{"id":25312,"date":"2016-04-04T03:10:00","date_gmt":"2016-04-04T03:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/04\/04\/la-nostra-generazione-ha-venduto-lanima-al-diavolo\/"},"modified":"2016-04-04T03:10:00","modified_gmt":"2016-04-04T03:10:00","slug":"la-nostra-generazione-ha-venduto-lanima-al-diavolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/04\/04\/la-nostra-generazione-ha-venduto-lanima-al-diavolo\/","title":{"rendered":"La nostra generazione ha venduto l\u2019anima al Diavolo?"},"content":{"rendered":"<p>La civilt\u00e0 moderna, e, in modo particolare, l&#8217;attuale generazione, hanno venduto l&#8217;anima al Diavolo, in cambio del potere, e specialmente del potere sulla natura?<\/p>\n<p>Tanto per cominciare, sgombriamo subito il terreno da un possibile fraintendimento: la domanda che abbiamo posto non va intesa in senso metaforico, generico, paradossale, ma proprio alla lettera, in tutta la sua inattualit\u00e0 e &quot;scorrettezza&quot;; proprio nel senso preciso delle parole, cos\u00ec che chi se la ride del Diavolo e, in genere, della dimensione soprannaturale (e preternaturale), sappia subito che la cosa non lo riguarda e non lo pu\u00f2 interessare. Lo lasciamo volentieri alle sue rocciose certezze scientiste, alla sua presunzione intellettuale debitamente &quot;laicista&quot; e &quot;progressista&quot;, e andiamo avanti per la nostra strada. A noi, che all&#8217;esistenza del Diavolo crediamo, e assai seriamente, in quanto cristiani e in quanto individui pensanti, che vedono il mistero del Male ovunque presente, e sanno di non poter rispondere a tutte le domande che esso pone con la sola ragione, la cosa interessa, eccome: perch\u00e9, se fosse vero che la nostra generazione si \u00e8 votata al Diavolo, allora si pu\u00f2 ben dire che i tempi dell&#8217;Apocalisse sono arrivati, e che l&#8217;Anticristo \u00e8 gi\u00e0 in mezzo a noi, o si accinge a rivelarsi: e bisogna credere che folle sterminate non attendono altro che la sua rivelazione per acclamarlo e per tributargli onore e lode.<\/p>\n<p>Ora, l&#8217;astuzia pi\u00f9 grande del Demonio \u00e8 appunto quella di far credere che non esiste; di incoraggiare gli uomini a non credere n\u00e9 a lui, n\u00e9, tanto meno, a Dio; di istigarli a farsi degli d\u00e8i di se stessi, a guardare al mondo come al loro dominio incontrastato, a suggerire ad essi pensieri di onnipotenza, di autosufficienza, di perfetto auto-appagamento. E, per capire che questa \u00e8 la sua strategia fondamentale, basterebbe la sola ragione naturale: \u00e8 intuitivo, infatti, che chi pensa di non aver nulla da temere, non appresta alcuna difesa, appunto perch\u00e9 non ritiene che vi sia nulla di cui preoccuparsi. Fu cos\u00ec che cadde Troia: quando i suoi abitanti, che avevano resistito valorosamente, per dieci anni, a tutti gli assalti dei Greci, infine furono vinti dalla loro fiducia che il pericolo fosse cessato, che i nemici se ne fossero andati. Fu quella fiducia a perderli, a far loro abbandonare ogni prudenza: di fatto, si comportarono come se un velo opaco d&#8217;incoscienza fosse disceso su di loro, tanto \u00e8 vero che il solo, fra essi, che intu\u00ec il pericolo e tent\u00f2 di allontanare la minaccia, il sacerdote Laocoonte, venne abbandonato al suo tragico destino, e nessuno mosse un dito per aiutarlo, quando i due serpenti marini uscirono dall&#8217;acqua e lo straziarono a morte, insieme ai suoi figli inermi. Al contrario: i Troiani interpretarono quella orribile fine come una punizione divina per il gesto, ritenuto sacrilego, d&#8217;aver scagliato la lancia contro il cavallo di legno: il cavallo che conteneva i guerrieri greci nascosti, capeggiati da Ulisse; il cavallo che risuon\u00f2 in modo sinistro, perch\u00e9 la sua pancia era vuota, e tutti gli astanti avrebbero dovuto capire cosa ci\u00f2 significava, e mettersi in sospetto, se avessero conservato la capacit\u00e0 di leggere i segni del destino.<\/p>\n<p>E noi, cittadini del terzo millennio, abbiamo conservato sufficiente lucidit\u00e0 per vedere e interpretare i segni del nostro destino? Siamo abbastanza desti e capaci di riconoscere gli indizi del pericolo che ci minaccia? Si direbbe di no. La mentalit\u00e0 scientista e razionalista ci ha lentamente privati della capacit\u00e0 di leggere i segni, che i nostri progenitori, in misura maggiore o minore, avevano; e se, per caso, ogni tanto qualche sentinella lancia il grido d&#8217;allarme, la massa gli risponde di stare calmo e tranquillo, che si \u00e8 sbagliato, che non c&#8217;\u00e8 alcuna ragione di preoccuparsi. Quanto alla Chiesa, che dovrebbe presidiare gli spalti, e custodire le sue pecorelle con zelo particolare, perch\u00e9 le sono state affidate dall&#8217;Alto, non pare che essa mostri una vera consapevolezza della seriet\u00e0 del momento. Alle poche sentinelle che lanciano il grido d&#8217;allarme, sempre pi\u00f9 spesso membri del clero, vescovi, cardinali, rispondono di stare calmi e tranquilli; e aggiungono, per buona misura, che non si deve fare i &quot;profeti di sventura&quot;. Che strana osservazione! Si prenda in mano la Bibbia, la si sfogli dal principio alla fine, e dalla fine al principio, e poi si dica: vi \u00e8 forse un solo profeta che non abbia annunciato <em>anche<\/em> le sventure? Che non abbia messo in guardia contro i pericoli? Che non abbia cercato di scuotere la massa indifferente, di renderla consapevole della assoluta necessit\u00e0, dell&#8217;urgenza, della improrogabilit\u00e0 di convertirsi, di ravvedersi, di stare pi\u00f9 attenta a leggere i segni del Cielo? Che cosa predicava il profeta Giona, camminando per le lunghissime strade di Ninive: non annunciava forse la collera di Dio e l&#8217;imminente distruzione della citt\u00e0 con tutti i suoi abitanti, se non si fossero convertiti immediatamente e non avessero cambiato modo di vivere? E quel che abbiamo detto di Giona, vale per tutti gli altri profeti, tutti, dal primo all&#8217;ultimo: non escluso lo stesso Ges\u00f9 Cristo, il quale, s\u00ec, annunci\u00f2 la Lieta Novella del Padre amorevole e misericordioso, ma mise anche in guardia contro il fuoco dell&#8217;Inferno, contro le tentazioni del Demonio e contro l&#8217;imminente rovina di Gerusalemme, invitando le sue donne a piangere e pregare, perch\u00e9 presto le avrebbe colpite un atroce destino. Ora, domandiamo: era anche Ges\u00f9 Cristo un profeta di sventura? Che cosa vuol dire essere dei profeti di sventura? Lasciamo che a servirsi di questo tipo di espressioni, cariche d&#8217;ironia, incredulit\u00e0 e disprezzo per le cose spirituali, siano coloro i quali se ne ridono della vita eterna, dell&#8217;anima immortale, di Dio e del nostro nemico, il Diavolo; lasciamo che a parlare cos\u00ec siano gli increduli, i materialisti, i massoni e tutti quelli che deridono le verit\u00e0 eterne. I cristiani dovrebbero usare un altro linguaggio e ragionare in ben altra maniera: pur senza vedere sventure ovunque, non dovrebbero affatto abbassare la guardia, perch\u00e9 essi sanno, o dovrebbero sapere, che la vita \u00e8 una lotta, una lotta del Bene contro il Male, dal primo all&#8217;ultimo giorno; e che il Male non va mai in vacanza, anzi, approfitta del bench\u00e9 minimo istante di distrazione per lanciare i suoi attacchi, carichi di odio e di perfidia.<\/p>\n<p>I cristiani che non vogliono sentir parlare di profeti di sventura, hanno mai letto le vite dei santi? Non sanno che tutti i santi hanno dovuto fare i conti con gli attacchi del Demonio, sia morali che, sovente, anche fisici? Che al curato d&#8217;Ars, Jean-Marie Vianney, egli incendi\u00f2 perfino il materasso, e poi gl&#8217;inferse un terribile colpo sul collo, che lo lasci\u00f2 menomato per tutta la vita? Che san Pio da Pietrelcina passava le notti insonni, veniva svegliato, veniva battuto, veniva insultato e tentato in ogni modo dal Demonio? E non \u00e8 forse evidente che il Diavolo sta profittando del momento pi\u00f9 favorevole che gli sia mai capitato, ora che gli uomini, per la prima volta, non credono pi\u00f9 a niente e pensano solo e unicamente a godersi la vita in maniera grossolanamente edonistica, e a realizzare il massimo dominio sulle cose, per trarne sempre pi\u00f9 potere e ricchezza?<\/p>\n<p>Ha scritto padre Livio Fanzaga nel suo libro La Donna e il drago. I giorni dell&#8217;Apocalisse, Milano, Sugarco Edizioni, 2002, pp. 66-69):<\/p>\n<p><em>Una delle caratteristiche pi\u00f9 preoccupanti dell&#8217;epoca moderna \u00e8 senza dubbio il progressivo distacco dal cristianesimo da parte di quei popoli e di quelle nazioni che sono stati plasmati dal messaggio evangelico. L&#8217;&quot;apostasia dalla verit\u00e0&quot;, che nei secoli passati aveva riguardato soltanto alcune \u00e9lites, \u00e8 diventata a mano a mano un fenomeno di massa. Non si pu\u00f2 spiegare un evento come la rivoluzione francese e successivamente le rivoluzioni che hanno portato all&#8217;affermazione del comunismo e del nazismo senza un allontanamento delle moltitudini dalla fede in Cristo e il conseguente abbandono della Chiesa. I pi\u00f9 accaniti movimenti anticristiani sono nati all&#8217;interno dello steso cristianesimo e i pi\u00f9 feroci persecutori della Chiesa non di rado sono stati dei battezzati. Come interpretare questo fenomeno? Alcuni spiegano il rancore distruttivo verso il cristianesimo con le manchevolezze della Chiesa. Se la Chiesa fosse pi\u00f9 evangelica, dicono, e pi\u00f9 sensibile ai bisogni della gente, avrebbe una ben diversa accoglienza da parte degli uomini del nostro tempo. [&#8230;] Tuttavia occorre porre senza mezzi termini una domanda fondamentale. Se la Chiesa fosse formata soltanto da uomini santi, la fede sarebbe per questo accolta? \u00c8 forse stato accettato Ges\u00f9 Cristo? Non fu egli l&#8217;uomo pi\u00f9 sapiente, pi\u00f9 mite e pi\u00f9 santo che sia mai esistito? Perch\u00e9 quindi non soltanto allora, ma anche oggi, \u00e8 odiato e respinto da molti? Non era forse evangelica la Chiesa delle origini, quando i cristiani erano ufficialmente considerati i &quot;nemici del genere umano&quot;? Non si comprende l&#8217;apostasia dalla verit\u00e0, che caratterizza i tempi moderni, senza l&#8217;opera subdola del maligno che sparge a larghe mani la mala semente dell&#8217;immoralit\u00e0 e dell&#8217;incredulit\u00e0, portando l&#8217;umanit\u00e0 in una situazione peggiore, se fosse possibile, di quella precedente alla predicazione del vangelo. Dalla rivoluzione francese in poi non sono mancati tentativi di liquidare la Chiesa e, se fosse stato possibile, anche il cristianesimo. In questo senso la rivoluzione russa \u00e8 stata la pi\u00f9 devastante, perch\u00e9 ha rappresentato lo sforzo pi\u00f9 sistematico per eliminare la fede e la visione trascendente della vita, usando tutti i mezzi coercitivi a disposizione dello Stato. Le conseguenze sono state catastrofiche e le ferite sono tuttora ben visibili in una societ\u00e0 dove la morale naturale, in particolare quella familiare, \u00e8 stata minata alla radice e ottenebrata nelle coscienze. La furia del drago, che negli ultimi due secoli si \u00e8 abbattuta con particolare virulenza sull&#8217;Europa, ha portato una vasta scristianizzazione fra le popolazioni europee, una volta cementate fra loro da una mirabile unit\u00e0 nella fede. Tuttavia, pi\u00f9 ancora che dalla violenza delle rivoluzioni, i danni maggiori per la fede sono venuti, a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, dal fenomeno sottile ma irrefrenabile della secolarizzazione. Come un morbo che si diffonde invisibile, avvolgendo uomini e cose, si \u00e8 gradatamente diffusa una visione atea e materialistica della vita che si \u00e8 imposta con sorprendente naturalezza, sostituendosi al cristianesimo. In pochi decenni la fede si \u00e8 come volatilizzata nel cuore di uomini che per generazioni avevano vissuto e combattuto per i loro ideali religiosi. Mai si era verificata prima, nei due precedenti millenni, una simile apostasia dalla fede. Ci\u00f2 che il drago non era riuscito ad ottenere con le pi\u00f9 sanguinose persecuzioni, lo conseguiva in breve tempo con la seduzione dei beni materiali, prodotti in abbondanza dalla societ\u00e0 dei consumi. Possiamo dire che la nostra generazione ha venduto l&#8217;anima al diavolo? Forse non \u00e8 stata una scelta del tutto consapevole, ma \u00e8 un fatto che con una rapidit\u00e0 stupefacente moti si sono disfatti della fede, con tutto ci\u00f2 che di grande e di nobile essa dona alla vita umana, per sposare una visione del mondo atea e materialistica, dove l&#8217;uomo in ultima istanza avrebbe una natura e un destino comune con quello degli altri animali. \u00c8 impressionante constatare come in vaste aree d&#8217;Europa il cristianesimo sia stato liquidato come una religione del passato, le chiese si siano rapidamente svuotate, i segni del sacro sono scomparsi e le legislazioni degli Stati abbiano abbandonato i riferimenti alla legge morale naturale, per lasciare via libera alle forme pi\u00f9 sfrenate dell&#8217;egoismo e della immortalit\u00e0. Certo in apparenza la religione oggi della pi\u00f9 grande libert\u00e0. Chi l&#8217;abbandona lo fa per libera scelta. Non vi \u00e8 dubbio che nell&#8217;intimo di innumerevoli coscienze si siano consumati tradimenti che solo Dio conosce. L&#8217;allontanamento dalla fede di tanti nostri contemporanei \u00e8 opera di una seduzione a cui troppi non hanno saputo resistere. Tuttavia la forza del drago risiede oggi nella grande capacit\u00e0 di persuasione della bestia simile a un agnello [cfr. Apocalisse, 13, 11]. \u00c8 la dittatura invisibile e assorbente del potere culturale che propine in tutti i modi una visione completamente pagana della vita, nella quale contano il denaro e il potere, la gloria e il piacere. L&#8217;uomo animale, affamati di mondo, si risveglia dal profondo di ognuno di noie si getta con avidit\u00e0 sull&#8217;esca che l&#8217;astuto tentatore gli tende. Il risultato \u00e8 una generazione che in buona parte ha voltato le spalle al Dio vivo per seguire gli idoli di sempre. &quot;Faceva s\u00ec che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno pu\u00f2 comprare o vendere senza avere tale marchio , cio\u00e8 il nome della bestia o il numero del suo nome (Apocalisse. 13, 16-17). Il successo della bestia simile a un agnello con la voce di drago \u00e8 fuori discussione. Il suo vangelo \u00e8 molto semplice: Dio non c&#8217;\u00e8 e l&#8217;uomo \u00e8 un animale. Goditi la vita, perch\u00e9 dopo la morte c&#8217;\u00e8 il nulla. Le moltitudini hanno lasciato la Chiesa per entrare nell&#8217;allevamento universale dei consumatori. Sono usciti dall&#8217;ovile santo per entrare nella Grande babilonia. Accecati, degradati e disperati chiamano progresso il loro tradimento del cristianesimo. Bench\u00e9 stretti dalle spire soffocanti del serpente infernale, si ritengono tuttavia emancipati. Hanno scoperto che non \u00e8 Dio che ha creato l&#8217;uomo, ma \u00e8 l&#8217;uomo che ha creato Dio e ne vanno fieri. Apparentemente indifferenti verso Ges\u00f9 Cristo e la Chiesa, sperano che scompaiano da soli. In caso contrario provvederanno loro ad applicare una eutanasia forzata.<\/em><\/p>\n<p>Nel secolo che ci siamo appena lasciati alle spalle gli uomini hanno scatenato due guerre mondiali, con decine di milioni di morti; hanno condotto, con spietatezza disumana, alcuni genocidi; hanno inventato e subito utilizzato l&#8217;arma atomica, distruggendo in un istante due grandi citt\u00e0; e hanno continuato a costruire decine e centinaia di simili ordigni, sempre pi\u00f9 potenti, al punto da essere in grado, volendo, di distruggere la vita sull&#8217;intero pianeta, e non solo la vita umana, ma tutta la vita, animali e piante compresi; e non una sola volta, ma &#8212; \u00e8 stato calcolato &#8212; parecchie decine di volte; dopo di che, il pianeta resterebbe comunque inabitabile, perch\u00e9 contaminato dalla radioattivit\u00e0, per migliaia di anni. Se qualche infelice creatura dovesse mai nascere, nascerebbe con delle mostruose mutazioni genetiche: come \u00e8 accaduto, del resto, in occasione di alcuni incidenti a delle centrali atomiche &quot;di pace&quot;. E tutto questo non \u00e8 ancora sufficiente a persuaderci che stiamo vivendo nel tempo di Satana, e che gli uomini, consapevolmente o no, gli hanno venduto la loro anima, e si sono affidati completamente alla sua guida?<\/p>\n<p>Ma no, non basta nemmeno questo. Vediamo gi\u00e0 gli scettici scuotere il capo e rispondere che, per spiegare l&#8217;origine di tutte le cose che abbiamo ricordato, la malizia umana \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente, e non vi \u00e8 bisogno di scomodare una spiegazione ultraterrena. Benissimo; allora prendiamo in mano un giornale. Non ci siamo accorti che, da alcuni anni in particolare, le pagine di cronaca grondano sangue, e riportano quotidianamente dei delitti atroci e inspiegabili, senza causa apparente, o motivati da ragioni incredibilmente futili e sproporzionate rispetto alla violenza che da esse si \u00e8 scatenata; non \u00e8 forse vero che mai abbiamo dovuto fare i conti con un vero diluvio di comportamenti distruttivi, di menzogne, di frodi, di ruberie e malversazioni pubbliche e private, di disprezzo della vita umana, di tradimenti, invidie, gelosie, discordie, calunnie, perfidie d&#8217;ogni genere? No; forse nemmeno questo \u00e8 sufficiente. Per chi ha deciso di non credere a nulla, neppure le dieci piaghe d&#8217;Egitto sarebbero dei segni sufficienti a fargli aprire gli occhi. Siamo ormai foderati di scientismo e di freddo razionalismo; ci crediamo saggi e intelligenti perch\u00e9 non ammettiamo altre spiegazioni, ai fenomeni che ci accadono tutto intorno, che non siano esclusivamente umane, e tali da potersi spiegare con argomenti puramente umani.<\/p>\n<p>Non di rado proprio i cristiani, per non sembrare da meno dei non credenti, per non sfigurare davanti alla cultura razionalista e irreligiosa oggi imperante, ostentano pi\u00f9 sicurezza e pi\u00f9 altezzosit\u00e0 di tutti: e non si rendono conto che proprio questo loro abito mentale attesta un fatto molto semplice, che essi hanno perduto la fede, perch\u00e9, se \u00e8 vero che il credente non deve credere a qualsiasi cosa, \u00e8 altrettanto vero, e assolutamente certo, che un credente il quale si rifiuti di credere, per principio, anche alle cose che Ges\u00f9 Cristo ha dichiarato non solo possibili, ma reali, presenti e operanti, a cominciare dalla nefasta azione del Demonio nel mondo, costui non \u00e8 pi\u00f9 un cristiano, ma un apostata, che usurpa il nome di credente e che meglio farebbe ad avere il coraggio della coerenza, gettando alle ortiche il guscio ormai vuoto e sterile della sua vecchia fede, e schierandosi apertamene, senza complessi e senza ipocrisie, nel grande esercito di coloro che non credono in niente e che si fanno beffe di Dio. Altrimenti, se costui vuole restare dentro la Chiesa, e negare l&#8217;evidenza; se vuol conservare le sue belle vesti di vescovo e cardinale, predicando cose contrarie alla lettera e allo spirito del Vangelo, trasformando il cristianesimo in un relativismo di stampo New Age e divinizzando l&#8217;uomo in maniera surrettizia, allora \u00e8 chiaro perch\u00e9 lo fa: perch\u00e9 intende distruggere la Chiesa dall&#8217;interno, vuol seminare la confusione tra le pecorelle e facilitare il compito del grande Nemico, che, come ammonisce la <em>Prima lettera di Pietro<\/em>, si aggira come un leone ruggente, in cerca di anime da divorare.<\/p>\n<p>Di quali altri segni hanno bisogno, costoro, se davvero sono in buona fede? Non bastano neppure i milioni di aborti, effettuati alla luce del sole e nel pieno della legalit\u00e0, a spese della sanit\u00e0 pubblica? Non basta il diffondersi della pratica dell&#8217;eutanasia ed il suo riconoscimento giuridico in un numero crescente di Stati? Non basta la legislazione sui matrimoni omosessuali, una cosa abominevole, che neppure i Romani della decadenza, in tutta la loro abiezione morale, si erano mai sognati di fare? Oh, certo: per tutte queste cose, esiste una risposta perfettamente ragionevole e tranquillizzante. Che problema c&#8217;\u00e8, dicono in molti, e perfino dei sedicenti cristiani, se le persone vogliono decidere il proprio destino, se vogliono abortire, se vogliono morire o far morire un parente, prima che sia giunta la sua ora? Per ciascuno dei casi che si considerano, essi trovano degli argomenti pietosi, delle giustificazioni umanitarie. Oh, sono sempre molto bene intenzionati, costoro. Quanto ai matrimoni omosessuali, essi affermano che non vi \u00e8 nulla di sbagliato, nulla di illecito, nel loro riconoscimento: \u00e8 un fatto di libert\u00e0, un riconoscimento dei diritti della persona, che non si pu\u00f2 negare ad alcuno, in una societ\u00e0 civile. Ed \u00e8 proprio questa apparente ragionevolezza, \u00e8 proprio questo umanitarismo a senso unico, che ottenebra la loro intelligenze e offusca perfino il loro istintivo buon senso. Come non vedere, in questo pervertimento della legge morale naturale e dello stesso buon senso, che, da sempre, offre una salvaguardia alle societ\u00e0 umane, affinch\u00e9 non si auto-distruggano, il ghigno del grande Nemico, pi\u00f9 soddisfatto e trionfante che mai? Quando mai, nella storia umana, egli ha potuto agire con tanta spavalderia, in piena luce, per\u00f2 senza averne l&#8217;aria, anzi, dopo aver persuaso gli uomini della propria inesistenza? Le sette sataniche, che pure ci sono, e raccolgono decine di migliaia di adepti, pronti a commettere qualsiasi scelleratezza, agiscono in maniera esplicita, invocando le forze delle Tenebre; ma l&#8217;umanit\u00e0 nel suo complesso, e specialmente la nostra povera civilt\u00e0 occidentale, sembrano gi\u00e0 perfettamente permeate da una ideologia satanica, tanto pi\u00f9 subdola, in quanto non si presenta come tale, sicch\u00e9, senza bisogno di Messe Nere e di sacrifici umani, essa appare gi\u00e0 pi\u00f9 che disposta a servire i piani del Diavolo, a scatenare odio, violenza, devastazione, a sferrare l&#8217;offensiva suprema contro tutto ci\u00f2 che \u00e8 puro, buono, bello e giusto.<\/p>\n<p>Una cosa \u00e8 certa, a nostro giudizio: che, in un mondo il quale abbia deciso di non credere pi\u00f9 a Dio e nel Bene, non rimane il vuoto, ma subentra il dominio del Diavolo: per cui, in quel mondo, gli uomini saranno tutti, in un modo o nell&#8217;altro, non gi\u00e0 degli esseri &quot;liberi&quot;, ma dei miserevoli (e spregevoli) servitori dell&#8217;Inferno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La civilt\u00e0 moderna, e, in modo particolare, l&#8217;attuale generazione, hanno venduto l&#8217;anima al Diavolo, in cambio del potere, e specialmente del potere sulla natura? 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