{"id":25340,"date":"2019-04-03T10:35:00","date_gmt":"2019-04-03T10:35:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/04\/03\/gesu-cristo-e-lo-stesso-ieri-oggi-e-sempre\/"},"modified":"2019-04-03T10:35:00","modified_gmt":"2019-04-03T10:35:00","slug":"gesu-cristo-e-lo-stesso-ieri-oggi-e-sempre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/04\/03\/gesu-cristo-e-lo-stesso-ieri-oggi-e-sempre\/","title":{"rendered":"Ges\u00f9 Cristo \u00e8 lo stesso: ieri, oggi e sempre!"},"content":{"rendered":"<p>Confrontando la santa Messa dei nostri giorni con quella di prima della cosiddetta riforma liturgica; paragonando il catechismo di oggi &#8212; non tanto quello scritto, ma quello praticamente insegnato, con le parole e anche con i silenzi &#8212; a quello di prima del Concilio; cercando una corrispondenza e una effettiva continuit\u00e0 fra le parole del clero odierno, dall&#8217;omelia domenicale del singolo sacerdote a documenti ufficiali che dovrebbero essere del Magistero, come <em>Dignitiatis humanae<\/em> o <em>Amoris laetitia<\/em>, si giunge facilmente alla scoraggiante conclusione che una rivoluzione \u00e8 avvenuta nella Chiesa, senza che ce ne siamo praticamente accorti, tranne, forse &#8212; e comunque solo una minoranza &#8212; quando ormai era troppo tardi, se non per denunciare l&#8217;inganno, il tradimento e l&#8217;apostasia &#8212; per quello non \u00e8 mai troppo tardi &#8211; per opporsi validamente ed efficacemente a una simile, disastrosa deriva lontano dalla Verit\u00e0 divina. \u00c8 tristissimo, ma innegabile, e chiunque abbia una sessantina d&#8217;anni lo pu\u00f2 testimoniare di persona: fra quel che insegnava la Chiesa fino al 1969 circa, e quel che sta insegnando oggi, ci sono ben pochi punti in comune. Si assiste in molti casi a strani silenzi, a inspiegabili reticenze, a imbarazzanti tortuosit\u00e0 verbali: si veda quel che hanno detto i vertici della Chiesa a proposito dell&#8217;appena concluso Congresso mondiale della Famiglia, e perfino quel che hanno detto in conclusione i relatori stessi, che pure erano portatori di una visione sinceramente cattolica, ma che hanno ceduto anch&#8217;essi al relativismo imperante. In altri casi si odono esponenti del clero, anche di spicco, per non parlare dei teologi, lanciarsi in affermazioni arrischiate, sconcertanti, non di rado francamente eretiche, senza che vengano richiamati o ripresi in alcun modo, anzi, con l&#8217;evidente incoraggiamento e la palese approvazione proprio di chi dovrebbe far rispettare l&#8217;unica verit\u00e0 della Parola di Dio. Quando si ode il &quot;teologo&quot; Enzo Bianchi parlare di Ges\u00f9 come di un semplice profeta; e quando si ode il signore vestito da papa affermare che Bianchi \u00e8 il suo teologo preferito, che cosa potr\u00e0 mai pensare un buon cattolico che ha ricevuto i fondamenti della dottrina cos\u00ec come la Chiesa li ha insegnati per millenovecento anni, e poi ha cominciato a non insegnarli pi\u00f9, o ad insegnarne degli altri, totalmente diversi, a partire dalla &quot;stagione&quot; del Concilio? Evidentemente, potr\u00e0 pensare solo due cose: o che si \u00e8 sbagliato lui, e si \u00e8 sbagliata la Chiesa per millenovecento anni; oppure che quella di oggi, quanto meno quella che fa simili discorsi e compie simili gesti, non \u00e8 pi\u00f9 la vera Chiesa di Cristo, non \u00e8 pi\u00f9 la sua fedele Sposa, ma una prostituta imbellettata e priva di ogni senso del pudore. Una terza spiegazione non \u00e8 possibile su ci\u00f2 che emerge dal confronto fra l&#8217;ieri e l&#8217;oggi.<\/p>\n<p>Osservava monsignor Giacomo Biffi (Milano, 13 giugno 1928-Bologna, 11 luglio 2015) &#8211; arcivescovo di Bologna dal 1984 al 2003, cardinale nel 1985 &#8211; nel corso delle sue <em>Riflessioni introduttive<\/em> al 23\u00b0 Congresso Eucaristico Nazionale di Bologna del 20-28 settembre 1997 (in: Atti del 23\u00b0 C. E. N., Bologna, Editrice Compositori, 2006, vol. 1, pp. 189-90; 192-93; ):<\/p>\n<p><em>In questo settant&#8217;anni [dal 13\u00b0 Congresso Eucaristico Nazionale, sempre a Bologna] tutto \u00e8 cambiato. Ben diverse le condizioni economiche e sociali del nostro popolo. Altro il modo di pensare, di lavorare, di vivere; altre le ideologie dominanti, altre le potenze, altre le prepotenze, altri e non meno seri i guai che ci affliggono. Tutto \u00e8 cambiato. Resta uguale a s\u00e9 &#8212; nel suo Credo, nelle sue persuasioni fondamentali, nei suoi mezzi di santificazione, nel suo anelito a proporre la legge evangelica della carit\u00e0 &#8212; la Chiesa di Cristo, sempre fedele al suo Sposo, sempre lieta di elevargli il suo canto d&#8217;amore. La Chiesa \u00e8 sempre uguale a s\u00e9, perch\u00e9 sempre vivo nella sua identit\u00e0 \u00e8 il Salvatore che abita e opera in lei, come sta scritto nel libro di Dio: &quot;Ges\u00f9 Cristo \u00e8 lo stesso, ieri, oggi e sempre!&quot; (Eb 13,8). E gi\u00e0 qui possiamo misurare la nostra fortuna di credenti. In un tempo che vede il traballare di tutto, e niente d\u00e0 garanzia di durare; in una cultura che sembra derubata di ogni certezza ideale e di ogni norma riconosciuta di comportamento, la saldezza di Cristo e della sua Chiesa \u00e8 una grande misericordia di Dio e ci rasserena. Senza punti di riferimento non si pu\u00f2 andare n\u00e9 avanti n\u00e9 indietro. Senza qualche principio sicuro non si pu\u00f2 n\u00e9 ragionare n\u00e9 agire. Senza qualcosa di stabile a cui aggrapparsi, all&#8217;uomo, naufrago sballottato nel mare dell&#8217;esistenza, non \u00e8 data speranza. A noi, proprio dal permanere di Cristo e della Chiesa entro l&#8217;universale mobilit\u00e0 delle cose e la fuggevolezza delle mode e delle opinioni, la speranza \u00e8 data, e con la speranza la possibilit\u00e0 di una vita davvero umana<\/em>. <em>(&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Se tu conoscessi il dono di Dio!&quot; (Gv 4,10). La parola di Ges\u00f9 alla Samaritana \u00e8 rivolta anche a noi. Non \u00e8 solo un sospiro accorato per la nostra fede torpida e stentata: ci propone anche uno dei traguardi spirituali da conseguire nell&#8217;anno di preparazione che oggi comincia. Dobbiamo primariamente recuperare la consapevolezza del &quot;dono&quot;: di tutto il dono esuberante e vario che ci viene dal &quot;Padre della luce&quot; (cfr Gc 1,17)<\/em>. (&#8230;)<\/p>\n<p><em>Attenzione perci\u00f2: tutto quello che incautamente &quot;tende a equiparare o anche solo ad assimilare l&#8217;Eucaristia a una solita mensa, rimuove dalla Eucaristia Ges\u00f9 Cristo, riducendolo al massimo a un invitato tra gli altri, sia pure il pi\u00f9 degno&#8230; In realt\u00e0 non \u00e8 lui che \u00e8 invitato da noi alla nostra festa, non \u00e8 lui che riceve senso dalla nostra amicizia: \u00e8 lui che crea la festa, che porta alla luce la convivialit\u00e0 in quel significato e in quella dimensione impensabile che \u00e8 la convivialit\u00e0 della croce&quot; (Inos Biffi, &quot;Meditazione eucaristica&quot;, Milano, 1982, p. 56).<\/em><\/p>\n<p><em>Riprendere consapevolezza del &#8216;dono&#8217; vuol dire re imparare a dire &quot;grazie&quot;. Se ci si percepisce destinatari della liberalit\u00e0 di chi ci vuol bene, ci si apre naturalmente al dovere della riconoscenza. E dal momento che nella creatura tutto \u00e8 stato ricevuto &#8212; perch\u00e9 \u00e8 stata tratta totalmente dal niente a opera dell&#8217;amore onnipotente di Dio &#8212; la gratitudine \u00e8 in essa un atteggiamento fondamentale, quasi una dimensione intrinseca del suo essere. La creatura che non ringrazia esce dalla sua &quot;verit\u00e0&quot;. Il mistero del &quot;Corpo dato&quot; e del &quot;Sangue versato&quot; non \u00e8 solo &#8216;dono&#8217;, \u00e8 anche azione di grazie: &quot;Eucaristia&quot;, come ci dice il nome che l&#8217;ha da sempre indicato. Vale a dire: \u00e8 un gesto con cui noi &#8212; come singoli, come Chiesa e a nome dell&#8217;umanit\u00e0 intera &#8212; cantiamo con cuore lieto e commosso al Creatore, che sorprendentemente ha voluto effondere la sua bont\u00e0 oltre la sua stessa infinit\u00e0, fino a chiamare all&#8217;esistenza coloro che non sono; fino a fare di noi, che eravamo &quot;non-popolo&quot;, il popolo di Dio; fino a farci ottenere &#8212; a noi che eravamo &quot;esclusi dalla misericordia&quot; &#8212; una misericordia inaspettata (cfr. 1 Pt 2,9-10). L&#8217;Eucaristia, che \u00e8 il sommo della magnanimit\u00e0 di Dio, \u00e8 dunque anche la pi\u00f9 alta, la pi\u00f9 intensa, la pi\u00f9 adeguata risposta a Dio del nostro animo grato. Tale \u00e8 la fantasia dell&#8217;affetto divino per noi che, regalandoci tutto, ci regala anche il modo di sdebitarci con lui. Perfino l&#8217;atto con cui ringraziamo il Padre \u00e8 un puro favore del Padre<\/em>.<\/p>\n<p>Queste parole, piene di fede e di cristiana saggezza, suonano tuttavia terribilmente malinconiche oggi, pensando che ancora nel 1997, poco pi\u00f9 di venti ani fa, un uomo del valore e della lucidit\u00e0 di monsignor Giacomo Biffi poteva osservare che, sebbene nella societ\u00e0 civile sia cambiato tutto, compresi i modi di pensare e d&#8217;intendere la vita, la Chiesa, <em>resta uguale a s\u00e9 &#8212; nel suo Credo, nelle sue persuasioni fondamentali, nei suoi mezzi di santificazione, nel suo anelito a proporre la legge evangelica della carit\u00e0 &#8212; la Chiesa di Cristo, sempre fedele al suo Sposo, sempre lieta di elevargli il suo canto d&#8217;amore<\/em>. Come vorremmo poter dire la stessa cosa, adoperare le stesse espressioni per descrivere la Chiesa dei nostri giorni! Oppure anche il cardinale Biffi s&#8217;ingannava, certamente in buona fede, e non si rendeva conto che gi\u00e0 nel 1997 la Chiesa era effettivamente cambiata, e cambiata in modo radicale, allontanandosi da se stessa e dalla fedelt\u00e0 al suo divino Sposo? Sia pure con sofferenza, noi propendiamo per questa alternativa: quando egli faceva la sua diagnosi della malattia chiamata modernit\u00e0, e proponeva l&#8217;eterno rimedio del Vangelo, descrivendo la Chiesa come sempre uguale a s\u00e9 e fedele a Cristo, probabilmente si sbagliava: neppure lui si era accorto che il cambiamento c&#8217;era gi\u00e0 stato, anche se graduale e dissimulato con una certa abilit\u00e0, perlomeno considerando il ridottissimo livello di consapevolezza dei sedicenti cristiani. Non vogliamo fissare una data, n\u00e9 un evento preciso, anche se il triennio del Concilio, 1962-65, con la pubblicazione di documenti difformi dal Magistero perenne, come <em>Nostra aetate<\/em> e <em>Dignitatis humanae<\/em>, e l&#8217;imposizione &#8212; non \u00e8 possibile adoperare un&#8217;atra parola &#8211; del <em>Novus Ordo Missae<\/em> nel 1969, nello spazio di pochi mesi appena, rappresentano senza dubbio delle tappe decisive; ma \u00e8 tutto l&#8217;insieme dello stile ecclesiale che \u00e8 cambiato, dalla liturgia alla pastorale, dal modo di parlare e di scrivere al modo di ragionare e di sentire, e soprattutto \u00e8 cambiato l&#8217;atteggiamento di fondo: non pi\u00f9 abbandono incondizionato in Dio, ma affermazione orgogliosa di una &quot;fede&quot; che appare molto, troppo umana e ben poco orientata verso la trascendenza. Prendiamo il caso della Messa e di ci\u00f2 che \u00e8 il cuore della Messa, il Sacrificio Eucaristico: non si tratta solo dei cambiamenti negli atti liturgici e nelle parole del sacro rito; e non \u00e8 nemmeno l&#8217;espunzione di una preghiera, come quella rivolta a San Michele Arcangelo, contro le insidie di Satana, che da Leone XIII in poi faceva parte integrante della santa Messa (e che quel papa aveva voluto per una ragione precisa e molto seria).<\/p>\n<p>Che i fedeli si accostino alla Comunione in piedi, e prendano la particola con le mani; che recitino il <em>Padre nostro<\/em> tenendo gli avambracci rivolti all&#8217;esterno, in un gesto tipico della religione islamica; che ci si scambino delle strette di mano, anche aggirandosi per la chiesa e facendo la spola fra un banco e l&#8217;altro, come amici che si salutano all&#8217;osteria; che nella liturgia del Venerd\u00ec Santo, ricordando la Passione del Signore, non si reciti pi\u00f9 la preghiera di conversione per gli ebrei (<em>oremus et pro perfidis Judaeis<\/em>), non tanto per non &quot;offenderli&quot;, quanto perch\u00e9 non avrebbero pi\u00f9 bisogno di conversione, essendo gi\u00e0 salvi grazie all&#8217;Antica Alleanza, e ci\u00f2 in aperto contrasto con la Rivelazione e il Magistero perenne: tutte queste cose sono certo sconcertanti, anche se nessuna di esse, forse, indica, di per s\u00e9, che c&#8217;\u00e8 stata una rivoluzione e uno stravolgimento. Ma \u00e8 dall&#8217;insieme di tutte queste cose, dalla loro azione coordinata e convergente, e dall&#8217;atmosfera complessiva che si respira in chiesa, che appare in tutta evidenza quel che realmente \u00e8 accaduto, davanti ai nostri occhi e, come si dice, sotto il nostro naso: che la massoneria ha preso il controllo dei vertici della chiesa ed \u00e8 riuscita a travisarne l&#8217;orientamento complessivo. Tutto il resto, le singole azioni, le singole parole, i singoli documenti, non sono che l&#8217;inevitabile conseguenza di questo fatto decisivo. Il nemico \u00e8 entrato nella Chiesa ed \u00e8 riuscito ad occuparne le posizioni chiave, agendo praticamente indisturbato; solo pochi, e troppo tardi, si sono accorti dell&#8217;infame manovra, e hanno cercato di dare l&#8217;allarme. Tuttavia la massa dei cattolici, clero compreso, non si \u00e8 accorta di nulla, o addirittura ha salutato con favore i cambiamenti che, un passo dopo l&#8217;altro, hanno condotto alla situazione presente: quella dell&#8217;apostasia generalizzata. Si \u00e8 passati dal non condannare il peccatore, al non condannare pi\u00f9 neanche il peccato; dal non voler imporre la fede cristiana, all&#8217;accettare tutte le fedi come ugualmente legittime e intrinsecamente buone; dal domandare scusa a destra e a sinistra per le presunte colpe del passato, al mortificare e umiliare la propria identit\u00e0: in breve, si \u00e8 attuata una strategia di auto-demolizione sistematica, capillare, che la gran parte dei cosiddetti credenti ha visto, ha approvato, ha condiviso. Perci\u00f2 siamo tutti responsabili di questa situazione: \u00e8 troppo comodo scagliarsi sempre e solo contro Karl Rahner, o contro il cardinale Danneels, o contro il signor Bergoglio. Il male \u00e8 molto pi\u00f9 profondo e parte da molto pi\u00f9 lontano; e, soprattutto, coinvolge noi tutti, se non altro perch\u00e9 non abbiamo vigilato e abbiamo lasciato che si spegnesse la fiammella della nostra fede. Se quella fiammella fosse rimasta viva, certamente ci saremmo resi conto dell&#8217;infame tradimento che veniva consumato contro Ges\u00f9 Cristo e contro i fedeli; e allora ci saremmo riscossi, avremmo reagito, avremmo domandato ai pastori infedeli di rendere conto del loro operato. E questo vale anche per i laici, anzi soprattutto per i laici. Tornando all&#8217;esempio della Messa: la Messa \u00e8 un atto di culto fondamentale che si rivolge a Dio e che deve piacere a Dio, non agli uomini. Pure, \u00e8 evidente che, a un certo momento, si \u00e8 voluta introdurre una serie di novit\u00e0 che erano state concepite per strappare il plauso degli uomini, per gratificare il &quot;popolo&quot;, non in quanto popolo pellegrinante verso la verit\u00e0 soprannaturale di Cristo, ma in quanto assemblea terrena, orgogliosa di s\u00e9, e decisa a far risuonare la propria voce nel tempio di Dio. Ecco, il male era gi\u00e0 evidente in quei cambiamenti, in quello stile. La Messa non deve piacere agli uomini, ma a Dio; i fedeli non devono andarci come se fosse una cerimonia mondana, o quasi, ma con profonda compunzione, armati di spiritualit\u00e0, e con l&#8217;anima colma di umilt\u00e0. Non a testa alta, ma con la coscienza di essere peccatori bisognosi di redenzione; e che solo Ges\u00f9 \u00e8 il Redentore dell&#8217;umanit\u00e0. Non ce ne sono altri. Che tristezza, sentire questo clero infedele che starnazza: <em>Francesco ha detto questo; Francesco ha detto quest&#8217;altro<\/em>. E di ci\u00f2 che dice Ges\u00f9 Cristo, importa ancora a qualcuno?&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Confrontando la santa Messa dei nostri giorni con quella di prima della cosiddetta riforma liturgica; paragonando il catechismo di oggi &#8212; non tanto quello scritto, ma<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30148,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[72],"tags":[109,117,157],"class_list":["post-25340","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dogmatica","tag-chiesa-cattolica","tag-dio","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-dogmatica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25340","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25340"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25340\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30148"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25340"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25340"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25340"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}