{"id":25315,"date":"2016-07-29T02:28:00","date_gmt":"2016-07-29T02:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/07\/29\/la-genesi-biblica-secondo-don-guido-bortoluzzi\/"},"modified":"2016-07-29T02:28:00","modified_gmt":"2016-07-29T02:28:00","slug":"la-genesi-biblica-secondo-don-guido-bortoluzzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/07\/29\/la-genesi-biblica-secondo-don-guido-bortoluzzi\/","title":{"rendered":"La Genesi biblica secondo don Guido Bortoluzzi"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;Alpago \u00e8 uno dei luoghi pi\u00f9 belli al mondo. In questa conca situata fra il Lago di Santa Croce, la chiostra delle Dolomiti d&#8217;Alpago e la Foresta del Cansiglio, in uno scenario verde e azzurro di straordinaria serenit\u00e0 e di bucolico incanto, condusse la sua vita raccolta e pensosa un prete il cui nome dice poco al grande pubblico, don Guido Bortoluzzi, nato il 7 ottobre 1907 a Puos d&#8217;Alpago e morto l&#8217;8 ottobre 1991 a Meano, frazione di Santa Giustina, sempre in provincia di Belluno. Tutta la sua esistenza si consum\u00f2 in quest&#8217;angolo appartato delle Prealpi Bellunesi, senza mai toccare una grande citt\u00e0 e senza mai venire in contatto con esponenti della cultura del suo tempo; e fu amareggiata da incomprensioni e ostilit\u00e0 da parte dei suoi superiori e di una parte del clero, dovute al carattere sconcertante delle rivelazioni di cui sarebbe stato il destinatario. Non c&#8217;\u00e8 da stupirsene: ancora oggi, il contenuto di tali rivelazioni private provoca un effetto notevole nel lettore, anche il pi\u00f9 benevolo e bendisposto; ed \u00e8 difficile non essere ben disposti nei confronti di questo umile parroco che possedeva doni carismatici non indifferenti e che lasci\u00f2, in quanti lo conobbero, una profonda impressione di dolcezza, di semplicit\u00e0 e quasi di evangelica ingenuit\u00e0.<\/p>\n<p>Questo prete di campagna \u00e8 tuttora un enigma per quanti si accostano alla sua figura e alla sua vicenda umana: egli, infatti, ha avuto una serie di visioni e di &quot;spiegazioni&quot;, fornitegli da Dio stesso, in ordine a ci\u00f2 che aveva visto con straordinaria precisione e nitidezza: otto, per la precisione, fra il 1968 e il 1974, mentre era parroco a Chies d&#8217;Alpago, alcune sotto forma di sogni profetici, altre sotto forma di locuzioni interiori. Nel corso di questa pluriennale e sconvolgente esperienza mistica, don Guido &quot;vede&quot; e apprende delle cose che modificano, in maniera sostanziale, ci\u00f2 che dice la <em>Bibbia<\/em> e che viene insegnato dal catechismo della Chiesa cattolica riguardo alle origini dell&#8217;uomo e alla natura del Peccato originale. Anche se egli si \u00e8 limitato ad affermare di aver solo ricevuto queste conoscenze, senza nulla aggiungervi di suo, e anche se si \u00e8 affannato a precisare che le sue visioni integrano e chiarificano, ma non stravolgono il senso del racconto biblico, \u00e8 da qui che hanno avuto origine le incomprensioni, i dispiaceri, le amarezze e la profonda solitudine di quest&#8217;uomo semplice e buono, incapace di inventarsi una simile storia per mera vanit\u00e0.<\/p>\n<p>Pare che egli ne abbia parlato con l&#8217;allora patriarca di Venezia, Albino Luciani, che era stato suo compagno di studi al seminario di Feltre (prima del passaggio di questi al seminario di Belluno); non si sa esattamente quale fu il tenore delle loro conversazioni, ma una cosa possiamo constatare, che Luciani, eletto al pontificato come Giovanni Paolo I, sorprese i fedeli annunciando che Dio non \u00e8 solo Padre, ma anche Madre dell&#8217;umanit\u00e0. Si \u00e8 trattato di un riflesso di quei colloqui e di una rielaborazione di quanto confidatogli dal suo ex compagno di studi? Oltre a ci\u00f2, siamo a conoscenza di ben quattro distinte predizioni circa il ruolo che Dio avrebbe affidato a don Guido per chiarire alcuni aspetto della <em>Genesi<\/em>.<\/p>\n<p>Si tratta di circostanze che hanno tutti i necessari riscontri, e di predizioni che sono avvenute alla presenza di testimoni attendibili. La prima ha per protagonista don Giovanni Calabria, veronese, fondatore della Congregazione dei Poveri Servi e di quella delle Povere Serve della Divina Provvidenza, proclamato santo da Giovanni Paolo II nel 1999. Mentre era a colloquio con il rettore del Seminario di Feltre, nel 1922, annunci\u00f2 agli studenti che uno di loro avrebbe scritto un libro molto importante sulla Genesi biblica; interrogato direttamente dal giovanissimo Bortoluzzi, rispose che era proprio lui. La seconda \u00e8 stata fatta nel 1928 dal padre peruviano Matteo Crawley, proclamato Servo di Dio, della Congregazione dei Sacri Cuori di Ges\u00f9 e di Maria, conosciuto per i suoi doni profetici: egli predisse a Luciani una sfolgorante ma brevissima carriera ecclesiastica, e a Bortoluzzi che avrebbe ricevuto una particolare rivelazione sulle origini dell&#8217;uomo, a causa della quale avrebbe avuto molto da soffrire. La terza predizione esce dalla bocca di monsignor Gaetano Masi, padre spirituale dei seminaristi, il quale, nel 1932, guardando dritto il chierico Guido, preannuncia che uno di loro chiarir\u00e0 la vera essenza del Peccato originale. La quarta, infine, viene da un personaggio veramente illustre, la mistica tedesca e stigmatizzata Teresa Neumann, di Konnersreuth, che viene apposta dalla Germania per conoscere don Guido, allora parroco di Dont, frazione di Zoldo: siamo nel 1944, in piena Seconda guerra mondiale, e allo stupito prete di un paesino di montagna la donna spiega di essere venuta a visitare un sacerdote nel quale Dio ha riposto grandi progetti, preannunciandogli, nello stesso tempo, intense sofferenze.<\/p>\n<p>Quest&#8217;ultima predizione pu\u00f2 suscitare dubbi a chi conosca la biografia della mistica, la quale, per 36 anni, non si sarebbe nutrita d&#8217;altro che dell&#8217;ostia consacrata; il suo viaggio in Italia non risulta documentato e appare anzi alquanto improbabile, date le sue condizioni di salute e le circostanze della guerra (anche se, in teoria, non ci sono che poche ore di automobile fra la Baviera e il Bellunese, allora di fatto annesso al Reich nel cosiddetto <em>Alpenvorland<\/em>); ma tali perplessit\u00e0 cadono se si tiene presente che ella fu protagonista di numerosi e accertati episodi di bilocazione, oltre che di profezia e xenoglossia (donna senza istruzione, durante le sue estasi parlava correttamente il greco, il latino e l&#8217;aramaico). E a ci\u00f2 si aggiunga che lo stesso don Guido era un soggetto mistico e medianico, ancor prima di essere il destinatario delle visioni e spiegazioni soprannaturali relative alle origini dell&#8217;uomo: nel 1917 ebbe, in contemporanea con i tre pastorelli di Fatima, la visione della Madonna che appariva ad essi; e nel 1945 ebbe, con diciotto anni di anticipo, la visione, precisa fin nei dettagli, della terribile tragedia del Vajont, che il 9 ottobre del 1963 avrebbe spazzato via il paese di Longarone e provocato circa 2.000 vittime. \u00c8 possibile, pertanto, ipotizzare o che Teresa Neumann si sia recata da don Guido con il suo corpo astrale, o che egli l&#8217;abbia vista non fisicamente, ma nel corso di una delle sue percezioni extrasensoriali.<\/p>\n<p>Sarebbe troppo lungo riferire dettagliatamente il contenuto delle visioni e delle &quot;spiegazioni&quot; che don Guido ha ricevuto dal Signore: chi vuol farsene un&#8217;idea precisa, deve leggersi il libro di Renza Giacobbi, <em>Genesi Biblica<\/em>, e il commento della stessa Autrice, <em>Sintesi della Genesi Biblica<\/em>: si tratta dei manoscritti che don Bortoluzzi aveva redatto entro il 1982, a ci\u00f2 spronato da Dio stesso, ma che non pot\u00e9 pubblicare in vita per il loro contenuto &quot;scottante&quot; e che, pertanto, affid\u00f2, prima di morire, alla signora Giacobbi, la quale ha portato a buon fine l&#8217;iniziativa, fondando, inoltre, insieme ad altre persone, l&#8217;Associazione Don Guido Bortoluzzi, per tener viva la memoria del sacerdote e per commemorarla ogni anno, a Farra d&#8217;Alpago, nell&#8217;anniversario della scomparsa. \u00c8 bene precisare che <em>Genesi Biblica<\/em> si pu\u00f2 integralmente scaricare da Internet, e ci\u00f2 depone a favore della sincerit\u00e0 e buona fede delle persone che hanno creduto alle rivelazioni di don Guido e hanno voluto farle conoscere al pubblico, senza secondi fini. Il che non \u00e8 bastato a proteggerle dagli sberleffi malevoli di quanti non credono a quelle visioni, n\u00e9 alla loro buona fede: \u00e8 sufficiente fare una rapida ricognizione in rete per rendersi conto di quanto beffardi e gratuitamente offensivi siano i commenti dei soliti scientisti da quattro soldi. Con questo, non intendiamo gettarci dalla parte opposta della barricata: non ci prendiamo la responsabilit\u00e0 di credere a tutto ci\u00f2 che don Guido afferma, anzi, conserviamo una fortissima perplessit\u00e0, sia perch\u00e9 il suo racconto della genesi dell&#8217;uomo si discosta in maniera decisiva da quello della <em>Bibbia<\/em>, sia perch\u00e9 manca qualsiasi possibilit\u00e0 di riscontro scientifico e oggettivo alle sue affermazioni di natura biologica.<\/p>\n<p>Qui di seguita diamo solo una rapidissima sintesi della genesi secondo le visioni avute da questo sacerdote. Prima di quella umana, viveva sulla Terra una razza di ominidi, chiamati ancestri: da una femmina di quella razza, la meno pelosa e animalesca, Dio fece nascere la specie umana, depositando nel suo utero (in affitto?; l&#8217;infelice espressione si trova proprio nel libro) un ovulo femminile e un gamete maschile, da cui nacque Adamo, allevato dalla madre-scimmia che non era, per\u00f2, la sua vera madre biologica. Quindici o sedici anni dopo, Dio &quot;impiant\u00f2&quot; nell&#8217;utero della madre scimmiesca un altro ovulo femminile della specie umana, mentre il gamete maschile, questa volta, fu opera dello stesso Adamo, il quale, inconsapevolmente (nel sonno) si un\u00ec alla &quot;scimmia&quot;: da questa unione nacque una bella bambina, Eva, la prima donna interamente umana (anche se don Guido, creando un ulteriore elemento di confusione, chiama &quot;Eva, madre di tutti i viventi&quot;, non lei, ma la Eva scimmiesca da cui era nata). Adamo, creatura perfetta, molto intelligente e dotata di parola (mentre gli ancestri, pur essendo miti e propensi a collaborare con l&#8217;uomo, non possedevano il linguaggio), ricevette da Dio l&#8217;ordine di riprodursi solo con la donna della sua stessa specie: questo sarebbe il vero significato dell&#8217;ordine di non mangiare dell&#8217;Albero del bene e del male, cio\u00e8 non avere rapporti con femmine di altra specie. Adamo, per\u00f2, disobbed\u00ec: due o tre anni dopo la nascita di Eva, non volle aspettare ed ebbe un rapporto sessuale con la Eva scimmiesca: non per impazienza sessuale, poich\u00e9, nella sua perfezione, egli era del tutto padrone dei propri istinti, ma per la malvagia volont\u00e0 di non dipendere pi\u00f9 da Dio e di avere dei figli tutti &quot;suoi&quot;. Il risultato fu disastroso, perch\u00e9 il figlio che nacque, Caino, eredit\u00f2 e trasmise, a sua volta, la cattiva mescolanza di cromosomi umani e pre-umani, che lo predisponevano sia alle malattie e deformit\u00e0 fisiche, sia ai disordini psichici e sessuali (come vedremo). Questo fu il vero Peccato originale: un peccato del quale solo Adamo porta la responsabilit\u00e0, non la donna: n\u00e9 la Eva umana, che era solo una bimba, n\u00e9 la Eva scimmiesca, che, essendo priva d&#8217;intelligenza, non era responsabile dell&#8217;atto.<\/p>\n<p>Alcuni anni dopo, avvenne la tragedia. Adamo ed Eva avevano avuto un primo figlio, Abele, creatura geneticamente perfetta come il padre, perch\u00e9 nata da un padre e una madre umani, mentre Caino, crescendo, rivelava sia nel fisico che nell&#8217;anima il disordine della sua doppia natura: era violento e aggressivo come un animale, ma intelligente come un uomo (gli ancestri non erano violenti, n\u00e9 aggressivi, ma Caino non era uno di loro, bens\u00ec un ibrido fra le due specie). Quando suo fratellastro Abele era ancora un piccino di due o tre anni, Caino volle abusarne sessualmente; alcuni ancestri intervennero per difendere il bambino, che urlava, ma, tirandolo con violenza, peggiorarono le cose, e Abele mor\u00ec. Questo, secondo le drammatiche visioni di don Guido, fu il vero svolgimento dell&#8217;assassinio di Abele da parte di Caino: che non erano due giovani ben formati, come si evince dal racconto biblico, l&#8217;uno pastore, l&#8217;altro agricoltore; n\u00e9 erano divisi da una gelosia riguardo alle offerte rese a Dio. La responsabilit\u00e0 del delitto, per don Guido, ricade tutta su Adamo, che, disobbedendo a Dio, aveva creato una tale situazione; mentre Caino, preda dei suoi pessimi istinti, non era colpevole, in quanto incapace di scegliere liberamente fra il bene e il male. Comunque, egli, dopo il fratricidio, fugg\u00ec, e si abbandon\u00f2 ad ulteriori perversioni sessuali, verosimilmente unendosi ad altre femmine pre-umane. In seguito nacque Set, anch&#8217;egli, come Abele, essere umano perfetto, in quanto figlio di Adamo ed Eva. In seguito, per\u00f2, i discendenti di Set si invaghirono delle donne discendenti da Caino, si unirono ad esse e rinnovarono la mescolanza dei cromosomi delle due specie) Tale, per don Guido, sarebbe la giusta interpretazione di quel misterioso versetto della <em>Genesi<\/em> (6, 4), in cui si parla dei giganti nati dall&#8217;unione tra i figli di Dio e le figlie degli uomini. Su questo punto pare che don Guido si sia in qualche modo richiamato anche all&#8217;opera di Maria Valtorta, dandone, per\u00f2, una interpretazione del tutto personale e opinabile.<\/p>\n<p>Questa, in sintesi, la parte pi\u00f9 &quot;rivoluzionaria&quot;, e francamente scioccante, della Genesi biblica, secondo don Guido Bortoluzzi. Si fa fatica a vedere il bench\u00e9 minino raggio di luce spirituale in questa cupa vicenda dai tratti crudamente materialistici, dove Dio agisce come uno scienziato che gioca con l&#8217;utero delle sue creature, mentre i primi semi-umani si abbandonano a crimini atroci; e dove la dottrina del Peccato originale subisce un drastico mutamente di prospettiva, comportando delle conseguenze di tipo biologico e solo di riflesso spirituali e morali; la disobbedienza di Adamo, inoltre, sarebbe stata di genere sessuale, e non conoscitivo. Tutto questo ha un sapore crudo, amaro, poco confacente alla solennit\u00e0 e alla spiritualit\u00e0 del racconto biblico. Il fatto che don Guido sia stato un buon prete, dalla vita integerrima, non attenua le contraddizioni, semmai le complica. Ci si domanda perch\u00e9 un prete cos\u00ec mite e sincero avrebbe dovuto &quot;inventarsi&quot; una interpretazione cos\u00ec eterodossa della Genesi, fondamento della <em>Bibbia<\/em> e, quindi, anche del cristianesimo. Non ci sono ragioni plausibili, ma questa considerazione non attenua l&#8217;improbabilit\u00e0 dei contenuto delle visioni. Sappiamo che don Guido leggeva molti libri di carattere scientifico e che era quasi ossessionato dal mistero dell&#8217;origine della vita (la struttura del DNA venne scoperta solo nel 1953). Pu\u00f2 essere che tale ossessione lo abbia suggestionato? Eppure, visioni cos\u00ec nitide e prolungate, cos\u00ec dettagliate nei risvolti biologici, non nascono da semplice suggestione; sembrano venire da qualcosa d&#8217;altro. Ma da cosa? Davvero Dio \u00e8 apparso a don Guido per rivelargli la vera storia della Genesi, e, in pratica, per chiedergli di correggere la <em>Bibbia<\/em> su dei punti fondamentali? Sarebbe un caso unico, quello di un&#8217;<em>autentica<\/em> rivelazione privata che scuote la <em>Bibbia<\/em> dalle sue basi e che turba e disorienta i fedeli&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Alpago \u00e8 uno dei luoghi pi\u00f9 belli al mondo. 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