{"id":25299,"date":"2020-03-10T11:27:00","date_gmt":"2020-03-10T11:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/03\/10\/galilei-il-grande-scienziato-che-ignorava-la-logica\/"},"modified":"2020-03-10T11:27:00","modified_gmt":"2020-03-10T11:27:00","slug":"galilei-il-grande-scienziato-che-ignorava-la-logica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/03\/10\/galilei-il-grande-scienziato-che-ignorava-la-logica\/","title":{"rendered":"Galilei, il grande scienziato che ignorava la logica"},"content":{"rendered":"<p>Quando una <em>\u00e9lite<\/em> rivoluzionaria, sia essa politica o culturale, riesce a imporre alla societ\u00e0 una svolta ideologica e a creare cos\u00ec un nuovo paradigma, la prima cosa che essa mette in campo, per potersi stabilire saldamente sulle rovine del vecchio paradigma, condannato alla distruzione totale (perch\u00e9 due paradigmi culturali non possono <em>mai<\/em> convivere pacificamente, anche se i nuovi si dichiarano sempre pi\u00f9 aperti, pi\u00f9 tolleranti e pluralisti dei vecchi) \u00e8 la creazione di una mitologia; e ogni mitologia che si rispetti ha bisogno di figure eroiche che ne rappresentino i valori in forma meta-storica, vale a dire messi anticipatamente al riparo da ogni eventuale critica portata sul terreno storico. Il terreno storico \u00e8 quello dei fatti, il terreno mitologico \u00e8 quello, appunto, dei miti: nessun fatto, per quanto vero, potr\u00e0 mai mettere in crisi il mito, fino a quando il mito trover\u00e0 alimento nel sentire profondo degli uomini e in particolare nel loro immaginario collettivo. La modernit\u00e0 aveva bisogno di un padre nobile, di un eroe fondatore, cos\u00ec come ne hanno bisogno tutte le mitologie che si rispettino; la scelta di questa figura mitica ed eroica \u00e8 caduta su Galilei per una serie di ragioni contingenti, ma avrebbe potuto cadere anche su altri, ad esempio Cartesio, o Francis Bacon, e la cosa non avrebbe fatto una gran differenza. Quel che conta non \u00e8 la persona in se stessa, con i suoi veri meriti e con la sua vera statura intellettuale, ma il ruolo altamente simbolico che avrebbe dovuto incarnare a livello ideologico, ossia quale compendio del paradigma moderno: meccanicista, scientista, riduzionista, razionalista e, tendenzialmente, materialista. Solo cos\u00ec i seguaci del nuovo paradigma avrebbero potuto raggrupparsi sotto un ombrello ideologico sufficientemente ampio e robusto, per formare una squadra efficiente e conscia del ruolo che avrebbe dovuto svolgere, ossia, per dirla con lo stesso Galilei, quello di <em>rifare i cervelli<\/em>, come del resto \u00e8 nei sogni, o piuttosto negli incubi, di tutte le <em>\u00e9lite<\/em> rivoluzionarie di questo mondo.<\/p>\n<p>Personalmente, riteniamo che Galilei sia stato scelto a preferenza di altri per incarnare il ruolo di eroe fondatore, come Enea fondatore della stirpe romana, soprattutto per via della vicenda processuale che lo ha opposto alla Curia romana e che, pur essendo stata originata dalle gravi insufficienze logiche e metodologiche del suo modello cosmologico, e in seconda battuta dai riflessi del nuovo metodo d&#8217;indagine sulla teologia (non del modello cosmologico in se stesso), oltre che dal particolare approccio personale di Galilei a una cos\u00ec delicata questione scientifica, nel quale egli ha mostrato deliberatamente l&#8217;equilibrio e il senso della misura di un elefante impazzito che faccia irruzione in una fabbrica di cristalli, ha offerto ai costruttori del nuovo paradigma scientifico l&#8217;elemento patetico e ideologico di cui avevano bisogno per colpire al massimo l&#8217;immaginario collettivo. In altre parole, Galilei si prestava pi\u00f9 di chiunque altro, nella cerchia dei &quot;papabili&quot;, per impersonare, agli occhi della gente, la figura del nobile scienziato <em>moderno<\/em> che ha compreso, lui solo, la verit\u00e0, contro i retrogradi scienziati aristotelici, notoriamente oscurantisti, e soprattutto contro i preti, tradizionalmente nemici del vero, della ragione e della scienza. Due piccioni con una fava. Si accreditava cos\u00ec, per sempre, l&#8217;idea che Galilei fosse un cavaliere senza macchia e senza paura e che la Chiesa cattolica, da sempre, sia stata il nemico pi\u00f9 fiero e il maggiore ostacolo al progresso intellettuale della societ\u00e0 europea. E pazienza se sia l&#8217;una che l&#8217;altra idea sono totalmente fantasiose: perch\u00e9 Galilei era il contrario di un eroe senza macchia e senza paura, era un vecchio egoista, narcisista, opportunista, vanesio, geloso e invidioso di chiunque potesse gettare ombra sulla sua gloria, collerico, astioso, maldicente, acido, arrogante, e impegnatissimo a costruire il proprio mito, fino al punto di paragonarsi a un angelo del cielo venuto a portare agli uomini ignoranti la luce della verit\u00e0 (vedi il nostro articolo: <em>Parabola del secolarismo: dal Nuntius Sidereus di Betlemme al Sidereus Nuncius di Galilei<\/em>, pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 28\/202\/18), salvo poi alzare immediatamente bandiera bianca quando si trov\u00f2 a dover pagare un prezzo alla propria coerenza intellettuale; mentre la Chiesa ha sempre promosso la cultura, l&#8217;intelligenza, il sapere, la ricerca scientifica e la produzione artistica, al punto che non si potrebbe neanche immaginare la splendida fioritura della civilt\u00e0 europea in tutti questi ambiti senza il suo contributo, diretto o indiretto, che va dalla fondazione di universit\u00e0 e istituti di ricerca fino al mecenatismo verso artisti, scienziati e studiosi dei pi\u00f9 vari ambiti.<\/p>\n<p>Ma veniamo ai meriti squisitamente intellettuali di Galilei. Egli pretendeva di essere non solo un filosofo naturale, cio\u00e8 uno scienziato, ma un filosofo nel senso proprio del termine, cio\u00e8 un metafisico (ci avrebbe pensato Kant, due secoli dopo, a tagliar via la metafisica come un ramo secco, insieme alla &quot;cosa in s\u00e9&quot; o Noumeno, riducendo la filosofia alle misere proporzioni e alle anguste prospettive entro le quali da allora si \u00e8 mossa). Ora, da che mondo \u00e8 mondo, un filosofo deve essere innanzitutto un logico: la logica \u00e8 la necessaria premessa della filosofia; niente logica, nessuna filosofia. Ma Galilei, in fatto di logica, ci capiva meno del pi\u00f9 sprovveduto scolaro alle primissime armi; e il bello \u00e8 che pretendeva di essere creduto ciecamente dagli altri scienziati, quando pretendeva d&#8217;imporre il modello copernicano al posto di quello tolemaico, sulla base di un grossolano errore di ordine logico.<\/p>\n<p>Ecco cosa scrive in proposito Franco Agostini nel suo libro <em>Le stravaganze della logica<\/em> (Milano, Mondadori, 1992, pp. 289-290):<\/p>\n<p><em>La vicenda umana e culturale di Galileo Galilei (1564-1642) \u00e8 troppo nota nella storia del pensiero scientifico perch\u00e9 la si debba rievocare anche solo sommariamente. Ma il fatto che venne perseguitato non pu\u00f2 esimerci dal considerare con occhio obiettivo e critico eventuali limiti, speculazioni, ritardi.<\/em><\/p>\n<p><em>Galileo difendeva il sistema di Copernico, basandosi soprattutto su osservazioni telescopiche che gli altri non avevano fatto. Fra i motivi per cui gli intellettuali del tempo stentavano ad accettare le nuove concezioni astronomiche di Galileo vi erano veri e propri errori di logica.<\/em><\/p>\n<p><em>UN RAGIONAMENTO ERRATO. Nella difesa del sistema eliocentrico, cos\u00ec chiamato perch\u00e9, in contrapposizione al sistema geocentrico, o tolemaico, postulava che la Terra girasse attorno al Sole, Galileo aveva usato un ragionamento pi\u00f9 o meno di questa forma:<\/em><\/p>\n<p><em>1. Se il sistema planetario \u00e8 eliocentrico, allora Venere presenta delle fasi come la Luna.<\/em><\/p>\n<p><em>2. \u00c8 vero che Venere presenta delle fasi.<\/em><\/p>\n<p><em>3. Perci\u00f2 il sistema planetario \u00e8 eliocentrico,<\/em><\/p>\n<p><em>Dove si annida l&#8217;errore logico? Apparentemente il ragionamento sembra filare, ma un&#8217;analisi pi\u00f9 approfondita, svolta con i concetti fin qui sviluppati, mette in luce il motivo per cui il ragionamento di Galileo \u00e8 logicamente inaccettabile.<\/em><\/p>\n<p><em>Ogni ragionamento si compone di una serie (necessariamente finita) di premesse (nel caso in questione le affermazioni 1 e 2) e di una conclusione (l&#8217;affermazione 3). L&#8217;enunciato 1 \u00e8 un&#8217;implicazione, con il suo antecedente (&quot;il sistema planetario \u00e8 eliocentrico&quot;) e il suo conseguente (&quot;Venere presenta delle fasi come la Luna&quot;). La seconda affermazione dice che Venere in effetti presenta delle fasi; asserisce la verit\u00e0 del conseguente. Si pu\u00f2 per questo concludere che anche l&#8217;antecedente \u00e8 vero?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 sufficiente un richiamo alla tabella di verit\u00e0 dell&#8217;implicazione [da pagg. 247 del testo] per accorgersi che non si pu\u00f2 trarre tale implicazione. Com&#8217;\u00e8 noto infatti, se il conseguente \u00e8 vero, allora l&#8217;intera implicazione \u00e8 vera, a prescindere dal fatto che l&#8217;antecedente sia falso oppure vero: dalla verit\u00e0 del conseguente non si pu\u00f2 dedurre la verit\u00e0 dell&#8217;antecedente! [cfr. p. 250 del testo, dove \u00e8 riporta tata anche la tabella di verit\u00e0 dell&#8217;implicazione: &quot;Un&#8217;implicazione \u00e8 falsa quando il suo antecedente \u00e8 vero mentre il conseguente \u00e8 falso; \u00e8 vera in tutti gli altri casi. L&#8217;implicazione non gode della propriet\u00e0 commutativa (se vale A\u2192B, non \u00e8 detto che valga B\u2192A), gode invece della propriet\u00e0 transitiva ecc.]<\/em><\/p>\n<p><em>UN QUESITO FINALE. Quale forma doveva assumere il ragionamento di Galileo per essere logicamente valido?<\/em><\/p>\n<p><em>Un&#8217;adeguata risposta richiede un&#8217;analisi dei valori di verit\u00e0 nella tabella dell&#8217;implicazione: se \u00e8 vero il conseguente, non \u00e8 detto che perci\u00f2 si possa trarre come conclusione anche la verit\u00e0 dell&#8217;antecedente(nella terza riga, infatti, a conseguente vero corrisponde antecedente falso); se invece si afferma la verit\u00e0 dell&#8217;antecedente, l&#8217;unica conclusione &quot;valida&quot; (pi\u00f9 avanti questo termine assumer\u00e0 un significato preciso) \u00e8 la verit\u00e0 del conseguente (nella prima riga, in cui antecedente e conseguente sono veri). Pertanto il ragionamento di Galileo, per essere valido, doveva assumere questa forma:<\/em><\/p>\n<p><em>1. Se il sistema planetario \u00e8 eliocentrico, allora Venere presenta delle fasi.<\/em><\/p>\n<p><em>2. Il sistema planetario \u00e8 eliocentrico.<\/em><\/p>\n<p><em>3. Perci\u00f2 Venere presenta delle fasi.<\/em><\/p>\n<p><em>Oppure anche questa forma:<\/em><\/p>\n<p><em>1. Se Venere presenta delle fasi come la Luna, allora il sistema planetario \u00e8 eliocentrico;<\/em><\/p>\n<p><em>2. \u00c8 vero che Venere presenta delle fasi;<\/em><\/p>\n<p><em>3. Perci\u00f2 il sistema planetario \u00e8 eliocentrico.<\/em><\/p>\n<p>Ragionando pi\u00f9 in generale, emerge qui un limite tipico del pensiero scientifico, a cominciare da quello matematico: se le premesse sono giuste o se non lo sono, una volta stabilita la relazione fra le premesse e l&#8217;enunciato, le conclusioni possono essere impeccabili quanto a rigore logico, ma totalmente erronee quanto alla verit\u00e0 di fatto. Errori di fatto, Galilei ne ha collezionati diversi, dalla natura delle comete alle cause delle maree; qui, per\u00f2, dimostra di commettere anche gravi errori di logica, scambiando l&#8217;esattezza del conseguente per una prova della veridicit\u00e0 dell&#8217;antecedente. Altro che filosofo, Galilei ignorava i fondanti elementari della logica. Inoltre il suo spirito era fondamentalmente antiscientifico, perch\u00e9 pretendeva che gli altri accogliessero il suo modello dell&#8217;universo (che poi non era suo, ma di Copernico) senza essere in grado di fornire delle prove evidenti e convincenti: quelle che indicava, come le fasi di Venere, erano inadeguate, per le ragioni esposte da Franco Agostini. E allora, come mai di questo scienziato alquanto sopravvalutato si \u00e8 voluto fare il fondatore della scienza moderna? Perch\u00e9 la scienza moderna aveva bisogno di un padre nobile, come ce l&#8217;aveva la scienza del paradigma precedente in Aristotele. Solo che Aristotele \u00e8 stato il pi\u00f9 grande filosofo di ogni tempo; Galilei non arrivava nemmeno a capire che la verit\u00e0 di una conclusione scientifica non implica la verit\u00e0 delle sue premesse. Anche da ci\u00f2 si pu\u00f2 misurare il divario che esiste fra la civilt\u00e0 moderna e quelle che l&#8217;hanno preceduta, la greco-romana e la cristiana. I moderni, al confronto, sono dei nani: l&#8217;intero orizzonte intellettuale si \u00e8 paurosamente abbassato, e tuttavia questo regresso viene spacciato per progresso. Da chi? Dai moderni, \u00e8 ovvio: \u00e8 il nostro paradigma che glorifica se stesso. Sta di fatto che filosofi come Aristotele o come san Tommaso d&#8217;Aquino, e poeti come Virgilio o come Dante, e architetti come quelli che hanno costruito i templi greci e le cattedrali cristiane, da secoli non nascono pi\u00f9. Chi vogliamo paragonare ad Aristotele, un Popper, un Russell? Ma per favore! E chi pu\u00f2 reggere il confronto con Dante: un \u00c9luard, un Pr\u00e9vert? Nanerottoli al cospetto di giganti: tali sono i moderni.<\/p>\n<p>Quanto al fatto che ogni nuovo paradigma si crea una mitologia per eludere il confronto con i fatti, se ne pu\u00f2 vedere un buon esempio, spostando la visuale dalla scienza alla religione, nelle vicende della Chiesa cattolica dopo il Concilio Vaticano II. I progressisti hanno voluto rinnovare il vecchio paradigma e non si son resi conto (o forse s\u00ec) che una tale operazione \u00e8 impossibile, perch\u00e9 conduce inesorabilmente all&#8217;autodistruzione. Un paradigma non pu\u00f2 &quot;rinnovarsi&quot;, se con ci\u00f2 s&#8217;intende cambiare pelle, appunto perch\u00e9 le basi di ogni paradigma poggiano sul mito (e non si deve intendere questa espressione in senso necessariamente negativo). Il mito cristiano, cio\u00e8 l&#8217;insieme dei simboli cristiani, liturgici, teologici, morali, non si pu\u00f2 rinnovare, perch\u00e9 ci\u00f2 equivale a dichiararli storici, ossia umani, e togliere loro l&#8217;aura del sacro. Una dottrina che si rinnova non \u00e8 una dottrina assoluta, non \u00e8 Parola di Dio. L&#8217;operazione che hanno fatto i riformatori dal Concilio in poi \u00e8 stata quella di sostituire progressivamente la prospettiva storica alla prospettiva metafisica. Cos\u00ec facendo, hanno imboccato la strada che conduce all&#8217;autoliquidazione della fede. Se ci si mette a contare avaramente i miracoli di Ges\u00f9; se si comincia a dubitare della divinit\u00e0 di Cristo e della sua resurrezione; se si pensa che inferno e paradiso siano solo metafore, e il Giudizio finale sia solo una tradizione superata, allora il cristianesimo si scioglie, pian piano, come neve al sole. Era questo che si voleva?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando una \u00e9lite rivoluzionaria, sia essa politica o culturale, riesce a imporre alla societ\u00e0 una svolta ideologica e a creare cos\u00ec un nuovo paradigma, la prima<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30186,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[62],"tags":[92],"class_list":["post-25299","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-moderna","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-moderna.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25299","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25299"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25299\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30186"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25299"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25299"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25299"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}