{"id":25191,"date":"2019-03-02T05:13:00","date_gmt":"2019-03-02T05:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/03\/02\/fino-a-quando-ci-lasceremo-trattare-da-stupidi\/"},"modified":"2019-03-02T05:13:00","modified_gmt":"2019-03-02T05:13:00","slug":"fino-a-quando-ci-lasceremo-trattare-da-stupidi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/03\/02\/fino-a-quando-ci-lasceremo-trattare-da-stupidi\/","title":{"rendered":"Fino a quando ci lasceremo trattare da stupidi?"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;8 febbraio 2004 il solito\u00a0<em>Repubblica<\/em>\u00a0riportava un articolo tratto dal\u00a0<em>New York Times<\/em>\u00a0&#8211; questi signori hanno bisogno di avvalersi di fonti straniere perfino quando si tratta di colossali stupidaggini &#8211; esaltante la fedelt\u00e0 reciproca di due pinguini maschi che vivono insieme da sei anni, nello zoo di Central Park a Manhattan. L&#8217;articolo sosteneva che i due uccelli se ne stanno per ore appoggiati l&#8217;uno sulla spalla dell&#8217;altro, poi &quot;fanno sesso&quot; (?), e da ultimo si sono messi a covare una pietra. Dice anche che quando il personale dello zoo ha cercato di &quot;presentare&quot; loro un pinguino femmina, entrambi l&#8217;hanno completamente snobbata, facendo come se lei proprio non ci fosse. Il tutto \u00e8 presentato come una &quot;sfida&quot;, la sfida dei pinguini di New York: ma chi o che cosa sfiderebbero i due protagonisti di questa edificante storiella, battezzati Roy e Silo? Evidentemente,\u00a0 sfidano la nostra idea di sessualit\u00e0: un&#8217;idea vecchia e superata, gretta e oscurantista, impregnata di pregiudizi e condizionata dalla nostra educazione cattolica. Meno male che Roy e Silo son l\u00ec a provarci il contrario, e cio\u00e8 non solo che <em>gay \u00e8 bello<\/em>, ma che <em>gay esiste in natura<\/em> tanto quanto la sessualit\u00e0 etero. Meno male che il direttore dello zoo di Central Park lascia filtrare nel resto del mondo queste preziose informazioni, queste indispensabili perle di saggezza\u00a0<em>politically correct<\/em>; e meno male che la redazione di <em>Repubblica<\/em>,\u00a0sempre spassionatamente e per puro amore della scienza e del progresso, traduce per i lettori nostrani questi interessantissimi documenti che attestano quanto sono vieti i nostri preconcetti e quanto \u00e8 obsoleto il nostro universo mentale. Ci sentiamo profondamente toccati da\u00a0 tanta sollecitudine da parte di quanti vorrebbero colmare la nostra colossale ignoranza, e quasi non ci sentiamo degni di tanto impegno e di tanta dedizione alla causa del Vero e del Bene. D&#8217;altra parte, ci \u00e8 di conforto che nobili iniziative pedagogiche, come questa, abbiano luogo ogni giorno, non solo per mezzo della stampa, ma anche della televisione, del cinema, della letteratura, della scuola, dell&#8217;universit\u00e0 e&#8230; della chiesa. S\u00ec, perch\u00e9 ultimamente il clero <em>gay-friendly<\/em> si \u00e8 posto all&#8217;avanguardia di questo vastissimo movimento di svecchiamento culturale e di rifondazione dell&#8217;etica, di questa gloriosa stagione cui stiamo partecipando e ai cui luminosi traguardi un fato benigno ci ha concesso di assistere. Il frutto di questo bombardamento quotidiano, che va avanti da anni, da decenni, si possono ormai cogliere abbondanti: e li si vede nell&#8217;incretinimento pressoch\u00e9 totale di quanti, dopo aver digerito quantit\u00e0 industriali di una tale propaganda spazzatura, ormai non sanno pi\u00f9 formulare un solo pensiero con il loro cervello, ma si rimettono in tutto e per tutto alla inoppugnabile testimonianza degli intellettuali, degli scrittori e dei giornalisti votati alla causa dell&#8217;omosessualismo.\u00a0<\/p>\n<p>Ma vediamo da vicino come funziona il meccanismo della propaganda. Si prende un caso eccezionale e patologico, quello di due pinguini maschi dello zoo di New York, si confeziona un articolo di giornale dal titolo a tesi: <em>Essere gay \u00e8 secondo natura. La sfida dei pinguini di New York<\/em>, lo si sbatte sui giornali a grande tiratura, quelli politicamente corretti, e si utilizza il tutto per affermare, senza discussione critica, un assunto apodittico: che la natura \u00e8 tanto gay quanto etero. E si lascia immaginare al lettore la logica conseguenza: che non c&#8217;\u00e8 assolutamente niente che non vada nel fatto di essere gay, o nel fatto che i gay siano un bella fetta della popolazione totale di una data societ\u00e0. Vi sono poi una serie di sottintesi che rafforzano questa tesi: il prestigio della societ\u00e0 americana e della cultura americana; e, in seconda battuta, il prestigio di cui gode un quotidiano nazionale che, da sempre, si pone non solo come strumento d&#8217;informazione, ma anche come agenzia culturale e come strumento di formazione e di educazione civica. Insomma: se lo dicono loro, sar\u00e0 vero e giusto senz&#8217;altro. Chi siamo noi italiani per mettere in dubbio ci\u00f2 che viene dall&#8217;altra sponda dell&#8217;Atlantico; e chi siamo noi, che non leggiamo tutti i giorni<em>\u00a0La Repubblica<\/em>, per sollevare obiezioni a ci\u00f2 che afferma il pi\u00f9 colto, il pi\u00f9 saggio, il pi\u00f9 aperto e moderno quotidiano nazionale? Quello che spunta sempre dalla tasca delle persone che si danno un&#8217;aria intellettuale, sul treno, per la strada, quelle che sono al passo coi tempi e che hanno una visione dinamica e globale dei problemi, e non gi\u00e0 grettamente e meschinamente sovranista e populista? Il<em>\u00a0New York Times<\/em>\u00a0e\u00a0<em>La Repubblica<\/em>, di qua e di l\u00e0 dall&#8217;oceano, sono quei giornali che &quot;fanno&quot; l&#8217;opinione pubblica: di conseguenza, si servono gi\u00e0 del linguaggio, prima ancora delle idee, per orientare il modo di vedere le cose da parte dei lettori. La parola <em>gay<\/em>, per esempio: \u00e8 quella che hanno scelto i militanti dei movimenti omosessualisti e i fautori dell&#8217;ideologia\u00a0<em>gender<\/em>. Hanno imposto una parola inglese, che significa &quot;allegro&quot;, per designare ci\u00f2 che, da sempre, nella cultura europea, e particolarmente nella cultura cattolica, non era considerato n\u00e9 allegro, n\u00e9 bello, n\u00e9 giusto. In alternativa, parlano di <em>omosessualit\u00e0<\/em>: altra parola di matrice ideologica, escogitata apposta per confonde le idee: come se esistessero due tipi di sessualit\u00e0, etero e omo, parimenti naturali e parimenti legittime. Niente affatto: la sessualit\u00e0, lo dice qualsiasi libro di biologia, \u00e8 quella cosa che nasce dall&#8217;incontro di un gamete maschile e di un gamete femminile: le piante coi fiori sono le piante che si riproducono sessualmente, mentre le altre &#8211; le felci, per esempio &#8211; si riproducono in maniera non sessuale, cio\u00e8 per mezzo di spore. Dunque, la natura non conosce l&#8217;omosessualit\u00e0, non sa neanche cosa sia; meno ancora la dovrebbe conoscere la lingua italiana, se le parole hanno un senso e se il senso deve riferirsi a qualcosa di reale e non a un assunto meramente ideologico. Ma sappiamo dove vogliono arrivare, quei signori: a negare, con il concetto di sessualit\u00e0, il concetto di maschile e femminile, e quindi il concetto di paternit\u00e0 e maternit\u00e0. Per esempio, stanno conducendo una battaglia per far passare l&#8217;idea che &quot;madre&quot; sia un concetto antropologico e non una realt\u00e0 di fatto, una realt\u00e0 biologica. Eppure, come dice la dottoressa Silvana De Mari &#8211; un nome quasi impronunciabile negli ambienti politicamente corretti, perch\u00e9 ha il torto di dire cose ovvie che infastidiscono terribilmente i fautori dell&#8217;ideologia\u00a0<em>gender<\/em>\u00a0&#8211; visto che un ombelico ce l&#8217;abbiamo tutti, fino a prova contraria, allora vuol dire che un madre ce l&#8217;abbiamo tutti: la madre \u00e8 colei che stava attaccata dall&#8217;altra parte del nostro cordone ombelicale, ossia colei che ci ha tenuti in grembo per nove mesi, prima di metterci al mondo. A noi non risulta che una pietra possa diventare un bambino, quindi non ci risulta che due pinguini maschi, se pure covassero una pietra fino al giorno del giudizio, riuscirebbero a far nascere un piccolo.<\/p>\n<p>E ora entriamo un po&#8217; nello specifico del caso da cui siamo partiti. Di che cosa si tratta? Si tratta di due pinguini maschi che, allo zoo di New York, si comportano in maniera omofila (e <em>non<\/em> omosessuale, come abbiano detto). Benissimo. E cosa se ne vuole concludere? Niente di meno che 1) <em>essere gay \u00e8 secondo natura<\/em>; 2) quei due pinguini rappresentano addirittura una <em>sfida<\/em> a chi non \u00e8 d&#8217;accordo con questa asserzione. Non sapevamo che le questioni scientifiche si risolvessero a colpi di sfida; eravamo rimasti a quando le questioni scientifiche si risolvevano per mezzo di prove, ovviamente scientifiche anch&#8217;esse. Ora, le prove di un esperimento scientifico, o di parecchi esprimenti scientifici (tanti ce ne vogliono per poter dichiarare <em>dimostrata<\/em> una certa teoria) esigono una procedura ben precisa, che non ha niente a che vedere con i titoli a sensazione dei giornali, ma che prevede una serie di condizioni e di parametri ben precisi. Se si vuol dimostrare qualcosa afferente il comportamento delle specie animali, bisogna osservare gli animali in natura, non negli zoo: perch\u00e9 vivendo in uno zoo, fosse anche il meglio organizzato del mondo, gli animali sono non soltanto fuori del loro ambiente, ma anche fuori del mondo naturale. In particolare, manca loro la cosa essenziale: la necessit\u00e0 di doversi procurare il cibo, che occupa praticamente tutto il loro tempo finch\u00e9 vivono allo stato selvaggio. Ma in uno zoo, dove il cibo \u00e8 offerto loro ogni giorno dagli esseri umani, senza che debbano minimamente lottare o faticare per procurarselo, vigono condizioni di esistenza totalmente differenti. Gli animali non sono fatti per soddisfare la curiosit\u00e0 dei bambini, ma per vivere nella natura; fuori di essa, in uno spazio artificiale, in un modo di vita artificiale, il loro comportamento non \u00e8 pi\u00f9 naturale. In uno zoo gli animali non sono realmente se stessi: impazziscono, o cadono in depressione, o comunque assumono comportamenti innaturali. \u00c8 assurdo pertanto inferire, dal comportamento di una certa coppia di pinguini maschi, che <em>essere gay \u00e8 secondo natura<\/em>. La natura non conosce niente che somigli al concetto di gay: si tratta di un concetto culturale che non riflette lo stato di natura. Del resto, anche fra gli uomini siamo pronti a scommettere che molte persone sessualmente invertite non si sentono allegre, n\u00e9 hanno voglia di interpretare sfide di sorta, verso la natura o verso la societ\u00e0: questo vocabolo \u00e8 stato coniato da una minoranza di militanti attivi e bramosi di esportare l&#8217;ideologia omosessualista. A parte ci\u00f2, siamo certi che, in natura, esistono alcuni individui dall&#8217;istinto sessuale deviato: il che non significa affatto che la cosa si possa ritenere normale. L&#8217;istinto pu\u00f2 essere deviato per una quantit\u00e0 di ragioni, sia sociali, sia genetiche; nel primo caso rientrano i comportamenti omofili che si verificano negli ambienti unisessuali, come collegi, caserme, prigioni, ecc.; nel secondo, assai pi\u00f9 raro, dei veri e propri &quot;errori&quot; della natura. Ma che cosa si vuole desumere, da questo fatto? La natura, la natura biologica, non \u00e8 perfetta: non rispetta le leggi della matematica. E con questo? L&#8217;esistenza di eccezioni alla regola non autorizza nessuno ad affermare che la regola non esiste, o che le eccezioni e la regola stanno sullo stesso piano. Se non esistesse la differenza sessuale, non esisterebbe la vita: questo \u00e8 il punto. Una coppia d&#8217;individui dello stesso sesso non potr\u00e0 mai procreare: questo \u00e8 il punto. E n\u00e9 il <em>New York Times<\/em>, n\u00e9 <em>La Repubblica<\/em>, n\u00e9 il testo di filosofia per i licei che si \u00e8 affrettato a riportare quell&#8217;articolo, e con quei titoli (buoni, i licei italiani che si avvalgono di simili supporti culturali!), possono cambiare di una virgola tale realt\u00e0: che per fare una nuova vita ci vogliono un individuo maschio e un individuo femmina. Tutto il resto, dalla fecondazione eterologa all&#8217;utero in affitto, \u00e8 aberrazione culturale, ideologica, giuridica. E non c&#8217;\u00e8 Marco Pannella, n\u00e9 Emma Bonino, n\u00e9 Vincenzo Paglia, n\u00e9 James Martin, non ci sono politici o teologi, laici o consacrati, che possano mutare anche solo d&#8217;un millimetro questa realt\u00e0: con buona pace di tutte le loro chiacchiere sui <em>concetti antropologici.<\/em> Maschio e femmina, padre e madre non sono concetti antropologici; sono dati di fatto della biologia; e chi lo, nega la realt\u00e0, per un partito preso ideologico.<\/p>\n<p>Ecco: siamo arrivati a sfiorare il nocciolo del problema. La cultura radicale e libertina proclama che<\/p>\n<p><em>essere gay \u00e8 secondo natura<\/em> perch\u00e9 ha disperatamente bisogno di legittimarsi da un punto di vista naturalistico, dal momento che respinge ogni giudizio di valore di ordine soprannaturale e riduce qualsiasi discorso sull&#8217;uomo alla dimensione immanente e naturale. Il guaio, per essa, \u00e8 che non occorre rifarsi a una morale assoluta di origine soprannaturale, come fanno i credenti (quelli veri), per dire che l&#8217;omofilia \u00e8 contro natura, perch\u00e9 esiste anche una morale naturale, cos\u00ec come esiste una norma naturale. E la natura dice questo: che non si pu\u00f2 prescindere dall&#8217;unione del maschile e del femminile, se si vuole dir s\u00ec alla vita; chiunque neghi questo, \u00e8 a favore di una cultura di morte, contraria alle leggi della natura e alla stessa morale naturale. Cercare di far leva sulla verit\u00e0 di fatto, che esistono le eccezioni ed esistono gli anormali, per scardinare la verit\u00e0 in quanto tale, e cio\u00e8 che la natura si basa sulla distinzione e sulla complementarit\u00e0 del maschile e del femminile, equivale a fare un uso strumentale di tali verit\u00e0 di fatto, trasformandole in bandiere per una battaglia ideologica contro la natura e contro la ragione. Chiunque, anche un bambino, capirebbe che la vita umana discende da una madre e da un padre; e anche un bambino ammetterebbe che, se non ci fossero pi\u00f9 padri, n\u00e9 madri, se non ci fossero pi\u00f9 maschi n\u00e9 femmine, l&#8217;umanit\u00e0 si estinguerebbe nel giro di una generazione. Eppure, i fautori dell&#8217;ideologia <em>gender<\/em>, che sta divenendo, nell&#8217;arco di pochi anni, l&#8217;ideologia dominante (in Francia ormai riconosciuta per legge), vogliono sostenere proprio questa follia: che non esistono il maschile e il femminile, n\u00e9 il padre e la madre; che la sessualit\u00e0 \u00e8 un fatto &quot;liquido&quot;, modificabile a piacere; e che da una pietra pu\u00f2 nascere un bambino &#8212; ovvero, fuori di metafora, che si pu\u00f2 far nascere un bambino con pratiche artificiali sempre pi\u00f9 spregiudicate, e poi affidare quel bambino a una coppia di uomini o a una coppia di donne, magari reclamizzando ci\u00f2 su catalogo, come si fa con qualsiasi altro prodotto commerciale. Tuttavia, per superare eventuali remore al trionfo di una ideologia cos\u00ec aberrante, quei signori avevano bisogno della collaborazione di qualcuno che, da una sponda autorevole, desse loro ragione, ma sulla base della pura emotivit\u00e0 e non della ragione: e l&#8217;hanno trovato nei teologi progressisti e nei preti <em>gay-friendly<\/em>, alla James Martin, cos\u00ec buonisti e misericordiosi da considerare solo l&#8217;aspetto emotivo della cosa. Essi dicono: <em>dove c&#8217;\u00e8 amore, c&#8217;\u00e8 famiglia<\/em>; e se due uomini o due donne desiderano un figlio con vero amore (?), perch\u00e9 negar loro questo sogno? Infine, meglio due genitori dello stesso sesso, che un padre e una madre privi di amore. \u00c8 un ragionamento sballato, e lo vedrebbe anche un cieco: chi garantisce che la coppia omofila vivr\u00e0 d&#8217;amore e d&#8217;accordo pi\u00f9 di una coppia etero? Non importa: una volta imboccata la via delle emozioni (come piace a Bergoglio) la ragione sparisce, e il buon senso pure&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;8 febbraio 2004 il solito\u00a0Repubblica\u00a0riportava un articolo tratto dal\u00a0New York Times\u00a0&#8211; questi signori hanno bisogno di avvalersi di fonti straniere perfino quando si tratta di colossali<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[92],"class_list":["post-25191","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25191","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25191"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25191\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25191"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25191"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25191"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}