{"id":25265,"date":"2018-10-12T05:01:00","date_gmt":"2018-10-12T05:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/10\/12\/fuga-dalla-responsabilita\/"},"modified":"2018-10-12T05:01:00","modified_gmt":"2018-10-12T05:01:00","slug":"fuga-dalla-responsabilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/10\/12\/fuga-dalla-responsabilita\/","title":{"rendered":"Fuga dalla responsabilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Se dovessimo sintetizzare in un solo concetto la caratteristica psicologica oggi dominante nella nostra societ\u00e0, diremmo, prima ancora dell&#8217;edonismo, del narcisismo, dell&#8217;utilitarismo, del materialismo, che sono tutti effetti derivati: <em>la fuga dalle responsabilit\u00e0<\/em>, anzi, <em>la fuga dall&#8217;idea stessa di responsabilit\u00e0<\/em>. Nessuno si sente pi\u00f9 responsabile di nulla, neanche del proprio preciso dovere, neanche degli effetti evidenti del proprio agire; ciascuno \u00e8 impegnato a riversare la responsabilit\u00e0 su qualcun altro o su qualcosa d&#8217;altro. \u00e8 rarissimo vedere qualcuno che si assume la responsabilit\u00e0 dei suoi atti, o quella per le persone a lui vicine, ad esempio la propria famiglia. Se c&#8217;\u00e8 una cosa che l&#8217;uomo contemporaneo detesta e aborrisce, qualcosa da cui vuol fuggire, a cui vuole sottrarsi in ogni modo, \u00e8 il fatto di dover rendere conto di quel che ha fatto, o di quel che non ha fatto, affinch\u00e9 le cose andassero per il loro verso. Un genitore si trova un figlio minorenne delinquente, beccato a spacciar droga ai compagni di scuola: ma non\u00a0 \u00e8 colpa sua. Il comandante di una nave porta il suo bastimento a naufragare sugli scogli, con mare calmo e visibilit\u00e0 perfetta: ma lui non ha colpa. Un terzo viene sorpreso a rubare, e al magistrato dice<em>: Non avevo altro mezzo per vivere<\/em>, e quello:\u00a0<em>Ah, be&#8217;, in tal caso, si pu\u00f2 anche capire<\/em>; e lo fa scarcerare. Non solo: dal momento che le conseguenze tragiche, prima o poi, ci sono, non solo si vuol scansare la propria responsabilit\u00e0, ma si vuole addossarla a qualcun altro: ed \u00e8 la caccia al colpevole. Il colpevole \u00e8, per definizione, qualcun altro. Un quindicenne si arrampica, di notte, sul tetto di un palazzo per scattare dei\u00a0<em>selfie<\/em>\u00a0da brivido, poi cade e muore: il genitore, intervistato, minaccia: <em>Qualcuno dovr\u00e0 pagare, perch\u00e9 quel tetto era pericoloso<\/em>. Di notte? Sul tetto? Ma chi ha ordinato a quel ragazzino di salire sul tetto, di notte, a far fotografie? I minorenni non dovrebbero essere sotto la tutela dei loro genitori? La colpa di quella disgrazia \u00e8 del proprietario del condominio?\u00a0<\/p>\n<p>Ciascuno di noi, nella sua sfera di vita e di lavoro, e forse pi\u00f9 volte al giorno, far\u00e0 la medesima esperienza. Il preside della scuola non vuole responsabilit\u00e0, non vuole seccature: se i bidelli, o i professori, hanno un problema, non \u00e8 responsabilit\u00e0 sua. Il responsabile di un certo ufficio non \u00e8 responsabile se l&#8217;utente rimane deluso nella sua legittima richiesta: se il computer non funziona, se i documenti non sono stati registrati, ecc., non \u00e8 mai affar suo. Perfino il prete dice che non \u00e8 affar suo se i documenti per il matrimonio non sono arrivati regolarmente: non guarda nemmeno in faccia i due giovani fidanzati, non spreca neppure una parola per informarsi su chi sono, n\u00e9 per dir loro una parola gentile. No: la sola frase che gli esce di bocca \u00e8 questa: <em>A me servono tutte le carte, questo \u00e8 l&#8217;essenziale<\/em>. Allo stesso modo, lo studente non ha responsabilit\u00e0 se si fa bocciare; il ministro non ha responsabilit\u00e0 se si verificano gravi inefficienze nel suo ambito di competenza; il giudice non ha responsabilit\u00e0 se il detenuto, da lui fatto uscire in anticipo per buona condotta, ammazza qualcuno due giorni dopo aver lasciato la prigione; lo psichiatra non \u00e8 responsabile se il paziente tal dei tali, dimesso perch\u00e9 giudicato guarito, scappa di casa e si getta da un ponte; la persona frivola e narcisista non ha colpa se usa e getta i suoi partner sessuali, e uno di essi va in depressione e si beve una bottiglia d varechina: nessuno ha colpa di nulla, sia che abbia agito in maniera coscienziosa, sia che abbia agito con superficialit\u00e0 e leggerezza, o con autentica incoscienza; sia che abbia fatto scrupolosamente il proprio dovere, sia che, infischiandosene di ogni cosa, abbia badato solamente al comodo suo. E se un pap\u00e0 o una mamma si &quot;dimenticano&quot; il bambino in auto, a cuocere sotto il sole, e poi lo trovano cadavere, nemmeno in quel caso \u00e8 colpa loro: avevano tante cose a cui pensare, non ci si pu\u00f2 mica ricordare di tutto, e poi teniamo presente che nessuno \u00e8 perfetto e che non si deve mai giudicare. E avanti di questo passo. L&#8217;azienda pubblica va di male in peggio, si cambia la direzione, ma l&#8217;amministratore delegato se ne va con una generosissima buonuscita, pagata dai contribuenti: si vede che quel disastro gestionale \u00e8 colpa dello Spirito Santo. E se la nazionale di calcio continua a collezionare sconfitte, se non arriva nemmeno ai campionati mondiali, l&#8217;allenatore non \u00e8 responsabile: sar\u00e0 forse una cattiva congiunzione astrale. Inutile dire che non \u00e8 colpa della banca se i vostri risparmi sono andati in fumo, e non \u00e8 nemmeno colpa dell&#8217;ospedale se il vostro congiunto \u00e8 morto per l&#8217;errore di un medico o di un infermiere: non \u00e8 mai colpa di nessuno, non c&#8217;\u00e8 mai una responsabilit\u00e0 definita. Crolla un ponte autostradale, muoiono pi\u00f9 di cinquanta persone, ma la colpa non si sa di chi \u00e8, forse del temporale e di un fulmine malauguratamente preciso, che ha colpito in pieno un pilone.\u00a0 N\u00e9 il deragliamento del treno \u00e8 colpa delle ferrovie, e neppure la perdita della fede \u00e8 colpa del clero; s\u00ec, \u00e8 vero che qualche prete e qualche vescovi di troppo hanno dato scandalo, hanno abusato dei seminaristi, hanno fatto la bella vita nei sacri palazzi vaticani: ma insomma, non vorremo mica addossar loro la colpa del distacco dei fedeli dalla Chiesa? No, certo. La secolarizzazione \u00e8 un fenomeno complesso, che parte da lontano (vero), quindi nessuno ha colpa o responsabilit\u00e0 precise (falso).<\/p>\n<p>Ecco: il nocciolo della questione \u00e8 tutto qui: che la societ\u00e0 liquida, come la definisce Zygmunt Bauman, sembra non offrire la presa ad alcun senso di responsabilit\u00e0 da parte di chicchessia. Qualunque cosa di male accada, la colpa \u00e8 di tutto il &quot;sistema&quot;, mai di una persona, di un ufficio, di una dirigenza. Soprattutto, non \u00e8 mai colpa della &quot;vittima&quot;. La vittima \u00e8 sacra, la vittima \u00e8 innocente, la vittima \u00e8 al di sopra di qualunque insinuazione. Anche se \u00e8 rimasta vittima della propria leggerezza, della propria stupidit\u00e0 e della propria incoscienza. Il ragazzino che, in gita scolastica, beve alcolici, si impasticca, fuma l&#8217;erba, poi cade dalla finestra e si ammazza, non \u00e8 mica colpa sua. Neanche dei suoi compagni, poveri angioletti. che dormivano il sonno dei giusti e non hanno visto, n\u00e9 sentito nulla, non si sono accorti di nulla, non potevano certo sospettare&#8230; Se un giovane animatore porta una squadra di minorenni dentro una grotta nella stagione delle piogge, ignorando i divieti e dando prova di totale irresponsabilit\u00e0, e poi rischiano di morire annegati tutti quanti, lui non \u00e8 mica responsabile della sfiorata tragedia, quando mai; al contrario: \u00e8 un eroe, perch\u00e9 li ha incoraggiati a resistere. E pazienza se uno dei soccorritori ci ha lasciato la pelle: che volete, sono gli incerti del mestiere. E la ragazzina che \u00e8 stata stuprata sulla spiaggia, all&#8217;alba, dopo essersi appartata con uno sconosciuto molto pi\u00f9 grande di lei: non \u00e8 mica responsabile di nulla. Probabilmente pensava che quell&#8217;uomo volesse appartarsi a quell&#8217;ora, in riva al mare, per parlare con lei della luna, o magari per recitare il rosario. Inutile dire che non si vuole attenuare, con ci\u00f2, la colpa precisa dello stupratore: no, quella rimane, e non gliela leva nessuno. Si vuol solo suggerire che se un adolescente, o chiunque altro, va a cacciarsi in situazioni ambigue, obiettivamente rischiose, non pu\u00f2 poi sostenere di essere stato sorpreso nella sua buona fede. Bisogna sapersi valutare e bisogna saper valutare gli altri: per esempio, mai fidarsi di uno sconosciuto, mai andare con lui in luoghi solitari, mai mettersi totalmente nelle sue mani. E mai fidarsi neppure di se stessi, se si \u00e8 da soli e non si possiede sufficiente esperienza. Se si \u00e8 ancora dei principianti dello sci, non si va a sciare fuori pista, magari da soli, rischiando l&#8217;osso del collo, sia il proprio che quello degli altri: se poi ci scappa la disgrazia, non si pu\u00f2 dire che \u00e8 stata veramente tale. Disgrazie sono quelle che capitano a chi non ha fatto nulla per tirarsele addosso. Quei poveri turisti che stavano vistando una citt\u00e0 italiana e sono stati colpiti in pieno dal crollo di alcuni calcinacci, non avevano colpa di nulla: \u00e8 stata una fatalit\u00e0. Ma uno che si mette, alticcio o ubriaco, al volante di una macchina, magari potente, magari di notte, e investe un pedone o un ciclista che se ne andavano per i fatti loro, nel pieno rispetto delle regole stradali: non si pu\u00f2 parlare di disgrazia, in quel caso, ma di omicidio stradale, che \u00e8 una cosa ben diversa.<\/p>\n<p>Non solo la societ\u00e0 liquida tende a ripartire le responsabilit\u00e0 in percentuali sempre pi\u00f9 piccole, per cui, facendo parte di un tutto impersonale, ciascuno si chiama fuori e ciascuno, se accade qualcosa di male, chiama in correo tutti gli altri, invoca ogni sorta di attenuanti, sostiene che lui, poveretto, individualmente, cosa avrebbe potuto fare per opporsi al meccanismo fatale delle circostanze che hanno condotto a quella tale disgrazia. C&#8217;\u00e8 anche un altro fattore che favorisce una crescente deresponsabilizzazione individuale: l&#8217;idea che non vi sono situazioni di non ritorno, che non esistono danni irreversibili, che a tutto si pu\u00f2 rimediare. A questa assurda mentalit\u00e0 conducono soprattutto i mass media, la televisione, la stampa, il cinema, i fumetti: in una societ\u00e0 che tende a ridurre ogni cosa a spettacolo, anche gli incidenti pi\u00f9 gravi, e perfino la morte, diventano spettacolo. Ovviamente, la caratteristica essenziale dello spettacolo \u00e8 la finzione: non sono eventi reali quelli che vengono rappresentati, bens\u00ec immaginari. Pertanto, in qualche parte del cervello delle persone, sussiste l&#8217;idea che dal pi\u00f9 grave incidente si pu\u00f2 tornare indietro; che non \u00e8 poi tanto grave investire con la macchina un anziano, o un bambino, perch\u00e9, come accade nei telefilm, dopo un po&#8217; di giorni quelli si riprendono, escono persino dal coma, tornano a star bene; oppure, se anche ci\u00f2 non dovesse accadere, in fondo non sono mica eventi reali, in realt\u00e0 \u00e8 tutto uno spettacolo, cio\u00e8 una finzione. Non \u00e8, si badi, non \u00e8 un pensiero lucido e razionale, nel qual caso sarebbe un delirio; \u00e8, piuttosto, una attenuazione, una deformazione e una manipolazione della realt\u00e0: si prende un parte della realt\u00e0 e si immagina che possa andare nel senso desiderato; l&#8217;altra parte, quella che non si pu\u00f2 modificare, neppure con l&#8217;immaginazione, \u00e8 quella che \u00e8, ma basta non farci caso e non pensarci su troppo. In Brasile, Paese che ha la pi\u00f9 alta percentuale d&#8217;incidenti stradali urbani, gli autisti degli autobus pubblici giocano a fare le gare di velocit\u00e0, passano col rosso, se ne infischiano di tutte le regole e delle norme di prudenza pi\u00f9 elementari. Ogni tanto, anzi, spesso, ci scappa il morto. E come reagiscono, allora, gli investitori? Piangono e si disperano, sul momento; poi, il giorno dopo, non ci pensano pi\u00f9: voltano pagina, Come i bambini. Per loro non \u00e8 successo nulla; passano ad altro, come si indossa un&#8217;altra camicia. Ebbene, cos\u00ec tendiamo a fare un po&#8217; tutti, nel quadro della vita moderna: tendiamo a rimuovere le conseguenze negative delle nostre azioni. Il risultato di questa deformazione della psicologia e del senso etico \u00e8 che nessuno impara mai nulla. Le disgrazie, gli incidenti, i pericoli, i fallimenti e gli infortuni servono, se non altro, ad insegnare certe norme di precauzione, certi stili di prudenza: se non altro, perch\u00e9 non possono riportare in vita i morti, n\u00e9 ridare la salute agli invalidi, concorrono a quella saggezza che la vita insegna a tutti quelli che sono disposti ad imparare qualcosa. Ma chi non si rammarica degli sbagli che ha fatto, delle imprudenze che ha commesso, delle leggerezze di cui si \u00e8 reso responsabile, ripeter\u00e0 sempre gli stessi comportamenti; torner\u00e0 a fare del male agli altri e a se stesso, senza che le tragedie ed i traumi servano a fargli entrare nella zucca un minimo di prudenza. Ecco, questo \u00e8 il danno pi\u00f9 grave che deriva dal rifiuto delle responsabilit\u00e0: il fatto che nessuno \u00e8 disposto a riflettere su ci\u00f2 che lo ha condotto a sbagliare, e quindi nessuno \u00e8 in condizione d&#8217;imparare dai propri errori. Basta dirsi che tutto ci\u00f2 che \u00e8 accaduto non \u00e8 colpa nostra, che non \u00e8 colpa di nessuno, o forse s\u00ec, ma di qualcun altro, sempre e solo di qualcun altro, perfino del proprietario di uno stabile sul cui tetto, la notte, si arrampicano per gioco dei ragazzi incoscienti, ed \u00e8 fatta: non c&#8217;\u00e8 nulla di cui si deve rispondere, quindi non c&#8217;\u00e8 niente, nel proprio modo di fare, di pensare, di parlare, che sia opportuno modificare. Ciascuno \u00e8 perfetto cos\u00ec com&#8217;\u00e8: e guai a insinuare che forse, se fosse stato un po&#8217; pi\u00f9 prudente, un po&#8217; pi\u00f9 giudizioso, non sarebbe accaduto niente di male. Vi ricordate cosa successe quando scoppi\u00f2 l&#8217;epidemia di Aids e si cominci\u00f2 a parlare dello stile di vita omosessuale, di quei maschi californiani che hanno decine, centinaia e migliaia di rapporti anali promiscui, e poi si ammalano e infettano, a loro volta, altri soggetti? Subito ci fu una levata di scudi: proibito puntare il dito verso chicchessia: i malati di Aids sono sempre e solo delle vittime; chi osa parlare di responsabilit\u00e0 \u00e8 un cinico, un intollerante, un cattivo cittadino e un pessimo cristiano. No: quei poveretti erano solo vittime; di che cosa, non si sa; certo non del loro stesso modo di vivere. Se pure c&#8217;era un colpevole, andava cercato altrove. Magari fra quelli che osano deplorare lo stile di vita di chi passa il fine settimana subendo o infliggendo innumerevoli penetrazioni anali nei locali omofili, nei bagni pubblici, nelle saune fatte apposta per simili cose. Certo, fra i malati di Aids c&#8217;erano anche persone che non appartenevamo a quella categoria, perfino delle giovani mamme rimaste infettare per un errore delle strutture sanitarie: se errore si pu\u00f2 chiamare quello di un sistema sanitario dove i &quot;donatori&quot; di sangue per le trasfusioni sono pagati secondo un preciso tariffario, e una bella percentuale di tali &quot;donatori&quot; \u00e8 formata da drogati e invertiti, i quali diffondono sangue infetto tra i pazienti. Ma che ci fossero anche delle persone totalmente estranee a quel tipo di vita era la prova del fatto che quest&#8217;ultimo fosse il principale responsabile dell&#8217;epidemia, cos\u00ec come l&#8217;eccezione \u00e8 la prova della giustezza della regola. Cosa fecero, invece, i media e gli intellettuali buonisti e il clero buonista? Ammonirono a non parlare, non gi\u00e0 di colpa, ma anche solo di responsabilit\u00e0. Evidentemente, le vittime vanno solo compatite: sono sempre innocenti. A dispetto del buon senso&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se dovessimo sintetizzare in un solo concetto la caratteristica psicologica oggi dominante nella nostra societ\u00e0, diremmo, prima ancora dell&#8217;edonismo, del narcisismo, dell&#8217;utilitarismo, del materialismo, che sono<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-25265","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25265","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25265"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25265\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25265"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25265"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25265"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}