{"id":25339,"date":"2021-07-14T10:18:00","date_gmt":"2021-07-14T10:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/07\/14\/gesu-cristo-era-rigido-intollerante-ed-escludente\/"},"modified":"2021-07-14T10:18:00","modified_gmt":"2021-07-14T10:18:00","slug":"gesu-cristo-era-rigido-intollerante-ed-escludente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/07\/14\/gesu-cristo-era-rigido-intollerante-ed-escludente\/","title":{"rendered":"Ges\u00f9 Cristo era rigido, intollerante ed escludente?"},"content":{"rendered":"<p>Prima del Concilio Vaticano II il problema non esisteva, nel senso che non appariva tale. A partire dal Concilio Vaticano II, in un crescendo progressivo, inesorabile, martellante, il problema si pone e diventa una questione decisiva: il buon cattolico deve essere duttile, tollerante ed inclusivo, sempre e comunque; non deve criticare nulla e nessuno; non deve permettersi di dare alcun tipo di giudizio; deve accettare pienamente il mondo; deve dialogare con tutti, nessuno escluso; gli uomini sono, per definizione, pieni di buona volont\u00e0, dal primo all&#8217;ultimo; sono tutti figli di Dio, che lo vogliano o no, che lo adorino o lo maledicano; e la misericordia divina \u00e8 rivolta a tutti, non solo ai peccatori pentiti, ma anche agl&#8217;impenitenti ben decisi a restare nel peccato. Questa nuovissima dottrina, che equivale a un totale capovolgimento della dottrina precedente, ossia della sola, vera, perenne dottrina cattolica, \u00e8 venuta di moda a partire dal discorso di apertura del Concilio Vaticano II, nel quale Giovanni XXIII ha trovato anche il modo di liquidare sprezzantemente, senza prendersi il disturbo di ascoltarne e valutarne le ragioni, tutti quelli che, fedeli al magistero di sempre, nutrivano dubbi e perplessit\u00e0 sulla nuova linea che esclude a priori la scomunica e rifiuta di chiamare l&#8217;eresia col suo nome: <em>profeti di sventura<\/em>. Screditandoli con l&#8217;arma del ridicolo, li metteva nell&#8217;angolo senza bisogno di argomentare. Oggi si dice <em>negazionisti<\/em>, o <em>no vax,<\/em> e si ottiene lo stesso risultato. Succede quando il potere \u00e8 cos\u00ec forte da poter creare, quasi da un giorno all&#8217;altro, le sue parole d&#8217;ordine, con le quali si alza uno steccato, una linea di separazione invalicabile fra ci\u00f2 che \u00e8 nuovo, e perci\u00f2 bello, buono e degno di stima, e ci\u00f2 che rimane legato al passato, e perci\u00f2 brutto, ottuso, reazionario. E il potere, a partire dal 1958, era davvero cos\u00ec forte da poter avviare una operazione di tal genere: il potere della massoneria ecclesiastica, il quale, a coronamento di un lavorio sotterraneo plurisecolare, era arrivato a mettere sulla cattedra di San Pietro uno dei suoi. Da quel momento, non avrebbe pi\u00f9 mollato la presa, e tutti i papi del post-Concilio sarebbero stati dello stesso genere: candidati vittoriosi della massoneria saldamente insediata nel cuore della Chiesa cattolica, al preciso scopo di distruggerla, passando per la fase intermedia dell&#8217;adulterazione della dottrina, della devastazione liturgica, dello sproloquio pastorale, della confusione perfidamente e scientemente seminate nelle menti e nei cuori dei fedeli. A maggior gloria dell&#8217;Occhio onniveggente che spia ogni cosa dall&#8217;alto della Piramide e ha gi\u00e0 in programma un drastico riassetto dell&#8217;umanit\u00e0 futura: il Nuovo Ordine Mondiale.<\/p>\n<p>Vale perci\u00f2 la pena di vedere se, nella vita e nell&#8217;insegnamento di Ges\u00f9 Cristo &#8212; il quale, fino a prova contraria, dovrebbe fare testo per ogni cristiano, senza <em>se<\/em> e senza <em>ma<\/em> &#8212; si trova esplicitata la dottrina della chiarezza e della doverosa severit\u00e0 verso l&#8217;errore e il peccato, o quella del dialogo a oltranza, dell&#8217;inclusione e dell&#8217;astensione da ogni giudizio di valore.<\/p>\n<p>Leggiamo in <em>Mt<\/em> 10,11-18 raccomanda a suoi discepoli:<\/p>\n<p><em>11\u00a0In qualunque citt\u00e0 o villaggio entriate, fatevi indicare se vi sia qualche persona degna, e l\u00ec rimanete fino alla vostra partenza.\u00a012\u00a0Entrando nella casa, rivolgetele il saluto.\u00a013<strong>\u00a0<\/strong>Se quella casa ne sar\u00e0 degna, la vostra pace scenda sopra di essa; ma se non ne sar\u00e0 degna, la vostra pace ritorni a voi.\u00a014<strong>\u00a0<\/strong>Se qualcuno poi non vi accoglier\u00e0 e non dar\u00e0 ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella citt\u00e0 e scuotete la polvere dai vostri piedi.\u00a015\u00a0In verit\u00e0 vi dico, nel giorno del giudizio il paese di S\u00f2doma e Gomorra avr\u00e0 una sorte pi\u00f9 sopportabile di quella citt\u00e0.<br \/>\n16<strong>\u00a0<\/strong>Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.\u00a017<strong>\u00a0<\/strong>Guardatevi dagli uomini, perch\u00e9 vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe;\u00a018<strong>\u00a0<\/strong>e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Dunque Ges\u00f9 non dice di trattenersi a dialogare con gli abitanti di una casa i quali non vogliono saperne del Vangelo, ma di non perdere altro tempo con loro e anzi di andarsene e rinnegarli: perch\u00e9 tale \u00e8 il significato del gesto di scuotere la polvere dai propri calzari, come facevano i rabbini dopo essere stati in una citt\u00e0 dei pagani. Proprio cos\u00ec, signori buonisti; dovete farvene una ragione. Non solo: Ges\u00f9 dice anche che seguire le sue orme vuol dire andare incontro a calunnie e persecuzioni, essere trascinati in tribunale e frustati nelle sinagoghe: perch\u00e9 il mondo odia la luce e preferisce restare nelle tenebre (cfr. <em>Gv<\/em> 3,19). Dobbiamo dunque annoverare anche il nostro Signore Ges\u00f9 Cristo fra i <em>profeti di sventura<\/em> deprecati e ridicolizzati, dall&#8217;alto del suo ottimismo nei confronti del mondo, dal cosiddetto papa buono?<\/p>\n<p>Leggiamo ancora in <em>Lc<\/em> 12,49-53:<\/p>\n<p><em>^49^Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse gi\u00e0 acceso!\u00a0^50^C&#8217;\u00e8 un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finch\u00e9 non sia compiuto!<\/em><\/p>\n<p><em>^51^Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione.\u00a0^52^D&#8217;ora innanzi in una casa di cinque persone\u00a0^53^si divideranno tre contro due e due contro tre;<\/em><\/p>\n<p><em>padre contro figlio e figlio contro padre,<\/em><\/p>\n<p><em>madre contro figlia e figlia contro madre,<\/em><\/p>\n<p><em>suocera contro nuora e nuora contro suocera\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Ma guarda un po&#8217;! I teologi della svolta antropologica, i vescovi rock e i preti di strada da anni ci rintronano gli orecchi con la tiritera dell&#8217;accoglienza e dell&#8217;inclusione, a proposito e a sproposito, s\u00ec che ad ascoltare certe pretese omelie viene il dubbio che Ges\u00f9 Cristo non abbia mai parlato d&#8217;altro, non abbia mai fatto altro, non abbia mai pensato ad altro. E adesso, leggendo bene il Vangelo, senza le lenti buoniste di quei bravi teologi, vescovi e preti, ma semmai cos\u00ec come lo ha sempre letto la Chiesa fino al 1962, &quot;scopriamo&quot; che Ges\u00f9 in Persona annuncia di esser venuto a portare una spada sulla terra, e non la pace del mondo (la pace s\u00ec, ma la <em>sua<\/em> pace: cfr. <em>Gv<\/em> 14,27: <em>vi lascio la pace, vi do la mia pace; ve la do, non come la d\u00e0 il mondo<\/em>). Di pi\u00f9: di esser venuto a portare il fuoco di un immenso incendio, per cui scoppieranno divisioni furibonde perfino nella stessa famiglia, padre contro figlio e figlio contro padre. Una bella sorpresa, vero? Non \u00e8 precisamente il Ges\u00f9 cui ci hanno abituati i vari Paglia, Galantino, Martin e Bergoglio: un Ges\u00f9, il loro, che non solo perdona sempre e comunque, non solo capisce tutto e giustifica tutto, ma che arriva a negare il male e a valorizzare il peccato, annunciando trionfante che il peccato non \u00e8 pi\u00f9 peccato. Come nell&#8217;orripilante affresco omoerotico del duomo di Terni, voluto, commissionato e profumatamente pagato dall&#8217;allora vescovo Paglia, il quale, coi soldi dei fedeli, si \u00e8 anche fatto ritrarre, soddisfatto e sorridente, in compagnia dei peccatori contro natura.<\/p>\n<p>Andiamo avanti. <em>Mc<\/em> 11,15-17:<\/p>\n<p><em>15<strong>\u00a0<\/strong>Andarono intanto a Gerusalemme. Ed entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e comperavano nel tempio; rovesci\u00f2 i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe\u00a016\u00a0e non permetteva che si portassero cose attraverso il tempio.\u00a017\u00a0Ed insegnava loro dicendo: \u00abNon sta forse scritto:<\/em><\/p>\n<p><em>La mia casa sar\u00e0 chiamata<\/em><\/p>\n<p><em>casa di preghiera per tutte le genti?<\/em><\/p>\n<p><em>Voi invece ne avete fatto\u00a0una spelonca di ladri!\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Questo episodio, la cacciata dei profanatori dal Tempio, \u00e8 molto noto e perfino quei signori ne parlano spesso; ma, chiss\u00e0 perch\u00e9, ne parlano in un modo tale che pare non riguardi mai nessuno in particolare, e comunque nessuno dei nostri giorni: come se al giorno d&#8217;oggi non ci fossero profanatori ben pi\u00f9 pericolosi di quelli che mettevano i banchi dei cambiavalute &#8212; cio\u00e8, se non andiamo errati, del prestito ad usura &#8211; all&#8217;interno del Tempio di Gerusalemme, trasformando la Casa del Signore in una spelonca di ladri.<\/p>\n<p>Ma al momento decisivo, cio\u00e8 nel Giudizio Finale, sicuramente Ges\u00f9 diventer\u00e0 tanto misericordioso da chiudere un occhio sui peccati, e magari tutti e due, e far entrare in Paradiso il maggior numero possibile di anime; forse anche tutte, Giuda compreso, come afferma tranquillamente il signor Bergoglio. Non \u00e8 vero? Bene; leggiamo in <em>Mt<\/em> 25,41-43:<\/p>\n<p><em>41\u00a0Poi dir\u00e0 a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli.\u00a042<strong>\u00a0<\/strong>Perch\u00e9 ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere;\u00a043\u00a0ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato.<\/em><\/p>\n<p>No: non si direbbe proprio che sia scontata la sanatoria generale; che arriver\u00e0 l&#8217;indulto finale per tutti i peccatori, pi\u00f9 o meno sinceramente pentiti. Non solo Ges\u00f9 parla esplicitamente dell&#8217;Inferno (ma lo ha letto, Sosa Abascal, il Vangelo del nostro Signore? o dove ha studiato teologia?, ah s\u00ec, dimenticavamo: al tempo di Ges\u00f9 Cristo non c&#8217;erano i registratori, quindi chiss\u00e0 cosa Egli disse <em>realmente<\/em>!); non solo vi caccia i peccatori ostinati ed ipocriti, che vorrebbero giustificarsi davanti a Lui; ma li maledice con tutta la solennit\u00e0 dell&#8217;ira divina, facendo dire al Padre suo: <em>via, lontano da me, maledetti!<\/em> Che gliene sembra, padre Sosa, che gliene pare, padre James Martin, arcivescovo Paglia, vescovo Galantino: non \u00e8 abbastanza chiaro per i vostri gusti? Oppure volete sapere voi quale sar\u00e0 il destino finale delle anime pi\u00f9 di quanto lo conosca, e lo giudichi (voce del verbo <em>giudicare<\/em>) il Signore Onnipotente?<\/p>\n<p>E che dire della maledizione del fico? Leggiamo in <em>Mc<\/em> 11,12-14 e 11,20-21:<\/p>\n<p><em>12\u00a0La mattina seguente, mentre uscivano da Bet\u00e0nia, ebbe fame.\u00a013\u00a0E avendo visto di lontano un fico che aveva delle foglie, si avvicin\u00f2 per vedere se mai vi trovasse qualche cosa; ma giuntovi sotto, non trov\u00f2 altro che foglie. Non era infatti quella la stagione dei fichi.\u00a014<strong>\u00a0<\/strong>E gli disse: \u00abNessuno possa mai pi\u00f9 mangiare i tuoi frutti\u00bb. E i discepoli l&#8217;udirono. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>20\u00a0La mattina seguente, passando, videro il fico seccato fin dalle radici.\u00a021\u00a0Allora Pietro, ricordatosi, gli disse: \u00abMaestro, guarda: il fico che hai maledetto si \u00e8 seccato\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Non \u00e8 questo il luogo per esaminare diffusamente questo celebre e mal compreso episodio, che ha sicuramente a che fare con l&#8217;incredulit\u00e0 e quindi la sterilit\u00e0 religiosa della casa d&#8217;Israele, sicch\u00e9 diventa un elemento decisivo nella discussione fra quanti sostengono la sostituzione dell&#8217;Antica Alleanza con la Nuova, e quelli, che oggi predominano dalle parti del Vaticano, i quali &#8211; in contrasto con tutto ci\u00f2 che la Chiesa ha insegnato per millenovecento anni &#8211; sostengono che l&#8217;Antica Alleanza \u00e8 tuttora valida (il che, se fosse vero, porterebbe con s\u00e9 la logica conseguenza che gli ebrei non hanno alcun bisogno di conversione e che non esiste una sola via per la Verit\u00e0 e la salvezza, ma ve ne sono almeno due, differenti e antitetiche). Una cosa per\u00f2 \u00e8 certa: Ges\u00f9 maledice il fico e a causa di ci\u00f2 il fico si secca. Non \u00e8 un simbolo, ma un fatto reale: pi\u00f9 precisamente \u00e8 il solo <em>miracolo di maledizione<\/em> presente in tutto Nuovo Testamento (mentre ve ne sono parecchi nell&#8217;Antico). E dunque? Se Ges\u00f9 maledice il fico, e non per finta, ma lo maledice effettivamente e concretamente, possiamo dedurne che \u00e8 legittima l&#8217;interpretazione di Ges\u00f9 stesso come un Maestro non solo infinitamente buono, il che \u00e8 vero, ma buonista, il che \u00e8 falso, perch\u00e9 il buonismo \u00e8 la negazione del male, e quindi \u00e8 male esso stesso? Resta perci\u00f2 una sola spiegazione possibile al falso magistero del clero post-conciliare: che esso vuol riscrivere il Vangelo, ritenendosi migliore di Ges\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima del Concilio Vaticano II il problema non esisteva, nel senso che non appariva tale. 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