{"id":25207,"date":"2009-07-08T07:14:00","date_gmt":"2009-07-08T07:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/07\/08\/nella-notte-estiva-solcata-dai-lampi-le-foglie-dei-pioppi-stormiscono-al-vento\/"},"modified":"2009-07-08T07:14:00","modified_gmt":"2009-07-08T07:14:00","slug":"nella-notte-estiva-solcata-dai-lampi-le-foglie-dei-pioppi-stormiscono-al-vento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/07\/08\/nella-notte-estiva-solcata-dai-lampi-le-foglie-dei-pioppi-stormiscono-al-vento\/","title":{"rendered":"Nella notte estiva solcata dai lampi le foglie dei pioppi stormiscono al vento"},"content":{"rendered":"<p>Chiss\u00e0 quante volte abbiamo guardato uno spettacolo del genere, ma senza vederlo realmente: per chi lo sa vedere, \u00e8 tutta un&#8217;altra cosa.<\/p>\n<p>Nella notte chiara di mezza estate, quando il crepuscolo si prolunga interminabile ed il cielo resta chiaro e luminoso fino alle prime ore del mattino, la voce degli alberi agitati dal vento acquista un suono nuovo e diverso, spettacolare e sorprendente.<\/p>\n<p>Mentre lampi diffusi, estremamente vividi, squarciano di continuo l&#8217;orizzonte e illuminano a giorno la boscaglia che ricopre il letto sassoso del grande fiume, milioni e milioni di foglioline di pioppo, sussultando sui loro lunghissimi piccioli, danzano e si scuotono senza pace, come se una mano possente, ma invisibile, le agitasse misteriosamente.<\/p>\n<p>\u00c8 una voce composita, che scaturisce da innumerevoli fronde e che riunisce in s\u00e9 la foga selvaggia di un alito incontenibile e la modulata dolcezza carezzevole, quasi sensuale, di una forza grandiosa, ma amica, che trae dal grembo della notte sempre la stessa eco.<\/p>\n<p>Nessun canto di grillo, nessuna voce di uccello, neppure la voce dell&#8217;acqua che scorre vicina e lambisce il vasto isolotto ghiaioso, si odono nella semioscurit\u00e0 che regna sotto le chiome degli alberi: soltanto lo stormire ed il fremere delle foglie dei pioppi, innumerevole, maestoso, quasi ossessionante, che riempie di s\u00e9 questa notte di luglio che pare stregata.<\/p>\n<p>\u00c8 fantastico il contrasto che si crea fra il cielo opalescente e le foglie inferiori degli alberi che, viste dal basso, formano un disegno scurissimo e frastagliato, in perenne movimento, al di sopra dei fusti possenti che si slanciano in alto, simili alle colonne di una fantasmagorica cattedrale senza pareti e senza volta.<\/p>\n<p>Di tratto in tratto, laggi\u00f9, verso mezzogiorno, da dove spira questo vento rinfrescante eppure caldo, delizioso sulla pelle come una carezza, si scorge il disco giallo della luna piena, solenne, intangibile, contornato da uno scenario di nubi fra l&#8217;indaco e il violetto.<\/p>\n<p>Spettacolo vasto, grandioso, quello del cielo baluginante che a tratti s&#8217;illumina e quello del concerto poderoso di infinite foglie solcate dal vento, come un mare lontano che si frange sugli scogli di una riva strana e dimenticata.<\/p>\n<p>Il temporale \u00e8 lontano, laggi\u00f9, da qualche parte: ora si avvicina, ora si allontana, come un viandante dai passi incerti nella notte.<\/p>\n<p>\u00c8 un vento saturo di umidit\u00e0, questo che corre fra gli alberi e scuote con vigore le chiome e le fronde; si sente la pioggia vicina, che tuttavia non si decide a cadere. Dopo la giornata calda ed afosa, pare che la natura gema, invocando il refrigerio dell&#8217;acqua.<\/p>\n<p>Eppure la pioggia non viene, il temporale non si scatena; continua a mulinare tutto intorno, ad andare tentoni ora qui, ora l\u00e0: e non erompe mai con tutta la sua forza, che, quasi certamente, in questo momento sta sfogando altrove.<\/p>\n<p>Non resta che attendere e lasciar fare a lui.<\/p>\n<p>Intanto le foglie dei pioppi continuano a fremere in questa oscurit\u00e0 parziale, lasciando intravedere la loro luce argentea, quasi metallica, ad ogni nuovo soffio possente, simili a minuscole scaglie di sole smarrite nella notte di mezza estate; che poi, passata la raffica di vento, tornano a immergersi nel buio e ridiventano tranquille per pochi secondi, in attesa della prossima ondata.<\/p>\n<p>Potrebbero essere i cavalli di una travolgente cavalcata che viene da un altro mondo e riempie il cielo del fragore inafferrabile di mille e mille sogni, di ricordi che parevano dimenticati ed invece si ridestano al richiamo di un pifferaio magico.<\/p>\n<p>In questo orizzonte vasto, non interrotto da alcun segno di presenza umana, ma solo, in distanza, dallo sfondo delle colline e delle montagne violette, si respira un&#8217;aria di infinita libert\u00e0, cos\u00ec forte e penetrante che quasi d\u00e0 un senso di vertigine, di ubriachezza.<\/p>\n<p>Le fronde dei pioppi stormiscono al vento, le foglie si scuotono e certamente stanno parlando, stanno rivolgendo un discorso: ma quale? Possibile che la loro voce possente, innumerevole, rimanga muta per l&#8217;orecchio umano; possibile che abbiamo smarrito la chiave del loro linguaggio segreto?<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 dubbio che ci stanno parlando, come ogni altra cosa, del resto, che possieda un&#8217;anima: e i pioppi, il fiume, la notte, il vento e la luna, sono tutte creature viventi e senzienti, sono tutte dotate di un&#8217;anima.<\/p>\n<p>L&#8217;anima non pu\u00f2 fare a meno di parlare: \u00e8 nella sua natura. Bisogna imparare ad intenderne la voce, a riconoscerne l&#8217;alfabeto. Solo chi \u00e8 povero di anima, non intende mai quella voce e non impara mai a riconoscere quell&#8217;alfabeto: che \u00e8 come dire che vive sulla terra come un corpo estraneo, opaco e senza splendore.<\/p>\n<p>Lo splendore delle mille e mille foglioline dei pioppi, simili a scaglie di sole smarrite nella notte di mezza estate, \u00e8 una canzone che sgorga dal profondo e si ammanta di splendore, di infinita bellezza e armonia: basta fare silenzio per riuscire a coglierla.<\/p>\n<p>Per sentire, bisogna imparare a tacere; per vedere, bisogna imparare a chiudere gli occhi del corpo; per capire, bisogna imparare ad andare oltre il pensiero razionale, puramente strumentale e calcolante.<\/p>\n<p>Solo se si \u00e8 in grado di fare questo, si incomincia a percepire il linguaggio segreto delle cose, a decifrare la canzone degli alberi agitati dal vento, del fiume che corre nella notte d&#8217;estate, lento e maestoso, in direzione del mare.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, c&#8217;\u00e8 un tempo per ogni cosa: c&#8217;\u00e8 un tempo per parlare ed uno per ascoltare; uno per domandare ed uno per rispondere; uno per partite ed uno per rimanere. Le cose sono pronte per noi, quando noi siamo pronti per esse. Non si arriva per caso a comprendere il linguaggio dei pioppi frementi nel vento notturno; non si arriva per caso a vedere la luna affacciarsi fra balconi di nuvole indaco e violetto.<\/p>\n<p>Occorre un lungo percorso per arrivarci: un percorso solitario, animato da una esigente volont\u00e0 di chiarezza e da un ardente bisogno di verit\u00e0 interiore. Nessun libro pu\u00f2 insegnare come trovarlo, nessuna carta topografica pu\u00f2 mostrare la strada da percorrere.<\/p>\n<p>Non esistono scorciatoie, non esistono astuzie. Scorciatoie ed astuzie possono funzionare, talvolta, nel mondo degli uomini, dominato dalla menzogna ed dall&#8217;inganno; ma non servono a nulla nel mondo dell&#8217;anima, che \u00e8 fatto di purezza e verit\u00e0.<\/p>\n<p>Quando l&#8217;anima, purificata dal lungo cammino solitario, si \u00e8 liberata dalle incrostazioni pi\u00f9 grossolane che ne offuscano la vista interiore, allora e solo allora si incomincia a vedere, si incomincia a udire, si incomincia a comprendere.<\/p>\n<p>Non prima.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un tempo per ogni cosa; e ogni cosa conosce il proprio tempo. Le cose non avvengono a caso, mai: il caso \u00e8 la veste che noi siamo soliti confezionare per coprire la nostra ignoranza. Ma lo facciamo con cattiva coscienza e con astuzia da quattro soldi, cercando delle scorciatoie che non portano da nessuna parte.<\/p>\n<p>Non dovremmo vergognarci di ignorare tante cose; al contrario: dovremmo riconoscerlo con la massima franchezza, perch\u00e9 solo cos\u00ec possiamo sperare di risalire la china dell&#8217;ignoranza e restituire un po&#8217; di bellezza alla nostra anima.<\/p>\n<p>L&#8217;anima ignorante e presuntuosa \u00e8 opaca, \u00e8 priva di attrattiva: riesce a sedurre solo le anime che sono altrettante povere e vuote, altrettanto vanitose e superficiali. C&#8217;\u00e8 poco da gloriarsi, in quel caso: non \u00e8 certo la quantit\u00e0 che significa qualcosa.<\/p>\n<p>Un&#8217;anima vuota pu\u00f2 attrarre decine e decine di anime vuote, ma non avr\u00e0 nulla da dare o da ricevere; ma un&#8217;anima bella che attrae un&#8217;altra anima bella, avranno infiniti doni da offrirsi l&#8217;un l&#8217;altra, e il loro incontro non perir\u00e0.<\/p>\n<p>Nessun incontro perisce, quando l&#8217;anima \u00e8 pura; nessuna voce va perduta, quando ha imparato a mettersi in ascolto.<\/p>\n<p>Questa canzone che cantano migliaia di foglie di pioppo, nella notte d&#8217;estate solcata dai lampi di un temporale lontano, \u00e8 un inno alla bellezza, una offerta di pace, un incoraggiamento a perseverare, una promessa di felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Bisogna saperla udire, bisogna saperla decifrare. Ma ci\u00f2 non dipende da noi: \u00e8 un dono che viene dall&#8217;alto, e non giunge a caso.<\/p>\n<p>Quando l&#8217;anima si \u00e8 sforzata con tutta se stessa di ritornare a quella pienezza dalla quale proviene e alla quale aspira, allora le giunge il dono: il dono di spalancare i sensi interiori, di allargare e moltiplicare la propria percezione della realt\u00e0.<\/p>\n<p>Le anime pi\u00f9 meritevoli &#8211; quelle dei santi, degli illuminati, degli spiriti puri &#8211; possono perfino oltrepassare i confini dello spazio e del tempo, oltrepassare i limiti delle leggi fisiche. Vi sono stati, vi sono e vi saranno uomini e donne d&#8217;eccezione che si librano nell&#8217;aria senza peso, che parlano con le piante e gli animali, che viaggiano fuori del corpo, che leggono nel passato e nel futuro, che vedono perfettamente ci\u00f2 che \u00e8 lontano e ci\u00f2 che \u00e8 nascosto.<\/p>\n<p>Le anime pi\u00f9 grandi possono vincere la morte, trionfare della carne, assumere un corpo di luce, glorioso e indistruttibile.<\/p>\n<p>A un livello pi\u00f9 modesto, l&#8217;anima che incomincia a vedere la luce \u00e8 in grado di intendere il linguaggio segreto delle cose, di comprendere le parole del vento, della notte, del fiume, dei lampi e degli alberi.<\/p>\n<p>Dopo di che, poco a poco, l&#8217;anima incomincia ad innalzarsi, a vedere le cose nella loro interezza, a riconoscere la propria missione: comprende quale sia il messaggio che le \u00e8 stato affidato, e arde dal desiderio di realizzare quanto deve.<\/p>\n<p>A nessuna anima verr\u00e0 chiesto di rendere conto a quante altre anime avr\u00e0 saputo trasmettere il messaggio; ma se lo avr\u00e0 saputo fare con assoluta fedelt\u00e0, e sia pure mettendosi in relazione con un&#8217;anima sola. Non \u00e8 poco, tutt&#8217;altro.<\/p>\n<p>Raggiungere un&#8217;altra anima in profondit\u00e0, farle del bene, aiutarla e sostenerla nei passaggi difficili, incoraggiarla nelle sue potenzialit\u00e0 migliori, \u00e8 cosa di tutto rispetto: pi\u00f9 che a sufficienza per giustificare il cammino della vita.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 questa, dopotutto, \u00e8 la ragione per cui si viene al mondo: per amare e non per odiare, per aiutare e non per incrudelire.<\/p>\n<p>Tutto il resto non \u00e8 che polvere, rumore, apparenza.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>Intanto le chiome dei pioppi si curvano e si piegano sotto le raffiche di una mano invisibile, la mano del vento nella notte estiva popolata di lampi.<\/p>\n<p>Levando lo sguardo verso l&#8217;alto, il cielo ancora debolmente luminoso, nonostante l&#8217;ora tardissima, si staglia al di sopra della nera massa delle fronde dei pioppi, formando un contrasto inconsueto che ricorda vagamente le \u00abnotti bianche\u00bb delle regioni pi\u00f9 settentrionali.<\/p>\n<p>Solo fra qualche ora il cielo diverr\u00e0 interamente buio; ma l&#8217;oscurit\u00e0 avr\u00e0 una durata brevissima, perch\u00e9, in questa stagione, l&#8217;aurora comincia a delinearsi molto per tempo, accolta dal saluto festoso di migliaia e migliaia di uccelli.<\/p>\n<p>Domani sar\u00e0 un altro giorno, e la luce del giorno riporter\u00e0 ciascuno al proprio lavoro e alle proprie preoccupazioni.<\/p>\n<p>Ma intanto noi siamo qui, nel vento tiepido della notte estiva, avvolti dalle parole incessanti di migliaia di foglioline di pioppo, simili a scaglie smarrite di sole. Non si stancano di parlare, di comunicare il loro messaggio. Aspettano un&#8217;anima che lo capisca e che lo accolga.<\/p>\n<p>Loro, non hanno fretta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiss\u00e0 quante volte abbiamo guardato uno spettacolo del genere, ma senza vederlo realmente: per chi lo sa vedere, \u00e8 tutta un&#8217;altra cosa. 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