{"id":25297,"date":"2022-09-19T06:19:00","date_gmt":"2022-09-19T06:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/09\/19\/galilei-per-farsi-bello-calunnio-la-scienza-aristotelica\/"},"modified":"2022-09-19T06:19:00","modified_gmt":"2022-09-19T06:19:00","slug":"galilei-per-farsi-bello-calunnio-la-scienza-aristotelica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/09\/19\/galilei-per-farsi-bello-calunnio-la-scienza-aristotelica\/","title":{"rendered":"Galilei per farsi bello calunni\u00f2 la scienza aristotelica"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 opinione universalmente diffusa che la scienza moderna, ossia la vera ricerca e conoscenza scientifica, nasca nel XVII secolo, preannunciata e teorizzata da Francis Bacon, enunciata da Cartesio sul piano filosofico e da Galilei sul piano propriamente scientifico, infine portata a perfezione e pressoch\u00e9 conclusa, con caratteri di definitiva certezza, da Newton; e che prima di essa non vi fossero stati che dei tentativi embrionali, slegati, viziati da un atteggiamento di fondo sostanzialmente non scientifico, o addirittura antiscientifico. Dai greci in poi e fino a tutto il Rinascimento, la ricerca scientifica era stata dominata dalla filosofia aristotelica, di cui era considerata una branca, e perci\u00f2, implicitamente o esplicitamente, subordinata alla metafisica (la <em>filosofia seconda<\/em> rispetto alla filosofia prima, cio\u00e8 la scienza dell&#8217;essere in quanto essere): pertanto la svalutazione totale del sapere scientifico pre-moderno, specie di quello medievale, non \u00e8 stata che un effetto collaterale della denigrazione intenzionale e sistematica della metafisica, e in particolare della metafisica tomista, che agli occhi della cultura sviluppatasi dopo il 1600 portava la &quot;colpa&quot; di aver attualizzato la filosofia di Aristotele in chiave cristiana.<\/p>\n<p>Ma quando, come e perch\u00e9 ha avuto inizio tale denigrazione, e ad opera di chi? Noi tutti infatti ci siamo trovati immersi, anche guardando indietro, fin dove arriva la memoria e oltre, in un siffatto clima: un clima nel quale dire &quot;aristotelico&quot; \u00e8 quasi un insulto, quanto meno se si sta parlando di scienza; uno di quegli stati di fatto che si accettando senza discute come si accettano il clima o il proprio albero genealogico, perch\u00e9 la realt\u00e0 delle cose \u00e8 quella e sarebbe inimmaginabile, nonch\u00e9 assurdo, metterla in discussione. Chi non ha presente la magra figura che fanno gli astronomi aristotelici, oppositori del pi\u00f9 illustre campione della nascente scienza moderna, nella celebre opera teatrale <em>Vita di Galileo<\/em> di Bertolt Brecht, la cui composizione fu iniziata nel 1938, ma che venne rappresentata la prima volta nel 1943 ed \u00e8 divenuta una <em>pi\u00e9ce<\/em> di culto per tutti i progressisti negli anni della Guerra Fredda, anche perch\u00e9 qualcuno volle vedervi un riflesso della situazione in cui si trovavano gli scienziati dell&#8217;era atomica? Opera nella quale la svalutazione radicale della scienza aristotelica va di pari passo, come \u00e8 ovvio, con quella della funzione culturale, per meglio dire anti-culturale, svolta dalla Chiesa cattolica fino a quando questa \u00e8 stata arbitra &#8212; e despota- delle coscienze e delle intelligenze. E chi, dopo aver letto il romanzo di Umberto Eco <em>Il nome della rosa<\/em>, pubblicato nel 1980, la cui risonanza \u00e8 stata ulteriormente amplificata dalla trasposizione cinematografica di Jean-Jacquas Annaud del 1986, e la cui storia \u00e8 ambientata non nell&#8217;Italia del 1600, ma in quella del 1300, non ha visto la piena conferma di tutti i giudizi e i pregiudizi anticattolici, antimedievali, antiscolastici e antiaristotelici che la scuola, la stampa, il cinema e la televisione spargono da sempre a piene mani? Chi oserebbe andare contro un fiume in piena di tale portata e obiettare qualcosa in contrario, dopo che Brecht, Eco, Annaud e Dario Fo ci hanno consegnato una simile immagine del passato?<\/p>\n<p>Sorge perci\u00f2 la domanda su quando, esattamente, \u00e8 nata questa immagine della scienza pre-moderna: immagine che non ha nulla di obiettivo e che passa bellamente sotto silenzio, per pura faziosit\u00e0 ideologica &#8212; e, a partire da un certo punto, per mera pigrizia intellettuale, in quanto \u00e8 pi\u00f9 facile ripetere i luoghi comuni di un giudizio ormai consolidato, che esaminarli da un punto di vista critico &#8211; le notevoli acquisizioni, sia teoriche che pratiche, conseguite dagli scienziati di formazione scolastica e aristotelica nel corso dei secoli dell&#8217;Et\u00e0 di mezzo. La risposta non pu\u00f2 essere che una: sono stati precisamente i &quot;nuovi&quot; scienziati, ossia quelli d&#8217;indirizzo polemico verso la tradizione, e perci\u00f2 visceralmente antiaristotelici, a creare un siffatto <em>clich\u00e9<\/em> negativo, per la pi\u00f9 banale e scontata delle ragioni: far meglio risaltare se stessi, la propria opera e la propria concezione epistemologica. E il primo artefice di tale denigrazione intenzionale fu appunto Galilei, che ambiva a porsi quale banditore e massimo esponente della scienza nuova.<\/p>\n<p>Citiamo dal libro di Edward Grant (1926-2000), storico della filosofia americano, che fu docente presso l&#8217;Universit\u00e0 dell&#8217;Indiana, <em>Le origini medievali della scienza moderna. Il contesto religioso, istituzionale e intellettuale<\/em> (titolo originale: <em>The Foundations of Modern Science in the Middle Ages. Their Religious, Institutional, and Intellectual Contexts<\/em>, Cambridgwe University Press, 1996; traduzione di Aldo Serafini, Torino, Einaudi, 2001, pp. 302-304):<\/p>\n<p><em>Nonostante i notevoli risultati di cui abbiamo parlato in questo libro, il periodo medievale nell&#8217;Europa occidentale \u00e8 stato molto sottovalutato, e persino calunniato, quasi che il destino lo avesse scelto come capro espiatorio della storia. Almeno due fatti di grande rilievo, avvenuti nel corso del secolo XVII, furono responsabili di questo stato di cose: lo sviluppo stesso della Rivoluzione scientifica e la condanna di Galileo ad opera della Chiesa,cattolica nel 1633. La lunga lotta, condotta nel secolo XVII, per ripudiare la filosofia naturale aristotelica fin\u00ec col far apparire quest&#8217;ultima come monolitica, rigida, priva d&#8217;immaginazione e totalmente inadeguata. I suoi sostenitori venivano presentati come individui ottusi e privi di ogni sensibilit\u00e0, come persone che \u00abspaccavano il capello in quattro\u00bb, come \u00abparolai\u00bb nemici del progresso. L&#8217;immagine del filosofo naturale aristotelico e dello scolastico fu quella del vecchio rudere, difensore dell&#8217;immobilismo.<\/em><\/p>\n<p><em>Chi dette il maggior contributo alla formazione di questa immagine fu Galileo, il quale, nel suo famoso &quot;Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo&quot; (1632), offr\u00ec un ritratto indimenticabile dell&#8217;inettitudine e della testardaggine degli scolastici. Egli cre\u00f2 la figura di Simplicio, un personaggio di fantasia a cui dette il nome del noto commentatore greco delle opere di Aristotele, vissuto nel secolo VI. Bench\u00e9 molti aristotelici accettassero il telescopio come valido strumento scientifico, Simplicio dichiara di non aver \u00absin qui prestato molta fede all&#8217;occhiale nuovamente introdotto, anzi, seguendo le pedate degli altri filosofi peripatetici miei consorti, ho creduto esser fallacie de i cristalli, quelle che atri hanno ammirate per operazioni stupende\u00bb. Galileo sottolinea anche la dipendenza servile di Simplicio nei confronti di Aristotele. Per negare che la Terra sia un pianeta orbitante Simplicio si appella ad Aristotele, il quale &#8212; spiega Simplicio &#8212; mosse obiezioni molto serie, e non risolte, al moto di rivoluzione terrestre: \u00abE poich\u00e9 ei promosse la difficult\u00e0 e non la risolvette, \u00e8 forza che ella sia, se non d&#8217;impossibile, almeno di difficile scioglimento\u00bb. Col suo genio letterario e artistico, Galileo una potente caricatura che fu estesa a tutti i filosofi naturali aristotelici: non solo a quelli del secolo XVII, ma &#8212; retroattivamente &#8212; anche a quelli vissuti nel Medioevo.<\/em><\/p>\n<p><em>La devastante critica galileiana fu rafforzata da altri autori. Verso la fine del secolo XVII, il grande filosofo inglese John Locke, che aveva studiato la filosofia medievale aristotelica all&#8217;Universit\u00e0 di Oxford, defin\u00ec lo scolasticismo poco pi\u00f9 che una vana ginnastica mentale. Nel suo &quot;Saggio sull&#8217;intelletto umano&quot; (1690), libro III, cap. 9, Locke defin\u00ec \u00abgli uomini delle Scuole\u00bb e i metafisici \u00abi grandi maestri di Zecca\u00bb, coniatori di parole vuote. Quella che essi volevano spacciare per &quot;sottigliezza&quot; e acutezza non era \u00abaltro che un buon espediente per coprire la loro ignoranza con una curiosa e inesplicabile rete di parole ambigue\u00bb. Con una serie di &quot;termini inintelligibili&quot;, essi cercavano di \u00abprocurarsi l&#8217;ammirazione degli altri\u00bb. Locke parlava a nome della maggior parte degli scienziati e dei filosofi non scolastici del suo secolo.<\/em><\/p>\n<p><em>Queste dure critiche presentavano i filosofi naturali aristotelici come uomini sciocchi, inetti e risibili. Quale contributo essi avrebbero potuto dare alla nuova scienza? Nessuno, secondo i loro critici: la vera scienza poteva nascere solo dal totale rifiuto della filosofia naturale aristotelica e delle opere dei suoi difensori. Poich\u00e9 l&#8217;aristotelismo del secolo XVII non veniva distinto da essa, lo scolasticismo medievale era considerato semplicemente una prima versione della stessa concezione generale. In questo modo, tutto lo scolasticismo &#8211; dai suoi inizi nel XIII secolo alla sua effettiva conclusione negli ultimi anni del XVII secolo &#8212; fu colpito dalla stessa condanna.<\/em><\/p>\n<p><em>La condanna inflitta a Galileo nel 1633 per aver sostenuto il sistema eliocentrico copernicano aggrav\u00f2 enormemente la situazione, perch\u00e9 la Chiesa apparve come l&#8217;istituzione che voleva difendere e mantenere in vita l&#8217;aristotelismo con mezzi coercitivi. La filosofia naturale aristotelica fu vista, in tutta la sua storia, come la creatura di una Chiesa pronta a sterminare ogni idea scientifica che le fosse sembrata potenzialmente pericolosa. In questo modo, si venne a perpetuare un&#8217;idea completamente falsa della filosofia naturale del Medioevo, e i risultati &#8212; contestuali e sostanziali conseguiti nel campo della filosofia naturale durante l&#8217;Et\u00e0 media (che ho cercato di descrivere in questo volume) sono stati ignorati da quegli storici i quali hanno giudicato il tardo Medioevo con lo stesso atteggiamento mentale che emerse nel secolo XVII, quando la nuova scienza stava lottando per rovesciare la concezione del mondo aristotelica.<\/em><\/p>\n<p>Ora, \u00e8 cosa &quot;normale&quot;, e vecchia quanto il mondo, che i progressisti siano del tutto incapaci di assumere un atteggiamento non diciamo equanime, ma anche solo intellettualmente onesto, nei confronti della tradizione: se lo facessero, verrebbero a ridimensionare, sia pure implicitamente, non soltanto le loro pretese di novit\u00e0 e originalit\u00e0, ma, quel che pi\u00f9 conta, e ci\u00f2 che minerebbe alla base la loro posizione, a revocare in dubbio la loro ragione d&#8217;essere, il carattere di <em>necessit\u00e0 storica<\/em> di quanto essi hanno fatto, di quanto rappresentano, del ruolo che intendono ritagliarsi a ogni costo nei confronti dell&#8217;avvenire. Se, poniamo, i fautori di una svolta in campo scientifico &#8212; ch\u00e9 tale potrebbe essere chiamata, tutt&#8217;al pi\u00f9, quella del XVII secolo, e non certo, come essi invece pretendono, e pretesero fin dall&#8217;inizio, una <em>rivoluzione<\/em> &#8212; avessero riconosciuto che non vi erano serie ragioni per gettar via tutto ci\u00f2 che era stato fatto dagli scienziati fino a quel momento, n\u00e9 per trattare da ruderi inutili i loro colleghi contemporanei che seguitavano ad ispirarsi alla vecchia scuola; riconoscendo, anzi, con lealt\u00e0, che essi avevano ancora molto da fare e anche da insegnare, e quindi che loro stessi avevano qualcosa da imparare, avrebbero sminuito se stessi: se \u00e8 vero che il progressista non \u00e8 semplicemente colui che crede nel progresso e si spende per esso, ma colui che assolutizza il progresso e si pone perci\u00f2 in antitesi radicale con tutto ci\u00f2 che in qualunque modo, e a qualsiasi titolo, ricordi il passato. \u00c8 sempre cos\u00ec e lo si \u00e8 visto cento volte, non solo nell&#8217;ambito politico o in quello scientifico, ma perfino in ambiti che parrebbero, per loro natura, estranei alla dialettica tradizione\/progresso, ad esempio nelle varie forme di espressione artistica. I pittori impressionisti <em>dovevano<\/em> denigrare e ridicolizzare la generazione dei pittori precedenti, perch\u00e9 solo cos\u00ec avrebbero potuto risplendere e occupare l&#8217;intero proscenio, ci\u00f2 cui ambivano; e Pier Paolo Pasolini non <em>poteva<\/em> che gettare sferzanti giudizi su Pietro Zorutti e gli zoruttiani nel momento in cui si accingeva a &quot;creare&quot; una nuova poesia in lingua friulana, fra l&#8217;altro giustapponendo i suoi schemi letterari e ideologici di sofisticato poeta moderno a una lingua antica, popolare, rurale, non moderna e semmai antimoderna per la sua intima natura, in quanto mezzo espressivo di una gente strettamente legata a tutto ci\u00f2 che \u00e8 tradizione.<\/p>\n<p>Nel caso degli scienziati e dei filosofi del XVII secolo, c&#8217;erano poi delle ragioni ancor pi\u00f9 cogenti, e ancor meno confessabili, per adottare una simile linea verso la scienza di matrice aristotelica, vale a dire negandole un confronto ad armi pari, ma passando subito alla denigrazione e alla risata di scherno nei loro confronti, cio\u00e8 presentando i suoi seguaci come immeritevoli di una discussione e di una critica seria, come fece appunto Galilei nel suo <em>Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo<\/em> prendendo a bersaglio il personaggio di Simplicio. Il quale, a giudizio di alcuni, allora e poi, non era un personaggio di pura invenzione, ma in realt\u00e0 tratteggiava il profilo del papa Urbano VIII, Maffeo Barberini, uomo assai colto nonch\u00e9 patrono di artisti e scienziati, che per\u00f2 aveva la &quot;colpa&quot; di non accettare come verit\u00e0 certa e definitiva il modello cosmologico copernicano <em>in assenza di qualunque prova<\/em>. Ora, perch\u00e9 affannarsi a portare delle prove, come un vero scienziato dovrebbe sempre fare &#8211; e l&#8217;unica prova portata da Galilei a sostegno del modello copernicano erano le maree, che invece non c&#8217;entrano per nulla con il moto di rivoluzione della Terra intorno al Sole &#8212; quando \u00e8 tanto pi\u00f9 facile mettere in ridicolo, gli oppositori legati alla tradizione, togliendo cos\u00ec loro ogni autorevolezza e credibilit\u00e0?<\/p>\n<p>Immaginiamo cosa sarebbe accaduto. I novatori avrebbero dovuto prendere d&#8217;assalto, una ad una, le posizioni-chiave dei tradizionalisti, ossia degli aristotelici, cosa lunga e non facile, perch\u00e9 non ne avevano i mezzi. Dunque, meglio rovesciare il tavolo e superare la prova negandosi al confronto con interlocutori cos\u00ec trogloditi, da rifiutarsi (ma \u00e8 poi vero?) di guardare nelle lenti del telescopio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 opinione universalmente diffusa che la scienza moderna, ossia la vera ricerca e conoscenza scientifica, nasca nel XVII secolo, preannunciata e teorizzata da Francis Bacon, enunciata<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[141,151,202],"class_list":["post-25297","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-filosofia","tag-galileo-galilei","tag-modernita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25297","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25297"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25297\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25297"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25297"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25297"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}