{"id":25262,"date":"2016-09-22T03:35:00","date_gmt":"2016-09-22T03:35:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/09\/22\/ma-di-quellalbero-non-devi-mangiare-i-frutti\/"},"modified":"2016-09-22T03:35:00","modified_gmt":"2016-09-22T03:35:00","slug":"ma-di-quellalbero-non-devi-mangiare-i-frutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/09\/22\/ma-di-quellalbero-non-devi-mangiare-i-frutti\/","title":{"rendered":"Ma di quell&#8217;albero non devi mangiare i frutti"},"content":{"rendered":"<p>Secondo la <em>Bibbia<\/em>, all&#8217;uomo era stato concesso da Dio di mangiare liberamente di qualsiasi frutto degli alberi del Giardino terrestre, con una sola eccezione: i frutti dell&#8217;Albero della conoscenza del bene e del male. Dio aveva anche fornito una motivazione per quell&#8217;unico divieto: aveva detto ad Adamo e a sua moglie Eva che, se avessero assaggiato di quei frutti, sicuramente sarebbero morti. Dopo di che, non recint\u00f2 quella pianta, non sorvegli\u00f2 Adamo ed Eva perch\u00e9 non si avvicinassero a quella parte del Giardino: li lasci\u00f2 liberi di muoversi a piacer loro, limitandosi a quell&#8217;unico, ma chiarissimo avvertimento.<\/p>\n<p>Il pungolo della curiosit\u00e0, tuttavia, e, insieme ad esso, quello di una sottile invidia, di un sordo rancore nei confronti del Signore, da quel momento, incominciarono a farsi sentire nel cuore dei nostri progenitori: s\u00ec, il Giardino terrestre era bello, bellissimo; e tutte le piante e tutti i frutti che in esso crescevano, erano dolci e desiderabili: ma perch\u00e9 proibire loro di assaggiare anche i frutti dell&#8217;Albero della conoscenza del bene e del male? Se il Giardino era stato fatto per loro, se loro ne erano, in un certo senso, i padroni, o, quanto meno, i beneficiari, perch\u00e9 non concederne ad essi l&#8217;uso totale e incondizionato? Perch\u00e9 far sentir loro che erano solo degli ospiti di lusso; e perch\u00e9 incuriosirli, perch\u00e9 stuzzicarli con quelle misteriose parole? Sembravano le parole di un padre, di un amico; sembravano dettate da sincera sollecitudine nei loro confronti; tuttavia, non celavano forse una punta di diffidenza, di sfiducia nei confronti degli uomini, e nello stesso tempo, quasi una sorta di gelosia, come se Dio temesse di ritrovarsi accanto non pi\u00f9 dei sudditi, e sia pure privilegiati, ma dei rivali, delle creature autonome e quindi, potenzialmente, pericolose, appunto perch\u00e9 incontrollabili? Per gli esseri umani, trovarsi di fronte a un divieto e desiderare d&#8217;infrangerlo, \u00e8 una cosa sola: si direbbe che la voglia di trasgredire faccia parte della loro natura.<\/p>\n<p>Cos\u00ec narra il <em>Libro della Genesi<\/em> (2, 16-17; 3, 1-13):<\/p>\n<p><em>Il Signore Dio diede questo comando all&#8217;uomo: &quot;Di tutti gli alberi del giardino tu puoi mangiare; ma dell&#8217;albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiarne, perch\u00e9, nel giorno in cui tu te ne cibassi, dovrai certamente morire&quot;. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Or il serpente era la pi\u00f9 astuta di tutte le fiere della steppa che il Signore Dio aveva fatto, e disse alla donna: &quot;\u00c8 vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino&quot;. La donna rispose al serpente: &quot;Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare; ma del frutto dell&#8217;albero che sta nella parte interna del giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, per non morirne&quot;. Ma il serpente disse alla donna: &quot;Voi non morirete affatto! Anzi! Dio sa che nel giorno in cui voi ne mangerete, si apriranno i vostri occhi e diventerete come Dio, conoscitori del bene e del male&quot;. Allora la donna vide che l&#8217;albero era buono da mangiare, seducente per gli occhi e desiderabile per acquistare il sapere; perci\u00f2 prese del suo frutto e ne mangi\u00f2, poi ne diede anche a suo marito, che era con lei, ed egli ne mangi\u00f2.<\/em><\/p>\n<p><em>Si aprirono allora gli occhi di ambedue e conobbero che erano nudi; perci\u00f2 cucirono delle foglie di fico e se ne fecero delle cinture.<\/em><\/p>\n<p><em>Poi udirono il rumore dei passi del Signore Dio, allorch\u00e9 passeggiava nel guardino alla brezza del giorno, e l&#8217;uomo fugg\u00ec con la moglie dalla presenza del Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino. Allora il Signore Dio chiam\u00f2 l&#8217;uomo e gli domand\u00f2: &quot;Dove sei?&quot;. Rispose: &quot;Ho udito il tuo rumore nel giardino, ed ho avuto paura, perch\u00e9 io sono nudo, e mi sono nascosto&quot;. Riprese: &quot;Chi ti ha indicato che eri nudo? Hai dunque mangiato dell&#8217;albero del quale ti avevo indicato di non mangiarne?&quot;. Rispose l&#8217;uomo: &quot;La donna che tu hai messo vicvino a me, mi ha dato dell&#8217;albero e io ho mangiato&quot;. Il Signore Dio disse alla donna: &quot;Come hai fatto questo?&quot; Rispose la donna. &quot;Il serpente mi ha ingannata ed ho mangiato&quot;.<\/em><\/p>\n<p>La proibizione divina di mangiare i frutti dell&#8217;Albero della conoscenza del bene e del male equivale, dunque, alla proibizione solenne, fatta all&#8217;uomo, di voler stabilire da se stesso che cosa sia bene e che cosa sia male, cio\u00e8 di mettersi al posto di Dio come supremo garante dell&#8217;etica; e ci\u00f2 per molte ragioni, ma per una in particolare, che, se l&#8217;uomo non fosse accecato dal proprio orgoglio, dovrebbe risultargli immediatamente evidente: l&#8217;impossibilit\u00e0, logica e psicologica, di essere giudice e parte in causa nel medesimo tempo.<\/p>\n<p>\u00c8 ben per questo che Dio ha stabilito il Decalogo, la legge morale fondamentale, lasciando agli uomini il dovere di osservarlo, ma non la facolt\u00e0 di modificarlo. La malizia umana, infatti, \u00e8 cos\u00ec diabolicamente sottile, da trovare sempre delle commoventi e &quot;ragionevoli&quot; eccezioni con le quali far saltare la regola, servendosene come di altrettanti grimaldelli. Il quinto comandamento, ad esempio, dice, nettamente e senza eccezioni: <em>Non uccidere.<\/em> Ma come si pu\u00f2 pretendere che una donna, che \u00e8 stata vittima di una violenza, metta al mondo il figlio del proprio stupratore? Ed ecco trovata l&#8217;eccezione: rispettare il dolore di quella povera donna, non aggravare il trauma che ha subito. Ma se ne possono trovare parecchie altre, magari come constatazioni di una situazione <em>de facto.<\/em> Di fatto, molte donne praticano l&#8217;interruzione volontaria della gravidanza, per svariate ragioni: se la legge non lo consente, lo fanno di nascosto; e lo fanno in circostanze pericolose, con sistemi poco igienici, addirittura primitivi. Dunque, si tratta di scegliere il male minore: gli aborti ci sarebbero lo stesso; vediamo di non mettere a rischio anche la vita di queste donne. Ecco trovata un&#8217;altra eccezione al comandamento: <em>Non uccidere<\/em>.<\/p>\n<p>Ma non c&#8217;\u00e8 solo l&#8217;aborto; c&#8217;\u00e8 anche l&#8217;eutanasia. Recentemente, in Belgio, \u00e8 stata approvata una legge che introduce l&#8217;eutanasia anche nei confronti dei minori, se tale \u00e8 la volont\u00e0 dei genitori: e la legge \u00e8 gi\u00e0 stata messa in atto, su di un minore di cui non sono state fornire n\u00e9 le generalit\u00e0, n\u00e9 il sesso. Per tutelare la privacy di quella famiglia, beninteso: una prova di delicatezza. Il bambino soffre, ha un male incurabile: aiutiamolo a morire. \u00c8 una decisione ingrata, una operazione detestabile, ma bisogna che qualcuno se ne assuma la responsabilit\u00e0: bisogna risparmiare al bambino delle sofferenze inutili, e, ai suoi genitori, qualunque critica e qualunque censura. Benissimo: ecco un&#8217;altra eccezione al quinto comandamento. All&#8217;inizio, pare che si tratti solo di pochi casi pietosi: poi, si scopre che sono milioni. Da quando \u00e8 stata introdotta in Italia la legge sulla libera interruzione della gravidanza, la famigerata legge 194, sono stati praticati 4 milioni e mezzo di aborti; ai quali bisogna aggiungere quelli clandestini, che non sono finiti, anche se la propaganda abortista dell&#8217;epoca, in perfetta malafede, ne gonfi\u00f2 enormemente la consistenza, proprio per esercitare una indebita e ricattatoria pressione emotiva sull&#8217;opinione pubblica e sul Parlamento. Ora, anche per l&#8217;eutanasia, magari estesa ai bambini, si parla di poche e drammatiche eccezioni, necessarie per motivi umanitari: quanto non \u00e8 stata sbandierato, a suo temo, il caso di Eluana Englaro? Ma, una volta che l&#8217;eutanasia sar\u00e0 diventata legge, non vi sar\u00e0 alcun modo di porre dei limiti alla sua applicazione estensiva.<\/p>\n<p>\u00c8 strano. Finch\u00e9 sono i dittatori a praticare lo sterminio dei pi\u00f9 deboli e indifesi, ci s&#8217;indigna e si grida allo scandalo; addirittura, ci sono stati dei &quot;filosofi&quot; che si sono chiesti se sia ancora possibile parlare di Dio, parlare di morale, parlare di poesia, dopo Auschwitz. Qualcuno si \u00e8 chiesto perfino se si possa parlare di Dio dopo il terremoto di Amatrice del 24 agosto 2016, che ha provocati 297 vittime, forse ricordando quanti si posero la stessa domanda dopo il terremoto di Lisbona del 1755, che per\u00f2, di vittime, ne fece dalle 10 alle 100.00, e dopo quello di Messina del 1908 , ne fece da 90 a 120 mila (e per il quale non si scomod\u00f2 nessun Voltaire, come era stato per l&#8217;altro). Per\u00f2, se nel mondo avvengono, <em>ogni anno, 56 milioni di aborti<\/em> (sono cifre ufficiali fornite dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0), nessuno tira in ballo Dio, n\u00e9 la morale, n\u00e9 la poesia; nessuno ci trova niente di particolarmente strano; nessuno, o quasi, ne parla, a cominciare dai giornalisti, dagli scrittori e dagli intellettuali, tutti, pi\u00f9 o meno, debitamente progressisti e tutti felicemente democratici. L&#8217;Olocausto, ossia il genocidio degli Ebrei, durante la Seconda guerra mondiale, avrebbe fatto, secondo le stime fornite dalla versione &quot;ufficiale&quot; e accettate dalla maggior parte degli storici, circa 5 milioni di vittime. Per\u00f2 nessuno dei nostri maggiori intellettuali si scomoda a denunciare che la legge 194 ha provocato, finora, un numero di vittime innocenti press&#8217;a poco dello stesso ordine di grandezza, <em>e ci\u00f2 nella sola Italia<\/em>.<\/p>\n<p>Queste sono le aberrazioni che si verificano allorch\u00e9 gli uomini vogliono ergersi a giudici del bene e del male, secondo una logica laica e secolarizzata, a loro insindacabile giudizio: non solo commettono il male, ma si prendono anche il lusso di denunciare il male quando esso fa loro comodo, e di passarlo totalmente sotto silenzio quanto, viceversa, contraddice la loro pretesa di impancarsi ad arbitri del Bene e del Male. La differenza fra la legge di Dio e quella degli uomini \u00e8 che la prima si pone come garante superiore rispetto alle umane passioni, mentre la seconda ha la pretesa di stabilire per decreto che cosa siano il bene e il male, non secondo la legge naturale, che ricalca, in forma imperfetta, la legge divina, ma secondo l&#8217;ideologia dominante, di volta in volta, in un dato momento storico. Il momento storico che stiamo vivendo, la modernit\u00e0, \u00e8 caratterizzato da un lunghissimo, secolare predominio dell&#8217;ideologia laicista, progressista, materialista ed edonista: una ideologia che vede nell&#8217;uomo solo un organismo biologico un po&#8217; evoluto e dotato di un cervello, e non gli riconosce lo statuto ontologico di creatura, tanto meno il possesso di un&#8217;anima immortale e un legame originario con Dio, suo creatore. In compenso, tale ideologia ha una fiducia cieca, totale, assoluta, nel cosiddetto Progresso (anche se non si prende quasi mai il disturbo di darne una definizione; e, in particolare, di specificare se, con questo termine, si possa o si debba includere anche il benessere spirituale, o solo quello derivante dai fattori materiali); e allora, perch\u00e9 non lasciare che sia il Progresso, mediante i suoi strumenti pi\u00f9 caratteristici ed efficaci, la scienza e la tecnica, a risolvere, con mezzi indolori e discreti, il problema delle gravidanze indesiderate e quello della morte &quot;pietosa&quot; da riservare ai malati terminali?<\/p>\n<p>Il paragone con le dittature e con i loro crimini avr\u00e0 certamente suscitato lo stupore, la rabbia, l&#8217;indignazione delle anime belle e, soprattutto, politicamente corrette. Certo, \u00e8 facile scaricare tutta l&#8217;esecrazione possibile su di un &quot;mostro&quot; o su di un &quot;pazzo&quot; come Hitler (e anche, ma c&#8217;\u00e8 voluto qualche decennio per accettare e metabolizzare la cosa, come Stalin: perch\u00e9 il comunismo, si pensava, \u00e8 stato una ideologia buona nelle intenzioni, anche se non sempre nei mezzi, mentre il nazismo era malvagio sia nei fini che nei mezzi). Per\u00f2, a ben guardare, on ha niente d&#8217;irrispettoso, n\u00e9 di provocatorio; e, soprattutto, non ha niente di forzato o di scorretto. Anche le democrazie possono commettere dei crimini morali (si pensi alle bombe atomiche sganciate nel 1945 su Hiroshima e Nagasaki: e ce n&#8217;era proprio bisogno?; oppure si pensi ai bombardamenti al napalm sul Vietnam); e non p detto che le commettano solo in tempo di guerra, con la giustificazione dello stati di necessit\u00e0. Le possono commettere anche in tempo di pace, tranquillamente, ogni giorno, senza scandalo: perch\u00e9 le democrazie si basano sulla volont\u00e0 della maggioranza; e, se la maggioranza decide che il male diventi un bene, o che il bene diventi un male, chi sar\u00e0 cos\u00ec arrogante e antidemocratico da volersi opporre alle sue legittime decisioni?<\/p>\n<p>Ha osservato, a questo proposito, il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza Episcopale Italiana (citiamo brani di interviste da lui rilasciate ai quotidiani <em>Il Corriere della Sera<\/em>, <em>Il Resto del Carlino<\/em> e <em>L&#8217;Avvenire<\/em>):<\/p>\n<p><em>Quando il criterio dominante \u00e8 l&#8217;opinione pubblica o le maggioranze vestite di democrazia &#8211; che possono diventare antidemocratiche o violente &#8211; allora \u00e8 difficile dire di &quot;no&quot;. Perch\u00e9 quindi dire no a varie forme di convivenza stabile giuridicamente, di diritto pubblico, riconosciute e quindi creare figure alternative alla famiglia? Perch\u00e9 dire di no all&#8217;incesto, come in Inghilterra dove un fratello e sorella hanno figli, vivono insieme e si vogliono bene? Perch\u00e9 dire di no al partito dei pedofili in Olanda se ci sono due libert\u00e0 che si incontrano? Bisogna avere in mente queste aberrazioni secondo il senso comune e che sono gi\u00e0 presenti almeno come germogli iniziali.<\/em><\/p>\n<p>Gi\u00e0, appunto: perch\u00e9 l&#8217;uomo dovrebbe dire di no a tutte le sue voglie e reprimere i suoi istinti, avendo sia la possibilit\u00e0 che la volont\u00e0 di soddisfarli?<\/p>\n<p>Se l&#8217;uomo \u00e8 il giudice supremo del bene e del male; se egli \u00e8 l&#8217;arbitro assoluto e il supremo garante della legge morale; se, insomma, egli \u00e8 dio, o fa le funzioni di dio, o esercita i poteri di dio: per quale mai ragione dovrebbe trattenersi dal chiamare e decretare che \u00e8 &quot;bene&quot; tutto ci\u00f2 che gli fa comodo, e &quot;male&quot; tutto ci\u00f2 che intralcia e disturba i suoi piani?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo la Bibbia, all&#8217;uomo era stato concesso da Dio di mangiare liberamente di qualsiasi frutto degli alberi del Giardino terrestre, con una sola eccezione: i frutti<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117],"class_list":["post-25262","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25262","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25262"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25262\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25262"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25262"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25262"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}