{"id":25327,"date":"2018-09-04T11:53:00","date_gmt":"2018-09-04T11:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/09\/04\/quei-geografi-brutti-e-cattivi-che-ci-hanno-inoculato-i-germi-del-razzismo\/"},"modified":"2018-09-04T11:53:00","modified_gmt":"2018-09-04T11:53:00","slug":"quei-geografi-brutti-e-cattivi-che-ci-hanno-inoculato-i-germi-del-razzismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/09\/04\/quei-geografi-brutti-e-cattivi-che-ci-hanno-inoculato-i-germi-del-razzismo\/","title":{"rendered":"Quei geografi brutti e cattivi che ci hanno inoculato i germi del razzismo"},"content":{"rendered":"<p>Se si confronta un comune libro di testo per le scuole, specialmente di storia o di geografia, con uno qualsiasi dei nostri giorni, una cosa appare evidente: la febbre del politicamente corretto ha operato una gigantesca rivisitazione del linguaggio, dei temi, delle prospettive, dei metodi d&#8217;indagine. La cosa pi\u00f9 evidente che emerge \u00e8 lo sforzo di &quot;emendare&quot; queste scienze da ogni residuo di una visione dei fatti umani che possa anche solo minimamente far pensare a delle categorie mentali di giudizio su popoli e culture, che possa anche solo lontanamente suggerire confronti e parallelismi fra popoli e culture diversi, partendo dall&#8217;assunto, meramente ideologico, che tutti gli esseri umani sono ugualmente dotati e ugualmente intelligenti, laboriosi, aperti all&#8217;apprendimento, onesti (se possibile) e che lo sono, di conseguenza, anche i popoli; infine, che non esistono civilt\u00e0 migliori di altre, perch\u00e9 usare il concetto di migliore e di peggiore \u00e8 una manifestazione di spirito razzista, perci\u00f2 quei concetti devono essere totalmente aboliti. Ci\u00f2 fa parte di una operazione ancora pi\u00f9 vasta, diciamo pure globale, mediante la quale si vuole abolire la categoria del giudizio in quanto tale; non solo, ma si vuole abolire la categoria del &quot;vero&quot;, per sostituirla con l&#8217;equiparazione del fatto al valore: tanti fatti, tanti valori. Non ci sono pi\u00f9 valori e quindi non esiste pi\u00f9 nulla che sia bene o male in assoluto, di conseguenza non v&#8217;\u00e8 neppure qualcosa che sia migliore o peggiore, e neppure preferibile o deprecabile, tanto meno vero o falso, ma esistono solo delle situazioni di fatto davanti alle quali bisogna inchinarsi, riconoscerle, accettarle. Ci\u00f2, beninteso, se le situazioni fatto risultano ideologicamente gradite; se non lo sono, allora anche le situazioni di fatto vengono ignorate, e perfino negate; e, non potendole cancellare, perch\u00e9 comunque esistono, si fa ricorso a incredibili virtuosismi verbali per arrivare a negarle a livello linguistico, sperando che il linguaggio consenta di arrivare anche alla loro soppressione a livello psicologico e culturale. E poco importa se le situazioni di fatto permangono: vorr\u00e0 dire che, come estrema <em>ratio<\/em>, si possono sempre varare delle leggi in Parlamento, grazie alle quali chi si permette di nominare le situazioni di fatto ideologicamente scorrette, incorrer\u00e0 nelle sanzioni giuridiche.<\/p>\n<p>Per esempio, \u00e8 divenuto impossibile parlare delle relazioni omofile come di qualcosa che si debba considerare anormale, o comunque meno naturale, e meno desiderabile per la societ\u00e0, di quelle fra uomo e donna: esse esistono, dunque vanno riconosciute, puramente e semplicemente. E se due uomini vogliono sposarsi in municipio, e magari anche in chiesa, con l&#8217;abito da cerimonia, il riso, i confetti, la torta con le figurine dei due sposi in marsina e cilindro, un centinaio d&#8217;invitati e un bel pranzo al ristorante, con luna di miele alle Maldive, chi siano noi per giudicarli? Queste cose esistono: esistono questi impulsi, questi desideri, dunque esistono anche queste coppie (ecco il <em>vietato vietare<\/em> di sessantottesca memoria); e se esistono le coppie omofile, perch\u00e9 negare loro la stessa dignit\u00e0 giuridica di quelle formate da un uomo e una donna? Nossignori, non sia mai: lo Stato deve essere laico, nel senso che non deve introdurre alcuna valutazione morale nei comportamenti dei suoi cittadini, tranne che in caso di violazione delle leggi; ma anche le leggi, d&#8217;altra parte, non devono riflettere una idea del vero e del falso, del bene e del male, ma solo formalizzare l&#8217;esistenza delle situazioni di fatto. Una volta imboccata questa via, non ci sono pi\u00f9 freni. Si passa dal concetto, e dalla parola, di pap\u00e0 e mamma, al concetto, e alla parola, di genitore 1 e genitore 2; e se qualcuno fa resistenza a servirsi di un simile linguaggio, c&#8217;\u00e8 sempre lo strumento della denuncia per ottenere &quot;giustizia&quot; dallo Stato, laico e aconfessionale. N\u00e9 il cittadino cattolico speri di avere il minimo sostegno o la minima comprensione da parte della chiesa cattolica, di <em>questa<\/em> chiesa cattolica, come ha dimostrato la vicenda del professor L\u00e9onard, cacciato dall&#8217;universit\u00e0 cattolica (?) di Lovanio per aver equiparato l&#8217;aborto alla soppressione di una vita, cosa che non \u00e8 piaciuta alle famiglie cattoliche (?) dei suoi studenti, n\u00e9 ai suoi superiori. Se per\u00f2 il dato di fatto \u00e8 sgradito, allora lo si nega: per esempio, si nega l&#8217;handicap, si parla di persone <em>diversamente abili<\/em>, proibito dire cieco o zoppo, e naturalmente non c&#8217;\u00e8 nulla di pi\u00f9 naturale che correre alle olimpiadi con le protesi ferro, se non si hanno le gambe. Le qual olimpiadi sono, s\u00ec, delle <em>paralimpiadi<\/em>, cio\u00e8 non proprio la stessa cosa delle &quot;vere&quot; olimpiadi, ma guai a dirlo, sarebbe una forma grossolana d&#8217;insensibilit\u00e0: sarebbe come insinuare che una persona senza le gambe ha meno diritto di correre alle olimpiadi di una che le ha. E la societ\u00e0 odierna ha deciso che siamo tutti uguali, dunque anche la cultura, e il linguaggio innanzitutto, devono prendere atto di questa scelta democratica e ugualitaria, e riformarsi in base ad esse. Per la stessa ragione, non c&#8217;\u00e8 niente di pi\u00f9 normale che inscrivere un ragazzo autistico dal liceo, perch\u00e9 \u00e8 vero che non parla, non comunica, non scrive e non comprende, se non, tutt&#8217;al pi\u00f9, e per pochissimi minuti, le cose pi\u00f9 semplici, ma sarebbe inelegante e ingeneroso fare dei raffronti coi suoi compagni che possono tradurre Seneca e Ovidio e risolvere equazioni di algebra, perci\u00f2 tutti zitti, dov&#8217;\u00e8 il problema?, in classe c&#8217;\u00e8 posto per tutti, basta aggiungere un banco, compagni e professori si adatteranno. E pazienza se questo comporter\u00e0 disagi e ritardi per tutti gli altri, chi \u00e8 pi\u00f9 fortunato deve saper essere accogliente. Ma guai a dirlo, si deve fare senza dirlo: perch\u00e9 quel ragazzo non \u00e8 mica diverso, no, lui \u00e8 come tutti gli altri, quindi nessuno \u00e8 pi\u00f9 o meno fortunato, le differenze non esistono, sono solo vieti pregiudizi che una buona volta spariranno.<\/p>\n<p>Ma torniamo alla storia e alla geografia e vediamo dove stanno le radici dei nostri cattivi pensieri, delle nostre tendenze razziste e sessiste, e chi ce le ha inoculate a suo tempo: parliamo, si capisce, delle generazioni adulte, traumatizzate nella loro adolescenza da libri di testo e da professori politicamente scorretti, mentre le ultime generazioni hanno avuto il privilegio di non subire tali nefaste influenze. Uno dei libro di geografia pi\u00f9 apprezzati nelle scuole medie superiori era quello di Roberto Almagi\u00e0 ed Elio Migliorini, <em>Terra,mari e uomini<\/em>, in cinque volumi, sul quale hanno studiato probabilmente milioni di studenti italiani negli anni &#8217;60 e &#8217;70. Almagi\u00e0 specialmente (morto nel 1962, per cui la revisione e l&#8217;aggiornamento del suo manuale erano state affidate a Migliorini) era considerato uno dei migliori geografi italiani della prima met\u00e0 del XX secolo, insieme a Renato Biasutti, Giotto Dainelli e Giuseppe Nangeroni. Sfogliando l&#8217;opera sunnominata (Roma, Cremonese, 1962, vol. 4, pp. 110; 111-12; 310, 317) possiamo leggere frasi come queste:<\/p>\n<p><em>L&#8217;Africa a sud del Sahara \u00e8 abitata in prevalenza dalla formazione razziale negride, divisa un parecchi tipi; la fascia lungo il Mediterraneo \u00e8 invece da tempo remoto compresa nell&#8217;ambito delle razze bianche (Europidi). (&#8230;) Quanto alle religioni, i negri praticavano originariamente, e in molte regioni praticano tuttora, diverse forme, di solito assai grossolane, di animismo (&#8230;). I Negri della foresta, raccolti soprattutto lungi i fiumi, vivono do caccia e di pesca, ma lavorano un poco anche la terra; sono divisi in trib\u00f9, spesso assai numerose, si riuniscono in grossi villaggi di capanne. Alcune trib\u00f9 praticavano un tempo l&#8217;antropofagia, ora scomparsa. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Gli abitanti indigeni [dell&#8217;Australia] sono gli Australiani, che formano una razza speciale, in condizioni bassissime di civilt\u00e0 (i primi coloni europei lo trovarono allo stadio della pietra) e in via di scomparire. (&#8230;) I Melanesiani rassomigliano alquanto ai Negri: poco progrediti in civilt\u00e0, poco dediti alla vita marinaresca, sono sedentari ed esercitano rudimentalmente l&#8217;agricoltura; alcune trib\u00f9 erano fino a pochi anni fa ancora cannibali<\/em>.<\/p>\n<p>Sono brani trascelti quasi a casaccio, ed \u00e8 certo che, oggi, nessun autore di libri di testo oserebbe esprimersi in questi termini. Tanto per cominciare, non potrebbe usare la parola &quot;negri&quot;, a meno di rischiare una querela per razzismo e incitamento all&#8217;odio razziale. Poi, non potrebbe parlare di &quot;civilt\u00e0&quot;, e tanto meno osservare che alcuni popoli sono pi\u00f9 indietro di altri sulla via della civilizzazione. Non parliamo delle religioni: espressioni come &quot;forme assai grossolane&quot; sarebbero da bollino rosso, anzi nero. Infine, che dire dell&#8217;accenno all&#8217;antropofagia? Certo, si tratta di dati di fatto, sia per certe popolazioni africane, sia per quelle melanesiane: ma quale intollerabile mancanza di delicatezza e di buon gusto, il farne menzione! Sarebbe come parlare di corda in casa di una famiglia il cui padre \u00e8 stato impiccato. No, non va proprio bene: son cose che non si dicono. Ma come fare, allora? Dire, per esempio, che quelle popolazioni, per necessit\u00e0 alimentare, solevano integrare la loro magra dieta con le carni dei nemici uccisi (e anche di qualche navigatore europeo di passaggio, come il povero Marion Dufresene, ingannato abilmente, trucidato a tradimento e messo in pentola coi suoi compagni dai valorosi guerrieri maori nel 1772)? No, non va bene neanche cos\u00ec; come non va bene dire che la religione degli aztechi era basata sulla pratica massiccia e sistematica dei sacrifici umani, per offrire continuamente cuori umani ancora palpitanti al dio del Sole. Saranno anche cose vere, ma \u00e8 meglio che se ne occupino gli studiosi di antropologia e di etnologia, i quali sapranno quali cautele, anche linguistiche, usare e quali argomenti scegliere per razionalizzare, storicizzare, minimizzare e attenuare l&#8217;impatto psicologico e morale sul pubblico. Dopotutto, siamo eredi di Rousseau, quindi non \u00e8 opportuno che qualcuno si permetta di infangare a questo modo il nome onorato del Buon Selvaggio, cardine della nostra visione del mondo.<\/p>\n<p>\u00c8 stato dunque un cattivo maestro, Roberto Almagi\u00e0? Dobbiamo dare il bando alle sue opere? Dobbiamo intentargli un processo postumo, e magari tirarlo fuori dalla fossa, e porre i suoi resti sulla scranna dell&#8217;imputato, come fece il papa Stefano VI allorch\u00e9 convoc\u00f2 il &quot;sinodo del cadavere&quot;, fece riesumare il corpo del defunto papa Formoso e lo process\u00f2, facendolo condannare per indegnit\u00e0 e tradimento, dopo di che gli vennero strappati di dosso i paramenti, gli vennero mozzate tre dita della mano destra e venne gettato, ormai gi\u00e0 bell&#8217;e morto da dieci mesi, nelle acque del Tevere. Vi sono pochi dubbi che, almeno idealmente, i signori progressisti dei nostri giorni procederebbero, potendolo, in questo modo; se non che vi si oppongono due fattori, l&#8217;uno di natura particolare, l&#8217;altro di natura generale. Il primo \u00e8 che Roberto Almagi\u00e0 era ebreo, e che perse la cattedra a causa delle leggi razziali del 1938; scamp\u00f2 in seguito alla deportazione perch\u00e9 Pio XII (quello del vergognoso &quot;silenzio&quot;!) lo aveva assunto come bibliotecario in Vaticano. E certo non si pu\u00f2 accusare un geografo ebreo di razzismo; non si pu\u00f2 rinfacciargli di avere avvalorato l&#8217;esistenza delle &quot;razze&quot; umane, e di aver parlato di &quot;negri&quot;, e di aver insinuato che essi sono meno civili delle altre razze. Riguardi che non sono stati usati nei confronti di altri studiosi, vuoi perch\u00e9 avevano il torto generale, per cos\u00ec dire, di essere ariani, vuoi perch\u00e9 avevano il torto specifico di avere aderito alle esecrande ideologie totalitarie e concentrazionarie del XX secolo (no, non quella comunista: quella non \u00e8 esecranda, o almeno non \u00e8 stata considerata tale, per settanta anni, dalla cultura italiana dominante). L&#8217;altro fattore \u00e8 che, se si condanna il linguaggio di Almagi\u00e0 e l&#8217;universo concettuale ad esso sotteso, bisognerebbe condannare praticamente tutta la cultura dei nostri genitori e dei nostri nonni, il che, francamente, sarebbe un&#8217;impresa superiore alla ripulitura delle stalle di Augia, anche se si disponesse della forza di un Ercole. Senza contare che non ci si dovrebbe limitare alla geografia, o alla storia; ma bisognerebbe estendere l&#8217;epurazione postuma a tutti gli ambiti del sapere e del conoscere. La psicologia, per esempio: \u00e8 vero o non \u00e8 vero che <em>tutti<\/em> i manuali di psicologia pubblicati fin verso il 1950, e spesso anche un po&#8217; oltre, classificavamo l&#8217;omofilia tra le perversioni sessuali? E che <em>tutti<\/em> gli studiosi accademici erano di questa opinione, non solo i sacerdoti cattolici pi\u00f9 oscurantisti e reazionari? In altre parole: se dovessero indossare i panni della coerenza, gli odierni paladini del relativismo e del <em>politically correct<\/em> dovrebbero rifare tutto il sapere, censurare tutti gli scrittori, i pensatori e gli scienziati, emendare tutto il vocabolario adoperato usualmente fino ai primi anni &#8217;60, musica leggera compresa (vi ricordate <em>gli altissimi negri<\/em> della canzone <em>Siamo i vatussi<\/em> di Edoardo Vianello?), per non parlare del cinema e del fumetto (<em>sporco negro<\/em> e <em>muso rosso<\/em> erano epiteti abituali sulle labbra d&#8217;un eroe del West come Tex Willer). E allora meglio lasciar perdere e far finta di nulla; dopotutto, la signorilit\u00e0 paga e i signori della neolingua, della neocultura e della neochiesa sono veramente nobili. Non si perdono in battibecchi con gli esponenti della vecchia cultura, loro: sanno di rappresentare <em>le magnifiche sorti e progressive<\/em>, di avere tutto il futuro, e guardano radiosamente avanti, senza curarsi degli italiani razzisti e omofobi che li hanno preceduti. Dante diceva <em>li mal protesi nervi<\/em> per indicare l&#8217;atto della sodomia, e poneva i sodomiti sotto una pioggia di fuco, all&#8217;inferno, dove poneva anche Maometto, squartato da un diavolo? <em>Non ragioniam di lui, ma guarda e passa<\/em>: oggi abbiamo la Boldrini e Nichi Vendola, altro che Dante&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se si confronta un comune libro di testo per le scuole, specialmente di storia o di geografia, con uno qualsiasi dei nostri giorni, una cosa appare<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[92],"class_list":["post-25327","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25327","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25327"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25327\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25327"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25327"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25327"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}