{"id":25369,"date":"2008-02-26T03:42:00","date_gmt":"2008-02-26T03:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/02\/26\/gesu-per-proudhon-era-un-anti-messia-e-un-anti-cristo\/"},"modified":"2008-02-26T03:42:00","modified_gmt":"2008-02-26T03:42:00","slug":"gesu-per-proudhon-era-un-anti-messia-e-un-anti-cristo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/02\/26\/gesu-per-proudhon-era-un-anti-messia-e-un-anti-cristo\/","title":{"rendered":"Ges\u00f9, per Proudhon, era un \u00abAnti-Messia\u00bb e un \u00abanti-Cristo\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Ma stiamo parlando proprio di <em>quel<\/em> Proudhon l\u00ec, di Pierre-Joseph Prudhon, padre nobile del pensiero anarchico, rivoluzionario anti-borghese e ferocemente attaccato, per la sua concezione anti-statalista, da Karl Marx, all&#8217;epoca della Prima Internazionale?<\/p>\n<p>Ebbene s\u00ec, proprio di lui; perch\u00e9, anche se molti suoi lettori e ammiratori non lo sanno, la teologia non era affatto l&#8217;ultimo dei suoi interessi e al cristianesimo, nonch\u00e9 alla figura storica di Ges\u00f9, egli aveva dedicato una bella fetta del suo tempo e delle sue energie intellettuali.<\/p>\n<p>In una lettera al compatriota Muiron, che gli aveva domandato la sua collaborazione per il giornale che dirigeva, Proudhon aveva risposto: <em>&quot;Che cosa pu\u00f2 farsene, signore, di un uomo che per tutta la sua vita non si \u00e8 occupato d&#8217;altro che di metafisica, di lingue, di teologia&quot;<\/em> e che \u00e8 <em>&quot;interamente estraneo (&#8230;) alle dispute e ai dibattiti politici?&quot;.<\/em><\/p>\n<p>Gi\u00e0, proprio lui. Proudhon il ribelle, Proudhon l&#8217;incendiario; colui che alla domanda <em>&quot;che cos&#8217;\u00e8 la propriet\u00e0?&quot;<\/em>, aveva risposto: <em>&quot;La propriet\u00e0 \u00e8 un furto&quot;<\/em>, era anche una persona dagli spiccati orientamenti spirituali, un uomo <em>naturaliter religiosus<\/em> se non anche, forse, <em>naturaliter christianus.<\/em> Questa \u00e8 una faccia della sua personalit\u00e0 che quasi tutti ignorano, a cominciare dagli anarchici: probabilmente perch\u00e9 l&#8217;anarchismo, a parte la gigantesca personalit\u00e0 di Tolstoj, si \u00e8 sempre pi\u00f9 configurato, storicamente, come una ideologia politica di tipo razionalista e immanentista, ispirandosi prevalentemente alla filosofia del positivismo e relegando ogni forma di spiritualit\u00e0 fra le anticaglie di un passato da cancellare.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 una deformazione della realt\u00e0, dal momento che Proudhon, come abbiamo visto (e sia pure in una lettera privata e, per giunta, giovanile) vedeva se stesso <em>prima<\/em> come teologo e metafisico e <em>poi<\/em> come pensatore politico. Anche la cultura libertaria ha fatto la solita operazione di semplificare e alterare la realt\u00e0 dei fatti, per meglio farli rientrare nei propri dogmi ideologici: esattamente come hanno sempre fatto, e come continuano a fare, le varie forme di cultura da essa accusate di &quot;autoritarismo&quot;: dal liberalismo, al cattolicesimo sociale, al socialismo marxista &#8211; per non parlare del pensiero dell&#8217;estrema destra che, per gli anarchici (ma anche per i marxisti) \u00e8, puramente e semplicemente, <em>tab\u00f9.<\/em> E chi scrive ha frequentato abbastanza l&#8217;ambiente libertario da poter fare tali affermazioni senza timore di smentita.<\/p>\n<p>Dunque, Proudhon teologo.<\/p>\n<p>Un intellettuale cristiano di grandissimo prestigio, Henri de Lubac, del quale ci siamo gi\u00e0 occupati in un apposito saggio (intitolato <em>Dall&#8217;abisso dell&#8217;uomo all&#8217;abisso di Dio<\/em>, sempre sul sito di Arianna Editrice), ha scritto un poderoso saggio di oltre 320 pagine, per approfondire questo insolito argomento: <em>Proudhon e il cristianesimo<\/em> (nell&#8217;<em>Opera omnia<\/em> di Henri de Lubac, a cura di Elio Guerriero, Milano, Jaca Book, 1985; titolo originale: <em>Proudhon et le Christianisme<\/em>, Paris, Seuil, 1945).<\/p>\n<p>Noi, qui, non intendiamo abbracciare l&#8217;intera problematica del rapporto fra il pensatore anarchico e la religione cristiana; argomento, evidentemente, troppo vasto per essere affrontato nei limiti di un semplice articolo; ma ci soffermeremo a considerare la figura di Ges\u00f9 secondo Proudhon. Anche cos\u00ec circoscritto, l&#8217;argomento che ci accingiamo a trattare ci sembra di notevole interesse e tale, per la sua scarsa notoriet\u00e0, da poter stimolare altri ad approfondirlo adeguatamente, infrangendo il tacito <em>tab\u00f9<\/em> di cui sopra abbiamo parlato.<\/p>\n<p>Nel 1863 era stata pubblicata la celebre <em>Vita di Ges\u00f9<\/em> di Ernst Renan, che aveva messo a rumore la Francia e un po&#8217; tutta l&#8217;Europa: era il libro del giorno del quale tutti parlavano, dividendosi in accesi ammiratori e in critici severi.<\/p>\n<p>Anche Proudhon prese posizione, accusando Renan di avere scritto un&#8217;opra ibrida, mescolandovi erudizione di tipo tedesco e &quot;letteraturismo&quot;, ossia eccessivo trasporto emotivo e prevalenza delle ragioni stilistiche su quelle rigorosamente storiche. Ma, soprattutto, Proudhon non condivideva l&#8217;interpretazione della figura storica di Ges\u00f9 compiuta da Renan; tanto da scrivere, nella lettera a Defontaine del 29 luglio 1863:<\/p>\n<p><em>&quot;Il signor Renan ha concepito il suo eroe come un mistico puro, idealista ed anche quietista, rivoluzionario per irritazione, per caso e contro la sua volont\u00e0; mentre io lo credo prima di tutto (&#8230;) moralista, riformatore sociale, in una parola, giustiziere.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Per delineare brevemente l&#8217;interpretazione di Ges\u00f9 da parte di Proudhon, ci serviamo del capitolo <em>Proudhon teologo<\/em> del bel saggio di Henri de Lubac che abbiamo sopra menzionato (ed. cit., pp. 139-145):<\/p>\n<p><em>&quot;Per mettere in rilievo la sua personale concezione di Ges\u00f9, Proudhon usa due formule, in cui riconosceremo una volta di pi\u00f9 il suo abituale oltranzismo. L&#8217;una e l&#8217;altra, d&#8217;altronde, gli sono ancora ispirate dal bisogno istintivo di prendere in contropiede Renan. \u00abIn lui &#8212; dice anzitutto &#8212; la religione era la cosa secondaria\u00bb. S&#8217;intende con ci\u00f2 quel sentimento che, quando prende il sopravvento, fa nascere cos\u00ec rapidamente quell&#8217;\u00abidealismo mistico\u00bb, che Proudhon biasima e nel cui ambito classifica, senza distinzioni, la spiritualit\u00e0 di Santa Teresa o di un San Francesco di Sales e tutte le variet\u00e0 del quietismo. Quel che dominava in Ges\u00f9, al contrario, era \u00abil sentimento elevato della morale e soprattutto della Giustizia\u00bb(lettera a Buzon, 9 luglio 1863). Cos\u00ec fu l&#8217;autore \u00abdella prima e della pi\u00f9 grande delle rivoluzioni (<\/em>Le peuple<em>, 17 ottobre4 1848). Possiamo sottolineare, per inciso, la affinit\u00e0 di queste opinioni proudhoniane con la tesi recente di certi storici della religione, che oppongono volentieri i due tipi del mistocce del profeta &#8212; il primo si ripiega in se stesso, fuggendo l&#8217;illusione del mondo, mentre il secondo agisce nella storia predicando la giustizia sociale &#8212; e deplorano l&#8217;invasione del misticismo, a partire dallo pseudo-Dionigi, in una religione che, date le sue origini evangeliche,era un puro profetismo \u00bb (Friedrich Heiler,<\/em> La Priore<em>, passim). Proudhon, che no amava affatto il protestantesimo, si avvicina qui a una tesi che pi\u00f9 di un protestante fa valere oggi contro le posizioni cattoliche. Egli la spinge anzi all&#8217;estremo, insistendo talmente su certe conseguenze sociali del Vangelo, da farne in qualche modo l&#8217;unico pensiero di Cristo.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Altra formula che ripete a pi\u00f9 riprese:Ges\u00f9 non si \u00e8 mai detto il Messia; egli fu, al contrario, un \u00abanti-Messia\u00bb, un \u00abanti-Cristo\u00bb (<\/em>J\u00e9sus<em>, pp. 51, 111, 159, ecc.). I Vangeli, che sono \u00abdelle composizioni assolutamente meditate, non certo di ispirazione popolare\u00bb, sono stati redatti da uomini \u00abimbevuti di speculazioni sul Messia, anteriori alla venuta di Cristo\u00bb; essi sono il frutto di una \u00abpia frode\u00bb, che si pu\u00f2 spiegare con \u00abi costumi del tempo\u00bb e il cui successo non deve stupirci oltre misura: \u00abIl Galileo \u00e8 rimasto, come persona, tanto poco conosciuto, la sua missione \u00e8 stata tanto breve (da tre a sei mesi), il teatro della sua predicazione tanto ristretto, la sua scomparsa tanto rapida, che, in capo a venticinque o trent&#8217;anni, non si doveva sapere pi\u00f9 nulla della sua persona \u00bb (lettera a Bergmann, 23 aprile 1861). Senza nasconderci la gravit\u00e0 di una tesi del genere, che scava un fossato tra Ges\u00f9 e i suoi discepoli, e in questo modo sembra impedirci di ritrovarlo attraverso la loro testimonianza, ci sentiamo tuttavia un po&#8217; rassicurati sul senso della formula stessa, ascoltando Proudhon dirci che \u00abil messianismo non \u00e8 affatto quello che si crede\u00bb, e scoprendo in<\/em> C\u00e9sarisme et christianisme, <em>questa glossa: \u00abGes\u00f9&#8230; \u00e8 l&#8217;anti-Messia, nel senso degli Ebrei\u00bb (t. 1, p. 121).<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Checch\u00e9 ne sia di questi oltranzismi e di quel che si dovrebbe ribattere, checch\u00e9 ne sia anche dell&#8217;incomprensione fin troppo certa del nostro esegeta nei riguardi dell&#8217;essenziale, \u00e8 indubbio che la figura di Ges\u00f9 s&#8217;impose in modo unico all&#8217;ammirazione di Proudhon. \u00c8 un fatto che ci guardiamo bene dal disprezzare. \u00c8 qualche cosa che balza agli occhi in pi\u00f9 di una pagina della sua opera, anche in quelle che manifestano meglio la ristrettezza e l&#8217;insufficienza dei suoi punti di vista&#8230; (&#8230;).<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Negli appunti che accumula per il suo<\/em> J\u00e9sus, <em>Proudhon dichiara anche che \u00abil cristianesimo \u00e8 il fatto pi\u00f9 grande della storia universale\u00bb (p. 261), e traccia del suo fondatore un ritratto che non \u00e8 lontano dal riconoscergli una vera trascendenza&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;San Paolo (&#8230;) gli ispira dei sentimenti analoghi a quelli che esprimer\u00e0 Renan. \u00abQuest&#8217;uomo &#8212; dice &#8212; \u00e8 il classico tipo del settario, geloso, testardo, asociale\u00bb: con lui \u00abla speculazione prende il posto della coscienza\u00bb (<\/em>J\u00e9sus, <em>p. 156)\u00bb; interi passi delle sue lettere sono un vero \u00abfastello di sottigliezze\u00bb, \u00abla sua mania per le citazioni e le contraffazioni del Vecchio Testamento\u00bb lo porta a \u00abdivagare\u00bb, i suoi ragionamenti ci fanno sprofondare \u00abin un abisso di assurdit\u00e0\u00bb (<\/em>Bible annot\u00e9e, Nouveau Testament, <em>t. 2, p. 422). \u00c8 un \u00abmaniaco\u00bb, uno \u00abspirito falso\u00bb (<\/em>Justice, <em>t. 4, p. 84). Proudhon talvolta sa ammirare la forza della sua prosa (<\/em>Op. cit.<em>, p. 242), ma non sembra che sia mai stato colpito dalla forza della sua dottrina. In<\/em> Justice, <em>d\u00e0 dell&#8217;\u00abagape fraterna\u00bb dei primi tempi della Chiesa, un&#8217;interpretazione assurda, che difende in seguito con lunghe annotazioni, con una esegesi del quindicesimo capitolo degli<\/em> Atti <em>e della prima epistola ai Corinzi; qui, francamente, Proudhon sragiona&#8230; (<\/em>Justice<em>, t. 4).<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Non \u00e8 il caso di soffermarci ancora su una parte dell&#8217;opera di Proudhon, che non \u00e8 certo tra le pi\u00f9 solide. Ancora una volta, e malgrado le sue pretese, l&#8217;esegesi di Proudhon conta poco. Quel che conta veramente \u00e8 la sua cultura biblica, che \u00e8 vasta e profonda, e d\u00e0 a tutto il suo pensiero un urto, che riveste tutta la sua opera letteraria di un manto di splendore. La Bibbia fu la grande maestra di questo autodidatta&#8230; (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Teologo &#8216;esterno&#8217;, esegeta di fantasia, Proudhon \u00e8, nella nostra letteratura<\/em> [cio\u00e8 in quella francese, nota nostra] <em>uno dei grandi rappresentanti<\/em> <em>della tradizione biblica.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Oggi, alla luce dell&#8217;esperienza della &quot;teologia della liberazione&quot; la quale, specialmente nella Chiesa cattolica dell&#8217;America Latina, ha conosciuto anche momenti di tensione con le massime gerarchie (come quello che contrappose Giovanni Paolo II al poeta-teologo Ernesto Cardenal, nel Nicaragua sandinista degli anni Ottanta del Novecento), l&#8217;interpretazione rivoluzionaria di Ges\u00f9 da parte di Proudhon appare particolarmente datata: frutto, cio\u00e8, di circostanze storiche contingenti e, per molti aspetti, irripetibili.<\/p>\n<p>Oggi sono ben pochi, crediamo, gli storici del cristianesimo &#8211; per non parlare dei teologi &#8211; che si sentirebbero di sottoscrivere l&#8217;interpretazione di Ges\u00f9 avanzata da Proudhon, come di un &quot;Anti-Messia&quot; e di un &quot;Anti-Cristo&quot;, animato principalmente da un sacro zelo per la Giustizia e per la Carit\u00e0 (intesa come amore ardente del prossimo e specialmente dei pi\u00f9 umili e indifesi). D&#8217;altra parte, il pensatore francese intendeva un &quot;Anti-Messia&quot; <em>&quot;nel senso degli Ebrei&quot;<\/em>, e cio\u00e8 un personaggio totalmente diverso e, in qualche misura, antitetico a quello che il popolo ebreo aspettava nelle vesti di Messia politico-religioso, per guidare il riscatto nazionale contro i Romani e restaurare il Regno davidico o, quanto meno, lo Stato &#8211; che oggi si definirebbe &quot;fondamentalista&quot; &#8211; dei Maccabei. E questa precisazione rende la definizione di &quot;Anti-Messia&quot;, in buona sostanza, condivisibile, non solo da un punto di vista cattolico, ma, in genere, da un punto di vista storico-religioso.<\/p>\n<p>Infine, bisogna tener presente la ferma convinzione di Proudhon che ogni collettivit\u00e0 umana, che non sia fondata sul primato dell&#8217;individuo, \u00e8 una forma di violenza e di irreggimentazione (da cui la sua avversione per il comunismo); cos\u00ec come la sua fede nell&#8217;unit\u00e0 e indissolubilit\u00e0 della famiglia, che egli considerava la base della societ\u00e0 umana. Si tratta di due punti qualificanti del suo pensiero, che ci permettono di comprendere come egli abbia visto in Ges\u00f9 una figura esemplare di assertore del primato delle esigenze del singolo su quelle della comunit\u00e0 (donde la sua polemica contro il legalismo farisaico) e della indissolubilit\u00e0 del matrimonio, quale garanzia della saldezza dell&#8217;istituto familiare.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 darsi che, dal punto di vista marxista, si tratti di caratteri &quot;arcaici&quot; e &quot;anti-moderni&quot; del grande teorico dell&#8217;anarchismo; cos\u00ec come, pi\u00f9 in generale, arcaica e antimoderna appariva a Marx la posizione anarchica nei confronti dell&#8217;industrializzazione e dell&#8217;urbanesimo. Tuttavia, i disastri provocati dalla filosofia sviluppista in Unione Sovietica, anche semplicemente a livello ecologico, sono ormai sotto gli occhi di tutti, per cui non \u00e8 nemmeno il caso di insistere sul fatto che la reazione &quot;anti-moderna&quot; propria dell&#8217;anarchismo era forse, dopo tutto, pi\u00f9 consapevole e lungimirante del grossolano positivismo marxista, animato da una fede assolutamente acritica nel potere liberatorio dello sviluppo industriale (cfr., ad esempio, il nostro articolo <em>Come si uccide un mare interno in nome dello sviluppismo,<\/em> sul sito di Arianna Editrice, dedicato all&#8217;avvelenamento e al prosciugamento del Lago d&#8217;Aral).<\/p>\n<p>Ci sembra, pertanto, si possa riconoscere che l&#8217;interpretazione di Ges\u00f9 come &quot;Anti-Messia&quot; del popolo ebreo, per quanto indubbiamente forzata dal punto di vista storico-religioso, sia coerente con altri aspetti qualificanti del pensiero proudhoniano, volti a valorizzare e difendere la sfera della giustizia sociale e della libert\u00e0 individuale contro ogni forma di tirannia, tanto politica che religiosa. Inoltre, le frequenti riflessioni svolte da Proudhon sulla figura e sul ruolo svolto da Ges\u00f9 nel quadro della societ\u00e0 e della religione giudaiche confermano la forte sensibilit\u00e0 religiosa di questo autore che, se non altro, ebbe il merito di confrontarsi seriamente e intensamente con la Bibbia e con il ruolo svolto dal cristianesimo nella storia e nella cultura europea. Ci\u00f2 che sicuramente non pu\u00f2 dirsi di Marx e nemmeno di Bakunin e di altre figure di teorici del pensiero anarchico, in gran parte imbevute di quel pregiudizio illuminista e razionalista che li portava a vedere, nel fatto religioso in quanto tale, essenzialmente una forma di alienazione degli esseri umani, se non anche, puramente e semplicemente, un perfido complotto di preti astuti e senza scrupoli per tenere asservita e prona alla loro sete di potere l&#8217;intera societ\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ma stiamo parlando proprio di quel Proudhon l\u00ec, di Pierre-Joseph Prudhon, padre nobile del pensiero anarchico, rivoluzionario anti-borghese e ferocemente attaccato, per la sua concezione anti-statalista,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[107,157,185],"class_list":["post-25369","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-cattolicesimo","tag-gesu-cristo","tag-karl-marx"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25369","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25369"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25369\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25369"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25369"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25369"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}