{"id":25194,"date":"2010-12-24T10:55:00","date_gmt":"2010-12-24T10:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/12\/24\/fiocchi-di-neve\/"},"modified":"2010-12-24T10:55:00","modified_gmt":"2010-12-24T10:55:00","slug":"fiocchi-di-neve","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/12\/24\/fiocchi-di-neve\/","title":{"rendered":"Fiocchi di neve"},"content":{"rendered":"<p>QUESTO ARTICOLO \u00c8 DEDICATO A TUTTI COLORO CHE SI SENTONO STANCHI, SCORAGGIATI, AVVILITI; CHE PENSANO DI NON AVER PI\u00d9 LA FORZA DI RIALZARSI; CHE SI SENTONO ABBANDONATI DALLA SPERANZA IN UN DOMANI PI\u00d9 SERENO.<\/p>\n<p>La neve \u00e8 caduta all&#8217;improvviso e nel giro di mezz&#8217;ora ha avvolto ogni cosa nel suo bianco abbraccio, trasformando il paesaggio consueto in un mondo incantato, che pare uscito or ora da una fiaba senza tempo.<\/p>\n<p>Il candore della neve si \u00e8 posato sul mondo e l&#8217;ha trasfigurato, cancellando d&#8217;un colpo tutte le cose logore di sempre e restituendole allo splendore originario, ch&#8217;esse avevano allorch\u00e9 sono uscite, per la prima volta, alla luce del Sole.<\/p>\n<p>E cos\u00ec il bianchissimo mantello che si \u00e8 posato sui prati e sui giardini, sugli alberi e sui tetti, sembra la veste di una innocenza ritrovata che \u00e8 scesa su di una fanciulla stanca e delusa dalla vita, per infonderle nuovo coraggio e ridarle lo spirito verginale di quando ogni cosa le sorrideva ed ella, stupita, non avrebbe mai saziato la vista di tanta meraviglia.<\/p>\n<p>Tutto, in questo bianco mattino di dicembre, sembra riportare il cuore ai sogni dell&#8217;infanzia, alla pulizia dell&#8217;anima bambina, ancora ignara di amarezze e disincanti.<\/p>\n<p>Anche il freddo invernale pare immettere una boccata di aria pura, che rinnova e rigenera ci\u00f2 che nell&#8217;anima era divenuto fiacco e spento, sferzandola con la sua rude ma amichevole carezza, spronandola a rialzarsi e a respirare a pieni polmoni.<\/p>\n<p>I fiocchi di neve ondeggiano lievi nell&#8217;aria e poi scendono veloci, posandosi al suolo senza fare il pi\u00f9 piccolo rumore, come un esercito bambino uscito fuori dalle pieghe di un&#8217;et\u00e0 felice e quasi dimenticata, ma non interamente cancellata dalla memoria; un&#8217;et\u00e0, forse, pi\u00f9 antica di noi stessi, della quale non sapremmo dire niente perch\u00e9, forse, nemmeno c&#8217;eravamo.<\/p>\n<p>O forse s\u00ec, c&#8217;eravamo: ma in un altro spazio, in un altro tempo, in un&#8217;altra dimensione; per cui sarebbe sforzo vano quello di voler ricordare, di dare un nome preciso a ci\u00f2 che non si pu\u00f2 dire, che si pu\u00f2 solo accogliere tacendo, come un dono inaspettato.<\/p>\n<p>Il mondo \u00e8 lo stesso di prima, eppure non \u00e8 pi\u00f9 quello; un altro mondo si \u00e8 posato su di esso, un altro tempo.<\/p>\n<p>E tutto \u00e8 come prima, e nulla \u00e8 pi\u00f9 lo stesso; e noi siamo ancora quelli che eravamo, eppure gi\u00e0 non siamo pi\u00f9 noi, siamo diventati altri.<\/p>\n<p>Siamo ancor noi e non siamo pi\u00f9 noi; e le cose intorno a noi sono quelle di ieri, quelle di sempre, ma gi\u00e0 non son pi\u00f9 loro, sono diventate altre, vivono una vita nuova.<\/p>\n<p>Pensieri, ricordi, attese, speranze: tutto si fa come nuovo; come i meravigliosi cristalli dei fiocchi di neve, con le loro stupende forme esagonali, con i loro ricami bianchi e azzurri d&#8217;impareggiabile splendore : eppure, ad occhio nudo, la neve non possiede tanta bellezza e regolarit\u00e0, tanta lievissima, sovrumana perfezione.<\/p>\n<p>\u00c8 un miracolo: uno dei tanti, cui ci siamo abituati inconsapevolmente, senza riconoscerne la natura assolutamente eccezionale, portentosa.<\/p>\n<p>Noi e la neve, noi e la bianchezza; noi e la verit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;aspra verit\u00e0 delle cose, che emerge quando ci cade la benda dagli occhi; che ci fruga l&#8217;anima con dita di cristallo, per vedere se siamo ancora vivi o se facciamo solamente finta.<\/p>\n<p>Sia lode alla neve, sia lode all&#8217;inverno.<\/p>\n<p>Come una fantasia di Bach che si diffonde dalle note dell&#8217;organo, vittoriosa e piena di fede, per poi spandersi nel mondo, irradiandolo di bellezza e di poesia; cos\u00ec la neve scende dal cielo grigio, per restituire alle cose una nuova meraviglia, una nuova ragion d&#8217;essere.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 le cose, quando smarriscono il senso della bellezza, perdono anche la loro ragion d&#8217;essere; si rattrappiscono, si inaridiscono e muoiono.<\/p>\n<p>La neve, pertanto, \u00e8 vita; il gelo, il ghiaccio, l&#8217;azzurro di alabastro della fontana stretta nella morsa dell&#8217;inverno: tutto \u00e8 una nuova vita che si prepara ad erompere, in silenzio.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>La neve \u00e8 caduta anche per te, amico, che ti senti scoraggiato e abbandonato dalle ultime forze; che pensi di non farcela pi\u00f9 a rialzarti.<\/p>\n<p>E per te, cara amica, che accogli il nuovo giorno con un senso di pesantezza insopportabile e pensi che mai pi\u00f9 il trillante uccellino della speranza verr\u00e0 a posarsi sul davanzale della tua finestra, come era solito fare tanti, tanti anni fa.<\/p>\n<p>La neve \u00e8 caduta per farci vedere come \u00e8 bello il mondo; come \u00e8 pieno di vita, di splendore, di magnificenza.<\/p>\n<p>La neve \u00e8 caduta per aiutarci a sciogliere la benda che ci impedisce di alzare lo sguardo e per farci ammirare, finalmente, lo spettacolo immacolato di un mondo rinnovato, trepidante, vestito di bellezza e di speranza.<\/p>\n<p>\u00abCome sono belli, sui monti, i piedi del messaggero di buone novelle, che annunzia la pace; del messaggero di bene, che annunzia la salvezza\u00bb, canta il profeta Isaia (52, 7), uno dei maggiori poeti di ogni tempo e di ogni nazione.<\/p>\n<p>Quanto sono belli, sul mondo, i fiocchi di neve che cadono per noi, come soavi ambasciatori di pace; che scendono per noi, quali messaggeri di letizia.<\/p>\n<p>E l&#8217;anima si turba, davanti a tanta bellezza, a tanta magnificenza: possibile che tutto questo sia per noi; che un dono cos\u00ec grande sia destinato proprio a noi?<\/p>\n<p>Eppure \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p>Si tratta di un messaggio di pace e di armonia, di speranza e di perdono: per noi che non abbiamo pi\u00f9 il bene della pace, che non sappiamo perdonare n\u00e9 perdonarci, che abbiamo smesso di sperare e di essere in armonia con noi stessi e con il mondo.<\/p>\n<p>L&#8217;anima divisa con se stessa, l&#8217;anima dimentica dei doni che le vengono dall&#8217;alto, non crede pi\u00f9 in niente e si dispera; eppure le basterebbe levare lo sguardo per vedere che la met\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 raggiunta, che il viaggio \u00e8 terminato e la luce splende per illuminarla tutta.<\/p>\n<p>O anima smarrita, perch\u00e9 hai dubitato? Perch\u00e9 hai permesso allo scoraggiamento di penetrare in te, di toglierti le forze, di deriderti e avvilirti?<\/p>\n<p>Non sapevi forse che sei pi\u00f9 preziosa del cristallo, che sei pi\u00f9 gloriosa del Sole; che nulla ti potrebbe offendere o turbare, se tu non lo consenti?<\/p>\n<p>O anima sciocca, perch\u00e9 ti sei spaventata?<\/p>\n<p>Non lo sai di essere pi\u00f9 preziosa di una gemma splendente, pi\u00f9 preziosa di una collana di diamanti dai riflessi iridescenti?<\/p>\n<p>E dunque, perch\u00e9 ti sei smarrita, perch\u00e9 ti sei spaventata?<\/p>\n<p>Davvero hai potuto credere di essere rimasta sola e abbandonata, che a nulla e a nessuno importasse pi\u00f9 di te?<\/p>\n<p>O anima sciocca, davvero ignoravi di non essere mai sola; di essere sempre accompagnata da una luce inestinguibile, pronta rischiararti il cammino nelle tenebre pi\u00f9 fitte, se solo tu non fai di tutto per cerare di spegnerla?<\/p>\n<p>L&#8217;amica dell&#8217;inverno, la neve, ed il suo fedele servitore, il gelo, sono venuti per riscaldarti con il loro pungente abbraccio; per trasmetterti un vigoroso flusso di energia, una possente scarica di vitalit\u00e0, a te che ti compativi nel torpore.<\/p>\n<p>Lasciali entrare, accoglili con gioia; non sono tuoi nemici.<\/p>\n<p>Nemico \u00e8 chi ti compassiona con parole zuccherose, infiacchendoti e svirilizzandoti.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>Senti come dice bene Nietzsche, in una pagina dello \u00abZarathustra\u00bb (III, \u00abSul Monte degli Ulivi\u00bb; traduzione di Liliana Scalero, Longanesi &amp; C., 1972) che \u00e8 anche un piccolo gioiello di poesia:<\/p>\n<p>\u00abL&#8217;inverno, un malvagio ospite, sta qui in casa da me: le mie mani sono livide dalla stretta amichevole della sua mano.<\/p>\n<p>Io lo rispetto, questo malvagio ospite, ma lo lascio volentieri seder l\u00ec solo. Scappo volentieri da lui; e se si corre bene, gli si pu\u00f2 sfuggire!<\/p>\n<p>Con piedi caldi, e caldi pensieri, corro l\u00e0 dove vento non soffia, verso l&#8217;angolo pieno di sole del mio uliveto.<\/p>\n<p>L\u00e0 rido del mio ospite severo, ma gli sono riconoscente che egli a casa mi scacci le mosche e attutisca molti piccoli rumori.<\/p>\n<p>Egli infatti non pu\u00f2 soffrire quando una mosca vuol mettersi a cantare; o, peggio ancora, due mosche; e rende la strada cos\u00ec solitaria, che la luce della luna ha paura di splendervi la notte.<\/p>\n<p>Egli \u00e8 un ospite duro, ma io lo rispetto, e non mi metto subito ad adorare l&#8217;idolo del fuoco con la sua grossa pancia, come fa la gente delicata.<\/p>\n<p>Meglio ancora battere un poco i denti, piuttosto che adorare degli doli; cos\u00ec son fatto io. In special modo ce l&#8217;ho con tutti gli idoli del fuoco, cos\u00ec brucianti, umidi, fumosi.<\/p>\n<p>Quando amo qualcuno, lo amo pi\u00f9 d&#8217;inverno che d&#8217;estate; adesso, da quando l&#8217;inverno mi siede in casa, mi prendo meglio beffe dei miei nemici, con cuore pi\u00f9 fermo.<\/p>\n<p>Con cuore pi\u00f9 fermo, davvero, anche quando vado a raggomitolarmi a letto: anche l\u00e0 ride e si scapriccia la mia felicit\u00e0, raggomitolato anche l\u00e0 ride il mio sogno menzognero.<\/p>\n<p>Sono forse uno di quelli che si raggomitolano e strisciano? Mai nella vita ho strisciato davanti ai potenti, e se ho mentito, l&#8217;ho fatto per amore. Perci\u00f2 sono felice anche nel mio letto invernale.<\/p>\n<p>Un lettuccio modesto mi scalda pi\u00f9 di un letto sontuoso, perch\u00e9 sono geloso della mia povert\u00e0. Ed \u00e8 in inverno ch&#8217;essa m&#8217;\u00e8 pi\u00f9 fedele.\u00bb<\/p>\n<p>Ecco dunque, o anima: tu puoi farti un uliveto pieno di sole anche nel pieno dell&#8217;inverno, anche nel bel mezzo del ghiaccio e della neve.<\/p>\n<p>Sta a te avere sempre i piedi caldi e caldi anche i pensieri: altro non devi fare che lasciar andare la tua paura e le tue tristezze, che non si addicono alla tua natura regale.<\/p>\n<p>Regina, alza la testa e raddrizza la schiena; non curvarti pi\u00f9 sotto il peso dell&#8217;angoscia e della paura: la tua natura \u00e8 regale, sei fatta per andare fieramente a testa alta.<\/p>\n<p>Che cosa stai dicendo?<\/p>\n<p>Che non ci credi, che vorresti solo abbandonarti sulla neve, posare il capo e dormire per sempre, come i soldati in ritirata sulla steppa, vinti da una stanchezza pi\u00f9 forte di qualunque istinto di conservazione?<\/p>\n<p>Ebbene, abbandonati, allora, se \u00e8 questo che desideri: ma regalmente; abbandonati, per\u00f2 non vinta dallo sconforto, ma sicura che una forza superiore ti prender\u00e0 nel palmo della mano e far\u00e0 s\u00ec che non ti accada alcun male.<\/p>\n<p>Ti riposerai e ritroverai le energie che ora ti son venute meno, la speranza di cui hai tanta sete nel profondo di te stessa.<\/p>\n<p>Ti riposerai e ti ritroverai.<\/p>\n<p>La neve, ora, ha imbiancato tutto e reso ogni cosa stupita e silenziosa.<\/p>\n<p>Questo candore e questo stupore sono un linguaggio che ti sta parlando, che ti sta rassicurando e incoraggiando.<\/p>\n<p>Una donna, un giorno, si trov\u00f2 con il motore spento, in autostrada, nel pieno di una tormenta di neve. Era disperata; ma, d&#8217;un tratto, un uomo le buss\u00f2 al finestrino e le fece segno di riaccendere il motore, di riprovare ancora: e quello, come obbedendo a un ordine, part\u00ec.<\/p>\n<p>La donna si guard\u00f2 intorno, per ringraziare quell&#8217;uomo provvidenziale: ma non vide nessuno, e neppure un&#8217;automobile, nel gran deserto bianco.<\/p>\n<p>Capisci, adesso, quanto sei preziosa?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>QUESTO ARTICOLO \u00c8 DEDICATO A TUTTI COLORO CHE SI SENTONO STANCHI, SCORAGGIATI, AVVILITI; CHE PENSANO DI NON AVER PI\u00d9 LA FORZA DI RIALZARSI; CHE SI SENTONO<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-25194","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25194","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25194"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25194\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25194"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25194"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25194"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}