{"id":25241,"date":"2015-07-28T09:42:00","date_gmt":"2015-07-28T09:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/non-cera-poi-tanto-da-vantarsi-di-assolvere-linfame-sorriso-di-franti\/"},"modified":"2015-07-28T09:42:00","modified_gmt":"2015-07-28T09:42:00","slug":"non-cera-poi-tanto-da-vantarsi-di-assolvere-linfame-sorriso-di-franti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/non-cera-poi-tanto-da-vantarsi-di-assolvere-linfame-sorriso-di-franti\/","title":{"rendered":"Non c\u2019era poi tanto da vantarsi di \u00abassolvere\u00bb l\u2019infame sorriso di Franti"},"content":{"rendered":"<p>Che il male eserciti un suo fascino particolare, perverso &#8212; appunto -, \u00e8 cosa talmente nota, che non varrebbe, di per s\u00e9, la pena di tornarvi sopra. Tutti sanno che i grandi criminali attirano una segreta, e a volte nemmeno tanto segreta, ammirazione, da parte delle folle; e anche molti piccoli criminali riscuotono una certa popolarit\u00e0, purch\u00e9 la loro trasgressione abbia impersonato il desiderio di rivolta di tanti altri piccoli uomini e piccole donne, abbastanza rancorosi da condividere un odio patologico verso la societ\u00e0, ma non abbastanza coraggiosi da tradurre quell&#8217;odio in azioni concrete. \u00c8 noto, ad esempio, che quei ragazzi che sterminano i genitori e i fratelli, ricevano poi, in carcere, migliaia di lettere indirizzate da ammiratori e ammiratrici, con numerose proposte di fidanzamento e sperticate parole di ammirazione e di lode per ci\u00f2 che hanno fatto. Ed \u00e8 altrettanto noto che le donne, in modo particolare, subiscono in pieno il fascino del bandito, dell&#8217;avventuriero, del filibustiere, sia questi tale in senso proprio, che figurato: dietro ad ogni piccolo o grande delinquente, c&#8217;\u00e8 l&#8217;amore di almeno una donna, pi\u00f9 spesso di parecchie donne: dal passatore di campagna al dittatore paranoico e genocida, l&#8217;elenco delle amanti e delle aspiranti mogli sarebbe lunghissimo, se qualcuno avesse il tempo e la voglia di redigerlo. Perch\u00e9 ci\u00f2 avvenga, \u00e8 cosa che, in questa sede, non intendiamo approfondire: tanto pi\u00f9 che qualsiasi tentativo di spiegazione, a nostro avviso, non potrebbe limitarsi alla sfera della psicologia o della sociologia, ma dovrebbe, necessariamente, estendersi all&#8217;ambito dell&#8217;antropologia filosofica.<\/p>\n<p>Qui, per ora, desideriamo approfondire un aspetto pi\u00f9 particolare del problema: vale a dire non la semplice ammirazione per colui (o colei) che compie il male, segreta o palese, individuale o collettiva; ma il compiacimento per tale ammirazione, spinto fino al disprezzo del bene, fino alla negazione del male in se stesso, o &#8212; il che \u00e8 lo stesso &#8212; della distinzione fra il bene e il male; e, infine, spinto anche oltre il relativismo etico, ossia fino al capovolgimento, puro e semplice, dei valori morali, ponendo il male al posto del bene, e viceversa. Nemmeno Machiavelli, il principe dei cattivi maestri, era arrivato a tanto: perfino lui non aveva preteso di sovvertire i valori, ma solo affermare che, \u00abse necessitato\u00bb, l&#8217;uomo (il principe, l&#8217;uomo politico) deve saper entrare anche nel male, per usare la sua espressione. Forse, nemmeno Nietzsche: la sua &quot;trasmutazione&quot; di tutti i valori era pi\u00f9 una posa, una ostentazione, che un atteggiamento reale e intenzionale; e, soprattutto, era motivata pi\u00f9 dallo sdegno per l&#8217;ipocrisia e per il conformismo imperanti, che non da una volont\u00e0 realmente malvagia, lontanissima da lui e dai suoi atti (le fruttivendole e le vecchiette di Torino lo chiamavano &quot;il santo&quot; per la sua aria ascetica e i suoi modi gentili).<\/p>\n<p>Oggi, invece, non un singolo pensatore, non un singolo intellettuale, n\u00e9 singole persone, ma l&#8217;insieme della nostra cultura, sembra essere giunta a una sorta di capovolgimento compiaciuto dei valori: un capovolgimento che consiste nel proclamare ammirazione per il male e disprezzo per il bene, e che, anche se &#8212; generalmente &#8212; si limita alla sfera delle parole, delle vanterie, delle pose esteriori, nondimeno trasmette al pubblico, e specialmente ai bambini e ai giovani, un messaggio morale disastroso, gravido di conseguenze d&#8217;incalcolabile gravit\u00e0 e distruttivit\u00e0. Si tratta di capire come e perch\u00e9 si sia giunti a questo punto e quali possano essere le vie d&#8217;uscita, concrete e praticabili, da una situazione di tal fatta.<\/p>\n<p>Ma, prima, prendiamo in esame un esempio tipico, paradigmatico, di quel che stiamo dicendo: il &quot;caso Franti&quot;, vale a dire il caso dell&#8217;indiscusso eroe negativo del libro \u00abCuore\u00bb di Edmondo De Amicis. Osservava, in proposito, il giornalista e scrittore Cesare Marchi, in uno dei suoi libri di maggior successo, \u00abNon siamo pi\u00f9 povera gente\u00bb (Milano, Rizzoli, 1989, pp. 188-9):<\/p>\n<p>\u00abQuando nel 1984 la televisione mise in onda &quot;Cuore&quot;, fu bandito, in collaborazione con il ministero della Pubblica Istruzione, un concorso fra gli alunni delle elementari e delle medie per conoscere la loro opinione su quel grande melodramma pedagogico, che \u00e8 il capolavoro di Edmondo De Amicis. Risultato: il personaggio che ha maggiormente interessato la curiosit\u00e0 dei ragazzini \u00e8 stato Franti, il &quot;cattivo&quot;, questo Gei Ar in calzoncini corti. A differenza dei coetanei delle passate generazioni, gli odierni coetanei di Franti lo giustificano e si schierano contro De Amicis, che invece lo condanna senza appello. Franti \u00e8 una canaglia, che si fa cacciar da scuola, la madre lo riconduce in classe supplicando il direttore di aver pazienza e il direttore, toccato dalle parole della povera donna, pallida e malaticcia, riammette in classe il ribaldo, mentre l&#8217;altra piangendo e tossendo se ne va. Ed ecco la fine dell&#8217;episodio: &quot;Il direttore guard\u00f2 fisso Franti, in mezzo al silenzio della classe, e gli disse, con accento da far tremare: Franti, tu uccidi tua madre! Tutti si voltarono a guardare Franti, e quell&#8217;infame sorrise.&quot; Questa frase ha una forza icastica che lascia il segno, come &quot;La sventurata rispose&quot; nei &quot;Promessi sposi&quot;, riferita ala monaca di Monza, sedotta dal turpe Egidio.<\/p>\n<p>Ora ai nostri ragazzini piace Franti. Sono diventati dei piccoli mostri anche loro? Non credo. Piace Franti perch\u00e9 il suo, sebbene cinico, \u00e8 l&#8217;unico sorriso che compare nel &quot;Cuore&quot;. Da questo libro il riso \u00e8 bandito, una cappa di piagnucolosa tetraggine incombe sulle sue pagine, irte di punti esclamativi, mesti cipressi della punteggiatura. L&#8217;anno scolastico comincia male, il maestro perde la madre, lo scolaro Robetti finisce sotto l&#8217;omnibus. Il direttore &quot;nessuno l&#8217;ha visto pi\u00f9 ridere dopo che gli \u00e8 morto il figliolo, volontario nell&#8217;esercito&quot;. Enrico, l&#8217;autore del diario, un giorno resta a casa, indisposto, e dove lo porta la madre per distrarlo? All&#8217;istituto dei rachitici. Nel &quot;Cuore&quot; s&#8217;ode un colpo di tosse a ogni voltar di pagina. C&#8217;\u00e8 un ammaestra che tossisce sempre, ma va a scuola egualmente, altrimenti perde lo stipendio. Ogni tanto ci scappa il morto, e Garrone, il buono per definizione, si offre come necroforo. Non si ride mai, perch\u00e9 il riso \u00e8 il principio del dubbio, dello scetticismo. E la pedagogia di De Amicis poggia su granitiche certezze.<\/p>\n<p>Per &quot;fare gli italiani&quot; egli distribu\u00ec regionalmente le virt\u00f9: sardo \u00e8 il tamburino ferito a Custoza; fiorentino il piccolo scrivano che aiuta di notte il padre nel lavoro di copista; padovano il piccolo patriota affamato che, ricevuti sul bastimento dei soldi da alcuni stranieri impietositi, glieli getta in faccia appena sente sparlare dell&#8217;Italia; lombarda la vedetta che sale sull&#8217;albero durante la guerra del 1859; romagnolo il sangue del giovane che salva la nonna, mettendosi tra lei e il coltello dell&#8217;assassino. Compiuto l&#8217;equo dosaggio delle virt\u00f9 nostrane, De Amicis tenta di affratellare Nord e Sud, incaricando Derossi, il primo della classe, di abbracciare a nome di tutti il compagno venuto dalla Calabria, sperando cos\u00ec di risolvere quel problema che, cent&#8217;anni dopo, non risolver\u00e0 nemmeno la Cassa del Mezzogiorno.<\/p>\n<p>I nostri ragazzi, smaliziati dall&#8217;ironia dei fumetti, stentano a capire i candori e i languori di &quot;Cuore&quot;, specchio d&#8217;una societ\u00e0 che non esiste pi\u00f9. Non esistono pi\u00f9 i mestieri del fabbro ferraio, dello spazzacamino; il quaderno di calligrafia \u00e8 stato sostituito dal computer. L&#8217;astuto Garoffi che si scrive la lezione sulle unghie \u00e8 scavalcato dalla tecnologia avanzata degli odierni candidati, che agli esami si fanno trasmettere il compito via transistor. E il tamburino sardo, probabilmente, sarebbe un obiettore di coscienza.\u00bb<\/p>\n<p>Ebbene, proprio questa pagina di Cesare Marchi ci d\u00e0 un utile indizio per trovare delle risposte alle domande che ci eravamo posti circa l&#8217;origine del capovolgimento dei valori e del compiacimento verso il male che pervadono la nostra cultura e che sempre pi\u00f9 caratterizzano l&#8217;atteggiamento dell&#8217;uomo medio, vale a dire dell&#8217;uomo-massa. Quella che noi chiamiamo &quot;la cultura&quot; di una data societ\u00e0, \u00e8, sostanzialmente &#8212; oggi almeno &#8212; il prodotto dell&#8217;azione convergente di un certo numero d&#8217;intellettuali, i quali, pur non essendo la maggioranza, riescono, nondimeno, ad esercitare un influsso determinante sugli orientamenti del sentire e sulla stessa morale della cosiddetta opinione pubblica, vale a dire del gregge che non pensa, ma &quot;reagisce&quot; a degli stimoli opportunamente dosati e somministrati dagli organi d&#8217;informazione, dai libri, dalla scuola e dall&#8217;universit\u00e0. Questi intellettuali sono in grado di esercitare un influsso cos\u00ec grande perch\u00e9, invece di svolgere una funzione critica, di filtro, tra la realt\u00e0 e il pubblico, si mettono, puramente e semplicemente, al servizio del potere di turno &#8212; economico, politico, sociale -, in cambio di favori, rendite, privilegi di vario genere, o anche perch\u00e9 vengono lusingati nella loro vanit\u00e0 e riescono, in tal modo, a sentirsi qualcuno, pur non brillando n\u00e9 per cultura, n\u00e9 per intelligenza, n\u00e9 per originalit\u00e0, n\u00e9 &#8212; meno ancora &#8212; per coerenza e dirittura morale. In breve, sono dei mercenari: ma dei mercenari che si mettono in perfetta sintonia con la pubblicit\u00e0 consumista, con i giornali e le riviste a grande tiratura, con la televisione; in breve, abdicano alla loro funzione socialmente utile (posto che ne abbiamo mai avuta una) e si rendono facili strumenti dell&#8217;imbarbarimento progressivo della societ\u00e0, avvalorando, con il &quot;peso&quot; (si fa per dire) e con l&#8217;autorevolezza (ipotetica) della loro firma, tuta una serie di mode, di tendenze, di atteggiamenti, i quali, guarda caso, contribuiscono a rendere la massa dei cittadini-contribuenti-consumatori sempre pi\u00f9 prona ai voleri dei poteri occulti, finanziari e politici, e sempre pi\u00f9 convinta, nello stesso tempo, di essere quanto mai libera ed emancipata: libera ed emancipata in una misura sconosciuta a qualunque epoca del passato.<\/p>\n<p>Insomma, questi pseudo-intellettuali si comportano come un maestro, o un professore, i quali, per farsi una facile popolarit\u00e0 tra gli alunni, cominciassero a ostentare disprezzo per la scuola, per i libri, per i loro colleghi scrupolosi, per il direttore o per il preside, per le famiglie dei bambini o dei ragazzi; che si mettessero a sghignazzare, con aria complice, da amiconi, davanti alle furberie dei propri alunni, a scusare e giustificare le assenze &quot;strategiche&quot;, fatte per sottrarsi alle verifiche; a incoraggiare e a fomentare il dileggio verso il sapere, verso le istituzioni, verso i valori dei padri: e tutto questo in cambio della misera soddisfazione di sentirsi ammirati senza alcuna fatica. Dopo qualche mese o qualche anno di siffatto &quot;insegnamento&quot;, gli alunni di quelle classi avranno maturato un totale disordine intellettuale e morale; non sapranno pi\u00f9 riconoscere il giusto dall&#8217;ingiusto; non capiranno nemmeno chi \u00e8 loro veramente amico e chi nemico, perch\u00e9 scambieranno per amico qualunque adulto venga incontro, e magari solleciti, i loro pi\u00f9 bassi istinti, e prenderanno, viceversa, per nemico chiunque tenti di far leva sul loro senso di responsabilit\u00e0, sul loro desiderio di apprendere, sul loro rispetto verso uomini e cose, a cominciare dai propri genitori. Ebbene: questo \u00e8 precisamente ci\u00f2 che \u00e8 successo, e sta continuando ad accadere, nella nostra bella Italia, nella nostra bella Europa, da alcuni decenni a questa parte, in tutti gli ambiti della vita sciale: dalla cultura alla politica, dall&#8217;arte alla filosofia, dalla religione all&#8217;economia.<\/p>\n<p>Gli intellettuali alla moda, questi lupi travestiti da agnelli, gli insegnanti demagoghi, i preti modernisti, i legislatori progressisti, i genitori permissivi e incoscienti: tutti costoro hanno contribuito a creare non solo la mancata distinzione, fra le giovani generazioni, del bene dal male, del lecito dall&#8217;illecito, del giusto dall&#8217;ingiusto, ma, addirittura, a promuovere l&#8217;ammirazione nei confronti del male e dei malvagi, e il dileggio, lo scherno, nei confronti del bene e dei buoni. Essere considerati &quot;buoni&quot; \u00e8 divenuta una specie di condanna: chi ne \u00e8 colpito, scade agli occhi dei suoi compagni, retrocede al livello minimo della stima e della credibilit\u00e0. A tal punto sono venuti a mancare i buoni esempi e i buoni insegnamenti; a tal punto il pervertimento delle coscienze e delle intelligenze ha fatto progressi, non contrastato da alcuno, anzi, applaudito e corteggiato da molti, da troppi (come il solito Umberto Eco che intona l&#8217;elogio di Franti).<\/p>\n<p>\u00c8 cos\u00ec che vogliamo seguitare? Benissimo: ma non illudiamoci che la cosa sia innocente, che si tratti solo di parole, di sana ironia, di atteggiamenti scherzosi privi di reali conseguenze. Nossignori: questi sono i germi che stanno conducendo a morte la nostra societ\u00e0. La nostra societ\u00e0 muore perch\u00e9 il bene ha smesso di essere attrattivo e il male \u00e8 stato circondato di ammirazione scriteriata, irresponsabile, da chi avrebbe dovuto fare buona guardia, da chi avrebbe dovuto proteggere le pecore dai lupi famelici. Nessuno si illuda: una societ\u00e0, una cultura, che corteggiamo il male, sono destinate all&#8217;autodistruzione. \u00c8 matematico; si tratta solo di vedere in quanto tempo il processo verr\u00e0 condotto a compimento. Perci\u00f2, chi \u00e8 in buona fede farebbe bene a svegliarsi, a riscuotersi, ad assumersi le proprie responsabilit\u00e0, a fare anche &quot;mea culpa&quot;: forse non \u00e8 gi\u00e0 troppo tardi. Forse&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che il male eserciti un suo fascino particolare, perverso &#8212; appunto -, \u00e8 cosa talmente nota, che non varrebbe, di per s\u00e9, la pena di tornarvi<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[209],"class_list":["post-25241","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-niccolo-machiavelli"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25241","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25241"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25241\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25241"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25241"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25241"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}