{"id":25362,"date":"2022-06-17T08:54:00","date_gmt":"2022-06-17T08:54:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/06\/17\/gesu-non-e-un-dio-fra-i-tanti-ma-la-persona-vivente\/"},"modified":"2022-06-17T08:54:00","modified_gmt":"2022-06-17T08:54:00","slug":"gesu-non-e-un-dio-fra-i-tanti-ma-la-persona-vivente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/06\/17\/gesu-non-e-un-dio-fra-i-tanti-ma-la-persona-vivente\/","title":{"rendered":"Ges\u00f9 non \u00e8 un dio fra i tanti, ma la Persona vivente"},"content":{"rendered":"<p>Chi o che cosa si prega, quando si prega? Pu\u00f2 sembrare una domanda insolita, bizzarra o banale: invece \u00e8 la domanda fondamentale circa il fatto religioso. Si d\u00e0 per scontato che pregare significa pregare Dio, non solo, ma significa pregare l&#8217;unico vero Dio; ma \u00e8 proprio cos\u00ec? Noi non se siamo affatto persuasi.<\/p>\n<p>L&#8217;argomento della presente riflessione nasce da una commento fatto a un nostro recentissimo video sul vero e il falso spiritualismo. Rispondendo a una domanda a proposito della liceit\u00e0 della pratica dell&#8217;agopuntura da parte dei cattolici, avevamo fatto un fugace accenno allo Yoga, del quale avevamo parlato un po&#8217; pi\u00f9 diffusamente nel video precedente. La connessione era la seguente: cos\u00ec come bisogna distinguere fra la pratica dello Yoga e la filosofia Yoga, cio\u00e8 uno dei sei sistemi ortodossi dell&#8217;induismo, cos\u00ec bisogna distinguere fra la pratica dell&#8217;agopuntura e l&#8217;agopuntura come sistema di magia, quale \u00e8, originariamente, nella cultura cinese. Non avevamo in alcun modo inteso svalutare o disprezzare la filosofia Yoga e neppure la spiritualit\u00e0 ad essa collegata, ma evidenziare che certi sistemi psico-fisici di matrice spirituale, che in Oriente hanno una loro organica completezza, in Occidente giungono prevalentemente sotto forma di pratiche fisiche miranti al ristabilimento della salute del corpo e al raggiungimento dell&#8217;equilibrio psico-fisico, il che ne falsa la prospettiva; e che, in ogni caso, considerati nella loro interezza, si tratta di sistemi filosofici e spirituali non solo profondamente estranei al cristianesimo, ma incompatibili con esso.<\/p>\n<p>Una gentile lettrice, che non \u00e8 assolutamente d&#8217;accordo con questa nostra posizione, ha osservato:<\/p>\n<p><em>Il concetto di Yoga andrebbe affrontato meglio e con maggiore preparazione (chiedo scusa), perch\u00e9 nulla ha a che vedere con la pratica ginnica adottata in occidente. E&#8217; invece una profonda ed elevatissima filosofia che connette a Dio (da Yug che in lingua sanscrita significa unione, connessione). Occorre guardarsi da tutti coloro che insegnano che lo Yoga sia la ricerca del vuoto o la pratica della meditazione come distacco dal mondo materiale, mentre \u00e8 la connessione con Dio e null&#8217;altro (va da s\u00e9 che avviene tramite un distacco dal mondo materiale come conseguenza e non causa). Per poter parlare di yoga, occorre aver studiato la letteratura vedica originale. Solo dopo se ne pu\u00f2 parlare, altrimenti lo si posizioner\u00e0 impropriamente con altre forme di falso spiritualismo, come qui viene fatto. E&#8217; spiritualit\u00e0 pura, pi\u00f9 di centomila sermoni svogliati di molti preti cattolici, che hanno mal compreso e male trasmettono gli insegnamenti delle sacre scritture. Gli insegnamenti yogici permettono di raggiungere Dio e non sono affatto in antitesi rispetto al cristianesimo, vi \u00e8 in realt\u00e0 uno stretto contatto. Personalmente, pur apprezzando una certa apertura del Prof. Lamendola rispetto ad altri, trovo nelle sue parole ancora un forte eurocentrismo, i cristiani portatori di verit\u00e0 da una parte e il resto del pessimo mondo dall&#8217;altra. Invece, quando si leggono i grandi testi sacri di tutte le culture e tradizioni di ogni epoca e societ\u00e0, e li si compara, si constater\u00e0 direttamente e senza necessit\u00e0 di interpreti che la ricerca dell&#8217;uomo, la sua propensione a sentirsi un&#8217;anima, le sue domande, sono e sono state sempre le stesse, e che ogni pratica sviluppata per rispondervi ne \u00e8 perfettamente funzionale. Lo yoga \u00e8 uno stato di preghiera e di connessione costante con Dio, che come tale nutre l&#8217;anima, eleva e distoglie da ci\u00f2 che di inutile ci circonda, mira direttamente al Creatore.<\/em><\/p>\n<p>Rispondiamo che, se per poter esprimere un&#8217;opinione in materia bisogna aver letto i <em>Veda<\/em> e i <em>Purana<\/em> nella lingua originale, rinunciamo a proseguire il discorso, poich\u00e9, non conoscendo il sanscrito, li abbiamo letti, s\u00ec, ma in traduzione; ci sembra peraltro che adottando questo criterio si dovrebbe intimare il silenzio su Dante a qualsiasi inglese o tedesco o russo il quale abbia letto la <em>Divina Commedia<\/em> nella sua lingua anzich\u00e9 nell&#8217;originale italiano; e a maggior ragione si dovrebbe imporre di tacere a tutti quei cristiani che, non conoscendo n\u00e9 il greco n\u00e9 l&#8217;ebraico, si limitano a leggere la <em>Bibbia<\/em> in italiano, o al massimo in latino, e non nelle due lingue originali dell&#8217;Antico e del Nuovo Testamento.<\/p>\n<p>Dissentiamo da tale condizione pregiudiziale perch\u00e9 essa crea inevitabilmente due categorie di cristiani: i colti e gl&#8217;incolti; gli uni, dotati di adeguate conoscenze linguistiche e filologiche, addentrati nelle Sacre Scritture; gli altri invece, sprovvisti di tale conoscenza, ridotti a contentarsi di una dottrina di seconda scelta, ossia ad accettare ci\u00f2 che gli esperi hanno selezionato. Si noti inoltre che:<\/p>\n<p>a) questa linea esegetica \u00e8 precisamente quella che ha preso piede nel cattolicesimo a partire dal Concilio Vaticano II e dalla svolta antropologica di Karl Rahner: sono i &quot;nuovi teologi&quot; e i biblisti progressisti quelli che fanno testo; tutta la dottrina precedente risulta sorpassata e inutilizzabile, quindi la massa dei fedeli deve adeguarsi alle nuove indicazioni oppure, se si ostina a resta relegata al precedente magistero, deve rassegnarsi alla marginalit\u00e0 e ad assumere il ruolo dei ritardatari che si ostinano a combattere un&#8217;inutile battaglia di retroguardia.<\/p>\n<p>b) lo sdoppiamento in una massa di fedeli incolti ed una ristretta <em>\u00e9lite<\/em> di fedeli colti \u00e8 quel che si \u00e8 verificato, sin dall&#8217;inizio, nell&#8217;induismo. L&#8217;induismo \u00e8 solo a livello popolare una religione politeista, addirittura con milioni e milioni di divinit\u00e0; e la gente semplice adora veramente questi singoli dei, ad esempio Ganesha dalla testa di elefante, o Kali la Nera che balla agitando una corona di teschi umani. Ma l&#8217;ind\u00f9 colto, che conosce alla perfezione i testi sacri, \u00e8 monoteista; egli sa che quei milioni di dei sono solamente nomi diversi dell&#8217;unico dio.<\/p>\n<p>Il punto che a noi interessa per\u00f2 non \u00e8 questo, ma quello sollevato dalla domanda che ci eravamo posta all&#8217;inizio<em>: Chi o che cosa si prega, quando si prega?<\/em> La nostra amica afferma che <em>gli insegnamenti yogici permettono di raggiungere Dio e non sono affatto in antitesi rispetto al cristianesimo<\/em>; e inoltre che <em>lo yoga \u00e8 uno stato di preghiera e di connessione costante con Dio, che come tale nutre l&#8217;anima, eleva e distoglie da ci\u00f2 che di inutile ci circonda, mira direttamente al Creatore.<\/em> Benissimo. Resta tuttavia la domanda: \u00e8 lo stesso Dio del cristianesimo, questo che viene indicato dallo Yoga e che viene pregato dallo Yogin? Ed \u00e8, almeno, un dio trascendente e creatore nel senso che a quest&#8217;ultima parola danno i cristiani? A noi sembra che la risposta ad entrambe le domande debba essere del tutto negativa. Non solo si tratta di un altro Dio, ma \u00e8 un &quot;dio&quot; che non si trova al di fuori e al di sopra dell&#8217;uomo, bens\u00ec che si trova al suo interno, perch\u00e9 in fondo non esiste una netta distinzione fra dentro e fuori, fra la parte e il tutto. Noi siamo in Dio e Dio \u00e8 in noi, e tutto \u00e8 Uno: questo insegnano le scritture vediche; e la ricerca del distacco dal mondo non \u00e8 paragonabile a quella del cristiano, perch\u00e9 quest&#8217;ultimo vuole staccarsi dal mondo per poter conoscere e adorare il vero Dio, l&#8217;ind\u00f9 per riconoscere in s\u00e9 la propria parte divina e quindi per godere dell&#8217;intima, totale unione di s\u00e9 con Dio.<\/p>\n<p><em>Ma Dio non \u00e8 cattolico<\/em>, dice il signor Bergoglio. Ebbene, dice una cosa non vera: basta aver letto anche superficialmente il Vangelo per rendersene conto. <em>Chi ha visto me ha visto il Padre<\/em>, dice Ges\u00f9 all&#8217;apostolo Filippo; <em>e come puoi tu dirmi: Mostrarci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre \u00e8 in Me?<\/em> E ancora: <em>Nessuno pu\u00f2 venire al Padre se non per mezzo di me.<\/em> E ancora: <em>Io sono la via, la verit\u00e0 e la vita<\/em>. Usa l&#8217;articolo determinativo: non dice: <em>Io sono una via<\/em>, ecc., <em>ma Io sono la Via<\/em>, ecc. Dunque: non <em>Io e Krishna, Io e Visn\u00f9, Io e la Madre Terra, Io e Buddha<\/em>, e cos\u00ec via: ma solamente: <em>Io<\/em>. Dunque pregare Dio non significa nulla: bisogna vedere che Dio si prega, a quale Dio ci si rivolge.<\/p>\n<p>Quanto all&#8217;accusa di etnocentrismo, \u00e8 semplicemente impropria. Qui non stiamo parlando, accademicamente, di antropologia comparata delle religioni; qui stiamo parlando di verit\u00e0 e di fede. Il cristiano \u00e8 eurocentrico? No, \u00e8 semplicemente cristiano (e Cristo, fra l&#8217;altro, come uomo non era europeo, ma semita). Il cristiano si sente superiore alle altre culture? No: ritiene semplicemente di adorare il vero Dio e di professare la vera fede; e crede che le altre religioni siano vane e ingannevoli, e le altre fedi conducano l&#8217;anima lontano dalla Verit\u00e0. Tutto questo \u00e8 politicamente scorretto? \u00c8 divisivo, \u00e8 poco accogliente e poco dialogante? Spiacenti, ma sulla verit\u00e0 non si fanno sconti, n\u00e9 si sottoscrivono compromessi.<\/p>\n<p>E quanto al Dio che il cristiano adora e riconosce come l&#8217;Unico, il Perfetto, il Creatore che crea spontaneamente e non per una forma di necessit\u00e0 cosmica, ebbene quel Dio che in se stesso \u00e8 invisibile, si \u00e8 manifestato: ha preso un corpo umano, ha vissuto come uomo in mezzo agli uomini; si \u00e8 offerto in sacrificio per amor loro, si \u00e8 lasciato mettere in croce, \u00e8 morto ed \u00e8 stato sepolto; infine, il terzo giorno, \u00e8 resuscitato dai morti. E non \u00e8 vissuto un&#8217;unica volta in mezzo a noi: Egli \u00e8 vivo, \u00e8 una Persona tuttora vivente: infatti \u00e8 il Dio dei vivi e non dei morti. \u00c8 presente nella santissima Eucarestia, che non \u00e8 una semplice commemorazione dell&#8217;Ultima Cena, ma lo \u00e8 con la sua Presenza Reale, sotto le specie del pane e del vino, con il suo corpo ed il suo sangue; ed \u00e8 presente nella Persona dello Spirito Santo, che pone gli uomini di buona volont\u00e0 in stato di grazia, e li rende partecipi del suo mistero e della sua amicizia. Certo Dio, nella sua sapienza imperscrutabile, pu\u00f2 effondere lo Spirito Santo anche su un non cristiano, anche su un ind\u00f9; ma questa \u00e8 l&#8217;eccezione: resta la regola: solo il cristianesimo indica la retta via per giungere a Lui. Ed \u00e8 un debole argomento il fatto che molti cristiani siano persone moralmente indegne. La loro indegnit\u00e0 personale sul piano morale non sposta d&#8217;un millimetro il fatto che la dottrina cattolica conduce le anime alla conoscenza, all&#8217;amore e all&#8217;adorazione del vero Dio; le altre dottrine, al contrario, le allontanano da Lui.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 Cristo \u00e8 talmente presente nella nostra vita che talvolta, alle anime privilegiate, ha voluto mostrarsi materialmente in tutto il suo splendore. Ci\u00f2 \u00e8 accaduto, fra gli altri, a san Gaetano Thiene (Vicenza, 1480-Napoli, 1547), fondatore dei padri Teatini, noto come il Santo della Provvidenza. Un giorno, precisamente nel santo Natale del 1517 (l&#8217;anno della rivoluzione luterana), mentre contemplava il Presepio nella basilica di Santa Maria Maggiore, venne rapito in estasi e assistette al parto della Vegine Maria, la quale, sorridendo, gli offr\u00ec di tenere in braccio, per qualche minuto, il suo divino Bambino. Cos\u00ec rievoca il fatto Luigi Ruiz de Cardenas nella biografia <em>San Gaetano Thiene, il Santo della Provvidenza<\/em> (Torino, S.E.I., 1942, e Vicenza, Societ\u00e0 Anonima Tipografica, 1947, pp. 60-61):<\/p>\n<p><em>Il mistero della Redenzione, che dalla grotta di Betlemme si chiuse nel sublime sacrificio del Golgota, ritorna va spesso alla mente di San Gaetano che specie nella Roma cristiana, trovava tanti ed edificanti ricordi di quei tempi remoti. La grotta di Betlemme, pur cos\u00ec lontana, aveva spirituali riflessi nella chiesa di S. Maria Maggiore ove, lungo la navata di destra, nella cappella del Presepe che, sotto Sisto V, fu portata in quella centrale del Sacramento, si venerano i resti della mangiatoia, nella quale fu deposto a Betlemme il Bambinello Ges\u00f9. San Gaetano vi si recava spesso per fermarsi lungamente davanti a quella preziosa reliquia. In quei momenti di amorosa meditazione il Santo si astraeva da tutto ci\u00f2 che sapeva di mondo per immergersi in un&#8217;estasi beata d&#8217;amore e contemplazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Nella notte di Natale del 1517 il Santo si era recato presso quel divino Presepe per vivere lo spirituale godimento che, specie in quel giorno ricordativo [sic], avrebbe allietato il suo cuore. Preg\u00f2 a lungo, pianse di commozione al pensiero della divina povert\u00e0 del Re dell&#8217;universo, si estasi\u00f2 di palpiti ardenti per la sua Madre Celeste, rivisse il poema di quella nascita di redenzione, tutto bruciato dal fuoco del Divino Amore che gli ardeva in petto.<\/em><\/p>\n<p><em>La chiesa, per l&#8217;ora tarda, rimase deserta senza ch&#8217;egli se ne avvedesse: non era su questa terra, ma in cielo. Ad un tratto la Madonna Santissima con il Bambinello in grembo gli apparve nel suo celeste splendore, e, in un trionfo di luce e di angelici canti,con vicino lo sposo Giuseppe e San Girolamo, gli si avvicin\u00f2 e sorridendo gli porse il divin Pargoletto, perch\u00e9 lo prendesse fra le sue braccia. Strinse Gaetano quel sacro pegno al petto, accost\u00f2 il suo cuore a quello dell&#8217;Infante divino, lo tenne avvinto a s\u00e9 per qualche minuto, struggendosi in lacrime e in parole dolci ed amorose e pi lo restitu\u00ec alla Gran Madre.<\/em><\/p>\n<p><em>Ecco come egli stesso, in una lettera del 28 gennaio 1518 alla Venerabile Suor Laura Mignani (..), descrive e ricorda il memorando avvenimento: \u00abIo audace nell&#8217;ora del parto suo santissimo, mi trovai nel proprio, materiale, santissimo Presepio. Dato a me fu cuore dal Padre mio, del Presepio amatore, Gerolamo beatissimo, le ossa del quale sono nell&#8217;antro di detto Presepe recondite, con qualche confidenza, del Vecchiarello, di mano della timida Verginella, novella Madre, piglia quel tenero Fanciullo, Carne e Vestimento dell&#8217;Eterno Verbo. Duro era il cuor mio, ben lo crederete, perch\u00e9 certo non essendo in quel puto liquefatto, segno \u00e8 che \u00e8 di diamante. Pazienza!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>I biografi non fanno cenno sicuro che altre volte si sia ripetuta la miracolosa scena, ma il Santo, nella medesima lettera, prosegue: \u00abSimilmente me gli trovai alla Circoncisione; eppur li sensi miei stanno incirconcisi. Poi all&#8217;apparir delli Regi feci le simile\u00bb. Avr\u00e0 voluto egli dire che anche in quelle occasioni torn\u00f2 presso il Presepe, o avr\u00e0 voluto dar notizia del ripetersi del miracolo che tanto lo aveva esaltato? L&#8217;una e l&#8217;altra ipotesi sono possibili, ma n\u00e9 la storia n\u00e9 la tradizione ci illuminano al riguardo.<\/em><\/p>\n<p>Numerose opere pittoriche rappresentano la scena miracolosa, ad esempio la tela di Ubaldo Gandolfi in una tela del 1775.<\/p>\n<p>Una favola per bambini? Ciascuno la pensi come crede. Il cattolico <em>sa<\/em> che simili cose possono avvenire: sono il privilegio gratuito offerto da Dio alle anime che possiedono una grande fede; e non c&#8217;\u00e8 altro da aggiungere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi o che cosa si prega, quando si prega? 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