{"id":25237,"date":"2015-07-28T05:56:00","date_gmt":"2015-07-28T05:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/in-franco-amerio-la-teologia-sincontra-con-la-fede-per-uscirne-rafforzata-e-vivificata\/"},"modified":"2015-07-28T05:56:00","modified_gmt":"2015-07-28T05:56:00","slug":"in-franco-amerio-la-teologia-sincontra-con-la-fede-per-uscirne-rafforzata-e-vivificata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/in-franco-amerio-la-teologia-sincontra-con-la-fede-per-uscirne-rafforzata-e-vivificata\/","title":{"rendered":"In Franco Amerio la teologia s\u2019incontra con la fede per uscirne rafforzata e vivificata"},"content":{"rendered":"<p>Franco Amerio (1906-1985), sacerdote salesiano, professore di filosofia e autore di studi storici e soprattutto teologici, era il fratello del pi\u00f9 conosciuto filosofo e teologo Romano Amerio (1905-1997), autore del fondamentale saggio \u00abIota unum. Studio delle variazioni della Chiesa cattolica nel secolo XX\u00bb: entrambi ancora oggi non abbastanza apprezzati e valorizzati, molto probabilmente perch\u00e9 ebbero il torto, agli occhi di un certo mondo cattolico &quot;progressista&quot; e politicamente corretto, di rifarsi alle sorgenti perenni della Scrittura e della Tradizione e, pertanto, a quella &quot;Philosophia perennis&quot; che si fonda sulla salda roccia dell&#8217;essere e non insegue le facili, ma fuggevoli mode culturali della tarda modernit\u00e0.<\/p>\n<p>Di Romano Amerio abbiamo gi\u00e0 avuto occasione di occuparci (cfr. il nostro articolo \u00abUgo Spirito, Romano Amerio e le aporie del concetto della vita come amore totale\u00bb, pubblicato sul sito di Arianna Editrice in data 06\/02\/2012); ora vogliamo ricordare un poco la figura del suo fratello, minore di appena un anno, e scomparso dodici anni prima di lui: figura esemplare di studioso, di educatore e di uomo di Dio, in cui si fondevano armoniosamente questi tre aspetti, ciascuno dei quali avrebbe potuto colmare di senso una vita umana. Ma quello che pi\u00f9 colpisce, nell&#8217;accostarsi a questo grande dimenticato, alla sua vita, alla sua opera, al suo magistero, \u00e8 il profondo sentimento della fede, illuminata dalla luce del soprannaturale, e, nello stesso tempo, mirabilmente assecondata dalla ragione naturale e dallo studio della filosofia e della teologia, ci\u00f2 che fa di lui quasi un cristiano d&#8217;altri tempi: altri, nel senso che la modernit\u00e0 ha sempre pi\u00f9 diluito la fede rispetto alla ragione, in ossequio al sapere del mondo che, molto spesso, corrisponde a un atteggiamento intellettuale di superbia, opposto allo spirito di umilt\u00e0 del Vangelo.<\/p>\n<p>Nato il 26 marzo 1906 a Lugano, nel Canton Ticino, da padre italiano e madre luganese, Romano Amerio scelse la vocazione salesiana per il suo grande amore verso la cultura e verso i giovani, iniziando il noviziato a Schio (Vicenza) nel 1921; fece la prima professione a Este (Padova) nel 1922, poi entr\u00f2 nella comunit\u00e0 salesiana di Valsalice (Torino) e fu ordinato sacerdote nel 1930, per passare subito dopo a Foglizzo, nel Canavese, ad esercitarvi la sua grande passione: l&#8217;insegnamento e l&#8217;educazione dei giovani. A partire dall&#8217;anno scolastico 1934\/35 incominci\u00f2 a svolgere l&#8217;insegnamento di Filosofia e Storia (nonch\u00e9 di Religione) nel celebre Liceo classico e scientifico dei Salesiani di Valsalice, parallelamente alla sua intensa attivit\u00e0 di scrittore: l&#8217;uno e l&#8217;altra lo avrebbero accompagnato sino al termine della sua esistenza terrena.<\/p>\n<p>Erano entrambi la sua ragione di vita; dal liceo di Valsalice non si allontan\u00f2 mai, neanche dopo che ebbe ottenuto, nel 1954, la libera docenza in Filosofia, e l&#8217;insegnamento della Storia della Filosofia nel Pontificio Ateneo Salesiano; e nonostante la fitta attivit\u00e0 di conferenziere, che lo mise a contatto, fra gli altri, col filosofo Michele Federico Sciacca (1908-75) e lo scrittore e storico Carlo Mazzantini (1925-2006), con i quali strinse una salda e durevole amicizia. Del resto, la sua attivit\u00e0 di scrittore \u00e8 inseparabile da quella di educatore: tra le sue pubblicazioni pi\u00f9 importanti, \u00e8 necessario ricordare almeno i &quot;Lineamenti di storia della filosofia&quot;, apparsi nel 1939 e ripubblicati ben nove volte in edizioni sempre pi\u00f9 ampie e aggiornate; e i tre volumi del &quot;Corso di storia per i licei&quot;, pubblicato sotto il nome di Franco Moroni (che non \u00e8 uno pseudonimo, ma, semplicemente, il cognome materno), perch\u00e9 non si creasse una confusione, o, peggio, una qualche forma di pregiudizio, da parte della critica, che gi\u00e0 la conosceva come autore di testi filosofici.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ha rievocato la sua figura Paolo Risso nell&#8217;articolo: \u00abProfessore e apostolo: don Franco Amerio\u00bb (su: \u00abL&#8217;Amore misericordioso\u00bb, mensile del Santuario dell&#8217;Amore Misericordioso di Collevalenza, n. 4, aprile 2015, pp. 27-30):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; Era un ingegno eccezionale, accompagnato da seriet\u00e0 negli impegni scolastici e da una vivacit\u00e0 brillante e contagiosa. Attivit\u00e0 musicale come vera passione. Studio appassionato della Verit\u00e0 nella filosofia tomistica \u00a0e nella teologia. [&#8230;]<\/p>\n<p>All&#8217;universit\u00e0 di Torino si laure\u00f2 in Lettere con una tesi sul &quot;De musica&quot; di S. Agostino, presentata e elogiata dal confratello e prof. don Sisto Colombo. L&#8217;anno dopo, si laure\u00f2 in Teologia e nel 1932 in Filosofia. Il fratello, prof. Romano Amerio, professore e poi preside di liceo a Lugano, vede &quot;negli studi di Filosofia e Teologia un vero itinerario della luminosa anima di Franco verso Dio&quot;. Fin da giovanissimo, Franco ebbe un impellente sentimento della &quot;grandezza intellettuale&quot; della Chiesa cattolica, alla scuola di Ges\u00f9 Cristo unico Maestro, sulle orme di S. Tommaso d&#8217;Aquino, il pi\u00f9 grande filosofo e teologo che l&#8217;umanit\u00e0 abbia mai avuto. [&#8230;]<\/p>\n<p>I suoi ragazzi li trattava come &#8216;uomini capaci di pensare&#8217; e dotati di una ricerca profonda del vero senso della vita, dell&#8217;orientamento decisivo che sfida il tempo e la morte. \u00a0[&#8230;]<\/p>\n<p>Quando vedeva i suoi allievi cos\u00ec giovani aprirsi alla Verit\u00e0, don Franco mostrava la sua profonda soddisfazione spirituale, soprattutto percependo che le sue parole penetravano e trovavano la via del cuore e dell&#8217;intelletto degli allievi. Questo senso della vita, don Franco lo indicava in Ges\u00f9 Cristo, Maestro e Redentore, Educatore delle personalit\u00e0 pi\u00f9 alte e pi\u00f9 luminose che l&#8217;umanit\u00e0 possieda. Don Franco puntava a due mete: garantire l&#8217;oggettivit\u00e0 della conoscenza, il continuo &quot;aggancio e fedelt\u00e0 al Reale, all&#8217;Essere&quot; e pertanto &quot;filosofia perenne&quot;; far vedere, secondo il criterio che lui &quot;dell&#8217;esistenzialit\u00e0&quot;, che solo la Verit\u00e0 &#8211; che \u00e8 Ges\u00f9 Cristo &#8211; d\u00e0 senso pieno e totale alla vita, rispondendo in modo definitivo e adeguato ai grandi perch\u00e9 dell&#8217;uomo. Questa \u00e8 la sua &quot;lezione&quot;, valida ieri come oggi, valida sempre, senza la quale nulla si costruisce di positivo. La &quot;lezione&quot; di S. Tommaso e la lezione di Pascal. Il suo ideale didattico-pedagogico ha una netta impostazione storica e filosofica che gli fa pensare tutta la nostra pi\u00f9 sana Tradizione di pensiero procedente secondo la linea pi\u00f9 retta e luminosa che parte da S. Agostino d&#8217;Ippona, raggiunge il suo vertice negli Scolastici, in primo luogo in S. Tommaso d&#8217;Aquino, e giunge sino alla Neo-scolastica, promossa dall&#8217;enciclica &quot;Aeterni Patris&quot; (1879) di papa Leone XIII. Solo questa \u00e8 tradizione di Luce e di Verit\u00e0 e lui non fu mai tentato di ricercare qualcosa nella linea eterodossa che da Machiavelli porta al positivismo di Ardig\u00f2, tanto meno di porsi alla tenebrosa sequela di Cartesio, che arriva a Kant e attraverso Hegel, Marx e Nietzsche, si inabissa nella disperazione del relativismo e del nichilismo. Non c&#8217;\u00e8 &quot;aria fresca&quot; in questa sequela, come si pretende oggi, ma solo la puzza dell&#8217;abisso. [&#8230;]<\/p>\n<p>A questo punto, un discorso particolar emerita l&#8217;opera con cui egli conclude, in rigorosa meditazione e dono della sua fede e della sua lettura dl mondo contemporaneo alla luce del Cristo, il suo itinerario filosofico e spirituale: l&#8217;opera dal titolo &quot;Il Nuovo catechismo Antico&quot; che potrebbe avere come motto &quot;la fede come rationabile obsequium&quot;, la fede come ragionevole ossequio.<\/p>\n<p>Il &quot;Nuovo catechismo antico&quot; di don Amerio, ripubblicato nel 1982 con il titolo &quot;La dottrina della Fede&quot;, svolge l&#8217;intero arco della dogmatica cattolica con stile comprensibile all&#8217;uomo d&#8217;oggi, ma non piega mai la Verit\u00e0 immutabile all&#8217;opinione di chi vuole sentore solo cose piacevoli e ingannatrici. Don Franco \u00e8 apostolo della Verit\u00e0 anche quando essa dispiace e si oppone allo spirito del secolo e confuta quanto la &quot;nouvelle th\u00e9ologie&quot; e ogni forma di modernismo \u00e8 venuta narrando con danno immenso delle anime negli ultimi 50 anni. Il testo ebbe notevole eco e fu tradotto in diverse lingue. Fu l&#8217;opera prediletta di don Amerio che negli anni della malattia, dal 1973, continu\u00f2 ad interessarsene appassionatamente, sentendo che quella era il suo testamento, che secondo le parole di un suo amico &quot;non contiene solo la ricerca della Verit\u00e0, ma la sicura proclamazione di una Verit\u00e0 &#8212; Ges\u00f9 solo! &#8212; che negli ultimi anni lo ha sostenuto negli ultimi dolorosi tempi della sua malattia e che ora \u00e8 la sua beatitudine immortale&quot;.\u00bb<\/p>\n<p>La figura esemplare e l&#8217;opera, profonda e stimolante, di uomini come Franco Amerio, ci ricordano che non esistono &quot;vecchie&quot; e &quot;nuove&quot; teologie, ma solo &quot;la&quot; teologia, che non \u00e8 vecchia n\u00e9 nuova, ma perenne, perch\u00e9 ispirata dalla Rivelazione; al di fuori di essa non vi sono delle teologie pi\u00f9 aggiornate di altre, ma, semmai, delle teodicee: delle riflessioni sul divino che partono dall&#8217;umano e nell&#8217;umano si risolvono. Il che \u00e8 tutta un&#8217;altra cosa.<\/p>\n<p>Etimologicamente e storicamente, la teodicea \u00e8 la &quot;giustizia di Dio&quot; (da &quot;theos&quot;, Dio, e &quot;dike&quot;, giustizia), cio\u00e8 una riflessione sul problema del male nel mondo dal punto di vista umano, e come esso si concilia con la presenza di Dio; in pratica, la parola nasce con Leibniz e la sua opera omonima, del 1705 (anche se il concetto \u00e8 gi\u00e0 presente in Sant&#8217;Agostino, oltre che, naturalmente, nella riflessione religiosa giudaica), val a dire con il dilagare di quel razionalismo cartesiano, e post-cartesiano, che segna la frattura irreparabile tra la filosofia classica, ancora incentrata sul pensiero dell&#8217;essere, e quelle moderne, tutte fiere di aver scoperto che la metafisica, dopotutto, si pu\u00f2 anche mettere in soffitta, perch\u00e9 essa ha &quot;ritardato&quot; il progresso del conoscere, e quel che realmente importa sono le questioni relative all&#8217;esistenza, viste non pi\u00f9 alla luce dell&#8217;assoluto, ma a partire dalla prospettiva del soggetto.<\/p>\n<p>La personalit\u00e0 di don Franco Amerio, come del resto quella del suo grande fratello, Romano, spicca doppiamente per lo sfondo del particolare momento storico in cui egli visse e per la chiarezza e il coraggio intellettuale con cui afferm\u00f2 la chiara linea della teologia cattolica tradizionale (e non &quot;tradizionalista&quot;, come vorrebbero definirla i cattolici filo-modernisti: termine che, se accettato, equivarrebbe alla reclusione in una sorta di ghetto culturale e spirituale). Erano gli anni del post-Concilio e, subito dopo, del 1968 e dintorni: anni in cui la filosofia moderna, razionalista e materialista, era profondamente penetrata fin dentro i seminari e le facolt\u00e0 teologiche, e ne era uscita sotto le mentite spoglie della &quot;teologia negativa&quot;, della &quot;nuova teologia&quot; francese, del cosiddetto &quot;esistenzialismo cristiano&quot;, per poi dare luogo, nei Paesi dell&#8217;America latina, alla &quot;teologia della liberazione&quot;, seminando una grandissima confusione tra i credenti e, come ha osservato Paolo Risso, con immenso danno per le anime.<\/p>\n<p>Come ha osservato il teologo Brunero Gherardini (nato a Prato nel 1925, vivente), \u00ab&#8230; che quasi tutti i vescovi di quel momento storico, e segnatamente gli uomini di cui si servirono per affrettare la detta maturazione, provenivano dalle universit\u00e0 europee, dove avevano assimilato le correnti pi\u00f9 spinte in campo filosofico e teologico: Rahner era il loro nume tutelare; Kung e Schillebeeckx esercitavano un&#8217;attrazione fatale con la rivendicazione della libert\u00e0 a tutto raggio; Congar, Dani\u00e9lou, Chenu, de Lubac e tutta la famiglia della\u00a0Nouvelle Th\u00e9ologie\u00a0erano i grandi maestri, oltretutto circonfusi dall&#8217;aureola del martirio loro &quot;inflitto&quot; da Ottaviani e da Pio XII\u00bb (aureola che ebbero anche, piuttosto a buon mercato, pure don Lorenzo Milani e diversi &quot;preti operai&quot;, i quali, tutti presi dalla febbre di evangelizzare la classe operaia, non si erano accorti di essere stati politicizzati e marxistizzati loro, perdendo l&#8217;essenza dello spirito evangelico, cio\u00e8 l&#8217;annuncio della Verit\u00e0 cristiana a tutti, peccatori in testa, e non ad alcune categorie a preferenza di altre).<\/p>\n<p>Sbaglierebbe, pertanto, chi volesse guardare a don Franco Amerio come ad un teologo &quot;conservatore&quot;: egli fu, semplicemente, un teologo cattolico, nella linea pura e limpida della miglior tradizione scolastica. Ora, \u00e8 verissimo che la teologia cattolica non \u00e8, necessariamente, solo quella tomista (e neotomista); ma sbagliava anche, e parecchio, chi, come Henri de Lubac, conduceva una battaglia contro il neotomismo non tanto per &quot;ritornare alle fonti evangeliche e patristiche&quot; (e quando mai uomini come Franco Amerio se n&#8217;erano allontanati?), quanto per condurre in seno al cattolicesimo una insidiosa strategia di tipo semi-protestante: fare leva sulle &quot;fonti evangeliche&quot; per scalzare e scardinare, senza averne l&#8217;aria, la Tradizione, il secondo pilastro della Rivelazione, come se la sola Scrittura fosse pi\u00f9 che sufficiente e consentisse, anzi, il ritorno ad una non meglio precisata, e alquanto demagogica, &quot;purezza evangelica&quot; (quasi che la teologia neotomista, e in genere la teologia pre-conciliare, avesse smarrito per strada la &quot;purezza&quot; del Vangelo).<\/p>\n<p>Cari signori cattolici progressisti e modernisti, fatevene una ragione: finch\u00e9 i cieli e la terra resteranno, non cadr\u00e0 nemmeno uno &quot;iota&quot; dalla Verit\u00e0 cristiana; ad onta dei vostri relativismi religiosi, pi\u00f9 o meno travestiti da &quot;aggiornamenti&quot; e da volont\u00e0 di dialogo con il mondo moderno&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Franco Amerio (1906-1985), sacerdote salesiano, professore di filosofia e autore di studi storici e soprattutto teologici, era il fratello del pi\u00f9 conosciuto filosofo e teologo Romano<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[141,257,267],"class_list":["post-25237","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-filosofia","tag-teologia","tag-virtu-di-fede"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25237","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25237"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25237\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25237"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25237"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25237"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}