{"id":25309,"date":"2017-04-17T12:14:00","date_gmt":"2017-04-17T12:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/04\/17\/lerrore-della-chiesa-verso-la-modernita-nel-%c2%a7-62-della-gaudium-et-spes\/"},"modified":"2017-04-17T12:14:00","modified_gmt":"2017-04-17T12:14:00","slug":"lerrore-della-chiesa-verso-la-modernita-nel-%c2%a7-62-della-gaudium-et-spes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/04\/17\/lerrore-della-chiesa-verso-la-modernita-nel-%c2%a7-62-della-gaudium-et-spes\/","title":{"rendered":"L\u2019errore della Chiesa verso la modernit\u00e0 nel \u00a7 62 della Gaudium et spes"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;errore della Chiesa verso il mondo moderno \u00e8 stato quello di aver ammainato la bandiera della propria identit\u00e0, della visione e della pratica della vita cristiana, di aver voluto gettare ad ogni costo dei &quot;ponti&quot;, intavolare ad ogni costo un &quot;dialogo&quot; che si \u00e8 risolto, di fatto, in una auto-liquidazione della cultura cattolica, o, quanto meno, in una sua subordinazione <em>de facto<\/em> alla cultura laica e profana, impregnata di relativismo, scetticismo e agnosticismo.<\/p>\n<p>Questo errore, non percepito affatto come tale, n\u00e9 a suo tempo, n\u00e9 oggi, dai cattolici di tendenza modernista e progressista, anzi, rivendicato con fierezza come l&#8217;inizio di una stagione fruttifera, anche se il fallimento dei risultati \u00e8 sotto gli occhi di tutti e lo steso Paolo VI doveva ammettere, fin dal 1967, che <em>la Chiesa aspettava la primavera, mentre \u00e8 venuta la tempesta<\/em>, ha avuto il suo momento culminante nel Concilio Vaticano II. Negli anni seguenti, proprio come per il Sessantotto degli intellettuali di sinistra, non vi \u00e8 stato alcun ripensamento critico, e gli esponenti di quella stagione hanno proseguito nel cammino intrapreso, nonostante tutte le solenni bocciature che la storia stessa si \u00e8 incaricata di dare alle loro idee: crollo verticale delle vocazioni sacerdotali e seminari sempre pi\u00f9 vuoti; materialismo, edonismo e consumismo sempre pi\u00f9 trionfanti, non contrastati affatto dalla Chiesa stessa (vedi la rassegnazione con cui essa ha subito, e continua a subire, la profanazione della Domenica e delle altre festivit\u00e0 del calendario liturgico, Natale e Pasqua compresi); dilagare della legislazione anticristiana e antiumana sotto forma di divorzio, aborto, eutanasia, droga libera, fecondazione artificiale, matrimoni omosessuali, utero in affitto); laicismo sempre pi\u00f9 esasperato e irreligiosit\u00e0 sempre pi\u00f9 diffusa nelle societ\u00e0 occidentali, fino alla discriminazione aperta dei cattolici (vedi il caso dell&#8217;insegnante belga licenziato perch\u00e9 ha osato definire l&#8217;aborto un omicidio, e scaricato bellamente dalla stessa Chiesa cattolica di quel Paese); ebraismo sempre pi\u00f9 intransigente, fino al punto di chiedere la revisione dei Vangeli per espungere i passi che attestano la precisa responsabilit\u00e0 del Sinedrio nella condanna a morte di Ges\u00f9, e sua rivendicazione della &quot;ebraicit\u00e0&quot; di Ges\u00f9 stesso, quasi che il cristianesimo sia una sorta di scheggia impazzita, e abusiva, della predicazione di Cristo; induismo sempre pi\u00f9 ostile, e, soprattutto, islamismo sempre pi\u00f9 estremista e aggressivo, con relativa persecuzione dei cristiani in moltissimi Paesi del mondo a maggioranza musulmana.<\/p>\n<p>Se, poi, dovessimo indicare il cuore di questo errore, non avremmo esitazione nell&#8217;indicare la costituzione pastorale <em>Gaudium et spes<\/em>, la quarta costituzione conciliare promulgata da Paolo VI il 7 dicembre 1965, su <em>La Chiesa nel mondo contemporaneo<\/em>; e, pi\u00f9 specificamente ancora, il paragrafo 62, intitolato <em>Accordo fra cultura umana e insegnamento cristiano<\/em>, dove l&#8217;errore \u00e8 presente gi\u00e0 nel titolo, perch\u00e9, definendo <em>cultura umana<\/em> una cultura ben precisa, quella della modernit\u00e0, figlia del&#8217;illuminismo e ripresa dal modernismo cattolico (l&#8217;ospite non invitato che tuttavia \u00e8 stato il vero protagonista del Concilio Vaticano II e della sua fin troppo decantata &quot;stagione&quot;), si sono falsate le carte fin dal principio e si \u00e8 impostata la riflessione in una direzione obbligata: come se non riconoscere la cultura moderna quale unico possibile interlocutore culturale fosse, di per s\u00e9, e palesemente, un rinchiudersi nella cittadella assediata, in posizione puramente difensiva. Laddove sarebbe stato invece necessario chiarire che la cultura moderna, ossia la cultura della modernit\u00e0, non \u00e8 la sola possibile cultura del nostro tempo: perch\u00e9 la parola <em>moderna<\/em> non ha un significato cronologico, ma ideologico, e definisce quella specifica cultura che nasce dai &quot;lumi&quot; del XVIII secolo in funzione scettica, agnostica e irreligiosa.<\/p>\n<p>Ora, che un simile errore venga fatto, e continuamente, dagli esponenti della cultura laica e profana, lo si pu\u00f2 ben comprendere, tanto pi\u00f9 che, in molti casi, si tratta non gi\u00e0 di un errore involontario, ma di una mistificazione voluta e perfettamente consapevole; ma che i padri conciliari siano caduti in un simile trabocchetto, e che abbiano impostato tutta la loro riflessione su delle basi erronee ed equivoche, introiettando il quadro concettuale e la prospettiva filosofica che sono propri della modernit\u00e0, questo \u00e8 veramente paradossale e, a nostro avviso, imperdonabile: nel senso che \u00e8 ben difficile immaginare che essi siano caduti, da poveri sprovveduti, in un errore tanto macroscopico e clamoroso. Come pensare che essi non si siano resi conto che, accreditando la cultura moderna quale unico possibile interlocutore per il dialogo che la Chiesa intendeva avviare ad ogni costo con il mondo esterno, stavano svendendo il proprio patrimonio spirituale e stavano svilendo e denigrando, implicitamente, secoli e secoli di gloriosa cultura cattolica, dal tomismo al canto gregoriano, dalla liturgia in lingua latina all&#8217;apologetica cattolica?<\/p>\n<p>Comunque, vale la pena di rileggersi il \u00a7 62:<\/p>\n<p><em>a) Sebbene la Chiesa abbia grandemente contribuito al progresso della cultura, l&#8217;esperienza dimostra tuttavia che, per ragioni contingenti, l&#8217;accordo fra la cultura e la formazione cristiana non si realizza sempre senza difficolt\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>b) Queste difficolt\u00e0 non necessariamente sono di danno alla fede; possono, anzi, stimolare lo spirito ad una pi\u00f9 accurata e profonda intelligenza della fede. Infatti gli studi recenti e le nuove scoperte delle scienze, della storia e della filosofia, suscitano nuovi problemi che comportano conseguenze a che per la vita pratica ed esigono anche dai teologi nuove indagini. I teologi sono inoltre invitati, nel rispetto dei metodi e delle esigenze proprie della scienza teologica, a ricercare modi sempre pi\u00f9 adatti di comunicare la dottrina cristiana agli uomini della loro epoca, perch\u00e9 altro \u00e8 il deposito o le verit\u00e0 della fede, altro \u00e8 il modo con cui vengono enunziate, rimanendo pur sempre lo stesso il significato e il senso profondo (Giov. XXIII, &quot;Discorso per l&#8217;apertura del Concilio, 11 ottobre 1962). Nella cura pastorale si conoscano sufficientemente e si faccia buon uso non soltanto dei principi della teologia, ma anche delle scoperte delle scienze profane, in primo luogo della psicologia e della sociologia, cosicch\u00e9 anche i fedeli siano condotti a una pi\u00f9 pura e pi\u00f9 matura vita di fede.<\/em><\/p>\n<p><em>c) A modo loro, anche la letteratura e le arti sono di grande importanza per la vita della Chiesa. Esse cercano infatti di esprimere l&#8217;indole propria dell&#8217;uomo, i suoi problemi e la sua esperienza nello sforzo di conoscere e perfezionare se stesso e il mondo, di scoprire la sua istituzione nella storia e nell&#8217;universo, di illustrare le sue miserie e le sue gioie, i suoi bisogni e le sue capacit\u00e0, e di prospettare una migliore condizione dell&#8217;uomo. Cos\u00ec possono elevare la vita umana, espressa in molteplici forme, secondo i tempi e i luoghi.<\/em><\/p>\n<p><em>d) Bisogna perci\u00f2 impegnarsi affinch\u00e9 gli artisti si sentano compresi dalla Chiesa nella loro attivit\u00e0 e, fruendo di un&#8217;ordinaria libert\u00e0, stabiliscano pi\u00f9 facili rapporti con la comunit\u00e0 cristiana. Siano riconosciute dalla Chiesa le nuove tendenze artistiche adatte ai nostri tempi secondo l&#8217;indole delle diverse nazioni e regioni. Siano ammessi negli edifici del culto, quando, con un linguaggio adeguato e conforme alle esigenze liturgiche, innalzano lo spirito a Dio (cfr. Cost. &quot;De Sacra Liturgia&quot;, n. 123).<\/em><\/p>\n<p><em>e) Cos\u00ec la conoscenza di Dio viene meglio manifestata e la predicazione evangelica si rende pi\u00f9 trasparente all&#8217;intelligenza umana e appare come connaturata con le loro condizioni.<\/em><\/p>\n<p><em>f) I fedeli vivano dunque in strettissima unione con gli uomini del loro tempo, e si sforzino di penetrare perfettamente il loro modo di pensare e di sentire, di cui la cultura \u00e8 espressione. Sappiamo armonizzare la conoscenza delle nuove scienze, delle nuove dottrine e delle pi\u00f9 recenti scoperte con la morale e il pensiero cristiano, affinch\u00e9 la pratica della religione e l&#8217;onest\u00e0 procedano in essi di pari passo con la fede scientifica e con il continuo progresso della tecnica, in modo che possano giudicare e interpretare tutte le cose con senso integralmente cristiano.<\/em><\/p>\n<p><em>g) Coloro che si applicano alle scienze teologiche nei Seminari e nelle Universit\u00e0, si studino di collaborare con gli uomini che eccellono nelle altre scienze, mettendo in comune le loro forze e opinioni. La ricerca teologica, mentre persegue la conoscenza profonda della verit\u00e0 rivelata, non trascuri il contatto con il proprio tempo, per poter aiutare gli uomini competenti nelle varie brache del sapere ad una pi\u00f9 piena conoscenza della fede. Questa collaborazione giover\u00e0 grandemente alla formazione dei sacri ministri, che potranno presentare ai nostri contemporanei la dottrina della Chiesa intorno a Dio, all&#8217;uomo e al mondo in maniera anche pi\u00f9 adatta, cos\u00ec da farla anche da essi pi\u00f9 volentieri accettare (cfr. decr. &quot;Optatam totius&quot;, e dich. &quot;De educazione cristiana&quot;). \u00c8 ani desiderabile, che molti laici acquistino una conveniente formazione nelle scienze sacre e che non pochi tra loro si diano di proposito a questi studi e li approfondiscano con mezzi scientifici adeguati. Ma affinch\u00e9 possano esercitare il loro compito sia riconosciuta ai fedeli, sia ecclesiastici che laici, la libert\u00e0 di ricercare, di pensare, di manifestare con umilt\u00e0 e coraggio la propria opinione nel campo in cui sono competenti (cfr. cost. dogm. &quot;Lumen gentium&quot;, IV, 37).<\/em><\/p>\n<p>Un&#8217;analisi dettagliata di questo stupefacente documento meriterebbe almeno un libro, forse una serie di libri; evidentemente, per\u00f2, in questa sede non ce lo possiamo permettere. Ci limitiamo a evidenziare una serie di punti cruciali, che stridono per la loro ingenuit\u00e0 o, peggio, per la loro difformit\u00e0 dalla sana dottrina cattolica e dal Magistero perenne della Chiesa.<\/p>\n<p>a) la difficolt\u00e0 di accordare fede e cultura non dipende se non dal fatto che qui non si sta parando della cultura in quanto tale, ma della cultura <em>moderna<\/em>, intrinsecamente e visceralmente irreligiosa.<\/p>\n<p>b) Quanto alle &quot;nuove scoperte della filosofia&quot;, che non si sa davvero quali sarebbero, \u00e8 gravissima la frase: <em>I teologi sono inoltre invitati (&#8230;) a ricercare modi sempre pi\u00f9 adatti di comunicare la dottrina cristiana agli uomini della loro epoca, perch\u00e9 altro \u00e8 il deposito o le verit\u00e0 della fede, altro \u00e8 il modo con cui vengono enunziate, rimanendo pur sempre lo stesso il significato e il senso profondo<\/em>, perch\u00e9 introduce un dualismo tra il <em>Depositunm fidei<\/em> e le forme dell&#8217;annuncio evangelico, dualismo che \u00e8 tipicamente moderno, visto che i secoli precedenti non ne hanno percepito l&#8217;utilit\u00e0, e tanto meno la necessit\u00e0; il che indica gi\u00e0 una sudditanza psicologica e concettuale nei confronti della cultura moderna. L&#8217;invito a servirsi della psicologia (quale? quella freudiana, forse?) e della sociologia <em>per giungere a una vita di fede pi\u00f9 pura e pi\u00f9 matura<\/em> \u00e8 semplicemente assurdo. Alla vita di fede si giunge per mezzo del Vangelo, non della psicologia e della sociologia. E la vita di fede non diventa <em>pi\u00f9 pura e pi\u00f9 matura<\/em> perch\u00e9 si sostituisce il Vangelo con l&#8217;<em>Interpretazione dei sogni.<\/em><\/p>\n<p>c) Chi lo dice che la letteratura e la arti <em>elevano la vita umana<\/em>? Ci\u00f2 avviene solo se si tratta di letteratura ed arte animate da un sentimento religioso, per quanto indeterminato, cio\u00e8 pervase dal senso del limite e dal senso del mistero. Se manca questo, non conducono che alla irreligiosit\u00e0, allo sberleffo, al paradosso: si vedano il dadaismo, il surrealismo, il teatro del&#8217;assurdo, ecc.<\/p>../../../../n_3Cp>d) L&#8217;apertura indiscriminata all&#8217;arte moderna non si cura affatto degli effetti devastanti di un&#8217;arte &quot;sacra&quot; che non ha nulla di autenticamente religioso: non se ne pu\u00f2 pi\u00f9 di chiese moderne che sembrano fabbriche, di dipinti &quot;religiosi&quot; che stravolgono i contenuti della fede, come l&#8217;affresco di Ricardo Cinalli nel Duomo di Terni, davanti alle quali i fedeli restano sconvolti e feriti. Altro che innalzare l&#8217;anima verso Dio! C&#8217;\u00e8 un&#8217;arte moderna, invero frequente, che mette in pericolo la fede&#8230;<\/p>\n<p>e) <em>La conoscenza di Dio viene meglio manifestata<\/em> da opere conformi alle <em>nuove esigenze liturgiche<\/em>? Che si tratti d&#8217;un sofisma, lo si capisce dal fatto che l&#8217;anima umana non sa che farsene delle <em>esigenze<\/em>: essa conosce solo <em>bisogni<\/em>, veri o falsi; evidentemente, le nuove forme liturgiche non nascono da bisogni veri, ma da una forzatura ideologica. Come di fatto si \u00e8 visto.<\/p>\n<p>f) Se i fedeli <em>devono vivere in strettissima unione con gli uomini del loro tempo<\/em> (perch\u00e9, ci sono altri uomini vivi, d&#8217;altri tempi?; semmai, c&#8217;\u00e8 la comunione dei santi, di cui qui non si parla affatto), come faranno a non subire l&#8217;influsso della modernit\u00e0 anticristiana e degli stili di vita edonisti e consumisti? Chi ha scritto queste righe, si rende conto che non tutti i cattolici sono gi\u00e0 dei santi, sui quali la coesistenza quotidiana con i cattivi esempi e le tentazioni pu\u00f2 avere effetti deleteri?<\/p>\n<p>g) Qui, per un momento, cade la maschera: i teologi devono insegnare nei seminari secondo lo stile moderno e scientifico (ma questa \u00e8, senza mezzi termini, l&#8217;eresia modernista, condannata da san Pio X) per <em>far accettare pi\u00f9 volentieri la dottrina cattolica<\/em>. Solo che qui non stiamo parlando di come render gradita al palato una pietanza, ma della Parola di Dio: che non deve <em>piacere<\/em>, ma <em>convertire<\/em>&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;errore della Chiesa verso il mondo moderno \u00e8 stato quello di aver ammainato la bandiera della propria identit\u00e0, della visione e della pratica della vita cristiana,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[107,109,157,197],"class_list":["post-25309","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-cattolicesimo","tag-chiesa-cattolica","tag-gesu-cristo","tag-materialismo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25309","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25309"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25309\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25309"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25309"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25309"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}