{"id":25290,"date":"2009-07-17T04:45:00","date_gmt":"2009-07-17T04:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/07\/17\/un-quadro-al-giorno-paolo-e-francesca-di-gaetano-previati-1901\/"},"modified":"2009-07-17T04:45:00","modified_gmt":"2009-07-17T04:45:00","slug":"un-quadro-al-giorno-paolo-e-francesca-di-gaetano-previati-1901","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/07\/17\/un-quadro-al-giorno-paolo-e-francesca-di-gaetano-previati-1901\/","title":{"rendered":"Un quadro al giorno: \u00abPaolo e Francesca\u00bb, di Gaetano Previati (1901)"},"content":{"rendered":"<p>Quella di Gaetano Previati fu, nel panorama della pittura italiana di fine Ottocento e dei primi del Novecento, una vera e propria rivelazione: l&#8217;annuncio che una stagione completamente nuova stava prendendo il sopravvento sui rigidi canoni dell&#8217;arte di ispirazione realista; e ci\u00f2 in accordo con quanto accadeva nella letteratura e nella filosofia, ove il Simbolismo e vari indirizzi di tipo spiritualistico e anti-razionalistico si stavano sostituendo, rispettivamente, al Verismo e al Positivismo.<\/p>\n<p>Boccioni e De Chirico erano entusiasti di lui.<\/p>\n<p>Il primo lo salutava come il pi\u00f9 grande innovatore della pittura italiana dal tempo di Giambattista Tiepolo; il secondo vedeva in lui l&#8217;alfiere di un nuovo modo di intendere l&#8217;arte, oltre le strettoie del verismo, in direzione di un intenso simbolismo, che gli pareva una tappa di avvicinamento alla sua pittura metafisica (cfr. il nostro precedente articolo: \u00abUn quadro al giorno: &quot;M\u00e9lancholie et myst\u00e8re d&#8217;une rue&quot; di Giorgio De Chirico, 1914; mentre su Tiepolo cfr. \u00abUn quadro al giorno: &quot;La Resurrezione&quot; di G. B. Tiepolo nel Duomo di Udine, 1754 ca.\u00bb, entrambi consultabili sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Cos\u00ec scriveva Umberto Boccioni in un articolo pubblicato in piena prima guerra mondiale, il 26 marzo 1916:<\/p>\n<p>\u00abQuando finir\u00e0 questa infame noncuranza, questa vergognosa incoscienza artistica e nazionale verso il pi\u00f9 grande artista che l&#8217;Italia ha avuto da Tiepolo ad oggi.<\/p>\n<p>[&#8230;] L&#8217;opera di Gaetano Previati \u00e8 di una vastit\u00e0 e di un valore che sconcertano. [&#8230;].<\/p>\n<p>Previati \u00e8 il solo grande artista italiano, di questi tempi, che abbia concepito l&#8217;arte come una rappresentazione in cui la realt\u00e0 visiva serve soltanto come punto di partenza. Egli \u00e8 il solo artista italiano che abbia intuito da pi\u00f9 di trent&#8217;anni che l&#8217;arte fuggiva il verismo per innalzarsi allo stile, Gaetano Previati \u00e8 stato il precursore in Italia della rivoluzione idealista che oggi sbaraglia il verismo e lo studio documentato del vero. Egli ha intuito che lo stile incomincia quando sulla visione si costruisce la concezione, ma mentre la sua visione si \u00e8 rinnovata nella modernit\u00e0, la concezione \u00e8 rimasta, come ossatura, al vecchio materiale elaborato del Rinascimento italiano.\u00bb<\/p>\n<p>Fresco di studi all&#8217;Accademia di Brera, Previati (Ferrara, 1852 &#8211; Lavagna, 1920) aveva fatto i suoi esordi nella pittura italiana cimentandosi con il genere storico: \u00abGli ostaggi di Crema\u00bb gli era valso il Premio Canonica, e \u00abIl Valentino a Capua\u00bb era stato esposto alla Nazionale di Torino del 1880, con un buon successo di critica, che lo salut\u00f2 come \u00abla manifestazione del genio a vent&#8217;anni\u00bb (anche se l&#8217;artista ne aveva gi\u00e0 ventotto).<\/p>\n<p>Sembrava avviato, dunque, a ricalcare le orme e a rinverdire la gloria di Francesco Hayez o di Massimo d&#8217;Azeglio; allorch\u00e9, sotto l&#8217;influenza dello scultore Grandi e delle sue idee luministiche, Previati diede una svolta radicale alla propria evoluzione artistica, trasformando la propria pennellata in senso sempre pi\u00f9 filamentoso e sempre pi\u00f9 luminoso, fino a dissolvere la forma per far emergere la realt\u00e0 spirituale dei soggetti rappresentati. Egli era sospinto in questa nuova direzione sia dai numerosi contatti con la Scapigliatura milanese, sia dalla precoce \u00abscoperta\u00bb della pittura francese di tendenza simbolista, specialmente quella di Odilon Redon.<\/p>\n<p>Scrive Raffaele De Grada in \u00abLe Muse. Enciclopedia di tutte le Arti\u00bb (Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1967; vol. IX, p. 353):<\/p>\n<p>\u00ab[Verso il 1880] Previati [&#8230;] era all&#8217;inizio di una crisi di evoluzione che si manifestava gi\u00e0 in un &quot;Crocifisso&quot;, dipinto nello studio dello scultore Grandi, dalle cui idee luministiche egli era ormai influenzato. Un nuovo stile di ombra-luce \u00e8 evidente anche nel &quot;Torquato Tasso&quot;, cui fu per\u00f2 preferito per il Premio Fumagalli all&#8217;Esposizione milanese del 1880, un ritratto di C. Rapetti.<\/p>\n<p>Gli anni che seguirono furono tormentati dal desiderio di raggiungere una tecnica scientifica nell&#8217;uso del colore, che era la sua nuova scoperta: lo si avverte nel &quot;Bacio&quot; (1887) e specialmente in una serie di studi di figure sul prato, a cominciare da &quot;Pace&quot; (1889), considerato da lui &quot;il mio primo tentativo nella tecnica nuova della spezzatura del colore, una tecnica che d\u00e0 l&#8217;impressione di una maggiore intensit\u00e0 di luce&quot;. Nello stesso anno iniziava la sua grande &quot;Maternit\u00e0&quot;, il primo quadro di impostazione idealistica nella tecnica del divisionismo luministico.<\/p>\n<p>Il divisionismo, da lui teorizzato in due trattati, veniva applicato dal 1890 in poi, finch\u00e9 Alberto Grubicy, nel 1911, lanci\u00f2 addirittura una &quot;Societ\u00e0 per l&#8217;Arte di Gaetano Previati&quot;, mentre il fratello Vittore ne diffondeva criticamente i principi.\u00bb<\/p>\n<p>Pertanto, Previati precede i Futuristi nella elaborazione di una nuova tecnica pittorica, basata sulla luminosit\u00e0 della pennellata e sulla costruzione di sapienti giochi di ombra e luce in movimento, o meglio, in vibrazione; e avanza dritto per la sua strada, aprendo nuovi scenari e nuove prospettive, raggiungendo il culmine della sua ricerca negli anni della prima guerra mondiale.<\/p>\n<p>Una delle sue ultime opere (smetter\u00e0 di dipingere nel 1917, tre anni prima della morte), e una delle pi\u00f9 interessanti in assoluto, \u00e8 la tela \u00abGli orrori della guerra\u00bb, chiaramente ispirata alla ritirata dal Friuli dopo il disastro di Caporetto, dove la fiumana dei civili in fuga con le loro povere cose si trasforma quasi un vortice di volti smarriti e disfatti, di sguardi sgomenti e disperati, ritratto con una potenza veramente dantesca.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il divisionismo di Gaetano Previati, che si differenzia nettamente sia da quello di Giuseppe Pellizza da Volpedo, sia da quello di Giovani Segantini, hanno scritto Pietro Adorno e Adriana Mastrangelo (in \u00abSegni d&#8217;arte\u00bb, Firenze, Casa Editrice G. D&#8217;Anna, 2007; vol. 3, pp. 314-315):<\/p>\n<p>\u00abCome in Francia, anche in Italia, sulla fine dell&#8217;Ottocento, la conoscenza delle teorie sul colore conduce alla formazione di una corrente artistica che, analogamente al puntinismo, sostiene la necessit\u00e0 di non mescolare i colori sulla tavolozza, ma di accostarli direttamente sulla tela, puri, cosicch\u00e9 la loro fusione avvenga nella retina dell&#8217;osservatore. Poich\u00e9 i colori rimangono dunque divisi, questa corrente pittorica \u00e8 detta &quot;divisionismo&quot;.<\/p>\n<p>E analogamente a quanto avviene in Francia il divisionismo si carica di significati simbolici, come la riaffermazione dell&#8217;intima spiritualit\u00e0 dell&#8217;artista contro il verismo e, quindi, contro i macchiaioli.<\/p>\n<p>Le teorie divisioniste furono esposte da Gaetano Previati (Ferrara, 1852 &#8211; Lavagna, Genova, 1920) in alcuni scritti degli inizi del Novecento, ma la corrente era nata da qualche decennio. Fra i suoi esponenti si contano Giovanni Segantini e lo stesso Previati, che in &quot;Sul prato&quot; adottala nuova tecnica al fine di ottenere un&#8217;esaltazione del colore e una maggiore luminosit\u00e0, cosicch\u00e9 la realt\u00e0, come smaterializzata, si accende di un improvviso lirismo.\u00bb<\/p>\n<p>Nella tela ad olio \u00abPaolo e Franesca\u00bb, di grandi dimensioni (metri 260 x 230), dipinta nel 1901 e conservata presso la Civica Galleria d&#8217;Arte Moderna di Ferrara, l&#8217;itinerario di questo geniale pittore italiano raggiunge uno dei suoi vertici assoluti.<\/p>\n<p>Essa si inserisce mirabilmente in quel risveglio dell&#8217;interesse per Dante Alighieri che caratterizza un po&#8217; tutte le arti, ma specialmente la pittura, fra gli ultimi anni del XIX secolo e i primi decenni del successivo, tanto che si potrebbe quasi parlare di una \u00abDante Renaissance\u00bb. Ne sono testimonianza, fra gli altri, \u00abLo specchio della vita\u00bb di Giuseppe Pellizza da Volpedo (del quale ci siamo occupati specificamente in un recente articolo, per la sezione \u00abUn quadro al giorno\u00bb, sempre consultabile sul sito di Arianna Editrice) e tutta una serie di opere, potentemente drammatiche e originali, del pittore e disegnatore opitergino Alberto Martini, che meriterebbero di essere maggiormente conosciute sia in Italia che all&#8217;estero.<\/p>\n<p>Lo stesso Previati non era nuovo ad ispirarsi a opere letterarie: valga per tutti il famosissimo \u00abBacio\u00bb, dal dramma shakespeariano \u00abRomeo e Giulietta\u00bb, in cui i profili dei due giovani innamorati, sulla destra, si stagliano contro la luce proveniente dal finestrone sulla sinistra, creando un vigoroso ed allusivo chiaroscuro.<\/p>\n<p>In \u00abPaolo e Francesca\u00bb, l&#8217;impianto compositivo, semplicissimo, riprende, in qualche modo, quello de \u00abIl bacio\u00bb, con le figure dei due amanti infelici sulla destra, quasi al buio, e un cielo azzurro-viola che fa da potente contrasto, sulla sinistra.<\/p>\n<p>In basso, a destra, quasi indistinguibili nell&#8217;oscurit\u00e0, si intravedono Paolo e Francesca nel momento fatidico del bacio che suggella la loro tragica storia d&#8217;amore:<\/p>\n<p>\u00abNoi leggiavamo un giorno per diletto<\/p>\n<p>di Lancialotto come amor lo strinse:<\/p>\n<p>soli eravamo e sanza alcun sospetto.<\/p>\n<p>Per pi\u00f9 fiate li occhi ci sospinse<\/p>\n<p>Quella lettura, e scolorocci il viso;<\/p>\n<p>ma solo un punto fu quel che ci vinse.<\/p>\n<p>Quando leggemmo il dis\u00efato riso<\/p>\n<p>Esser basciato da cotanto amante,<\/p>\n<p>questi, che mai da me non fia diviso,<\/p>\n<p>la bocca mi basci\u00f2 tutto tremante.<\/p>\n<p>Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:<\/p>\n<p>quel giorno pi\u00f9 non vi leggemmo avante.\u00bb<\/p>\n<p>La struttura compositiva, dicevamo, \u00e8 relativamente semplice; alcune figure di anime dannate s&#8217;intravedono a fatica e concorrono a delimitare nettamente lo spazio sulla destra, ove \u00e8 rappresentata la bufera infernale che travolge eternamente i peccatori di lussuria, da quello a sinistra, interamente sgombro e luminoso (luminoso per contrasto, giacch\u00e9 la scena si svolge pur sempre all&#8217;Inferno).<\/p>\n<p>Ma la vera protagonista di questa tela \u00e8 la luce: una luce vivida e al tempo stesso indefinibile, che ricorda quella percepibile dopo un violento temporale, prima che il sole ritorni, quando la natura giace come sospesa magicamente fra l&#8217;acquazzone che si \u00e8 appena allontanato e il bel tempo, che ancora non osa fare capolino.<\/p>\n<p>La linea curva, che separa la zona bruna sulla destra da quella luminosa sulla sinistra, ed \u00e8 formata dal vestito di Francesca, in basso, e dai corpi di alcuni dannati, in alto, \u00e8 illuminata da un colore giallo brillante, che accentua il contrasto fra le due met\u00e0 della tela e le conferisce un movimento ascensionale vorticoso e possente, come una tromba d&#8217;aria, quale appunto la fantasia di Dante aveva mirabilmente concepito.<\/p>\n<p>I volti dei due amanti infelici esprimono, pur nella estrema drammaticit\u00e0 della situazione, l&#8217;ardore della passione che tuttora li lega e che continuer\u00e0 a legarli eternamente, creando uno stacco non solo psicologico, ma anche morale, fra loro e la massa confusa degli altri lussuriosi.<\/p>\n<p>Nessun dubbio, contemplando un&#8217;opera come \u00abPaolo e Francesca\u00bb di Gaetano Previati, che ci troviamo immersi in un&#8217;atmosfera poderosamente visionaria e quasi allucinata, dove l&#8217;azione conta nella misura in cui \u00e8 il riflesso di un intenso stato d&#8217;animo: la grande stagione espressionista batte alle porte.<\/p>\n<p>Generalmente si considera il divisionismo come una corrente affine all&#8217;impressionismo, di cui avrebbe sviluppato alcuni aspetti, soprattutto in direzione della ricerca cromatica; ma, specialmente nel caso di Previati, forse \u00e8 pi\u00f9 giusto vedervi un preannuncio dell&#8217;espressionismo, col quale condivide la prevalenza del momento emozionale e spirituale, rispetto a quello puramente sensoriale e naturalistico.<\/p>\n<p>\u00abPaolo e Francesca\u00bb \u00e8 un buon esempio di tale prevalenza: il nucleo poetico essenziale di quest&#8217;opera non risiede nella particolare tecnica della pennellata, ma nella profonda emozione che scaturisce dall&#8217;insieme, e di cui la caratteristica pennellata filamentosa \u00e8 uno strumento, per quanto altamente raffinato; e mai un fine.<\/p>\n<p>Anche per questo, possiamo dire che un dipinto come \u00abPaolo e Francesca\u00bb sembra battere con forza, e non solo cronologicamente, alle porte del secolo XX: con tutte le sue inquietudini, con le sue tensioni insoddisfatte, con le sue stesse delusioni; non vi si respira pi\u00f9, in alcun modo, una atmosfera ottocentesca, ma ci sente trasportati entro quel medesimo orizzonte spirituale cui anche noi, uomini del terzo millennio, ci sentiamo intimamente legati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quella di Gaetano Previati fu, nel panorama della pittura italiana di fine Ottocento e dei primi del Novecento, una vera e propria rivelazione: l&#8217;annuncio che una<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30176,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[11,24],"tags":[92],"class_list":["post-25290","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-un-quadro-al-giorno","category-pittura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-pittura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25290","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25290"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25290\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30176"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25290"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25290"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25290"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}