{"id":25203,"date":"2016-07-13T08:17:00","date_gmt":"2016-07-13T08:17:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/07\/13\/floriana-de-marchi-una-storia-semplice\/"},"modified":"2016-07-13T08:17:00","modified_gmt":"2016-07-13T08:17:00","slug":"floriana-de-marchi-una-storia-semplice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/07\/13\/floriana-de-marchi-una-storia-semplice\/","title":{"rendered":"Floriana De Marchi, una storia semplice"},"content":{"rendered":"<p>Quella di Floriana De Marchi, ex suora delle Missionarie Francescane del Sacro Cuore, nata a Cavasagra di Vedelago, una frazione di neanche 2.000 abitanti in provincia di Treviso, e morta nel 2004, dopo essere stata praticamente costretta a uscire dall&#8217;ordine religioso e aver fondato il movimento dei Cenacoli Serafici, tuttora vivo e vegeto, specialmente in Lazio, dove era stata trasferita dalle autorit\u00e0, \u00e8 una storia relativamente semplice e, a nostro parere, altamente istruttiva riguardo a certe contraddizioni esistenti nella realt\u00e0 ecclesiale odierna. La storia di suor Floriana, infatti, e dei suoi non pochi seguaci, i quali, a Borgo Grappa (Latina), con la collaborazione di un&#8217;altra sorella, suor Nicolina, che l&#8217;aveva seguita dalla casa di Castagnole (Treviso), e di un frate cappuccino di Centocelle (Roma), padre Egidio Loi, hanno creato un centro di spiritualit\u00e0, l&#8217;Eremo di Bassiano, in provincia di Latina, che tuttora stampa una piccola rivista bimestrale a diffusione nazionale, \u00e8 la storia di una scelta drammatica tra la fedelt\u00e0 a Dio e la fedelt\u00e0 alla Chiesa: o, per essere pi\u00f9 precisi, tra la fedelt\u00e0 a delle apparizioni soprannaturali non riconosciute dalla Chiesa cattolica, ed una Chiesa &quot;ufficiale&quot; che fatica a conciliarsi con i fenomeni del soprannaturale, con i veggenti, con la piet\u00e0 popolare, specialmente se orientati nel senso di un cattolicesimo rigoroso e perci\u00f2 non in linea con i nuovi indirizzi &quot;ecumenici&quot; e modernizzanti che si sono diffusi dopo il Concilio Vaticano II.<\/p>\n<p>Si ha l&#8217;impressione, infatti, studiando la vicenda che ha al centro le apparizioni e le rivelazioni di suor Floriana, che il vero nodo irrisolto, la vera pietra d&#8217;inciampo fra il movimento da lei fondato e la Chiesa gerarchica e visibile, non sia rappresentato principalmente dalla questione della veridicit\u00e0 e della effettiva soprannaturalit\u00e0 dei messaggi dei quali la religiosa si \u00e8 fatta portatrice, ma un po&#8217; tutto l&#8217;insieme della sua spiritualit\u00e0, del suo atteggiamento verso il mondo moderno, delle sue convinzioni in materia di morale e di come la Chiesa stessa dovrebbe porsi nei confronti della societ\u00e0 laicista e secolarizzata. In breve, si ha l&#8217;impressione che, in piccolo, la storia di suor Floriana riproduca quel che \u00e8 accaduto, e sta tuttora accadendo, su una scala molto pi\u00f9 vasta, con le apparizioni soprannaturali di Medjugorje. L\u00e0 si tratta di un movimento di religiosit\u00e0 spontanea che coinvolge, ormai, milioni di fedeli; qui, di un gruppo relativamente ristretto, con alcune migliaia di seguaci, ma le due situazioni sembrano avere in comune soprattutto un elemento: il fastidio, l&#8217;insofferenza, il disappunto di una Chiesa ormai decisamente volta a dialogare comunque con il mondo moderno, anche a costo di transigere su alcuni principi fondamentali e di mettere in secondo piano la dimensione della spiritualit\u00e0 e il rigore nella coerenza di vita, nei confronti di un tipo di religiosit\u00e0 popolare che non \u00e8 disposto a subire passivamente una simile &quot;svolta antropologica&quot; della teologia, un simile tipo di ecumenismo, ma, al contrario, vuol tornare alle sorgenti della fede, cos\u00ec come la Chiesa le aveva sempre coltivate fino al Vaticano II, insistendo sul dovere della coerenza sul piano della vita personale, della preminenza della dimensione spirituale su quella sociale, della assoluta fedelt\u00e0 ai principi eterni e immutabili stabiliti in secoli e secoli di storia della Chiesa, ribaditi dal Concilio di Trento e confermati dal Concilio Vaticano I: senza dimenticare tutti i documenti papali, come il <em>Sillabo<\/em> di Pio IX o l&#8217;enciclica <em>Pascendi<\/em> di san Pio X, i quali, pur se dispiacciono ai cattolici progressisti, hanno affermato con estrema chiarezza quale sia la posizione del Magistero nei confronti delle varie manifestazioni della civilt\u00e0 moderna che si pongono in evidente e stridente contrasto con la lettera e con lo spirito del Vangelo.<\/p>\n<p>Quanti si sono presi la briga di accostarsi al movimento dei Cenacoli Serafici, anche solo per studiarlo da un punto di vista storico e antropologico, non hanno evitato d&#8217;incorrere in una serie di stereotipi e pregiudizi tipicamente progressisti e modernisti, ad esempio laddove hanno evidenziato i contenuti &quot;tradizionalisti&quot; e &quot;preconciliari&quot; del movimento stesso, oppure dove hanno sottolineato l&#8217;estrazione socio-culturale, definita &quot;medio-bassa&quot;, degli aderenti ai Cenacoli, quasi che il modesto livello d&#8217;istruzione o la modesta condizione economica siano, di per s\u00e9, dei fattori tali da squalificare la seriet\u00e0 e la credibilit\u00e0 di un orientamento religioso. Si tratta di un approccio che tradisce la supponenza e la presunzione con cui certi cattolici progressisti si accostano alle manifestazioni della religiosit\u00e0 popolare e alle visioni soprannaturali non riconosciute ufficialmente dalla Chiesa, magari proprio perch\u00e9 hanno un sapore non moderno e appaiono poco inclini all&#8217;accomodamento con gli stili di vita della societ\u00e0 contemporanea, e assai rigorosi in fatto di comportamento etico personale. Per esempio, nella rivista dei Cenacoli Serafici si insiste molto sulla virt\u00f9 cristiana della pudicizia e si definiscono le spiagge estive, con il loro brulicare di corpi seminudi e di atteggiamenti erotizzanti, come altamente contrari alla morale cristiana, laddove la stampa cattolica <em>politically corretct<\/em>, come il diffusissimo settimanale <em>Famiglia cristiana<\/em> o come il mensile <em>Madre<\/em>, non ha problemi ad inserire pubblicit\u00e0 nelle quali il succinto abbigliamento balneare viene mostrato come perfettamente normale e compatibile con la vita cristiana. Questo \u00e8 solo un esempio; ma, ripetiamo, l&#8217;impressione \u00e8 che quel che veramente dispiace, nel movimento creato da suor Floriana, non sia la disobbedienza nei confronti delle autorit\u00e0 superiori (le quali, in pratica, le avevano chiesto di tirare un rigo sopra le sue visioni e di non parlarne pi\u00f9 con anima viva), ma il fatto di essersi posto di traverso in un momento storico, gli anni Sessanta del &#8216;900 &#8211; e, naturalmente, anche in seguito &#8211; in cui la Chiesa post-conciliare cercava una sorta di <em>modus vivendi<\/em> con il mondo moderno e con la societ\u00e0 secolarizzata, volendo farsi accettare e legittimare dalla stessa cultura laicista, allora (come oggi) dominante, anche a costo di sacrificare quei credenti, sia religiosi che laici, i quali non condividevano tale &quot;svolta&quot; ed erano ben decisi a rimanere fedeli al Magistero pre-conciliare, cio\u00e8 alla Chiesa cattolica di sempre.<\/p>\n<p>La parte pi\u00f9 controversa delle apparizioni di suor Floriana riguarda la misteriosa vicenda delle profanazioni e dei miracoli eucaristici che sarebbero avvenuti nella chiesa parrocchiale di Castagnole, fra il 1955 e il 1961, allorch\u00e9 la religiosa si trovava nella comunit\u00e0 di suore esistente in quel paese. I due vescovi aventi giurisdizione sulla vicenda, quello di Treviso, Antonio Mistrorigo, e quello di Latina, Enrico Romolo Compagnone, avviarono ciascuno una propria inchiesta sui fatti di Castagnole riferiti da suor Floriana, e giunsero entrambi a un giudizio negativo, ossia di non soprannaturalit\u00e0 delle visioni &#8212; che si sarebbero protratte per ben sette anni, per poi coinvolgere, nel 1968, a Borgo Grappa, anche la Madonna, con il suo incoraggiamento a creare i Cenacoli Serafici &#8211; e di non dimostrabilit\u00e0 delle profanazioni da lei denunciate. Ma poich\u00e9 il cappuccino padre Loi continuava prestare assistenza spirituale al nascente movimento, e poich\u00e9 un numero considerevole di persone credeva a suor Floriana e alle sue visioni, e domandava una qualche forma di riconoscimento &quot;ufficiale&quot;, nel 1982 si scomod\u00f2 addirittura l&#8217;<em>Osservatore Romano<\/em> (come gi\u00e0 accaduto per stroncare l&#8217;attendibilit\u00e0 delle visioni di un&#8217;altra mistica incompresa, Maria Valtorta), diffidando i fedeli dal riunirsi intorno a suor Floriana e ammonendoli che la Chiesa non riconosceva affatto n\u00e9 le sue visioni, n\u00e9 i Cenacoli stessi.<\/p>\n<p>Di che cosa si sarebbe trattato? La religiosa sosteneva che, a partire dal 1955, avrebbe scoperto delle gravissime profanazioni notturne del Santissimo nella chiesa di Castagnole, per odio verso il parroco e con una evidente ispirazione diabolica; che Ges\u00f9 le sarebbe poi apparso, nell&#8217;arco di sette anni, per trasmetterle messaggi in cui la esortava a creare i Cenacoli Serafici, quali presidi spirituali contro il dilagare del male nel mondo moderno e per preservare la societ\u00e0 dai castighi inevitabili; che l&#8217;allora vescovo di Treviso, Egidio Negrin (che rimase in diocesi meno di due anni, essendo morto improvvisamente nel gennaio del 1958), sarebbe stato da lei informato delle profanazioni e delle apparizioni, e che la sua malattia sarebbe stata appunto il risultato dell&#8217;essersi offerto come vittima volontaria in espiazione per quei sacrilegi. Fra parentesi, anche questo \u00e8 un concetto ben in linea con la spiritualit\u00e0 dei Cenacoli, cos\u00ec come lo \u00e8 con la Chiesa pre-conciliare, ma non lo \u00e8 con gli orientamenti pastorali odierni, i quali parlano sempre meno del peccato, e quasi per niente del concetto di &quot;sacrificio riparatore&quot;. Chi ha pi\u00f9 di cinquant&#8217;anni, infatti, ricorda benissimo che, da bambino, al catechismo, gli veniva insegnato a recitare una giaculatoria e ad offrire a Ges\u00f9 un fioretto, ogni volta che udiva una bestemmia o assisteva a una offesa a Dio o alla Madonna, in base al concetto che ogni peccato esige una riparazione, se non da chi l&#8217;ha compiuto, da qualunque anima cristiana ne sia testimone e sia in grado di farlo.<\/p>\n<p>Riportiamo il brano in cui suor Floriana ha raccontato la vicenda di Castagnole in uno dei suoi libri, errori sintattici compresi (da: <em>Ritornate alla fonte<\/em>, Eremo di Bassiano, Latina, 1989, pp. 51-54):<\/p>\n<p><em>Da pi\u00f9 mesi un odio nascosto covava in alcune persone, le pi\u00f9 vicine al nuovo sacerdote [don Egidio Capoia, morto nel 1967]; odio contro la sua opera diritta e forte. Il bisogno di agire cos\u00ec era urgente; la popolazione era stata un po&#8217; troppo quieta per tanti anni, essendo guidata da un vecchio Sacerdote. Non garbavano i suoi insegnamenti; ed alcune persone, accecate dal demonio, commisero una serie di dispetti-sacrilegi, affinch\u00e9 lui, addolorato e disperato, se ne partisse. Cominciarono con l&#8217;oltraggiare le sacre vesti (paramenti), pestandole nello sterco. Lasciate per terra vicino la porta, le trovai una mattina (Quaresima 1955), inciampando. Nessuno era presente. Le raccolsi e le portai di corsa in un angolo nascosto di casa nostra. Le Suore stavano rifacendo il letto e non mi videro. Per lo spavento non avevo notato il prezioso piviale, tutto sporco, dietro la porta della chiesa; solo ritornando lo vidi, e mi piegai per raccoglierlo. Loro, i responsabili, si fecero avanti&#8230; Con forza mi spinsero verso gli scalini della balaustra, sbattendomi la bocca e i denti; riuscii con l&#8217;aiuto del Signore a portarlo a casa. Ancora una settimana dopo, sempre alla solita ora (6), attraversata la porta della chiesa, trovai il S. Crocifisso sporcato vergognosamente: lo pulii piangendo e pregando. Speravo sempre che tutto questo bastasse, e univo ai piccoli del&#8217;asilo le mie povere suppliche.<\/em><\/p>\n<p><em>Il luned\u00ec dopo l&#8217;ottava di Pasqua (1955), entrando e genuflettendomi, mi accorsi che il S. Tabernacolo era aperto, la sacra pisside era rovesciata sugli scalini dell&#8217;Altare e alcune sacre Particole sporcate vergognosamente. Sebbene fossi spiata, cadendo in ginocchio, le pulii consumandole. Tremando e piangendo, raccolsi le altre e le deposi nella sacra pisside chiudendola. Neppure mi orizzontavo pi\u00f9, sembrandomi che la giustizia di Dio dovesse annientarci. Lo pregai con i piccoli, e, nella mia miseria, cercai di riparare con il lavoro e con il sacrificio. La diocesi era senza vescovo; Mons. Mantiero era morto alla fine di gennaio, Mons. Negrin entr\u00f2 il 15 agosto. Non si poteva parlare al Parroco per timore che facessero peggio, perch\u00e9 il Parroco se ne accorgesse. Pass\u00f2 una settimana, e il mercoled\u00ec successivo si ripet\u00e9 l&#8217;orrendo sacrilegio. Trovai ancora alla stessa ora il sacro tabernacolo aperto e la Pisside rovesciata. Poche (tre) sacre Particole erano gi\u00f9 degli scalini, sul pavimento, ma neppure si potevano distinguere dal tappeto risso, perch\u00e9 erano inzuppate di sangue. Non sapr\u00f2 mai dire ci\u00f2 che provai. Mi pareva che la terra si aprisse perlo spavento. Mi gettai sopra, quasi coprendole con la mia povera persona. Lo adorai piangendo, da farmi quasi sentire, pur non volendolo. Mi sentii toccare, alzando la testa verso l&#8217;Altare, e la Persona, la figura santissima del Signore (ai piedi dei gradini). Non saprei dire come, ma era Lui, un po&#8217; piegato verso di me, mi ordin\u00f2: &quot;Consumale. Non parlare a nessuno. Non abbandonarMi. Io ti guider\u00f2&quot;. Egli mi avrebbe sempre guidata. Furono brevi istanti, ma tanto grandi, da cambiare quasi natura. Pur facendomi tanta violenza, non poeti essere pi\u00f9 tanto scherzosa e vivace,. sembr\u00f2 che questo avvenimento mi avesse annientata, tanta fu la tristezza di quel Volto sacro e la potenza di quelle parole. La mattina seguente cominciai a vedere sul purificatoio, sull&#8217;animetta e sul corporale macchie vive di sangue &#8212; questo per sette anni -, ma non so se il Parroco vedesse ci\u00f2, perch\u00e9 non mi ha mai detto niente. Nell&#8217;aprile del 1962 &#8212; settimana dopo Pasqua &#8212; non vi di pi\u00f9 nulla. Ogni giorno, quando potevo, portavo a casa i sacri Lini e li lavavo con poca acqua, che gettavo nel fuoco, oppure per non farmi vedere , conservavo per qualche giorno in una bottiglia, e poi gettavo nel fuoco.<\/em><\/p>\n<p>Pi\u00f9 avanti suor Floriana descrive come ella mise a parte del suo segreto il vescovo Negrin, il quale, dal letto di morte, l&#8217;avrebbe incoraggiata a fare quanto Ges\u00f9 le aveva chiesto: circostanze non confermate dalle successive inchieste diocesane. Resta il fatto che sia don Capoia, il parroco di Castagnole, sia il vescovo Negrin, avevano fama d&#8217;essere uomini di Chiesa tutti d&#8217;un pezzo, poco inclini a compromessi col mondo e la mentalit\u00e0 modernista postconciliare. Semplice coincidenza?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quella di Floriana De Marchi, ex suora delle Missionarie Francescane del Sacro Cuore, nata a Cavasagra di Vedelago, una frazione di neanche 2.000 abitanti in provincia<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[109],"class_list":["post-25203","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-chiesa-cattolica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25203","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25203"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25203\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25203"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25203"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25203"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}