{"id":25370,"date":"2017-09-15T01:53:00","date_gmt":"2017-09-15T01:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/15\/si-puo-dire-che-gesu-si-e-fatto-diavolo-e-serpente\/"},"modified":"2017-09-15T01:53:00","modified_gmt":"2017-09-15T01:53:00","slug":"si-puo-dire-che-gesu-si-e-fatto-diavolo-e-serpente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/15\/si-puo-dire-che-gesu-si-e-fatto-diavolo-e-serpente\/","title":{"rendered":"Si pu\u00f2 dire che Ges\u00f9 si \u00e8 fatto diavolo e serpente?"},"content":{"rendered":"<p>Santa Marta, 4 aprile 2017: nel corso della omelia della Santa Messa quotidiana, papa Francesco afferma, a un certo punto, che il nostro Signore Ges\u00f9 Cristo <em>si \u00e8 fatto diavolo e serpente<\/em> per noi: una affermazione che ha turbato, sconcertato, scandalizzato una gran quantit\u00e0 di cattolici. Che avrebbe dovuto scandalizzarli tutti, se molti di loro non fossero in preda a un vero e proprio ottundimento della coscienza e a una forma di fascinazione perversa nei confronti del papa piacione, umile, alla mano, spigliato, moderno, misericordioso, dialogante, distruttore di muri e costruttore di ponti. Sulla bocca di chiunque altro, una simile frase sarebbe suonata per quello che \u00e8 realmente: una bestemmia; ma detta da lui, ecco che acquista un sapore innocuo, perfino gradevole: quale prova migliore del fatto che i cattolici d&#8217;oggi non vedono pi\u00f9 il papa come il servo di Cristo, ma lo vedono come se fosse dio lui stesso, e intanto si dimenticano di Ges\u00f9 Cristo? E i cardinali, i vescovi, i teologi, dov&#8217;erano, cosa facevano, in quali cose erano distratti e affaccendati, per non accorgersi di quelle tremende parole, per non sobbalzare sulle sedie quando sono state pronunciate, per giunta nel corso della santa Messa? E quegli arcivescovi, quei sacerdoti, quegli intellettuali sedicenti cattolici, i quali non esitavano a criticare ogni cosa uscisse dalla bocca di Benedetto XVI, stavolta non avevano niente da dire?<\/p>\n<p>Ma andiamo per ordine. L&#8217;omelia di Santa Marta verteva, almeno in teoria, su un passo del <em>Libro dei Numeri<\/em> nel quale si descrive l&#8217;episodio del serpente di bronzo fatto innalzare da Mos\u00e8 nel deserto, dopo la fuga dall&#8217;Egitto. Vale la pena di riportarlo integralmente, tanto pi\u00f9 che \u00e8 assai breve, per poter meglio comprendere il senso delle parole di Bergoglio:<\/p>\n<p><em>Poi gli Israeliti partirono dal monte Cor, dirigendosi verso il Mare Rosso per aggirare il paese di Edom. Ma il popolo non sopport\u00f2 il viaggio.\u00a0Il popolo disse contro Dio e contro Mos\u00e8: \u00abPerch\u00e9 ci avete fatti uscire dall&#8217;Egitto per farci morire in questo deserto? Perch\u00e9 qui non c&#8217;\u00e8 n\u00e9 pane n\u00e9 acqua e siamo nauseati di questo cibo cos\u00ec leggero&quot; [cio\u00e8 la manna].\u00a0Allora il Signore mand\u00f2 fra il popolo serpenti velenosi i quali mordevano la gente e un gran numero d&#8217;Israeliti mor\u00ec. Allora il popolo venne a Mos\u00e8 e disse: &quot;Abbiamo peccato, perch\u00e9 abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; prega il Signore che allontani da noi questi serpenti&quot;. Mos\u00e8 preg\u00f2 per il popolo.\u00a0Il Signore disse a Mos\u00e8: &quot;Fatti un serpente e mettilo sopra un&#8217;asta; chiunque, dopo essere stato morso, lo guarder\u00e0 rester\u00e0 in vita&quot;.\u00a0Mos\u00e8 allora fece un serpente di rame e lo mise sopra l&#8217;asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di rame, restava in vita.<\/em><\/p>\n<p>Ed ecco il passaggio centrale dell&#8217;omelia del papa, la quale vorrebbe essere una spiegazione e una esegesi del brano dell&#8217;Antico Testamento su riportato:<\/p>\n<p><em>Il serpente \u00e8 il simbolo del cattivo, \u00e8 il simbolo del diavolo: era il pi\u00f9 astuto degli animali nel paradiso terrestre\u00bb. Perch\u00e9 \u00abil serpente \u00e8 quello che \u00e8 capace di sedurre con le bugie\u00bb, \u00e8 \u00abil padre della menzogna: questo \u00e8 il mistero&quot;. [Ma allora ] dobbiamo guardare il diavolo per salvarci? Il serpente \u00e8 il padre del peccato, quello che ha fatto peccare l&#8217;umanit\u00e0. [In realt\u00e0] Ges\u00f9 dice: &quot;Quando io sar\u00f2 innalzato in alto, tutti verranno a me&quot;. Ovviamente questo \u00e8 il mistero della croce. Il serpente di bronzo guariva, ma il serpente di bronzo era segno di due cose: del peccato fatto dal serpente, della seduzione del serpente, dell&#8217;astuzia del serpente; e anche era segnale della croce di Cristo, era una profezia. [&#8230;] Per questo il Signore dice loro: &quot;Quando avrete innalzato il figlio dell&#8217;uomo, allora conoscerete che io sono&quot;. Cos\u00ec possiamo dire che Ges\u00f9 si \u00e8 &quot;fatto serpente&quot;, Ges\u00f9 si &quot;\u00e8 fatto peccato&quot; e ha preso su di s\u00e9 le sporcizie tutte dell&#8217;umanit\u00e0, le sporcizie tutte del peccato. E si \u00e8 &quot;fatto peccato&quot;, si \u00e8 fatto innalzare perch\u00e9 tutta la gente lo guardasse, la gente ferita dal peccato, noi. Questo \u00e8 il mistero della croce e lo dice Paolo: &quot;Si \u00e8 fatto peccato&quot; e ha preso l&#8217;apparenza del padre del peccato, del serpente astuto.<\/em><\/p>\n<p>Cominciamo dalla citazione di San Paolo. L&#8217;Apostolo, nella <em>Seconda epistola ai Corinzi<\/em> (5, 21) non dice che Ges\u00f9 <em>si \u00e8 fatto peccato<\/em>, ma bens\u00ec:<\/p>\n<p><em>Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo tratt\u00f2 da peccato in nostro favore, perch\u00e9 noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio;<\/em><\/p>\n<p>e vi \u00e8 una certa differenza, crediamo, fra dire che &quot;Ges\u00f9 si \u00e8 fatto peccato&quot; e dire che Dio tratt\u00f2 Ges\u00f9 &quot;da peccato&quot;; essere trattati <em>come se si fosse<\/em> una certa cosa non equivale a dire che <em>si \u00e8<\/em> diventati quella certa cosa. Ges\u00f9 \u00e8 stato trattato da Dio &quot;come peccato&quot;, nel senso che Ges\u00f9 ha preso su di S\u00e9 tutti i peccati degli uomini, affinch\u00e9 la giustizia di Dio fosse ristabilita: giustizia che esigeva, ed esige, il castigo dei peccatori. Perch\u00e9 Dio, checch\u00e9 ne dica il papa Francesco, non \u00e8 solo misericordia, cio\u00e8 non \u00e8 misericordia senza giustizia, ma giustizia e misericordia, in Lui, sono due facce della stessa medaglia; perch\u00e9 se vi fosse una misericordia che non comprende anche la giustizia, allora non sarebbe pi\u00f9 misericordia, ma sarebbe buonismo, ossia negazione perversa della realt\u00e0 del male, e Dio \u00e8 buono ma non certo buonista. Il concetto che vuole esprimere san Paolo diventa ancora pi\u00f9 chiaro alla luce della definizione che l&#8217;Apostolo d\u00e0 del Cristo: <em>Colui che non aveva conosciuto peccato<\/em>. Ora, se non aveva conosciuto peccato &#8212; come del resto \u00e8 ovvio, e qualsiasi bambino che abbia fatto il primo anno di catechismo lo sa benissimo, o almeno dovrebbe saperlo &#8212; \u00e8 evidente che non pu\u00f2 essersi fatto peccato. E del resto, quando mai? Quando mai un cristiano potrebbe dire, se non in preda alla pazzia, una cosa del genere: che Ges\u00f9 Cristo si \u00e8 fatto peccato? Ma se \u00e8 venuto nel mondo per strappare il pungiglione del peccati dalle mani de diavolo! E come avrebbe potuto riuscirci, facendosi peccato? No: Ges\u00f9 non si \u00e8 fatto peccato, ma si \u00e8 reso tale da esser trattato da Dio <em>come se<\/em> fosse stato un peccatore: nel senso che ha preso sulla sua croce, volontariamente, i peccati del mondo; e fino all&#8217;ultimo, mentre lo inchiodavano alla croce, ha pregato: <em>Padre, perdona loro, perch\u00e9 non sanno quello che fanno<\/em>. Non sapevano di mettere a morte l&#8217;Innocente per antonomasia, il Figlio di Dio: non il peccato, non colui che si era fatto peccato, ma Colui che, accettando di essere trattato da peccatore, sconfiggeva definitivamente il peccato, cos\u00ec come, risorgendo da morte, avrebbe sconfitto anche quest&#8217;ultima.<\/p>\n<p>Nella mentalit\u00e0 dei giudei, che \u00e8 la mentalit\u00e0 dell&#8217;Antica Alleanza, il peccato esige la punizione del peccatore, da parte di Dio, gi\u00e0 in questa vita (anche perch\u00e9 la credenza nella vita dopo la morte era molto incerta e non condivisa da tutti). Dunque, uniformandosi alla loro mentalit\u00e0, Ges\u00f9 voleva far vedere che Lui si metteva al posto dei peccatori e accettava di essere Egli stesso la vittima espiatoria; con il suo sacrificio volontario, con la sua morte e resurrezione, poi, avrebbe aperto la strada a una nuova mentalit\u00e0, quella della Nuova Alleanza, in cui Dio si riconcilia con gli uomini e non chiede pi\u00f9 loro una riparazione per i peccati passati, cio\u00e8 per la loro passata infedelt\u00e0 nei suoi confronti, ma li chiama alla conversione e offre loro il perdono, poich\u00e9 il sacrificio del suo Figlio Unigenito ha ristabilito la giustizia violata. Non vendetta da parte di Dio, quindi, ma necessit\u00e0 di ristabilire la giustizia, che il peccato aveva compromesso, perch\u00e9, interrompendo il rapporto di amore fra le creature e il Creatore, aveva vanificato la misericordia divina, di cui la giustizia \u00e8 parte integrante. Solo Ges\u00f9 Cristo poteva fare una cosa simile, ristabilire l&#8217;Alleanza, perch\u00e9 nessun uomo sarebbe stato da tanto, nessun uomo essendo perfettamente innocente e conforme alla volont\u00e0 di Dio, dopo la rottura provocata dal Peccato originale.<\/p>\n<p>E ora veniamo al serpente di Mos\u00e8. Come si vede dal brano dei <em>Numeri<\/em>, Mos\u00e8 fa innalzare il serpente di bronzo per risanare i giudei che erano stati morsi dai serpenti velenosi, secondo la rivelazione avuta da Dio stesso, quando gli aveva detto: <em>Fatti un serpente e mettilo sopra un&#8217;asta; chiunque, dopo essere stato morso, lo guarder\u00e0 rester\u00e0 in vita<\/em>. Alcuni autori cristiani hanno colto una analogia fra il serpente di bronzo che viene innalzato nel deserto e il divino Redentore che viene innalzato sulla croce, perch\u00e9 entrambi portano la salvezza: il serpente di bronzo, mediante l&#8217;azione di guardarlo, porta via gli effetti del veleno e restituisce la vita fisica a chi lo contempla con fede, non in lui, ma in Dio; Ges\u00f9 Cristo, compiendo Lui stesso l&#8217;azione salvifica, cio\u00e8 immolandosi per l&#8217;umanit\u00e0 peccatrice, porta la salvezza dell&#8217;anima, prendendo su di s\u00e9 il castigo meritato dagli uomini. Non per niente si parla del Sacrificio della Messa: l&#8217;Eucarestia \u00e8 il rinnovarsi di quel sacrificio cruento compiuto da Ges\u00f9 crocifisso per amor nostro. E fin qui ci siamo: l&#8217;interpretazione di quegli esegeti, come sant&#8217;Agostino, i quali hanno visto nel serpente di bronzo una prefigurazione del Crocifisso, \u00e8 perfettamente corretta; tanto pi\u00f9 che il primo a suggerirla \u00e8 stato Ges\u00f9 stesso (<em>Giovanni<\/em>, 3, 13-14): <em>Eppure nessuno \u00e8 mai salito al cielo, fuorch\u00e9 il Figlio dell&#8217;uomo che \u00e8 disceso dal cielo.\u00a0E come Mos\u00e8 innalz\u00f2 il serpente nel deserto, cos\u00ec bisogna che sia innalzato il Figlio dell&#8217;uomo.<\/em> Ges\u00f9 stesso ha paragonato se stesso, innalzato sul legno della croce, al serpente che Mos\u00e8 aveva fatto innalzare nel deserto, per la salvezza del suo popolo. E tuttavia&#8230;<\/p>\n<p>Tuttavia, l&#8217;interpretazione data da Bergoglio di questo passo \u00e8 completamente sbagliata e fuor di qualsiasi misura. Nella tradizione biblica, il serpente \u00e8 il simbolo del male; nel libro della <em>Genesi<\/em>, non \u00e8 il <em>simbolo<\/em> del male (come piacerebbe a padre Sosa Abascal), ma \u00e8 proprio il diavolo, che assume la forma di un serpente per tentare Eva, e, attraverso di lei, anche Adamo, e indurli a rompere l&#8217;amicizia con Dio. Pertanto, Mos\u00e8 sceglie d&#8217;innalzare un serpente non perch\u00e9 sia il simbolo del bene, ma perch\u00e9 \u00e8 il simbolo del male: i giudei che sono stati morsi dai serpenti velenosi, guardandolo, guariscono dagli effetti del veleno: l&#8217;atto di guardarli li libera dal male (fisico) che i serpenti, quelli veri, provocano con il loro morso. Si potrebbe quasi dire che si tratta di una forma di esorcismo simbolico: il male, uscito dai denti velenosi dei serpenti, ritorna al serpente di bronzo, risparmiando le vittime destinate alla morte. Ges\u00f9, salendo sulla croce, come abbiamo detto, non si fa serpente, ma assume su di s\u00e9 la condizione dell&#8217;umanit\u00e0 peccatrice: guardare alla croce di Cristo porta la salvezza (dell&#8217;anima) perch\u00e9 il male del peccato si &quot;scarica&quot; sull&#8217;Innocente: <em>per le sue piaghe noi siamo stati risanati<\/em>, \u00e8 scritto nella profezia dell&#8217;Emanuele, nel <em>Libro di Isaia<\/em> (53, 5). Cos\u00ec, il passaggio dal serpente di bronzo alla croce di Cristo \u00e8 il passaggio da una concezione legalistica del rapporto fra Dio e gli uomini, e una concezione &quot;magica&quot; del fatto del castigo dovuto ai peccatori, ad una concezione amorevole e filiale di quel rapporto e a una concezione spirituale del binomio peccato-castigo. Ges\u00f9 vuol far capire che Dio non vuole olocausti, ma conversione; e che condona agli uomini gli effetti del Peccato originale, per virt\u00f9 del sacrificio volontario di Cristo, laddove il castigo dei peccatori (non certo vittime volontarie) non sarebbe stato sufficiente, infinita essendo la distanza fra l&#8217;umanit\u00e0 decaduta ed il Padre celeste.<\/p>\n<p>Ma quel che ha detto il papa Francesco \u00e8 tutt&#8217;altra cosa. Egli ha detto che Ges\u00f9 <em>si \u00e8 fatto serpente<\/em>; in un&#8217;altra occasione, per buona misura, aveva detto che si \u00e8 fatto serpente &quot;brutto, che fa schifo&quot;. Non bastava l&#8217;identificazione, erronea e blasfema, di Ges\u00f9 col serpente; doveva anche aggiungere quegli aggettivi scandalosi, sacrileghi. \u00c8 come se egli provasse gusto a seminare sconcerto, amarezza, dolore nel cuore dei fedeli: nessun cattolico pu\u00f2 udire simili espressioni senza provare un fremito, un moto di ribellione e di orrore. E nemmeno questo bastava. Egli ha voluto dire, ancora, che <em>Ges\u00f9 si \u00e8 fatto diavolo<\/em>. Questo, proprio no. Se l&#8217;espressione <em>Ges\u00f9 si \u00e8 fatto serpente<\/em> potrebbe ancora essere intesa, ma con molta, moltissima buona volont\u00e0, come una semplice mancanza di misura e di buon gusto, come una maniera goffa e maldestra di esprimere un altro concetto, cio\u00e8 che Ges\u00f9 si \u00e8 fatto <em>simile<\/em> al serpente di bronzo, quanto agli effetti salvifici del suo sacrificio, l&#8217;affermazione che Egli si \u00e8 fatto diavolo \u00e8 del tutto gratuita, del tutto priva di appoggi scritturistici, e, quel che pi\u00f9 conta, assolutamente blasfema. Se il serpente di bronzo \u00e8 la salvezza per gli ebrei nel deserto, contro il morso dei serpenti, il diavolo \u00e8 sempre e comunque il nemico mortale degli uomini, che, per odio verso Dio, vuole indurre in peccato, e trascinare con s\u00e9 all&#8217;inferno. Questo dice la teologia cattolica, questo dice la <em>Bibbia<\/em> e questo dice Ges\u00f9, nei numerosi passi del Nuovo Testamento nei quali parla di satana, o nei quali lo affronta, mediante gli esorcismi. Ges\u00f9 \u00e8 venuto nel mondo per distruggere i piani del diavolo; e come avrebbe potuto farlo, facendosi diavolo? \u00c8 una frase assurda, un&#8217;affermazione che non ha nulla di cattolico, n\u00e9 di cristiano. Suscita orrore e basta. \u00c8 questa la pastorale, \u00e8 questa la pedagogia del papa? \u00c8 cos\u00ec che annunzia il Regno di Dio?&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Santa Marta, 4 aprile 2017: nel corso della omelia della Santa Messa quotidiana, papa Francesco afferma, a un certo punto, che il nostro Signore Ges\u00f9 Cristo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30146,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[70],"tags":[107,117,157,203],"class_list":["post-25370","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-demonologia","tag-cattolicesimo","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-mose"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-demonologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25370","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25370"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25370\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30146"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25370"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25370"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25370"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}