{"id":25332,"date":"2017-12-31T09:55:00","date_gmt":"2017-12-31T09:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/31\/geopolitica-il-cile-guarda-verso-lantartide\/"},"modified":"2017-12-31T09:55:00","modified_gmt":"2017-12-31T09:55:00","slug":"geopolitica-il-cile-guarda-verso-lantartide","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/31\/geopolitica-il-cile-guarda-verso-lantartide\/","title":{"rendered":"Geopolitica: il Cile guarda verso l&#8217;Antartide"},"content":{"rendered":"<p>Probabilmente gli studenti europei di geografia nemmeno se l&#8217;immaginano, ma gli studenti cileni imparano, fin dai banchi di scuola, che esitono, in realt\u00e0, ben tre &quot;Cile&quot;: il Cile continentale, ossia quello che tutti conoscono e riconoscono come tale: una stretta e lunghissima fascia di terra lungo il versante occidentale delle Ande, affacciato sull&#8217;Oceano Pacifico, fra il Deserto di Atacama e Nord e il Capo Horn a Sud; poi un &quot;Cile oceanico&quot;, formato da alcuni piccoli arcipelaghi disseminati nelle smisurate vastit\u00e0 del Pacifico orientale: le isole Juan Fernandez (Robinson Crusoe e Alejandro Selkirk, gi\u00e0 denominate Mas a Tierra e Mas a Fuera; le Isole Desventuradas (San Felix e San Ambrosio) e l&#8217;isola di Pasqua, con la sua remota &quot;appendice&quot; di Sala-y-Gomez, poco pi\u00f9 d&#8217;un semplice scoglio; e, da ultimo, un &quot;Cile antartico&quot;, comprendente una bella fetta dell&#8217;Antartide Occidentale, compresa, innanzitutto, la Penisola Antartica &#8211; rivendicata a loro volta, e questo \u00e8 il problema, sia pure con estensione diversa, sia dalla Gran Bretagna, gi\u00e0 installata alle Falkland, alle Orcadi, alle Shetland e alla Georgia Australi, sia dall&#8217;Argentina, che rivendica, inoltre, tutte quelle isole e arcipelaghi &#8211; e poi gi\u00f9, seguendo i meridiani, fino al mare di Weddell e oltre, fino al cuore del continente ghiacciato, cio\u00e8 fino al Polo Sud geografico.<\/p>\n<p>Nella Repubblica del Cile, uscita vittoriosa, fin dai primi anni della sua indipendenza dalla madrepatria spagnola, da una serie di guerre con i suoi vicini, la Bolivia e il Cile (cfr. il nostro articolo <em>Gli interessi industriali inglesi dietro gli orrori della guerra del Pacifico<\/em>, ripubblicato sul sito <em>Nuova Italia. Accademia Adriatica di Filosofia<\/em> il 17\/11\/2017) \u00e8 sempre esista, pi\u00f9 o meno esplicita, pi\u00f9 o meno strisciante, come esiste, del resto, in tutte o quasi tutte le altre nazioni sudamericane, una forte tendenza nazionalista, a livelli che le nazioni europee, ai nostri d\u00ec, o almeno le nazioni dell&#8217;Europa occidentale, considererebbero un po&#8217; sconvenienti, per non dire pericolosi; tendenza che, ovviamente, ha ricevuto un forte impulso durante il lungo e crudele periodo della dittatura militare presieduta dal generale Augusto Pinochet, dal 1973 al 1990. La chiusura di quella stagione e il ritorno alla democrazia non implica, di per s\u00e9, un decisivo mutamento d&#8217;indirizzo nelle dottrine geopolitiche; infatti la geopolitica \u00e8 l&#8217;espressione di un nodo di linee di tendenza nella politica estera al livello dello spazio geografico &quot;naturale&quot;, ed \u00e8 solo una grave sconfitta di ordine militare che pu\u00f2 interrompere o modificare le tendenze geopolitiche di una nazione, cosa che \u00e8 avvenuta per l&#8217;Italia nel 1943, ma non per il Cile dopo la caduta di Pinochet. Infatti, mentre Mussolini cadde per effetto di una disfatta militare, Pinochet non \u00e8 caduto, ma ha organizzato la successione di se stesso, restando al vertice delle Forze Armate per altri otto anni, fino al 1998, senza che il Paese subisse delle serie ripercussioni internazionali o, in ogni caso, senza ripercussioni negative per la sua sovranit\u00e0 e per la sua immagine estera.<\/p>\n<p>Le propensioni della politica estera cilena verso l&#8217;Antartide sono comunque di vecchia data e iniziano praticamente nel 1843, allorch\u00e9, anticipando di pochi giorni un&#8217;analoga iniziativa francese, il governo cileno proclam\u00f2 la sua sovranit\u00e0 sullo Stretto di Magellano, aprendo, nel contempo, un serio contenzioso con l&#8217;Argentina, che si sarebbe trascinato per tutto il XX secolo, per la spartizione della Patagonia e della Terra del Fuco. Dopo due storici accordi, nel 1881 e nel 1902, quest&#8217;ultimo con l&#8217;intervento arbitrale del re d&#8217;Inghilterra, si verific\u00f2 una nuova crisi, tanto grave quanto pi\u00f9 inaspettata, nel 1978, per il possesso delle isole di Picton, Nueva e Lennox, all&#8217;imbocco del Canale Beagle, che venne definitivamente risolta, stavolta con la preziosa mediazione del papa Giovani Paolo II, il 29 novembre 1984.<\/p>\n<p>Il professor Jack Child, docente di Studi spagnoli e latinoamericani presso la American University di Washington, scrive nel saggio <em>Le mani sull&#8217;Antartide<\/em> (in: <em>Limes. Rivista italiana di geopolitica<\/em>, n. 4 del 2003, <em>Panamerica latina<\/em>, Gruppo Editoriale L&#8217;Espresso, pp. 198-99):<\/p>\n<p><em>Terra dalla &quot;geografia accidentata&quot;, questo Paese [il Cile] ha una tradizione geopolitica, soprattutto in campo marittimo, che ha sempre sottolineato l&#8217;esigenza di rafforzare la sua sovranit\u00e0 su quella parte dell&#8217;Antartide che considera un proprio territorio cos\u00ec come su numerose isole. Questo orientamento si \u00e8 affermato soprattutto durante il lungo regime del generale-presidente Augusto Pinochet (1973-&#8217;90), che si rec\u00f2 due volte di persona nelle basi antartiche cilene, e pu\u00f2 senz&#8217;altro essere considerato un leader (sia pure non decorativo) la cui politica interna ed estera \u00e8 stata profondamente influenzata dalle sue idee geopolitiche.<\/em><\/p>\n<p><em>Il Cile si considera &quot;il Paese pi\u00f9 a Sud del mondo&quot; (&quot;Terra Australis&quot;) con la citt\u00e0 pi\u00f9 antartica che esista sulla faccia della terra. E in quanto tale \u00e8 il &quot;guardiano&quot; geopolitico della via di accesso che domina lo Stretto di Magellano, il Canale di Beagle, Capo Horn e lo Stretto di Drake. Queste sono le uniche vie di navigazione sgombre dai ghiacci fra l&#8217;Atlantico e il Pacifico (tolto il Canale di Panam\u00e0 e l&#8217;insidioso Passaggio a Nord-Ovest ghiacciato lungo le coste settentrionali del Canada e dell&#8217;Alaska). Ci\u00f2 \u00e8 importante, secondo i cileni, poich\u00e9 il potere economico e politico del mondo si sta spostando dall&#8217;Europa e dall&#8217;America ai bordi del Pacifico, e il loro Paese si affaccia su quest&#8217;Oceano che domina le uniche vie di comunicazione marittime con l&#8217;Atlantico.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa visione geopolitica spinge anche il Cile a considerarsi una nazione tricontinentale &#8212; con una sovranit\u00e0 sulla terraferma del Cono Sud, le isole del Pacifico (quelle di Pasqua e di Jes\u00fas Fernandez [errore grossolano per Juan Fernandez]) e il territorio antartico che rivendica e a sviluppare una &quot;coscienza australe&quot; al pari dell&#8217;Argentina, sua antagonista. I rapporti geopolitici cin quest&#8217;ultima, tuttavia, talvolta tesi a causa di dispute diplomatiche e di confine, non sono soltanto conflittuali ma anche cooperativi. Ne \u00e8 un esempio l&#8217;accordo raggiunto nel 1948 per il reciproco riconoscimento e sostegno dei diritti avanzati sui rispettivi territori antartici (sebbene i confini fra di essi non siano mai stati ben definiti). Come pure le trattative, avviate in epoca pi\u00f9 recente, per una spedizione congiunta via terra al Polo Sud, dove probabilmente, con loro gran fastidio, i due alleati troveranno una delle principali basi statunitensi.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;estrema posizione meridionale del Cile ha reso Punta Arenas e Puerto Williams due avamposti strategici per le spedizioni antartiche e le operazioni di soccorso. La pi\u00f9 importante di queste imprese fu il salvataggio di Sir Shackleton all&#8217;inizio del secolo scorso, e le pi\u00f9 recenti sono state l&#8217;evacuazione di due medici americani dalle loro basi del Polo Sud nel 1999 e nel 2000. Queste due localit\u00e0 cilene svolgono inoltre una funzione chiave come punti di partenza delle escursioni nella Penisola antartica (gli altri due sono Ushuaia, in Argentina, e le Isole Falkland). Gli aerei trasportano i turisti verso sud, dove vengono imbarcati su navi dirette verso i mari di ghiaccio dell&#8217;Antartide.<\/em><\/p>\n<p><em>Un altro fattore geopolitico \u00e8 costituito dalla pretesa del Cile di aver creato la prima &quot;citt\u00e0 australe&quot;: Villa Las Estrellas, vicino alla base Teniente Marsh sull&#8217;isola Re Giorgio. Un villaggio abitato da poche famiglie, con un piccolo centro commerciale, una banca, un ufficio postale, un negozio di souvenir e un albergo. La base vanta inoltre l&#8217;unica pista esistente in quest&#8217;area utilizzabile dagli aerei da trasporto G-130 dell&#8217;aviazione cilena, che svolgono molte funzioni, dal rifornimento dei cargo al trasporto di scienziati, personale, ufficiali e turisti.<\/em><\/p>\n<p>E che, nella cultura cilena, e quindi nell&#8217;opinione pubblica, si stia formando, in effetti, una certa qual &quot;coscienza australe&quot;, come auspicato dai propugnatiri delle dottrine geopolitiche che guardano insistentemente all&#8217;estremit\u00e0 Sud del mondo, \u00e8 confermato, fra le altre cose, dal successo, nazionale e internazionale, ottenuto presso il pubblico dai libri dello scrittore Francisco Coloane (Quemchi, isola di Chilo\u00e9, 19 luglio 1910-Santiago del Cile, 5 agosto 2002), il quale, pi\u00f9 ancora di quanto aveva fatto Pablo Neruda, ma col vigore avventuroso di un Jack London o di un Herman Melville, ha descritto la potenza e lo splendore della natura nell&#8217;estremit\u00e0 meridionale del Paese e nella stessa Antartide. Fra i suoi romanzi pi\u00f9 noti si annoverano, infatti, titoli come <em>Cabo de Hornos<\/em>, 1941; <em>Los conquistadores de la Ant\u00e1rtica<\/em>, 1945; <em>Tierra del Fuego<\/em>, 1956, tutti ambientati nelle vaste solitudini australi, che hanno familiarizzato il lettore cileno, e non lui soltanto, a considerare tali spazi come naturalmente appartenenti all&#8217;area geografica, e anche sentimentale, del Cile.<\/p>\n<p>Naturalmente, una cosa \u00e8 che un popolo sviluppi una propria coscienza territoriale, specialmente se si tratta di un popolo che abita uno spazio geografico particolarissimo, &quot;alla fine del mondo&quot;, come quello cileno; e un&#8217;altra cosa, e ben diversa, \u00e8 che quello Stato nazionale riesca a far valere, sullo scenario mondiale, le sue ambizioni e rivendicazioni politiche. La &quot;coscienza australe&quot;, nel caso del Cile, \u00e8 la necessaria premessa, ma non \u00e8 affatto la condizione sufficiente perch\u00e9 il Cile si affermi, effettivamente, come un Paese bicontinentale, anzi, addirittura tricontinentale; come la diffusione di una certa qual vocazione africana, sostenuta anche da istituzioni geografiche e scientifiche ufficiali, non fu sufficiente, all&#8217;Italia crispina e umbertina, per affermarsi come potenza imperiale africana, specie dopo l&#8217;infausta battaglia di Adua; perch\u00e9, alla fine, \u00e8 la forza, non solo militare, ma anche e soprattutto economico-finanziaria, a decidere questioni del genere, in un senso o nell&#8217;altro. Nel caso delle aspirazioni e ambizioni antartiche del Cile odierno, aspirazioni e ambizioni, peraltro, che sono in competizione con quelle di numerosi altri Pesi sudamericani, non solo l&#8217;Argentina, sua rivale, ma anche il Brasile, l&#8217;Uruguay, il Cile e perfino l&#8217;Ecuador &#8212; il quale, come dice il suo nome, giace sul parallelo zero &#8212; la questione non \u00e8 tanto, o non solo, se quel Paese abbia le carte in regola, geograficamente e spiritualmente, per candidarsi a svolgere un ruolo da protagonista in quel remoto ma strategico scacchiere, cio\u00e8, sostanzialmente, per il controllo dello Stretto di Drake, principale via d&#8217;acqua fra il l&#8217;Atlantico e il Pacifico, oltre allo Stretto di Magellano (sempre da esso controllato) e il Canale di Panama, ma se abbia le risorse per farlo. E qui viene a galla un limite intrinseco della geopolitica in quanto tale, poich\u00e9 essa nasce, come disciplina scientifica, alla fine del XIX secolo, principalmente per una intuizione del geografo svedese Rudolf Kjellen, ed ha avuto il suo momento di gloria soprattutto nella prima met\u00e0 del XX, specialmente nell&#8217;area culturale di lingua tedesca (cfr. il nostro articolo <em>La geopolitica di Karl Haushofer ha ancora qualcosa da insegnare al mondo attuale?<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice in data 01\/04\/2010); ma dopo l&#8217;avvento dell&#8217;era atomica, per non parlare delle possibilit\u00e0 della guerra chimica e di quella batteriologica, essa ha perso molto del suo smalto iniziale e, in ogni caso, non pu\u00f2 pi\u00f9 essere pensata alla maniera classica, essendo totalmente cambiati, insieme alle nuove tecnologie militari e alla ridefinizione complessiva della mappa dei poteri mondiali, alcuni dei suoi presupposti di fondo.<\/p>\n<p>Immaginiamo, sempre per fare un paragone chiarificatore, che la Spagna, rivendicando il possesso della di Gibilterra, intenda riaffermare la propria &quot;vocazione&quot; bi-continentale, cio\u00e8 di ponte fra Europa e Africa, e bi-oceanica, di passaggio fra l&#8217;Atlantico e il Mediterraneo\/Oceano Indiano; oppure, meglio ancora, che l&#8217;Indonesia, rivendicando la sua sovranit\u00e0 sulla Malaysia e su Singapore (cosa che, in parte, ha fatto, ai tempi di Sukarno, nel 1962-66), intenda candidarsi a svolgere un ruolo da protagonista nello spazio marittimo che mette in comunicazione il Pacifico con l&#8217;Oceano Indiano. \u00c8 chiaro che, nel mondo attuale, n\u00e9 la Spagna, n\u00e9 l&#8217;Indonesia, potrebbero affermare i loro &quot;diritti&quot; con un semplice atto d&#8217;imperio, e che non avrebbero le risorse concrete per imporlo; e questo vale altrettanto per il Cile. Una squadra sottomarina statunitense o russa, dotata di missili atomici, potrebbe tranquillamente forzare lo Stretto di Drake, anche ammesso che le navi cilene lo presidiassero giorno e notte, in barba a tutte le pretese del Cile di sovranit\u00e0 antartica. In caso di forza maggiore, cio\u00e8 di un conflitto militare, nessuno chiede il permesso ad alcuno e solo chi detiene la forza pu\u00f2 imporre la propria &quot;geografia&quot;. Non siamo pi\u00f9 al tempo delle navi a vapore e non \u00e8 pi\u00f9 nemmeno necessario dominare materialmente un tratto di mare per interdirne il passaggio alle altre nazioni; oggi le guerre si fanno a livello finanziario, si pu\u00f2 mettere in ginocchio qualunque Stato con una serie di manovre speculative al livello delle borse mondiali; tranne, forse, le nazioni che sono realmente bicontinentali, come gi Stati Uniti e la Russia, ma non tanto perch\u00e9 esse si affacciano su due mari, bens\u00ec perch\u00e9 dispongono di risorse pressoch\u00e9 inesauribili di materie prime per alimentare le loro industrie, di petrolio e minerali strategici, per cui, anche in caso di fallimento finanziario, esse potrebbero continuare a resistere, nonostante tutto, e sarebbe materialmente quasi impossibile occuparne il territorio. Perci\u00f2, i cileni possono continuare a fondare &quot;citt\u00e0&quot; antartiche e inseguire &quot;primati&quot; un po&#8217; patetici, come quello dei primi bambini nati vicino al Polo Sud, ma esso \u00e8 e resta, nel mondo attuale, dominato dagli USA da un lato, dai BRICS dall&#8217;altro, solo un piccolo Paese, che la natura ha dotato d&#8217;una posizione strategica invero assai curiosa, e nulla pi\u00f9 di questo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Probabilmente gli studenti europei di geografia nemmeno se l&#8217;immaginano, ma gli studenti cileni imparano, fin dai banchi di scuola, che esitono, in realt\u00e0, ben tre &quot;Cile&quot;:<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[92],"class_list":["post-25332","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25332","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25332"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25332\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25332"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25332"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25332"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}