolatria dell&#8217;immanente, una nuova religione del finito. Ma una religione del finito \u00e8 una contraddizione in termini: la religione, infatti, esprime lo slancio dell&#8217;anima verso l&#8217;assoluto e verso l&#8217;eterno. Dunque, il sapere che l&#8217;uomo cerca da sempre, il spere a cui anela, e che non viene negato a nessuno, neppure alle anime semplici e alle persone prive d&#8217;istruzione, \u00e8 il sapere spirituale: il sapere delle cose eterne, delle cose divine. \u00c8 il sapere che rivela la ricchezza, la complessit\u00e0 e la stupenda armonia della vita soprannaturale. Entrare nel tempio di questo sapere, o anche solo avvicinarvisi, equivale a far tacere i rumori inutili del falso sapere, del sapere umano, strumentale, opportunistico, che nasce dall&#8217;ambizione o dalla sete di gloria e di potere, e consentire all&#8217;orecchio di udire melodie celestiali, all&#8217;occhio di vedere immagini meravigliose, luci dal fulgore indescrivibile.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un passo del Vangelo in cui questa vera luce si rivela agli uomini: quella luce \u00e8 Ges\u00f9 Cristo, ed \u00e8 Lui stesso che lo dichiara ai suoi interlocutori; i quali, per\u00f2, non ne vogliono sapere, restano chiusi alle sue parole, si scandalizzano per la sua affermazione di essere venuto per conto del Padre e di parlare e agire a nome suo. Rileggiamo quel passo del <em>Vangelo di Giovanni<\/em> (8, 12-20):<\/p>\n<p><em>Di nuovo Ges\u00f9 parl\u00f2 loro e disse: &quot;Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminer\u00e0 nelle tenebre, ma avr\u00e0 la luce della vita&quot;. Gli dissero allora i farisei: &quot;Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non \u00e8 vera&quot;. Ges\u00f9 rispose loro: &quot;Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia testimonianza \u00e8 vera, perch\u00e9 so di dove sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. Voi giudicate secondo la carne, io non giudico nessuno. E anche se io giudico, il mio giudizio \u00e8 vero, perch\u00e9 non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. E nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone \u00e8 vera. Sono io che do testimonianza di me stesso, e anche il Padre, che mi ha mandato, d\u00e0 testimonianza di me&quot;. Gli dissero allora: &quot;Dov&#8217;\u00e8 tuo padre?&quot;. Rispose Ges\u00f9: voi non conoscete n\u00e9 me, n\u00e9 il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio&quot;. Ges\u00f9 pronunci\u00f2 queste parole nel luogo del tesoro, mentre insegnava nel tempio. E nessuno lo arrest\u00f2, perch\u00e9 non era ancora venuta la sua ora.<\/em><\/p>\n<p>Giovanni Tauler, teologo e mistico tedesco (Strasburgo, 1300-1361), discepolo di Meister Eckhart, grande predicatore che i contemporanei chiamavano <em>doctor illuminatus<\/em> per la forze e la limpidezza del suo stile oratorio, cos\u00ec commentava questo passo del Vangelo (Predica per il sabato prima della vigilia delle Palme); cit. in: <em>Nuovo Testamento con commenti ai Vangeli tratti dai Padri, Santi e Mistici della Chiesa<\/em>, Milano, Verit\u00e0 e Vita, 1996, p. 1.436):<\/p>\n<p><em>Egli disse queste parole perch\u00e9 \u00e8 dalla sua Luce che ricevono la propria luce tutte le luci della terra: quelle materiali, come il sole, la luna, le stelle e i sensi corporei dell&#8217;uomo; e la luce spirituale come l&#8217;intelletto dell&#8217;uomo; ed \u00e8 per mezzo di questa Luce che tutte le creature possono rifluire alla propria origine. E se non lo fanno esse sono in se stesse vera tenebra di fronte alla Luce essenziale che \u00e8 la luce di tutto il creato. Ora il nostro Signore ha detto all&#8217;uomo: Abbandona la tua luce che, di fronte alla mia Luce, \u00e8 in realt\u00e0 tenebra ed \u00e8 a Me contraria; poich\u00e9 o sono la vera Luce, voglio darti, al posto delle tue tenebre, la mia Luce eterna, cosicch\u00e9 sia tua come mia, e con essa avrai il mio essere, la mia vita, la mia beatitudine e la mia gioia&#8230; Questa Luce la ricevono per\u00f2 solo i poveri in spirito, cio\u00e8 coloro che sono spogli di se stessi quanto al&#8217;amor proprio e alla propria volont\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>Dunque: Ges\u00f9 afferma, con la massima chiarezza, di essere la luce del mondo; cos\u00ec come, in un&#8217;altra occasione, dice di essere lui la via, la verit\u00e0 e la vita, e che nessuno potr\u00e0 giungere al Padre se non per mezzo di Lui. La luce del mondo \u00e8 la Verit\u00e0: una verit\u00e0 che non \u00e8 solo di ordine intellettuale, ma che, pur non contrastando con la ragione umana, la supera, e di molto, perch\u00e9 scaturisce dal mistero del divino, dal mistero della Trinit\u00e0 e da quello dell&#8217;Incarnazione. E specifica che la luce da Lui portata nel mondo \u00e8 la luce della vita, e che chi camminer\u00e0 in essa, trover\u00e0 la vita; mentre chi cammina nelle tenebre, va verso la morte.<\/p>\n<p>Abbiamo gi\u00e0 visto, in un precedente scritto, in che senso la parola dell&#8217;uomo, chiusa in se stessa, sia una parola di morte, mentre la parola divina \u00e8 parola di vita: e qui emerge, con estrema forza e chiarezza, che il Vangelo \u00e8 portatore e rivelatore della Verit\u00e0, che \u00e8 per la vita, e che vivifica tutto ci\u00f2 a cui si rivela; mentre le parziali verit\u00e0 umane (non \u00e8 dato all&#8217;uomo, infatti, abbracciare la verit\u00e0 nella sua interezza) non recano la vita, ma la morte, perch\u00e9, assolutizzando ci\u00f2 che \u00e8 limitato, falsificano la condizione umana, e, cos\u00ec, danno origine a delle ideologie e a delle pratiche mortifere, come storicamente si \u00e8 visto. Chi possieda una certa onest\u00e0 intellettuale, deve ammettere che, quanto pi\u00f9 la ragione umana ha preteso d&#8217;illuminare, con le sue sole forze, il cammino dell&#8217;umanit\u00e0, tanto pi\u00f9 ha dato vita a degli autentici mostri, i quali hanno scatenato forze spaventose sulla scena della storia umana; la sola luce che non abbaglia e che non confonde, la sola luce che \u00e8 vera da se stessa, \u00e8 la luce della Verit\u00e0. Non questa o quella verit\u00e0; non la verit\u00e0 di un certo tempo, di un certo luogo, di un certo popolo, di una certa cultura, di una determinata scienza: ma la Verit\u00e0 in se stessa, tutta intera, splendente e radiante.<\/p>\n<p>Ecco: questa \u00e8 la Verit\u00e0 di cui l&#8217;uomo ha bisogno; questa \u00e8 la Luce di cui porta in cuore la nostalgia, fin dai suoi primi giorni di vita; \u00e8 questa la meta verso cui si dirigono, istintivamente, gli uomini che cercano la pace e la pienezza interiore. Tutte le altre verit\u00e0 e le altre luci lasciano un senso di vuoto, stancano, non soddisfano sino in fondo; solo la Verit\u00e0 divina e solo la Luce divina consentono all&#8217;uomo di realizzare pienamente e felicemente la sua natura, di essere quel che \u00e8 stato chiamato ad essere, ancor prima di venir concepito. Ci sono uomini che lo capiscono, e uomini che non lo capiscono. Quelli che l&#8217;hanno compreso, sono gi\u00e0 pacificati in questa condizione presente, pur in mezzo alle contraddizioni e alle fatiche del vivere quotidiano; quelli che non l&#8217;hanno capito, sognano rivoluzioni e cambiamenti del mondo, solo perch\u00e9 non sono capaci di provare a cambiare se stessi. Utopisti inconcludenti, ma feroci, sarebbero disposti a versare fiumi di sangue per realizzare un mondo &quot;migliore&quot;, inseguendo una luce che non illumina n\u00e9 riscalda, e cercando una verit\u00e0 che non appaga.<\/p>\n<p>Per aprirsi al mistero della Luce divina, infatti, bisogna compiere una vera rivoluzione in se stessi: sopprimere l&#8217;uomo vecchio, impastato di egoismo, e lasciar nascere l&#8217;uomo nuovo, la meravigliosa farfalla, che \u00e8 divenuta leggera, perch\u00e9 non cerca di piacere a se stessa e di gratificare se stessa, ma vuol farsi una cosa sola con la Luce divina. L&#8217;uomo \u00e8 fatto per la vita e la luce, non per la morte e le tenebre. Tuttavia &#8212; e qui sta la prova con cui \u00e8 vagliato secondo giustizia &#8212; occorre che si sbarazzi del peso morto del proprio ego, che lo trattiene in basso, e s&#8217;abbandoni con umilt\u00e0 e fiducia assolute a Colui che ha detto: <em>Io sono la luce del mondo<\/em>. Se non lo far\u00e0, rester\u00e0 nelle tenebre; se lo far\u00e0, entrer\u00e0 in un mare di luce. \u00c8 una creatura dotata di libert\u00e0, fatta a immagine di Dio: a lui la scelta&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli uomini sono al buio delle cose, diceva Francesco Guicciardini nei Ricordi, specialmente riferendosi ai pensatori e ai teologi che cercano di scandagliare la realt\u00e0 invisibile;<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[141],"class_list":["post-25378","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-francesco","tag-filosofia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-papa-francesco.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25378","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25378"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25378\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25378"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25378"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25378"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}