{"id":25181,"date":"2017-04-22T02:43:00","date_gmt":"2017-04-22T02:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/04\/22\/o-il-finalismo-o-il-nulla\/"},"modified":"2017-04-22T02:43:00","modified_gmt":"2017-04-22T02:43:00","slug":"o-il-finalismo-o-il-nulla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/04\/22\/o-il-finalismo-o-il-nulla\/","title":{"rendered":"O il finalismo, o il nulla"},"content":{"rendered":"<p>Il punto debole di quanti vedono avanzare la marea fangosa del relativismo; vedono che essa si sta configurando, ogni giorno di pi\u00f9, come una forma di dittatura del politicamente corretto; e vedono che esso, a sua volta, porta all&#8217;instaurazione del totalitarismo democratico, il pi\u00f9 subdolo e il pi\u00f9 capillare e sistematico di tutti i totalitarismi possibili, \u00e8 l&#8217;assenza di uno strumento <em>filosofico<\/em> con cui rispondere all&#8217;offensiva disgregatrice in atto, che demolisce, una dopo l&#8217;altra, tutte le certezze, tutte le tradizioni, tutti i valori fino ad oggi riconosciuti, e che mira alla sovversione totale del pensiero e della morale.<\/p>\n<p>In altre parole: i fautori del relativismo hanno un progetto ben preciso: in apparenza, si direbbe che essi vogliano &quot;solo&quot; affermare la pari dignit\u00e0 di tutti i punti di vista e di tutte le culture; ma il loro vero obiettivo \u00e8 infinitamente pi\u00f9 vasto e ambizioso: relativizzando il concetto stesso della verit\u00e0, essi perseguono, in maniera assolutamente lucida e deliberata (almeno ai livelli superiori di questa strategia) la distruzione radicale e irreversibile della civilt\u00e0 di cui siamo parte, per sostituirla con una contro-civilt\u00e0 dominata dalla menzogna eretta a sistema. Bisogna aver chiaro, infatti, che solo uno sciocco pu\u00f2 illudersi che una qualunque societ\u00e0 ordinata potrebbe ancora continuare ad esistere, dopo che si fosse universalmente riconosciuto il principio &#8211; anche a livello legislativo &#8211; che una verit\u00e0 oggettiva non esiste, e che la ragion d&#8217;essere delle leggi e dello Stato \u00e8 puramente e semplicemente quella di tutelare i diritti soggettivi, basati sulla libert\u00e0 di ciascuno, considerata altrettanto soggettivamente e come un valore, quello s\u00ec, assoluto. \u00a0Senza dubbio vi sono di codesti sciocchi, e sono anche relativamente numerosi; ma essi formano solo la massa di manovra di cui qualcun altro si sta servendo per attuare il suo progetto di sovversione mondiale. Chi possieda un minimo d&#8217;intelligenza e di coraggio civile, non pu\u00f2 non vedere, e non trarne le relative conseguenze pratiche, che l&#8217;instaurazione della dittatura del relativismo coincider\u00e0 con l&#8217;istituzionalizzazione del caos, ossia come l&#8217;accettazione del caos come la condizione &quot;normale&quot; dell&#8217;esistenza, sia per i singoli individui, sia per la societ\u00e0 nel suo insieme. Ora, non basta vedere e capire tutto questo; non basta rendersi conto del fatto che la dittatura del relativismo ci porter\u00e0 al caos permanente, e che ci\u00f2 significher\u00e0 condizioni di vita &quot;impossibili&quot; per i nostri figli e i nostri nipoti; bisogna, evidentemente, elaborare anche una concezione filosofica in grado di offrire una valida risposta al relativismo. Senza questo strumento, ogni battaglia contro il relativismo rester\u00e0 un fatto isolato, disorganico, inefficace; sar\u00e0 sempre una battaglia di retroguardia, ossia una battaglia persa in partenza.\u00a0<\/p>\n<p>Ebbene, per trovare un tale strumento \u00e8 sufficiente tornare indietro, l\u00e0 dove la cultura del relativismo ha incominciato a diffondersi, come un&#8217;infezione, come un tumore: al principio della modernit\u00e0. Filosoficamente, prima della visione relativista del reale esisteva la visione finalista. Il finalismo ha, nella tradizione occidentale, ha una doppia radice: greca e cristiana. La radice greca \u00e8 data dal <em>telos<\/em> aristotelico; la radice cristiana &#8211; oltre, ovviamente, che dal Vangelo &#8211; \u00e8 data specialmente dal tomismo. Aristotele e san Tommaso d&#8217;Aquino hanno dato all&#8217;Occidente la struttura logico-morale che ha consentito alla nostra civilt\u00e0 di crescere, di svilupparsi, offrendo al singolo individuo, nello stesso tempo, un valido orizzonte esistenziale, cio\u00e8 un orizzonte di senso. In altre parole: le persone, al mattino, per trovare la forza di alzarsi dal letto e incominciare la giornata, devono avere l&#8217;intima convinzione che: a) vita ha un senso; b) che essa ci fornisce anche i mezzi per comprenderlo e per realizzarlo. Se cos\u00ec non fosse, la vita diverrebbe impossibile. Il che \u00e8 quanto sta avvenendo: l&#8217;aumento vertiginoso dei suicidi, e soprattutto dei comportamenti autolesionistici e masochisti, indica chiaramente che la nostra civilt\u00e0 ha completamente smarrito il proprio orizzonte di senso, per cui le singole persone non trovano pi\u00f9 delle valide ragioni per continuare a vivere, o, quanto meno, per continuare a vivere in una maniera razionale, fiduciosa, costruttiva e collaborativa. I maestri del caos, i cattivi maestri, dopo aver predicato il non senso, cio\u00e8 il nulla, nella cultura occidentale, di fatto l&#8217;hanno portata a implodere, a disgregarsi, sia pure lasciando in piedi l&#8217;apparenza di una esistenza ancora relativamente ordinata e relativamente razionale. Ma \u00e8 solo l&#8217;apparenza: dietro la maggior parte dei comportamenti delle persone e dietro le logiche dei grandi istituti finanziari, economici, politici, s&#8217;intravede il nichilismo scatenato, una lotta selvaggia per l&#8217;autoaffermazione mescolata al narcisismo maligno, ossia alla volont\u00e0 di distruggere se stessi e il mondo (se possibile), qualora le proprie ambizioni deliranti non possano venire soddisfatte.<\/p>\n<p>Ora, prima che la cultura moderna, basata sul rifiuto di Dio e della trascendenza e sull&#8217;assunzione di un orizzonte d&#8217;immanenza radicale, s&#8217;imponesse all&#8217;Europa, gli individui e la societ\u00e0 erano sorretti dall&#8217;idea che tutte le cose hanno un fine; che tutte le cose concorrono a uno scopo; che tutte le cose sono dotate, per natura, o, nel caso dell&#8217;uomo, sia per natura, sia per intervento divino, della capacit\u00e0 di soddisfare la realizzazione di quel fine. In altre parole, nulla \u00e8 lasciato al caos, nulla \u00e8 condannato all&#8217;insignificanza o all&#8217;assurdit\u00e0. Questo \u00e8 precisamente l&#8217;orizzonte esistenziale e culturale che dobbiamo recuperare; questo \u00e8 lo strumento filosofico che ci permetter\u00e0 di uscire dal vicolo cieco nel quale ci siamo cacciati, per aver dato ascolto ai cattivi maestri del relativismo e del nichilismo. Il relativismo, infatti, porta necessariamente e inevitabilmente al nichilismo, cos\u00ec come il finalismo porta necessariamente e inevitabilmente all&#8217;affermazione di un orizzonte di senso. Nessuno pu\u00f2 vivere senza un tale orizzonte; \u00a0se l&#8217;insensatezza del mondo si impone come la cultura dominante, la cultura del <em>politically correcrt<\/em>, e, addirittura, se viene imposta dal legislatore, minacciando gravi sanzioni, amministrative e penali, a quanti la mettono in dubbio, o si permettono di fare domande scomode, o di chiamare le cose con il loro nome &#8211; per esempio: di chiamare l&#8217;aborto, omicidio del nascituro; di chiamare l&#8217;eutanasia, suicidio assistito; di chiamare l&#8217;accoglienza illimitata di falsi profughi, invasione; o di chiamare l&#8217;omosessualit\u00e0 come una forma di sessualit\u00e0, mentre essa \u00e8 la negazione della sessualit\u00e0, perch\u00e9 &quot;sessuale&quot; vuol dire incontro di gameti maschili e femminili -, allora \u00e8 la fine: la societ\u00e0 si suicida moralmente, cos\u00ec come gli individui si suicidano biologicamente &#8211; e non importa se si tratta di un suicidio non percepito come tale, quale \u00e8 il caso, appunto, della promozione della omosessualit\u00e0 alla stessa dignit\u00e0 della sessualit\u00e0 vera, quella fra l&#8217;uomo e la donna, avente il fine della procreazione.<\/p>\n<p>Ecco la parola-chiave: il fine. Le cose hanno un senso; di conseguenza, le cose hanno anche un fine. I due concetti sono inseparabili: tutto ci\u00f2 che ha un senso possiede anche un fine, cos\u00ec come ci\u00f2 che non ha un fine, non ha nemmeno un senso. Per esempio: se il senso dell&#8217;arte \u00e8 la bellezza, allora l&#8217;arte si realizza nella ricerca del bello, che \u00e8 il suo intimo significato. Se il fine dell&#8217;architettura \u00e8 costruire gli edifici, allora il costruire gli edifici diventa non una delle tante opzioni possibili, ma la sola opzione possibile, quella che possiede un significato. Si potr\u00e0 discutere sulle modalit\u00e0 con cui perseguire questo fine, non il fine in s\u00e9; diversamente, l&#8217;architettura sarebbe priva di senso, sarebbe una teoria, o una pratica, insensata. La vita umana ha un senso, quindi ha anche un fine: e il senso di essa consiste proprio nel riconoscere e attuare il proprio fine. L&#8217;uomo \u00e8 una creatura formata da un corpo e da un&#8217;anima: il suo fine, dunque, non pu\u00f2 essere puramente pratico e biologico, \u00a0cio\u00e8 la sopravvivenza; perch\u00e9 la sopravvivenza \u00e8, a sua volta, in funzione dello scopo ultimo: quello di realizzare la propria umanit\u00e0. L&#8217;umanit\u00e0 dell&#8217;uomo si realizza nella dimensione spirituale, perch\u00e9 \u00e8 quella che lo contraddistingue; dal lato biologico, non ci sarebbe una vera differenza fra lui e gli altri animali. Il fine spirituale dell&#8217;uomo \u00e8 riconoscere, amare e servire ci\u00f2 che gli ha conferito il bene prodigioso dell&#8217;esistenza, senza la quale non vi \u00e8 filosofia che tenga, n\u00e9 scienza, n\u00e9 arte, n\u00e9 piacere, n\u00e9 ambizione, n\u00e9 speranza, non c&#8217;\u00e8 niente di niente: e questo autore \u00a0non pu\u00f2 essere che Dio, il Principio auto-sussistente, che non deriva la propria esistenza da nessun altro da s\u00e9, da nient&#8217;altro che non sia Lui stesso.<\/p>\n<p>Se le cose esistono, \u00e8 perch\u00e9 esiste un Qualcosa, o un Qualcuno, che le ha portate all&#8217;esistenza: \u00e8 un concetto molto semplice, intuitivo, che la civilt\u00e0 moderna, cos\u00ec ricca di sofismi e cos\u00ec abile nel complicare ulteriormente le cose, \u00e8 riuscita, nondimeno, a farci perdere di vista, facendo s\u00ec che ci smarrissimo in un labirinto interminabile, dal quale non sappiamo pi\u00f9 come uscire. Dobbiamo rientrare in noi stessi, ritrovare la lucidit\u00e0, recuperare il buon senso istintivo che ci dice, senza possibilit\u00e0 di dubbio, che niente pu\u00f2 venire dal niente, e che non \u00e8 possibile che cose diverse siano vere contemporaneamente, se non in maniera apparente e ed esteriore: ma, in effetti, la verit\u00e0 esclude che diverse cose siano vere ciascuna allo stesso modo, perch\u00e9, se cos\u00ec fosse, si dovrebbe piuttosto negare che la verit\u00e0 esista. Ma se la verit\u00e0 non esiste, allora esiste solo la follia: perch\u00e9 un universo nel quale \u00e8 vero tutto e il contrario di tutto, nel quale \u00e8 vero ci\u00f2 che ieri era falso, p che sar\u00e0 dichiarato falso domani; nel quale la mia verit\u00e0 vale esattamente quanto la tua, \u00e8 un universo folle, delirante, invivibile, che si autodistrugger\u00e0, e in maniera estremamente dolorosa per i suoi sventurati abitanti.<\/p>\n<p>Tuttavia, se non \u00e8 questo che vogliamo; se ci siamo trovati a questo punto senza aver capito come e perch\u00e9; se abbiamo ascoltato in buona fede, ingenuamente, i cattivi maestri del caos e del nichilismo, ma poi abbiamo compreso che essi sono dei folli, o degli sciocchi, o qualcosa di peggio di entrambe queste categorie, allora dobbiamo tornare all&#8217;idea, limpida e chiara, che la verit\u00e0 esiste; che il mondo ha un senso; che la nostra vita appartiene al mondo, e quindi ha un senso anch&#8217;essa; e che possiede in se stessa i mezzi per realizzare quel senso, attuando cos\u00ec il proprio fine. In altre parole: o si \u00e8 per il finalismo, o si \u00e8 per il nulla. Chi rifiuta il finalismo, spalanca le porte del relativismo, anticamera del nulla; chi, invece, crede che le cose abbiano un fine da realizzare, e quindi anche un significato che va oltre la loro apparenza esteriore, \u00e8 contrario al relativismo in tutte le sue forme, e specialmente alla dittatura del relativismo che, oggi, ci sta venendo imposta in maniera sempre pi\u00f9 esplicita e intollerante. E poich\u00e9 coloro i quali ce la stanno imponendo, nondimeno sono ben decisi a sfruttare e godere il momento ad essi favorevole, in termini di denaro, potere e prestigio, giungiamo necessariamente alla conclusione che, per prestarsi ad un simile disegno, bisogna essere, per forza di cose, o dei completi imbecilli, lusingati bens\u00ec dal successo e dai riconoscimenti, ma del tutto incapaci di comprendere la terribile portata di quel che si sta facendo, oppure dei malvagi, i quali, pur vedendo le conseguenze anti-umane del proprio agire, non arretrano e non indugiano, evidentemente perch\u00e9 odiano il prossimo e odiano la vita. Non che essere applauditi e ammirati, come oggi in realt\u00e0 avviene &#8212; e stiamo parlando dei vincitori dei maggiori premi letterari, artistici, scientifici, degli intellettuali pi\u00f9 corteggiati, dei registi teatrali e cinematografici pi\u00f9 apprezzati, delle penne del giornalismo pi\u00f9 generosamente pagate &#8212; costoro andrebbero relegati ai margini, e disprezzati, perch\u00e9 non sono altro che dei parassiti, nel migliore dei casi, e, nel peggiore, dei collaboratori al progetto criminale che sta spingendo la nostra societ\u00e0 verso il disprezzo di se stessa, e i singolo individui verso la depressione collettiva, l&#8217;angoscia esistenziale, la disperazione, il nulla e la morte.<\/p>\n<p>La cultura, il pensiero, le arti, non sono un passatempo per spiriti oziosi e non possono essere il trampolino verso la notoriet\u00e0 di anime raffinate e intelligenze acute, ma sterili ed egoiste; e l&#8217;influsso che esercitano sulla societ\u00e0 non va in alcun modo sottovalutato. Una societ\u00e0 sana ha bisogno di uomini di cultura che promuovano e difendano la vita, il che non \u00e8 possibile se non si crede che la vita abbia un senso e che ciascun essere umano abbia un fine da realizzare. La ragione naturale, con Aristotele, ci dice quale sia questo fine: la felicit\u00e0; il cristianesimo precisa che la vera felicit\u00e0 non \u00e8 quella terrena, ma la beatitudine eterna, che viene preparata dalla vita buona nella dimensione terrena, cio\u00e8 dalla vita in accordo con le leggi di natura e con la legge divina. La legge divina non contraddice, ma perfeziona le leggi naturali e le porta a un superiore livello di armonia e consapevolezza. Tuttavia, \u00e8 possibile arrivare fino alle soglie delle principali verit\u00e0 cristiane anche con l&#8217;uso corretto ed onesto della ragione naturale, in ci\u00f2 che essa ha di vero ed universale. I nemici della legge divina fanno un uso arbitrario e grottesco delle leggi naturali: affermando d&#8217;ispirarsi ad esse, in realt\u00e0 le deformano secondo le loro particolari ideologie. Naturalmente stiamo parlando della legge naturale che \u00e8 propria dell&#8217;uomo, e non di quella delle bestie; legge naturale che, per esempio &#8212; ma di esempi potremmo farne moltissimi &#8212; prevede l&#8217;unione felice dell&#8217;uomo e della donna in vista della trasmissione della vita, e non si sogna di equiparare ad essa l&#8217;unione, infeconda e innaturale, di due persone dello stesso sesso. Quanti sofismi sanno inventare costoro, per contraddire le leggi della natura: come quando dicono che anche una coppia formata da un uomo e una donna pu\u00f2 essere infeconda. Ma altro \u00e8 una sterilit\u00e0 <em>patologica<\/em>, altro \u00e8 una sterilit\u00e0 <em>fisiologica<\/em>&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il punto debole di quanti vedono avanzare la marea fangosa del relativismo; vedono che essa si sta configurando, ogni giorno di pi\u00f9, come una forma di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[97,110,241],"class_list":["post-25181","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-aristotele","tag-civilta","tag-san-tommaso-daquino"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25181","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25181"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25181\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25181"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25181"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25181"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}