{"id":25192,"date":"2018-06-01T09:31:00","date_gmt":"2018-06-01T09:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/06\/01\/fino-a-quando-resteremo-nella-terra-di-nessuno\/"},"modified":"2018-06-01T09:31:00","modified_gmt":"2018-06-01T09:31:00","slug":"fino-a-quando-resteremo-nella-terra-di-nessuno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/06\/01\/fino-a-quando-resteremo-nella-terra-di-nessuno\/","title":{"rendered":"Fino a quando resteremo nella terra di nessuno?"},"content":{"rendered":"<p>Da molto, da troppo tempo ci troviamo nella terra di nessuno: la terra del mondo post cristiano, sul quale tuttavia la modernit\u00e0 non \u00e8 riuscita a scrivere, come avrebbe voluto, la parola fine. La civilt\u00e0 moderna \u00e8 rimasta, sostanzialmente, un progetto non realizzato; ormai, solo i pi\u00f9 sprovveduti tra i suoi fautori ci credono ancora; la maggior parte degli uomini \u00e8 resa conto che si trattava di promesse irrealistiche e irrealizzabili, a cominciare dalla promessa numero uno: la crescita. Una crescita illimitata: figuriamoci! Ogni generazione avrebbe avuto di pi\u00f9, quantitativamente e qualitativamente, di quel che avevano avuto le generazioni precedenti: ma quando mai? Sono concetti che vanno contro la logica e contro il buon senso; non parliamo poi della morale. In un pianeta dalle risorse limitate, realizzare una crescita senza limiti? Ma il petrolio finir\u00e0; le foreste\u00a0\u00a0finiranno; perfino l&#8217;ossigeno finir\u00e0 (vedi il buco nello strato di ozono): eppure ci hanno detto e ripetuto che la crescita \u00e8 la chiave di tutto; e ce lo ripetono perfino adesso, in tempi di crisi e di recessione, mentre le politiche di austerit\u00e0 ci massacrano e sottraggono incessantemente\u00a0risorse alla spesa sociale. Eppure continuano imperterriti a parlare di ripresa e di crescita, come se &quot;crescita&quot; fosse una categoria metafisica, un dato salvifico e permanente della storia umana, anzi, della storia moderna; come se si potesse crescere sempre e guai a chi non cresce, perch\u00e9 solo\u00a0crescendo si \u00e8 felici, solo producendo sempre di pi\u00f9, consumando sempre di pi\u00f9, inquinando sempre di pi\u00f9&#8230; Una narrazione mitologica che viene spacciata come perfettamente realistica, addirittura scientifica; e se qualcuno avanza dei dubbi, viene immediatamente bollato come reazionario, come uccello del malaugurio, come sovversivo che complotta per la rovina del genere umano e per l&#8217;infelicit\u00e0 dell&#8217;universo mondo.<\/p>\n<p>La modernit\u00e0, dunque, ha fallito: lo vedono tutti, o almeno quelli che hanno occhi per vedere. Nessuna delle sue promesse si \u00e8 realizzata; e anche quelle poche che si\u00a0sono realizzate, ad esempio una vita pi\u00f9 comoda, sono state vanificate da pesantissimi contraccolpi negativi. A che serve viaggiare a bordo di\u00a0un&#8217;automobile sempre pi\u00f9 comoda, se il traffico ti intrappola in una colonna lunga chilometri e chilometri, o se l&#8217;auto stessa \u00e8 soggetta a inconvenienti sempre pi\u00f9 frequenti, dovuti proprio al suo alto livello di sofisticata tecnologia? Ma ha fallito soprattutto nelle grandi promesse: cio\u00e8 che la scienza, la tecnica, la ragione, avrebbero portato un progresso sempre maggiore, un benessere sempre pi\u00f9 diffuso, una pace sempre pi\u00f9 solida. Veramente, lei stessa se l&#8217;era rimangiate quasi tutte, strada facendo; seguitava a ripeterle solo per abitudine e per conformismo; e anche perch\u00e9 non si vedeva null&#8217;altro su cui si potesse puntare o fare assegnamento. Cos\u00ec, la modernit\u00e0 si \u00e8 trasformata da utopia in incubo, e da speranza in binario obbligato, lungo il quale si procede solo per assenza di alternative, peraltro senza sapere neppure quale sar\u00e0 la prossima stazione, non diciamo la meta finale. Se la spinta propulsiva del cristianesimo ha incominciato ad esaurirsi dopo un millennio e mezzo, quella della modernit\u00e0 ha mostrato tutte le sue crepe nell&#8217;arco di neppure due secoli.\u00a0 Sin dalla fine del XIX secolo le due forze erano ancora in equilibrio, almeno in Europa: entrambe a corto di fiato, ma senza che nessuna delle due fosse riuscita ad eliminare, o a minacciare mortalmente, l&#8217;altra. Il materialismo mostrava tutti i suoi limiti, ma lo spiritualismo non soddisfaceva pi\u00f9: si era entrati nella terra di nessuno. In quella terra di nessuno siamo fermi e bloccata tuttora. Il cristianesimo si \u00e8 in gran parte dissolto, come forza viva e operante, quanto meno nell&#8217;Europa occidentale: il referendum irlandese a favore dell&#8217;aborto, il 26 maggio 2018, ha posto la pietra tombale su di esso. Ma la modernit\u00e0 non \u00e8 stata in grado di avvantaggiarsi della dissoluzione del cristianesimo: anche se le attuali\u00a0<em>\u00e9lite<\/em>\u00a0intellettuali si sono formate nel suo clima caratteristico: scientismo, tecnicismo, specialismo, efficientismo, utilitarismo, la gran maggioranza delle persone comuni ne \u00e8 rimasta delusa da gran tempo e se ne \u00e8 allontanata, senza tuttavia sapere dove dirigere i suoi passi. Vaga a casaccio nella terra di nessuno, appunto.<\/p>\n<p>Un finissimo osservatore di queste dinamiche, Gilbert K. Chesterton, ave a colto il momento esatto in cui le due forze si erano trovate in equilibrio: il 1880, almeno nella sua Inghilterra, cio\u00e8 in piena stagione vittoriana. Bisognerebbe differenziare il discorso per ciascun Paese europeo e, soprattutto, soffermare di pi\u00f9 l&#8217;attenzione sulle societ\u00e0 dell&#8217;Europa centro-orientali, nelle quali il tramonto del cristianesimo \u00e8 tutt&#8217;altro che un fatto definitivo, anzi, dopo il crollo del comunismo si \u00e8 assistita a una vera e propria rinascita del sentimento religioso. Privata per due o tre generazioni dei preti e delle chiese, del Sacramenti e della Parola di Dio, la gente torna adesso a riempire le chiese e a manifestare l&#8217;intensit\u00e0 del sentimento religioso che non era mia venuto meno del tutto. Un discorso a parte andrebbe poi fatto per gli Stati Uniti, ove la modernit\u00e0 ha raggiunto le sue punte pi\u00f9 avanzate e pervasive, e per gli altri Pesi occidentali non europei; quanto alle societ\u00e0 non occidentali, in esse la modernit\u00e0 \u00e8 entrata solo superficialmente, nelle forme esteriori, mentre il cristianesimo non vi \u00e8 arrivato affatto, o in misura limitata: per cui non bisognerebbe aver fretta di estendere a livello mondiale l&#8217;analisi che si tende a fare per le nostre societ\u00e0. Nei Paesi islamici, ad esempio, la modernit\u00e0 e la religione non sono in equilibrio, ma la prima \u00e8 pienamente subordinata alla seconda, o accolta solo nella misura strettamente compatibile con essa. Un discorso diverso ancora andrebbe fatto per l&#8217;Asia orientale, per la Cina, il Giappone e le Coree; per non parlare del Pacifico, dell&#8217;Africa sub sahariana e dell&#8217;America Latina.<\/p>\n<p>Scriveva, dunque, Chesterton nel suo saggio\u00a0<em>L&#8217;et\u00e0 vittoriana nella letteratura\u00a0<\/em>(titolo originale:\u00a0<em>The Victorian Age in Literature<\/em>, 1913; traduzione dall&#8217;inglese di Aldo Camerino, Milano, Bompiani, 1945, pp. 108-109; 112-113;129):<\/p>\n<p><em>Venne un momento, pressappoco verso il 1880, nel quale i due grandi entusiasmi positivi dell&#8217;Europa occidentale, si esaurirono reciprocamente:\u00a0 il Cristianesimo e la Rivoluzione francese.\u00a0 Circa a quel temo andava in giro uno scherzo triste e non privo di simpatia, il quale diceva che la regina Vittoria avrebbe potuto benissimo vivere pi\u00f9 a lungo del principe di Galles. Similmente, sebbene l&#8217;impulso repubblicano avesse appena cent&#8217;anni e l&#8217;impulso religioso quasi duemila, per quel che riguarda l&#8217;Inghilterra l&#8217;antica ondata e la nuova sembrarono spegnersi contemporaneamente. Da una parte il Darwin, specialmente per mezzo del grande ingegno di giornalista del Huxley, aveva ottenuto una vittoria la quale, sebbene straordinariamente vaga, diffuse dovunque le sue idee. Non intendo dire che la dottrina stessa del Darwin fosse vaga; la sua fu soltanto un&#8217;ipotesi particolare sul come la variet\u00e0 animale potesse esser sorta; e quest&#8217;ipotesi particolare,\u00a0 pur se sar\u00e0 sempre interessante, \u00e8 ora tutt&#8217;altro che sicura. Ma soltanto nel mondo della scienza propriamente detta e tra i\u00a0 veri scienziato la particolareggiata teoria del Darwin \u00e8 in gran parte caduta. Il pubblico ebbe ben presto l&#8217;impressione che egli avesse dimostrato la sua teoria, quale questa si fosse; ed ha tuttora questa impressione, la quale fu ed \u00e8 vagamente associata alla negazione della religione. Ma (e questo \u00e8 il punto importante) era anche associata alla negazione della democrazia. La stessa stupidit\u00e0 dell&#8217;et\u00e0 vittoriana di mezzo, la quale fece credere alla gente che &quot;evoluzione&quot; volesse dire che non abbiamo bisogno di ammettere la supremazia di Dio, le fece anche credere che &quot;sopravvivenza&quot; volesse dire che dobbiamo ammettere la supremazia degli uomini. Il Huxley non ebbe colpa alcuna nel diffondersi di questi errori; era un buon lottatore; e disse nel modo pi\u00f9 energico, ai suoi seguaci i quali parlavano cos\u00ec, di non fare gli sciocchi. Egli disse assai chiaramente che la sua teoria dell&#8217;evoluzione, e qualsiasi altra, lasciavano gli antichi argomenti filosofici a favore di un creatore esattamente dov&#8217;erano prima. Disse anche nel modo pi\u00f9 energico che chiunque si servisse del&#8217;argomento natura contro l&#8217;ideale di giustizia o contro una legge equa, era assurdo quanto un giardiniere il quale combattesse a favore delle erbacce semplicemente perch\u00e9 crescono in fretta.\u00a0 [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Il coincidere della caduta dell&#8217;idealismo religioso e di quello politico produsse una strana atmosfera fredda di vuoto e di vero agnosticismo subcosciente, quale si vede assai di rado nella storia dell&#8217;umanit\u00e0. \u00e8 quella della quale il Wells, con l&#8217;abituale delicatezza e precisione verbale, parl\u00f2 come di quel silenzio ironico che segue una grande controversia. \u00e8 quello che gente meno intelligente del Wells intendeva dire chiamandosi &quot;fin de si\u00e8cle&quot;; sebbene, s&#8217;intende, razionalmente parlando, non ci sia maggior ragione d&#8217;esser tristi verso la fine di cent&#8217;anni che verso la fine di cinquecento quindicine. Non si trattava di un autunno aritmetico, ma di un autunno spirituale. E proveniva dal fatto al quale s&#8217;\u00e8 accennato pi\u00f9 sopra: dalla sensazione che le due grandi ispirazioni dell&#8217;uomo gli erano venute a mancar e insieme. La religione cristiana era assai pi\u00f9 morta nel secolo decimottavo che nel secolo decimonono. Ma l&#8217;entusiasmo repubblicano era pur esso assai pi\u00f9 vivo. Se il loro scetticismo era freddo, e la loro fede ancor pi\u00f9 fredda, la loro politica pratica era straordinariamente idealistica; e se dubitavano del regno dei cieli, erano stupendamente creduli quando si trattava della probabilit\u00e0 della sua venuta sulla terra. Cos\u00ec l&#8217;antico sentimento repubblicano e pagano era assai pi\u00f9 morto nelle tenebre feudali del secolo undecimo o del dodicesimo di quanto non lo fosse anche un secolo pi\u00f9 tardi; ma se la politica creativa si trovava al suo punto pi\u00f9 basso, la teologia creativa si trovava quasi al punto pi\u00f9 alto della sua energia.<\/em><\/p>\n<p><em>Il mondo moderno, di fatto, era caduta tra due sgabelli e non sapeva quale scegliere. Era caduto tra quell&#8217;austero e antico sgabello a tre\u00a0gambe che fu il tripode della fredda sacerdotessa d&#8217;Apollo; e l&#8217;altro sgabello mistico e medievale che ben si pu\u00f2 chiamare lo Sgabello della Penitenza. Non attribuiva gran valore a nessuno dei due. Non sapeva credere nei vincoli che legano gli uomini; ma non sapeva nemmeno credere negli uomini ch&#8217;essi legano. Era sempre frenato nel suo odio della schiavit\u00f9 da un vago ricordo del suo odio ancor pi\u00f9 grande per la libert\u00e0. I vittoriani furono quasi i soli, mi pare, a portare all&#8217;estremo l&#8217;atteggiamento negativo gi\u00e0 osservato in Miss Arabella Allen [personaggio de &quot;Il circolo Pickwick&quot; di Charles Dickens, nota nostra]. Anselmo [Anselmo d&#8217;Aosta? o di Nonantola? non \u00e8 chiaro] avrebbe disprezzato una corona civica, ma non avrebbe disprezzato una reliquia. Il Voltaire avrebbe disprezzato una reliquia, ma non avrebbe disprezzato un voto. Per veder disprezzati l&#8217;una e l&#8217;altro, dobbiamo arrivare ai tempi di Oscar Wilde.<\/em><\/p>\n<p><em>Gli anni che seguirono a quella doppia delusione furon come un lungo pomeriggio piovoso in una gran casa. Non soltanto tutti credevano che nulla sarebbe accaduto; ma per di pi\u00f9 tutti credevano che qualunque cosa potesse accadere sarebbe stata ancor pi\u00f9 uggiosa. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Non mi permetter\u00f2, neppure per un istante, di profetare quello che sar\u00e0 il futuro di una cos\u00ec distinta\u00a0 quasi segreta avventura degli inglesi. L&#8217;et\u00e0 vittoriana commise uno o due errori, ma furono errori veramente utili; vale a dire, errori che erano veri errori. Credettero che il commercio estero di un paese dovesse portare la pace: ed \u00e8 certo che spesso ha portato la guerra. Credettero che il commercio all&#8217;interno di un paese dovesse certamente accrescerne la prosperit\u00e0; e ne ha abbondantemente accresciuto la povert\u00e0. Ma per essi questi furono esperimenti; per noi dovrebbero essere insegnamenti. Se continueremo a trattare il popolo come sogliono i capitalisti &#8211; se continueremo a servirci delle armi fuori del nostro paese secondo l&#8217;uso capitalista, il nostro modo d&#8217;agire graver\u00e0 assai sulla coscienza dei viventi. Il disonore non sar\u00e0 per i morti<\/em>.\u00a0<\/p>\n<p>Parole straordinariamente acute e profetiche, se si pensa che furono scritte pochi mesi innanzi lo scoppio della Prima guerra mondiale; e che oggi acquistano un significato ancor pi\u00f9 veridico e pregnante, visti gli sviluppi dell&#8217;economia e soprattutto della finanza, che ormai ha steso la sua ragnatela su ogni cosa e dalla quale dipendono la vita, il lavoro, i risparmi, la salute e il futuro di miliardi di esseri umani, senza praticamente possibilit\u00e0 di rovesciare tale stato di cose e mettere in discussione il totalitarismo finanziario, malamente camuffato da democrazia liberale. L&#8217;Inghilterra vittoriana fu un laboratorio e le tendenze letterarie di quel periodo, fra Dickens, Stevenson, Shaw e Kipling, possono anche essere lette come un prisma in cui si riflette un processo di portata molto pi\u00f9 vasta, non solo inglese e non solo letterario,\u00a0ma che coinvolge le dinamiche fondamentali dell&#8217;intera civilt\u00e0 moderna, in Europa e, per via riflessa, fuori d&#8217;Europa. E il vuoto spirituale &quot;fra due sgabelli&quot; di cui parla Chesterton, cos\u00ec come il &quot;silenzio ironico&quot; che succede a una controversia, di cui parla Wells, non hanno trovato eco, n\u00e9 risposta: siamo ancora fermi allo stesso punto, con un sentimento religioso morente, ma non morto, semmai in via di contaminazione con gli elementi pi\u00f9 tipici della modernit\u00e0; e con una civilt\u00e0 del progresso illimitato che ha smesso di essere attrattiva, anzi, \u00e8 diventata, per molti aspetti, repulsiva, e tuttavia non si decide a confessare il proprio errore e a togliersi di mezzo, semplicemente perch\u00e9 la gente non saprebbe con che cosa rimpiazzarla, e soprattutto perch\u00e9 non \u00e8 disposta a rinunciare a quelle misere briciole di apparente benessere e d&#8217;illusoria comodit\u00e0 che essa ha recato loro, senza considerare quanto pesantemente esse sono state pagate in termini di nuovi problemi, nuove angosce e nuovi dolori. Gli uomini d&#8217;oggi non sono disposti, per la grandissima maggioranza, a rinunciare alla televisione, pur avendo constatato\u00a0che essa \u00e8 funzionale al loro abbrutimento collettivo, n\u00e9 alle banche, pur avendo visto che esse non servono a tutelare i loro risparmi, ma ad appropriarsene, n\u00e9 all&#8217;uso indiscriminato dell&#8217;automobile privata, pur sperimentando gli inconvenienti sempre pi\u00f9 gravi in fatto di intasamento del traffico, inquinamento, stress e disturbi fisici e psichici dovuti alla sedentariet\u00e0. Per la stessa ragione, non osano mettere apertamente in discussione l&#8217;evoluzionismo, o la psicanalisi, o il marxismo ed il suo trionfante epigono, il catto-comunismo, perch\u00e9 ciascuna di queste &quot;scuole&quot; si \u00e8 (malamente o abusivamente) guadagnata una patina di autorevolezza, e la gente non saprebbe che fare o che cosa pensare se dovesse gettarle via, come si fa con la zavorra a bordo di un&#8217;aeronave. Lo spirito della modernit\u00e0 \u00e8 penetrato cos\u00ec\u00a0a fondo nelle coscienze,\u00a0da averle inquinate con l&#8217;idea che il reale \u00e8 immensamente complesso, e che\u00a0quindi, per barcamenarsi in un mondo tanto complesso, sarebbe imprudente sbarazzarsi di tutto quell&#8217;armamentario, ideologico e pratico, del quale potremmo aver bisogno in caso di bisogno. E non vogliamo renderci conto che la grande truffa della modernit\u00e0 consiste proprio in questo: nel caricarci di ansie infinite per poterci poi &quot;vendere&quot;, nel senso pi\u00f9 preciso della parola, le relative terapie, o, per esprimersi con maggiore esattezza, i relativi palliativi: giacch\u00e9 la cultura moderna \u00e8 il prodotto di una regia la quale a tutto \u00e8 interessata, tranne che ad aiutare l&#8217;uomo a ritrovare il proprio equilibrio, a risolvere le sue contraddizioni e a star bene con se stesso. Abbiamo anzi detto in pi\u00f9 occasioni, e lo ripetiamo ora perch\u00e9 non abbiamo paura delle parole, che la civilt\u00e0 moderna \u00e8, alla lettera, la figlia del diavolo: chi pi\u00f9 del diavolo, infatti, \u00e8 interessato a tenere gli uomini prigionieri di questo circolo vizioso di ansia, disperazione, desiderio di fuga, e risposte parziali, contraddittorie e regressive, nessuna delle quali lo far\u00e0 stare meglio per\u00a0davvero, ma, nel migliore dei caso, gli dar\u00e0 un parziale sollievo in un certo ambito della vita, per accrescere il suo malessere, simultaneamente, in un altro?\u00a0<\/p>\n<p>Eppure, a pi\u00f9 di un secolo di distanza dalla lucida diagnosi di G. K. Chesterton, almeno un dubbio avrebbe dovuto sfiorarci: che qualcosa ci trattiene artificialmente nella terra di nessuno, e\u00a0che qualcuno non \u00e8 affatto interessato\u00a0a che noi riusciamo ad evaderne, ma, al contrario, desidera che vi restiamo intrappolati per sempre, onde poterci meglio dominare, manipolare e strumentalizzare, fino al&#8217;abiezione e all&#8217;asservimento pi\u00f9 completi. Come non vedere, infatti, dopo un arco di tempo cos\u00ec lungo, che i nostri medici curano, ma non guariscono; che i nostri psicologi\u00a0 analizzano, ma non fanno star meglio; che i nostri pedagogisti teorizzano, ma non insegnano; che i nostri filosofi speculano, ma non giungono ad alcun punto fermo; cos\u00ec come i nostri giornalisti ci danno notizie, ma non c&#8217;informano; i nostri tecnici ci offrono prodotti sempre pi\u00f9 sofisticati, ma non alleviano il peso del nostro vivere; i nostri economisti predicano la crescita, ma non ce la offrono mai a portata di mano, bens\u00ec come un inafferrabile miraggio; e i nostri politici promettono pace, lavoro e giustizia, ma si limitano a gestire conflitti, disoccupazione e ingiustizie sempre crescenti e sempre pi\u00f9 diffusi.\u00a0Il tutto mentre l&#8217;arte produce opere sempre pi\u00f9 brutte, la scienza se ne va per una sua strada sempre pi\u00f9 incomprensibile e inquietante, e la teologia \u00e8 arrivata al nadir della sua lunga parabola, rovesciando i termini del suo oggetto e divinizzando l&#8217;uomo, mentre umanizza Dio, e cos\u00ec toglie ai fedeli anche l&#8217;ultima speranza in un mondo dove il bene, la verit\u00e0 e la giustizia sono sottratte all&#8217;incostanza e alla parzialit\u00e0 degli uomini, perch\u00e9 sono garantite, perenni e perfette, dal sapiente e luminoso amore di Dio.\u00a0<\/p>\n<p>Fino a quando, dunque, vorremo rimanere intrappolati e paralizzati in questa terra di nessuno, popolata di fantasmi e di\u00a0incubi amari, quando potremmo fare come il figlio prodigo: tornare in noi stessi, riprendere la strada di casa e confessare apertamente:\u00a0<em>Padre, abbiamo peccato contro il Cielo e contro di te; non siamo pi\u00f9 degni di essere chiamati tuoi figli<\/em>; e poi pregarlo: <em>ma Tu\u00a0di&#8217; soltanto una parola, e noi saremo salvi<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da molto, da troppo tempo ci troviamo nella terra di nessuno: la terra del mondo post cristiano, sul quale tuttavia la modernit\u00e0 non \u00e8 riuscita a<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[107,197,202],"class_list":["post-25192","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-cattolicesimo","tag-materialismo","tag-modernita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25192","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25192"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25192\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25192"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25192"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25192"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}