{"id":25373,"date":"2021-07-27T09:54:00","date_gmt":"2021-07-27T09:54:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/07\/27\/gesu-e-mistero-per-credenti-e-no-ma-in-sensi-diversi\/"},"modified":"2021-07-27T09:54:00","modified_gmt":"2021-07-27T09:54:00","slug":"gesu-e-mistero-per-credenti-e-no-ma-in-sensi-diversi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/07\/27\/gesu-e-mistero-per-credenti-e-no-ma-in-sensi-diversi\/","title":{"rendered":"Ges\u00f9 \u00e8 mistero per credenti e no, ma in sensi diversi"},"content":{"rendered":"<p>Paul-Louis Couchoud (Vienne, 6 luglio 1879-ivi, 8 aprile 1859) \u00e8 il classico tipo dell&#8217;intellettuale europeo che si \u00e8 formato nel clima del positivismo. Filosofo, scrittore, poeta, viaggiatore, dottore in medicina, grande amico di Anatole France, interlocutore di James Frazer, durante un soggiorno in Giappone s&#8217;innamor\u00f2 degli <em>haiku<\/em> e li tradusse in francese. Versatile, poliedrico, poliglotta, pi\u00f9 curioso che profondo, pi\u00f9 disinvolto che riflessivo, s&#8217;interess\u00f2 a tutto e su tutto, o quasi, volle dir la sua: anche, purtroppo, su Ges\u00f9 Cristo. Persuaso dai risultati della cosiddetta critica tedesca che era pervenuta alla negazione radicale della storicit\u00e0 di Cristo (Reimarus, Lessing e David Friedrich Strauss), egli fece suo quel discutibile assunto e vi costru\u00ec sopra la sua particolare interpretazione del fenomeno del cristianesimo: una religione mondiale nata paradossalmente sul nulla, su una pia leggenda, su un&#8217;illusione collettiva, su un nobile sogno, e divenuta ben pi\u00f9 reale di quanto sia l&#8217;oggetto sul quale pretende di fondarsi.<\/p>\n<p>Niente di originale, come si vede; anzi, oggi si potrebbe dire tranquillamente che la posizione di Couchoud, che allora pass\u00f2 per audace e sconvolgente, oggi fa semplicemente sorridere, perch\u00e9 nessuno storico serio si sogna pi\u00f9 di mettere in discussione l&#8217;esistenza di Ges\u00f9 Cristo, anche se, ovviamente, non tutti sono d&#8217;accordo su ci\u00f2 che disse e fece, su quali fossero le sue intenzioni, e meno ancora sulla sua vera natura, umana o divina. A quanto pare, Couchoud non \u00e8 neppure sfiorato dal sospetto che una leggenda, o un mito religioso, non sorge dalla mattina alla sera, ma ha bisogno di secoli e millenni per nascere e consolidarsi; mentre i discepoli di Ges\u00f9, che scrivevano di eventi contemporanei e che avrebbero potuto essere facilmente confutati, testimoniavano quanto era stato fatto dal loro Maestro, nonch\u00e9 la sua morte la sua resurrezione, avvenute solo pochi anni prima. Quando i <em>Vangeli<\/em>, gli <em>Atti<\/em> e le <em>Lettere<\/em> paoline furono scritti, erano ancora vive molte persone che avevano assistito a quei fatti e che, pur negando la resurrezione, non avevano obiezioni da fare sulla veridicit\u00e0 degli altri racconti. E allora, come potevano gli evangelisti essersi inventati tutta la storia di Ges\u00f9, e la sua stessa persona, se avevano attinto non alle nebbie d&#8217;un lontanissimo passato, ma alla loro contemporaneit\u00e0, citando luoghi, fatti e personaggi che erano per cos\u00ec dire sotto gli occhi di tutti e che nessuno si sognava di contestare? Ma gli storici pagani, dice Couchoud, Tacito, Plinio, Svetonio, non dicono nulla in proposito. Non \u00e8 del tutto esatto; ma anche concedendo che il riferimento di Tacito sia un&#8217;interpolazione, resta il fatto che i <em>Vangeli<\/em> sarebbero stati squalificati e coperti di ridicolo, se avessero parlato di cose immaginarie spacciandole per contemporanee. Non sarebbe la prima volta che i potenti non si accorgono di cose importanti e non notano grandi figure di uomini o donne, solo perch\u00e9 vissuti appartati, fra la gente del popolo e in regioni marginali. Non \u00e8 una cosa affatto strana: stano sarebbe il contrario. Chi era mai Ges\u00f9, agli occhi dei grandi storici e scrittori di Roma? Per accorgersi di lui sarebbe stato necessario attendere che maturassero gli effetti della sua predicazione: il che puntualmente accadde, molto tempo dopo. \u00c8 stato il cristianesimo a costringere gli uomini ad accorgesi di Ges\u00f9; ma il cristianesimo non \u00e8 nato dal nulla, da un sogno o da un isterismo collettivo: \u00e8 nato da una persona, e quella Persona era Ges\u00f9 Cristo. Se fosse stato meno offuscato da pregiudizi positivisti e avesse dato meno credito a Renan e Loisy, Couchoud si sarebbe reso conto che gli elementi d&#8217;inverosimiglianza dei racconti evangelici, a cominciare dalla Resurrezione di Cristo, attestano il contrario di quel che egli crede: perch\u00e9 se quei racconti si sono tuttavia diffusi, a dispetto di tutto e dell&#8217;inevitabile scetticismo che senza dubbio hanno suscitato, cos\u00ec come lo suscitano tuttora, significa che hanno in s\u00e9 una carica di persuasione irresistibile, inspiegabile secondo le categorie storicamente accettate.<\/p>\n<p>Scriveva dunque il Couchoud ne <em>Il mistero di Ges\u00f9<\/em> (<em>Le myst\u00e8re de J\u00e9sus<\/em>, Rieder, 1924; Milano, Fratelli Bocca, 1945, pp. 13;14-15; 155-157):<\/p>\n<p><em>La storia d&#8217;Occidente, dall&#8217;impero romano in poi si ordina intorno ad un fatto centrale, ad un fatto generatore che \u00e8 immaginario: la rappresentazione collettiva di Ges\u00f9 e della sua morte redentrice. Il resto \u00e8 uscito di l\u00e0 o si \u00e8 adattato a ci\u00f2. Tutto ci\u00f2 che si \u00e8 fatto in Occidente durante quindici secoli si \u00e8 fatto all&#8217;ombra gigantesca della croce. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Ancor oggi Ges\u00f9 \u00e8 la struttura intima delle societ\u00e0 d&#8217;Occidente. Prima ancora di essere nate le anime gli sono promesse. Il bambino, non appena ha respirato il giorno, \u00e8 battezzato in suo nome. Esso entra gi\u00e0 in un edificio spirituale, un edificio di anime il cui piano \u00e8 fortemente stabilito. Egli vi trover\u00e0 il suo posto. Egli star\u00e0 inginocchiato nel mezzo della navata o dritto ai margini, fervente o indifferente, ma non potr\u00e0 evadere. Se non sente l&#8217;ebbrezza, sentir\u00e0 la costrizione. Anche se diventasse un nemico di Ges\u00f9, sarebbe ancora in casa di Ges\u00f9. Che dire? Nel cuore degli uomini, Ges\u00f9 \u00e8 infinitamente grande. Egli sfugge a tutte le misure consuete della storia. Cento volumi non finirebbero di descriverlo. Non c&#8217;\u00e8 avvenimento cos\u00ec incalcolabile come quello che ha introdotto nel mondo la rappresentazione di Ges\u00f9. In quel punto della storia fu deciso ci\u00f2 che sarebbe durante millenni il sogno essenziale degli uomini d&#8217;Occidente. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Chiunque tenter\u00e0 di chiarire le origini cristiane dovr\u00e0 prendere una grande decisione. Ges\u00f9 \u00e8 un problema. Il cristianesimo \u00e8 l&#8217;altro. Egli non potr\u00e0 risolvere l&#8217;uno dei due problemi se non rendendo l&#8217;altro insolubile.<\/em><\/p>\n<p><em>Se egli si attacca al problema di Ges\u00f9, dovr\u00e0 percorrere le vie di Renan e di Loisy. Dipinger\u00e0, con maggiore o minore quantit\u00e0 di colori, un agitatore messianico, un &#8216;nab\u00ec&#8217; del tempo degli ultimi Erodi. Gli attribuir\u00e0 lineamenti verosimili onde poterlo integrare nella storia. S&#8217;egli \u00e8 un abile critico, far\u00e0 un ritratto plausibile, cio\u00e8 tale da meritare da essere applaudito.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma il cristianesimo si lever\u00e0 come un fatto inesplicabile. Co,e mai l&#8217;oscuro &#8216;nab\u00ec&#8217; si \u00e8 mutato in Figlio di Dio, oggetto inesauribile del culti cristiano e della teologia cristiana? Qui ci troviamo fuori delle strade aperte della storia. Mancano le analogie. Il cristianesimo \u00e8 un&#8217;incredibile assurdit\u00e0 e il pi\u00f9 bizzarro dei miracoli.<\/em><\/p>\n<p><em>E se lo storico si dedica al problema del cristianesimo, si avvede che, fin dal&#8217;origine, la nuova religione consiste in una bella teologia che, dopo essere sbocciata nel giudaismo, \u00e8 fiorita fuori di esso. Nel cuore di tale teologia sta l&#8217;idea di un essere divino che riscatta l&#8217;umanit\u00e0 mediante un sacrificio espiatorio e deve fra poco apparire per giudicarla. Su questa concezione del divino poteva fiorire una grande religione.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma un Ges\u00f9 storico diventa allora impossibile a sistemarsi. Nello slancio mentale che va dal giudaismo al cristianesimo, dal servitore martire di Isaia al Ges\u00f9 di Paolo non si pu\u00f2 intercalare l&#8217;adorazione di un uomo. Essa ripugna tanto allo spirito del giudaismo quanto a quello della nuova fede. Si deve prendere la storia di Ges\u00f9 per una miniatura in margine di una dottrina, per un &#8216;midrash&#8217; commosso e colorito.<\/em><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 si deve scegliere, la scelta s&#8217;impone. Quello che rimane da spiegare, \u00e8 il cristianesimo. E poich\u00e9 la nozione di Uomo-Dio non entra pi\u00f9 in una testa moderna e si deve dissociarlo, lasciamo l&#8217;uomo e teniamo Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>O storici, non esitate a cancellare dai vostri elenchi l&#8217;uomo Ges\u00f9. Fate entrare il Dio Ges\u00f9. Immediatamente la storia del cristianesimo nascente sar\u00e0 collocata al suo vero livello. Essa apparir\u00e0 nuova ed elevata. Renan non le ha dato l&#8217;interesse che le spetta. Il vero storico non \u00e8 &quot;storicista&quot;. Egli sa distinguere dai fatti positivi le idee che assumono l&#8217;aspetto di fatti per essere meglio comprese. Allo &quot;storicista&quot;, Ges\u00f9 offre una materia ingrata e secca, storici delle religioni e sociologi, a voi egli apporta uno studio inebriante ed infinito.<\/em><\/p>\n<p><em>E voi, credenti, vi ostinerete a brandire sedicenti prove che feriscono voi stessi? Tempi nuovi sono giunti. Voi non potete pi\u00f9 materializzare Ges\u00f9 senza farlo impallidire e distruggerlo. Pi\u00f9 voi proverete che egli \u00e8 un ebreo storico, pi\u00f9 preparerete discepoli a Renan.<\/em><\/p>\n<p><em>Avrete voi paura di una realt\u00e0 spirituale, voi la cui nobile funzione \u00e8 quella di mantenere le realt\u00e0 spirituali? Non affidatevi ad una dubbia leggenda. Quello che voi scambiate per il porto \u00e8 un abisso mortale. Issate a vela! Andate al largo, dove vi sembra sia la tempesta! Queste onde vi porteranno, uomini di poca fede.<\/em><\/p>\n<p>Sono argomentazioni penose, al limite dell&#8217;assurdo. Il Couchoud dice, non senza enfasi: o i cristiani rinunciano al cristianesimo, o rinunciano a Ges\u00f9; entrambi non li possono rivendicare. E questo perch\u00e9, secondo lui, il cristianesimo nasce sul fondamento di una figura immaginaria: dunque, questo \u00e8 il suo suggerimento, meglio che si tengano il cristianesimo e rinuncino a Ges\u00f9, che del resto non \u00e8 mai esistito. Per quanto assurde, queste argomentazioni trovavano allora, nei primi decenni del Novecento, un certo credito; e non solo presso gli atei militanti e arrabbiati, ma anche in certi settori del cristianesimo stesso, in particolare in certi ambienti del protestantesimo liberale. Albert Schweitzer, ad esempio, era uno di quelli che pensava che i cristiani dovessero tenersi pronti a rinunciare alla storicit\u00e0 di Ges\u00f9, se il progredire delle ricerche avesse mostrato ci\u00f2 che alcuni sospettavano: dopotutto, l&#8217;importante non \u00e8 che Ges\u00f9 sia realmente esistito, ma che esiste il &quot;suo&quot; messaggio. Ne abbiamo parlato a suo tempo (cfr. <em>Che cosa accadrebbe al cristianesimo se dovesse rinunciare alla storicit\u00e0 di Ges\u00f9?<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 22\/02\/08 e sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 16\/01\/18); ciascuno giudichi da s\u00e9 la plausibilit\u00e0 e la coerenza logica d&#8217;una simile prospettiva religiosa.<\/p>\n<p>Quel che qui ci interessa evidenziare \u00e8 un&#8217;altra cosa, e cio\u00e8 che le tesi del Couchoud, in se stesse abbastanza ridicole e palesemente figlie di una certa cultura ideologizzata, che aveva divinizzato la scienza materialista di fine Ottocento, hanno, se guardate in un&#8217;ottica di fede, specialmente alla luce della storia degli ultimi decenni, una loro pregnanza e una loro indubbia attualit\u00e0. Quanto egli afferma: <em>la scelta s&#8217;impone. Quello che rimane da spiegare, \u00e8 il cristianesimo. E poich\u00e9 la nozione di Uomo-Dio non entra pi\u00f9 in una testa moderna e si deve dissociarlo, lasciamo l&#8217;uomo e teniamo Dio,<\/em> ha una sua carica di verit\u00e0, anche se non nel senso da lui inteso. \u00c8 vero che l&#8217;idea di Dio che si fa uomo non entra in una testa moderna e che tale impossibilit\u00e0 di recepirla impone una scelta: \u00e8 precisamente quello che hanno fatto i teologi e i vescovi cattolici a partire dal Concilio Vaticano II. Hanno detto: poich\u00e9 non riusciamo pi\u00f9 ad aver fede come l&#8217;avevano i nostri avi, proviamo a modernizzare il cristianesimo: eliminiamo gli ostacoli, smussiamo le punte, togliamo di mezzo tutto ci\u00f2 che costituisce un problema per la ragione moderna; facciamo del cristianesimo un messaggio morale, staccato dalle sue origini soprannaturali, dunque una questione di credenza e non propriamente di fede: perch\u00e9 gli uomini moderni possono, s\u00ec, credere ancora in qualcosa, ma la loro fede \u00e8 interamente riservata alla scienza, al tipo di scienza che nega la trascendenza e rifiuta di considerare il mistero di ci\u00f2 che sta oltre il visibile e l&#8217;esperibile. In effetti ci\u00f2 che ha fatto la Chiesa cattolica a partire dal 1958, sulla spinta della massoneria ecclesiastica, stato proprio seguire l&#8217;invito di Couchoud: certo non ha avuto la franchezza di dirlo, per\u00f2 lo ha fatto, e lo ha fatto con una metodicit\u00e0, una linearit\u00e0, una intransigenza a suo modo encomiabile. Il clero postconciliare non ha tralasciato una sola occasione per sviluppare una nuova religione, che conserva il nome di cattolica ma di fatto \u00e8 diventata la pseudo religione di Renan e di Loisy, proprio come voleva Cochoud: modernismo allo stato puro. Gli ultimi fatti e misfatti del pontificato di Bergoglio, sino alla recentissima abolizione del <em>Summorum Pontificum<\/em> mediante un documento dal nome pi\u00f9 che mai ironico di <em>Traditionis custodes<\/em>, non sono stati che il logico e consequenziale completamento di ci\u00f2 che era stato avviato da Giovanni XXIII e Paolo VI e proseguito da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Questa che abbiamo ora sotto gli occhi, con la Pachamama e il documento di Abu Dhabi, non \u00e8 pi\u00f9 la religione di Ges\u00f9 Cristo; \u00e8 il &quot;cristianesimo&quot; dei cristiani moderni, che si sono stancati di recitare la commedia di aver fede in ci\u00f2 che per loro \u00e8 incredibile e, da buoni uomini moderni, hanno risolto la difficolt\u00e0 nell&#8217;unica maniera che conoscono: tagliando la testa al problema e riducendo Cristo alla misura delle loro teste moderne, della loro sensibilit\u00e0 moderna e del loro moderno senso del politicamente corretto. Nonostante la sua inverosimile rozzezza, la&quot;proposta&quot; di Couchoud \u00e8 stata pienamente accolta: oggi abbiamo un cristianesimo senza Ges\u00f9, e proprio perch\u00e9 \u00e8 senza Ges\u00f9 pu\u00f2 accettare l&#8217;aborto e l&#8217;eutanasia, benedire le unioni omosessuali e prescrivere il falso vaccino fatto coi feti abortiti quale indispensabile via di salvezza.<\/p>\n<p>S\u00ec, \u00e8 vero: Ges\u00f9 rimane un mistero. Per gli uni \u00e8 un mistero da ritoccare, manipolare, adeguare alla mentalit\u00e0 moderna; per gli altri un mistero da adorare, gettandosi in ginocchio dinanzi al suo fulgore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paul-Louis Couchoud (Vienne, 6 luglio 1879-ivi, 8 aprile 1859) \u00e8 il classico tipo dell&#8217;intellettuale europeo che si \u00e8 formato nel clima del positivismo. 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