{"id":25352,"date":"2014-11-21T09:05:00","date_gmt":"2014-11-21T09:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/11\/21\/gesu-ha-concepito-la-propria-missione-come-una-lotta-contro-il-demonio\/"},"modified":"2014-11-21T09:05:00","modified_gmt":"2014-11-21T09:05:00","slug":"gesu-ha-concepito-la-propria-missione-come-una-lotta-contro-il-demonio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/11\/21\/gesu-ha-concepito-la-propria-missione-come-una-lotta-contro-il-demonio\/","title":{"rendered":"Ges\u00f9 ha concepito la propria missione come una lotta contro il Demonio"},"content":{"rendered":"<p>Chi non ricorda lo sconcerto, l&#8217;ironia, perfino lo scandalo che produssero nella societ\u00e0 italiana, e anche fra molti &quot;buoni&quot; cattolici, le parole con cui Paolo VI, nel discorso del 15 novembre 1972, afferm\u00f2 chiaro e tondo che \u00abIl male non \u00e8 soltanto una deficienza, ma una efficienza di un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore\u00bb?<\/p>\n<p>Quelle parole, specialmente nel salotto elegante della cultura italiana, fecero sobbalzare sulle loro comode poltrone tutti quegli intellettuali che non se le sarebbero mai aspettate: non nel 1972 e non dal papa che aveva presieduto le fasi conclusive del Concilio Vaticano II: vale a dire, non in un&#8217;epoca, e durante un pontificato, che sembravano aver tratto fuori definitivamente la Chiesa da quello che essi ritenevano l&#8217;immobilismo della tradizione, per proiettarla audacemente verso la modernit\u00e0. Ora, come \u00e8 possibile parlare seriamente dell&#8217;esistenza del Diavolo, in quel mondo moderno che a malapena, e non senza molti distinguo, \u00e8 ancora disposto a sentir parlare dell&#8217;esistenza di Dio? Ma c&#8217;era una ragione pi\u00f9 profonda perch\u00e9 le parole di Paolo VI provocassero tanto disagio, tanto fastidio, tanta irritazione, se non addirittura incredulit\u00e0: proclamare che il Diavolo esiste, e che bisogna strare in guardia contro le sue tentazioni e contro le sue opere, equivale a ribadire che il mondo, di per s\u00e9, non \u00e8 buono; e, inoltre, che il Male, il Male con la &quot;m&quot; maiuscola, non verr\u00e0 mai estirpato interamente da esso, non almeno ad opera dell&#8217;uomo e non prima che i tempi della storia siano compiuti.<\/p>\n<p>Questa, dal punto di vista della cultura moderna, \u00e8 una doppia eresia: perch\u00e9 nega il naturalismo che la caratterizza, e di conseguenza anche il larvato pelagianismo che pervade tutta quella parte del mondo cattolico che ha fatto propria la base intellettuale e spirituale della cultura moderna; e perch\u00e9 nega che la storia possa redimersi da sola, che gli uomini possano redimersi con le loro forze e che possano realizzare il Paradiso in terra, magari per mezzo di una rivoluzione politica, la quale, distruggendo gli elementi d&#8217;ingiustizia presenti nell&#8217;economia e nella societ\u00e0, libererebbe il bene naturalmente presente in quest&#8217;ultima, realizzando il sogno antichissino di una Terra interamente pacificata, rinnovata e riscattata da ogni futura violenza e prevaricazione dell&#8217;uomo sull&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Il larvato pelagianismo suggerisce che la natura \u00e8 buona in se stessa e che nessuna conseguenza decisiva pu\u00f2 aver provocato su di essa il Peccato Originale: ma allora, a che servono l&#8217;Incarnazione e la Redenzione di Ges\u00f9? Se fossero vere quelle premesse, allora sarebbe pi\u00f9 che sufficiente la predicazione di un Ges\u00f9 puramente umano, un grande profeta che indica agli uomini la via del bene: il che equivarrebbe, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno, ad un ritorno all&#8217;arianesimo.<\/p>\n<p>Il passaggio dall&#8217;idea di Ges\u00f9 Salvatore divino a quella di Ges\u00f9 predicatore puramente umano \u00e8, peraltro, in linea con l&#8217;evoluzione della cultura moderna. Le sue radici risalgono all&#8217;Illuminismo e, prima ancora, al Rinascimento. Il Rinascimento aveva conservato la concezione teocentrica, sia pure relegandola sullo sfondo: il suo umanesimo era ancora teocentrico; ma quando sorse un altro Rinascimento, ispirato a Platone e implicitamente nemico di Aristotele, di Tommaso e della filosofia cristiana, dal teocentrismo si pass\u00f2 all&#8217;antropocentrismo. E se l&#8217;uomo diviene il centro di tutte le cose, come si pu\u00f2 ammettere che la sua natura sia imperfetta? E che egli non possa redimersi da solo, ma abbia bisogno di affidarsi alla Grazia, che non \u00e8 lui a creare, ma che gli viene donata dall&#8217;alto, purch\u00e9 egli sia abbastanza umile da chinarsi a riceverla, dopo aver riconosciuto d&#8217;averne una sete ardente e di sentirne l&#8217;incoercibile bisogno?<\/p>\n<p>Ha scritto il teologo Inos Biffi &#8211; che non \u00e8 parente di Giacomo Biffi, cardinale emerito di Bologna &#8211; nel suo commento alla Liturgia domenicale e festiva per l&#8217;Anno C \u00abNel giorno del Signore\u00bb (Piemme-Ancora, 1985, 214-5), chiosando il passo del Vangelo di Luca in cui si parla dei settantadue discepoli inviati da Ges\u00f9 a predicare e a scacciare i demoni:<\/p>\n<p>\u00abI discepoli tornano colmi di gioia: si sentono certamente strumento del nome di Ges\u00f9: per questo nome &quot;anche i demoni si sottomettono a loro&quot;.<\/p>\n<p>L&#8217;annunzio del Regno di Dio \u00e8 ben pi\u00f9 la trasmissione di notizie. Non si limita a comunicare un messaggio:possiede e trasmette una forza. \u00c8 capace di vincere il male: ma non un male anonimo, &quot;naturale&quot;, o delle occulte forze malefiche: &quot;Vedevo Satana cadere dal cielo come la folgore&quot;: \u00e8 un modo d&#8217;esprimersi arcaico, mitico, superato? Nient&#8217;affatto.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 ha concepito la propria vita e le proprie opere come una lotta e una vittoria contro il Maligno, diremmo ben personalizzato. Esso non \u00e8 una suggestione, ma un essere che drammaticamente e misteriosa,ente gli si oppone, e che egli, specialmente e definitivamente, nella passione dopo averne sperimentato la tentazione, abbatte e riduce all&#8217;impotenza. Non rendiamo migliore, pi\u00f9 sicura e pi\u00f9 serena la nostra vita se esorcizziamo il demonio nel senso di negarne l&#8217;esistenza, un&#8217;esistenza che si trova dinanzi ormai la vittoria pasquale di Ges\u00f9, ma che deve renderci sempre prudenti e vigili.<\/p>\n<p>Certo, l\u00e0 dove il vangelo viene proclamato e si esprime come energia divina, il demonio cade. Forse dovremmo riprendere e re illustrare questo aspetto nella catechesi, contro il pericolo di ridurre il demonio a fantasia. Ancora la nostra vita \u00e8 un&#8217;&quot;agonia&quot;, e non invano Ges\u00f9 ci ha insegnato a pregare per non soccombere alla tentazione e per essere liberati dal Maligno. Com&#8217;\u00e8 noto alcuni santi hanno di persona affrontato la lotta contro il demonio: il curato d&#8217;Ars, Gemma Galgani, contro la quale aveva ingaggiato &quot;una grande guerra&quot;.<\/p>\n<p>Essa diventer\u00e0 &quot;la posta in gioco di un terribile combattimento&quot;, del resto secondo le parole di Paolo: &quot;Rivestitevi dell&#8217;armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non \u00e8 contro creature di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potest\u00e0, contro i dominatori di questo mondo di tenebra&quot;.<\/p>\n<p>Se lo si dimenticasse, si perderebbe il senso stesso della passione e della morte del Signore, quindi dell&#8217;annunzio del suo Regno, che non avviene nella tranquillit\u00e0 di un mondo sereno, naturalmente buono, ma in un mondo che va liberato dal &quot;potere delle tenebre&quot;, non senza combattimento. Senza questo aspetto, il mistero cristiano si troverebbe squilibrato, e alla fine tutto alterato.<\/p>\n<p>Un altro avvertimento di Ges\u00f9: contro la possibilit\u00e0 di esaltarsi per il potere &quot;esterno&quot; su Satana. Il motivo vero della gioia dev&#8217;essere quello che i propri nomi &quot;sono scritti nei cieli&quot;: in quel &quot;libro della vita&quot; nel quale &#8212; come dir\u00e0 l&#8217;Apocalisse &#8212; saranno letti e riconosciuti da Cristo dinanzi al Padre.<\/p>\n<p>I missionari sono chiamati a condividere il medesimo destino di Cristo, la sua &quot;predestinazione&quot;: per questo \u00e8 loro assicurato il &quot;potere&quot; di &quot;camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e sopra ogni potenza del nemico&quot;, senza che nulla riesca di danno.<\/p>\n<p>I grandi apostoli, ma anche l&#8217;umile prete in cura d&#8217;anime, come poi ogni cristiano \u00e8 accompagnato dalla custodia e dalla forza stessa di Ges\u00f9, che lo rende resistente al Male:\u00e8 sempre una grazia che viene dalla Pasqua di Cristo.<\/p>\n<p>L&#8217;apostolo entra in stretto contatto con il peccato e con chi ne \u00e8 l&#8217;autore e il sobillatore, ma riesce a non esserne contagiato: a condizione, ovviamente, di restare nella linea e nello spirito della missione del Signore. Per ci\u00f2 la consapevolezza della presenza del Maligno nell&#8217;opera dell&#8217;evangelizzazione non crea ansiet\u00e0 e avvilimenti.\u00bb<\/p>\n<p>Una parte considerevole della cultura cattolica odierna, spostatasi su posizioni che, di fatto, e talvolta anche in via di principio, sono di tipo modernista &#8212; quel modernismo che Pio X aveva definito, scomunicandolo con l&#8217;enciclica \u00abPascendi\u00bb, \u00absintesi di tutte le eresie\u00bb -, non \u00e8 pi\u00f9 disposta ad accettare una simile impostazione. Nei racconti evangelici sul Demonio non \u00e8 disposta a vedere se non una narrazione di tipo mitico, non pi\u00f9 accettabile da una umanit\u00e0 che si \u00e8 \u00abfatta adulta\u00bb. Fra parentesi, questo concetto dell&#8217;umanit\u00e0 che si \u00e8 \u00abfatta adulta\u00bb discende direttamente dalla teologia negativa di matrice protestante: che l&#8217;uomo non possa pi\u00f9 credere nelle favole e che debba regolarsi e vivere la sua vita come se Dio non ci fosse, perch\u00e9 questo \u00e8 ci\u00f2 che Dio vuole dall&#8217;uomo: che egli non sia pi\u00f9 un bambino, \u00e8, precisamente, l&#8217;idea di alcuni teologi contemporanei di area protestante. Karl Barth, per esempio, insistendo sul concetto che Dio \u00e8 &quot;totalmente altro&quot;, finisce per renderlo irraggiungibile all&#8217;uomo, la cui esistenza diventa assurda e paradossale, come per l&#8217;esistenzialismo ateo; e per mettere in discussione lo stesso valore dell&#8217;Incarnazione di Cristo, che \u00e8 il cuore della Lieta Novella. E Dietrich Bonhoeffer, preoccupato che il cristianesimo non si opponga alla progressiva autonomia che la cultura moderna ha conferito all&#8217;uomo, propone che esso consista nella ricerca di un Dio che non sia sostitutivo, che non sia tale da esonerare l&#8217;uomo dalle proprie responsabilit\u00e0. Di qui a pensare che l&#8217;uomo debba prendersi anche la responsabilit\u00e0 della morte di Dio proclamata da Nietzsche, e procedere tutto solo sulla strada della propria esistenza, non v&#8217;\u00e8 che un passo. Qui si arriva, se si vuole essere coerenti. E poco coerenti sono quei teologi i quali, dopo essere arrivati fin qui, non osano compiere l&#8217;ultimo passo e si trattengono sul limitare.<\/p>\n<p>Eppure il discorso \u00e8 semplice. Se si nega l&#8217;esistenza del Diavolo, si nega che la natura sia imperfetta e che l&#8217;uomo abbia bisogno di Dio; si immagina una natura buona, non ferita dal Peccato originale, e una umanit\u00e0 autosufficiente, che pu\u00f2 e deve sbrigarsela da sola, perch\u00e9 tale, addirittura, \u00e8 il volere di Dio. Ma di Dio, a quel punto, non si vede che bisogno vi sarebbe; meno ancora si vede che bisogno vi sarebbe di un Dio che si fa uomo, che s&#8217;incarna, che vive, soffre e muore fra gli uomini, per amore degli uomini; che risorge dalla morte per aprire agli uomini la strada della vittoria finale contro il peccato e contro la morte stessa. E i Vangeli, perch\u00e9 ci racconterebbero che la primissima prova che Cristo dovette affrontare, al principio della sua vita pubblica, fu quella di andare nel deserto, soffrire la fame e la sete e lasciarsi tentare dal Demonio? Se si trattasse solo di un racconto simbolico, sia la vita che la morte di Cristo acquisterebbero un significato puramente umano e contingente: il suo arresto, il suo processo e la sua passione non sarebbero che il prodotto di circostanze umane, dovute a fattori politici e religiosi particolari, cos\u00ec come \u00e8 toccato ad altri riformatori spirituali o filosofici.<\/p>\n<p>Eppure, i Vangeli parlano molte volte del Demonio: un po&#8217; troppe, perch\u00e9 si tratti di semplici allegorie. Ges\u00f9 esorcizza e libera gli indemoniati; Ges\u00f9 invia i suoi discepoli a predicare e a combattere il Demonio; Ges\u00f9 racconta alcune parabole in cui parla del Diavolo e delle sue opere maligne, come quella della zizzania seminata in mezzo al grano. Nel Vangelo di Matteo, capitolo tredici, Ges\u00f9 stesso, spiegando il significato della parabola, afferma nel modo pi\u00f9 chiaro: \u00abIl seme buono sono i figli del Regno; la zizzania sono i figli del Diavolo, e il nemico che l&#8217;ha seminata \u00e8 il Diavolo\u00bb. Perch\u00e9 avrebbe dovuto essere cos\u00ec preciso, cos\u00ec categorico, se avesse voluto fare soltanto una allegoria del male, genericamente inteso?<\/p>\n<p>Anche se ci\u00f2 dispiace alla cultura moderna, sia laica, sia, in alcuni casi, cattolica, bisogna avere l&#8217;onest\u00e0 di riconoscere che Ges\u00f9, qui, non sta parlando allegoricamente: sta parlando in senso proprio ed estremamente concreto. Bisogna anche prendere sul serio il racconto del Peccato originale: e non cavarsela dicendo, come fanno disinvoltamente certi teologi &quot;progressisti&quot; e certi storici delle religioni, che il serpente che ha tentato Eva era un normalissimo serpente, e nulla pi\u00f9. Bisogna prendere sul serio tutto quel che dicono i profeti sul Messia che verr\u00e0 a liberare gli uomini dalle catene del peccato, se non altro perch\u00e9 Ges\u00f9 si \u00e8 posto nella loro prospettiva e ha concepito la sua missione come la realizzazione e l&#8217;inveramento di quelle profezie. Le sue ultime parole, prima di spirare sulla croce, sono state una citazione del ventiduesimo salmo: \u00abDio mio, Dio mio, perch\u00e9 mi hai abbandonato?\u00bb: non un grido di disperazione, ma un segno di estrema fedelt\u00e0 al senso delle Scritture, che egli veniva a compiere con il proprio sacrificio.<\/p>\n<p>Un carissimo amico, al quale esponemmo la convinzione che Ges\u00f9 avesse inteso la sua missione come una lotta contro il Demonio, oppose che egli l&#8217;aveva concepita come un messaggio di amore. Ebbene, \u00e8 esattamente la stessa cosa, perch\u00e9 Dio \u00e8 l&#8217;Amore e il Diavolo \u00e8 la forza potente che tenta in ogni modo di allontanare l&#8217;uomo da quell&#8217;amore e di spingerlo sulla via del peccato; che \u00e8, alla lettera, il distogliere i suoi passi dall&#8217;amore di Dio, dal suo abbraccio e dal suo piano di redenzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi non ricorda lo sconcerto, l&#8217;ironia, perfino lo scandalo che produssero nella societ\u00e0 italiana, e anche fra molti &quot;buoni&quot; cattolici, le parole con cui Paolo VI,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30146,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[70],"tags":[157,219,246],"class_list":["post-25352","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-demonologia","tag-gesu-cristo","tag-peccato-originale","tag-satana"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-demonologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25352","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25352"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25352\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30146"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25352"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25352"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25352"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}