{"id":25188,"date":"2009-02-06T09:46:00","date_gmt":"2009-02-06T09:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/02\/06\/finira-linverno-dellanima-quando-ne-avremo-compreso-il-significato-profondo\/"},"modified":"2009-02-06T09:46:00","modified_gmt":"2009-02-06T09:46:00","slug":"finira-linverno-dellanima-quando-ne-avremo-compreso-il-significato-profondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/02\/06\/finira-linverno-dellanima-quando-ne-avremo-compreso-il-significato-profondo\/","title":{"rendered":"Finir\u00e0 l&#8217;inverno dell&#8217;anima, quando ne avremo compreso il significato profondo"},"content":{"rendered":"<p>Vi sono dei momenti, nella vita di una persona, nei quali l&#8217;anima si sente come attanagliata dal gelo dell&#8217;inverno: trema di freddo e di solitudine, non vede altro che gelo e vuoto ovunque volga lo sguardo; da nessuna parte un accenno di calore, di primavera.<\/p>\n<p>Vi sono dei momenti nei quali la stanchezza pregressa si fa sentire, quasi di colpo, con tutto il suo peso soffocante; nei quali tutte le delusioni e tutte le amarezze sembrano ridestarsi e mimare una danza oscena, agitando spettrali ricordi; nei quali il coraggio sembra sul punto di venire meno, e la fiammella della speranza diviene sempre pi\u00f9 esile, tanto che il prossimo colpo di vento potrebbe spegnerla in un leggero sbuffo di fumo.<\/p>\n<p>Vi sono dei momenti nei quali ci si domanda come sar\u00e0 possibile andare avanti, continuare a reggere la pressione congiunta delle preoccupazioni e dell&#8217;angoscia, loro inseparabile compagna e sgradita ospite delle lunghe notti senza stelle, degli interminabili inverni senza sole; e si ha la sensazione di girare a vuoto, prodigandosi in un inutile sforzo, che non servir\u00e0 a nulla e non condurr\u00e0 da alcuna parte.<\/p>\n<p>\u00c8 allora che bisogna ripensare a fondo se stessi, il proprio cammino, la meta che si intende perseguire; ed \u00e8 allora che bisogna fare appello a quella forza benevola, superiore all&#8217;umana, che taluni chiamano grazia.<\/p>\n<p>Soprattutto, \u00e8 in quei momenti che bisogna ricordare che nessuna sconfitta \u00e8 decisiva, se noi non lo vogliamo; che nessuno sbandamento \u00e8 inevitabile, se conserviamo la fiducia non solo in noi stessi, ma anche nell&#8217;Essere da cui veniamo e verso cui andiamo; che nel gelo stesso dell&#8217;inverno stanno maturando, in segreto, le gemme della prossima rinascita.<\/p>\n<p>Questa \u00e8, forse, la cosa pi\u00f9 importante: non perdere mai di vista la connessione necessaria, ontologica e morale, fra il momento della prova e quello della liberazione, fra lo scacco e la ripresa, fra le tenebre e la luce.<\/p>\n<p>Non vi sarebbe luce se non vi fossero tenebre; non vi sarebbe gioia nello sbocciare delle foglie a primavera, se non vi fossero, prima, i lunghi mesi spogli dell&#8217;attesa, dell&#8217;assenza. A torto li si chiama mesi di squallore: non esiste squallore, se non nell&#8217;anima che si abbandona ai suoi peggiori istinti; ma, per chi ha occhi per vedere e una mente capace di comprendere, nulla \u00e8 di per s\u00e9 negativo, purch\u00e9 si sappia cogliere lo stimolo alla crescita interiore.<\/p>\n<p>Amarezze, delusioni, sconfitte, malattie e dispiaceri d&#8217;ogni genere possono divenire i nostri preziosi alleati, gli strumenti per aiutarci a evolvere, a progredire, a superare continuamente il nostro piccolo io e proiettarci verso l&#8217;immensa vita universale dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>Anche noi siamo simili alle piante; anche noi attraversiamo periodi di quiescenza, di silenzio, di sbigottimento; e anche noi possiamo ritornare a fiorire, ad aprirci ai caldi raggi del sole, resi pi\u00f9 saggi e pi\u00f9 compassionevoli dalle difficolt\u00e0 superate, dagli insuccessi accettati in spirito di umilt\u00e0, i quali contribuiscono a renderci pi\u00f9 umani.<\/p>\n<p>Non \u00e8 da invidiare la sorte di coloro che vincono sempre, che avanzano sempre, che non tremano mai; essi non possiedono n\u00e9 il senso del limite, n\u00e9 quello del mistero: le due grandi finestre spalancate sugli orizzonti illimitati dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>\u00c8 la caduta che ci rende umani, \u00e8 la delusione che ci fa migliori: beninteso, se sappiamo vivere tali esperienze con lo spirito giusto, e cio\u00e8 tenendoci ugualmente lontani dal vittimismo piagnucoloso e dall&#8217;arroganza di chi si crede superiore a tutto e a tutti, e ripete perci\u00f2, senza posa, sempre le stesse imprudenze e i medesimi errori.<\/p>\n<p>Ce lo conferma la vita dei grandi santi e dei grandi illuminati: anch&#8217;essi hanno conosciuto il momento della prova, della stanchezza, della ribellione; e solo per mezzo della \u00abporta stretta\u00bb sono riusciti a penetrare nei giardini fioriti dell&#8217;Essere. La loro pace (mai definitiva ed autosufficiente, peraltro) hanno dovuto riscattarla a carissimo prezzo. Nulla fu dato loro gratis: anzi, hanno pagato ogni cosa a dieci volte il suo valore. Tuttavia, a un certo punto, hanno deciso di compiere un supremo atto di umilt\u00e0 &#8211; e si sono abbandonati.<\/p>\n<p>Quella \u00e8 stata la loro grandezza: abbandonarsi nelle braccia dell&#8217;Essere, in un atto di estrema, consapevole fiducia; ma senza alcuna garanzia, senza nulla che tenesse loro le spalle coperte. Hanno accettato il rischio, la sfida dell&#8217;assurdo.<\/p>\n<p>\u00abChi vorr\u00e0 salvare la propria vita, la perder\u00e0; e chi la perder\u00e0, la guadagner\u00e0\u00bb. Non \u00e8 un concetto assurdo? Eppure, questa \u00e8 la divina assurdit\u00e0 dei grandi, di coloro che sanno vedere oltre: oltre le apparenze dell&#8217;immediato, del relativo, del contingente. Solo le grandi anime sanno fare questo: le anime piccole, non vedono quasi nulla al di l\u00e0 di se stesse.<\/p>\n<p>Pure, l&#8217;esempio delle anime grandi trascina, nel lungo periodo, milioni d&#8217;individui; quello delle anime piccole, si perde nel vento, come le foglie d&#8217;autunno che si staccano dai rami e volano via, chiss\u00e0 dove.<\/p>\n<p>L&#8217;anima, dopo il gelo dell&#8217;inverno, si schiude pi\u00f9 forte e pi\u00f9 bella di prima: come i bucaneve che spuntano sui pendii soleggiati, annunciando la prossima fine della stagione fredda e l&#8217;arrivo imminente delle prime giornate tiepide, carezzate dalle dolci brezze del Sud.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 \u00e8 importante accogliere il momento della prova come una benedizione, come un&#8217;occasione preziosa, insostituibile; e non gi\u00e0 imprecare e maledirlo come un intruso, ladro e cattivo. Esso non ci potr\u00e0 mai portare via nulla, che sia davvero nostro; al contrario, potrebbe lasciarci le ricchezze di un tesoro nascosto, se lo accoglieremo virilmente.<\/p>\n<p>Il concetto \u00e8 sempre lo stesso: nulla di quel che ci pu\u00f2 essere tolto era veramente nostro; ma niente di quello che \u00e8 davvero nostro, ci potr\u00e0 mai essere portato via.<\/p>\n<p>La persona superficiale, che mai si \u00e8 fermata a riflettere sul senso della propria vita, ignora tutto questo e crede sue le cose che non lo sono; viceversa, forse non sa nemmeno di possedere qualcosa di prezioso, che niente e nessuno gli potranno mai sottrarre.<\/p>\n<p>La persona superficiale concentra le proprie attenzioni e i propri sforzi per conseguire e accumulare ci\u00f2 che \u00e8 secondario; ma non si prende affatto cura di ci\u00f2 che \u00e8 essenziale. \u00c8 ignorante, nel senso pi\u00f9 profondo del termine; e le abitudini sbagliate di una vita intera non l&#8217;aiuteranno certo a riacquistare una giusta prospettiva sulle cose. Essa fa come il cercatore d&#8217;oro inesperto, che esulta per aver trovato qualche minerale senza valore che, dell&#8217;oro, ha soltanto l&#8217;apparenza; e si lascia sfuggire il filone buono, perch\u00e9 non sa riconoscerlo.<\/p>\n<p>Lo fa con le cose, con i luoghi, con gli altri esseri umani: sopravvaluta smisuratamente ci\u00f2 che ha poco valore, volge le spalle a ci\u00f2 che \u00e8 prezioso. E lo fa ugualmente con se stessa: non vede, non riconosce, nemmeno intuisce la parte pi\u00f9 preziosa di se stessa; mentre carezza e lusinga senza posa la sua parte pi\u00f9 caduca e pi\u00f9 frivola: il piccolo io che non sa mai dire \u00abtu\u00bb, perch\u00e9 non sospetta nemmeno il diamante che custodisce in se stessa.<\/p>\n<p>Questa, se vogliamo, \u00e8 l&#8217;ironia della vita, della vita mancata: correre dietro a illusori miraggi di felicit\u00e0, e tenersi ben lontano dalle vere sorgenti della pace interiore.<\/p>\n<p>Milioni e milioni di vite si consumano in questa ignoranza profonda, in questa impossibile rincorsa, in questa parodia dell&#8217;autentico movimento spirituale. Ciechi che guidano altri ciechi, destinati a cadere nel vuoto e trascinare con s\u00e9, nella caduta, chiss\u00e0 quante altre anime.<\/p>\n<p>Eppure una vita umana \u00e8 abbastanza lunga da offrire numerose occasioni per aprire gli occhi, per vedere e per meditare su quali siano le cose importanti, quali i mezzi pi\u00f9 adatti per raggiungerle, quali i pericoli e gl&#8217;inganni da evitare. Non \u00e8 lunga quanto vorremmo? Ma, come gi\u00e0 osservava Seneca, non sar\u00e0 mai lunga abbastanza, per chi non la sa usare bene.<\/p>\n<p>Che sia lunga o breve, ci\u00f2 dipende da noi: in senso spirituale, si capisce; ossia, nel suo significato pi\u00f9 serio e pi\u00f9 profondo. E non occorre essere dei filosofi stoici per convenirne: basta mettersi in ascolto della voce dell&#8217;Essere, che sempre parla dentro di noi. Quella voce ci dice che non siamo fatti per la morte, ma per la vita; e che veniamo al mondo non per odiare, ma per amare.<\/p>\n<p>Per\u00f2, bisogna imparare ad ascoltarla; e, per ascoltarla, bisogna saper mettere a tacere i molti, troppi rumori inutili, dai quali ci lasciamo frastornare cos\u00ec spesso.<\/p>\n<p>Bisogna fare silenzio nell&#8217;anima: perch\u00e9 l&#8217;anima \u00e8 un giardino delicato, che odia il chiasso, la volgarit\u00e0 e ogni forma di attaccamento smodato alle cose fuggevoli. Come un timido capriolo che si aggira nel bosco, essa fugge quando ode rumori ingiustificati: ma si lascer\u00e0 vedere e, forse, avvicinare, da chi le viene incontro in punta di piedi, con cuore leale.<\/p>\n<p>Accade di frequente che noi diventiamo estranei a noi stessi, nel senso pi\u00f9 profondo dell&#8217;espressione: non sappiamo pi\u00f9 chi siamo, perch\u00e9 ci troviamo qui e dove stiamo andando. Non ricordiamo da dove siamo venuti: se cos\u00ec non fosse, non ci muoveremmo a caso lungo le strade della vita, smarrendoci di continuo per sentieri erti e spinosi, che non portano in alcun luogo: ma punteremmo dritti alla meta, come l&#8217;esperto scalatore che non perde di vista la vetta che si \u00e8 prefisso di raggiungere, pur dovendo procedere nel labirinto delle valli sottostanti.<\/p>\n<p>Dunque, l&#8217;inverno dell&#8217;anima pu\u00f2 anche essere lungo e doloroso; ma non deve indurre a smarrire la speranza della rinascita.<\/p>\n<p>Esso non \u00e8, di per s\u00e9, un fattore negativo, se non come la fiamma che forgia il metallo e lo rende pi\u00f9 forte, pi\u00f9 resistente. Noi siamo come il metallo, il momento della prova \u00e8 come la fiamma che tempra e che purifica, eliminando le scorie.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 crescere, se non passando per la porta stretta: chi passa per la porta larga, rimarr\u00e0 sempre una persona piccola.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 darsi, anzi \u00e8 probabile, che la maggioranza degli uomini non la veda cos\u00ec: per la mentalit\u00e0 dominante, il successo \u00e8 sempre un valore autoevidente; mentre la prova, lo scacco, sono sempre il segno di una debolezza, di una incapacit\u00e0.<\/p>\n<p>La cosa non deve stupire affatto. \u00c8 stato detto \u00abGli uomini di questo mondo, nei loro rapporti con gli altri, sono pi\u00f9 astuti dei figli della luce\u00bb (Vangelo di Luca, 16, 8). Ma l&#8217;astuzia di questo mondo, per quanto possa garantire il successo nel regno della quantit\u00e0, \u00e8 una ben misera forma di sapienza, rapportata al piano dell&#8217;assoluto.<\/p>\n<p>Se non vogliamo tradire noi stessi, la parte pi\u00f9 profonda della nostra natura, dobbiamo sempre ricordarci questo: che solo la nostra parte effimere vive al livello della quantit\u00e0; per tutto il resto, noi siamo proiettati verso l&#8217;assoluto. Tale \u00e8 la nostra meta, tali sono la nostra vocazione e il nostro ultimo destino.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, fin da ora, dobbiamo esercitare le nostre gambe a salire verso l&#8217;alto; i nostri polmoni, a respirare l&#8217;aria rarefatta delle cime.<\/p>\n<p>Solo cos\u00ec, cadendo e rialzandoci, impareremo a vedere nel momento della prova una occasione di crescita e di arricchimento e non soltanto una esperienza negativa, da dimenticare il pi\u00f9 in fretta che sia possibile.<\/p>\n<p>Buone gambe e buoni polmoni ci vogliono, per salire; e nessuna paura della solitudine, delle critiche ingiuste, dei sorrisetti di commiserazione.<\/p>\n<p>Del resto, non dovremo fare tutto da soli; qualcuno o qualcosa ci aiuter\u00e0, quando ne avremo realmente bisogno.<\/p>\n<p>E non dovremo preoccuparci troppo di cercare la strada giusta: perch\u00e9, quando troveremo il coraggio di non aggrapparci pi\u00f9 alle cose, sar\u00e0 la strada a venirci incontro, come una vecchia amica che da sempre era rimasta ad aspettarci.<\/p>\n<p>E questo \u00e8 tutto.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 semplice di quel che non si creda, dopo tutto.<\/p>\n<p>L&#8217;importante \u00e8 non smarrire mai la speranza; ricordare che le gemme maturano a lungo, in silenzio, nel mistero dei rami intirizziti e, in apparenza, morti; ma, in realt\u00e0, covano la vita futura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi sono dei momenti, nella vita di una persona, nei quali l&#8217;anima si sente come attanagliata dal gelo dell&#8217;inverno: trema di freddo e di solitudine, non<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[96],"class_list":["post-25188","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-anima"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25188","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25188"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25188\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25188"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25188"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25188"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}