{"id":25359,"date":"2008-11-16T10:04:00","date_gmt":"2008-11-16T10:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/11\/16\/gesu-cristo-dal-golgota-al-kashmir-nella-congettura-di-fida-m-hassnain\/"},"modified":"2008-11-16T10:04:00","modified_gmt":"2008-11-16T10:04:00","slug":"gesu-cristo-dal-golgota-al-kashmir-nella-congettura-di-fida-m-hassnain","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/11\/16\/gesu-cristo-dal-golgota-al-kashmir-nella-congettura-di-fida-m-hassnain\/","title":{"rendered":"Ges\u00f9 Cristo dal Golgota al Kashmir nella congettura di Fida M. Hassnain"},"content":{"rendered":"<p>Nel precedente articolo \u00abGes\u00f9 \u00e8 stato in India e nel Tibet? Il manoscritto trovato da Nicolas Notovich nel 1887\u00bb (consultabile sui siti di Edicolaweb e di Arianna Editrice) avevamo preso in esame l&#8217;ipotesi che Ges\u00f9 Cristo possa essersi spinto, al seguito di qualche carovana di mercanti, fino in India, nel Kashmir e nel Tibet, attraverso la Mesopotamia e la Persia, durante gli \u00abanni oscuri\u00bb della sua giovinezza e prima dell&#8217;inizio della predicazione pubblica in Galilea e in Giudea (ma non dopo la crocifissione, come vorrebbero certe tradizioni orali e come suppongono certe ricerche moderne, tanto spregiudicate quanto astruse).<\/p>\n<p>Avevamo anche avuto occasione di ricordare, fra gli autori che si sono occupati della cosa, il filologo torinese Marcello Craveri, il quale, nella sua ormai celebre ricostruzione de \u00abLa vita di Ges\u00f9\u00bb (Milano, Feltrinelli, 1966, 1979 p. 54-55), sfiora velocemente l&#8217;argomento, esprimendo un parere recisamente negativo.<\/p>\n<p>Lo fa, peraltro, senza risparmiare frecciate alle interpretazioni cristiane della vita di Ges\u00f9, dalle quali traspare un atteggiamento polemico e un po&#8217; petulante che dispiace, nel contesto di un&#8217;opera dalla quale ci si aspetterebbe &#8211; proprio per la natura estremamente controversa del soggetto &#8211; il massimo del rigore e dello sforzo di obiettivit\u00e0<\/p>\n<p>\u00abLogicamente, alla teologia cristiana pare sconveniente dover ammettere che Ges\u00f9, figlio di Dio, abbia dovuto formarsi una cultura attraverso lo studio come tutti gli esseri umani. Si dice perci\u00f2 che egli possedeva &quot;la perfetta sapienza dei beati in cielo, ma che la manifest\u00f2 progressivamente, altrimenti non lo avrebbero creduto vero uomo, se anche nella puerizia avesse mostrato maturit\u00e0 perfetta di sapienza e di scienza&quot; [quest&#8217;ultimo periodo \u00e8 fra virgolette, ma non viene indicata alcuna fonte, sicch\u00e9 non si capisce se sia una citazione effettiva o una specie di citazione immaginaria].<\/p>\n<p>Nel 4\u00b0 e 5\u00b0 secolo, invece, prevaleva la teoria dell&#8217;agnoetismo, dal greco \u03b3\u03bd\u03bf\u03b9\u03b1 (\u00e1gnoia) che significa &quot;ignoranza&quot;, secondo cui Ges\u00f9, partecipando della natura umana, come entit\u00e0 reale e concreta, aveva condiviso tutte le qualit\u00e0 degli uomini, compresa l&#8217;ignoranza. Di opinione consimile sono modernamente i cosiddetti Kenotici, soprattutto teologi anglicani, seguaci della teoria della k\u00e9nosi, in greco \u03c7\u03ad\u03bd\u03bf\u03c3\u03b9\u03c2, che significa &quot;spogliamento&quot;: Dio ha trasmesso al figlio le sue divine propriet\u00e0 (onniscienza, onnipotenza, ubiquit\u00e0, ecc.), ma Ges\u00f9 non ne ha fatto uso, perch\u00e9 si \u00e8 spogliato, per autolimitazione, di codesti attributi.<\/p>\n<p>Gli esoterici invece si compiacciono di immaginare che Ges\u00f9 abbia compiuto la sua preparazione viaggiando tutti gli anni della giovinezza in India, in Egitto, in Persia, divenendo discepolo persino dei lama del Tibet e dell&#8217;Imalaja, seguace di Buddha e di Zoroastro.<\/p>\n<p>Nel 1963 D. Diringer ha pubblicato a Mosca un antico Vangelo tibetano, da cui si dovrebbe dedurre addirittura che Ges\u00f9 era indiano, e che comunque dall&#8217;India deriva il suo culto.<\/p>\n<p>Ma nei Vangeli Ges\u00f9 appare n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno come tutti gli Ebrei del suo tempo e del suo stesso ambiente Gi\u00e0 da secoli la filosofia greca aveva posto le basi del razionalismo, ma Ges\u00f9, non diverso dai suoi conterranei, viveva ancora nella superstizione, credeva nel diavolo e negli angeli, credeva che le malattie fossero effetto di d\u00e8moni, in punizione dei nostri peccati, vedeva un diretto intervento divino in tutte le cose umane.\u00bb<\/p>\n<p>Dopo averci cos\u00ec edotti circa il fatto che credere nel diavolo e negli angeli \u00e8 una forma di superstizione, e che l&#8217;unica visione veritiera della realt\u00e0 \u00e8 quella razionalista, Craveri incorre in un grosso incidente linguistico ed ermeneutico: proprio lui che, come studioso del latino e del greco, avrebbe dovuto poter evitare meglio di altri simili infortuni.<\/p>\n<p>Afferma infatti, poche righe pi\u00f9 sopra, in tono perentorio, che<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; il vangelo di Giovani dice esplicitamente (VII, 15-16) che <em>Ges\u00f9 non sapeva leggere.<\/em> \u00bb<\/p>\n<p>Veramente, il passo evangelico citato recita testualmente cos\u00ec (\u00abLa Bibbia di Gerusalemme\u00bb, Gv., 7, 14-15):<\/p>\n<p>\u00abQuando ormai si era a met\u00e0 della festa [delle Capanne], Ges\u00f9 sal\u00ec al tempio e vi insegnava. I Giudei ne erano stupiti e dicevano: &quot;Come mai costui conosce le scritture, senza avere studiato?&quot;.<\/p>\n<p><em>Senza avere studiato<\/em>, dunque, e non <em>senza saper leggere<\/em>, che \u00e8 un controsenso; senza avere studiato, nel senso di: <em>senza essere andato a scuola<\/em>.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, vi \u00e8 pi\u00f9 di un passo, nei Vangeli, da cui si ricava che Ges\u00f9 sapeva leggere e scrivere; ne citeremo uno solo, che &#8211; al di l\u00e0 di ogni possibile controversia filologica &#8211; parla chiarissimo, quanto al contenuto (nel Vangelo di Luca, 4, 16-21):<\/p>\n<p>\u00ab[Ges\u00f9] si rec\u00f2 a N\u00e0zaret, dove era stato allevato; ed entr\u00f2, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alz\u00f2 a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trov\u00f2 il passo dove era scritto:<\/p>\n<p>Lo spiriti del Signore \u00e8 sopra di me;<\/p>\n<p>per questo mi ha consacrato con l&#8217;unzione,<\/p>\n<p>e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio,<\/p>\n<p>per proclamare ai prigionieri la liberazione<\/p>\n<p>e ai ciechi la vista;<\/p>\n<p>per rimettere in libert\u00e0 gli oppressi,<\/p>\n<p>e predicare un anno di grazia del Signore.<\/p>\n<p>Poi arrotol\u00f2 il volume, lo consegn\u00f2 all&#8217;inserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella Sinagoga stavano fissi sopra di lui. Allora cominci\u00f2 a dire: &quot;Oggi si \u00e8 adempiuta questa scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi&quot;.\u00bb<\/p>\n<p>Dunque Ges\u00f9 lesse un brano del profeta Isaia davanti alla folla riunita nella sinagoga il giorno di sabato; lo lesse e lo comment\u00f2, mostrando di averlo perfettamente compreso.<\/p>\n<p>Evidentemente, quando scarseggia il buon senso, ad esso non pu\u00f2 sopperire tutta la filologia di questo mondo; n\u00e9 si pu\u00f2 scrivere una vita di Ges\u00f9 con risultati soddisfacenti, se si possiede solo e unicamente la mentalit\u00e0 del filologo.<\/p>\n<p>Ma su ci\u00f2, non \u00e8 il caso di soffermarsi pi\u00f9 a lungo.<\/p>\n<p>Vogliamo invece ritornare alla questione dei supposti viaggi compiuti da Ges\u00f9 Cristo in Oriente all&#8217;epoca dei suoi \u00abanni oscuri\u00bb, diciamo approssimativamente fra il 20 e il 30 d. C.<\/p>\n<p>Nei Vangeli e negli altri testi neotestamentari non vi \u00e8 nulla che autorizzi una supposizione del genere, tranne, forse, un passo del Vangelo di Giovanni, di poco successivo a quello sopra citato (Gv., 32-36):<\/p>\n<p>\u00abI farisei intanto udirono che la gente sussurrava queste cose di lui e perci\u00f2 i sommi sacerdoti e i farisei mandarono delle guardie per arrestarlo. &quot;Ges\u00f9 disse: per poco tempo ancora rimango con voi, poi vado da colui che mi ha mandato. Voi mi cercherete, e non mi troverete; e dove sono io, voi non potrete venire&quot;. Dissero dunque tra loro i Giudei: &quot;Dove mai sta per andare costui, che noi non potremo trovarlo? Andr\u00e0 forse da quelli che sono dispersi fra i Greci e ammaestrer\u00e0 i Greci? Che discorso \u00e8 questo che ha fatto: Mi cercherete e non mi troverete e dove sono io voi non potrete venire?&quot;.\u00bb<\/p>\n<p>Dove per \u00abGreci\u00bb bisogna certamente intendere \u00abpagani\u00bb; i Giudei, pertanto, si chiedevano se Ges\u00f9 non progettasse di recarsi fra le comunit\u00e0 ebraiche disperse fuori della Palestina, tanto verso Occidente che verso Oriente.<\/p>\n<p>Ora, noi sappiamo &#8211; per l&#8217;appunto &#8211; che comunit\u00e0 giudaiche esistevano sia in Mesopotamia e in Persia, sia in India e nello stesso Kashmir; nonch\u00e9 nelle regioni dell&#8217;odierno Afghanistan e Turkestan; tanto \u00e8 vero che, pi\u00f9 tardi, esse sarebbero riuscite a convertire alla propria religione il potente ma effimero Impero dei Khazari.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 qui che il cerchio si chiude e torniamo all&#8217;ipotesi del soggiorno di Cristo in Kashmir, ove esisterebbe tuttora &#8211; come abbiamo visto nel precedente articolo &#8211; la sua tomba, nei pressi di Srinagar.<\/p>\n<p>Se, cio\u00e8, Cristo si rec\u00f2 in quelle remote regioni ai piedi del Tetto del mondo &#8211; e sottolineiamo il \u00abse\u00bb, egli potrebbe essersi spostato da una comunit\u00e0 giudaica all&#8217;altra, attraverso i Paesi della diaspora dopo l&#8217;esilio assiro e, poi, quello babilonese; cos\u00ec come avrebbe fatto, dopo di lui, san Paolo &#8211; almeno nella prima fase dei suoi viaggi apostolici, quando ancora non si rivolgeva direttamente ai pagani &#8211; attraverso l&#8217;Asia Minore; e come, molto tempo prima, aveva fatto il giovane Tobia, con la guida dell&#8217;arcangelo Rafael, nel suo viaggio da Ninive a Ecbatana e a Rages, nel cuore della Media, cos\u00ec come \u00e8 narrato nell&#8217;omonimo libro (peraltro, deuterocanonico) dell&#8217;Antico Testamento.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la cornice generale delineata dal saggio di Fida M. Hassnain, nel suo libro \u00abSulle tracce di Ges\u00f9 l&#8217;Esseno\u00bb (titolo originale: \u00abA Search for the Historical Jesus: From Apocriphal, Buddhist, Islamic &amp; Sanskrit Sources\u00bb, 1994; traduzione italiana di Daniela Muggia, Torino, Edizioni Amrita, 1997), la cui pubblicazione ha dato nuovo fiato alle discussioni gi\u00e0 accese dalla pubblicazione del manoscritto di Nicolas Notovich del 1894; e, poi, nel 1929, dal libro sul medesimo argomento dello swami Abhedananda, cos\u00ec come abbiamo narrato nell&#8217;articolo sopra citato.<\/p>\n<p>Ma chi \u00e8 Hassnain?<\/p>\n<p>\u00c8 un professore in legge, gi\u00e0 direttore del Museo delle Antichit\u00e0 dello Stato di Jammu e Kashmir (appartenente all&#8217;India e rivendicato dal Pakistan); il quale, nel corso del suo lavoro, si sarebbe imbattuto in alcuni documenti che attesterebbero il passaggio di Ges\u00f9 nel Ladakh.<\/p>\n<p>Non solo: quei documenti proverebbero che la prima educazione di Ges\u00f9 avvenne ad opera della setta degli Esseni; e che, poi, egli trascorse gli \u00abanni oscuri\u00bb viaggiando, studiando e predicando fra gli Ebrei della Persia e dell&#8217;India.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda i rapporti di Ges\u00f9 con gli Esseni, esistono &#8211; come \u00e8 noto &#8211; anche alcuni scritti apocrifi che attestano una tale tradizione. Per quanto riguarda i viaggi e i soggiorni in Oriente, invece, le fonti sulle quali si \u00e8 documentato il professor Hassnain attesterebbero la presenza di Cristo fra gli Ebrei del Kashmir non solo prima della sua vita pubblica in Israele, ma anche dopo la crocifissione, alla quale sarebbe sopravvissuto.<\/p>\n<p>Abbiamo gi\u00e0 discusso di questa eventualit\u00e0, sostenuta non dal testo rinvenuto da Notovich e, poi, visto anche da Abhedananda (e da Nicholas Roerich), ma da una tradizione orale esistente in quella regione dell&#8217;India settentrionale, ai piedi del Karakorum e dell&#8217;Altopiano del Tibet; e ripresa, poi, in ani recenti, da alcuni scrittori occidentali moderni, fra i quali l&#8217;ebreo-americano Hugh J. Schonfield, autore del <em>best-selller<\/em> \u00abThe Passover Plot\u00bb, del 1965 (traduzione italiana: \u00abCristo non voleva morire\u00bb, 1968).<\/p>\n<p>E, dopo averla discussa, abbiamo concluso per la sua totale inverosimiglianza, nonostante l&#8217;atteggiamento possibilista di storici di un certo nome, come Bontempelli-Bruni, nel voluminoso saggio \u00abIl senso della storia antica\u00bb.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, ci occuperemo ora brevemente del contenuto del libro di Hassnain; il quale, essendo un sufi, sembra muoversi decisamente a suo agio negli scenari delineati dalla sua inchiesta, che a noi appaiono, invece, decisamente inconsueti, per non dire stravaganti. Per un sufi &#8211; e, pi\u00f9 in generale, per un musulmano &#8211; non desta alcuno scandalo l&#8217;idea che Ges\u00f9 Cristo sia stato un grande santo e che abbia predicato anche negli anni successivi alla sua presunta morte sulla croce, perch\u00e9 ci\u00f2 non farebbe che confermare la sua natura puramente umana.<\/p>\n<p>Si potrebbe anche inscrivere il lavoro di Hassnain nella cornice di un pi\u00f9 vasto tentativo di \u00abislamizzare\u00bbil cristianesimo, quale primo passo di una operazione mirante a inglobale e assimilare il cristianesimo nell&#8217;Islam.<\/p>\n<p>Un tipico esempio di questa strategia pu\u00f2 essere considerato, fra gli altri, il libro di Muhammad &#8216;Ata ur-Rahim, \u00abGes\u00f9 profeta dell&#8217;Islam\u00bb (tradotto in italiano dalla Casa Editrice Atan\u00f2r), il cui obiettivo dichiarato \u00e8 quello di dissolvere la \u00abmacchinosa teologia della redenzione\u00bb elaborata da san Paolo e riportare la figura e l&#8217;opera di Cristo alle dimensioni di un semplice profeta, per di pi\u00f9 \u00abislamico\u00bb, ossia il predecessore di Maometto, proprio come Giovanni il Battista non \u00e8 stato che il predecessore di Cristo (Giovanni il Battista che, vale la pena di ricordarlo, assurge a un ruolo centrale in una religione antica quanto il cristianesimo e oggi rappresentata da poche migliaia di seguaci, confinati nelle paludi dell&#8217;Irak meridionale: il mandeismo.<\/p>\n<p>Chiaro, dunque, che le tesi di Hassnain non hanno sollevato alcuna difficolt\u00e0 nell&#8217;ambito della cultura islamica; anzi, non possono essere state accolte che con favore, in quanto si sposano con le recenti tesi \u00abnegazioniste\u00bb, alla Schonfield, secondo le quali Ges\u00f9 avrebbe inscenato la commedia della morte sulla croce, per poter simulare la propria resurrezione e proseguire altrove, indisturbato (come una specie di Fu Mattia Pascal, se ci \u00e8 concesso il paragone) la sua predicazione, avendo cancellato ogni traccia della sua esistenza precedente.<\/p>\n<p>La cosa \u00e8 ben diversa per uno studioso occidentale, specialmente se di formazione cristiana.<\/p>\n<p>Se la ricostruzione di Hassnain fosse da considerare verosimile, allora bisognerebbe trarre la conclusione che non solo Ges\u00f9 era un uomo come tutti, a parte l&#8217;eccezionale livello morale e spirituale del suo messaggio; ma che l&#8217;intera speranza dei cristiani nella resurrezione risulta essere puramente illusoria.<\/p>\n<p>Ne abbiamo gi\u00e0 parlato, con una certa ampiezza, nel precedente articolo \u00abIl concetto cristiano della redenzione tra riparazione della colpa e divinizzazione dell&#8217;uomo\u00bb (sempre sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Come afferma San Paolo nella <em>\u00abPrima Lettera ai Corinzi\u00bb<\/em> (15, 12-29),:<\/p>\n<p>\u00abNoi dunque predichiamo che Cristo \u00e8 resuscitato dai morti. Allora come mai alcuni tra voi dicono che non vi \u00e8 risurrezione dei morti? ma se non c&#8217;\u00e8 resurrezione dai morti, neppure Cristo \u00e8 resuscitato! E se Cristo non \u00e8 resuscitato, la nostra predicazione \u00e8 senza fondamento e la vostra fede \u00e8 senza valore. Anzi, finiamo per essere falsi testimoni di Dio, perch\u00e9, contro Dio, abbiamo affermato che Egli ha resuscitato Cristo. Ma se \u00e8 vero che i morti non resuscitano, Dio non lo ha resuscitato affatto. Infatti, se i morti non resuscitano, allora neppure Cristo \u00e8 resuscitato. E se Cristo non \u00e8 resuscitato, la vostra fede \u00e8 un&#8217;illusione, e voi siete ancora nei vostri peccati. E anche i credenti in Cristo che sono morti sono perduti. Ma se abbiamo sperato in Cristo solamente per questa vita, noi siamo i pi\u00f9 infelici di tutti gli uomini.\u00bb<\/p>\n<p>Non solo.<\/p>\n<p>Se Cristo architett\u00f2 un piano per sembrare morto sulla croce, e poi allontanarsi in segreto, lasciando credere che era, invece, risorto, egli non era che un impostore, un ciarlatano da quattro soldi; il che &#8211; pensiamo dovrebbero convenirne anche gli studiosi non cristiani &#8211; mal si accorda con la sua figura lineare, vigorosa, intellettualmente onesta.<\/p>\n<p>Nel suo libro, Hassnain si serve (come recita il sottotitolo) di fonti buddhiste, islamiche, sanscrite e apocrife; insomma, di tutte le fonti possibili e immaginabili, ma di nessuna fonte cristiana. O meglio, le fonti cristiane gli servono solo per essere confutate alla luce di quelle altre. Come abbiano potuto acquistare autorit\u00e0 e reggersi per circa duemila anni, non viene detto; ma si tratta, evidentemente, della solita congiura dei preti cattivi, cui gi\u00e0 siamo assuefatti da scadenti libri (e film) commerciali, conditi in una dolciastra salsa New Age, come il fin troppo celebre romanzo \u00abIl Codice Da Vinci\u00bb del furbo confezionista di best-seller pseudo rivelatori e pseudo femministi, Dan Brown.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, dopo aver sostenuto, sulla base di fragilissime argomentazioni e di evanescenti riscontri, che Ges\u00f9 &#8211; dopo la finta morte sulla croce &#8211; soggiorn\u00f2, insieme agli apostoli Pietro e Tommaso, in Persia, Afghanistan, India e Asia Centrale, il professor Hassnain conclude che egli venne sepolto in Kashmir, fra genti di origine ebrea, come gi\u00e0 era avvenuto a Mos\u00e9 e a Maria, sua madre.<\/p>\n<p>S\u00ec, proprio cos\u00ec: Ges\u00f9 non and\u00f2 da solo a vivere e a morire (di vecchiaia) nei pressi di Srinagar: ci and\u00f2 con Tommaso, l&#8217;apostolo incredulo, e con Pietro, che a torto la tradizione cristiana considera come il primo vescovo di Roma, perch\u00e9 egli &#8211; in realt\u00e0 &#8211; si diresse all&#8217;estremit\u00e0 opposta del mondo conosciuto. Anche Maria, la madre di Cristo, and\u00f2 a concludere i suoi giorni nel Kashmir, ai piedi delle bianche montagne del Karakorum, e vi ricevette la sua sepoltura; e la stessa cosa era toccata, parecchi secoli prima, niente meno che a Mos\u00e9.<\/p>\n<p>Di vero, o di verosimile, in questo guazzabuglio di labili tracce erette al valore di prove storiche, ci sono soltanto due fatti: primo, la tradizione cristiana afferma, effettivamente, che san Tommaso si rec\u00f2 in India dopo la morte e la resurrezione di Ges\u00f9, divenendone il primo evangelizzatore (ma nulla di ci\u00f2 si trova negli \u00abAtti degli Apostoli\u00bb o in altri testi del Nuovo Testamento); secondo, Mos\u00e9, a un certo punto, &#8216;scompare&#8217; dalla narrazione biblica, come se le circostanze della sua fine e il luogo della sua sepoltura dovessero rimanere volutamente misteriose.<\/p>\n<p>E, su questa sparizione improvvisa, si sono scatenate ridde di ipotesi; una delle quali, quella dell&#8217;ammiraglio Flavio Barbiero (gi\u00e0 autore di un originale studio sull&#8217;identificazione dell&#8217;Atlantide di Platone con il continente antartico, allora non del tutto ricoperto, come oggi, dalla coltre di ghiaccio), intitolata \u00abAlla ricerca dell&#8217;Arca dell&#8217;Alleanza\u00bb(Sugarco, 1985) individua la sepoltura del pi\u00f9 grande dei patriarchi in qualche grotta nascosta dell&#8217;Har Karkom, in Palestina; e non certo in India o nel Kashmir.<\/p>\n<p>Se vi fosse la bench\u00e9 minima probabilit\u00e0 che la tradizione di un soggiorno e di una sepoltura nel Kashmir non solo di Ges\u00f9 Cristo, ma anche di Maria e di Mos\u00e9, abbia un fondamento reale, \u00e8 semplicemente impossibile che nulla ne sia mai trapelato in Occidente; che, anzi, vi si siano affermate delle tradizioni di segno totalmente diverso. N\u00e9 ci sembra cosa seria pretendere di spiegare una tale, abissale discrepanza di tradizioni soltanto con la solita congiura di perfidi preti o, magari, con le trame degli immancabili Templari o dell&#8217;Opus Dei.<\/p>\n<p>Per favore, cerchiamo di essere seri: stiamo cercando di fare storia, non fantascienza, n\u00e9 una storia di spionaggio e di magia alla Indiana Jones.<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 il lettore possa formarsi una propria opinione in merito (e invitandolo, ovviamente, alla lettura integrale del libro), riportiamo il passaggio dell&#8217;opera sopra citata di Fida M. Hassnain, nel quale si avanza il dubbio che Cristo potrebbe anche <em>non<\/em> essere morto sulla croce &#8211; \u00e8 ancora, <em>&quot;mutatis mutandis&quot;<\/em>, la &#8216;vecchia&#8217; tesi Sconfield (Op. cit., p. 109):<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 strano che, mentre alle due altre vittime veniva inflitta la punizione delle gambe spezzate, Ges\u00f9 fosse risparmiato: fu per negligenza, ignoranza, corruzione o complicit\u00e0? Ges\u00f9 avrebbe anche potuto essere in stato di coma, in quel momento, e fingersi morto autoinducendo uno stato di <em>trance<\/em> catalettica. Il fatto che dal suo corpo sgorgasse sangue misto ad acqua starebbe a dimostrare, dal punto di vista medico, che egli era ancora vivo. Ges\u00f9 era in coma o era davvero morto?\u00bb<\/p>\n<p>Basterebbe questo breve brano per mostrare quanto precarie siano le basi, storiche e anche logiche, del metodo di lavoro di Hassnain.<\/p>\n<p>Tanto per cominciare, la frattura delle gambe del crocifisso non era affatto una punizione, ma &#8211; semmai -, in un certo senso, un atto di piet\u00e0. Comunque, il suo scopo era affrettare la morte del condannato: incapace di reggere il peso del tronco sulle gambe e sui piedi, egli moriva ben presto per soffocamento, non riuscendo pi\u00f9 ad ossigenare i polmoni.<\/p>\n<p>Se questo trattamento non venne inflitto anche a Ges\u00f9, ci\u00f2 significa, semplicemente, che egli doveva apparire come gi\u00e0 morto. Ad ogni modo, il colpo di lancia del centurione, oltre che ad accertarsene, sarebbe stato di per s\u00e9 sufficiente ad uccidere un uomo; e, quanto all&#8217;affermazione che l&#8217;uscita di sangue ed acque attesterebbe, <em>da un punto di vista medico<\/em>, che il soggetto era ancora vivo, essa \u00e8 puramente e semplicemente gratuita.<\/p>\n<p>Ma sulla base di quali elementi reali Hassnain sostiene che Cristo non mor\u00ec sulla croce, ma sopravvisse e si trasfer\u00ec in India e, poi, nel Kashmir?<\/p>\n<p>A suo dire, esiste una antica versione induista della crocifissione, contenuta in un <em>Sutra<\/em> conosciuto come \u00abNatha-nama-vali\u00bb, che egli riporta nel suo libro (Op. cit., pp. 121-22):<\/p>\n<p>\u00abIsha Natha venne in India all&#8217;et\u00e0 di quattordici anni. Dopodich\u00e9 egli torn\u00f2 nel suo paese e cominci\u00f2 a predicare. Ben presto i suoi brutali e nazionalistici connazionali cominciarono a cospirare contro di lui e lo crocifissero. Dopo la crocifissione, o forse anche prima che essa avvenisse, Isha Natha entr\u00f2 in <em>samadh<\/em>i, o trance profonda, per mezzo dello yoga.<\/p>\n<p>Vedendolo cos\u00ec, gli Ebrei presunsero che fosse morto, e lo seppellirono in una tomba. Proprio allora, tuttavia, accadde che uno dei suoi guru, il grande Chetan Natha, trovandosi in profonda meditazione sui contrafforti pi\u00f9 bassi dell&#8217;Himalaia, vide in visione le torture a cui era sottoposto Isha Natha. Rese dunque il proprio corpo pi\u00f9 leggero dell&#8217;aria e si trasfer\u00ec nella terra d&#8217;Israele..<\/p>\n<p>Il giorno del suo arrivo fu contrassegnato da tuoni e fulmini, perch\u00e9 gli d\u00e8i erano in collera con gli Ebrei, e tutto il mondo trem\u00f2. Quando arriv\u00f2, Chetan Natha prese il corpo di Isha Natha dalla tomba, lo risvegli\u00f2 dal <em>samadhi<\/em> e in seguito lo condusse lontano, nella sacra terra degli Ariani. Isha Natha dunque fond\u00f2 un <em>ashram<\/em> nelle regioni pi\u00f9 basse dell&#8217;Himalaia e vi stabil\u00ec il culto del <em>lingam<\/em> e della <em>yoni<\/em>.\u00bb<\/p>\n<p>Ges\u00f9 Cristo, dunque &#8211; secondo questa versione &#8211; avrebbe concluso la sua carriera di Messia predicando il culto della fertilit\u00e0 ai piedi del Karakorum: ultima e pi\u00f9 stridente inverosimiglianza di tutta una serie di stramberie e di incongruenze.<\/p>\n<p>Sfidiamo qualsiasi studioso in buona fede, anzi, qualsiasi persona di buon senso, a trovare nella predicazione di Cristo a noi nota un sia pur minimo elemento che permetta di intravedere in lui il futuro annunciatore di un culto fallico come quello del <em>lingam<\/em>.<\/p>\n<p>Piuttosto, ci sembra interessante confrontare questa versione della passione di Ges\u00f9 con quella riportata nel manoscritto tibetano pubblicato da Notovich: l\u00e0, il solo responsabile della condanna a morte di Cristo era Pilato, mentre i capi dei Giudei avevano tentato l&#8217;impossibile per ottenerne la liberazione; qui, tutta la responsabilit\u00e0 \u00e8 addossata ai Giudei, mentre dei Romani non si parla nemmeno. L\u00e0, inoltre, Cristo moriva realmente sulla croce, come uomo, mentre il suo spirito si ricongiungeva con quello della Divinit\u00e0; qui, viene sottratto alla morte dal suo guru indiano e portato avventurosamente lontano dai suoi nemici, nella terra del Gange.<\/p>\n<p>E tanto ci pare che basti a dare un&#8217;idea di quanto si possano prendere sul serio questi pretesi documenti originali, che si smentiscono completamente a vicenda e che non portano la minima prova a sostegno di quanto affermano.<\/p>\n<p>Invece le lettere di San Paolo e i Vangeli, checch\u00e9 se ne dica, riferiscono delle testimonianze che, se fossero state completamente false, sarebbero state prontamente smentite da migliaia di testimoni oculari: perch\u00e9 i fatti di cui parlano si erano verificati appena qualche decennio prima, e molte persone che avevano visto e conosciuto Cristo e i suoi discepoli erano ancora vive.<\/p>\n<p>Ora, questo non \u00e8 accaduto.<\/p>\n<p>Nessuno degli scrittori pagani anticristiani del tardo Impero Romano, nemmeno Celso, mette in dubbio che Cristo sia veramente morto sulla croce; quello che essi mettono in dubbio, \u00e8 &#8211; ovviamente &#8211; che egli sa risorto.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, nel complesso, ci sembra che il libro di Hassnain contenga ben pochi elementi che permettano, pur con tutta la buona volont\u00e0 di questo mondo, di prenderlo troppo sul serio.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 un peccato: perch\u00e9 l&#8217;ipotesi &#8211; per quanto tenuissima &#8211; di un viaggio iniziatico di Ges\u00f9 in India e nel Tibet, durante i cosiddetti \u00abanni nascosti\u00bb, \u00e8, comunque, non poco stimolante; e meriterebbe, semmai, di essere affrontata con altri strumenti culturali e con altra mentalit\u00e0 che non quella, parziale e facilona, mostrata da quanti, fino ad ora, se ne sono interessati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel precedente articolo \u00abGes\u00f9 \u00e8 stato in India e nel Tibet? Il manoscritto trovato da Nicolas Notovich nel 1887\u00bb (consultabile sui siti di Edicolaweb e di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30155,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[76],"tags":[120,157,175,237],"class_list":["post-25359","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-false-religioni","tag-ebraismo-e-giudaismo","tag-gesu-cristo","tag-india","tag-sacra-scrittura"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-false-religioni.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25359","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25359"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25359\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30155"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25359"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25359"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25359"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}