{"id":25367,"date":"2017-07-05T01:11:00","date_gmt":"2017-07-05T01:11:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/07\/05\/gesu-respinto-incompreso-insidiato\/"},"modified":"2017-07-05T01:11:00","modified_gmt":"2017-07-05T01:11:00","slug":"gesu-respinto-incompreso-insidiato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/07\/05\/gesu-respinto-incompreso-insidiato\/","title":{"rendered":"Ges\u00f9 respinto, incompreso, insidiato"},"content":{"rendered":"<p>Rileggiamoci questi tre passi biblici:<\/p>\n<p><em>Isaia<\/em>, 53, 3, 5: <em>Disprezzato e reietto dagli uomini, \/ uomo dei dolori che ben conosce il patire, \/ come uno davanti al quale ci si copre la faccia, \/ era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. \/ Eppure egli si \u00e8 caricato delle nostre sofferenze, \/ si \u00e8 addossato i nostri dolori \/ e noi lo giudicavamo castigato, \/ percosso da Dio e umiliato. \/ Egli \u00e8 stato trafitto per i nostri delitti, \/ schiacciato per le nostre iniquit\u00e0. \/ Il castigo che ci d\u00e0 salvezza si \u00e8 abbattuto su d lui; \/ per le sue piaghe noi siamo stati guariti<\/em>.<\/p>\n<p><em>Giovanni<\/em>, 3, 14-15, e 8, 28: <em>Eppure nessuno \u00e8 mai salto al cielo, fuorch\u00e9 il Figlio dell&#8217;uomo che \u00e8 disceso dal cielo; e come Mos\u00e8 innalz\u00f2 il serpente nel deserto, cos\u00ec bisogna che sia innalzato il Figlio dell&#8217;uomo<\/em>. [&#8230;]<\/p>\n<p><em>Quando avrete innalzato il Figlio dell&#8217;uomo, allora saprete che IO SONO e o faccio nulla da me stesso, ma come mi ha insegnato il Padre, cos\u00ec io parlo<\/em>.<\/p>\n<p><em>Luca<\/em>, 24, 25-26: <em>Ed egli disse loro: &quot;Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse tali sofferenze per entrare nella sua gloria?&quot;. E cominciando da Mos\u00e8 e da tutti i profeti spieg\u00f2 loro in tutte le Scritture ci\u00f2 che si riferiva a lui.<\/em><\/p>\n<p>Credenti conformisti, cattolici distratti, chi sa quante volte li abbiamo gi\u00e0 letti; ma ne abbiamo davvero compreso la sostanza? La sostanza \u00e8 che Ges\u00f9 \u00e8 venuto nel mondo per riscattarci dal male, dal peccato e della morte, non per mezzo di chiacchiere o di trucchetti da illusionista, ma <em>per mezzo delle sue stesse sofferenze<\/em>: \u00e8 il grandioso mistero della Redenzione, di cui oggi si sente cos\u00ec poco parlare, specie da parte di quelli che dovrebbero farlo. Il clero non parla pi\u00f9 delle sofferenze di Cristo; dunque, non parla pi\u00f9 della Redenzione, nel suo vero significato. Ges\u00f9 diventa uno dei tanti maestri di saggezza che si sono succeduti nel corso della storia; non tropo di verso da Buddha, Lao Tzu, Confucio, Pitagora, Socrate e qualche altro. E invece no: <em>Per le sue piaghe noi siamo stati risanati<\/em>. C&#8217;\u00e8 un legame inscindibile fra le piaghe di Cristo e la nostra salvezza: non si pu\u00f2 aggirare questo punto, non \u00e8 lecito minimizzarlo; si traviserebbe l&#8217;intera Rivelazione.<\/p>\n<p>Ma forse \u00e8 proprio questo che si vuol fare, oggi. Il sacrificio di Cristo non piace; non piace ricordare le sue sofferenze. \u00c8 una cosa che mette in obbligo; e l&#8217;uomo moderno non vuole obblighi, non riconosce debiti verso nessuno: vuole sentirsi sempre padrone di se stesso, libero e capace di stare alla pari di chiunque. Inoltre, \u00e8 una cosa che induce tristezza: e il cristiano moderno non vuole tristezze, vuole una religione gioiosa, un Vangelo che infonda allegria. Una terza ragione di questo fastidio sta nel fatto che il sacrificio di Cristo e le sue sofferenze sanno di concezione legalistica e risarcitoria del rapporto con Dio: ricordano troppo un modo di pensare che sembra superato, secondo il quale Dio esigerebbe un risarcimento pari alle offese ricevute dall&#8217;uomo. Eppure, questa \u00e8 una legge universale: ogni male che viene commesso, deve essere riequilibrato da un bene di pari valore: lo vediamo perfino nella vita pratica, nella societ\u00e0, nella storia. Che poi Dio stesso abbia scelto di farsi uomo per assumere su di S\u00e9 questo risarcimento dovuto alla Giustizia (cio\u00e8 a Se stesso), perch\u00e9 nessun uomo avrebbe saputo o potuto farlo come lo ha fatto Lui, con la perfetta umilt\u00e0 e obbedienza verso il Padre, che ha avuto Lui, questo non diminuisce, ma accresce il disagio dell&#8217;uomo moderno, il quale, gonfio di superbia, aborrisce qualsiasi cosa possa farlo sentire inadeguato. Il pensiero che vi \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 grande di lui, lo sminuisce; il pensiero che tutto il male da lui commesso non potr\u00e0 essere bilanciato dal bene che egli potrebbe fare, quand&#8217;anche lo volesse (ed \u00e8 raro che lo voglia davvero), gli appare sommamente molesto, per non dire intollerabile. Il rifiuto dell&#8217;amore di Dio nasce da qui: da questa superbia, da questo orgoglio. E da qui nasce il tentativo di costruire un cristianesimo a misura d&#8217;uomo, che rimuova quel che all&#8217;uomo moderno riesce sgradito: cio\u00e8 la cosa pi\u00f9 importante di tutte, il sacrificio di Cristo. Ma se si toglie, o si mette fra parentesi, il sacrificio di Cristo, si toglie la Redenzione; non solo: si mette fra parentesi il miracolo quotidiano della santa Eucarestia, che \u00e8 il perpetuo rinnovarsi del Sacrificio di Cristo. \u00c8 ben per questo che i modernisti si stanno adoperando in ogni modo per snaturare la santa Messa: la vogliono trasformare da ci\u00f2 che essa realmente \u00e8, il sacrificio di Cristo che si rinnova per noi, in ci\u00f2 che essa non \u00e8: una semplice commemorazione, dove la liturgia della parola &#8212; e, sovente, di una parola meramente umana, che ha poco o niente di divino &#8212; diventa la cosa principale. Ma questa non \u00e8 pi\u00f9 la santa Messa: \u00e8 un&#8217;altra cosa. Gli abusi liturgici, le pacchiane innovazioni, le libert\u00e0 sfrenate che si prendono sacerdoti e fedeli, sono, in realt\u00e0, solo il contorno: l&#8217;essenza della profanazione sta in questo, che essi vogliono togliere alla santa Messa il suo carattere di Sacrificio, con il Corpo e il Sangue di Cristo che tornano ad essere versati per noi; e darci, al suo posto, un rito piatto e banale, che, in fondo, celebra l&#8217;uomo e non Dio.<\/p>\n<p>Le sofferenze di Cristo, dunque, sono parte integrante del progetto di salvezza di Dio; anzi, parte indispensabile: <em>Per le sue piaghe siamo stati risanati<\/em>. E non si pensi solo alle sofferenze fisiche, ma soprattutto a quelle morali; quelle fisiche sono state terribili, s\u00ec, ma non superiori a quelle che altri esseri umani hanno subito, talvolta anch&#8217;essi innocenti; quelle morali, non sono paragonabili a nessuna sofferenza che un essere umano possa provare, o sopportare. Fino all&#8217;ultimo, fino al momento del dramma finale &#8212; l&#8217;arresto, il processo, la condanna, la Passione &#8212; Ges\u00f9 si \u00e8 visto respinto, incompreso, insidiato, e non solo dai Giudei, ma anche dai suoi: che avevano compreso poco o niente del suo Regno; che lo avrebbero tradito, nella persona di Giuda Iscariote; che lo avrebbero rinnegato, nella persona di Simon Pietro. Nonostante i tesori infiniti di amore, bont\u00e0 e misericordia che Egli ha profuso attorno a S\u00e9, il mondo non lo ha voluto, non lo ha riconosciuto, non lo ha accolto, non lo ha accettato: da quando \u00e8 nato, con Erode che voleva farlo uccidere, a quando \u00e8 spirato sulla croce, con i suoi accusatori che si godevano lo spettacolo e lo invitavano, ironicamente, a scendere dalla croce e mostrar loro di essere il Figlio di Dio. Ma la sofferenza morale pi\u00f9 grande, senza dubbio, fu quella che Egli prov\u00f2 l&#8217;ultima notte, nell&#8217;orto degli ulivi: sapendo ci\u00f2 che lo attendeva, e, nello stesso tempo, sapendo che molti non lo avrebbero riconosciuto nemmeno allora, n\u00e9 poi. Terribile \u00e8 la sofferenza di chi si sacrifica per qualcosa, tuttavia illuminata dalla coscienza del risultato; ma sapere di sacrificarsi per nulla, cio\u00e8 senza poter giovare a coloro per i quali ci si sacrifica, questa \u00e8 una sofferenza che sorpassa ogni immaginazione. Ges\u00f9, in quella notte, vide quante anime, allora e poi, avrebbero rifiutato il suo amore, e misur\u00f2 con uno sguardo che, per essi, il suo estremo sacrificio non sarebbe servito a niente. La pena che dovette provare allora, lo sgomento, l&#8217;angoscia, furono indicibili.<\/p>\n<p>Scriveva G. Zanetti nel suo libro, oggi introvabile, <em>Le sofferenze dell&#8217;Uomo Dio<\/em>, in parte dedicato a una riflessione teologica sulle sofferenze morali patite da Ges\u00f9 Cristo, e in parte ad illustrare la vocazione delle Suore Betlemite, ramo femminile dell&#8217;Ordine dei Fratelli di Betlemme, fondato da Pietro di Bethencourt nel 1668, soppresso nel 1821 e restaurato, infine, nel 1984 (Roma, Edizioni Fiamma, 1958, pp. 18-33 <em>passim<\/em>):<\/p>\n<p><em>Le sofferenze fisiche della sua vita pubblica n on hanno proporzione con le sue sofferenze morali. [&#8230;] Ci\u00f2 che \u00e8 caratteristico di Ges\u00f9 non \u00e8 la sofferenza materiale. Pi\u00f9 gravi, senza confronto le pene dello spirito. Poich\u00e9 Egli, nella sua vita pubblica \u00e8 stato il GRANDE RESPINTO, il GRANDE INCOMPRESO, il GRANDE INSIDIATO.[&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Per comprendere il &quot;Grande Respinto&quot; e ci\u00f2 che il fatto ha rappresentato per la sofferenza morale di Ges\u00f9, dobbiamo pensare ch&#8217;Egli era stato il &quot;Grande Atteso&quot;. Tutto il Vecchio Testamento \u00e8 pieno del suo nome. Mentre i Patriarchi lo annunciano come Salvatore, i Profeti che si avvicendano nella storia del popolo eletto ne descrivono l&#8217;epoca e la citt\u00e0 d&#8217;origine, le vicende dell&#8217;apostolato, i particolari della passione e della morte, le glorie del trionfo. Il popolo conosce queste predizioni ed attende. [&#8230;]. S. Luca racconta l&#8217;odissea di Ges\u00f9&#8230; non ancora nato! &quot;Non erat eis locum in diversorio&quot; (2,7). Posto per tutti, non per lui. [&#8230;] Ma perch\u00e9 l&#8217;ignominia si compia bisogner\u00e0 &#8212; almeno provvisoriamente &#8212; cacciarLo pure da quella terra santa nella quale Iddio introdusse gli Ebrei, dopo la dura oppressione dell&#8217;Egitto. Responsabile la perfidia di un Rem geloso e crudele. Ma \u00e8 lo stesso: Ges\u00f9 deve fuggire. Nazaret lo ha respinto. [&#8230;] Esasperati condussero Ges\u00f9 sulla sommit\u00e0 d&#8217;una collina sovrastante Nazareth, con il diabolico proposito di precipitarlo nel vuoto sottostante. Se la Sua Maest\u00e0, che rifulse in tutto il suo splendore, non li avesse resi impotenti, Egli sarebbe stato pi\u00f9 che respinto, ucciso. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Nell&#8217;episodi della guarigione dell&#8217;uomo dalla mano rattrappita gli Ebrei o meglio gli Scribi e Farisei ebbero un pretesto. Immorale ma pretesto. L&#8217;odio, invece, suscitato dalla resurrezione di Lazzaro non ha giustificazione. Un odio brutale. Fu proprio per quel miracolo che si convoc\u00f2 un consiglio al quale parteciparono gli stessi membri del Sinedrio. Presieduto da Caifa, obbligato suo malgrado a profetare&#8230; ch&#8217;era &quot;meglio che un uomo morisse anzich\u00e9 perisse l&#8217;intero popolo&quot;. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Chi era Ges\u00f9? Quale la sua missione che fu scopo supremo della sua venuta fra noi? Messia e Figlio di Dio, non adottivo, ma naturale ed unigenito. Maestro e Medico, soprattutto Salvatore delle anime, in rapporto al loro destino eterno. La catastrofe del Calvario ci autorizza a pensare che il suo popolo o quelli almeno che detenevano il potere, nulla abbiano capito di Lui. Ci\u00f2 nell&#8217;ipotesi migliore che essi siano stati in buona fede, inammissibile almeno per la maggior parte di loro. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Quando il Maestro li ebbe benedetti l&#8217;ultima volta [gli Apostoli], quando sal\u00ec al Cielo, non pot\u00e9 dire di essere stato del tutto compreso, nemmeno dai suoi pi\u00f9 intimi&#8230; doveva rimettersi alla missione formatrice dello Spirito Santo che i avrebbe ammaestrati. La pena che dovette causare a Ges\u00f9 questa incomprensione dei suoi Figli, Egli la manifesta nel Cenacolo, la sera del Gioved\u00ec Santo. Ha parlato, ancora del Padre, il cui nome venerato ha avuto sempre sulle labbra perch\u00e9 lo teneva nel cuore. I discepoli gli dissero: &quot;Ecco ora tu ci parli chiaramente, perci\u00f2 crediamo che sei uscito da Dio! Ges\u00f9 disse loro: Adesso voi credete?&quot; Un momento prima ad una strana domanda di Filippo: &quot;Mostraci il Padre e ci basta&quot;, aveva risposto: &quot;Da tanto tempo sono con voi e non mi avete conosciuto! Filippo, chi vede me vede anche il Padre mio! Come dunque puoi dire: mostraci il Padre?&quot;. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;insidia di Satana, tesa a Ges\u00f9 nel deserto prima di inaugurare la sua vita pubblica non dovette amareggiare Ges\u00f9 pi\u00f9 di quelle che saranno tese dall&#8217;odio degli uomini che nel consesso dei popoli, furono da lui preferiti. La lotta di Satana contro Cristo era troppo naturale perch\u00e9 potesse sorprenderlo. [&#8230;] L&#8217;amarezza di Ges\u00f9 non \u00e8 causata dagli assalti di Satana. Egli lo incontrer\u00e0 altre volte sulla sua strada. Ogni volta che la sua onnipotenza lo caccer\u00e0 dagli ossessi sar\u00e0 obbligato a riconoscere ch&#8217;Egli \u00e8 &quot;il santo di Dio&quot;. Ma la malizia dei suoi oppositori, uomini e non diavoli, favoriti, non puniti, gli sar\u00e0 motivo di grande tristezza.<\/em><\/p>\n<p>Traendo le debite conclusioni da questi pensieri, si arriva a comprendere meglio quanto sia perversa l&#8217;opera in atto dei modernisti per snaturare la santa Messa e per abbassare i Sacramenti al livello di un rito sostanzialmente umano. Il peccatore che non \u00e8 pentito dei propri peccati, ma che viene illuso e ingannato da un prete modernista a non essere in peccato, e autorizzato ad accostarsi alla santa Comunione come se fosse riconciliato con Dio, mentre non lo \u00e8, compie &#8212; corresponsabile quell&#8217;indegno sacerdote &#8212; un tremendo sacrilegio. \u00c8 come se il Sangue di Cristo, versato sulla croce in remissione dei peccati, e versato di nuovo nel Sacrificio dell&#8217;Eucarestia, venisse gettato via a causa di quell&#8217;anima persa, che, accostandosi indegnamente alla Comunione, mangia da se stessa la propria condanna. La responsabilit\u00e0 che si assumono quei cardinali, quei vescovi, quei teologi, i quali non solo non parlano pi\u00f9 del peccato e del giudizio, ma che spingono la loro improntitudine fino a negare che il peccato sia tale, e si fanno corresponsabili dei peggiori vizi di cui sia capace la natura degradata dopo il Peccato originale, \u00e8 tremenda. Non vorremmo per nulla al mondo esser nei loro panni. Si riempiono la bocca colla parola <em>misericordia<\/em>, ma la verit\u00e0 \u00e8 che vorrebbero prendersi gioco di Dio. Davanti a una simile enormit\u00e0, possiamo solamente pregare: per loro e per noi stessi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rileggiamoci questi tre passi biblici: Isaia, 53, 3, 5: Disprezzato e reietto dagli uomini, \/ uomo dei dolori che ben conosce il patire, \/ come uno<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30181,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[73],"tags":[117,157],"class_list":["post-25367","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sacra-scrittura","tag-dio","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-sacra-scrittura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25367","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25367"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25367\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30181"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25367"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25367"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25367"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}