{"id":25252,"date":"2016-08-13T11:57:00","date_gmt":"2016-08-13T11:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/08\/13\/freud-ha-aperto-la-via-al-piu-fatale-attacco-che-possa-colpire-al-cuore-la-civilta\/"},"modified":"2016-08-13T11:57:00","modified_gmt":"2016-08-13T11:57:00","slug":"freud-ha-aperto-la-via-al-piu-fatale-attacco-che-possa-colpire-al-cuore-la-civilta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/08\/13\/freud-ha-aperto-la-via-al-piu-fatale-attacco-che-possa-colpire-al-cuore-la-civilta\/","title":{"rendered":"Freud ha aperto la via al pi\u00f9 fatale attacco che possa colpire al cuore la civilt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Sigmund Freud, con quella pseudo-scienza e cattiva filosofia che va sotto il nome di psicanalisi (e che, sul piano pratico-operativo, si manifesta come una particolare forma di magia nera), ha aperto la strada &#8212; forse intenzionalmente, forse no; ma ci\u00f2 \u00e8 del tutto secondario &#8212; a un attacco devastante contro la civilt\u00e0 europea e, attraverso di essa, contro la civilt\u00e0 mondiale; anzi, si pu\u00f2 dire che nessuna civilt\u00e0 al mondo avrebbe potuto uscire indenne da un simile attacco, che ha messo in crisi, probabilmente in maniera irreparabile, le fondamenta stesse della convivenza umana, del concetto di legge naturale, nonch\u00e9 della teoria e della pratica della legge positiva.<\/p>\n<p>La legge naturale esce pressoch\u00e9 distrutta dalla teoria degli istinti distruttivi, d&#8217;incesto e parricidio, che condizionano la psiche di tutti gli esseri umani; la legge positiva si riduce a una coercizione meramente esteriore, necessaria, ma non riconosciuta nella sua intima giustizia e validit\u00e0 morale, un semplice contrappeso meccanico al disordine assoluto che le pulsioni &quot;naturali&quot;, se assecondate, produrrebbero; ma soprattutto, e cosa pi\u00f9 grave di ogni altra, quel che esce irreparabilmente minato \u00e8 insudiciato, agli occhi degli esseri umani, \u00e8 l&#8217;incanto del mondo, insieme alla &quot;pulizia&quot; dell&#8217;immagine che essi hanno di se stessi. Grazie a Freud, un senso di vergogna intollerabile \u00e8 entrato a far parte del patrimonio culturale e psicologico di ogni persona colta; e, anche se egli passa per l&#8217;uomo che ha rivelato la verit\u00e0 ai suoi simili circa se stessi, quel che realmente \u00e8 accaduto \u00e8 stato un&#8217;altra cosa: non il disvelamento della verit\u00e0, ma la contaminazione della coscienza con l&#8217;idea di un subconscio indicibilmente brutto, osceno, inconfessabile: idea che, come un virus, si \u00e8 attaccata alle persone di media cultura, che hanno letto Freud (sia pure superficialmente) o che ne hanno sentito parlare quanto basta per essersi convinte che la sua teoria, spacciata puramente e semplicemente per la realt\u00e0 delle cose, dimostra in maniera incontrovertibile che l&#8217;uomo \u00e8 non soltanto un animale, come insegnato da Darwin, ma un animale particolarmente malato, immondo e schifoso; una creature repellente, che sarebbe capace di compiere le azioni pi\u00f9 turpi e abominevoli, perch\u00e9 ne ha l&#8217;oscuro desiderio fin da quando essa viene al mondo o, quanto meno, fin dai primissimi mesi di vita, allorch\u00e9 sta ancora succhiando il latte materno. Fortunate, allora, le persone incolte, che non leggono libri e non sono state contagiate dal virus del freudismo!<\/p>\n<p>E poco importa che la psicanalisi freudiana non sia affatto scientifica, e che, spacciata come filosofia, cio\u00e8 come visione generale dell&#8217;uomo e del mondo, sia assolutamente priva di basi, di ragionamenti, di dimostrazioni razionali (ma sarebbe pi\u00f9 esatto dire che n\u00e9 il maestro, n\u00e9 i suoi seguaci, si sono mai posti minimamente il problema di dimostrare le loro asserzioni): presentata, apoditticamente, come <em>la rivelazione coerente e definitiva della vera natura dell&#8217;uomo<\/em>, ridotto a psiche, e, per giunta, a psiche patologica; e sostenuta con tanta arroganza e con tale compattezza, da ottenere l&#8217;effetto che chi non l&#8217;accetta viene automaticamente escluso dalla categoria delle persone colte e ragionevoli, e inoltre, suprema ironia, viene relegato nel Limbo delle persone incapaci di guardarsi dentro con onest\u00e0 e verit\u00e0, insomma come un malato che rifiuta d&#8217;ammettere la sua malattia e di confessare la sua oscura colpa. E oscura lo \u00e8 davvero, visto che se un tale, per esempio, sostiene di non aver mai provato, n\u00e9 da bambino, n\u00e9 da adulto, la pulsione d&#8217;assassinare suo padre e avere dei rapporti sessuali con sua madre, si sente rispondere dallo psicanalista che il suo problema \u00e8 proprio questa mancata ammissione, e che egli non raggiunger\u00e0 mai la condizione di persona equilibrata e veramente adulta, fino a quando non trover\u00e0 in se stesso il coraggio necessario per portare sino in fondo questa dolorosa, ma necessaria presa di coscienza della realt\u00e0.<\/p>\n<p>Osservava Danilo Castellano, decente di Filosofia morale presso l&#8217;Universit\u00e0 di Udine, nel suo saggio La razionalit\u00e0 della politica (Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1993, pp. 83-86):<\/p>\n<p><em>Forse \u00e8 difficile dire se uno degli scopo principali di Freud sia stato quello di minare radialmente le fondamenta stesse della convivenza civile. Una cosa, per\u00f2, \u00e8 certa: egli &#8212; come ha osservato, ad esempio, von Hayek &#8212; &quot;ha aperto la via all&#8217;attacco pi\u00f9 fatale di quella che \u00e8 la base di ogni civilt\u00e0&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Le tesi sono note. Converr\u00e0, tuttavia, al fine d&#8217;intendersi meglio, richiamarne alcune, le principali.<\/em><\/p>\n<p><em>1) Freud afferma che ci sarebbe uno stato anteriore a quello civile nel quale la libert\u00e0 individuale sarebbe massima. Questa libert\u00e0 subirebbe limitazioni dall&#8217;incivilimento, che, tuttavia, non riuscirebbe a cambiare la natura umana. Per questo l&#8217;uomo difender\u00e0 sempre la sua esigenza di libert\u00e0 individuale contro il volere della massa.<\/em><\/p>\n<p><em>2) Ne consegue un rapporto conflittuale tra individuo e societ\u00e0 cui andrebbe addossata gran parte della colpa della nostra miseria. L&#8217;uomo, infatti, secondo Freud, &quot;diventa nevrotico perch\u00e9 \u00e8 incapace di sopportare il peso della frustrazione che la societ\u00e0 gli impone affinch\u00e9 egli possa mettersi al servizio dei suoi ideali civili&quot;. Per essere felici, dunque, bisogna abolire o almeno ridurre di molto le pretese della societ\u00e0. La civilt\u00e0, quindi, \u00e8 un male dal quale \u00e8 necessario liberarsi. Essa, infatti, \u00e8 la &quot;modificazione del processo vitale che si produce sotto l&#8217;influsso di un compito assegnato dall&#8217;Eros e stimolato dall&#8217;Ananke &#8212; la necessit\u00e0 reale &#8212; e questo compito consiste nel riunire uomini dispersi in una comunit\u00e0 i cui membri hanno fra loro vincoli libidici&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>3) Se ne deduce la societ\u00e0 non \u00e8 una realt\u00e0 naturale. Tanto \u00e8 vero che la &quot;vita umana associata \u00e8 resa possibile a un solo patto: che pi\u00f9 individui si riuniscano e che questa maggioranza sia pi\u00f9 forte di ogni singolo e tale da restare unita contro ogni singolo&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>4) L forza della maggioranza che si impone sul singolo e si oppone al potere del singolo si chiama &quot;diritto&quot;. Questo, pertanto, altro non sarebbe che un potere maggiore contrapposto ad un potere minore, che viene definito &quot;forza bruta&quot; solamente perch\u00e9 non riesce a imporsi. Tra la violenza ed il diritto non ci sarebbe, dunque, altra differenza se non quantitativa.<\/em><\/p>\n<p><em>5) L&#8217;ordine e la giustizia sarebbero &quot;flatus voci&quot; in quanto il primo, per Freud, altro non \u00e8 che &quot;una sorta di coazione a ripetere, che decide, mediante una norma stabilita una volta per tutte, quando, dove e come, una cosa debba essere fatta, in modo da evitare esitazioni e indugi in tutti i casi che si assomigliano&quot;; la seconda \u00e8 semplicemente &quot;la sicurezza che l&#8217;ordine statuito non sar\u00e0 infranto a favore di nessuno&quot;. Ora, se si riflette su queste tesi, non si pu\u00f2 non cogliere il loro carattere non filosofico e, perci\u00f2, il tentativo di Freud di costruire un sistema ideologico privo di fondamento.<\/em><\/p>\n<p><em>1a) Che ci sia uno stato anteriore a uno stato civile \u00e8 un&#8217;affermazione dogmatica che non trova riscontro nell&#8217;esperienza. Solo per ipotesi esso pu\u00f2 essere affermato. L&#8217;esperienza, infatti &#8212; come \u00e8 stato giustamente osservato &#8212; &quot;esclude la possibilit\u00e0 di concepire (&#8230;) uno stato in cui il singolo viva isolato e solitario, nonch\u00e9 d&#8217;intendere la socialit\u00e0 come il prodotto di una scelta volontaria&quot;. L&#8217;uomo, quindi, contrariamente a quanto sostiene un certo pensiero politico moderno, mai gode di una libert\u00e0 assoluta e di un diritto illimitato o, con terminologia freudiana, di una libert\u00e0 massima. La tesi secondo la quale l&#8217;uomo \u00e8 illimitatamente libero \u00e8 contraddittoria. La sua natura, quindi, il suo ordine metafisico e morale, rappresenta un limite ineliminabile. Sembra riconoscerlo anche Freud quando, contrariamente per esempio a Rousseau che assegnava al legislatore il compito di cambiare la natura umana, scrive che l&#8217;incivilimento non riesce a cambiare l&#8217;essenza dell&#8217;uomo anche se egli, per essenza dell&#8217;uomo, intende altro dalla sua vera natura.<\/em><\/p>\n<p><em>2a) Solamente partendo dall&#8217;ipotesi che esista uno stato d natura anteriore a quello civile, si pu\u00f2 sostenere che tra individuo e societ\u00e0 ci sia un conflitto e che la societ\u00e0 sia repressiva del vitalismo umano. L&#8217;esperienza (prescindendo, per ora, dalla concezione &quot;vitalistica&quot;) dimostra il contrario. L&#8217;individuo, infatti, non solo nasce necessariamente &quot;relazionato&quot;, ma esso ha bisogno della societ\u00e0 per sopravvivere, nei primi anni di vita, e per realizzare se stesso in quelli successivi. La tesi che la societ\u00e0 non sia naturale \u00e8 di derivazione razionalistica. [&#8230;] L&#8217;uomo, dunque, \u00e8 &quot;condannato&quot; a vivere in societ\u00e0, la quale ungi dall&#8217;essere &#8212; come polemicamente scrive lo stesso Freud &#8212; la &quot;via data all&#8217;uomo per giungere alla perfezione&quot;, \u00e8 &quot;la lotta per la vita della specie umana&quot; [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>3a) Se la condizione per l&#8217;esistenza della societ\u00e0 \u00e8 data dal fatto che la maggioranza riesce ad imporsi sulla minoranza, si dovrebbe concludere che la convivenza civile \u00e8 assolutamente artificiale. In &quot;Il disagio della civilt\u00e0&quot;, tuttavia, questo non \u00e8 chiaro. Sembra, infatti, che Freud si contraddica teorizzando un artificio naturalmente necessario. Com&#8217;\u00e8 possibile, pertanto, ipotizzare lo stato di natura,cui s\u00ec&#8217;\u00e8 accennato, o sostenere c, per essere felici, bisognerebbe trovare la via del ritorno alle condizioni primitive, cio\u00e8 pre-civili? Non \u00e8, questa, un&#8217;utopia? Non solo. La coercizione non pu\u00f2 essere costitutiva della societ\u00e0. Un insieme di individui, coatti a vivere insieme unicamente dalla forza, non costituir\u00e0 mai una comunit\u00e0 di uomini liberi. Saranno o schiavi ubbidienti o ribelli irriducibili. E non certamente per le motivazioni ideologiche addotte dalla psicoanalisi.<\/em><\/p>\n<p><em>4a) La concezione che Freud ha della societ\u00e0 lo porta, coerentemente ma assurdamente, a sostenere che il diritto \u00e8 la forza della maggioranza. La forza, per\u00f2, \u00e8 un fatto fisico. Da essa non pu\u00f2 derivare n\u00e9 obbligazione morale n\u00e9 obbligazione giuridica. L&#8217;identificazione del diritto con la forza della maggioranza \u00e8, pertanto, una tesi irrazionale che lo stesso diritto positivo chiamato a prevenire o a dirimere controversie che, per il solo fatto di sorgere, dimostrano l&#8217;anelito umano alla giustizia. Il positivismo giuridico di Freud \u00e8 assoluto. Esso legittima qualsiasi decisione e giustifica qualsiasi operato. Perch\u00e9, per esempio, \u00e8 lecito che la maggioranza si imponga sulla minoranza? [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>5a) Infine, concepire l&#8217;ordine come &quot;una sorta di coazione a ripetere&quot;e la giustizia come la semplice &quot;sicurezza che l&#8217;ordine statuito non sar\u00e0 infranto a favore di nessuno&quot;, dovrebbe portare a ritenere che qualsiasi ordine statuito sia perfetto (e ci\u00f2 per Freud rappresenta gi\u00e0 una difficolt\u00e0, poich\u00e9 la perfezione di qualcosa pu\u00f2 essere definita solamente in rapporto alla natura della cosa medesima )e immodificabile (e ci\u00f2 dovrebbe portare a concludere che l&#8217;ordinamento giuridico avrebbe esaurito la sua finzione, poich\u00e9 nulla deve essere ordinato dove tutto \u00e8 gi\u00e0 ordine). Ma ci\u00f2 contraddice non solo le esigenze della sana ragione, ma anche i quesiti che nascono dalla quotidiana esperienza&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Danilo Castellano mette in luce con molta chiarezza le insormontabili aporie del pensiero politico freudiano e, pi\u00f9 in generale, del suo pensiero filosofico, ammesso che vogliamo concedergli tale qualifica senza metterla, almeno, fra virgolette; anche se oggi va di moda fare finta che Freud, come del resto anche Darwin, sia stato non solo un vero filosofo, ma anche un <em>grande<\/em> filosofo; e, a tale scopo, si mette la sua immagine direttamente sulle copertine dei libri di testo di filosofia ad uso dei licei, in modo che agli studenti tale concetto sia ben chiaro, senza che qualcuno debba poi prendersi la briga di spiegarlo n\u00e9, tanto meno, di giustificarlo; e che quegli studenti arrivino all&#8217;universit\u00e0 senza la fastidiosa attitudine a porsi, e soprattutto a porre, delle domande che non piacciono all&#8217;<em>establishment<\/em> ideologico (ci era quasi scivolato dalla penna l&#8217;aggettivo culturale: ma, evidentemente, sarebbe fare troppo onore all&#8217;<em>establishment<\/em>, perch\u00e9 la cosiddetta cultura ufficiale, per il semplice fatto di essere tale, non \u00e8 altro che pura e semplice ideologia: come lo \u00e8, per l&#8217;appunto, la psicanalisi freudiana, specie se spacciata per filosofia).<\/p>\n<p>Insomma: Freud pretende di fare della filosofia; non gli basta curare (come pensa lui; ma al contrario di quel che crediamo noi) i paziento nevrotici o isterici, sulla base di una teoria che, di veramente scientifico, ha soltanto il nome; egli, dalla riflessione su quei casi, e partendo da assiomi non dimostrati n\u00e9 dimostrabili &#8212; primo fra tutti, l&#8217;esistenza di uno stato felice anteriore alla vita sociale -, si sente autorizzato a formulare una vera e propria <em>Weltanschauung<\/em>, una visione del mondo completa ed esaustiva, nella quale le sue personali convinzioni vengono automaticamente promosse al rango di verit\u00e0 oggettive, e dalla quale viene sistematicamente espunto tutto ci\u00f2 che non si accorda con esse, o che rischia di mettere in crisi il suo bel (anzi, il suo brutto) castello di carte.<\/p>\n<p>Forse a molti la cosa non \u00e8 chiara, o non vi hanno mai riflettuto abbastanza, ma le conseguenze della errata e delirante &quot;filosofia del diritto&quot; di Freud sono devastanti, e tali che ci aiutano a meglio comprendere la schizofrenia della politica contemporanea. Da un lato, infatti, egli afferma che <em>tutte<\/em> le societ\u00e0 nascono da un atto di coercizione, e che hanno dalla loro solo la forza del numero; dall&#8217;altro, che l&#8217;individuo deve sottomettersi alle leggi positive, ma sacrificando, con ci\u00f2, la sua personale aspirazione alla felicit\u00e0, perch\u00e9 solo nella libert\u00e0 assoluta &#8212; fuori dalla societ\u00e0, quindi! &#8212; egli pu\u00f2 essere felice, cos\u00ec come lo era anteriormente alla nascita della societ\u00e0 stessa. Dunque, un Rousseau fuori tempo massimo e un Bakunin spaventato di se stesso, che vorrebbe gridare: <em>N\u00e9 Dio, n\u00e9 Stato,<\/em> ma si trattiene, conscio delle cattive pulsioni che albergano in lui, e del fatto che esse, qualora non vi fossero pi\u00f9 n\u00e9 Dio, n\u00e9 Stato, potrebbero travolgerlo miseramente.<\/p>\n<p>Tuttavia, che cosa succede se i suoi discepoli delle ultime generazioni rifiutano il &quot;moralismo&quot; del maestro e proclamano, in nome del diritto inalienabile alla felicit\u00e0, la pratica di una libert\u00e0 assoluta, e dunque la rivolta contro tutte le istituzioni? Succede quel che \u00e8 successo nel 1968, e i cui effetti micidiali non hanno ancora finito di ripercuotersi sulla nostra societ\u00e0. Si pu\u00f2 dire che tutte le fuorvianti e distruttive correnti ideologiche degli ultimi decenni, dal femminismo al massimalismo rivoluzionario, tanto velleitario quanto socialmente pericoloso, hanno tratto origine da l\u00ec: \u00e8 come se fosse stato tolto il tappo dalla vasca e tutti i liquami, trattenuti e compressi, fossero fuoriuscirti con violenza inarrestabile. Il bene, la libert\u00e0, la felicit\u00e0, bisogna cercarli fuori della societ\u00e0, e contro la societ\u00e0; nella societ\u00e0 vi sono soltanto la tristezza, la noia la e repressione (&quot;coazione a ripetere&quot;). In fondo, non \u00e8 la stessa cosa che hanno detto, tra gli scrittori, Pirandello, Svevo, Joyce, Kafka, e, tra i filosofi, Sartre, Foucault, Althusser, Derrida e tanti altri simili a loro? Gira e rigira, la cultura degli ultimi anni non \u00e8 andata molto lontano da qui: ha seguitato ad avvitarsi su se stessa, in questo corto circuito infernale: <em>vorrei essere felice, ma non posso, perch\u00e9 dovrei uscire dalla societ\u00e0; ma, se ne uscissi, la mia libert\u00e0 assoluta si sgonfierebbe, come un palloncino bucato:<\/em> <em>e con chi potrei prendermela, allora? Su chi potrei rovesciare la colpa dei miei insuccessi, il rimorso per la mia infelicit\u00e0? A chi addosserei la mia inadeguatezza, la mia pochezza, la mia pusillanimit\u00e0?<\/em> Certo, \u00e8 pi\u00f9 comodo avere sempre un alibi sottoman: l&#8217;alibi costituito dagli altri, che sono ottusi, insensibili, che non capiscono, eccetera. Senza contare che dalla societ\u00e0 nessuno \u00e8 mai veramente uscito: neppure Robinson Crusoe, con la sua Bibbia, i suoi animali, e, soprattutto, la sua attesa spasmodica e la sua speranza di essere salvato. Ed ecco la pianista di Elfriede Jelinek, ecco i sequestrati di Altona di Sartre, ecco il signor Norris che se ne va, di Christopher Isherwood; ecco l&#8217;esercito di scontenti, di frenetici, di rancorosi, di paranoici, di autolesionisti, di disperati, di drogati, d&#8217;invertiti, di squilibrati, di bugiardi, che intasano letteralmente lo scenario della narrativa contemporanea, ma che emergono anche dalle pagine della cronaca quotidiana, ciascuno col suo tristo momento di celebrit\u00e0, se cos\u00ec vogliamo chiamarla, legata a un momento di follia, che \u00e8 solo il punto d&#8217;arrivo in una vita di abituale (e, per solito, tranquilla) follia quotidiana.<\/p>\n<p>Freud, il cattivo maestro per eccellenza, ci ha abituati a questo scenario di apocalittica desolazione: ci ha abituati a non aspettarci di pi\u00f9 dalla vita, n\u00e9 da noi stessi. Ma non basta: ci ha abituati ad attenderci il peggio da noi stessi. In <em>Totem e tab\u00f9<\/em>, \u00e8 arrivato a sostenere che <em>tutte<\/em> le religioni sono nate dal tab\u00f9 dell&#8217;incesto e dal senso di colpa per l&#8217;uccisione del padre: e ha soggiunto, per buona misura, che quel parricidio (realizzato dai nostri antichissimi progenitori, ma, nella societ\u00e0 moderna, represso dal Super-io e dalle leggi, solo inconsciamente desiderato) che quella \u00e8 stata l&#8217;origine del vero peccato originale. Cos\u00ec non gli bastava fare il cattivo filosofo, ha voluto fare anche il cattivo teologo: e dall&#8217;analisi di alcuni casi clinici, di pazienti affetti da disturbi della psiche piuttosto gravi, ha voluto fare una legge universale. La sua &quot;filosofia&quot; \u00e8, ridotta in sintesi, tutta qua. Anche il suo pensiero politico: dove l&#8217;invidia e l&#8217;odio per il padre, e la pulsione sessuale per la madre, trovano sfogo nella rivolta sessantottina, che prosegue &#8212; in forme diverse &#8212; ancor oggi, contro la detestata &quot;famiglia borghese&quot;, quintessenza di ogni vizio, di ogni malvagit\u00e0 e perversione.<\/p>\n<p>Chi sa se Freud, oggi, sarebbe contento. Ha dato vita ad una trasformazione sociale e culturale che non ha eguali nella storia, perch\u00e9 ha inferto un colpo mortale alla nozione stessa del vivere sociale. Ma forse, se non fosse stato lui, sarebbe stato un altro: i tempi del Diavolo erano ormai maturi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sigmund Freud, con quella pseudo-scienza e cattiva filosofia che va sotto il nome di psicanalisi (e che, sul piano pratico-operativo, si manifesta come una particolare forma<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[110,141,229,250],"class_list":["post-25252","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-civilta","tag-filosofia","tag-psicoanalisi","tag-sigmund-freud"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25252","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25252"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25252\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25252"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25252"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25252"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}