{"id":25376,"date":"2021-04-21T04:02:00","date_gmt":"2021-04-21T04:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/04\/21\/gesu-il-messia-sconfitto\/"},"modified":"2021-04-21T04:02:00","modified_gmt":"2021-04-21T04:02:00","slug":"gesu-il-messia-sconfitto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/04\/21\/gesu-il-messia-sconfitto\/","title":{"rendered":"Ges\u00f9, il Messia sconfitto?"},"content":{"rendered":"<p>La lettura del libro di Severino Dianich, <em>Il Messia sconfitto. L&#8217;enigma della morte di Ges\u00f9<\/em> (Piemme, 1997) ci d\u00e0 l&#8217;occasione di riflettere, senza alcuna particolare animosit\u00e0 o prevenzione personale nei confronti dell&#8217;autore, su alcuni punti decisivi circa la natura della missione di Ges\u00f9 e sulla sua condanna da parte del Sinedrio, e cio\u00e8:<\/p>\n<p>1) Se Ges\u00f9 volle fondare una nuova religione;<\/p>\n<p>2) se quel che Ges\u00f9 chiedeva al popolo ebreo era eccessivo;<\/p>\n<p>3) se il Sinedrio di Gerusalemme ebbe qualche giustificazione legittima nel volere fortemente la sua condanna a morte.<\/p>\n<p>Cominciamo dal titolo del libro. Non ci piace. Ci ricorda la blasfema espressione di Bergoglio: <em>la via Crucis \u00e8 la storia del fallimento di Dio<\/em>. Qualunque cattolico sa che la Passione e la Morte di Ges\u00f9 acquistano il loro pieno e reale significato solo alla luce della sua Resurrezione. Ora possiamo ben immaginare che l&#8217;autore ha voluto dire che Ges\u00f9 \u00e8 apparso ai giudei come un Messia sconfitto, sia perch\u00e9 essi attendevano, e attendono, un ben altro genere di messia, un messia politico-militare che li guidi alla supremazia su tutti i popoli, sia perch\u00e9 la sua morte sulla croce apparve loro come una morte infamante e patetica, che di per s\u00e9 forniva la prova definitiva della falsit\u00e0 delle sue asserzioni circa la propria missione divina. E tuttavia, e pur ammettendo che nel titolo di un libro, come pure nel titolo di un articolo, si cerca spesso e volentieri di colpire l&#8217;immaginazione del lettore, anche a rischio di semplificare troppo, oppure volutamente cercando di scandalizzarlo, resta il fatto che definire Ges\u00f9 <em>il Messia sconfitto<\/em>, per un biblista cattolico che si rivolge a un pubblico di cattolici, e non di giudei, ci sembra sia poco aderente alla verit\u00e0, sia poco rispettoso della Persona del Redentore.<\/p>\n<p>Il sottotitolo, poi, anzich\u00e9 chiarire i dubbi, peggiore le cose: che significa <em>l&#8217;enigma della morte di Ges\u00f9<\/em>? Anzitutto, la parola enigma non ha nulla a che vedere col linguaggio teologico. Nella dottrina cristiana non esistono enigmi; esistono alcuni misteri, questo s\u00ec, anche se gran parte del contenuto di essa \u00e8 accessibile alla ragione naturale e spiegabile per mezzo di essa. L&#8217;enigma \u00e8 qualcosa di umano, che eccezionalmente alcune menti umane possono penetrare, ad esempio l&#8217;indovinello posto a Edipo dalla Sfinge; mentre il mistero \u00e8 per definizione ci\u00f2 che sta oltre la capacit\u00e0 di comprensione della mente umana, perch\u00e9 discende dalla dimensione del soprannaturale: ad esempio il mistero dell&#8217;Incarnazione e quello della Santissima Trinit\u00e0 di Dio. E poi, perch\u00e9 definire la morte di Ges\u00f9 un enigma? La morte di Ges\u00f9 non \u00e8 un enigma, \u00e8 l&#8217;offerta infinitamente generosa di Dio fattosi uomo per la nostra salvezza. Non c&#8217;\u00e8 alcun enigma da sciogliere. Ci sono, se si vuole, degli aspetti contingenti da chiarire, ad esempio sotto il profilo giuridico; e infatti studiosi come Vittorio Messori hanno individuato decine di irregolarit\u00e0 che caratterizzarono l&#8217;intera azione processuale del Sinedrio a carico di Ges\u00f9 Cristo, altrettante prove della precisa volont\u00e0 omicida di quell&#8217;assemblea, che mai ebbe intenzione di chiarire la posizione religiosa di Ges\u00f9, ma volle semplicemente toglierlo di mezzo con strumenti legali, per non incorrere nella disapprovazione del popolo o per non suscitare un vespaio nei confronti del dominatore romano, al quale soltanto spettava la prerogativa di applicare sentenze capitali.<\/p>../../../../n_3Cp>Questi dubbi, come vedremo, nel corso della lettura non solo non vengono chiariti, ma s&#8217;infittiscono: e noi personalmente siamo dell&#8217;opinione che i cattolici, quando scrivono libri per i cattolici, o almeno se questa \u00e8 la loro intenzione, dovrebbero smetterla di insinuare loro pi\u00f9 dubbi che certezze, perch\u00e9 aumentare la confusione gi\u00e0 esistente nella fede di molti, oltre a non essere un&#8217;opera di carit\u00e0, \u00e8 intellettualmente disonesto. Immaginiamo gi\u00e0 la loro risposta alla nostra obiezione: noi, direbbero, ci rivolgiamo a dei cristiani adulti, non a dei bambini, quindi diamo per scontato che essi comprendano la dimensione problematica della fede. A ci\u00f2 rispondiamo: primo, che se pensano davvero che vi sia una differenza di verit\u00e0, e non solamente di pedagogia, fra il cristiano adulto e il cristiano bambino che fa la Prima Comunione, hanno capito ben poco del Vangelo e hanno meditato ben poco le parole di Ges\u00f9: <em>se non diverrete come questi bambini, non entrerete nel regno dei Cieli<\/em>; secondo, che anche il cristiano adulto (ma adulto in che senso?) ha bisogno pi\u00f9 di certezze che di dubbi: i dubbi sar\u00e0 la sua stessa coscienza e sollevarli, non c&#8217;\u00e8 bisogno che glieli crei colui che ha per missione quella di rendere la fede dei fratelli pi\u00f9 comprensibile e pi\u00f9 certa. Non \u00e8 il caso di fare l&#8217;avvocato del diavolo, tanto pi\u00f9 che ce ne sono gi\u00e0 fin troppi, di diavoli veri e propri, i quali vanno in giro a caccia di anime; a meno che ci si rivolga ad un pubblico molto specialistico, nel qual caso l&#8217;intera struttura del libro che si presenta ai lettori dovrebbe essere impostata in senso rigorosamente filologico, e non usare la filologia per instillare dei dubbi nel cuore di chi, non essendo filologo, non possiede nemmeno gli strumenti concettuali per rispondere ad essi e trasformarli in occasione di crescita interiore.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 premesso, passiamo a esaminare una pagina che a noi \u00e8 sembrata particolarmente significativa: quella in cui si affronta il processo di Ges\u00f9 davanti al Sinedrio (cit., pp.72-73):<\/p>\n<p><em>Da tutto ci\u00f2 che siamo venuti descrivendo fino ad ora appare evidente che i motivi del conflitto intervenuto fra Ges\u00f9 e le autorit\u00e0 giudaiche furono numerosi e gravi. Egli fece di tutto per distanziarsi dai movimenti rivoluzionari che si agitavano a suo tempo nella sua terra, tesi a liberare Israele dal dominio romano. Nulla per\u00f2 egli fece per mascherare o sminuire gli elementi di sconvolgente novit\u00e0 del suo messaggio religioso. Non che egli pensasse di fondare una nuova religione: n\u00e9 lui n\u00e9 i suoi discepoli dopo la sua morte mai si sono presentati come fondatori di una nuova fede: erano ebrei, pienamente inseriti nella loro tradizione e ad essa profondamente attaccati. Ges\u00f9 per\u00f2 si manifestava convinto che la storia di Israele come popolo unico, distaccato dagli altri, solo depositario dell&#8217;alleanza con Dio, era conclusa. Non, assolutamente, nel senso di un suo fallimento. Al contrario, nella direzione del suo sommo compimento: a questo momento la storia di Israele era da sempre destinata. Ma ci\u00f2 che Ges\u00f9 chiedeva al suo popolo &#8212; lo possiamo ben comprendere &#8212; era profondamente gravoso: abbandonare la propria identit\u00e0 per una missione universale, diluirsi in un popolo nuovo formato da tutte le genti, trasversale a leggi, lingue e culture diverse, fondato sulla accoglienza di lui, Ges\u00f9, come mandato da Dio per la salvezza del mondo intero, invece che sulla Torah, garante della alleanza esclusiva di Israele con Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutto ci\u00f2 sar\u00e0 chiaro soprattutto dopo, quando nasceranno le comunit\u00e0 cristiane e mostreranno, nella concretezza della loro comunione di fede, che per chi crede in Ges\u00f9 &quot;non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 giudeo n\u00e9 greco&quot;. Per\u00f2 negli atteggiamenti di Ges\u00f9 e nelle sue prese di posizione nei confronti del tempio, della legge, e della chiamata nel regno di Dio si preludeva a tutti questo e le menti religiosamente e politicamente raffinate del ceto sacerdotale, del gruppo dei farisei e della classe degli scribi devono aver percepito molto bene dove si andava a parare. Se non si vogliono giustificare i responsabili della more di Ges\u00f9, si pu\u00f2 comprendere per\u00f2 che non mancarono le ragioni per le quali essi pervennero alla decisione di eliminarlo. Sono ragioni che non attingevano solamente agli attriti personali che le critiche di Ges\u00f9 avevano prodotto: era veramente in gioco il destino di un popolo<\/em>.<\/p>\n<p>Di questa pagina, tre punti in particolare hanno attirato la nostra attenzione e ci sembrano meritevoli di una discussione.<\/p>\n<p>1) <em>Non che egli pensasse di fondare una nuova religione: n\u00e9 lui n\u00e9 i suoi discepoli dopo la sua morte mai si sono presentati come fondatori di una nuova fede.<\/em><\/p>\n<p>Questa affermazione ci lascia senza parole. Ges\u00f9, e dopo di Lui i suoi Discepoli, volevano solo riformare e completare il giudaismo? \u00c8 incredibile che una simile affermazione venga da un teologo, che \u00e8, oltretutto, un sacerdote. Non \u00e8 stato forse Ges\u00f9 Cristo, nella sua Persona, il fondatore della Nuova Alleanza? Che Ges\u00f9 pensasse, di Se stesso e della propria missione, che si trattava semplicemente di completare e coronare le attese messianiche del popolo ebreo, \u00e8 inconcepibile: tanto verrebbe dire che Ges\u00f9 non sapeva chi era e cosa era venuto a fare nel modo. Inoltre, come Dio, sapeva benissimo che il suo popolo lo avrebbe rifiutato: i costruttori che gettano via la pietra d&#8217;angolo, i vignaioli che assassinano il figlio del padrone per impadronirsi della vigna stessa, sono espressioni e parabole che parlano chiaro. Certo che la base religiosa da cui prende inizio la missione di Ges\u00f9 \u00e8 quella offerta dal giudaismo del suo tempo: questo \u00e8 ovvio. Ma che Ges\u00f9 non pensasse se non al coronamento delle attese messianiche della Torah, e sia pure dando al suo messianismo un accento prettamente spirituale, ci\u00f2 contrasta con tutto quel che sappiamo di Lui e con tutto il senso dei suoi discorsi e delle sue opere, dal principio alla fine.<\/p>\n<p>2) <em>Ma ci\u00f2 che Ges\u00f9 chiedeva al suo popolo &#8212; lo possiamo ben comprendere &#8212; era profondamente gravoso: abbandonare la propria identit\u00e0 per una missione universale.<\/em><\/p>\n<p>Ges\u00f9 non chiedeva al suo popolo di abbandonare la propria identit\u00e0, ma di aprirsi ad una visione superiore di Dio e della sua relazione con gli uomini. Certo, l&#8217;esclusivismo religioso dei giudei era una componente importante della loro identit\u00e0, ma non era tutta la loro identit\u00e0; senza contare che nei libri dell&#8217;Antico Testamento vi sono numerosi passi che invitano il popolo a predisporre l&#8217;animo a una conversione totale in vista della venuta del Messia, il che presuppone l&#8217;abbandono della pretesa che Dio sia al servizio dell&#8217;uomo (e dei sogni di gloria e di grandezza, sia individuali che collettivi) e la presa di coscienza che l&#8217;uomo \u00e8 al servizio di Dio. Inoltre, affermare che quanto Ges\u00f9 chiedeva al suo popolo era &quot;gravoso&quot; sottolinea solo un aspetto della sua missione, la rinuncia all&#8217;esclusivismo e al senso di superiorit\u00e0 nei confronti delle altre genti; ma tace completamente su quanto Ges\u00f9 aveva da offrire in cambio di tale rinuncia. Le folle che correvano ad ascoltarlo e che dimenticavano perfino il cibo pur di non staccarsi da lui, come si vede nei due episodi della moltiplicazione dei pani e dei pesci, evidentemente non erano schiacciate dalla gravosit\u00e0 di quanto Ges\u00f9 chiedeva loro, ma erano affascinate dalla bellezza e della potenza delle sue Parole. Dunque non comprendiamo affatto perch\u00e9 gli ebrei dovessero vedere Ges\u00f9 come un fastidioso profeta che veniva a togliere loro qualcosa, pi\u00f9 che a dare. Non pi\u00f9 di quanto dovesse rammaricarsi il giovane ricco il quale, professando di voler seguire Ges\u00f9 completamente, non seppe separarsi dalle sue ricchezze, quando Ges\u00f9 gli chiese di farlo: perch\u00e9 la promessa delle inestimabili ricchezze celesti \u00e8 poca cosa per chi giudica tutto sul metro della realt\u00e0 materiale. In questo senso, Ges\u00f9 non era pi\u00f9 scomodo al suo uditorio ebraico pi\u00f9 di quanto lo fosse a ciascun uomo o donna che siano invincibilmente legati ad un sistema di vita disordinato ed egoistico. Il che vale sempre, anche ai nostri giorni, per ogni singolo essere umano, indipendentemente dalla cultura e dalla tradizione nella quale ciascuno \u00e8 nato e cresciuto.<\/p>\n<p>3) <em>Si pu\u00f2 comprendere per\u00f2 che non mancarono le ragioni per le quali essi pervennero alla decisione di eliminarlo (&#8230;): era veramente in gioco il destino di un popolo<\/em>.<\/p>\n<p>Brutta, molto brutta questa frase. Pare che il Sinedrio avesse cento ragioni legittime per volere la morte di Ges\u00f9, e pare che Ges\u00f9 rappresentasse effettivamente un pericolo gravissimo per il popolo ebreo. Quando l&#8217;autore afferma che era veramente in gioco il destino di un popolo, fa eco alle parole pronunciate da Caifa dinanzi al Sinedrio (<em>Gv<\/em> 11, 49-50): <em>Voi non capite nulla\u00a0\u00a0e non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera.<\/em> Tuttavia Caifa mentiva, sapendo di mentire: Ges\u00f9 non costituiva alcun pericolo dal punto di vista dell&#8217;occupante romano, tanto \u00e8 vero che lo stesso Dianich riconosce che <em>Egli<\/em> <em>fece di tutto per distanziarsi dai movimenti rivoluzionari che si agitavano a suo tempo nella sua terra, tesi a liberare Israele dal dominio romano.<\/em> E del resto, quando glielo portarono davanti, Pilato dimostr\u00f2 di non conoscere affatto Ges\u00f9 Cristo, n\u00e9 la natura del suo insegnamento: se lo avesse conosciuto, non avrebbe avuto necessit\u00e0 di chiedergli chiarimenti al riguardo. In ogni caso, non furono i romani ad arrestare Ges\u00f9, mentre, viceversa, i romani lo processarono, ma per la sola ragione che cos\u00ec voleva la legge: il Sinedrio poteva condannare a morte qualcuno, ma non aveva facolt\u00e0 di eseguire da s\u00e9 la sentenza. Questa \u00e8 la verit\u00e0, piaccia o non piaccia a tutti quei biblisti, teologi e cattolici in genere, sia ecclesiastici che laici, i quali si preoccupano soprattutto di allontanare ogni colpa dal Sinedrio e di non scontentare, con giudizi troppo severi, i cari <em>fratelli maggiori<\/em>. Anche a costo di tradire il senso della Passione e Morte del Nostro Signore, e cos\u00ec pure quello della sua Resurrezione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La lettura del libro di Severino Dianich, Il Messia sconfitto. L&#8217;enigma della morte di Ges\u00f9 (Piemme, 1997) ci d\u00e0 l&#8217;occasione di riflettere, senza alcuna particolare animosit\u00e0<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30148,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[72],"tags":[117,157],"class_list":["post-25376","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dogmatica","tag-dio","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-dogmatica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25376","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25376"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25376\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30148"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25376"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25376"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25376"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}