{"id":25293,"date":"2011-11-01T08:08:00","date_gmt":"2011-11-01T08:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/11\/01\/galilei-fu-condannato-perche-si-riteneva-eletto-da-dio-a-convertire-la-chiesa-alla-sua-scienza\/"},"modified":"2011-11-01T08:08:00","modified_gmt":"2011-11-01T08:08:00","slug":"galilei-fu-condannato-perche-si-riteneva-eletto-da-dio-a-convertire-la-chiesa-alla-sua-scienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/11\/01\/galilei-fu-condannato-perche-si-riteneva-eletto-da-dio-a-convertire-la-chiesa-alla-sua-scienza\/","title":{"rendered":"Galilei fu condannato perch\u00e9 si riteneva eletto da Dio a convertire la Chiesa alla sua scienza"},"content":{"rendered":"<p>Quale fu il vero motivo della incomprensione verificatasi fra Galileo Galilei e i vertici della Chiesa cattolica, del suo processo e della successiva condanna?<\/p>\n<p>\u00c8 piuttosto penoso vedere ancora tanti libri di testo scolastici e sentire tanti intellettuali affermare che esso fu la proclamazione, da parte di Galilei, della verit\u00e0 del sistema copernicano; \u00e8 penoso, perch\u00e9 fotografa una situazione di stallo della riflessione storica ed epistemologica, basata su stereotipi superati, su luoghi comuni e su consolidate mezze verit\u00e0.<\/p>\n<p>Che il problema non fosse, in s\u00e9 e per s\u00e9, il sistema copernicano; o, quanto meno, che questo non fosse il problema principale della controversia che oppose Galilei ai vertici della Chiesa, dovrebbe apparire oltre ogni evidenza dal fatto che lo stesso Copernico non incorse nei fulmini dell&#8217;Inquisizione e che pot\u00e9 lavorare e rendere noti i risultati delle sue ricerche, senza che ci\u00f2 apparisse lesivo del paradigma culturale del Rinascimento, che pure era tendenzialmente antropocentrico e non pi\u00f9 teocentrico.<\/p>\n<p>La condanna del sistema copernicano, in quanto eretico, e la messa all&#8217;Indice del \u00abDe revolutionibus orbium coelestium\u00bb ebbe luogo solo nel 1616, circa settant&#8217;anni dopo la morte dell&#8217;astronomo polacco, in un clima culturale e politico totalmente diverso da quello del primo Cinquecento e, per la Chiesa cattolica, infinitamente pi\u00f9 sfavorevole e delicato; senza contare la subdola opera svolta da alcuni teologi luterani, che erano piombati sull&#8217;opera copernicana e sullo stesso Copernico, malato e ormai morente, cercando di strumentalizzarli per i loro fini particolari, essenzialmente in senso anticattolico.<\/p>\n<p>Il vero problema era la pretesa di Galilei di insegnare ai teologi come si debbano leggere le Sacre Scritture; ai membri della Chiesa, come ci si debba rapportare alla scienza moderna; e al Papa come ci si debba inchinare al nuovo Verbo galileiano, pena il rendersi ridicolo, come appunto accade al personaggio di Simplicio nel suo \u00abDialogo sopra i due massimi sistemi del mondo\u00bb.<\/p>\n<p>Galilei non si limita a rivendicare l&#8217;autonomia della scienza dalla religione, afferma anche che essa \u00e8 infallibile, se rettamente intesa (cio\u00e8 se viene intesa come lui stesso la intende); e che, mentre gli scienziati, se applicano fedelmente il metodo sperimentale, non possono sbagliare, possono invece sbagliare quei teologi che pretendono di leggere le Scritture prendendole alla lettera, laddove esse parlano un linguaggio figurato, specialmente riguardo alle verit\u00e0 naturali.<\/p>\n<p>Si tratta di una pretesa estremamente arrogante: Galilei vorrebbe mettere la religione sotto la tutela della scienza e pretende che i suoi esponenti si inchinino incondizionatamente davanti ai risultati del metodo sperimentale; giungendo a sostenere, sempre nel \u00abDialogo\u00bb, che, quanto alle verit\u00e0 matematiche, Dio ne conosce infinite, perch\u00e9 le conosce tutte, mentre gli uomini (vale a dire i matematici) ne conoscono solamente poche, ma che quelle poche arrivano a conoscerle con il suo stesso grado di certezza.<\/p>\n<p>A tutto questo si aggiunga il tono provocatorio, di sfida, con cui Galilei esponeva tali concetti: e l&#8217;essersi fatto addirittura beffe del papa Urbano VIII, davanti a tutti i suoi lettori, presentandolo, nel \u00abDialogo\u00bb, sotto le vesti di Simplicio, un aristotelico pedante e poco intelligente, che non sa argomentare in maniera adeguata e che finisce per soccombere miseramente davanti alla logica impeccabile del suo antagonista, Salviati, sostenitore del modello copernicano.<\/p>\n<p>N\u00e9, infine, si dimentichi che Galilei, dopo essersi impegnato con il cardinale Roberto Bellarmino e, indirettamente con il papa Paolo V, nel 1616, a non pi\u00f9 insegnare il sistema copernicano, se non presentandolo in forma di pura ipotesi matematica, di fatto aveva ignorato l&#8217;ammonimento; e che aveva ripetuto tale comportamento al momento della pubblicazione del \u00abDialogo\u00bb, nel 1632, giocando sulla buona fede di Urbano VIII che gli aveva concesso di pubblicare l&#8217;opera, purch\u00e9 non si schierasse apertamente per la soluzione eliocentrica.<\/p>\n<p>L&#8217;uso della lingua volgare non fece che aggravare la sfida, poich\u00e9 l&#8217;opera pot\u00e9 essere letta da un pubblico molto pi\u00f9 vasto di quello degli specialisti di astronomia, travalicando cos\u00ec dalla sfera del puro dibattito scientifico a quella della cultura in generale e investendo della sua novit\u00e0 l&#8217;intera comunit\u00e0 delle persone colte.<\/p>\n<p>Galilei si comportava con gli altri come chi, ritenendosi pi\u00f9 intelligente, sia convinto di poter mettere chiunque nel sacco e, pur salvando le apparenze, di saper aggirare qualunque ostacolo e prendersi anche la soddisfazione di ridicolizzare il suo interlocutore; inoltre aveva una sconfinata opinione di s\u00e9 e dei propri meriti scientifici, tanto da dichiarare, nel \u00abSaggiatore\u00bb, che a lui solo era stato destinato di esplorare le vie del firmamento con le nuove scoperte.<\/p>\n<p>Fra parentesi, proprio nel \u00abSaggiatore\u00bb, da lui composto in astiosa polemica con la \u00abLibra\u00bb, opera dell&#8217;astronomo gesuita Orazio Grassi, egli sosteneva che le comete sono dei semplici fenomeni ottici dovuti ai vapori atmosferici e non dei veri corpi celesti, come sosteneva, invece, il suo antagonista: e si sa che quest&#8217;ultimo aveva, invece, pienamente ragione e che Galilei aveva, invece, pienamente torto (anche se la maggior parte dei testi moderni appare significativamente reticente a proposito di tale questione).<\/p>\n<p>Il fisico brasiliano Marcelo Gleiser, professore di Filosofia naturale al Dartmouth College e autore del libro \u00abTe Dancing Universe: From Creation Myths to the Big Bang\u00bb, cos\u00ec delinea la figura di Galilei e le ragioni della sua condanna in una intervista a Dan Burstein e Arne de Keijzer (in: \u00abI segreti di Angeli e Demoni\u00bb; titolo originale: \u00abSecrets of Angels &amp; Demons\u00bb, 2004; traduzione italiana di S. Bertoncini, N. Colombi e L. Colosio, Sperling &amp; Kupfer Editori, Milano, 2005, 104-06):<\/p>\n<p>\u00abNella storia non esiste un momento chiaramente identificabile ne quale scienza e religione si sarebbero allontanate. Esiste piuttosto una tendenza, che ebbe inizio nel Seicento con l&#8217;opera di Galileo, Keplero, Newton e altri. In quell&#8217;epoca la scienza, o meglio la filosofia naturale, era considerata inferiore alla teologia. Keplero e Newton, entrambi molto religiosi, concepivano la propria scienza come un modo per avvicinarsi a Dio e per comprenderlo. Pensavano che la natura fosse un riflesso della mente divina e che la nostra ragione fosse il mezzo per raggiungerla; svelare i misteri della natura significava percorrere una via che conduceva a Dio. Galileo concep\u00ec i suo studi come autonomi ma complementari alla fede religiosa. Teneva ben distinte le due cose, ma le sue intenzioni erano chiarissime.: la Chiesa DOVEVA abbracciare la nuova scienza (la sua scienza!) per evitare un sicuro imbarazzo. Nel &quot;Saggiatore&quot; scrisse che era stato concesso a lui soltanto e a nessun altro di scoprire i nuovi fenomeni del cielo. Si riteneva l&#8217;eletto scelto da Dio per rivelare la verit\u00e0 sulla natura a un mondo chiuso nel dogma aristotelica. L&#8217;immagine non \u00e8 molto diversa da quella del profeta prescelto dal Signore per rivelare al mondo il suo verbo di saggezza. [&#8230;]<\/p>\n<p>Copernico era quel che ho definito una volta &quot;un rivoluzionario suo malgrado&quot;. Sotto molti aspetti fu un prodotto della cultura rinascimentale, poich\u00e9 aveva studiato in Italia nei primi anni del Cinquecento e il modello eliocentrico rifletteva chiaramente questa eredit\u00e0 culturale. Scrisse dell&#8217;armoniosa bellezza del suo sistema, in cui l&#8217;ordine planetario \u00e8 dato dal tempo che ciascun pianeta impiega compiere la rotazione attorno al Sole: tre mesi per Mercurio, il pianeta pi\u00f9 vicino al Sole, e ventinove anni per Saturno, il pi\u00f9 lontano. (All&#8217;epoca si conoscevano solo sei pianeti, poich\u00e9 Urano, Nettuno e Plutone non erano visibili a occhio nudo). Dietro la teoria copernicana tuttavia si nascondeva un&#8217;altra logica meno rivoluzionaria: intorno al 150 d. C., Tolomeo aveva definito un modello geocentrico in cui la Terra era leggermente spostata rispetto al centro e i pianeti ruotavano a velocit\u00e0 regolare intorno a un unto fittizio chiamato equante. Al tempo di Copernico, l&#8217;intera cultura si basava sul sistema tolemaico. Esisteva per\u00f2 una difficolt\u00e0: questo modello non concordava con una delle regole definite circa diciotto secoli prima da Platone, quella secondo cui qualunque modello di descrizione dei moti planetari avrebbe dovuto basarsi sul cerchio e sul moto uniforme. Copernico voleva riportare l&#8217;astronomia in sintonia con le regole platoniche, e il suo sistema eliocentrico vi riusciva in modo pressoch\u00e9 perfetto. Non intendeva affatto scatenare una &quot;rivoluzione&quot;.<\/p>\n<p>La grande opera di Copernico &quot;De Revolutionibus orbium coelestium&quot; era preceduta da una prefazione che invitava il lettore a non ritenere verosimile l&#8217;ipotesi eliocentrica i quanto violava il contenuto delle Sacre Scritture, ma di considerarla un puro edificio matematico utile per il calcolo dei moti planetari. Si scopr\u00ec pi\u00f9 tardi che questa prefazione non era stata scritta da Copernico ma da Andreas Osiander, il teologi luterano che cur\u00f2 la pubblicazione del trattato quando Copernico era ormai quasi in punto di morte. Bench\u00e9 un po&#8217; subdola, la prefazione ebbe l&#8217;effetto di attenuare la portata della novit\u00e0: la Chiesa avrebbe ricevuto il colpo molto pi\u00f9 tardi, con Galileo. [&#8230;]<\/p>\n<p>Nel difendere Copernico, Galileo assunse un atteggiamento provocatorio, sfid\u00f2 la Chiesa a modificare l&#8217;interpretazione teologica della Bibbia perch\u00e9 strideva con le osservazioni astronomiche che lui in prima persona aveva condotto. Fu intempestivo e assai poco diplomatico; l&#8217;autorit\u00e0 della Chiesa era gi\u00e0 gravemente minacciata dalla Riforma protestante, e quello era il momento meno opportuno per lanciare una nuova sfida, sopratutto in Italia. [&#8230;]<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che Galileo on intendeva porsi in contrasto con la Chiesa, almeno non apertamente. Cerc\u00f2, seppure con poco garbo, di dar vita a un compromesso con le autorit\u00e0 ecclesiastiche. Lo fece una prima volta nel 1615, quando il cardinal Barberini (futuro papa Urbano VIII, lo stesso che pi\u00f9 tardi lo avrebbe condannato) lo invit\u00f2 ad attenersi alle argomentazioni di Tolomeo e Copernico, cio\u00e8 a considerare la cosmologia eliocentrica un semplice edificio matematico privo di riscontro reale. Intorno allo stesso periodo, il maestro di controversie del Collegio Romano, il potentissimo cardinal Bellarmino, lo sfid\u00f2 a fornire una prova inconfutabile dell&#8217;eliocentrismo. Galileo rispose con il celebre &quot;Dialogo sui due massimi sistemi&quot;, l&#8217;opera che scaten\u00f2 l&#8217;ostilit\u00e0 dell&#8217;Inquisizione, i cui egli present\u00f2 la posizione della Chiesa (e in particolare quella del papa Urbano VIII) attraverso la voce di Simplicio, un aristotelico antiquato e sprovveduto. Galileo fu autorizzato da Urbano a pubblicare l&#8217;opera, a condizione che questa evidenziasse la posizione della Chiesa: che Dio, bench\u00e9 molti elementi inducessero a giustificare il modello eliocentrico, avrebbe potuto con un miracolo far ruotare i cieli e ogni altra cosa intorno alla Terra fissa anzich\u00e9 far ruotare la Terra su se stessa. Galileo pens\u00f2 di poter battere i vertici ecclesiastici con l&#8217;intelligenza, come aveva fatto con molte altre persone nel corso della vita, e questo fu il suo grande errore. La Chiesa non aveva alcun interesse ad allinearsi a una nuova scienza che sfidava la sua autorit\u00e0. Bench\u00e9 orientato alla conciliazione, Galileo adott\u00f2 un atteggiamento sbagliato. [&#8230;]<\/p>\n<p>Nel 1615, facendosi portavoce del cardinal Barberini, il cardinal Ciampoli scrisse a Galileo invitandolo a lasciare la teologia ai teologi: &quot;Il dichiarar le Scritture pretendono i teologi che tocchi a loro&quot;, perch\u00e9 non tutti possiedono la moderazione necessaria al giudizio. Il senso era questo: non invadere il nostro ambito di competenza. Ma Galileo lo fece.\u00bb<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che la condanna di Galilei fu il risultato di un concorso di circostanze e che fu un grave errore da parte della Chiesa, cos\u00ec come lo era stata quella di Giordano Bruno; ma \u00e8 altrettanto chiaro che la storia deve sforzarsi di essere imparziale e di valutare tutti gli elementi di una determinata vicenda, senza voler dimostrare alcuna tesi precostituita.<\/p>\n<p>Chi ha esaminato la copia del \u00abDe revolutionibus orbium coelestium\u00bb in possesso di Galilei, \u00e8 rimasto colpito dalla assenza di annotazioni strettamente scientifiche; in compenso vi compaiono le dieci &quot;correzioni&quot; imposte dal Sant&#8217;Uffizio, dopo la condanna del libro del 1616. \u00c8 chiaro che Galilei era poco interessato al problema specifico delle orbite dei pianeti, quello che gli premeva era la nuova immagine dell&#8217;universo sottesa alla teoria copernicana; mentre le &quot;correzioni&quot; conformi all&#8217;Inquisizione mostrano la sua calcolata prudenza in caso di contestazioni.<\/p>\n<p>Galileo Galilei non \u00e8 stato un martire del libero pensiero, tanto pi\u00f9 che, quanto a se stesso, era o pensava di essere un cattolico perfettamente rispettoso dei dogmi della propria religione e della Chiesa stessa; semmai ha cercato di essere, senza rendersene conto, un riformatore religioso, nel senso che ha cerato di &quot;aggiornare&quot; il cattolicesimo alla luce del nuovo paradigma scientifico post-copernicano: empirista, meccanicista, riduzionista.<\/p>\n<p>Egli, che si considerava il principale, anzi, il solo depositario della nuova cosmologia, si rese conto che bisognava trovare una conciliazione tra scienza e religione; pretese, per\u00f2, di impostarla a partire da una superiorit\u00e0 della scienza sulla teologia e sulla filosofia, che, fino a quel momento, erano state al vertice dell&#8217;edificio del sapere.<\/p>\n<p>Il punto, quindi, non era, e non \u00e8, vedere se il cristianesimo possa fare proprio un modello cosmologico eliocentrico, che relega la Terra e, di conseguenza, l&#8217;uomo, in una posizione marginale nel contesto dell&#8217;Universo; il punto \u00e8 se il cristianesimo possa accogliere, coesistendo con essa, una scienza meccanicista, materialista e sempre pi\u00f9 propensa a farsi filosofia e teologia, assolutizzando il proprio sapere e travalicando dal suo ambito e dai suoi stessi presupposti metodologici ed epistemologici.<\/p>\n<p>Basta sfogliare i titoli dei pi\u00f9 recenti saggi di fisica e di cosmologia per rendersi conto fino a che punto fossero giustificate le apprensioni della Chiesa e fino a che punto abbia trionfato il nuovo paradigma scientifico moderno: vi si parla disinvoltamente di svelare la mente di Dio, e sia pure adoperando un linguaggio figurato, come se fosse la cosa pi\u00f9 naturale del mondo.<\/p>\n<p>Stephen Hawking \u00e8 il nuovo Galilei del paradigma scientista: come il suo predecessore \u00e8 sorretto da una immensa stima di s\u00e9 e si mostra altrettanto sicuro che la matematica e la fisica ci daranno tutte le risposte di cui abbiamo bisogno per comprendere il mondo.<\/p>\n<p>Probabilmente era proprio questo che gli oppositori di Galilei temevano pi\u00f9 di ogni altra cosa: la perdita del senso del limite e quella del senso del mistero.<\/p>\n<p>Galilei parla ancora del mistero, ma ne parla in maniera laica e irreligiosa, come qualcosa che appartiene unicamente alla sfera della ragione, rammaricandosi che questa non possa giungere a spiegare tutto.<\/p>\n<p>E, come osserva Gabriel Marcel, quando si riduce la categoria del mistero a quella del semplice problema, se ne svuota l&#8217;essenza e se ne tradisce la specificit\u00e0: che non appartengono alla sfera razionale, ma extra-razionale o, se si preferisce, sovra-razionale&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quale fu il vero motivo della incomprensione verificatasi fra Galileo Galilei e i vertici della Chiesa cattolica, del suo processo e della successiva condanna? \u00c8 piuttosto<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30186,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[62],"tags":[109,151,257],"class_list":["post-25293","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-moderna","tag-chiesa-cattolica","tag-galileo-galilei","tag-teologia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-moderna.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25293","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25293"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25293\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30186"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25293"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25293"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25293"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}