{"id":25267,"date":"2017-11-08T07:14:00","date_gmt":"2017-11-08T07:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/11\/08\/fuggite-il-male-con-orrore-attaccatevi-al-bene\/"},"modified":"2017-11-08T07:14:00","modified_gmt":"2017-11-08T07:14:00","slug":"fuggite-il-male-con-orrore-attaccatevi-al-bene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/11\/08\/fuggite-il-male-con-orrore-attaccatevi-al-bene\/","title":{"rendered":"\u00abFuggite il male con orrore, attaccatevi al bene!\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>In questi tempi oscuri per la Chiesa e per i seguaci di Ges\u00f9 Cristo, quando i pastori non fanno il loro dovere, non custodiscono il gregge, non lo proteggono, n\u00e9 lo confortano, ma fanno tutto il contrario, lo disperdono, lo deridono, lo insultano, una grande consolazione scende nell&#8217;anima tornando sempre al Maestro che non delude, che non tradisce, che non abbandona mai; e, secondariamente, agli altri testi del Nuovo Testamento, che traboccano di sapienza, di grazia e di autentico spirito cristiano, come le lettere di san Paolo.<\/p>\n<p>Rileggiamoci, allora, per nostro conforto personale &#8211; e anche per svolgere una riflessione che ci aiuti a comprendere meglio la situazione presente, e ad assumere decisioni responsabili nelle condizioni che ci sono imposte, e che non abbiamo scelto n\u00e9 voluto, ma che stiamo subendo, nostro malgrado &#8211; rileggiamoci questo passo <em>della Lettera ai Romani<\/em> previsto dalla liturgia odierna: il capolavoro teologico dell&#8217;Apostolo delle genti, che, a duemila anni di distanza da quando fu scritta, non cessa di spargere semi di consolazione, di edificazione e di rassicurazione fra quanti cercano Dio con cuore sincero (12, 1-16; tradizione della <em>Bibbia di Gerusalemme<\/em>):<\/p>\n<p><em>Vi esorto, dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; \u00e8 questo il vostro culto spirituale. Non conformatevi alla mentalit\u00e0 di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volont\u00e0 di Dio, ci\u00f2 che \u00e8 buono, a lui gradito e perfetto.<\/em><\/p>\n<p><em>Per la grazia che mi \u00e8 stata concessa, io dico a ciascuno di voi: non valutatevi pi\u00f9 di quanto \u00e8 conveniente valutarsi, ma valutatevi in maniera di avere di voi una giusta valutazione, ciascuno secondo la misura di fede che Dio gli ha dato. Poich\u00e9, come in un solo corpo abbiamo molte membra, e queste membra non hanno tutte la medesima funzione, cos\u00ec anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e ciascuno per la sua parte siamo membra gli uni degli altri. Abbiamo pertanto doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi. Chi ha il dono della profezia la eserciti secondo la misura della fede; ch ha un ministero attenda al ministero; chi l&#8217;insegnamento, all&#8217;insegnamento; chi l&#8217;esortazione, all&#8217;esortazione. Chi d\u00e0, lo faccia con semplicit\u00e0; chi presiede, lo faccia con diligenza; chi fa opere di misericordia, le compia con gioia.<\/em><\/p>\n<p><em>La carit\u00e0 non abbia finzioni: fuggite il male con orrore, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nello zelo; siate invece ferventi nello spirito, servite il Signore. Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, solleciti per le necessit\u00e0 dei fratelli, premurosi nell&#8217;ospitalit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite. Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto. Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri; non aspirate a cose troppo alte, piegatevi invece a quelle umili. Non fatevi un&#8217;idea troppo alta di voi stessi.<\/em><\/p>\n<p>San Paolo era un vero maestro di psicologia pratica, esistenziale, oltre che di morale: quanta saggezza, quanta finezza, quanta delicatezza vi sono in quelle raccomandazioni; non si finirebbe pi\u00f9 di meditare le sue perle di saggezza, rese pure e cristalline dal prisma della Parola di Ges\u00f9 Cristo, che le filtra e ne elimina tutte le scorie e le impurit\u00e0 di origine umana. <em>Non conformatevi alla mentalit\u00e0 di questo secolo:<\/em> quanto dovremmo ricordarcene sempre; e quanto dovrebbero ricordarsene quei sedicenti cattolici ai quali preme soprattutto di trovare un&#8217;intesa, un compromesso, un &quot;modus vivendi&quot; tra la loro fede, o ci\u00f2 che essi credono ancora tale, e il modo di pensare di questo mondo di tenebre della modernit\u00e0. E poi dice: <em>ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volont\u00e0 di Dio, ci\u00f2 che \u00e8 buono, a lui gradito e perfetto.<\/em> S\u00ec: perch\u00e9 solo lasciando agire in s\u00e9 la grazia di Dio, l&#8217;uomo pu\u00f2 ritrovare la giusta relazione con se stesso, diviene capace di fare una stima esatta di se stesso, senza insuperbire e senza disprezzarsi, e soprattutto sa riconoscere la volont\u00e0 di Dio: perch\u00e9 questo non sar\u00e0 mai possibile finch\u00e9 l&#8217;anima \u00e8 piena dell&#8217;io, gonfia dell&#8217;io, intossicata dall&#8217;io, e non sa vedere, n\u00e9 udire, nient&#8217;altro che le brame, i timori e le passioni disordinate dell&#8217;io smisurato, debordante, ipertrofico. Come \u00e8 possibile udire la voce di Dio, nel frastuono dell&#8217;io, che urla continuamente di voler questo e quest&#8217;altro, e di aborrire questo e quest&#8217;altro? Eppure, solo sgonfiando il proprio io, solo lasciandolo andare, solo lasciandosi riempire dalla grazia, si diviene capaci di discernere la volont\u00e0 di Dio. E come si giunge a sgonfiare il proprio io? Dice san Paolo, nel passo su riportato: <em>non fatevi un&#8217;idea troppo alta di voi stessi.<\/em> Quanta consapevolezza, quanto sano realismo, quanto senso del proprio limite &#8212; del proprio limite individuale, ma anche del limite umano in generale &#8212; e quanta meravigliosa capacit\u00e0 di auto-ridimensionarsi, di auto-mortificarsi; quale costante vigilanza contro lo spirito di superbia che tende a montare al primo soffio di vento favorevole, in quelle poche, stringate, vigorose parol<em>e: Non fatevi un&#8217;idea troppo alta di voi stessi.<\/em><\/p>\n<p>Oggi va molto di moda, nella Chiesa, forse anche troppo, la parola <em>discernimento<\/em>, insieme al concetto che essa esprime: la capacit\u00e0 di valutare con retto giudizio ogni singola situazione, senza cedere alla tentazione di fare di tutta l&#8217;erba un fascio. Benissimo: ma il primo ed essenziale discernimento, il cristiano non lo deve fare con i propri peccati, o con quelli altrui, al fine di minimizzarne la portata, di attenuarne la gravit\u00e0, di escogitare qualche giustificazione che gli risparmi la fatica di fare i conti con la propria debolezza, con il proprio egoismo e con la propria concupiscenza; no: il primo ed essenziale discernimento \u00e8 quello che riguarda la volont\u00e0 di Dio nei confronti di ciascuno di noi. Ci\u00f2 che io, come cristiano e come cattolico, devo discernere, innanzitutto, \u00e8 la volont\u00e0 di Dio nei miei confronti: in altri termini, ci\u00f2 a cui Egli mi sta chiamando. Perch\u00e9 Dio chiama tutti gli uomini, anche se non lo sanno; li ha chiamati da prima che nascessero, da prima che venissero concepiti, da prima che il mondo fosse creato: li ha chiamati dall&#8217;abisso del tempo, e li ha chiamati affinch\u00e9 trovino la strada per tornare a Lui. Ma ciascuno \u00e8 chiamato in una specifica maniera: perch\u00e9 Dio non appiattisce le differenze, non ha alcun desiderio di omologare, di standardizzare il suo rapporto con gli uomini. Ciascuno di noi \u00e8 una singolarit\u00e0 ed Egli si pone di fronte a noi come a delle singolarit\u00e0, pieno di rispetto e di trepidazione per noi, come la mamma che vorrebbe veder crescere e diventare maturo suo figlio, anche se ha paura che gli possa capitare qualcosa di male e pertanto, se dipendesse solo da lei, non si staccherebbe mai dalla sua mano, non lo lascerebbe andare per la sua strada, ma poi, imponendosi uno sforzo, lo fa, lo lascia andare, perch\u00e9 sa che \u00e8 giusto cos\u00ec e che quel figlio, se non imparer\u00e0 a camminare da solo, non sapr\u00e0 mai cos&#8217;\u00e8 la vita, e non sar\u00e0 mai realmente responsabile delle proprie azioni, giuste o sbagliate che siano.<\/p>\n<p>Ed ecco un&#8217;altra autentica perla di saggezza psicologica e morale: <em>non valutatevi pi\u00f9 di quanto \u00e8 conveniente valutarsi, ma valutatevi in maniera di avere di voi una giusta valutazione, ciascuno secondo la misura di fede che Dio gli ha dato.<\/em> Com&#8217;\u00e8 vero che gran parte dei malintesi, delle incomprensioni, delle liti, delle contese, delle invidie, delle gelosie, nascono da una errata valutazione di se stessi, in genere da una ridicola sopravvalutazione, sempre per quella benedetta tendenza dell&#8217;ego a gonfiarsi, a gonfiarsi a dismisura, ad afferrare tutto quel che gli capita a tiro per alimentare se stesso, ingordo, insaziabile, incontenibile, e pi\u00f9 si gonfia e si esalta e s&#8217;inebria, e pi\u00f9 smarrisce, insieme alla giusta valutazione di s\u00e9, la strada per tornare a Dio: anche perch\u00e9 gli manca la cosa essenziale per ridimensionarsi e vedersi quale realmente \u00e8: la fede. Pi\u00f9 si ha fede, e pi\u00f9 si accende lo sguardo interiore, pi\u00f9 esso diventa capace di riconoscere la propria anima e di farne una giusta valutazione, evitando di scivolare in ridicole (e patetiche) esagerazioni. Noi ci rendiamo ridicoli quando non sappiamo guardare in Dio, cosa che renderebbe il nostro sguardo cos\u00ec limpido, da poterci poi vedere esattamente come siamo, e non distorti dal prisma della nostra soggettivit\u00e0, della nostra finitezza narcisista. E infine: <em>fuggite il male con orrore, attaccatevi al bene<\/em>. Sono parole chiarissime, molto semplici: cosa potrebbe esservi di pi\u00f9 chiaro, di pi\u00f9 ovvio e naturale, di pi\u00f9 legato al buon senso istintivo di ciascun essere umano? Eppure, quanto \u00e8 difficile udire queste parole: non le pronuncia quasi pi\u00f9 nessuno. Neppure la mamma o il pap\u00e0 ai loro bambini; n\u00e9 le signorine che fanno catechismo all&#8217;oratorio parrocchiale; e neppure le maestre, o i professori, o i fratelli maggiori. Tutti parlano di cento cose &#8211; ammesso poi che parlino: perch\u00e9 oggi si parla sempre meno, in compenso si lasciano parlare sempre pi\u00f9 i mezzi di comunicazione informatici e la televisione -; ma ormai quasi nessuno \u00e8 solito ripetere: <em>fuggite il male con orrore, attaccatevi al bene.<\/em> Molti credono di poter fare la vita facile, la vita edonista, la vita trasgressiva, ignorando questa massima: riconosci e pratica il bene, riconosci ed evita il male, chiamando le cose con il loro nome, per quanto possa essere doloroso: cio\u00e8 chiamando bene, il bene, e male, il male, come si faceva una volta, come facevano i nostri nonni &#8212; e ora pi\u00f9 nessuno.<\/p>\n<p>Ci domandiamo, perci\u00f2, per quali ragioni la Chiesa abbia smesso, a partire dal Concilio Vaticano II, dapprima con una certa gradualit\u00e0, poi in maniera pi\u00f9 scoperta ed evidente, infine senza ritegno, di parlare del bene e del male; perch\u00e9 i teologi della &quot;svolta antropologica&quot;, perch\u00e9 i cardinali e i vescovi massoni e relativisti, perch\u00e9 il clero progressista e neomodernista non esprimano pi\u00f9 questo semplice, ma fondamentale concetto della dottrina morale cristiana: <em>fuggite il male con orrore, attaccatevi al bene<\/em>. Perch\u00e9 il papa Francesco, che parla cos\u00ec volentieri coi giornalisti, dappertutto e in qualsiasi circostanza, e che ogni giorno, nelle omelie dalla Casa di Santa Marta, ci ha abituati alle sue improvvisazioni, alle sue uscite estemporanee, spesso confuse e molto sopra le righe, spesso teologicamente azzardate o peggio, non esprima mai questo concetto elementare, rivolgendosi al popolo cattolico, per esempio cos\u00ec: <em>Cari fratelli, dobbiamo fuggire il male, e fuggirlo con orrore, perch\u00e9 il male deturpa la bellezza della creazione di Dio, sfigurando le sue creature predilette, gli uomini; dobbiamo cercare il bene, sforzarci di praticarlo, e attaccarci ad esso come il bambino si attacca al seno di sua madre, come se temesse di poter perdere quel contatto vitale<\/em>. Perch\u00e9 non parla in questo modo? Ci sono sfuggite le sue parole, oppure non le dice proprio, forse perch\u00e9 teme di perdere la cosa a cui tiene pi\u00f9 di ogni altra: la sua popolarit\u00e0, l&#8217;acclamazione delle folle, i sorrisi compiaciuti e ammiccanti dell&#8217;<em>intellighenzia<\/em>? E specialmente &#8211; guarda un po&#8217; che combinazione &#8211; di quei membri dell&#8217;<em>intellighenzia<\/em> che hanno dedicato la loro intera vita a combattere contro i principi e i valori del cristianesimo, e poi, rimasti orfani delle loro sballate ideologie, cariche di rancore e d&#8217;ignoranza, adesso vanno in brodo di giuggiole per lui, lo guardano con occhi scintillanti d&#8217;amore, battono le mani a qualsiasi cosa dica, anzi, ancor prima che apra bocca: quasi come pecore che abbiano ritrovato il pastore? Il guaio \u00e8 che le pecore del gregge di Ges\u00f9 Cristo, quelle non sono altrettanto felici e adoranti; quelle non hanno trovato un nuovo pastore, ma hanno perso quello che avevano prima, e che avevano sempre avuto: sono diventate orfane anch&#8217;esse, ma non perch\u00e9 hanno perso la loro dottrina, ma perch\u00e9 hanno perso coloro che le conducevano.<\/p>\n<p>Secondo il papa Francesco e i suoi sostenitori, l&#8217;importante non \u00e8 la dottrina, ma la carit\u00e0. Eppure la carit\u00e0 senza la dottrina \u00e8 una carit\u00e0 malintesa e mal diretta, perch\u00e9 la dottrina custodisce la verit\u00e0, non \u00e8 una cosa astratta ed inutile; senza dottrina non c&#8217;\u00e8 la verit\u00e0 di Ges\u00f9 Cristo, e senza la verit\u00e0 di Ges\u00f9 Cristo non c&#8217;\u00e8 la distinzione del bene e del male. Si cade nel relativismo, nel situazionismo, nel soggettivismo; il tutto malamente mascherato da &quot;discernimento&quot;. Ma che cosa si potr\u00e0 mai discernere, se non si \u00e8 nella verit\u00e0 di Ges\u00f9 Cristo? Si potranno discernere solo cavilli e sofismi, spacciandoli per giunta per moneta buona, perch\u00e9 fuori della verit\u00e0 di Cristo non vi sono certezze, ma solo opinioni. Del resto, il papa Francesco lo aveva detto a chiare note, e fin dall&#8217;inizio del suo pontificato, nella sua intervista ad Eugenio Scalfari: ciascuno deve decidere in coscienza quale \u00e8 per lui la verit\u00e0, quali sono le scelte morali che lo interpellano. Tuttavia, come ha osservato il teologo Thomas Weinandy nella sua lettera aperta al papa (per la quale \u00e8 stato punito) <em>\u00e8 precisamente la dottrina cristiana&#8230; che libera le persone dalle ideologie mondane e garantisce che effettivamente predichino e insegnino l&#8217;autentico e vivificante Vangelo. Coloro che svalutano le dottrine della Chiesa si separano da Ges\u00f9, autore della verit\u00e0. Ci\u00f2 che essi possiedono, e solo questo possono possedere, \u00e8 un&#8217;ideologia che si conforma al mondo del peccato e della morte.<\/em> Ed ecco, puntuale, quasi un&#8217;implorazione, il richiamo di san Paolo: <em>Non conformatevi alla mentalit\u00e0 di questo secolo, ma trasformatevi.<\/em> Le ideologie moderne, e specialmente il modernismo teologico, sono ideologie di morte, perch\u00e9 allontanano l&#8217;uomo dalla verit\u00e0 che \u00e8 Cristo, e intanto lo illudono di potersi fare dio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi tempi oscuri per la Chiesa e per i seguaci di Ges\u00f9 Cristo, quando i pastori non fanno il loro dovere, non custodiscono il gregge,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,157,239],"class_list":["post-25267","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-san-paolo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25267","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25267"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25267\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25267"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25267"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25267"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}