{"id":25246,"date":"2011-07-05T04:16:00","date_gmt":"2011-07-05T04:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/07\/05\/dura-fredda-spietata-dietro-la-maschera-della-spia-il-lato-oscuro-delleterno-femminino\/"},"modified":"2011-07-05T04:16:00","modified_gmt":"2011-07-05T04:16:00","slug":"dura-fredda-spietata-dietro-la-maschera-della-spia-il-lato-oscuro-delleterno-femminino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/07\/05\/dura-fredda-spietata-dietro-la-maschera-della-spia-il-lato-oscuro-delleterno-femminino\/","title":{"rendered":"Dura, fredda, spietata: dietro la maschera della spia, il lato oscuro dell\u2019eterno femminino"},"content":{"rendered":"<p>In un&#8217;epoca che ha esplorato tutto, che ha scandagliato tutto, che ha fatto luce &#8211; o crede di aver fatto luce &#8211; sui risvolti pi\u00f9 oscuri della storia e della politica contemporanee, quello di Fr\u00e4ulein Doktor &#8211; Mademoiselle Docteur per i francesi -, ovvero della spia 1-4-G W, rimane una enigma, una sfinge di ghiaccio che continua a sfidare la nostra curiosit\u00e0.<\/p>\n<p>Di lei non si sa praticamente nulla, nemmeno il nome, tranne il fatto che \u00e8 stata la pi\u00f9 abile spia tedesca durante la prima guerra mondiale, che ha reso ai servizi segreti della Germania imperiale dei servigi incalcolabili e inflitto alle potenze dell&#8217;Intesa dei danni altrettanto gravi; che agenti francesi e britannici le hanno dato invano la caccia attraverso mezza Europa, restando sempre beffati, magari per una questione di pochi minuti o di pochi metri.<\/p>\n<p>Alcuni studiosi hanno creduto di identificarla con Elisabeth Scragm\u00fcller, organizzatrice, ad Anversa, della maggiore centrale spionistica tedesca fuori dai confini della Germania; altri, con una certa Annemarie Lesser, giovane e bellissima spia poliglotta, il cui clich\u00e9 meglio si attaglia, anche dal punto di vista fisico, alle aspettative del nostro immaginario.<\/p>\n<p>Della sua vita privata si sa meno ancora della sua carriera professionale: pare fosse morfinomane e che, a guerra finita, sia scomparsa in una clinica svizzera, ove si era ritirata nel vano tentativo di disintossicarsi. Si dice che avesse incominciato a drogarsi per vincere la propria timidezza e che fosse divenuta talmente dipendente dalla droga, da avere imparato a farsi da se stessa la quotidiana iniezione nella coscia.<\/p>\n<p>Che fosse anche dedita agli amori di Saffo, \u00e8 un particolare che viene introdotto dal regista Alberto Lattuada nel suo \u00abFr\u00e4ulein Doktor\u00bb, del 1968, abile e fortunato remake del film di G. W. Pabst \u00abMademoislle Docteur\u00bb del 1936 (quest&#8217;ultimo ambientato a Salonicco e tradotto, infatti, in italiano, con il titolo \u00abSalonicco nido di spie\u00bb), nel quale, invece, la protagonista viveva una storia d&#8217;amore perfettamente eterosessuale.<\/p>\n<p>Forse il regista italiano ha voluto accentuare il carattere enigmatico, sconcertante della bella protagonista (interpretata dall&#8217;attrice inglese Suzy Kendall), che utilizza anche la passione proibita della dottoressa Saforet (che ha il volto dell&#8217;attrice francese Capucine) per sottrarle, fra un bacio e una carezza, il micidiale segreto che avrebbe consentito ai Tedeschi di sferrare con successo l&#8217;attacco con i gas asfissianti ad Ypres, nel 1915 (la scena della cavalleria germanica, dotata di maschere antigas per uomini e cavalli, che irrompe oltre le trincee inglesi ingombre di cadaveri, \u00e8 un pezzo di bravura degno della migliore antologia cinematografica).<\/p>\n<p>Sia come sia, drogata o lesbica che fosse, o magari entrambe le cose, Fr\u00e4ulein Doktor \u00e8 stata la regina delle spie: pi\u00f9 abile di Mata Hari, che, al paragone, sembra una povera sprovveduta, e perfino pi\u00f9 scaltra e dotata di sangue freddo del leggendario Richard Sorge, ella finisce per identificarsi con quel lato oscuro dell&#8217;eterno femminino che proprio nei fasti della belle \u00e9poque aveva conosciuto una straordinaria fioritura; valga per tutte la conturbante e crudele Salom\u00e9 di Oscar Wilde, soggetto preferito di tanti pittori e disegnatori stile liberty.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio questo l&#8217;aspetto di Fra\u00fclein Doktor che colpisce pi\u00f9 fortemente l&#8217;immaginazione e che ne fa, di diritto, una incarnazione di quella ambigua, notturna, pericolosa sensualit\u00e0 femminile, che attira e spaventa gli uomini nello stesso tempo; e che, capace di usarli e gettarli via senza scrupoli (di lei si dice che mandasse a morte amici e nemici con la stessa indifferenza, quando ci\u00f2 era necessario per raggiungere i suoi scopi), pare una copia a tinte forti della &quot;donna crudele&quot; di Sacher Masoch.<\/p>\n<p>Ha scritto Emilia Granzotto (nel volume collettaneo \u00abLe grandi spie\u00bb, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1973, pp. 31, 33, 38, 39):<\/p>\n<p>\u00abGli hobbies: non se ne conoscono; si sa che dipingeva e disegnava. Altra notizia curiosa: portava giarrettiere di seta blu pavone ornate da una rosa di velluto (nelle giarrettiere infilava la siringa e la fiala di morfina che costituiva la sua dose giornaliera di droga; sembra che si drogasse per vincere la timidezza.<\/p>\n<p>Ha detto: &quot;Mademoiselle Docteur? Nessuno la prender\u00e0 mai. Perch\u00e9 \u00e8 intelligente e per di pi\u00f9 \u00e8 una donna&quot; (durante una missione in Francia in cui si faceva passare per una ragazza di provincia).<\/p>\n<p>Inafferrabile durane tutti i cinque anni del conflitto, a guerra finita Mademoiselle Docteur spar\u00ec. Si disse che, bruciata come spia, braccata in ogni angolo d&#8217;Europa, aveva passato gli ultimi mesi chiusa in uno degli uffici pi\u00f9 segreti e importanti del Nachrichten Bureau a Berlino, sempre pi\u00f9 malandata in salute. Dopo l&#8217;armistizio sarebbe passata da una clinica all&#8217;altra, in ripetuti tentativi di disintossicarsi, e alla fine sarebbe stata chiusa in un manicomio, a Zurigo. Qui, la spia che negli anni fra il 1914 e il 1918 aveva fatto tremare molti Stati Maggiori avrebbe finito i suoi giorni ancora giovanissima e dimenticata da tutti. [&#8230;]<\/p>\n<p>Autoritaria e dispotica, poco amata, temuta dalle spie pi\u00f9 giovani e osteggiata dai colleghi di alto grado. Si nutriva dice la leggenda, solo di caviale e di uova e beveva solo vino rosso. Continuava a drogarsi. Le sue collere fecero pi\u00f9 di una vittima. Per Mademoiselle Docteur condannare a morte un uomo non costituiva problema. [&#8230;]<\/p>\n<p>I documenti trovati nel Nachrichten Bureau dopo la guerra accusavano Mademoiselle Docteur della morte di almeno venti persone, di cui quasi la met\u00e0 tedesche, tutti suoi ex collaboratori. Senza contare i soldati di Liegi e di altri fronti ispezionati da 1-4-G W.\u00bb<\/p>\n<p>Se la frase che le viene attribuita \u00e8 vera, allora bisogna anche vedere in lei una specie di proto femminista o, forse, una donna intelligente che aveva una lucidissima consapevolezza della superiorit\u00e0 femminile rispetto all&#8217;uomo, quanto a scaltrezza, mancanza di scrupoli e assoluta padronanza di s\u00e9 nei giochi di seduzione e di potere.<\/p>\n<p>Qualcuno ha paragonato la carriera di Fr\u00e4ulein Doktor a una lunga, difficile partita a scacchi, in cui la posta in gioco erano la vita o la morte; una partita che richiedeva una dose eccezionale di sangue freddo, una capacit\u00e0 quasi disumana di autocontrollo. Per giocare ogni giorno con la vita propria ed altrui, infatti, bisogna aver raggiunto un altissimo grado di distacco: cosa che solo la droga pu\u00f2 permettere, in assenza di un qualunque percorso di consapevolezza spirituale.<\/p>\n<p>Molto efficace, in questo senso, \u00e8 la scena del film di Lattuada in cui la bella spia, dopo il successo dell&#8217;attacco a Ypres con i gas, viene condotta in automobile per ricevere personalmente le congratulazioni del comando germanico sul fronte belga.<\/p>\n<p>Mentre dai finestrini scorre il paesaggio allucinato delle retrovie, irto di reticolati e attraversato dalle colonne dei prigionieri con gli occhi orrendamente ustionati, dapprima la giovane donna scoppia in una isterica risata di compiacimento verso se stessa; poi, con un brusco, impressionante passaggio, quel riso si trasforma nel singhiozzio disperato di una morfinomane sola e angosciata, che per vivere in un mondo spietato \u00e8 divenuta ella stessa spietata, ma che &#8211; forse &#8211; scopre improvvisamente di avere ancora un cuore capace di turbarsi e di commuoversi davanti allo spettacolo terrificante del male.<\/p>\n<p>Fr\u00e4ulein Doktor \u00e8 un mistero: un mistero di quelli che trovano un&#8217;eco nelle zone pi\u00f9 oscure e profonde dell&#8217;animo umano. Altrove abbiamo parlato del fascino del bandito, del fascino del male; in lei c&#8217;\u00e8 il fascino segreto, indicibile, del binomio Eros-Thanatos, del potere e della distruzione.<\/p>\n<p>Questa donna gelida, cos\u00ec abile da non aver lasciato la bench\u00e9 minima traccia dietro di s\u00e9, nemmeno dopo la sua morte; cos\u00ec fredda da mandare incontro alla morte, senza alcuna esitazione, chiunque osasse attraversare i suoi piani; e tuttavia cos\u00ec intimamente fragile da aver bisogno di drogarsi pesantemente ogni giorno per reggere allo stress di una esistenza disumana, costantemente sul filo del rasoio; e cos\u00ec incredibilmente capace di unire il sesso al mestiere di spia, abbandonandosi tra le braccia di numerosi amanti, fossero uomini o donne, ai quali strappava preziosi segreti militari, ebbene costei possiede al tempo stesso qualcosa di disumano e qualcosa di fin troppo umano: come una corda, direbbe il buon vecchio Nietzsche, sospesa sull&#8217;abisso fra i due estremi della la scimmia e dell&#8217;oltre-uomo.<\/p>\n<p>Elusiva e intrigante come una Monna Lisa dei nostri tempi, ma spogliata di quell&#8217;aura dolcemente malinconica del modello leonardesco, Fr\u00e4ulein Doktor \u00e8 una icona della societ\u00e0 contemporanea, affascinata dal potere e dalla perfetta impassibilit\u00e0 emotiva: una donna che entra ed esce dal letto dei suoi amanti con sovrano distacco (come faceva la famosa pittrice Tamara de Lempicka con i suoi numerosi amanti d&#8217;ambo i sessi), per poi sparire con i loro preziosi segreti strategici, possiede quella freddezza che oggi, a molti, sembra invidiabile, perch\u00e9 appare come la garanzia di una assoluta protezione contro i turbamenti del cuore.<\/p>\n<p>E questo, oggi, molte persone vorrebbero raggiungere: un grado di freddezza tale da poter fare qualunque cosa, da potersi levare qualunque capriccio o distrazione, sessuale o d&#8217;altro genere, senza mai pagarne lo scotto in termini di coinvolgimento, di aspettativa e, pertanto, di inevitabile sofferenza.<\/p>\n<p>\u00c8 il sogno disumano di una generazione disumanizzata: di una generazione che vorrebbe potersi concedere tutti i piaceri e tutte le debolezze degli umani, ma conservando la sovrana indifferenza e la completa padronanza di s\u00e9 degli dei olimpici (o, magari, pi\u00f9 modestamente, di certi supereroi dei fumetti, come Diabolik).<\/p>\n<p>\u00c8 la scissione della persona, tipica della societ\u00e0 massificata ed edonista: si brama il piacere, si brama il potere, ma non si \u00e8 disposti ad affrontare i rischi e le incertezze che ci\u00f2 comporta; perch\u00e9 la paura di scoprirsi fragili, di scoprirsi esposti, \u00e8 ancora pi\u00f9 grande, se possibile, di quelle brame smodate.<\/p>\n<p>Ne risulta una autentica schizofrenia, una stridente contraddizione tra due lati del medesimo io, entrambi furiosamente protesi alla propria realizzazione, entrambi assetati di conquistare le proprie mete, ad ogni costo e con qualunque mezzo.<\/p>\n<p>In questo senso, esiste anche una correlazione psicologica tra la figura della spia gelida, insensibile, capace di giocare con gli altri esseri umani come fossero dei semplici burattini, e quella spaventosa irruzione della cavalleria, con le gualdrappe degli animali e le lance dei soldati di un sapore quasi medievali e le maschere antigas, invece, che sono l&#8217;ultimo ritrovato della tecnica, per non dover subire gli effetti venefici del gas impiegato contro le trincee nemiche.<\/p>\n<p>In entrambi i casi siamo di fronte alla stessa situazione esistenziale: un desiderio di andare oltre, di spingersi al di l\u00e0 del confine, ma senza dover rischiare veramente, grazie ad una protezione &#8211; psicologica nel primo caso, tecnologica nel secondo &#8211; che offre completa sicurezza contro quelle forze che pure sono state evocare, stuzzicate, messe in movimento.<\/p>\n<p>\u00c8 il vecchio sogno proibito dell&#8217;uomo faustiano: riuscire ad esercitare il massimo del controllo e del potere sugli altri, ma agendo da una posizione di assoluta sicurezza; vederli agitarsi come pupazzi, come marionette, e intanto perseguire con fredda, distaccata sicurezza tutti i disegni che nascono da un intenso desiderio di autoaffermazione.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo, in particolare, teme e si sente per\u00f2 anche attratto dalla donna che possieda tali caratteristiche: la donna fatale, la donna vampiro, che lo far\u00e0 schiavo e lo bacer\u00e0 a morte; ma che, al tempo stesso, gli doner\u00e0 alcuni istanti di una ebbrezza quasi insostenibile.<\/p>\n<p>\u00c8 un sogno delirante, un sogno autodistruttivo: \u00e8 lo specchio di una profonda insicurezza di s\u00e9, di una vita gravemente squilibrata e disarmonica.<\/p>\n<p>E lo stesso squilibrio, la stessa disarmonia, traspaiono nella vita della donna che vorrebbe identificarsi con una tale immagine femminile.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una scena inquietante, nel film di Bob Rafelson \u00abLa vedova nera\u00bb, in cui una agente speciale (interpretata dall&#8217;attrice Debra Winger), impegnata nella caccia ad una pericolosa assassina, che si sbarazza dei mariti ricchi per ereditarne le fortune (l&#8217;attrice Theresa Russell), si schiaccia contro il muro, facendo aderire il proprio corpo alla silhouette dell&#8217;altra, proiettata dalla diapositiva: come se volesse identificarsi con lei, in una inconfessabile attrazione verso la propria parte pi\u00f9 tenebrosa..<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un&#8217;epoca che ha esplorato tutto, che ha scandagliato tutto, che ha fatto luce &#8211; o crede di aver fatto luce &#8211; sui risvolti pi\u00f9 oscuri<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[156],"class_list":["post-25246","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-germania"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25246","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25246"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25246\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25246"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25246"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25246"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}