{"id":25212,"date":"2015-07-28T06:11:00","date_gmt":"2015-07-28T06:11:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/forse-abbiamo-sottovalutato-il-problema\/"},"modified":"2015-07-28T06:11:00","modified_gmt":"2015-07-28T06:11:00","slug":"forse-abbiamo-sottovalutato-il-problema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/forse-abbiamo-sottovalutato-il-problema\/","title":{"rendered":"Forse abbiamo sottovalutato il problema"},"content":{"rendered":"<p>Gli attentati terroristici sulla spiaggia di Sousse, in Tunisia, o nella fabbrica vicino a Lione, o nella moschea sciita di Kuwait City, non sono che gli ultimi anelli di una catena che parte da lontano e, purtroppo, \u00e8 una facile profezia affermare che non saranno gli ultimi, n\u00e9 i pi\u00f9 gravi.<\/p>\n<p>Ormai, anche i pi\u00f9 lenti a comprendere, dovrebbero aver cominciato ad aprire gli occhi: e, bench\u00e9 viviamo in una cultura dell&#8217;effimero, che \u00e8 nemica della memoria, dovremmo ricordare altri fatti analoghi che si sono verificati negli Stati Uniti, in Spagna, in Gran Bretagna, in Francia, in Russia, per non parlare di quello che, ormai quotidianamente, sta accadendo in Nigeria, in Somalia, in Kenya, in Algeria, in Libia, in Egitto, in Iraq, in Siria, in Pakistan, in Indonesia, nelle Filippine e in altri luoghi ancora.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 di cui anche i pi\u00f9 buonisti, i pi\u00f9 pacifisti e i pi\u00f9 terzomondisti dovrebbero aver preso atto, \u00e8 che l&#8217;Islam &#8212; non tutto, certo, ma una buona parte di esso: quella pi\u00f9 radicale, che \u00e8 poi quella pi\u00f9 atta ad infiammare le menti e a fare proseliti, ha dichiarato guerra alla civilt\u00e0 cristiana: non alla civilt\u00e0 &quot;occidentale&quot; (che non esiste: perch\u00e9 la civilt\u00e0 europea \u00e8 altra cosa da quella americana), ma alla civilt\u00e0 cristiana; e, se le prime vittime sono state le antichissime comunit\u00e0 cristiane residenti nel Nord Africa e nel Medio Oriente, ora le vittime designate sono i cristiani in quanto tali, a cominciare da quelli d&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Certo, anche i musulmani sciiti, anche gli ebrei, anche i buddisti e gli ind\u00f9 sono visti come nemici dal fondamentalismo sunnita, e, non di rado, colpiti a morte, perfino nei simboli millenari della loro presenza (come i Buddha scolpiti sulle rocce di Bamiyan, in Afghanistan); per\u00f2 i cristiani, in quanto tali, restano l&#8217;obiettivo privilegiato. Gli studenti di una corriera sono stati fatti scendere e recitare i versetti del Corano: chi non lo sapeva fare, ed era perci\u00f2 riconosciuto come cristiano, veniva ucciso; gli altri, sono stati risparmiati. Il messaggio \u00e8 chiaro, fin troppo &#8212; almeno per chi lo vuol capire, per chi non indossa il paraocchi ideologico.<\/p>\n<p>Se \u00e8 stata dichiarata guerra alla nostra societ\u00e0, in quanto civilt\u00e0 cristiana &#8212; anche se, in effetti, la nostra \u00e8 una civilt\u00e0 post-cristiana, se non proprio anti-cristiana: ma questo, i fanatici sunniti non lo sanno, o fingono di non saperlo -, allora dobbiamo difenderci: a meno che la paralisi spirituale che ci affligge da molto tempo non ci abbia tolto anche l&#8217;istinto della sopravvivenza, e noi siamo spiritualmente pronti per farci conquistare, sottomettere, sterminare. Il che \u00e8 possibile. Non si predica il nulla, per decenni, impunemente: la responsabilit\u00e0 che grava sui nostri sedicenti uomini di cultura, nel distruggere le basi stesse della nostra vita spirituale e nel diffondere teorie nichiliste, relativiste e auto-distruttive, al limite del suicidio morale, \u00e8 immensa.<\/p>\n<p>Insomma, siamo sotto un duplice attacco: materiale e spirituale. Materialmente, siamo minacciati dal terrorismo islamico fin nelle nostre citt\u00e0 e nei nostri luoghi di lavoro; spiritualmente, il fondamentalismo islamico si accinge a conquistare quel che resta dell&#8217;anima europea: scettica, relativista, indolente, rassegnata. Il tasso di natalit\u00e0 zero \u00e8 il segno pi\u00f9 visibile del nostro disamore verso noi stessi, della nostra perdita di speranza nel futuro, nonch\u00e9 della rottura del patto generazionale: e la nostra societ\u00e0, sempre pi\u00f9 vecchia, sempre pi\u00f9 stanca e sfiduciata, ma anche sempre pi\u00f9 consumista e piena di pretese, di diritti da far valere, veri o presunti, \u00e8 ormai matura per essere conquistata da altre forze spirituali, a meno che vi sia un soprassalto di consapevolezza proprio all&#8217;ultima ora.<\/p>\n<p>Non possiamo aspettarci di essere credibili, se noi, per primi, non crediamo in noi stessi, nei nostri valori, nella nostra tradizione; non possiamo realisticamente aspettarci che altri li rispettino, se noi non lo facciamo; non possiamo pensare di essere il modello universale di una societ\u00e0 democratica, tollerante e armoniosa, se non siamo disposti a fare il bench\u00e9 minimo sacrificio per difendere ci\u00f2 che abbiamo ricevuto dai nostri genitori e per trasmetterlo ai nostri figli (anzi, attraverso le diffuse pratiche abortive, se siamo ben decisi a negare ai nostri figli persino il &quot;diritto&quot; primario tanto caro alla cultura liberale: quello alla vita).<\/p>\n<p>Su questa situazione generale si inserisce la questione dei cosiddetti migranti. Abbiamo voluto considerare il problema sotto un&#8217;ottica buonista e progressista, impregnata di filantropismo a buon mercato. Non abbiamo capito che era un problema politico, e che interpellava il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti. Si tratta di sapere se vogliamo lasciare loro in eredit\u00e0 l&#8217;Europa, cos\u00ec come noi l&#8217;abbiamo conosciuta, o se vogliamo che essa scompaia in un calderone di popoli, nel quale i nostri figli e nipoti saranno solo una minoranza, forse tollerata, forse perseguitata, comunque non pi\u00f9 padrona di decidere il proprio destino.<\/p>\n<p>Qualche migliaio di profughi pongono un problema umanitario; milioni e milioni di profughi, o di supposti tali, pongono un problema politico di lunga durata. Non si pu\u00f2 fare della generosit\u00e0 all&#8217;ingrosso con quel che non ci appartiene: e il futuro dei nostri figli e nipoti non \u00e8 cosa che ci appartenga; \u00e8 qualcosa che noi dovremmo custodire gelosamente e, quando verr\u00e0 il momento, trasmettere loro intatta, perch\u00e9 possano decidere che farne, in piena libert\u00e0. Diversamente, \u00e8 come se noi scaricassimo sulle spalle dei nostri eredi il peso di un debito di cui essi non hanno colpa, ma che qualcuno esiger\u00e0 che venga pagato: e lo esiger\u00e0 da loro, non da noi, che non ci saremo pi\u00f9 e che non saremo chiamati a rispondere dei nostri errori.<\/p>\n<p>Oltre a questo, \u00e8 ormai evidente che, nella massa dei cosiddetti migranti, che in effetti sono degli invasori, e sia pure pacifici, vi sono migliaia e migliaia di terroristi, effettivi o potenziali: e si \u00e8 visto che perfino fra gli immigrati di terza generazione i gruppi terroristi islamici riescono facilmente a fare proseliti e ad arruolare spietati assassini per colpire la societ\u00e0 che li ha accolti, che li ha sfamati, che ha assicurato loro un futuro. Dopo aver constatato fatti del genere, sarebbe sommamente ingenuo aspettarsi ancora della gratitudine: vi sono culture nelle quali essere accolti, sfamati, aiutati non \u00e8 considerato come un segno di bont\u00e0, ma di debolezza: culture nelle quali, davanti ai segnali di debolezza, si alza la posta delle pretese, del desiderio di rivalsa.<\/p>\n<p>Sia chiaro che il fenomeno delle migrazioni dal Sud al Nord della Terra ha avuto origine anche, e in buona misura, dal cieco egoismo di una politica irresponsabile, dal saccheggio operato dalle banche e dalle multinazionali; \u00e8 altrettanto evidente, tuttavia, che il cittadino medio europeo no porta alcuna responsabilit\u00e0 personale per tutto questo e non \u00e8 giusto, quindi, che ora lo si voglia far sentire in dovere di &quot;rimediare&quot; all&#8217;egoismo dei Paesi benestanti, accogliendo indiscriminatamente chiunque pretenda di essere accolto nella nostra societ\u00e0. Il senso di colpa, sotto il quale lo si vorrebbe schiacciare, non ha ragione di esistere: non pi\u00f9 di quanto sarebbe ragionevole che il figlio perbene di un delinquente si debba sentire in colpa per i crimini paterni.<\/p>\n<p>Certo, l&#8217;Europa e gli Stati Uniti dovrebbero mutare radicalmente il loro atteggiamento verso l&#8217;economia dei Paesi del Sud della Terra; dovrebbero fare pressioni sulle banche e sulle multinazionali affinch\u00e9 desistano dalle loro politiche di usura e di sfruttamento: le stesse, del resto, che stanno massacrando le nostre classi medie, che stanno distruggendo il piccolo risparmio e che stanno portando anche i nostri popoli verso la disoccupazione, la povert\u00e0 e la perdita di speranza nel futuro. I governi dei Paesi del Nord dovrebbero modificare le loro politiche economiche, resi pi\u00f9 sagge dall&#8217;esperienza che, davanti a uno sfruttamento selvaggio, i popoli del Sud non trovano altra risorsa che quella di mettersi in movimento per entrare a far parte, ospiti non invitati n\u00e9 desiderati, del nostro mondo.<\/p>\n<p>La globalizzazione, che ci viene presentata come un valore positivo, non \u00e8 che l&#8217;ideologia dei grandi poteri finanziari che si arricchiscono sempre di pi\u00f9, impoverendo l&#8217;umanit\u00e0 intera, tanto nei Paesi del Sud che in quelli del Nord: sono quei poteri che dobbiamo considerare come i nostri nemici; e, guarda caso, sono gli stessi che stanno facendo di tutto per distruggere le basi morali della nostra convivenza civile (si veda l&#8217;offensiva omosessualista nei programmi educativi scolastici), per farci scordare la nostra tradizione, per renderci analfabeti del nostro passato. Davanti alla minaccia di distruzione della nostra cultura e della nostra civilt\u00e0, davanti al progetto di azzeramento della nostra identit\u00e0, noi dovremmo, semmai, stringere un patto di solidariet\u00e0 e di collaborazione con i popoli del Sud della Terra, affinch\u00e9 ciascuno di noi si batta, ciascuno in casa propria, per respingere questa offensiva sistematica e questo programma di annientamento culturale e spirituale.<\/p>\n<p>Tuttavia, davanti alla quotidiana invasione del nostro continente da parte di masse incontrollate e incontrollabili di &quot;migranti&quot;, noi abbiamo non solo il diritto, ma anche il dovere di difenderci. Le politiche buoniste e progressiste ci hanno portati fin sull&#8217;orlo del precipizio: \u00e8 tempo di svegliarci, finch\u00e9 siamo in tempo, e di reagire. Quel che sta accadendo ai cristiani dell&#8217;Africa e dell&#8217;Asia dovrebbe metterci in guardia su quel che potrebbe accadere a noi, domani, in casa nostra. E l&#8217;ironia di tutto questo \u00e8 che noi, ma soprattutto i nostri figli, pagheremo per una identit\u00e0 religiosa che ormai non ci appartiene pi\u00f9: pagheremo per essere i figli di una civilt\u00e0 cristiana, pur avendo ripudiato, e da molto tempo, lo spirito del cristianesimo.<\/p>\n<p>La nostra debolezza, il nostro essere indifesi davanti a forze decise e spietate, che puntano alla nostra conquista e alla nostra distruzione, dipende anche dall&#8217;ignavia, dalla vilt\u00e0 e dalla malafede con le quali abbiamo cercato di nascondere, insabbiare, edulcorare il nostro stesso passato. I nostri studenti di liceo e di universit\u00e0 non vengono a sapere, dai libri su cui studiano e dai professori che dovrebbero istruirli, che migliaia di cristiani sono stati perseguitati a morte dai giacobini, al tempo della Rivoluzione francese; e che decine di migliaia di cristiani sono stati perseguitati a morte, nel Messico e in Spagna, fra l&#8217;inizio del XX secolo e gli anni Trenta; che milioni di cristiani sono stati perseguitati a morte in Unione Sovietica, dal 1917 fino quasi al termine della Guerra Fredda e alla caduta del regime comunista.<\/p>\n<p>Tutte queste vittime sono state uccise da governi europei, o figli della civilt\u00e0 europea (nel caso del Messico); e la totale ignoranza di tali fatti, da pare nostra, ha creato le condizioni favorevoli perch\u00e9 noi, ora, ci troviamo pi\u00f9 che mai inermi e impreparati davanti a una minaccia mortale che ci aggredisce dall&#8217;esterno. Non abbiamo voluto vedere che l&#8217;odio anticristiano ha le proprie radici nella nostra stessa civilt\u00e0; non dovremmo meravigliarci troppo se altre culture ne hanno fatto la propria bandiera, per dare l&#8217;assalto alla fortezza Europa. Una fortezza ormai sguarnita, rassegnata, matura per la resa: perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 guarnigione pi\u00f9 debole di quella che non conosce il valore della cittadella che \u00e8 chiamata a difendere.<\/p>\n<p>Ora i governi dell&#8217;Unione Europea, e la stessa Unione Europea, stanno cominciando a prendere coscienza del fatto che non si pu\u00f2 seguitare con la politica dell&#8217;\u00abavanti, c&#8217;\u00e8 posto\u00bb e che non basta la buona volont\u00e0: \u00abaggiungi un posto a tavola\u00bb \u00e8 cosa che si pu\u00f2 fare entro certi limiti oggettivi, oltrepassati i quali si provoca il caos; di fatto, non si possono aggiungere posti a tavola indefinitamente, non si pu\u00f2 far finta di non vedere che si tratta di mettere a disposizione decine di milioni di posti e che ci\u00f2, oltretutto, cambierebbe per sempre la fisionomia etnica e culturale del nostro continente e metterebbe la parola &quot;fine&quot; alla nostra civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Tuttavia, le reazioni politiche sono ancora esitanti e dominate da scrupoli buonisti e legalisti. Si vorrebbe introdurre una distinzione fra &quot;profughi&quot;, aventi diritto all&#8217;asilo politico, e &quot;migranti economici&quot;, che andrebbero respinti. Non \u00e8 cos\u00ec semplice. A parte il fatto che la distinzione, in moltissimi casi, \u00e8 praticamente impossibile, resta il fatto &#8212; di cui nessuno parla, perch\u00e9 considerato troppo politicamente scorretto &#8212; che il diritto di asilo, stabilito nella Convenzione di Ginevra del 1951 per ragioni di religione, nazionalit\u00e0, appartenenza a un determinato gruppo sociale e opinioni politiche, \u00e8 semplicemente inapplicabile, se si pretende di garantirlo non a singoli individui, ma di estenderlo a popolazioni intere. Se in una quarantina di Paesi del mondo scoppia la guerra, non milioni, ma miliardi di persone avrebbero il &quot;diritto&quot; di ottenere lo status di profughi: il che \u00e8 palesemente assurdo, Tutti lo vedono e lo capiscono, ma nessuno osa dirlo; e si va avanti con le ipocrisie, con i palliativi e con le mezze misure. Forse che i popoli europei, nell&#8217;inferno della Seconda guerra mondiale, pretesero di essere accolti in massa entro i confini degli Stati neutrali, invocando lo stato di necessit\u00e0 che li spingeva a fuggire dalle loro case? Niente affatto: rimasero al loro posto, sotto le bombe, sopportando il freddo e la fame: rimasero per poter ricominciare, a guerra finita, ricostruendo ogni cosa dalle macerie e per offrire una speranza ai loro figli.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la verit\u00e0, sfrondata dalla demagogia buonista. Il mondo non \u00e8 e non potr\u00e0 mai essere il luogo paradisiaco ove tutti hanno solo dei diritti. Ciascuno deve lottare per difendere ci\u00f2 che ama&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli attentati terroristici sulla spiaggia di Sousse, in Tunisia, o nella fabbrica vicino a Lione, o nella moschea sciita di Kuwait City, non sono che gli<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[109,110,124,133],"class_list":["post-25212","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-chiesa-cattolica","tag-civilta","tag-educazione","tag-europa"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25212","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25212"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25212\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25212"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25212"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25212"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}