{"id":25282,"date":"2021-04-29T11:03:00","date_gmt":"2021-04-29T11:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/04\/29\/g-bruno-o-la-psicopatologia-del-narcisista-illuminista\/"},"modified":"2021-04-29T11:03:00","modified_gmt":"2021-04-29T11:03:00","slug":"g-bruno-o-la-psicopatologia-del-narcisista-illuminista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/04\/29\/g-bruno-o-la-psicopatologia-del-narcisista-illuminista\/","title":{"rendered":"G. Bruno o la psicopatologia del narcisista illuminista"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono dei miti che sono terribilmente duri a morire, per quanto si reggano su basi pi\u00f9 che mai traballanti e tali basi siano state gettate su terreno instabile. Uno di tali miti \u00e8 quello che ha fatto di Giordano Bruno un intrepido eroe della libert\u00e0 di pensiero. Da quando la massoneria si \u00e8 impadronita della sua figura e gli ha eretto il noto monumento in Campo de&#8217; Fiori, a Roma, tale immagine si \u00e8 definitivamente insediata nell&#8217;immaginario collettivo delle persone semicolte, tanto che lo si potrebbe considerare il principe degli archetipi della cultura di massa. E pazienza se la stessa espressione <em>cultura di massa<\/em> \u00e8 evidentemente un ossimoro: ormai anch&#8217;essa \u00e8 entrata nell&#8217;uso e viene ripetuta e utilizzata ad ogni pie&#8217; sospinto, imponendosi con la forza del numero e con la pretesa evidenza di ci\u00f2 che tutti ripetono, e che dunque dovr\u00e0 pur essere vero. Non si usa dire che gli escrementi, con licenza parlando, in fin dei conti devono essere un cibo ottimo e saporito, e solo per uno sciocco pregiudizio non li serviamo a tavola come un piatto prelibato, visto che \u00e8 impossibile immaginare che milioni e miliardi di mosche, che li frequentano e se ne nutrono, si ingannino nella maniera pi\u00f9 clamorosa? E dunque: come si fa a mettere in dubbio l&#8217;esattezza e la bont\u00e0 dell&#8217;immagine di Giordano Bruno come quella d&#8217;un eroe, anzi d&#8217;un martire della libert\u00e0 di pensiero, anche se \u00e8 un fatto, e <em>contra factum non valet argumentum<\/em>, che egli, dopo essersi sfratato e aver viaggiato per mezza Europa, si sia fatto disinvoltamente calvinista a Ginevra, anglicano a Londra e luterano a Wittenberg, mutando ogni volta casacca senza un batter di ciglia, e sempre impegnato a coltivare anzitutto il proprio ego, a promuovere la propria immagine di pensatore gigantesco e prometeico, sfruttando le sue doti di suggestione psicologia per spremere quattrini ai ricchi gonzi ai quali prometteva d&#8217;insegnare l&#8217;arte della memoria e altri prodigi mentali, nonch\u00e9 ponendosi a disposizione dei servizi segreti delle grandi potenze e utilizzando i ritagli di tempo per scrivere commedie oscene, come <em>Il Candelaio<\/em>, oltre che per tentar di truffare il senato accademico delle pi\u00f9 celebri universit\u00e0 straniere, come quella di Oxford, propinando agli uditori testi non suoi e beccandosi la mortificante accusa di plagio, dalla quale i suoi moderni apologisti lo mondano senza degnarsi di verificare la fondatezza, assicurando che l&#8217;ostilit\u00e0 degli accademici oxoniensi era dovuta piuttosto al loro tenace aristotelismo, che li spingeva a rifiutare in linea di principio e con qualsiasi mezzo le dottrine filo copernicane del Nolano? Il fatto poi che nel pensiero di Bruno ricorrano temi tipici del&#8217;ermetismo, come la potenza magica della memoria e della parola, l&#8217;anima del mondo, l&#8217;infinit\u00e0 degli universi, l&#8217;assenza di un centro e di una periferia, ha contribuito ad accreditarne l&#8217;immagine di primo campione <em>moderno<\/em> della filosofia europea, caduto vittima dell&#8217;ottusit\u00e0 della Chiesa e troppo in anticipo per essere capito dalla maggior parte dei suoi contemporanei, ancora legati a vecchie concezioni e a vecchi modi di pensare e di guardare il reale.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 per\u00f2 un aspetto che a noi pare particolarmente caratteristico non solo di Bruno, ma proprio del tipo d&#8217;intellettuale che con lui compare sulla scena della filosofia, e cio\u00e8 un narcisismo patologico, sfrenato, delirante, che smarrisce ogni senso del limite e delle proporzioni e che s&#8217;inebria e si ubriaca alle proprie stesse parole, finendo per divenire la spia di un malessere profondo, proprio di tutti i narcisisti patologici, e che si ritrova in quasi tutti gli esponenti del pensiero illuminista, intendendo questa parola non solo nel senso stretto di esponente della filosofia dei lumi, ma nel senso pi\u00f9 ampio di colui che si ritiene depositario e diffusore di una speciale illuminazione da elargire alle masse incolte e asinine (l&#8217;espressione \u00e8 tipica del linguaggio bruniano, il cui vocabolario abbonda di insulti d&#8217;ogni genere nei confronti di quanti sono rei di non apprezzarlo e di non esaltare i suoi meriti fino alle stelle), dall&#8217;alto di una scienza che gli appartiene e che lo distingue da tutti, quasi come un titano romantico o come un Prometeo che ha spezzato le catene per insegnare agli uomini il sapere segreto e liberatorio che un dio maligno e geloso vorrebbe tenere tutto per s\u00e9 solo. In questa chiave di lettura si comprende meglio il favore che Bruno incontra, da quattro secoli a questa parte, presso quasi ogni genere di pensatori e di storici della filosofia, per non parlare del pubblico dei non specialisti: egli infatti \u00e8 divenuto pressoch\u00e9 la bandiera per antonomasia di tutti quanti sono convinti che la ragione del pensiero consista nel costringere la natura a rivelare i suoi segreti e a metterli a disposizione dell&#8217;uomo, beffando quel dio e quegli uomini, oscurantisti e retrogradi, per i quali esiste il senso del limite e il senso del mistero, e che ritengono assurdo e temerario voler mettere l&#8217;uomo al posto di Dio, come se questi fosse capace di ricostruire il mondo a immagine della propria ragione, assai pi\u00f9 prefetto e meglio organizzato di quanto lo abbia fatto il divino Creatore.<\/p>\n<p>Psicopatologia narcisista maligna, dunque (maligna perch\u00e9 pronta a offendere e aggredire quanti non riconoscono la sua grandezza colossale), dunque: la stessa ebbrezza di auto-glorificazione delirante che si trova nelle pagine di Jean-Jacques Rousseau, la cui stima di s\u00e9 arriva al punto, nelle <em>Confessioni<\/em>, di narrarci ogni dettaglio pi\u00f9 intimo e minuto della sua vita, comprese le sue attivit\u00e0 di autoerotismo giovanile; e la stessa che troviamo nelle pagine peggiori di un genio infelice e sregolato, come Friedrich Nietzsche, specialmente in <em>Ecce homo<\/em> e <em>L&#8217;Anticristo<\/em>, ove gi\u00e0 appare evidente l&#8217;ombra della pazzia che sarebbe culminata, di l\u00ec a poco, nelle danze dionisiache sul letto della sua stanza d&#8217;affitto e nei biglietti farneticanti da lui indirizzati a una serie di personaggi pubblici, a cominciare dal kaiser tedesco Guglielmo II. Ecco, ad esempio, il ritratto che Giordano Bruno fa di se stesso, con il trasparentissimo pseudonimo di Nolano, per bocca del personaggio di Teofilo, nel Dialogo primo de <em>La cena de le Ceneri<\/em> (testo a cura di Marcella Vasconi, Demetra Editrice, 1995, pp. 27, 28, 29):<\/p>\n<p><em>Che dire del Nolano allora che \u00e8 stato capace di raggiungere il cielo, discutere intorno alle dimensioni delle stelle, lasciando dietro di s\u00e9 il sistema sferico del firmamento? (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Or ecco quello, ch&#8217;ha varcato l&#8217;aria, penetrato il cielo discorse le stelle, trapassato gli margini del mondo, fatte svanir le fantastiche muraglie de le prime, ottave none, decime ed altre, che vi s&#8217;avesser potuto aggiungere, sfere, per relazione de vani matematici e cieco veder de filosofi volgari; coss\u00ec al cospetto d&#8217;ogni senso e raggione, co&#8217; la chiave di solertissima inquisizione aperti que&#8217; chiostri de la verit\u00e0, che da noi aprir si posseano, nudata la ricoperta e velata natura, ha donati gli occhi a le talpe, illuminati i ciechi che non possean fissargli occhi e mirar l&#8217;imagin sua in tanti specchi che da ogni lato gli s&#8217;opponeano, sciolta la lingua a&#8217; muti che non sapeano e non ardivano esplicar gl&#8217;intricati sentimenti, rinsaldar i zoppi. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Il Nolano, per provocare effetti completamente opposti, ha liberato l&#8217;animo umano e la conoscenza, prima chiusa nell&#8217;assai angusto carcere della zona inferiore dell&#8217;aria torbida; a mala pena, come chi pu\u00f2 guardare solo attraverso pochi buchi, aveva la possibilit\u00e0 di osservare le lontanissime stelle; le sue ali erano mozze e non poteva volare squarciando le nuvole per vedere veramente che cosa ci fosse oltre, cos\u00ec da liberarsi dalle chimere di quelli che, essendo emersi dal fango e dalle profondit\u00e0 della terra, alla stregua di Mercurio e Apolli scesi dal cielo, con menzogne diverse, hanno riempito il mondo intero di un incredibile numero di follie, spropositi ed errori come se fossero valori, scienza divina e insegnamenti, spegnendo la luce che aveva reso divini ed eroici gli animi dei nostri antichi maestri e dando autorit\u00e0 alle oscure tenebre dei sofisti e degli asini. A motivo di ci\u00f2 la ragione umana, a volte piangendo nei momenti di lucidit\u00e0 la sua tragica condizione, si rivolge alla sapienza divina, sempre presente nel suo intimo, con simili parole:<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Chi salir\u00e0, per me, madonna, in cielo,<\/em><\/p>\n<p><em>a riportarne il mio perduto ingegno?&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>(Ludovico Ariosto, &quot;Orlando Furioso, XXXV, 6)<\/em><\/p>\n<p><em>Ed ecco che quegli che ha attraversato l&#8217;aria, penetrato il cielo, lasciate dietro di s\u00e9 le stelle, superati i confini del mondo, annullate le barriere delle prime, ottave, none, decime sfere e anche di quelle successive, frutto degli studi di inutili matematici e degli ottusi discorsi di filosofi da strapazzo, in base all&#8217;esperienza dei sensi e al ragionamento, dopo avere aperti, mediante una rigorosissima indagine, i recinti in cui la verit\u00e0 era rinchiusa, dopo aver spogliato i veli della natura, ha ridato la vista alle talpe, restituito la luce a quelli che erano in rado di osservare la propria immagine riflessa in uno specchio, restituito la parola ai muti che non sapevano o non osavano esprimere i propri sentimenti, rimessi diritti gli zoppi.<\/em><\/p>\n<p>Ridare la vista alle talpe e ai ciechi, restituire la favellare ai muti e ai timidi: non vi \u00e8 qui, oltre al delirio d&#8217;onnipotenza, l&#8217;inconscio desiderio, come appunto nelle ultime opere di Nietzsche, di gareggiare con il Cristo quale autore di portenti miracolosi, quale redentore di un&#8217;umanit\u00e0 abbrutita e traviata, naturalmente suggerendo la propria immensa grandezza e superiorit\u00e0 rispetto a <em>quel<\/em> Messia, che altro non ha saputo fare se non morire sulla croce, incompreso e deriso dagli uomini? Non si colgono in queste espressioni le tipiche tracce d&#8217;una mente distorta e disturbata, che annega ormai nel lago della propria sfrenata volont\u00e0 di autoaffermazione e che, rendendosi conto di non incontrare il favore dei contemporanei, si risarcisce raddoppiando, triplicando e quadruplicando le lodi a se stessa, paragonandosi al sublime liberatore di un&#8217;umanit\u00e0 in ceppi e denigrando e sbeffeggiando i filistei, colpevoli di non lasciarsi docilmente illuminare dai raggi d&#8217;un sapere tanto sfolgorante quanto gratuitamente offerto dal novello redentore laico? In effetti, l\u00e0 dove si paragona a colui che ha oltrepassato i confini del cielo, che ha scavalcato i limiti del mondo, che si \u00e8 spinto oltre le pi\u00f9 alte sfere dell&#8217;universo, non si sente una nota di profonda malattia, di ambizione frustrata, di compensazione delirante, proprio come nel protagonista del <em>Diario di un pazzo<\/em> di Nikolaj Gogol, il quale risarcisce se tesso per tutte le umiliazioni e le sconfitte subite nella sua misera e oscura vita di piccolo impiegato immaginandosi d&#8217;essere il Re di Spagna, e che gli infermieri che gli mettono la camicia di forza lo &quot;curano&quot; coi getti d&#8217;acqua ghiacciata non siano che i servitori e i valletti che si prendono cura della sua augusta persona?<\/p>\n<p>Abbiamo detto che in tale sindrome psicopatologica vi \u00e8 una caratteristica tipicamente illuminista: l&#8217;illuminista, infatti, \u00e8 precisamente colui che viene a portare i lumi della vera conoscenza a quanti sono immersi nelle tenebre e che perci\u00f2 stesso si pone al di sopra degli altri, si ritiene capace d&#8217;illuminare il mondo intero con la propria scienza, il che lo autorizza a guardare tutti e ciascuno dall&#8217;alto in basso, come fossero tanti bambini, o come fossero talpe cieche, asini raglianti, somari e caproni immeritevoli di qualsiasi attenzione e del tutto privi d&#8217;interesse, a dispetto dei loro titoli accademici e della loro ridicola supponenza. E poco importa se ad apparire ridicolo, gi\u00e0 nel suo modo pretenziosi di porsi, e poi nella pretesa di avere una conoscenza straordinaria da elargire al mondo, \u00e8 proprio lui, l&#8217;intellettuale illuminista: ch\u00e9 tale apparve ai professori di Oxford quel piccolo e buffo napoletano, ciarliero e gesticolante, che ebbe l&#8217;incredibile faccia tosta di snocciolare pagine e pagine di altri autori, come Marsilio Ficino, facendole passare per farina del suo sacco, salvo poi venire smascherato e miseramente sbugiardato (i moderni intellettuali illuministi, pi\u00f9 pragmatici e meno romantici, preferiscono copiare da se stessi col metodo standard del <em>copia e incolla<\/em> dai propri precedenti libri, come ha fatto a suo tempo Umberto Galimberti: cfr. i nostri articoli: <em>Il crepuscolo dei filosofi nello sputtanamento del copia e incolla<\/em>, 22\/04\/11, e <em>Saranno i sofisti come Galimberti a traghettarci dal mondo delle parole a quello delle cose?<\/em>, pubblicati sul sito di Arianna Editrice rispettivamente il 22\/04\/11 e il 19\/02\/12, indi ripubblicati sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia). Ma tant&#8217;\u00e8: l&#8217;intellettuale illuminista non copia, per carit\u00e0, tutt&#8217;al pi\u00f9 <em>sembra<\/em> che copi: in realt\u00e0 crea di bel nuovo; \u00e8 talmente intelligente che ricrea col suo pensiero i pensieri degli altri, ovviamente arricchendoli e perfezionandoli, ma senza neanche sapere che altri li hanno gi\u00e0 avuti e messi per iscritto; non \u00e8 un impostore n\u00e9 un ciarlatano, ci mancherebbe, ma un individuo talmente eccezionale che per lui il verbo <em>plagiare<\/em> non ha senso, come non ha senso parlare di truffa per chi crea il denaro del nulla, promette profitti eccezionali agl&#8217;ingenui investitori e poi sparisce con la cassa: no, costui non \u00e8 un volgare truffatore, ma un estroso e simpatico artista della finanza creativa.<\/p>\n<p>Il narcisismo degli intellettuali illuministi non \u00e8 un incidente di percorso, ma una vera e propria <em>forma mentis<\/em>. Il pensiero moderno, da Cartesio e Kant, in poi, \u00e8 soggettivo e antimetafisico: dunque \u00e8 costretto a navigare nelle acque basse del relativismo, non avendo pi\u00f9 un centro di gravit\u00e0, n\u00e9 soprattutto un metro di giudizio assoluto. Di conseguenza, i suoi esponenti sono naturalmente portati ad auto-incensarsi e auto-celebrarsi: se non lo facessero loro, chi altri lo potrebbe fare, visto che non riconoscono ad alcuno il diritto di giudicarli con dei criteri razionali, universali e necessari?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono dei miti che sono terribilmente duri a morire, per quanto si reggano su basi pi\u00f9 che mai traballanti e tali basi siano state gettate<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[160],"class_list":["post-25282","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-giordano-bruno"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25282","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25282"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25282\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25282"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25282"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25282"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}