{"id":25357,"date":"2008-11-16T12:51:00","date_gmt":"2008-11-16T12:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/11\/16\/gesu-e-stato-in-india-e-nel-tibet-il-manoscritto-trovato-da-nicolas-notovich-nel-1887\/"},"modified":"2008-11-16T12:51:00","modified_gmt":"2008-11-16T12:51:00","slug":"gesu-e-stato-in-india-e-nel-tibet-il-manoscritto-trovato-da-nicolas-notovich-nel-1887","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/11\/16\/gesu-e-stato-in-india-e-nel-tibet-il-manoscritto-trovato-da-nicolas-notovich-nel-1887\/","title":{"rendered":"Ges\u00f9 \u00e8 stato in India e nel Tibet? Il manoscritto trovato da Nicolas Notovich nel 1887"},"content":{"rendered":"<p>Nel 1887, nel corso di un lungo viaggio attraverso i Balcani, il Medio Oriente, la Persia, l&#8217;Afghanistan e l&#8217;India, il dottore e giornalista russo Nicolas Notovich giunse nel Ladakh, il cosiddetto &quot;Piccolo Tibet&quot;. Da l\u00ec, egli intendeva fare poi ritorno in Russia passando per le gole del Karakorum e i vasti spazi semidesertici del Turkestan Orientale, allora &#8211; come oggi &#8211; parte del dominio cinese. Il suo passaggio \u00e8 comprovato dai registri della Missione dei Fratelli Moravi di Leh, presso la quale fu ospite; pertanto quella parte del suo viaggio si deve ritenere storicamente accertata al di l\u00e0 di ogni dubbio.<\/p>\n<p>Durante la visita a un monastero buddhista, Notovich venne a sapere che, negli archivi di Lhasa, sarebbero esistiti documenti relativi alla vita di Ges\u00f9 Cristo e che ne esistevano copie e traduzioni presso diversi altri monasteri.<\/p>\n<p>Poi, durante una visita al monastero di Hemis, nei pressi della capitale del Ladakh, Leh, l&#8217;abate gli rivel\u00f2 che in esso si trovava appunto una copia dei documenti in questione. Qualche tempo dopo, trattenuto col\u00e0 per le conseguenze di una caduta da cavallo, il russo si fece leggere dall&#8217;abate, e tradurre da un interprete, quell&#8217;antico manoscritto tibetano, trascrivendolo mano a mano che gli veniva letto il suo contenuto.<\/p>\n<p>Tornato in Europa, per alcuni anni Notovich cerc\u00f2 il modo di pubblicarlo, ma ne venne sconsigliato &#8211; a suo dire &#8211; da eminenti personaggi sia del clero ortodosso, sia di quello cattolico, con i quali aveva preso contatti fra Kiev, Roma e Parigi.<\/p>\n<p>Anche Ernest Renan, autore della celebre \u00abVita di Ges\u00f9\u00bb, fu da lui interpellato e mostr\u00f2 un vivo interesse per la cosa, tanto da offrirsi di prendere su di s\u00e9 il lavoro della revisione e della pubblicazione; ma il russo declin\u00f2 l&#8217;offerta, non volendo lasciarsi sfuggire una cos\u00ec ghiotta occasione di rendere celebre il proprio nome.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, nel 1894, egli si decise a dare alle stampe il testo del manoscritto buddhista concernente la vita di Issa, nome con cui era designato Ges\u00f9 Cristo. Tuttavia, in parte per l&#8217;imperizia filologica di Notovich e in parte perch\u00e9 l&#8217;ipotesi di un soggiorno di Cristo in quelle remote contrade dell&#8217;Asia sembr\u00f2 inverosimile a tutti gli studiosi di scienze bibliche, sia di formazione cattolica e protestante, sia di formazione laica, il libro pass\u00f2 relativamente inosservato e, poco a poco, fin\u00ec per venire pressoch\u00e9 dimenticato.<\/p>\n<p>Nel manoscritto pubblicato da Notovich, e intitolato \u00abLa vita di San Issa, il migliore dei figli degli uomini\u00bb, si afferma non che Cristo sfugg\u00ec alla morte di croce e si rifugi\u00f2 ai piedi dell&#8217;Himalaia, come vorrebbe la tradizionale orale di cui dopo parleremo; bens\u00ec che egli lasci\u00f2 la Palestina, all&#8217;et\u00e0 di tredici anni, e si un\u00ec a una carovana di mercanti che, attraverso la Mesopotamia e la Persia, lo condusse fino al Sindh, ove ebbe modo di studiare la dottrina buddhista.<\/p>\n<p>Un anno dopo, declinando l&#8217;invito dei giainisiti a fermarsi presso di loro, pass\u00f2 in un&#8217;altra regione dell&#8217;India e si dedic\u00f2 allo studio dei \u00abVeda\u00bb, sotto la guida di sacerdoti brahmini. Ma, dopo sei anni passati fra Benares, Jagarnath e Rajagriha, entr\u00f2 in conflitto con i brahmini, perch\u00e9, avendo iniziato a predicare, si rivolgeva anche ai fuori casta, suscitando le ire di quelli. Insegnava ad aiutare i poveri, a sostenere di deboli, a non fare nulla di male e a non desiderare le cose altrui; e, soprattutto, a non adorare una quantit\u00e0 di idoli, ma a rivolgere ogni preghiera al Dio unico ed eterno.<\/p>\n<p>Con parole esplicite, egli accusava i sacerdoti di essersi allontanati dalla vera divinit\u00e0 e di insegnare false dottrine ai fedeli; invitava tutti ad astenersi dai sacrifici di esseri viventi, a non rubare e a non mentire.<\/p>\n<p>Poi, forse per i contrasti coi sacerdoti, Issa lasci\u00f2 l&#8217;India e pass\u00f2 in Persia, ove predic\u00f2 con veemenza il monoteismo e rimprover\u00f2 ai seguaci di Zoroastro ad adorare il Sole, che \u00e8 soltanto una delle opere del Creatore. Anche qui and\u00f2 incontro all&#8217;ira dei magi, che cercarono &#8211; ma senza riuscirvi &#8211; di farlo morire.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, all&#8217;et\u00e0 di ventinove anni, Issa rientr\u00f2 nella sua terra d&#8217;origine, la Palestina, ove riprese la sua predicazione, incontrando il favore sia del popolo, che dei sacerdoti.<\/p>\n<p>Il manoscritto tibetano pubblicato da Notovich si compone di quattordici capitoli.<\/p>\n<p>Ne riproduciamo gli ultimi due, tratti da: N. Notovich, \u00abLa vita sconosciuta di Ges\u00f9\u00bb (titolo originale: \u00abLa Vie inconnue de J\u00e9sus Christ\u00bb, Paul Ollendorff Editeurs, Paris, 1894; traduzione italiana di Daniela Muggia, Torino, Edizioni Amrita, 2000, pp. 80-83):<\/p>\n<p>\u00abXIII.<\/p>\n<p>1. Il santo Issa insegn\u00f2 cos\u00ec al popolo d&#8217;Israele per tre anni, in ogni citt\u00e0, in ogni villaggio, sulle strade e le pianure, e tutto ci\u00f2 che aveva annunciato si realizzava.<\/p>\n<p>2. In quel tempo, i servitori travestiti del governatore Pilato lo tenevano sotto stretta osservazione, ma non lo udirono mai dire qualcosa di somigliante ai rapporti presentati dai capi delle citt\u00e0 su Issa.<\/p>\n<p>3. Ma il governatore Pilato, spaventato dall&#8217;eccessiva popolarit\u00e0 del santo Issa che, a dar credito ai suoi avversari, voleva sollevare il popolo per farsi nominare re, ordin\u00f2 a una delle sue spie di accusarlo.<\/p>\n<p>4. Allora si incaricarono i soldati di procedere al suo arresto, ed egli venne chiuso in una cella sotterranea in cui vari supplizi gli furono inflitti con l&#8217;intento di obbligarlo ad autoaccusarsi, il che avrebbe consentito di metterlo a morte.<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li>\n<p>Il santo, non pensando ad altro che alla beatitudine perfetta dei suoi fratelli, sopport\u00f2 le sofferenze in nome del suo Creatore.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>I servitori di Pilato continuarono a torturarlo e lo indussero in uno stato di estrema debolezza; ma Dio era con lui, e non permise che morisse.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>Venendo a sapere quali sofferenze e torture subiva il loro santo, i principali sacerdoti e i saggi anziani andarono a pregare il governatore di mettere Issa in libert\u00e0 in occasione di una grande festa che si avvicinava.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>Ma il governatore rifiut\u00f2 seccamente la loro richiesta. Essi lo pregarono allora di far comparire Issa davanti al tribunale degli anziani, affinch\u00e9 venisse condannato o assolto prima della festa; a questo Pilato diede il suo consenso.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>Il giorno dopo il governatore fece riunire i principali capitani, sacerdoti, saggi anziani ed esperti della legge allo scopo di far loro giudicare Issa.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>Il santo venne tirato fuori dalla prigione e fatto sedere davanti al governatore in mezzo a due briganti che andavano giudicati contemporaneamente a lui, per mostrare alla folla che non sarebbe stato l&#8217;unico condannato.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>E Pilato, rivolgendosi a Issa, disse: &#8211; O uomo! \u00e8 vero che sollevi gli abitanti contro le autorit\u00e0 con l&#8217;intenzione di diventare tu stesso re d&#8217;Israele? -.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>&#8211; Non si diventa re per propria volont\u00e0 &#8211; rispose Issa &#8211; e ti hanno mentito dicendoti che io sollevo il popolo. Ho sempre parlato soltanto al del Re dei Cieli, e insegnavo al popolo ad adorare lui.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>Perch\u00e9 i figli d&#8217;Israele hanno perso la loro purezza originaria e se non si rivolgono al vero Dio, saranno sacrificati e il loro tempio cadr\u00e0 in rovina.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>Il potere temporale mantiene l&#8217;ordine in un paese; io insegnavo loro dunque a non dimenticare questo, e dicevo loro: &quot;Vivete conformemente alla vostra situazione e alla vostra fortuna, per non turbare l&#8217;ordine pubblico&quot;, e a ricordarsi anche che il disordine regnava nel loro cuore e nella loro mente.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>E infatti il Re dei Cieli li ha puniti e ha eliminato i re delle loro nazioni; e tuttavia, diceva loro, se vi rassegnate alla vostra sorte, in ricompensa vi sar\u00e0 riservato il Regno dei Cieli.&quot;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>In quel momento vennero introdotti i testimoni; uno di essi depose cos\u00ec: &quot;Tu hai detto al popolo che il potere temporale non era nulla in confronto a quello del Re che ben presto avrebbe affrancato gli israeliti dal giogo pagano.&quot;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>&quot;Tu sia benedetto &#8211; disse Issa &#8211; per aver detto la verit\u00e0; il Re dei Cieli \u00e8 pi\u00f9 grande e pi\u00f9 potente della legge terrena, e il suo Regno sorpassa tutti i regni di quaggi\u00f9.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>E non \u00e8 lontano il tempo in cui, conformemente alla volont\u00e0 divina, il popolo di Israele si purificher\u00e0 dei suoi peccati, perch\u00e9 \u00e8 detto che un precursore verr\u00e0 ad annunciare la liberazione del popolo e lo riunir\u00e0 in un&#8217;unica famiglia.&quot;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>E il governatore, rivolgendosi ai giudici: &#8211; Sentite? L&#8217;israelita Issa confessa il crimine di cui \u00e8 accusato. Giudicatelo dunque secondo le vostre leggi e pronunciate contro di lui la pena capitale. &#8211;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>&#8211; Noi non possiamo condannarlo, risposero i sacerdoti e gli anziani. &#8211; hai appena udito tu stesso che egli alludeva al Re dei Cieli, e che non ha predicato ai figli nulla che costituisse insubordinazione contro la legge.-<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>Il governatore mand\u00f2 allora a chiamare il testimone che, su istigazione del suo padrone Pilato, aveva tradito issa; quest&#8217;uomo venne e rivolgendosi a Issa: &#8211; Non ti facevi forse passare per il re d&#8217;Israele quando dicevi che colui che colui che regna nei Cieli ti aveva inviato per preparare il suo popolo?-<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>E Issa, dopo averlo benedetto, gli disse: &#8211; Tu sarai perdonato, , perch\u00e9 ci\u00f2 che dici non viene da te! -. Poi, rivolgendosi al governatore: &#8211; Perch\u00e9 umiliare la tua dignit\u00e0, e perch\u00e9 insegnare ai tuoi sottoposti a vivere nella menzogna, quando, anche senza questo, tu hai il potere di condannare un innocente? -.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>A queste parole il governatore entr\u00f2 violentemente in collera, e ordin\u00f2 la condanna a morte di Issa e, invece, la liberazione dei due briganti.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>Dopo essersi consultati fra loro, i giudici dissero a Pilato: &#8211; Noi non assumeremo sul nostro capo il grande peccato di condannare un innocente e di liberare dei banditi, cosa contraria alle nostre leggi.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>Fai dunque come credi. &#8211; Avendo detto questo, i sacerdoti e i saggi anziani uscirono e si lavarono le mani in un vaso sacri dicendo: &#8211; Noi siamo innocenti della morte del giusto. &#8211;<\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>XIV.<\/p>\n<ol>\n<li>\n<p>Su ordine del governatore, i soldati afferrarono Issa e i due briganti, che condussero al luogo del supplizio in cui vennero inchiodati su croci che erano state piantate per terra.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>Per tutto il giorno i corpi di issa e dei due banditi rimasero sospesi, sgocciolando sangue, mentre i soldati montavano la guardia, il popolo se ne stava in piedi, tutto intorno; i parenti dei due suppliziati pregavano e piangevano.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>Al tramonto, le sofferenze di Issa finirono. Egli perse conoscenza e l&#8217;anima di questo giusto si stacc\u00f2 dal corpo per andare ad annullarsi nella Divinit\u00e0.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>Cos\u00ec finisce l&#8217;esistenza terrena del riflesso dello Spirito eterno, sotto la forma di un uomo che aveva salvato i peccatori incalliti e sopportato tante sofferenze.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>Tuttavia Pilato si spavent\u00f2 della propria azione e fece in modo che il corpo del santo fosse reso ai suoi parenti che lo seppellirono vicino al luogo del supplizio; la folla venne a pregare sulla sua tomba e riemp\u00ec l&#8217;aria di singhiozzi e di gemiti.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>Tre giorni dopo, il governatore mand\u00f2 i soldati a prendere il corpo di Issa per inumarlo in un altro posto, per paura di un sollevamento popolare.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>Il giorno dopo la folla trov\u00f2 la tomba aperta e vuota; subito si sparse voce che il Giudice Supremo aveva inviato i suoi angelo a prelevare la spoglia mortale del santo, in cui una parte dello spirito Divino aveva dimorato sulla terra.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>Quando questa voce giunse a Pilato, egli si incoller\u00ec e proib\u00ec, sotto pena di schiavit\u00f9 e morte, che fosse mai pronunciato il nome di Issa, e pregato il Signore per lui.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>Ma il popolo continu\u00f2 a piangere e a glorificare a gran voce il suo maestro, cos\u00ec molti furono portati via prigionieri, torturati e messi a morte.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>E i discepoli del santo Issa abbandonarono il paese di Israele e se ne andarono in ogni parte presso i pagani, predicando loro che dovevano abbandonare i loro errori grossolani, pensare alla salute della loro anima e alla perfetta felicit\u00e0 che attende gli umani nel mondo immateriale e pieno di luminosit\u00e0 in cui, nel riposo e in tutta purezza, dimora, in una perfetta maest\u00e0, il Grande Creatore.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>I pagani, i loro re e i loro guerrieri ascoltarono i predicatori , abbandonarono le loro assurde credenze, lasciarono i loro sacerdoti e i loro idoli per celebrare le lodi del saggissimo Creatore dell&#8217;universo, del Re dei Re il cui cuore \u00e8 colmo di immensa misericordia.\u00bb<\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>Come si vede, si tratta di una versione del processo e della passione di Cristo che scagiona completamente gli Ebrei da ogni responsabilit\u00e0, per farla ricadere solo ed esclusivamente sul governatore Ponzio Pilato.<\/p>\n<p>Non solo: i sacerdoti e gli anziani del popolo avrebbero tentato, secondo questo racconto, di intercedere per la salvezza di Cristo, ma non sarebbero stati ascoltati; allora essi, e non Pilato, avrebbero compiuto il gesto altamente simbolico di lavarsi le mani e di proclamarsi innocenti del sangue di un giusto.<\/p>\n<p>Notovich, prima di convertirsi al cristianesimo greco-ortodosso, di cui divenne un fervente seguace, aveva professato il giudaismo: ci\u00f2 pu\u00f2 essere considerato un elemento casuale, ma potrebbe anche alimentare qualche sospetto circa un cos\u00ec completo ribaltamento del racconto evangelico, secondo il quale furono i capi del Sinedrio a perseguire ostinatamente la condanna a morte di Cristo, mentre Pilato, al contrario, avrebbe cercato in ogni modo di difenderlo e di salvargli la vita.<\/p>\n<p>Per\u00f2 si tratterebbe di sospetti infondati, perch\u00e9 Notovich, nei suoi scritti successivi , si fece notare per uno spiccato antisemitismo, tanto da ottenere una citazione alquanto imbarazzante in un testo che non ha nulla a che fare con la storia delle religioni, ma che \u00e8 divenuto fra i pi\u00f9 celebri (in senso negativo) della letteratura mondiale: il \u00abMein Kampf\u00bb di Adolf Hitler.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, il libro di Notovich non era passato completamente inosservato.<\/p>\n<p>Se vi furono alcuni critici i quali misero in dubbio che il manoscritto in questione esistesse e, addirittura, che Notovich fosse mai stato nel Ladakh, vi fu anche una figura eminente di studioso e di maestro spirituale che volle sincerarsi di persona di quanto vi fosse di vero nel racconto del viaggiatore russo,.<\/p>\n<p>Parliamo dello swami Abedhananda (1866-1939), che fu discepolo diretto di sri Ramakrishna (1836-1886), uno dei maggiori santi indiani dei tempi moderni.<\/p>\n<p>Abedhananda si rec\u00f2 nel Ladakh nel 1922, proprio dopo aver letto il libro di Notovich; e si present\u00f2 anch&#8217;egli al monastero di Hemis per verificare se il manoscritto tradotto dal russo esistesse realmente.<\/p>\n<p>Le conclusioni della sua ricerca vennero pubblicate nel 1929, in un volume intitolato \u00abKashmir O Tibbate\u00bb, e in esso veniva sostanzialmente confermata l&#8217;attendibilit\u00e0 del lavoro svolto da Notovich. Anche allo swami Abedhananda era stato mostrato il manoscritto in lingua tibetana che parlava del santo Issa, cio\u00e8 di Ges\u00f9 Cristo; e gli venne spiegato che si trattava di una tradizione dalla lingua pali, in cui era redatto il testo originale, conservato nel monastero di Marbour, nei pressi di Lhasa. Sul libro di Adehananda \u00e8 stato pubblicato anche un libro di Ansupati Dasgupta e Kunja Bihari Kundu, \u00abIl viaggio di swami Abhedananda in Kashmir e in Tibet\u00bb, pubblicato a Calcutta dal Ramakrishna Vedanta Publication Department.<\/p>\n<p>Oltre a ci\u00f2, esiste una tradizione orale, fra gli indiani di religione musulmana del Kashmir, secondo la quale Ges\u00f9 Cristo, localmente chiamato Yuz Asaf, avrebbe soggiornato fra quelle montagne e vi sarebbe morto. A Rozabal, presso Srinagar, esiste ancora la tomba attribuita ad Issa o Yuz Asaf, che \u00e8 stata recentemente oggetto di restauro.<\/p>\n<p>Un autore indiano contemporaneo, esperto in lingua e letteratura urdu, Aziz Kashmiri, ha scritto un libro, intitolato \u00abCristo in Kashmir\u00bb, che recentemente \u00e8 stato tradotto anche in italiano (Edizioni Atlantide, Pogliano Milanese). E un regista, Richard Bock, ha realizzato nel 1975 un documentario in cui, sulla base del libro di Notovich, sostiene la tesi del soggiorno di Cristo durante i suoi \u00abanni nascosti\u00bb.<\/p>\n<p>Oltre a Notovich e a swami Abhedananda, un terzo personaggio &#8211; gran conoscitore dell&#8217;Asia centrale, della sua spiritualit\u00e0 e dei suoi misteri &#8211; avrebbe visto e confermato la genuinit\u00e0 del prezioso documento del monastero di Hemis: quel Nicholas Roerich, del quale ci siano occupati in un precedente lavoro (cfr. F. Lamendola, \u00abSulle orme di Nicholas Roerich, alla ricerca di Shambala\u00bb, consultabile sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Pur con tutto ci\u00f2, non ci sembra che esistano, allo stato attuale delle cose, elementi sufficienti per considerare come certa e storicamente dimostrata la presenza di Ges\u00f9 Cristo fra le montagne del Kashmir e del Tibet; n\u00e9 il manoscritto di Notovich, n\u00e9 le tradizioni orali sono, di per s\u00e9, elementi assolutamente probanti.<\/p>\n<p>Il punto veramente decisivo dell&#8217;intera questione \u00e8 quello relativo alla collocazione cronologica del supposto viaggio di Cristo in Oriente.<\/p>\n<p>Se esso si deve collocare <em>dopo<\/em> la crocifissione, allora tutta la storia del cristianesimo andrebbe radicalmente rivista. Il racconto dei Vangeli e degli altri testi del Nuovo testamento non sarebbe che un travisamento, pi\u00f9 o meno consapevole, della realt\u00e0, perch\u00e9 Cristo, il Messia, non sarebbe morto sulla croce.<\/p>\n<p>Le conseguenze teologiche sarebbero immense: niente resurrezione, niente divinit\u00e0 di Ges\u00f9, almeno nel senso in cui la intendono i cristiani (per i buddhisti, la cosa \u00e8 diversa: si sarebbe trattato di una manifestazione dell&#8217;essenza divina, come si evince dal capitolo XIV del manoscritto).<\/p>\n<p>La tesi della sopravvivenza di Cristo al supplizio della croce non \u00e8 nuova: se ne era molto parlato, in particolare, nel 1965, allorch\u00e9 apparve il libro \u00abThe Passover Plot\u00bb (traduzione italiana: \u00abCristo non voleva morire\u00bb, 1968) dello scrittore ebreo-americano Hugh J. Schonfield, che venne preso sul serio, e sia pure come ipotesi di lavoro, da storici di un certo prestigio, come Bontempelli-Bruno (nella loro opera in due volumi \u00abIl senso della storia antica\u00bb).<\/p>\n<p>Invece Marcello Craveri, nel suo fortunato (e pur contestato) \u00abLa vita di Ges\u00f9\u00bb, irride all&#8217;ipotesi che Cristo abbia viaggiato fino all&#8217;Himalaia, venendo a contatto con le religioni di Buddha e Zoroastro. Quanto alla morte sulla croce, non ne dubita affatto, anche se &#8211; da un punto di vista razionalista, qual \u00e8 quello che egli adotta &#8211; esclude la risurrezione e la considera un racconto leggendario basato sulle forti aspettative messianiche dei suoi discepoli.<\/p>\n<p>Da parte nostra, ci sembra che un soggiorno di Cristo nel Ladakh dopo la sua crocifissione sia da ritenersi inverosimile, non per un preconcetto religioso, ma perch\u00e9 non possiamo accettare l&#8217;idea che i racconti neotestamentari sulla passione di Cristo (e lasciamo impregiudicato, da un punto di vista storico, l&#8217;evento della resurrezione) siano il frutto di una sapiente trama di invenzioni o di un incredibile e colossale abbaglio collettivo.<\/p>\n<p>Senza pretendere di sbrigare qui, in poche righe, una questione di cos\u00ec grande portata, riteniamo inammissibile che una cosa del genere sia potuta verificarsi, quando centinaia e centinaia di testimoni oculari erano ancora viventi e avrebbero potuto cos\u00ec facilmente smentire il fatto della morte sulla croce, se esso non fosse realmente avvenuto.<\/p>\n<p>N\u00e9 la scomparsa del cadavere, cos\u00ec come \u00e8 narrata dagli stessi evangelisti, ci sembra possa interpretarsi nel senso che Cristo venne portato nel sepolcro ancora vivo e, poi, accompagnato lontano, per mettersi in viaggio verso la Persia e l&#8217;India: ci\u00f2 sa pi\u00f9 di un cattivo copione per un film alla \u00abIndiana Jones\u00bb, che di una seria ipotesi storica.<\/p>\n<p>Vi erano troppi testimoni oculari dei fatti, ripetiamo, perch\u00e9 una eventuale sopravvivenza di Cristo alla crocifissione (nonostante il colpo di lancia!) e, addirittura, una sua fuga in paesi remoti dell&#8217;interno dell&#8217;Asia potessero passare inosservate, in un ambiente ristretto e curioso come lo era la Palestina dell&#8217;epoca.<\/p>\n<p>Se, viceversa, si immagina di collocare il supposto viaggio di Cristo in Oriente prima dell&#8217;inizio della sua vita pubblica, e cio\u00e8 durante i cosiddetti \u00abanni nascosti\u00bb &#8211; circa i quali quasi nulla sappiamo &#8211; la cosa, per quanto estremamente improbabile, pu\u00f2 acquistare una certa plausibilit\u00e0 o, almeno, essere presa in considerazione.<\/p>\n<p>La tradizione orale esistente in Kashmir e relativa al soggiorno di Cristo, corredata dalla tomba del santo Issa, e lo stesso manoscritto di Notovich (il cui originale, come abbiamo visto, si trovava in un monastero presso Lhasa ed era redatto in pali) potrebbero &#8211; e sottolineiamo il condizionale &#8211; essere una eco tarda e deformata di un viaggio di Cristo in Oriente avvenuto, appunto, prima dell&#8217;inizio della sua missione pubblica.<\/p>\n<p>Dal punto di vista teologico, il minimo che si possa dire \u00e8 che fra l&#8217;etica della compassione insegnata da Buddha e quella predicata da Cristo non vi sono differenze sostanziali; questo, per\u00f2, non basta, ovviamente per ipotizzare che il buddhismo sia entrato a far parte del bagaglio culturale di Cristo prima dell&#8217;inizio della sua vita pubblica, n\u00e9 &#8211; tanto meno &#8211; che egli abbia attinto la conoscenza di esso mediante un viaggio da lui personalmente compiuto fino in India, nel Kashmir ed in Tibet.<\/p>\n<p>Non \u00e8 sufficiente, infatti, una somiglianza puramente esteriore per dedurre la derivazione di una religione da un&#8217;altra e neppure un contatto diretto fra esse; non pi\u00f9 di quanto &#8211; se ci \u00e8 permesso il paragone &#8211; la presenza di due strutture linguistiche <em>simili<\/em> in due regioni lontane del globo, non autorizzi a pensare che esse abbiano avuto una radice comune &#8211; almeno, si intende, in mancanza di altri e pi\u00f9 precisi elementi di riscontro.<\/p>\n<p>La possibilit\u00e0 di un soggiorno di Cristo in Kashmir e in Tibet nella prima parte della sua vita rimane, dunque, una questione aperta.<\/p>\n<p>N\u00e9 ci sembra che, su di essa, abbia gettato sufficiente luce il libro di Fida M. Hassnain \u00abSulle tracce di Ges\u00f9 l&#8217;Esseno\u00bb, che pure tanto rumore ha prodotto al suo apparire, ma quasi soltanto negli ambienti degli esoteristi e presso certi cultori New Age di novit\u00e0 sensazionali ad ogni costo. Ci ripromettiamo, peraltro, di tornare sull&#8217;argomento con uno studio specifico.<\/p>\n<p>Per intanto, quello che obiettivamente si pu\u00f2 dire \u00e8 che una ipotesi assai suggestiva, ma assolutamente non dimostrata, \u00e8 quella che vorrebbe Ges\u00f9 Cristo studiare e predicare il suo messaggio nella regione ai piedi del Karakorum, assorbendo elementi dello zoroastrismo, del buddhismo e del brahmanesimo, e rifondendoli in un originale sincretismo rigorosamente monoteista e con forti connotazioni sociali, particolarmente diretto alle classi pi\u00f9 umili e marginali o, addirittura, ai fuori casta dell&#8217;India.<\/p>\n<p>Ulteriori studi sono necessari, e non \u00e8 detto che la questione potr\u00e0 mai essere definitivamente chiarita, in un senso o nell&#8217;altro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1887, nel corso di un lungo viaggio attraverso i Balcani, il Medio Oriente, la Persia, l&#8217;Afghanistan e l&#8217;India, il dottore e giornalista russo Nicolas Notovich<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30183,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[63],"tags":[157,175,236],"class_list":["post-25357","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-antica","tag-gesu-cristo","tag-india","tag-sacerdozio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-antica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25357","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25357"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25357\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30183"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25357"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25357"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25357"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}