{"id":25198,"date":"2017-08-15T07:39:00","date_gmt":"2017-08-15T07:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/08\/15\/limbecille-benintenzionato-flagello-dellumanita\/"},"modified":"2017-08-15T07:39:00","modified_gmt":"2017-08-15T07:39:00","slug":"limbecille-benintenzionato-flagello-dellumanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/08\/15\/limbecille-benintenzionato-flagello-dellumanita\/","title":{"rendered":"L&#8217;imbecille benintenzionato, flagello dell&#8217;umanit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Un flagello si aggira ovunque e imperversa, da sempre, in estate e d&#8217;inverno, in citt\u00e0 e in campagna, negli uffici e nelle scuole, nei conventi e nelle caserme, di giorno e di notte, con il sole e con la grandine: l&#8217;imbecille pieno di zelo e di buone, anzi, di ottime intenzioni, traboccante di amore e di compassione, di solidariet\u00e0 e di altruismo. A parte la bomba atomica, il tifo petecchiale e la caduta, di tanto in tanto, di un grosso meteorite sul pianeta in cui viviamo, egli rappresenta, senza paragone, la peggiore sciagura che possa infuriare nella societ\u00e0, nonch\u00e9 la pi\u00f9 pericolosa tentazione per le anime, ispirando loro, perfino in quelle pi\u00f9 miti e pacifiche, sentimenti di avversione molto vicini all&#8217;odio e al desiderio di omicidio. Le loro buone intenzioni rendono costoro saccenti, indiscreti, invadenti, petulanti, insopportabili nella loro feroce presunzione di aver capito tutto, valutato tutto, giudicato tutto, assai meglio degli altri, a cominciare proprio da quelli che, con le situazioni di cui s&#8217;interessano (a parole), sono impegnati da anni e ne hanno ampia esperienza; e inoltre la loro imbecillit\u00e0 li rende rozzi, grossolani, maldestri, seminatori di discordia, di sospetti, incomprensioni e inimicizie. \u00c8 poco carino da dire, ma la verit\u00e0 \u00e8 che il mondo starebbe assai meglio senza di loro. Senza di loro e senza la loro imbecillit\u00e0 ottimamente intenzionata.<\/p>\n<p>Le persone sagge, responsabili, sensibili, stanno l\u00ec a soppesare, a spaccare il capello in quattro per interrogare la loro coscienza, chiedendosi se hanno fatto abbastanza, se non potevano fare di pi\u00f9 e se non potevano fare meglio; l&#8217;imbecille bene intenzionato invece no, non conosce simili scrupoli, tanto pi\u00f9 che non rivolge mai le sue prediche a se stesso, ma sempre ed esclusivamente agli altri; \u00e8 agli altri che distribuisce i suoi consigli non richiesti, che s&#8217;impegna con tutta la sua (sciagurata) buona volont\u00e0, per illuminare loro il cammino, per guidarli e confortarli, non importa se aggravando il loro malessere esistenziale, moltiplicando i loro sensi di colpa, o rimproverandoli per cose delle quali si rimproverano gi\u00e0 anche troppo, e, il pi\u00f9 delle volte, completamente a torto. L&#8217;imbecille pieno di buone intenzioni non applica mai a se stesso le proprie perle di saggezza, i propri consigli trasudanti buonismo: li rivolge agli altri, gratuitamente, ritenendo di avere una sacra e ineludibile missione da svolgere: quella di dire la verit\u00e0, e, nello steso tempo, di consigliare, indirizzare, mostrare agli altri ci\u00f2 che essi, da soli, non riescono a scorgere. Non succeder\u00e0 mai che un individuo di questa fatta diventi troppo esigente con se stesso: \u00e8 completamente assorbito a esserlo con gli altri, in nome di una &quot;verit\u00e0&quot;, di una &quot;virt\u00f9&quot; e di una &quot;carit\u00e0&quot; puramente astratte, e per le quali egli si \u00e8 auto-nominato giudice, consigliere, avvocato ed esecutore; preso nel turbine di cos\u00ec tanti impegni da assolvere, di cos\u00ec tanto bene da distribuire, non gli avanza tempo per martoriare se stesso. Si accontenta, perci\u00f2, di martirizzare gli altri; e vi trova ampie soddisfazioni morali, tali da gratificarlo a sufficienza perch\u00e9 il brav&#8217;uomo non demorda, ma persista imperterrito, un giorno dopo l&#8217;altro, un mese dopo l&#8217;altro, un anno dopo l&#8217;altro, senza stancarsi, fino alla fine dei suoi giorni. Poi, al momento delle esequie, i suoi conoscenti (superficiali) si profonderanno in lamenti per essere stati orbati di una presenza cos\u00ec &quot;umana&quot;, cos\u00ec piena di sollecitudine, cos\u00ec attivamente interessata ai bisogni di tutti. E il sacerdote, nella omelia funebre, in mezzo ad un mare di ciglia umide e di gente che tira sul col naso per trattenere la propria esulcerata commozione, lo paragoner\u00e0 ad un eroe quotidiano, a un benefattore della strada, e, forse, poco meno che ad un Angelo mandato da Dio per alleviare la fatica del vivere in questa valle d&#8217;esilio. Chi lo conosceva un po&#8217; meglio, non condivider\u00e0 tali sentimenti, ma far\u00e0 bene a tenere per s\u00e9 le proprie opinioni: esprimerle a voce alta, e sia pure con tutto il rispetto e la delicatezza di questo mondo, sia pure &quot;a freddo&quot;, cio\u00e8 a una adeguata distanza di tempo dal triste giorno dell&#8217;addio, equivarrebbe a sputare sulla tomba della propria madre. Una cosa semplicemente inaudita, una cosa assolutamente ignobile, della quale solo un barbaro o un demente sarebbero capaci di macchiarsi, non certo un essere umano degno di questo nome.<\/p>\n<p>La tecnica di cui si serve il solerte imbecille \u00e8 quella di sentirsi toccato dal destino altrui e di voler fare qualcosa per renderlo migliore; pertanto egli si investe del ruolo di benefattore del genere umano, di psicologo che ha visto e compreso le cause della sofferenza, di assistente sociale che vuole provvedervi, di moralista che riconduce le persone al loro dovere, affinch\u00e9 possano trovare la pace e la serenit\u00e0. Se \u00e8 un credente, si investe anche della parte di Messo del Signore per indicare al prossimo la volont\u00e0 di Colui che lo ha mandato, il che lo autorizzer\u00e0 a rimuovere ogni paletto di umano riguardo, ogni limite di umana considerazione, spingendosi sempre pi\u00f9 in l\u00e0, nei modi e nei contenuti, simile ad un profeta dell&#8217;Antico Testamento, del quale assumer\u00e0 volentieri, se non proprio il linguaggio, il tono apodittico e pi\u00f9 o meno apertamente minaccioso. Perci\u00f2 egli \u00e8 quanto mai prodigo di suggerimenti non richiesti e non si domanda mai, neppure se qualcuno vi conduce appositamente la sua attenzione, se essi siano opportuni, pertinenti, utili: se c&#8217;\u00e8 un dubbio, infatti, che non lo sfiora mai, e che mai lo potr\u00e0 sfiorare, per la sua rocciosa costituzione psichica, \u00e8 quello di poter non essere utile, o, addirittura, di riuscire molesto e dannoso. Al contrario, egli ama vedersi come la personificazione della medicina apportatrice di guarigione, la quale, bench\u00e9 amara, forse (forse, intendiamoci: per puro amore d&#8217;ipotesi!), sul primo momento, nondimeno si rivela di vitale importanza, e il malato, dopo averla sorbita, confessa immancabilmente di dovere ad essa il fatto di essere ancora nel numero dei vivi. <em>Vedr\u00e0 che un giorno mi ringrazier\u00e0!<\/em>, \u00e8 la sua frase preferita, che egli distribuisce, gratuitamente e generosamente, a destra e a manca; e al suono di essa egli stesso si culla, si auto-ipnotizza, finisce per ritenersi realmente indispensabile, realmente benefico, realmente meritevole di ogni elogio, o meglio, superiore ad ogni elogio. Si gratifica da s\u00e9 pregustando il momento in cui gli altri diranno, pensando a lui: <em>Aveva proprio ragione! Che sia benedetto l&#8217;Angelo del Signore che lo ha messo sulla mia strada; e che sia benedetto il momento in cui ho avuto l&#8217;immensa fortuna d&#8217;incontrarlo, di ascoltare le sue parole e di metterle in pratica!<\/em> L&#8217;ipotesi contraria, cio\u00e8 quella di poter suscitare fastidio, irritazione, e, soprattutto, di non essere per niente di beneficio, ma di aggiungere un ulteriore fastidio a chi, magari, ne ha gi\u00e0 fin troppi, non si affaccia mai, assolutamente mai, al suo cervello. Il suo cervello \u00e8 fatto cos\u00ec: contempla in continuazione lo spettacolo degli errori altrui, ma si auto-esclude preventivamente dalle eventualit\u00e0 di poter essere, come tutti gli altri, soggetto all&#8217;errore, sia nel giudicare, quanto nell&#8217;agire. Ed \u00e8 logico che sia cos\u00ec; altrimenti, non si spiegherebbe il suo zelo instancabile nel farsi avanti, nel voler distribuire al prossimo lezioni gratuite di morale e di vita vissuta, e nel sentirsi cos\u00ec pieno di amore per tutti, da non poterli privare del suo prezioso interessamento.<\/p>\n<p>Sorge perci\u00f2 la domanda: come difendersi da un simile flagello? In che modo mettersi al riparo, almeno parzialmente, dalle sue untuose zampate di simpatia e umana solidariet\u00e0, dai suoi belati nei quali proclama: <em>Io ti voglio bene, \u00e8 per questo che ti parlo?<\/em> E cio\u00e8, come fare a difendersi senza picchiarlo, senza sparargli e senza mandarlo mille volte al diavolo, come meriterebbe ampiamente? Infatti, sarebbe come sparare sulla Croce Rossa: e chi mai oserebbe macchiarsi le mani di un delitto cos\u00ec nefando? L&#8217;imbecille benintenzionato, per definizione, \u00e8 doppiamente protetto: dal fatto di essere pieno di buone intenzioni verso di voi e anche dal fatto di essere un imbecille, e, come tale, palesemente irresponsabile. Reagire male alle sue profferte d&#8217;interessamento, quantunque saccenti, sarebbe, dunque, perfino pi\u00f9 grave che sparare sulla normale Croce Rossa: sarebbe, pi\u00f9 o meno, come sparare contro un&#8217;autoambulanza della Croce Rossa su cui prestassero servizio, in qualit\u00e0 di volontari, degli handicappati. Il problema, in fondo, \u00e8 proprio questo: si tratta di persone che dicono di voler fare il bene del prossimo, ma, in realt\u00e0 \u00e8 il proprio bene che perseguono incessantemente: quando distribuiscono le loro ineffabili verit\u00e0, quando suscitano scrupoli, quando instillano sensi di colpa, non lo fanno perch\u00e9 siano davvero interessati al benessere altrui, ma perch\u00e9 ci\u00f2 li fa stare bene, in una misura inversamente proporzionale allo stare male degli altri. In effetti, essi non mirano a essere d&#8217;aiuto al prossimo, ma a se medesimi; e, per sentirsi bene con se stessi, hanno bisogno di mettersi in alto, in cima ai loro saggi consigli, mentre gi altri devono stare in basso, talmente in basso che, da soli, non saprebbero mai fare la cosa giusta, se non che, per fortuna, passano loro di l\u00ec per caso, o meglio per decreto della divina Provvidenza, e intervengono con tutto l&#8217;ardore e con tutta la sollecitudine di un cuore magnanimo e di un animo liberale.<\/p>\n<p>\u00c8 dunque perfettamente inutile mettersi a <em>discutere<\/em> con loro, tentar di ragionare, provare a convincerli con argomenti razionali: nessun ragionamento li potrebbe, non diciamo smuovere, ma neppure minimamente scalfire; loro sono talmente in alto, e noi tutti siamo talmente in basso, che nulla di quanto potremmo dire, nemmeno se fosse la pi\u00f9 lampante verit\u00e0 (anzi, <em>specialmente<\/em> se fosse la pi\u00f9 lampante verit\u00e0!), li potrebbe mai toccare, n\u00e9 poco, n\u00e9 tanto: sono dei soggetti malati, patologicamente incapaci di autocritica e spinti a parlare, a intromettersi, a debordare in maniera compulsiva, incontenibile. Cos\u00ec come il piromane non pu\u00f2 attraversare un bosco senza provare l&#8217;impulso struggente di appiccare il fuoco agli alberi, e come il cleptomane non pu\u00f2 entrare in un negozio di argenteria senza essere straziato dall&#8217;ardente brama di mettersi in tasca almeno qualche oggetto prezioso, allo stesso modo l&#8217;imbecille benintenzionato \u00e8 assolutamente incapace di passare vicino al prossimo senza essere afferrato dal demone del suo buonismo e della sua cubitale imbecillit\u00e0, e senza sentirsi spronato, addirittura morso e frustato a sangue, dall&#8217;incoercibile bisogno di darsi da fare, con la lingua (mai con i fatti, si badi), per alleviare i problemi altrui, per sistemare le faccende intricate, per porre rimedio alla cecit\u00e0 del prossimo, lui che ci vede cos\u00ec bene, con la sua vista d&#8217;aquila, alla quale non sfugge nemmeno il battito d&#8217;ali di un passerotto a dieci chilometri di distanza.<\/p>\n<p>Che fare, allora, visto che discutere \u00e8 inutile, e che non esistono isole abbastanza lontane e abbastanza deserte, che uno di questi flagelli viventi non possa, un bel giorno &#8212; cio\u00e8, un bruttissimo giorno &#8212; arrivare fino a noi, in un modo o nell&#8217;altro, a turbarci, a irritarci, a esasperarci, versando il sale della sua colossale stupidit\u00e0 sulle piaghe che gi\u00e0 ci procurano lancinanti dolori? Infatti, se pure appendessimo un cartello sulla porta di casa nostra, con l&#8217;ammonimento: <em>Qui non sono graditi gli appestati, i delinquenti e gli imbecilli bene intenzionati<\/em>, sicuramente l&#8217;imbecille bene intenzionato, a differenza dell&#8217;appestato e del delinquente, non penserebbe, nemmeno per un istante, di poter appartenere a una siffatta categoria, e, quindi, non dubiterebbe affatto, bussando alla porta o suonando il campanello, di fare un cosa sgradita, di contravvenire a un nostro dichiarato desiderio, nonch\u00e9 di calpestare un nostro legittimo e sacrosanto diritto: quello di ammettere in casa nostra solo le persone che noi decidiamo di far entrare. No: il buonista bene intenzionato sarebbe capace di buttare gi\u00f9 la porta, o d&#8217;infrangere il vetro per introdurre la mano fino alla maniglia, o magari di arrampicarsi sopra il tetto, e penetrare in casa attraverso la canna fumaria, se ritenesse, a suo insindacabile giudizio, che noi abbiamo bisogno di lui, e che esiste una situazione di necessit\u00e0, di disagio, di sofferenza o di pericolo, per la quale lui, e solamente lui, \u00e8 capace di fare qualcosa, di potare una soluzione, o, come minimo, di recare un apprezzabile sollievo. Se proprio non riuscisse ad entrare, sarebbe capacissimo di chiamare i pompieri, la protezione civile, i carabinieri o magari l&#8217;esercito, asserendo che gli inquilini sono in grave pericolo; dopo di che, una volta fatta irruzione e giunto fino a voi, egli si giustificher\u00e0 (ma <em>giustificarsi<\/em> \u00e8 un verbo troppo impegnativo, nel senso che suggerisce una ammissione di responsabilit\u00e0 che \u00e8 lontanissima dalla sua coscienza) asserendo, in perfetta buona fede, che nessuno pu\u00f2 esimersi dal dovere di aiutare il prossimo, anche se non ne \u00e8 stato richiesto.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una sola difesa possibile, di fronte a questi invadenti e dannosissimi personaggi che ci vogliono opprimere, soverchiare, schiacciare sotto quintali di falsa bont\u00e0 e di vera imbecillit\u00e0: non prestare loro la bench\u00e9 minima attenzione. Non si pu\u00f2 fuggire; non si pu\u00f2 schivarli; non si pu\u00f2 farli ragionare; e, purtroppo, non li si pu\u00f2 nemmeno prendere a schioppettate, o almeno a legnate, come meriterebbero ampiamente: se non altro perch\u00e9 sono talmente numerosi, che, dopo aver assestato una buona lezione al primo, subito si farebbe avanti, ovviamente non richiesto, n\u00e9 chiamato, un secondo, e poi un terzo, un quarto, un quinto, eccetera, in una processione letteralmente senza fine. Perci\u00f2 non resta che ignorarli. L&#8217;unica difesa \u00e8 quella di lasciare che le loro parole ci entrino da un orecchio, e &#8211; come si dice &#8211; ci escano fuori dall&#8217;altro, senza lasciare dentro di noi la bench\u00e9 minima traccia. Se incominciassimo a rimuginare sulle loro parole, sarebbe finita; e quanto pi\u00f9 noi fossimo, per caso, delle persone scrupolose, sensibili, coscienziose, tanto pi\u00f9 il loro pungiglione penetrerebbe in profondit\u00e0. No: la sola risposta possibile, davanti a costoro, \u00e8 andare avanti come se non ci fossero. Lasciamoli pure che parlino, visto che ci tengono tanto; ma come se parlassero al vento&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un flagello si aggira ovunque e imperversa, da sempre, in estate e d&#8217;inverno, in citt\u00e0 e in campagna, negli uffici e nelle scuole, nei conventi e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[117],"class_list":["post-25198","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25198","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25198"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25198\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25198"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25198"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25198"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}