{"id":25364,"date":"2020-10-19T06:00:00","date_gmt":"2020-10-19T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/10\/19\/gesu-prega-per-i-suoi-discepoli-ma-non-per-il-mondo\/"},"modified":"2020-10-19T06:00:00","modified_gmt":"2020-10-19T06:00:00","slug":"gesu-prega-per-i-suoi-discepoli-ma-non-per-il-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/10\/19\/gesu-prega-per-i-suoi-discepoli-ma-non-per-il-mondo\/","title":{"rendered":"Ges\u00f9 prega per i suoi discepoli ma non per il mondo"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un versetto del <em>Vangelo di Giovanni<\/em>, nel quale si riporta la solenne preghiera di Ges\u00f9 al Padre suo nella notte in cui fu tradito, che basterebbe da solo a smentire tutte le chiacchiere sul falso ecumenismo e sul dialogo con le false religioni, a ridicolizzare tutte le marce interreligiose per la pace, tutti i convegni interreligiosi cos\u00ec cari al cuore dei seguaci della nuova religione del Vaticano II, con tanto di pastori protestanti &#8212; o magari pastore e vescove, meglio ancora se sposate con un&#8217;altra donna -, rabbini ebrei, imam islamici, lama buddisti, stregoni pellerossa dalle piume colorate e, da ultimo, seguaci della Pachamama o Madre Terra, intronizzata in Vaticano e in onore della quale Bergoglio fa coniare delle apposite monete. Il versetto \u00e8 questo (17, 9): <em>Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perch\u00e9 sono tuoi.<\/em> Pi\u00f9 chiaro di cos\u00ec: <em>Io prego per loro, non prego per il mondo<\/em>. Ges\u00f9 non prega per il mondo: dice anzi esplicitamente che si rifiuta di pregare per il mondo, ossia per tutti quelli che pur avendolo conosciuto, o potendo conoscerlo e giungere cos\u00ec alla Verit\u00e0, si rifiutano di riconoscerlo e si ribellano alla sua Rivelazione.<\/p>\n<p>Riflettendo su questi versetto, cos\u00ec carico di suggestione, anche perch\u00e9 esprime l&#8217;ultima preghiera di Ges\u00f9 fatta insieme ai suoi discepoli, che aveva chiamato &quot;amici&quot; durante l&#8217;Ultima Cena, dicendosi pronto a sacrificare la vita per loro, si comprende quanta falsit\u00e0, quanta menzogna e quanta tremenda responsabilit\u00e0 gravi su chi, mentendo, non solo omette di confessare la Verit\u00e0 di Cristo come la sola che conduce alla salvezza, ma si unisce ai seguaci delle false religioni e li incoraggia a perseverare nei loro errori, dando loro a credere che non vi \u00e8 alcuna differenza fra l&#8217;una e l&#8217;altra fede e che tutte, alla fine, conducono allo stesso Dio, e quindi alla verit\u00e0 e alla salvezza dell&#8217;anima. Non parliamo neppure del documento di Abu Dhabi: \u00e8 cos\u00ec palese il suo carattere eretico, \u00e8 cos\u00ec sfrontata la sua mendacia, che se qualcuno ancora si rifiuta di prendere atto che il signor Bergoglio \u00e8 un ateo e massone travestito da papa (ateo non perch\u00e9 massone, ma sebbene sia massone, perch\u00e9 i massoni sono, a loro modo, credenti), allora ci\u00f2 significa che ha deciso di non capirlo mai, neanche di fronte all&#8217;evidenza pi\u00f9 lampante. Ma a quell&#8217;infame documento, nel quale si attribuisce a Dio stesso la volont\u00e0 di far sussistere le false religioni, non si \u00e8 arrivati da un giorno all&#8217;altro: la marcia di avvicinamento alla piena e conclamata apostasia dei nostri giorni \u00e8 stata abile e graduale, ed \u00e8 iniziata col Concilio, pi\u00f9 precisamene con la <em>Dignitatis humanae<\/em> e con la <em>Nostra aetate<\/em>, documenti nei quali v&#8217;era gi\u00e0, in germe, tutto quel che poi \u00e8 avvenuto, fino alla dichiarazione di Abu Dhabi e all&#8217;intronizzazione della Pachamama nella basilica di San Pietro, passando per il cosiddetto incontro interreligioso di Assisi, del 1986, promosso da Giovanni Paolo II (e basterebbe gi\u00e0 questo per capire che Giovanni Paolo II non \u00e8 santo, non pu\u00f2 essere santo, ma \u00e8 stato proclamato santo dal massone Bergoglio solo ed esclusivamente per ragioni di strategia massonica) e tutta una serie di altri gesti pi\u00f9 o meno altamente simbolici. Fra i quali ricordiamo, tanto per rinfrescarci la memoria, Paolo VI che rinuncia alla tiara e la depone per metterla in vendita; il discorso massonico-globalista tenuto dallo stesso Paolo VI all&#8217;Assemblea generale dell&#8217;ONU, nel 1965; il dono dell&#8217;anello piscatorio, ancora da parte di Paolo VI (altro bellissimo &quot;santo&quot; proclamato da Bergoglio) al primate anglicano Ramsey, che volle mettergli personalmente al dito, come fosse un qualsiasi oggetto di sua propriet\u00e0; la sua visita al Consiglio ecumenico delle Chiese, a Ginevra; il bacio ai piedi del metropolita Melitone (e dunque anche il bacio ai piedi dei politici del Sud Sudan da parte di Bergoglio ha un &quot;illustre&quot; precedente); l&#8217;aver indossato, sempre l&#8217;ineffabile Paolo VI, il &quot;pettorale del giudizio&quot;, simbolo dell&#8217;Antica Alleanza, come un sacerdote ebraico. Per tacere di altri gesti clamorosi e ugualmente scandalosi degli altri papi postconciliari.<\/p>\n<p>Avevamo gi\u00e0 svolto una prima riflessione su quel versetto del <em>Vangelo di Giovanni<\/em> (vedi l&#8217;articolo <em>\u00abNon prego per il mondo\u00bb<\/em>, pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 19\/03\/18); vogliamo ora tornarci sopra, partendo dal <em>Commento a Giovanni<\/em> del teologo e biblista Giuseppe Segalla (1932-2011), del quale \u00e8 in corso il processo di beatificazione (Ed. Paoline, 1986, pp. 416-417):<\/p>\n<p><em>In questo verso sono messi in contrasto radicale discepoli e mondo. Il mondo, in quanto chiuso in se stesso ed alla rivelazione, anche se avesse dei valori mondani, \u00e8 gi\u00e0 escluso dalla salvezza. L&#8217;unica condizione, come dice il Barrett, per diventare oggetto della preghiera di Ges\u00f9 per il mondo sarebbe quella di cessare di essere &quot;mondo&quot;. Ges\u00f9 \u00e8 venuto per salvare il mondo (3,14-16), ma solo se esso accetta di uscire dalle tenebre, se accetta di non poter darsi la luce e la salvezza, di essere messo in questione e di abbandonare le sue sicurezze per un&#8217;altra sicurezza. Bisogna tener presente questa concezione negativa di &quot;mondo&quot; in tutto il brano17,9-16. La teologia di Giovanni \u00e8 a favore di una critica al mondo ed \u00e8 lontana da un atteggiamento positivo verso il mondo, come \u00e8 oggi un po&#8217; di moda.<\/em><\/p>\n<p>Ci sembra probabile che l&#8217;ultima osservazione di don Segalla difficilmente sar\u00e0 passata inosservata e che poco deve essere piaciuta agli ambienti progressisti e vatican-secondisti della curia patavina, presso la quale era stimato professore e oltretutto, in quanto studioso del &quot;Ges\u00f9 storico&quot;, non lontano, in linea di massima, dal sentire di quei signori. Ma come perdonargli di aver messo l\u00ec, quasi a margine del suo commento, questa osservazione pungente dal sapore polemico: che oggi \u00e8 di moda, nella Chiesa, presentare il mondo sotto una luce totalmente positiva, il che si colloca all&#8217;opposto della teologia di Giovanni? D&#8217;altra parte, il rischio che si corre privilegiando un&#8217;impostazione storicistica degli studi biblici \u00e8 proprio questo: di perdere un po&#8217; di vista (un po&#8217; troppo, a volte) il fatto che i <em>Vangeli<\/em>, come del resto tutta la Scrittura, sono testi divinamente ispirati; che in essi \u00e8 possibile cogliere delle sfumature differenti nel modo di raccontare i fatti concernenti la vita di Cristo, non per\u00f2, propriamente parlando, delle diverse &quot;teologie&quot;: perch\u00e9 la teologia del Vangelo \u00e8 una ed una sola, quella dichiarata da Ges\u00f9 stesso: <em>Io sono la via, la verit\u00e0 e vita; nessuno pu\u00f2 venire al Padre se non per mezzo di me<\/em>. Pertanto \u00e8 un po&#8217; azzardato parlare di una teologia di san Giovanni, di una teologia di san Paolo, ecc.: perch\u00e9 il Vangelo, non lo si scordi mai, \u00e8 uno ed uno solo, come non si scorda di rammentarci san Paolo (1 <em>Cor<\/em>. 3,4): <em>Quando uno dice: \u00abIo sono di Paolo\u00bb, e un altro: \u00abIo sono di Apollo\u00bb, non vi dimostrate semplicemente uomini?<\/em> A noi sembra che il grande pericolo insito in un&#8217;impostazione puramente storica dell&#8217;esegesi biblica risieda in ci\u00f2: che si finisca per leggere i <em>Vangeli<\/em> in una maniera del tutto umana, come si potrebbe leggere le pagine di Tucidide, di Tito Livio o di Tacito, e si perda cos\u00ec di vista il fatto che la chiave di lettura indispensabile \u00e8 quella che viene dalla fede, e perci\u00f2 da un&#8217;assistenza soprannaturale da parte di Dio stesso. Nessuno pu\u00f2 comprendere la <em>Bibbia<\/em> se la legge con uno sguardo puramente umano; nessuno pu\u00f2 lasciarsi afferrare dalla verit\u00e0 profonda del Vangelo se non chiede a Dio d&#8217;illuminarlo e aiutarlo a porsi nel giusto atteggiamento, non solo di ordine intellettuale, ma anche e soprattutto spirituale. Osserva a questo proposito il biblista \u00c9douard Cothenet (in: Augustin George e Pierre Grelot, a cura, <em>Introduzione al Nuovo Testamento<\/em>, vol. 4, La questione giovannea; titolo originale: <em>Introduction critique au Nouveau Testament<\/em>, vol. IV, La Tradition Johannique, Parigi, Descl\u00e9e, 1977; traduzione dal francese di Giuseppe Barbaglio, Roma, Borla, 1978, p. 232):<\/p>\n<p><em>Se si paragona Giovanni a Paolo, l&#8217;altro grande teologo del Nuovo Testamento, non sono meno evidenti somiglianze e differenze. L&#8217;uno e l&#8217;altro vogliono dimostrare la novit\u00e0 sconvolgente del Cristo e del suo messaggio; ma lo fanno su registro differenti, Paolo con la sua foga di polemista, Giovanni con l&#8217;ardore contenuto del contemplativo. L&#8217;uno vede nell&#8217;opera del Cristo una nuova creazione, l&#8217;altro d\u00e0 la priorit\u00e0 all&#8217;illuminazione portata dalla vera Luce entrando nel nostro mondo (1,9). L&#8217;uno e l&#8217;altro sono i grandi teologi della fede, ma con apprezzabili sfumature: l&#8217;uno parla piuttosto della fede come principio di vita (&quot;pistis&quot;), l&#8217;altro dell&#8217;atto di credere (&quot;pisteuein&quot;) come adesione alla persona. Dialettico, Paolo insiste sulla rottura con il sistema della Legge e oppone alla giustificazione attraverso le opere la giustizia della fede. Giovanni non ignora, al contrario, il linguaggio giuridico, ma lo usa per caratterizzare il processo del mondo contro Ges\u00f9, testimone della verit\u00e0, e il processo di Dio contro il mondo incredulo. Mentre da moralista Paolo commenta volentieri tutte le categorie di peccati che travolgono il mondo, Giovanni concentra la sua attenzione sul peccato per eccellenza, cio\u00e8 il rifiuto di credere (per es. 3,36; 9,41; 12,48).<\/em><\/p>\n<p>Il peccato pi\u00f9 grave di tutti, dunque, \u00e8 non credere in Ges\u00f9, non credere che Ges\u00f9 \u00e8 via, verit\u00e0 e vita: e basterebbe gi\u00e0 questo per capire che Bergoglio e tutta la sua falsa chiesa, i suoi Spadaro, i suoi Paglia, i suoi Galantino, i suoi Parolin, non sono veri cristiani, n\u00e9 vero cattolici, visto che in nome di un falso dialogo sono pronti a baciare il <em>Corano<\/em>, e baciare l&#8217;anello dei rabbini, a inchinarsi di fronte, a inchinarsi e baciare i piedi di fronte a qualunque personaggio non cristiano e non cattolico., dati che lo fanno non quale segno di umilt\u00e0, ma quale occasione per umiliare la veste che portano, per disprezzare quel Ges\u00f9 di cui a parole sono seguaci, tanto \u00e8 vero che quasi mai li si ved e inginocchiarsi davanti a Santissimo, ma restare ritti in piedi, gonfi di orgoglio e di superbia, come \u00e8 tipico dei fratelli massoni. E da dove nascono quest&#8217;orgoglio, questa superbia smisurata, se non dall&#8217;idea, falsa e aberrante, che il mondo sia buono cos\u00ec com&#8217;\u00e8, e che tutti gli uomini siano fratelli (vedi l&#8217;ultima &quot;enciclica&quot; del signore argentino), non per\u00f2 fratelli in Cristo, ma in quanto figli della Madre Terra, la quale richiede, lei s\u00ec, umilt\u00e0 e adorazione, e anche che ci si getti a terra in segno di suprema sottomissione, come avvenne nei Giardini Vaticani &#8212; orrido spettacolo &#8212; quando vi fu introdotto il brutto idolo della Pachamama e una sua sacerdotessa, o sciamana, o strega, come la si vuol chiamare, esegu\u00ec gli oscuri riti da lei pretesi? Sempre dall&#8217;idea d&#8217;un mondo fondamentalmente buono, quasi non toccato dalla ferita del Peccato, nasce l&#8217;idea del Concilio Vaticano II, espressa da Giovanni XXIII gi\u00e0 nel discorso di apertura (\u00a7 4,2-3; e 7, 1-2):<\/p>\n<p><em>Spesso infatti avviene, come abbiamo sperimentato nell&#8217;adempiere il quotidiano ministero apostolico, che, non senza offesa per le Nostre orecchie, ci vengano riferite le voci di alcuni che, sebbene accesi di zelo per la religione, valutano per\u00f2 i fatti senza sufficiente obiettivit\u00e0 n\u00e9 prudente giudizio. Nelle attuali condizioni della societ\u00e0 umana essi non sono capaci di vedere altro che rovine e guai; vanno dicendo che i nostri tempi, se si confrontano con i secoli passati, risultano del tutto peggiori; e arrivano fino al punto di comportarsi come se non avessero nulla da imparare dalla storia, che \u00e8 maestra di vita, e come se ai tempi dei precedenti Concili tutto procedesse felicemente quanto alla dottrina cristiana, alla morale, alla giusta libert\u00e0 della Chiesa.<\/em><\/p>\n<p><em>3. A Noi sembra di dover risolutamente dissentire da codesti profeti di sventura, che annunziano sempre il peggio, quasi incombesse la fine del mondo.(&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>1. Aprendo il Concilio Ecumenico Vaticano II, \u00e8 evidente come non mai che la verit\u00e0 del Signore rimane in eterno. Vediamo infatti, nel succedersi di un&#8217;et\u00e0 all&#8217;altra, che le incerte opinioni degli uomini si contrastano a vicenda e spesso gli errori svaniscono appena sorti, come nebbia dissipata dal sole.<\/em><\/p>\n<p><em>2. Non c&#8217;\u00e8 nessun tempo in cui la Chiesa non si sia opposta a questi errori; spesso li ha anche condannati, e talvolta con la massima severit\u00e0. Quanto al tempo presente, la Sposa di Cristo preferisce usare la medicina della misericordia invece di imbracciare le armi del rigore; pensa che si debba andare incontro alle necessit\u00e0 odierne, esponendo pi\u00f9 chiaramente il valore del suo insegnamento piuttosto che condannando.<\/em><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 qualcosa che non va, in questo discorso. Da un lato si riconosce che il mondo \u00e8 pieno di errori; dall&#8217;altro ci si scaglia contro quelli che ne denunciano i pericoli, chiamandoli profeti di sventura (ma non \u00e8 questo il compito dei profeti?), e si dice di voler sostituire la &quot;misericordia&quot; disarmata e pacifista alla giusta condanna di essi. \u00c8 come dire che, di fronte a un leone infuriato e pronto a balzare, bisogna abbassare la guardia e trattarlo con dolcezza e mansuetudine. E c&#8217;\u00e8 una critica sottintesa a tutto il Magistero anteriore: si suggerisce che finora la Chiesa non ha saputo esporre la dottrina nel modo giusto, eccedendo in severit\u00e0. Eppure Ges\u00f9 in Persona ha detto (<em>Gv<\/em> 3,18-19): <em>Chi non crede \u00e8 gi\u00e0 stato condannato, perch\u00e9 non ha creduto nel nome dell&#8217;unigenito Figlio di Dio.\u00a0E il giudizio \u00e8 questo: la luce \u00e8 venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce&#8230;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un versetto del Vangelo di Giovanni, nel quale si riporta la solenne preghiera di Ges\u00f9 al Padre suo nella notte in cui fu tradito, che<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[157,216],"class_list":["post-25364","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-gesu-cristo","tag-papi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25364","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25364"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25364\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25364"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25364"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25364"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}