{"id":25353,"date":"2016-09-02T01:04:00","date_gmt":"2016-09-02T01:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/09\/02\/hai-detto-bene-non-ho-marito\/"},"modified":"2023-09-15T20:15:42","modified_gmt":"2023-09-15T20:15:42","slug":"hai-detto-bene-non-ho-marito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/09\/02\/hai-detto-bene-non-ho-marito\/","title":{"rendered":"Hai detto bene: Non ho marito&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;episodio di Ges\u00f9 e della Samaritana \u00e8 uno dei pi\u00f9 belli, dei pi\u00f9 struggenti, dei pi\u00f9 intensamente veri e, allo stesso tempo, poetici di tutte le Sacre Scritture. Ed \u00e8 anche scritto con arte somma: come, del resto, lo \u00e8 tutto il quarto Vangelo, il Vangelo di Giovanni, che \u00e8 una vera e propria perla letteraria, oltre che uno scrigno di sublime sapienza teologica. Colui che lo ha scritto non voleva essere un artista, non voleva fare della poesia: eppure esso ha un tale sapore di verit\u00e0, di freschezza, di profondit\u00e0, quale raramente \u00e8 dato incontrare in un&#8217;opera scritta e quale, perfino, di rado si esperimenta nel proprio percorso di vita. Leggerlo \u00e8 come trovarsi a tu per tu con l&#8217;Assoluto; e l&#8217;Assoluto emerge, d&#8217;improvviso, dai toni modesti, non appariscenti, della vita quotidiana. \u00c8 un prodigio, semplicemente: qualcosa che lascia a bocca aperta.<\/p>\n<p><em>Giunse pertanto in una citt\u00e0 della Samaria chiamata Sicar, vicino alle terre che Giacobbe aveva dato a suo figlio Giuseppe. L\u00ec c&#8217;\u00e8 il pozzo di Giacobbe. Ges\u00f9, stanco per il cammino, sedeva presso il pozzo. Era circa l&#8217;ora sesta (il mezzogiorno). Arriv\u00f2 intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Ges\u00f9 le dice: &quot;Dammi da bere&quot;. I suoi discepoli infatti erano andati in citt\u00e0 per comperare provviste. Ma la donna samaritana gli dice: &quot;Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me che sono Samaritana?&quot;. I Giudei, infatti, non mantengono buone relazioni con i Samaritani<\/em>. (Gv 4, 5-9)<\/p>\n<p>La situazione \u00e8 gi\u00e0 insolita per il fatto che un gruppo di Giudei sta attraversando la Samaria, cosa che in genere essi evitavano: per recarsi da Gerusalemme alla Galilea e viceversa, infatti, di solito si tenevano accosto alla riva del Giordano e, se necessario, attraversavano il fiume, per poi risalire alla Citt\u00e0 santa all&#8217;altezza di Betania, giunti quasi al Mar Morto. I discepoli se ne vanno per acquistare del cibo e Ges\u00f9 rimane solo, seduto al pozzo, mentre arriva una donna samaritana e subito intavola con lei una conversazione: seconda stranezza. Un uomo che parla a una sconosciuta; un Giudeo che parla a una donna di Samaria: ci\u00f2 era contro tutte le regole vigenti, non scritte, ma assai rigide; tanto \u00e8 vero che, quando tornano i discepoli, se ne meravigliano alquanto, e muoiono dalla voglia di sapere che cosa stia succedendo, anche se non osano far domande al Maestro.<\/p>\n<p>Ges\u00f9, dunque, \u00e8 seduto presso il pozzo di Sicar: \u00e8 mezzogiorno, fa molto caldo, e lui \u00e8 stanco. Molti cristiani sono abituati a pensare a Ges\u00f9 come a un superuomo, o come a una entit\u00e0 disincarnata, che non ha fame, non ha sete, non ha sonno, non avverte la stanchezza &#8212; almeno fino al momento della Passione. Invece qui ci troviamo di fronte a un Ges\u00f9 fisicamente stanco e assetato, come qualsiasi altro essere umano, dopo un lungo cammino sotto il sole a picco. Un&#8217;altra volta, nell&#8217;episodio della risurrezione di Lazzaro, lo si vede addirittura piangere per la commozione. I Vangeli non cercano di nascondere questi aspetti della umanit\u00e0, e quindi della fragilit\u00e0, di Ges\u00f9; sono i cristiani che non vogliono prenderne nota. \u00c8 pi\u00f9 facile pensare a un Messia onnipotente, che, tutto sommato, fa finta di essere uomo, ma che, essendo Dio, ha sempre il paracadute pronto per qualsiasi evenienza, e, se dovesse cadere, non si farebbe male. Invece no, Ges\u00f9 non aveva alcun paracadute. Quando il Diavolo, tentandolo, lo sfid\u00f2 a gettarsi dal pinnacolo del Tempio, se egli si fosse lasciato tentare da quel peccato di vanit\u00e0, si sarebbe certamente sfracellato, come qualunque altro essere mortale. Il Verbo non si \u00e8 incarnato per finta: questa, semmai, \u00e8 la vecchia eresia dei monofisiti. Ges\u00f9 aveva in s\u00e9 due nature, la divina e l&#8217;umana; ma, uomo fra gli uomini, scelse di condividere con essi la loro condizione, sino in fondo, fame, sete e stanchezza comprese. Se cos\u00ec non avesse fatto, nemmeno la Resurrezione sarebbe stata reale, ma solo apparenza, e la redenzione sarebbe stata vanificata: come si pu\u00f2 redimere qualcuno, se non si condivide la sua sorte fino in fondo, morte compresa?<\/p>\n<p>Dunque, arriva la donna e si dispone ad attingere l&#8217;acqua del pozzo con la sua brocca; Ges\u00f9, che la osservava in silenzio, senza tanti preamboli, le chiede, anzi, le ordina di dargli da bere. Non dice: &quot;Per piacere&quot;, ma soltanto: &quot;Dammi da bere&quot;. \u00c8 una richiesta, ma fatta con tono imperativo; tono che appare doppiamente incongruo, sia perch\u00e9, come straniero, come uomo e come Giudeo, egli non dovrebbe neppure rivolgerle la parola, sia perch\u00e9, non avendo nulla per attingere, ed essendo visibilmente stanco e assetato, non sembrerebbe in grado di pretendere nulla, e dunque dovrebbe, come minimo, mostrare un poco di umilt\u00e0, insomma tentare d&#8217;impietosirla.<\/p>\n<p>Si ponga mente alla situazione: si fa presto a dire sete. Oggi, se si ha sete durante una escursione o una gita turistica, basta introdurre un paio di monete in un distributore automatico, a qualunque ora del giorno o della notte: non servono negozi aperti, e tanto meno brocche, fontane o pozzi. I contenitori di plastica, poi, hanno semplificato ulteriormente le cose: \u00e8 difficile farsi sorprendere dalla sete, quando si pu\u00f2 portarseli sempre dietro, con pochissima spesa e quasi nessuna fatica. Ma allora non era cos\u00ec; e la sete, in un Paese arido e assolato, come la Palestina, era un affare serio. Trovarsi mezzi disidratati, dopo molti chilometri di viaggio a piedi, sotto il sole cocente del mezzod\u00ec, senza nulla cui attingere, e sia pure davanti a un pozzo d&#8217;acqua fresca, era non solo imbarazzante, ma tormentoso: come il supplizio di Tantalo. Si ricordi quel che dice l&#8217;Evangelista: Ges\u00f9 era assetato, non faceva finta di aver sete, come probabilmente avrebbe pensato l&#8217;eresiarca Eutiche, per il quale la natura divina di Ges\u00f9 assorbiva interamnente quella umana, per cui, alla fine, restava solo la sua natura divina. Aveva sete, era a due passi dall&#8217;acqua fresca, ma non poteva bere; e intanto una donna, una straniera, appartenente a una comunit\u00e0 ostile, stava attingendo con la sua brocca, sotto i suoi occhi. Chi non ha mai provato la sete, la sete vera, tormentosa, non pu\u00f2 immaginare veramente la scena: lei che attinge l&#8217;acqua fresca e lui che la osserva, assetato e accaldato, senza potersi bagnare neppure le labbra.<\/p>\n<p>Fin qui, il Ges\u00f9 umano; ma c&#8217;\u00e8 anche il Ges\u00f9 divino, il Verbo incarnato. Non \u00e8 un caso se egli \u00e8 seduto l\u00ec, in quel momento; e non \u00e8 un caso se ora si trova accanto proprio quella donna: nulla avviene a caso, tanto meno nella vita di Cristo. Ges\u00f9 la conosce: sa chi \u00e8, perch\u00e9 al suo sguardo interiore il film della sua vita scorre senza possibilit\u00e0 di finzioni. Ges\u00f9, impotente come uomo, perch\u00e9 assetato e privo di una brocca, si accinge a impartire a quella donna straniera una lezione meravigliosa, che rivela una tenerezza, una sollecitudine infinite. L&#8217;appuntamento col destino ha permesso a quella donna, di cui non sappiamo nulla, neppure il nome, di imbattersi nell&#8217;evento pi\u00f9 grande di tutti, quello che sconvolgerebbe la vita del pi\u00f9 sapiente filosofo o del sovrano pi\u00f9 famoso: l&#8217;incontro con il Verbo fatto uomo; e la consolazione provvidenziale, infinitamente preziosa, di poter ascoltare le Sue parole, di potersi abbeverare &#8212; lei, che ha i mezzi per bere quando vuole &#8212; alla sorgente di Verit\u00e0 che Lui le sta per offrire.<\/p>\n<p>La scena \u00e8 pronta: i personaggi ci sono, la situazione \u00e8 &#8212; apparentemente &#8212; chiara; ma niente \u00e8 come sembra. Lei, in casa sua, con la sua brocca sul capo, sembra la pi\u00f9 forte; Lui, straniero e assetato, pare il pi\u00f9 debole: fra i due, \u00e8 lui quello che deve domandare, e lei quella che pu\u00f2 concedere o no. Infatti, quando Ges\u00f9 le chiede, anzi, le dice: <em>Dammi da bere<\/em>, lei, invece di rendergli il favore, o, se si vuole, l&#8217;atto di misericordia &#8212; si ricordi la dura ostilit\u00e0, anche di natura religiosa, che separa i due gruppi &#8212; vuol far pesare la sua posizione di forza, e a sua volta lo interroga: <em>Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono Samaritana?<\/em> Forse \u00e8 malizia; forse, prudenza. Se li vedessero, i suoi compaesani potrebbero criticarla, o peggio: non sta bene, per una donna samaritana, dare da bere a un Giudeo; neppure se a farlo \u00e8 una donna dalla dubbia reputazione, come questa. Dunque, forse lei vuole mettere Ges\u00f9 alla prova, e lo sfida a darle una buona ragione perch\u00e9 lei debba accontentarlo; forse, vuole impartirgli una lezione, fargli abbassare quel tono di comando, fargli capire che deve essere umile e che non pu\u00f2 permettersi di pretendere alcunch\u00e9; forse, infine, vuole semplicemente guadagnare tempo, sperando che qualcosa accada: che arrivi qualcuno, che qualcosa la tolga da quella situazione imbarazzante, compromettente. Lei non dovrebbe nemmeno parlare con lui; invece, una curiosit\u00e0 invincibile la sta catturando. Quell&#8217;uomo ha un&#8217;aria fuori del comune: il suo aspetto, la sua voce, il suo sguardo, non sono affatto ordinari; e poi, che stranezza, quel chiedere da bere, con assoluta tranquillit\u00e0, come se fosse una cosa dovuta, quando invece vi sono diverse ragioni per cui non avrebbe neanche dovuto parlarle. Possiamo immaginare che la donna sia giovane e bella; non giovanissima, perch\u00e9 ha avuto sei mariti: ma, allora, le ragazze si sposavano prestissimo, per cui, in teoria, potrebbe avere poco pi\u00f9 di vent&#8217;anni. Ma potrebbe anche averne trenta, o quaranta: nessuno lo sa. \u00c8 probabile che fosse bella, o che fosse, comunque, affascinante, perch\u00e9 una vita cos\u00ec movimentata presuppone una certa inquietudine, ma anche una capacit\u00e0 di seduzione non comune. Sposare una vedova o una divorziata, allora, non era cosa molto gradita agli uomini; tanto pi\u00f9 che il divorzio avveniva a senso unico, e cio\u00e8 per il ripudio da parte del marito, cosa che si giustificava, di solito, con l&#8217;adulterio o col sospetto della infedelt\u00e0 di lei. Un&#8217;altra possibilit\u00e0 era la sterilit\u00e0: forse la donna non poteva avere figli; e gli uomini ci tenevano moltissimo, sposandosi, a propagare la loro discendenza. Anche qui, le differenze culturali con la societ\u00e0 moderna sono talmente grandi, che a stento si riesce a immaginare quale fosse realmente la situazione in cui si verific\u00f2 l&#8217;incontro fra Ges\u00f9 e la Samaritana. Tutto quel che sappiamo, per\u00f2, ci permette d&#8217;intuire che fossero circostanze difficili, aggrovigliate, ambigue: un vero e proprio nodo di contraddizioni, quasi impossibile da sciogliere.<\/p>\n<p><em>Ges\u00f9 le risponde: &quot;Se tu conoscessi il dono di Dio e chi \u00e8 che ti dice: &#8216;Dammi da bere!&#8217;, tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato dell&#8217;acqua viva&quot;. Gli disse la donna: &quot;Signore, tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo \u00e8 profondo; da dove hai dunque quest&#8217;acqua viva? Sei tu forse pi\u00f9 grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede questo pozzo e ne bevve lui con i suoi figli ed il suo gregge?&quot;<\/em> (Gv 4, 10-12)<\/p>\n<p>La Samaritana, dunque, si sente forte: lei ha la brocca piena d&#8217;acqua, lui no; lei \u00e8 nel suo paese, lui no; lei \u00e8 bella, se ha saputo accendere la passione di tanti uomini diversi, nonostante la cattiva fama che l&#8217;accompagna; a Sicar, le altre donne dovevano guardarla un po&#8217; come i compaesani della Lupa nella celebre novella del Verga guardavano lei, la &#8216;Gn\u00e0 Pina, che si spolpava i loro figli e i loro mariti e che aveva fatto perdere l&#8217;anima anche al quel sant&#8217;uomo del parroco. Pensava forse di divertirsi un po&#8217;, giocando come il gatto col topo: <em>Vediamo come far\u00e0 questo Giudeo, palesemente assetato, a indirmi a dargli da bere, visto che si trova in condizioni di debolezza; voglio tenerlo un po&#8217; sulla corda, vedere come se la cava. E se resiste al mio fascino, se mi prega per la mia bellezza. Del resto, tutti gli uomini mi guardano con desiderio, ma questo, no: possibile che io lo lasci indifferente? Mi ha detto: Dammi da bere, come se fossi la sua serva; ma io non sono la sua serva, e, per giunta, so di esercitare un potere sugli uomini: voglio piegare anche lui, voglio vedere se si ammansisce e se nei suoi occhi compare la luce del desiderio. A quel punto, potrei anche dargli da bere; ma non prima. Voglio gratificare il mio io; devo avere una ulteriore conferma all&#8217;ascendente che so di esercitare su tutti gli uomini, giovani e vecchi.<\/em><\/p>\n<p>Stiamo lavorando troppo di fantasia? Non crediamo. Ci sono tutti gli indizi per pensare che i pensieri della Samaritana, in quel momento, non fossero molto lontani o molto diversi da quelli che abbiamo provato a ricostruire. Quella donna, per come ce la presenta il Vangelo di Giovanni, doveva essere molto femminile; e la psicologia femminile si muove in questo ordine di pensieri e sentimenti, a meno che si tratti di quello che Nietzsche chiamava il tipo femminile superiore, che \u00e8 anche molto al disopra del tipo maschile superiore. Questo, per\u00f2, non sembra il nostro caso: la Samaritana doveva essere bella, intelligente, interessante: ma non particolarmente evoluta sul piano spirituale. Pi\u00f9 curiosa, che profonda; pi\u00f9 maliziosa, che sensibile. In lei si manifesta l&#8217;eterno femminino: quello che spinge una bimba di tre o quattro anni a pavoneggiarsi davanti allo specchio, indossando i vestiti o i cappelli di sua madre, e sbirciandosi con una punta di malizia nello sguardo per misurare l&#8217;effetto.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 la spiazza, la incuriosisce, la sfida: le dice che, se lei sapesse di quale acqua egli \u00e8 portatore, lei stessa lo pregherebbe di dargliene. Punta sul vivo della propria curiosit\u00e0, ma forse pi\u00f9 divertita che incuriosita, lei allora lo provoca: se lo straniero non ha una brocca, come potr\u00e0 darle dell&#8217;acqua? E quale acqua, poi? Lei ha capito che non si tratta di quell&#8217;acqua, di quel pozzo; ma di quale acqua e di che pozzo, allora? Pensa sempre, ovviamente, ad un&#8217;acqua materiale; e, quasi irridendolo, gli domanda se ritiene di essere pi\u00f9 grande di Giacobbe, il quale, in antico, scav\u00f2 quel pozzo per s\u00e9 e per tutti i suoi animali.<\/p>\n<p><em>Rispose Ges\u00f9: &quot;Chiunque beve di quest&#8217;acqua avr\u00e0 di nuovo sete; ma chi beve del&#8217;acqua che io gli dar\u00f2, non avr\u00e0 mai pi\u00f9 sete, anzi, l&#8217;acqua che io gli dar\u00f2 diventer\u00e0 in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna&quot;. &quot;Signore, disse la donna, dammi di quest&#8217;acqua, perch\u00e9 non abbia pi\u00f9 sete e non continui a venire qui ad attingere acqua&quot;. Le disse: &quot;Va&#8217; a chiamare tuo marito e poi ritorna qui.<\/em> (Gv 4, 13-16).<\/p>\n<p>\u00c8 arrivato il momento di lasciar cadere la maschera e di andare dritto al nocciolo della questione. Ges\u00f9 si serve di questa schermaglia fra un uomo e una donna spavalda, di questo gioco di sottintesi e di furbizia fra chi ha la brocca e chi non ce l&#8217;ha, per introdurre il discorso veramente serio: la conversione, la parola di Dio, la vita eterna. Questa \u00e8 sempre stata la pedagogia di Ges\u00f9: partire dal quotidiano per arrivare all&#8217;eterno. I suoi discorsi, le sue parabole, sono pieni di pastori, di vignaioli, di servi, di padroni, di vergini, di sposi, di pecore, di monete smarrite e ritrovate, di zizzania e di buon grano: tutte cose e persone tratte dalla vita d&#8217;ogni giorno. Niente discorsi colti, niente ragionamento filosofici: Ges\u00f9 vuole essere un pescatore di uomini, e rendere i suoi discepoli simili a s\u00e9; vuole essere come il buon pastore per il suo gregge: vuole farsi tutto a tutti. Va in casa del pubblicano e si lascia lavare e profumare i piedi da una peccatrice, incurante del mormorio dei benpensanti: non rifiuta nessuno, se non chi rifiuta Colui che lo ha mandato, Una sola volta lo vediamo rifiutarsi di parlare con chi lo interroga: quando \u00e8 davanti a Erode Antipa, l&#8217;assassino del Battista. Con tutti egli \u00e8 sempre aperto al dialogo, e con tutti coglie la pi\u00f9 piccola occasione per aprire una breccia nei cuori, per gettare il seme della conversione. Nei suoi discorsi non vi \u00e8 traccia di mondanit\u00e0, di frivolezza, di banalit\u00e0: tutte le occasioni gli servono per cercar di giungere al fondo dell&#8217;anima del suo interlocutore. <em>Non ci sentivamo forse ardere il cuore in petto, mentre ci parlava?<\/em>, diranno i discepoli di Emmaus, dopo la sua partenza. Questo fascino, questo fluido, questo magnetismo inesprimibile a parole, deve aver caratterizzato tutte le relazioni di Ges\u00f9 con gli altri uomini: impossibile stargli vicino e non sentirlo. C&#8217;era qualcosa, in lui, nello sguardo, nella voce, nel portamento, di terribilmente serio, ma anche d&#8217;infinitamente dolce e accogliente. Ci\u00f2 non significa che fosse un predicatore sdolcinato, alla Zeffirelli: sapeva essere anche estremamente severo. Certi suoi discorsi contro l&#8217;ipocrisia dei farisei sono terribili; ed \u00e8 terribile la maledizione che lancia contro i seminatori di scandali. Quando, poi, si scaglia contro i profanatori del Tempo, sembra un profeta adirato del Vecchio Testamento. Ciononostante, egli emanava un flusso quasi insostenibile di amore: gli altri lo percepivano e ne restano confusi, turbati. Un flusso anche fisico, tanto che l&#8217;emorroissa volle toccare la veste di Ges\u00f9 per essere guarita; e Lui, immediatamente, sent\u00ec che una parte della sua energia divina era uscita, e vi volse per vedere chi lo avesse toccato. In una folla di centinaia di persone che lo stringeva e lo premeva da ogni parte!<\/p>\n<p>Anche la Samaritana percepisce quel flusso; quella calma, quella compostezza, quelle parole misteriose, le accendono nell&#8217;anima un sentimento nuovo: poco a poco, la curiosit\u00e0 maliziosa comincia a cedere il posto ad un atteggiamento nuovo, pi\u00f9 serio, pi\u00f9 sincero. Sentendo parlare dell&#8217;acqua di vita eterna, intuisce che deve trattarsi di un dono grandissimo; e, chiamando ora &quot;signore&quot; quello straniero, che prima trattava con una certa diffidenza, mista a un senso di superiorit\u00e0, ora \u00e8 lei a chiedergli come un favore di ricevere quell&#8217;acqua prodigiosa. Oppure sta ancora celiando, si sta ancora prendendo gioco di Lui, Lo sta provocando, vedendo benissimo che egli non ha con s\u00e9 n\u00e9 brocca, n\u00e9 otre, n\u00e9 alcun altro recipiente? Se \u00e8 cos\u00ec, Ges\u00f9 decide di stringere i tempi della sua pedagogia e mette le carte in tavola: per metterla alla prova, le ordina di andare a chiamare suo marito e poi di ritornare. Non sta bene proseguire quella conversazione fra un uomo e una donna che non si conoscono; chiamando il marito, Ges\u00f9 mostra di non avere intenzioni nascoste nei confronti di lei: ma, intanto, vuole vedere se ella \u00e8 capace di sincerit\u00e0. Vuole offrirle la possibilit\u00e0 di dire il vero, di presentarsi per quella che \u00e8. Egli sa bene che ella ha avuto sei mariti, compreso l&#8217;ultimo, che \u00e8 un uomo con cui convive, ma senza essere sposata: perci\u00f2 le dice di chiamare il marito; vuol vedere cosa lei risponder\u00e0.<\/p>\n<p><em>Rispose la donna: &quot;Non ho marito&quot;. Le disse Ges\u00f9: &quot;Hai detto bene: &#8216;Non ho marito; infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non \u00e8 tuo marito; in questo hai detto il vero&quot;. Gli replic\u00f2 la donna: &quot;Signore, vedo che tu sei un profeta. I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte, e voi dite che \u00e8 Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare&quot;.<\/em> (Gv 4, 17-21).<\/p>\n<p>La donna supera la prova della sincerit\u00e0, ma solo a met\u00e0; non dice tutta la verit\u00e0, ma una parte: <em>non ho marito.<\/em> L&#8217;altra parte la dice Lui, completando il quadro: ella ha avuto cinque mariti, e il sesto non \u00e8 un marito, ma un semplice convivente, cosa &#8212; allora &#8212; rarissima e particolarmente scandalosa (mentre oggi sta diventando la norma). Ella \u00e8 colpita in pieno dalle parole di Lui; si vede messa a nudo. Allora, pronta com&#8217;\u00e8 nelle reazioni, decide di spostare immediatamente l&#8217;argomento della conversazione: <em>Vedo che sei un profeta<\/em>, dice, e con ci\u00f2 riconosce che Egli ha detto il vero; implicitamente, conferma quel che Lui ha detto della sua vita. Per\u00f2 \u00e8 troppo imbarazzata, senza dubbio \u00e8 violentemente arrossita: quella vaga sensazione, di avere a che fare con un uomo eccezionale, si \u00e8 rivelata esatta: Ges\u00f9 non \u00e8 un uomo qualsiasi; \u00e8 uno che sa tutto, che legge nei cuori e che conosce anche il passato. Per deviare l&#8217;attenzione da s\u00e9, la donna prende lo slancio dal riconoscimento che Egli \u00e8 un &quot;profeta&quot; e gli chiede quale sia il luogo in cui si deve adorare Dio, se quello che dicono i Samaritani, cio\u00e8 il Monte Garizim, o quello che affermano i Giudei, il Tempio di Gerusalemme. Cos\u00ec facendo, peraltro, riporta la conversazione su una questione religiosa di estrema importanza; perch\u00e9 dal luogo in cui si deve adorare Dio, a chi sia Dio stesso, il passo \u00e8 breve: ed \u00e8 appunto qui che Ges\u00f9 vuole arrivare. Senza averne l&#8217;aria, Egli la sta portando proprio l\u00ec dove desidera che arrivi: a riflettere sul mistero di Dio e a decidere, in conseguenza di ci\u00f2, che cosa fare della propria vita.<\/p>\n<p><em>Ges\u00f9 le dice: &quot;Credimi, donna, \u00e8 giunto il momento in cui n\u00e9 su questo monte, n\u00e9 in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perch\u00e9 la salvezza viene dai Giudei. Ma \u00e8 giunto il momento, ed \u00e8 questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verit\u00e0; perch\u00e9 il Padre cerca tali adoratori. Dio \u00e8 spirito, e quelli che lo adorano devo adorarlo in spirito e verit\u00e0&quot;. Gli rispose la donna: So che deve venire il Messia (cio\u00e8 il Cristo): e quando egli verr\u00e0, ci annuncer\u00e0 ogni cosa&quot;. Le disse Ges\u00f9: &quot;Sono io, che ti parlo&quot;.<\/em> (Gv 4, 21-26).<\/p>\n<p><em>Credimi, donna<\/em>: due parole di enorme spessore affettivo. <em>Credimi<\/em>, \u00e8 una espressione che si rivolge a qualcuno a cui si tiene molto; non lo si dice a chi ci \u00e8 indifferente. <em>Donna<\/em>, poi, al contrario di quel che potremmo pensare noi moderni, \u00e8, nella Nuova Scrittura, una espressione estremamente riguardosa: pochissime volte l&#8217;adopera Ges\u00f9, in particolare quando parla con Sua madre, come si vede nell&#8217;episodio delle nozze di Cana. <em>Donna<\/em>, significa qui <em>signora<\/em>: \u00e8 una espressione solenne, di tutto riguardo. Ges\u00f9 sta valorizzando al massimo la sua interlocutrice: Egli ha intuito il suo dramma; dietro la sua civetteria, la sua malizia, c&#8217;\u00e8 un&#8217;anima ferita, profondamente insicura, minata dal disprezzo della gente: vuol farle capire che anche lei \u00e8 importante, che \u00e8 una creatura di Dio. E che non \u00e8 importante perch\u00e9 \u00e8 bella o perch\u00e9 sa sedurre gli uomini, ma perch\u00e9 possiede un&#8217;anima immortale, e un cuore capace di aprirsi alla Verit\u00e0. Vuole farle capire, ma con estrema discrezione, che deve cambiar vita: che deve convertirsi. Perci\u00f2 risponde alla domanda della donna, ma in maniera articolata: circa le cose di Dio, i Giudei hanno pi\u00f9 ragione dei Samaritani, ma entrambi sbagliano, se s&#8217;illudono che Dio voglia essere adorato per forza in un luogo materiale. L&#8217;unico luogo in cui Duo vuole essere adorato \u00e8 la profondit\u00e0 del cuore. Non sa che farsene di quanti lo adorano in maniera formalistica, con le labbra e non con il cuore; perch\u00e9 Egli \u00e8 Spirito, e in spirito lo si deve adorare.<\/p>\n<p>La conversazione sta raggiungendo l&#8217;acme: la donna, ormai presa, dice di sapere che verr\u00e0 un Messia; e Ges\u00f9, lasciando cadere l&#8217;ultimo velo, le si mostra per quel che \u00e8, dicendole, senza altri commenti e fissandola nel profondo: <em>sono Io che ti parlo.<\/em> Possiamo solo immaginare l&#8217;espressione del viso dei lei, a queste parole sconvolgenti, e, per la mentalit\u00e0 del tempo (ma anche per la nostra, se \u00e8 per questo), blasfeme. Un uomo, l\u00ec davanti a lei, si \u00e8 appena proclamato il Messia: un uomo assetato, che, solo pochi minuti prima, le aveva chiesto da bere.<\/p>\n<p><em>In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che stesse a discorrere con una donna. Nessuno tuttavia gli disse: &quot;Che desideri?&quot;, o: &quot;Perch\u00e9 parli con lei?&quot;. La donna intanto lasci\u00f2 la brocca, and\u00f2 in citt\u00e0 e disse alla gente: &quot;Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia forse il Messia?&quot;. Uscirono allora dalla citt\u00e0 e andavano da lui.<\/em> (Gv 4, 27-30).<\/p>\n<p>I discepoli sono tornati, l&#8217;incanto di quella conversazione solitaria \u00e8 rotto, ma la donna, tutt&#8217;altro che rasserenata, non si d\u00e0 pace: va in giro dappertutto a raccontare che ha incontrato uno straniero eccezionale, un profeta che conosce i segreti degli uomini e che le ha detto tutto ci\u00f2 che lei ha fatto nella sua vita. Se l&#8217;eco di quella strana conversazione si fosse subito spento in lei, non avrebbe agito cos\u00ec; sarebbe stata ben contenta di allontanarsi e far finta di nulla. Nessuno aveva assistito al loro colloquio. Com&#8217;\u00e8, allora, che l&#8217;Evangelista ha raccontato l&#8217;episodio in maniera tanto diffusa, dedicandovi uno spazio cos\u00ec grande? E come ha potuto riferire la parole precise di Ges\u00f9 e della donna? Evidentemente, lo considerava importante; e Giovanni, parlando teologicamente, \u00e8 di gran lunga il pi\u00f9 profondo, il pi\u00f9 colto dei quattro evangelisti; quello che vede Ges\u00f9, dal principio alla fine, come il Verbo incarnato, e narra tutta la sua storia senza mai perdere di vista, nemmeno per un istante, questa prospettiva &quot;cosmica&quot;. L&#8217;unica risposta alla seconda domanda \u00e8 che Giovanni abbia udito le parole precise di quel dialogo: o da Ges\u00f9 stesso, o dalla donna, o dalle persone cui la donna l&#8217;ha raccontato. Scartiamo pure la prima ipotesi: Ges\u00f9 non va a spifferare quel che gli dicono le anime; improbabile anche la seconda: non c&#8217;\u00e8 motivo di credere che lei avrebbe riferito a un discepolo di Lui quel che si erano detti; era troppo indaffarata a dirlo ai suoi concittadini. Forse, per lei, quello era anche un mezzo per rompere il muro di malcelata ostilit\u00e0 da cui, come abbiamo ipotizzato, doveva essere circondata; una maniera per ingraziarsi gli abitanti di Sicar, per rendersi interessante e integrarsi un poco nella comunit\u00e0. Resta la terza possibilit\u00e0: che Giovanni, o qualcuno che poi gliel&#8217;ha riferito, si sia recato, a distanza di tempo, in quel luogo, o che abbia comunque avuto la possibilit\u00e0 di udire il racconto di uno degli abitanti, cui la donna si era confidata. Certo, \u00e8 un racconto particolareggiato; e poich\u00e9, come abbiamo detto all&#8217;inizio, l&#8217;Evangelista non si cura di fare della letteratura, \u00e8 da escludere categoricamente ch&#8217;egli si sia inventato qualcosa, che sia ricorso a degli espedienti narrativi per rendere pi\u00f9 interessante il suo Vangelo.<\/p>\n<p><em>Intanto i discepoli lo pregavano: &quot;Rabbi, mangia&quot;. Ma egli rispose: &quot;Ho da mangiare un cibo che voi non conoscete&quot;. E i discepoli si domandavano l&#8217;un l&#8217;altro; &quot;Qualcuno forse gli ha portato da mangiare?&quot;. Ges\u00f9 disse loro: &quot;Mio cibo \u00e8 fare la volont\u00e0 di colui che i ha mandato e di compiere la sua opera. Non dite voi: Ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: Levate i vostri occhi e guardate i campi che gi\u00e0 biondeggiano per la mietitura. E chi miete riceve salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perch\u00e9 ne goda insieme chi semina e chi miete. Qui infatti si realizza il detto; Uno semina e uno miete. Io vi ho mandati a mietere ci\u00f2 che voi non avete lavorato; altri hanno lavorato e voi siete subentrati nel loro lavoro&#8217;&quot;.<\/em> (Gv 4, 31-38)<\/p>\n<p>Come sempre, come ha appena fatto anche con la donna, Ges\u00f9 approfitta del momento per estendere la sua pedagogia a tutti quanti: sia i discepoli, sia i Samaritani c, i quali, adesso, fanno cerchio intorno a Lui, e Lo ascoltano ammirati, al punto da trattenerlo con loro per altri due giorni. Ges\u00f9 rifiuta il cibo, almeno per il momento: i discepoli Lo credono affamato, vogliono che si nutra; ma Lui ricorda loro che uno solo \u00e8 cibo che toglie la fame per sempre, proprio come aveva detto alla Samaritana che una sola \u00e8 l&#8217;acqua viva, che spegne la sete una volta per tutte. Quel cibo, quell&#8217;acqua, consistono nel fare la volont\u00e0 del Padre. Non nel <em>ricevere<\/em> qualcosa, dunque, ma nel <em>convertirsi<\/em>: nel rientrare in se stessi, nel cambiar vita e nell&#8217;adorare Dio in spirito e verit\u00e0, accogliendolo con piet\u00e0 filiale.<\/p>\n<p>Si noti che Ges\u00f9, davanti ai Samaritani, ha proclamato la propria natura divina, cio\u00e8 ha fatto quel che, a Gerusalemme, davanti al Sinedrio, gli coster\u00e0 la condanna a morte: perch\u00e9, dal punto di vista umano, Egli ha bestemmiato. Tuttavia i Samaritani non solo non s&#8217;indignano, ma lo trattengono un po&#8217; presso di loro: ascoltano volentieri la Sua parola e credono a quanto Egli dice loro. I Giudei non lo lasceranno nemmeno difendersi davanti al tribunale del Sommo Sacerdote (violando le loro stesse leggi, che prevedevano il diritto all&#8217;autodifesa da parte di un imputato per motivi religiosi). Il servo che lo schiaffeggia sulla bocca \u00e8 figura del rifiuto d&#8217;Israele ad accettare la missione divina di Cristo; mentre la disponibilit\u00e0 dei Samaritani a convertirsi \u00e8 figura della disponibilit\u00e0 dei pagani, sui quali, come vedr\u00e0 san Paolo fin dall&#8217;inizio della sua evangelizzazione, sarebbe stata edificata la nuova religione, con la sua nuova Chiesa.<\/p>\n<p><em>Molti Samaritani di quella citt\u00e0 credettero in lui per le parole della donna che dichiarava: &quot;Mi ha detto tutto quello che ho fatto&quot;. E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregarono di fermarsi con loro ed egli vi rimase due giorni. Molti di pi\u00f9 cedettero per la sua parola e dicevano alla donna: &quot;Non \u00e8 pi\u00f9 per la tua parola che noi crediamo; ma perch\u00e9 noi stessi abbiamo udito e sappiano che questi \u00e8 veramente il salvatore del mondo&quot;&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Trascorsi due giorni, part\u00ec da loro per andare in Galilea<\/em>. (Gv 4, 39-43).<\/p>\n<p>Qui si comincia a vedere come il popolo eletto abbia rifiutato quel Dio che lo aveva scelto, e che pure attendeva ansiosamente, ma non in spirito di verit\u00e0, bens\u00ec come un Messia guerriero e vittorioso; mentre molti gentili, che a quell&#8217;evento non erano affatto preparati, mostrarono sin dal principio una disponibilit\u00e0 ben diversa.<\/p>\n<p>E questo \u00e8 un grande, un abissale mistero, che d\u00e0 quasi le vertigini, peraltro pi\u00f9 volte preannunciato dai Profeti: la pietra d&#8217;angolo \u00e8 stata scartata dai costruttori; gli invitati al banchetto non si sono rivelati indegni, e il padrone ha chiamato al posto loro gli altri, gli sconosciuti, gli estranei, gli ultimi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;episodio di Ges\u00f9 e della Samaritana \u00e8 uno dei pi\u00f9 belli, dei pi\u00f9 struggenti, dei pi\u00f9 intensamente veri e, allo stesso tempo, poetici di tutte le<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[120,157],"class_list":["post-25353","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-ebraismo-e-giudaismo","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25353","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25353"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25353\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25353"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25353"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25353"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}