{"id":25351,"date":"2015-07-28T03:56:00","date_gmt":"2015-07-28T03:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/che-significato-hanno-i-miracoli-di-gesu\/"},"modified":"2015-07-28T03:56:00","modified_gmt":"2015-07-28T03:56:00","slug":"che-significato-hanno-i-miracoli-di-gesu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/che-significato-hanno-i-miracoli-di-gesu\/","title":{"rendered":"Che significato hanno i miracoli di Ges\u00f9"},"content":{"rendered":"<p>Ges\u00f9 ha compiuto numerosi miracoli. Questo \u00e8 un fatto, attestato chiarissimamente dai Vangeli. Pertanto, se non si vogliono dichiarare apocrife tali testimonianze, il che equivale a dichiarare totalmente inattendibili i Vangeli stessi, e dunque impossibile qualunque discorso storico su Ges\u00f9, bisogna domandarsi che cosa significhino quei miracoli nel contesto della vita pubblica e della predicazione di lui.<\/p>\n<p>Molti teologi moderni tendono a sorvolare sui miracoli di Ges\u00f9; anzi, diciamo meglio: ne sono francamente imbarazzati. Per la mentalit\u00e0 moderna, impregnata di razionalismo e di scientismo, il miracolo \u00e8, puramente e semplicemente, una impossibilit\u00e0 logica: dunque, uno scandalo. Ora, essi non vogliono considerare n\u00e9 la figura di Ges\u00f9, n\u00e9 la (eventuale) fede in lui, come scandalosa, bens\u00ec come perfettamente ragionevole. Sulla scia dei filosofi illuministi, come John Toland, i quali predicavano un cristianesimo ragionevole e senza misteri, i loro epigoni odierni vorrebbero accostarsi a Ges\u00f9 senza scomodare il miracolo, perch\u00e9, in ultima analisi, essi sono disturbati da qualunque discorsi sul soprannaturale.<\/p>\n<p>Che, cos\u00ec facendo, si renda un pessimo servizio allo studio del problema; e che, naturalmente, si taglino le ali, in partenza, a qualunque prospettiva autenticamente religiosa &#8212; dato che il soprannaturale \u00e8 l&#8217;essenza della categoria del religioso &#8212; a quei signori, evidentemente, non viene in mente; o, se ci pensano, ritengono che la cosa non sia essenziale. Hanno una idea tutta loro di ci\u00f2 che Dio &quot;debba&quot; essere e parlano tranquillamente, come se non fosse una enormit\u00e0 logica, prima ancora che teologica, di &quot;teologia negativa&quot;, se non anche di &quot;morte di Dio&quot; e di &quot;umanit\u00e0 che deve far da sola&quot;, come se Dio non ci fosse (ma allora, che ci starebbe a fare?).<\/p>\n<p>Quanto a Ges\u00f9, va bene accettare in lui il predicatore morale; va bene anche accettare il profeta: ma che egli sia stato, e che sia stato riconosciuto dai suoi discepoli e dai suoi contemporanei, anche come un taumaturgo e un esorcista: ebbene, questo proprio non riescono a mandarlo gi\u00f9. Sono persone serie, loro: non tollerano l&#8217;idea di un maestro da baraccone, che raduna le folle in virt\u00f9 dei suoi pretesi miracoli. Ci\u00f2 ripugna non solo alla loro indole razionale, ma anche alla loro squisita sensibilit\u00e0. Pensano che proclamarsi il Messia e compiere dei miracoli per dimostrarlo sia qualcosa di scorretto, poco meno che barare al gioco. Se Ges\u00f9 era Dio, o riteneva di esserlo, non aveva bisogno di fare dei miracoli. Certo, che non ne aveva bisogno: il bisogno lo abbiamo noi. Ci\u00f2 non toglie che, come egli disse a Tommaso, sono beati quelli che credono senza aver visto, perch\u00e9 credere dopo aver visto \u00e8 cosa troppo facile: bastano i sensi, non diciamo la ragione, e sicuramente non c&#8217;\u00e8 bisogno della fede.<\/p>\n<p>No, signori teologi modernisti e progressisti: le cose non stanno cos\u00ec. Ges\u00f9 faceva i miracoli per conferire autorit\u00e0 al proprio insegnamento: se non si ammette questo, tanto vale dichiarare falsi e menzogneri tutti e quattro i Vangeli, e chiudere ogni discorso sulla storicit\u00e0 di Ges\u00f9. Eppure, questo non significa che la fede in Ges\u00f9 abbia bisogno dei miracoli, perch\u00e9 il suo insegnamento sarebbe sufficiente: significa, semplicemente, che la stragrande maggioranza degli esseri umani non crederebbero a qualcosa, se non vedessero dei segni. I miracoli sono appunto questo: dei segni del soprannaturale. Ed erano miracoli veri, quelli di Ges\u00f9: mettetevi il cuore in pace, cari teologi modernisti e progressisti. Non erano semplicemente delle buone imitazioni del miracolo, anche se \u00e8 possibile, perfino probabile, che alcuni dei racconti evangelici che riferiscono quei miracoli, si basino, in realt\u00e0, su guarigioni assolutamente &quot;naturali&quot;. Ma non tutti.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il punto: una parte dei miracoli di Ges\u00f9 sono irriducibili alla categoria del naturale e rimandano, senza ombra di dubbio, a quella del soprannaturale. Perfino un cieco dalla nascita pu\u00f2 aver ritrovato la vista, grazie ad uno shock psicologico provocato da Ges\u00f9; ma un uomo come Lazzaro, sepolto da quattro giorni e gi\u00e0 in via di putrefazione, tanto da ammorbare l&#8217;aria con il suo puzzo, non torna in vita in maniera naturale. Per non parlare della Risurrezione di Ges\u00f9 stesso, che non \u00e8 stata, come per Lazzaro, il tornare in vita d&#8217;un corpo morto, ma la trasfigurazione luminosa di quel corpo e di quella vita.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 quanto i Vangeli ci testimoniano, e noi non possiamo fare altro che accettarlo o rifiutarlo; se lo rifiutiamo, per\u00f2, dobbiamo rifiutare anche il resto: non si pu\u00f2 prendere solo quel che fa comodo ai propri schemi mentali. Chi fa questo non \u00e8 intellettualmente onesto: perch\u00e9 lo storico \u00e8 chiamato a interpretare i fatti, non a selezionarli secondo il suo punto di vista e la sua convenienza ideologica. E se la categoria del soprannaturale, su cui si basa la fede nel miracolo, fa scandalo alla nostra mentalit\u00e0 di uomini del terzo millennio, allora rinunciamo a fare storia del mondo pre-moderno: perch\u00e9 l&#8217;umanit\u00e0, per migliaia di anni, ci ha creduto in maniera vivissima. Ci credevano le persone al tempo di Ges\u00f9 e ci credeva Ges\u00f9 stesso. O si entra in questa mentalit\u00e0, oppure tanto vale buttar via i Vangeli. Ma allora buttiamo via anche la \u00abDivina Commedia\u00bb, San Francesco, Giotto, le cattedrali gotiche, Sant Tommaso, Michelangelo, Pascal, Bach, Manzoni, Kierkegaard, Tolstoj, Dostoevskij, Paul Claudel, e quasi tutto il passato storico, artistico, filosofico dell&#8217;Europa. Non \u00e8 possibile comprendere uno solo di questi scrittori e pensatori, uno solo di questi fenomeni artistici e spirituali, se si prescinde dal fatto che le loro opere sono state, tutte, ispirate dal soprannaturale cristiano.<\/p>\n<p>Molto pertinenti e ben ponderate ci sembrano le osservazioni svolte in proposito da Humphrey Carpenter nel suo libro \u00abGes\u00f9\u00bb (titolo originale: \u00abJesus\u00bb, Oxford University Press, 1980; traduzione dall&#8217;inglese di Anna Colombo, Milano, Dall&#8217;Oglio Editore, 1980, pp. 75-80):<\/p>\n<p>\u00abI Vangeli dicono chiarissimamente che Ges\u00f9 compiva miracoli; che guar\u00ec malati cronici, ridiede la vista ai ciechi e l&#8217;udito ai sordi, e persino riport\u00f2 dei morti alla vita. Raccontano pure altri fatti contro-natura: come abbia calmato colla la parola una tempesta sul lago di Genezaret; come abbia camminato sulle acque, e abbia saziato migliaia di persone on pochi panucci e un ugno di pesci. Quale ha de essere il nostro giudizio su simili eventi? [&#8230;]<\/p>\n<p>Certamente, per ci\u00f2 che riguarda le guarigioni miracolose di Ges\u00f9, molti dati rincalzano la teoria che i Vangeli si siano dilungati su Ges\u00f9 liberante ossessi, perch\u00e9 questo soprattutto s&#8217;aspettavano da lui i primi cristiani. L&#8217;intrinseca natura del regno di Dio, del quale essi credevano che Ges\u00f9 facesse parte, era tale, che la sua apparizione sulla terra &quot;doveva&quot; essere accompagnata da fenomeni di quel genere. Quando Dio si fosse manifestato nel mondo in tutta la sua potenza regale, egli avrebbe &#8212; cos\u00ec credevano gli ebrei &#8212; schiacciato ed espulso le potenze malefiche. [&#8230;]<\/p>\n<p>Quanto alle guarigioni miracolose, egli [lo storico moderno] per di pi\u00f9 farebbe bene a guardarsi da quel tipo di razionalizzazioni a cui s&#8217;erano abbandonati alcuni scrittori del secolo scorso, insinuando per esempio che Ges\u00f9 doveva avere una provvista segreta di droghe e d&#8217;unguenti misteriosi, con cui effettuava guarigioni prodigiose. Migliore e meno assurda, \u00e8 ancora l&#8217;opinione che Ges\u00f9 fosse in grado di capire quanti, fra quelli che invocavano il suo aiuto, fossero infermi psicosomatici, che potevano essere senz&#8217;altro risanati dalla propria fede nella cura, e nel potere del guaritore. Ma si poteva veramente dir questo, di tutti coloro che Ges\u00f9, a quanto si legge, avrebbe curato: epilettici, paralitici, lebbrosi, ciechi e sordi? [&#8230;]<\/p>\n<p>Uno storico [&#8230;] onesto dir\u00e0 che senza dubbio le storie dei miracoli includono, nella loro forma attuale, un ampio elemento d&#8217;elaborazione e d&#8217;invenzione, ma che alla loro base ci deve pur essere stato qualcosa di realmente accaduto. E avanzer\u00e0 l&#8217;ipotesi che sia stato questo &quot;qualcosa&quot; &#8212; cio\u00e8 l&#8217;aspetto di taumaturgo in Ges\u00f9, a dare autorit\u00e0 al suo insegnamento. La gente l&#8217;ascoltava per la meraviglia di ci\u00f2 che faceva. Ma che cosa faceva? Che cosa avremmo visto, se ci fossimo trovati l\u00ec? Non ne abbiamo la minima idea, perch\u00e9 possiamo studiare l&#8217;accaduto durante il ministero di Ges\u00f9, soltanto attraverso quel che scrissero persone, con una visuale del tutto diversa da quella d&#8217;uno storico del 20\u00b0 secolo. Gli ascoltatori di Ges\u00f9 credevano in un Dio che, com&#8217;era intervenuto direttamente nella storia con azioni miracolose, cos\u00ec avrebbe fatto di nuovo; credevano in diavoli che, dal corpo umano in cui s&#8217;erano insediati, potevano essere scacciati da un messo di Dio; credevano che persone delegate da Dio, come il profeta Elia, avessero gi\u00e0 resuscitato dei morti, sicch\u00e9 lo stesso poteva avvenire di nuovo. In altre parole, i loro presupposti erano interamente, pienamente diversi da quelli d&#8217;un razionalista moderno. Qualsiasi episodio del ministero di Ges\u00f9, essi lo videro sullo sfondo di tali presupposti, in base ai quali stesero i loro resoconti. Se noi fossimo stati presenti, saremmo forse giunti a conclusioni molto diverse, perch\u00e9 &#8212; dati i nostri presupposti -, avremmo parlato, non di miracoli, ma di cure psicosomatiche e del notevole fascino d&#8217;una personalit\u00e0 carismatica. Invece che eventi soprannaturali, avremmo visto reazioni di gente credente nel soprannaturale, e profondamente impressionata da un uomo che si comportava come se fosse un rappresentante di Dio.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 pure, infatti, credeva a tutto questo: non dimentichiamolo! Non era, lui, un moderno razionalista; condivideva le credenze dei suoi contemporanei, e se essi credevano che egli potesse operare miracoli, \u00e8 pi\u00f9 che verosimile che anch&#8217;egli lo credesse. Il che non vuol dire che egli si presentasse in pubblico sempre e soltanto come taumaturgo; anzi, dalle testimonianze si direbbe quasi il contrario, perch\u00e9 non si dice mai che egli si sia dilungato a parlare dei miracoli, ma piuttosto che di solito tentava di persuadere la gente a tenerli segreti &#8212; &quot;comand\u00f2 loro molto strettamente che nessuno lo risapesse&quot; (Marc 5, 43): \u00e8 la reazione a lui tipica, dopo una guarigione miracolosa. Questo pu\u00f2 esser dovuto, come crede Marco, a un semplice desiderio di Ges\u00f9 di mantenere il segreto sulla sua prerogativa messianica (desiderio su cui Marco batte e ribatte, nel suo Vangelo); ma potrebbe anche significare che Ges\u00f9 fosse il primo a sbigottirsi e a intimidirsi, di fronte al successo delle sue cure. Certo non sembra ch&#8217;egli abbia desiderato di far pubblicit\u00e0 ai suoi poteri; ma non per questo dovremmo supporre che egli diffidasse delle proprie cure, e forse non credesse neppure ad altri eventi miracolosi. Tutto ci porta a credere che, almeno per questo riguardo, il moderno razionalista l&#8217;avrebbe trovato insopportabile: colla sua fede nel soprannaturale, e per di pi\u00f9 nei propri poteri miracolosi, un personaggio cos\u00ec totalmente radicato nel mondo ebraico e nel primo secolo, da non presentare la minima somiglianza con un protestante liberale del 20\u00b0 secolo; certo &quot;un uomo in pro degli altri&quot;, come qualche volta \u00e8 stato definito, ma anche uno che si credeva il particolare rappresentante di Dio.<\/p>\n<p>Possiamo infatti ritenere [&#8230;] che egli non s&#8217;inalberasse a tutte le insinuazioni a chi vedeva in lui una specie di Messia, ma anzi ammettesse, sia pure soltanto col silenzio, d&#8217;essere stato in qualche modo incaricato specialmente, da Dio, di promuovere l&#8217;avvento del Regno. A quanto pare, egli rifiutava di riconoscersi nel Messia nazionale, politico; ma possiamo ben supporre che per descriversi abbia scelto la formula &quot;Figlio d&#8217;uomo&quot; appunto per l&#8217;ambiguit\u00e0 che ci lasci\u00f2 perplessi quando cercammo di definirne l&#8217;esatto valore, quale titolo. [&#8230;] Ma di questo non possiamo dubitare: ch&#8217;egli sent\u00ec d&#8217;avere con Dio un rapporto speciale, di messia o di figlio, che si manifestava in miracoli e dava possente autorit\u00e0 al suo insegnamento&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che molti, troppi cristiani dei nostri tempi non possiedono neppure quel minimo di onest\u00e0 intellettuale che \u00e8 necessaria per confrontarsi con la cultura moderna senza patirne un vero e proprio complesso di inferiorit\u00e0: per cui la loro principale preoccupazione consiste nel rimuovere dalla loro strada tutto ci\u00f2 che potrebbe dispiacere a tale cultura, a costo di sacrificare non solo ci\u00f2 che, nel cristianesimo, \u00e8 &#8212; effettivamente &#8211; secondario, ma anche ci\u00f2 che gli \u00e8 essenziale.<\/p>\n<p>La credenza nel miracolo non \u00e8 essenziale, in senso teologico: eccezion fatta, naturalmente, per il miracolo per eccellenza: la Resurrezione di Cristo. Tuttavia, onest\u00e0 vuole che, se Ges\u00f9 ha compiuto numerosissimi miracoli, fra i quali parecchi esorcismi (sissignori, cari cristiani progressisti e modernisti: Ges\u00f9 credeva nell&#8217;esistenza del Diavolo, fatevene una ragione o andate per la vostra strada), qualche ragione ci sar\u00e0 pure stata. Ora, \u00e8 ben vero che Ges\u00f9, dopo aver compiuto i miracoli, molto spesso imponeva ai presenti, severamente, di non raccontare nulla in giro; per\u00f2, se li faceva, non possiamo certo immaginare che li facesse senza un motivo. Non voleva che la gente credesse nella sua parola solo perch\u00e9 aveva assistito ai miracoli; per\u00f2 desiderava che la gente credesse, e, se i miracoli potevano fornire un indizio della sua veridicit\u00e0 e affidabilit\u00e0, vi faceva ricorso. Questo fa scandalo, ai credenti del terzo millennio? Tanto peggio per loro e per i loro complessi d&#8217;inferiorit\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ges\u00f9 ha compiuto numerosi miracoli. Questo \u00e8 un fatto, attestato chiarissimamente dai Vangeli. 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