{"id":25216,"date":"2012-12-24T03:51:00","date_gmt":"2012-12-24T03:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/12\/24\/le-quattro-virtu-cardinali-fortezza\/"},"modified":"2012-12-24T03:51:00","modified_gmt":"2012-12-24T03:51:00","slug":"le-quattro-virtu-cardinali-fortezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/12\/24\/le-quattro-virtu-cardinali-fortezza\/","title":{"rendered":"Le quattro virt\u00f9 cardinali: fortezza"},"content":{"rendered":"<p>A volte ci capita di dire, o di pensare, riguardo a una certa persona: \u00abQuello \u00e8 un uomo (o una donna) dall&#8217;animo forte!\u00bb; e ci\u00f2 con un misto di ammirazione e di invidia, perch\u00e9 vorremmo possedere quella sua forza, quel suo coraggio, quella sua capacit\u00e0 di non sgomentarsi e di non smarrirsi davanti ad alcuna prova.<\/p>\n<p>In senso teologico e morale, per\u00f2, la fortezza (\u00abfortitudo\u00bb) non \u00e8, semplicemente, la forza dell&#8217;animo davanti alle avversit\u00e0 e agli ostacoli, ma quel particolare tipo di forza che si mette in atto nella ricerca della verit\u00e0, nel resistere alle lusinghe e alla tentazione dei beni di natura inferiore; nel perseverare lungo la via stretta e malagevole, quando si sia individuato in essa, per\u00f2, l&#8217;itinerario che ci porta alla pienezza dell&#8217;Essere e, quindi, alla nostra realizzazione come persone.<\/p>\n<p>Questo, infatti, \u00e8 un punto importante, anzi \u00e8 la premessa indispensabile per il possesso e l&#8217;esercizio della fortezza come virt\u00f9: la coscienza che l&#8217;uomo \u00e8 colui che deve divenire persona, e che il semplice fatto di essere uomo (o donna) \u00e8 un dato puramente biologico, che qualifica l&#8217;individuo in quanto esistente, dal quale bisogna partire, lavorando su se stessi, per far emergere la farfalla dal bruco, ossia la natura spirituale dell&#8217;uomo stesso, la quale non si appaga se non nella ricerca e nel possesso, e sia pure incompleto e parziale (in questa nostra dimensione contingente e fenomenica) della Verit\u00e0.<\/p>\n<p>In tale ottica, la fortezza \u00e8 quella virt\u00f9 che ci accompagna e ci sostiene nel cammino della nostra ricerca: cammino che non \u00e8 qualche cosa di accessorio, qualche cosa di facoltativo, ma che \u00e8 lo scopo e il senso della nostra intera esistenza; cammino senza il quale noi non possiamo realizzare la nostra natura, perch\u00e9 la nostra natura \u00e8 quella di tendere al ricongiungimento con lo splendore e con la pace dell&#8217;Essere, del quale siamo una emanazione o una scintilla. Un uomo (o una donna) sprovvisto di fortezza \u00e8, dunque, come una pianta senza virt\u00f9 generativa: qualche cosa di sterile, di inutile &#8212; per quanto possieda una bella apparenza &#8212; e, in ultima analisi, di morto.<\/p>\n<p>Eppure, nessuna virt\u00f9 morale \u00e8 oggi tanto trascurata o tanto derisa quanto la fortezza: la cultura dominante, edonista e materialista, d\u00e0 praticamente per scontato che l&#8217;unica cosa da fare nella vita \u00e8 quella di tendere al piacere materiale, e che l&#8217;unico successo degno di questo nome consiste nell&#8217;esercitare un potere sulle cose o sulle persone, diretto o indiretto, gratificando cos\u00ec il proprio narcisismo e alimentando il proprio insaziabile egoismo. In un mondo dove ciascuno sembra impegnato unicamente ad inseguire la propria auto-affermazione, non con gli altri ma contro gli altri, il &quot;forte&quot; viene confuso con il prepotente, con il cinico, con l&#8217;arrogante.<\/p>\n<p>Non \u00e8 certo questa la virt\u00f9 della forza, di cui ha bisogno l&#8217;uomo interessato alla propria crescita interiore e al raggiungimento della consapevolezza spirituale: la sua forza \u00e8 fatta di coraggio, di attesa, di pazienza, di imperturbabilit\u00e0; imperturbabilit\u00e0 che non va intesa alla maniera degli stoici, come perfetta indifferenza agli assalti della fortuna, ma come la capacit\u00e0 di non lasciarsi turbare dal male, anche se esso produce dolorose ferite, perfino quando non ci colpisce direttamente. Chi potrebbe rimanere impassibile davanti alla disgrazia di un amico o anche di un estraneo, specialmente quando essa si presenta in forme particolarmente tragiche e incomprensibili, come una malattia incurabile e dolorosa che colpisce un bambino ancora piccolo? Eppure, l&#8217;animo forte non se ne lascia turbare, anche se rimane commosso: commozione e turbamento non sono la stessa cosa; la prima indica una partecipazione al dolore altrui (o una sensibilit\u00e0 al proprio), il secondo testimonia un crollo della saldezza morale e un venir meno della capacit\u00e0 di perseverare nel proprio cammino.<\/p>\n<p>Una persona completa, una persona sensibile, non rimangono mai indifferenti davanti alla manifestazione del male; per\u00f2 una persona forte non se ne lascia turbare: sa che il bene \u00e8 pi\u00f9 forte del male e sa che le forze del bene le porgeranno aiuto, quando le sue risorse individuali non saranno bastanti a fronteggiarlo.<\/p>\n<p>La fortezza, come \u00e8 ovvio, deve procedere in accordo con le altre virt\u00f9 morali: deve essere &quot;prudente&quot;, deve essere &quot;giusta&quot;, deve essere &quot;temperante&quot;; e, infine, deve essere &quot;umile&quot;, perch\u00e9 le quattro virt\u00f9 morali senza l&#8217;umilt\u00e0 rischiano di diventare un guscio vuoto, nel quale, pur dietro belle apparenze, \u00e8 assente ci\u00f2 che, invece, dovrebbe essere essenziale.<\/p>\n<p>La fortezza ha il suo nucleo nel coraggio, il coraggio morale: non si sbigottisce di essere sola, circondata da individui che cercano solo l&#8217;affermazione egoistica del proprio io, che perseguono unicamente la manipolazione e il dominio sulle cose e sulle persone; non si amareggia se non ottiene riconoscimenti, anzi neppure li cerca, perch\u00e9 l&#8217;unico riconoscimento che le preme \u00e8 quello di ricevere la Grazia dell&#8217;Essere; e non si intristisce, n\u00e9 si incupisce, se la sua strada \u00e8 disseminata di ostacoli, mentre uomini e donne di poco valore procedono a vele spiegate verso la meta dell&#8217;affermazione sociale.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo forte non presta il fianco al pungiglione velenoso dell&#8217;invidia e, anzi, si rallegra se vede l&#8217;amico ottenere ci\u00f2 che desiderava, anche se lui stesso non l&#8217;ha ottenuto; perch\u00e9 l&#8217;uomo forte non \u00e8 attaccato alle cose, se ne serve ma non ne \u00e8 schiavo, non \u00e8 dominato, pu\u00f2 fare anche a meno di esse, in una misura impensabile per l&#8217;uomo debole; inoltre, procede con animo sereno lungo la sua strada, reso leggero dalla mancanza di avidit\u00e0 e di egoismo, ma non privo di benevolenza e di compassione verso tutte le altre creature.<\/p>\n<p>Ma non solo la forza ha bisogno della prudenza, della giustizia, della temperanza e dell&#8217;umilt\u00e0; ha anche e soprattutto bisogno della carit\u00e0, perch\u00e9, come ha osservato Sant&#8217;Ambrogio (nel \u00abDe Officiis\u00bb (1, 35, PL 16, 75), \u00abla forza senza la giustizia \u00e8 una leva del male\u00bb. Questo appunto sembra essere oggi il paradigma fondamentale dell&#8217;uomo moderno: il possesso della forza (fornita dalla tecno-scienza) ed il suo abuso, perch\u00e9 non accompagnata dalla carit\u00e0, ma- al contrario &#8212; fattasi strumento della prevaricazione.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo antico andava orgoglioso della propria forza, intesa soprattutto come forza fisica. Guai a chi non la possedeva: doveva rassegnarsi a subire la violenza altrui, a essere fatto schiavo, a divenire un oggetto manipolabile a volont\u00e0. Il prototipo dell&#8217;eroe degno di ammirazione \u00e8 Achille, seminatore di strage, che insulta i cadaveri degli uccisi e irride perfino gli d\u00e8i, come nell&#8217;episodio della strage sule rive del fiume Scamandro. Solo verso la fine dell&#8217;et\u00e0 antica, nei versi di Virgilio, compare una nuova figura di eroe: il &quot;pius Aeneas&quot;, un guerriero che combatte controvoglia e che uccide a malincuore, mentre non vorrebbe che dare ai suoi compatrioti, fuggiaschi come lui, una nuova patria e un po&#8217; di pace, dopo tanto soffrire e peregrinare. Ma ci vorranno secoli e secoli, anzi, pi\u00f9 di un millennio di cristianesimo, per modificare radicalmente la mentalit\u00e0 antica e porre in primo piano il valore della forza morale rispetto a quella fisica; e che altro \u00e8 stata la cultura cortese-cavalleresca, se non il tentativo di ingentilire e spiritualizzare la forza bruta e di metterla al servizio di un pi\u00f9 alto ideale, quello della difesa dei deboli contro la prepotenza dei malvagi?<\/p>\n<p>Eppure, l&#8217;uomo antico non \u00e8 morto con le epoche morte della storia; \u00e8 ancora vivo in ognuno di noi ed \u00e8 sempre pronto a balzar fuori quando meno lo si crederebbe, con tutta la sua carica di violenza e di compiacimento della forza bruta. La notizia che il principino Harry d&#8217;Inghilterra ha ucciso un capo talebano sulle montagne dell&#8217;Afghanistan, alla fine di dicembre del 2012, ha letteralmente galvanizzato l&#8217;opinione pubblica di quel civile Paese. Certo, la guerra non \u00e8 un gioco: ma una cosa \u00e8 farla con lo spirito di Enea, come una dura necessit\u00e0 difensiva; e altra cosa \u00e8 farla con gioia sadica, compiacendosi di ogni nemico abbattuto e vantandosi di aver versato quanto pi\u00f9 sangue possibile.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo vecchio e l&#8217;uomo nuovo lottano in ciascuno di noi: l&#8217;uno, ebbro di volont\u00e0 di sopraffazione; l&#8217;altro, capace di farsi piccolo per far emergere la Verit\u00e0 che giace nel profondo. L&#8217;uomo vecchio scambia la violenza per forza morale e racconta bugie a se stesso, allorch\u00e9 si atteggia ad eroe, mentre non \u00e8 che un misero io assetato di gloria e di potere, incapace di dire &quot;tu&quot;, di porre l&#8217;altro, di comprenderne le ragioni, di valorizzarlo, di amarlo: perch\u00e9, in fondo, non vede che se stesso e non ama altri che se stesso.<\/p>\n<p>Oltre che di coraggio, la fortezza si deve armare di pazienza e di perseveranza: e queste sono altre due qualit\u00e0 che, oggi, tendono a passare sempre pi\u00f9 in secondo piano, se non a scomparire addirittura. L&#8217;uomo moderno \u00e8 caratterizzato dall&#8217;impazienza e dalla incostanza: vorrebbe vedere subito i risultati dei suoi sforzi e dei suoi sacrifici, non sopporta di dover attendere, di dover pazientare; considera semmai la pazienza non come una virt\u00f9, ma come un difetto, come una forma di debolezza o, nel migliore dei casi, come una manifestazione di fatalismo.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo moderno si crede Dio: vorrebbe fare tutto da solo; ubriacato dai trionfi &#8212; apparenti, ma spettacolari &#8212; della tecno-scienza, che gli hanno conferito potere e benessere materiale, si crede pressoch\u00e9 onnipotente e delira di estendere ancor pi\u00f9 il suo dominio sulla natura, clonando gli esseri viventi e manipolando il loro patrimonio genetico. Non ha pazienza, perch\u00e9 crede di potere e di dovere modificare immediatamente ci\u00f2 che si oppone ai suoi disegni; ahim\u00e9, egli vede ovunque ostacoli ai suoi desideri, perch\u00e9 questi ultimi si son fatti illimitati: dunque, egli \u00e8 perennemente in guerra col mondo intero, con i suoi simili, con le altre creature, con il pianeta Terra, e perfino con se medesimo.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo moderno \u00e8 scisso, \u00e8 schizofrenico: \u00abquel doppio uomo che \u00e8 in me\u00bb, dice di se stesso uno dei padri fondatori della modernit\u00e0, Francesco Petrarca (nella epistola in cui narra la salita al Monte Ventoso); e Robert Louis Stevenson, nello \u00abStrano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde\u00bb, illustra con magistrale plasticit\u00e0 la spaccatura dell&#8217;io in due parti diverse e inconciliabili, l&#8217;una ancora sottoposta alla ragione e alla morale, l&#8217;altra interamente preda degli impulsi egoistici e primordiali, sotto la patina superficiale della &quot;civilt\u00e0&quot; e del &quot;progresso&quot;.<\/p>\n<p>Dicevamo che la fortezza, come virt\u00f9 morale, non \u00e8 solo la forza dell&#8217;animo, ma la forza dell&#8217;anima che cerca il bene, il vero, il bello e il giusto. Gi\u00e0 vi \u00e8 una differenza abissale fra il concetto di &quot;animo&quot; e quello di &quot;anima&quot;: il primo \u00e8 un concetto laico, immanente, meccanico; il secondo \u00e8 un concetto spirituale, trascendente, in perenne tensione ed evoluzione (o involuzione: perch\u00e9 l&#8217;anima \u00e8 libera e pu\u00f2 anche andare contro se stessa). Ma soprattutto l&#8217;anima tende, mediante la fortezza, a realizzare la propria natura, cio\u00e8 a comprendere, amare e lodare l&#8217;Essere da cui trae origine; mentre la forza d&#8217;animo pu\u00f2 venir messa anche al servizio del male: e, di fatto, si vedono nella storia molti esempi negativi di quest&#8217;ultimo genere.<\/p>\n<p>Infine, vorremmo aggiungere che la fortezza \u00e8 tranquilla: possiede quella mansuetudine, quella serenit\u00e0, quella dolcezza che \u00e8 tipica dei forti, ma spogliata di ogni residuo di orgoglio, di superbia, di ostentazione: cosciente di s\u00e9, ma anche umile, non deve dimostrare niente a nessuno, non ha bisogno di mettersi in mostra, anzi ama starsene in ombra, almeno fino a quando le necessit\u00e0 della vita non la richiamano in prima linea con squilli di tromba. Allora e solo allora essa si fa avanti con passo fermo e misurato, impavida e pronta a tutto.<\/p>\n<p>La fortezza, cos\u00ec come l&#8217;abbiamo delineata, possiede un fascino irresistibile: tutti la ammirano, anche coloro che mostrano di disprezzarla, perch\u00e9 avvertono segretamente in lei quella maestosit\u00e0 regale, quella sovrabbondanza di vita che \u00e8 propria della grandezza, e nella quale non vi \u00e8 posto per niente che sia meschino, frutto di avidit\u00e0 o di calcolo. Istintivamente, tutti si sentono attratti da una persona forte e generosa, e, anche se mostrano di apprezzare qualit\u00e0 meno profonde, ma pi\u00f9 appariscenti, nei momenti del vero bisogno \u00e8 una persona forte, un amico che possiede la virt\u00f9 della fortezza, che vanno a cercare. Ed \u00e8 in quei momenti che, lasciando cadere le maschere, ciascuno di noi si mostra per quel che realmente \u00e8, e ciascuno di noi ha una visione, sia pure fugace e confusa, di ci\u00f2 che nella vita \u00e8 essenziale e di ci\u00f2 che \u00e8, invece, secondario.<\/p>\n<p>La fortezza \u00e8 una qualit\u00e0 essenziale. La donna cerca nell&#8217;uomo un compagno spiritualmente forte, e cos\u00ec pure l&#8217;uomo cerca una donna forte: perch\u00e9 senza la fortezza non si costruisce nulla di duraturo, ma solo dei fragili edifici che il primo soffio di vento spazzer\u00e0 via.<\/p>\n<p>Anche se la nostra vita terrena si svolge nella dimensione della contingenza, ognuno di noi intuisce la necessit\u00e0 di fondare i propri passi sul terreno solido; ognuno di noi avverte che la fortezza \u00e8 una virt\u00f9 indispensabile, e che bisogna coltivarla ed esercitarla, se non si vuole correre il rischio di vedere l&#8217;edificio della propria vita spazzato via dal primo soffio di vento. E questo, finch\u00e9 la benda ci sar\u00e0 caduta dagli occhi e potremo vedere la realt\u00e0 vera: quella dell&#8217;Essere, luminosa e perenne&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A volte ci capita di dire, o di pensare, riguardo a una certa persona: \u00abQuello \u00e8 un uomo (o una donna) dall&#8217;animo forte!\u00bb; e ci\u00f2 con<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[15,36],"tags":[265],"class_list":["post-25216","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-le-quattro-virtu-cardinali","category-etica","tag-virtu"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25216","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25216"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25216\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25216"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25216"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25216"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}