{"id":25171,"date":"2009-03-18T06:50:00","date_gmt":"2009-03-18T06:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/03\/18\/esiste-una-filosofia-della-spiaggia-come-un-tempo-esistette-la-filosofia-del-giardino\/"},"modified":"2009-03-18T06:50:00","modified_gmt":"2009-03-18T06:50:00","slug":"esiste-una-filosofia-della-spiaggia-come-un-tempo-esistette-la-filosofia-del-giardino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/03\/18\/esiste-una-filosofia-della-spiaggia-come-un-tempo-esistette-la-filosofia-del-giardino\/","title":{"rendered":"Esiste una \u00abfilosofia della spiaggia\u00bb, come un tempo esistette la \u00abfilosofia del giardino\u00bb?"},"content":{"rendered":"<p>La storia della filosofia greca ci ha abituati, con Aristotele, all&#8217;idea che si possa filosofare camminando sotto i portici; e, con Epicuro, che lo si possa fare all&#8217;ombra di un giardino.<\/p>\n<p>Ai nostri giorni, Marc Sautet ci ha abituati all&#8217;idea che si possa fare filosofia sui tavolini di un caff\u00e8, e, da parte sua, Maurizio Ferraris ci ha fatto riflettere sui risvolti filosofici della moda imperversante del telefono cellulare (cfr., rispettivamente, i nostri precedenti articoli: \u00abLa violenza \u00e8 propria dell&#8217;uomo o si trova in tutta la natura?\u00bb; e l&#8217;altro, \u00abE se Lara e Jurij \u017divago avessero avuto il telefonino?\u00bb, entrambi consultabili sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Ma che cosa si potrebbe dire, di una filosofia della spiaggia? Pu\u00f2 esistere? E, se s\u00ec, come la si dovrebbe immaginare?<\/p>\n<p>Non intendiamo dire della spiaggia, intesa solo come luogo fisico: sappiamo, dall&#8217;\u00abOttavio\u00bb di Minucio Felice &#8211; in cui due amici discutono, con garbata misura, sui pro e i contro del paganesimo rispetto al cristianesimo, mentre passeggiano sul lido di Ostia &#8211; che la riva del mare \u00e8 certamente un luogo idoneo a trattare questioni filosofiche. Intendiamo dire della spiaggia come luogo psicologico, come luogo ideale.<\/p>\n<p>Questo, per quanto ne sappiamo, \u00e8 un quesito che non \u00e8 stato ancora posto, a dispetto del fatto che, nella nostra cultura, \u00abspiaggia\u00bb sia un sostantivo che evoca molte cose gradevoli alla nostra mentalit\u00e0 edonistica: non soltanto il senso di libert\u00e0 del mare, del sole e del vento, ma anche la piacevolezza di un tempo non legato alla schiavit\u00f9 del lavoro, il piacere puramente estetico della contemplazione &#8211; non solo del paesaggio, ma anche dei bei corpo seminudi e abbronzati -, e, per associazione di idee, la trasgressione e la possibilit\u00e0 di avventure sessuali.<\/p>\n<p>Insomma, tutto quello che non \u00e8 dovere, lavoro, impegno, prevedibilit\u00e0; tutto quello che pu\u00f2 far sognare, specialmente se si \u00e8 giovani o se ci si sente giovani nel cuore.<\/p>\n<p>Ebbene, c&#8217;\u00e8 un popolo, un intero popolo &#8211; e non dei pi\u00f9 piccoli, anzi, parliamo di 157 milioni di persone, met\u00e0 delle quali hanno meno di vent&#8217;anni e il 65% meno di trenta &#8211; che vive, praticamente, all&#8217;insegna della \u00abfilosofia della spiaggia\u00bb, anche se molti non hanno mai visto il mare o se vivono a grande distanza da esso.<\/p>\n<p>Stiamo parlando del Brasile, naturalmente: un Paese che \u00e8 grande quasi quanto un continente e che da solo, infatti, occupa circa la met\u00e0 dell&#8217;America Meridionale; uno dei giganti mondiali, che domineranno il futuro del nostro pianeta.<\/p>\n<p>A noi, che lo abbiamo visitato in lungo e in largo e che ne abbiamo ritratto una fortissima impressione, che neanche dopo molti anni si \u00e8 attenuata, ha dato realmente l&#8217;idea di un Paese tutto pervaso da una filosofia che non sapremmo definire in modo meno impreciso che come una \u00abfilosofia della spiaggia\u00bb.<\/p>\n<p>Intendiamo definire, con ci\u00f2, quel particolarissimo atteggiamento esistenziale &#8211; che trova la sua pi\u00f9 efficace espressione letteraria nei romanzi di Jorge Amado, e specialmente quelli pi\u00f9 scanzonati e picareschi, come l&#8217;esilarante \u00abDonna Flor e i suoi due mariti\u00bb &#8211; fatto di dolce indolenza, di oraziano \u00abcarpe diem\u00bb e di gioia di vivere, peraltro soffusa di malinconia; come bene \u00e8 dato cogliere nella chitarra classica di quel popolo, cos\u00ec eminentemente dotato per la musica, al punto che la sua stessa parlata risuona come un vero e proprio canto.<\/p>\n<p>In particolare, bisogna aver visto le spiagge dorate di Rio de Janeiro, dove si concentra &#8211; pi\u00f9 che nella moderna, dinamica San Paolo, caratterizzata, peraltro, da un clima assai pi\u00f9 temperato; o, meno ancora, nella avveniristica Brasilia &#8211; questo clima esistenziale, per comprendere tutto il fascino che promana da esso e come sia possibile che quel popolo giovane e un po&#8217; infantile (sia detto senza alcun intento offensivo; anzi, con tutta la simpatia del mondo) abbia fatto della spiaggia il proprio modo di vita, una vera e propria filosofia.<\/p>\n<p>Non bisogna pensare, comunque, a una spensieratezza senza ombre.<\/p>\n<p>A Rio de Janeiro, per esempio, c&#8217;\u00e8 una percentuale altissima di incidenti stradali; e, se vi arrischiate a salire su un autobus, capirete perch\u00e9. Dopo aver visto la folle spericolatezza con cui guidano gli autisti dei mezzi pubblici, non sar\u00e0 difficile immaginare come debbano guidare gli automobilisti privati. Le vittime della strada, quindi, sono all&#8217;ordine del giorno; e i loro investitori piangono e si disperano &#8211; almeno per un po&#8217;.<\/p>\n<p>Poi, i brutti ricordi vengono dimenticati in fretta; la vita che va avanti, proclama ad alta voce i suoi diritti: e tutto riprende come prima. Lo stesso tipo di atteggiamento caratterizza i rapporti affettivi e il sorgere o il disfarsi del tessuto familiare: ci si piace, ci si prende, poi ci si stanca e ci si lascia; e questo \u00e8 tutto. Semplice, no?<\/p>\n<p>L&#8217;altra faccia di questa insostenibile leggerezza (come direbbe Milan Kundera) \u00e8 una ombrosit\u00e0 improvvisa, una malinconia che scende di colpo, come una nuvola che si posi davanti al sole e ne faccia scomparire la calda carezza.<\/p>\n<p>Dicono che qualcosa di simile si nota nella psicologia dei Polinesiani &#8211; spensieratezza, gioia di vivere e poi, di colpo, tristezza e perfino nausea indefinita &#8211; e in genere, forse, nei popoli giovani che vivono nella zona tropicale; complici la mitezza del clima, lo splendore della natura oceanica, la facilit\u00e0 di vivere con poco lavoro, purch\u00e9 non si abbiano troppe pretese.<\/p>\n<p>Chi non \u00e8 mai stato in Brasile, potrebbe pensare che stiamo dipingendo dei luoghi comuni, delle cartoline ispirate al Carnevale di Rio; ma non \u00e8 cos\u00ec. \u00c8 vero, invece, che il Carnevale di Rio sintetizza una certa filosofia di vita che \u00e8 propria del Brasiliano, almeno di quello che vive lungo la costa o nelle sue immediate vicinanze.<\/p>\n<p>Scrivono Douglas Botting e altri autori nel volume \u00abBrasile\u00bb (titolo originale: \u00abBrazil\u00bb, Time-Life, 1983; traduzione italiana di R. Carpinella e F. Corsi, Milano, Edizioni CDE &#8211; Arnoldo Mondadori, 1985, p. 34):<\/p>\n<p>\u00abCon 7.408 chilometri di sabbie bianche che si snodano lungo la costa atlantica e temperature che di rado scendono sotto i venti gradi, le spiagge del Brasile rappresentano un richiamo irresistibile per chiunque abiti vicino alla costa. Pulsanti di vita, frementi di samba, le ampie insenature e le piccole baie orlate di palme sono il punto d&#8217;incontro di tutte le razze e di tutte le classi. Nei loro ridotti bikini ragazze delle &quot;favelas&quot; si abbronzano al sole tranquillamente sdraiate accanto alle ereditiere delle lussuose residenze di Copacabana. Uomini d&#8217;affari in costume da bagno passeggiano lungo la battigia discutendo le loro faccende, senza quasi far caso a quelli che giocano a pallavolo o agli scolari che fanno i compiti allungati scompostamente sulla sabbia.<\/p>\n<p>Per alcuni la spiaggia \u00e8 un mercato, un bazar di palloni, bigiotteria e gelati insaporiti con frutti tropicali. Per altri \u00e8 addirittura una fonte di vita: i molluschi raccolti durante la bassa marea sono un nutrimento prezioso per molte famiglie che non potrebbero mai permettersi di acquistare nei negozi queste leccornie.<\/p>\n<p>La spiaggia resta animata a lungo dopo il tramonto. Diventa una pista da ballo, un luogo di incontri amorosi o di preghiera: certe notti vi si danno appuntamento, per onorare le divinit\u00e0 del mare, i seguaci di culti spiritici originari dell&#8217;Africa e importati qui con gli schiavi.<\/p>\n<p>Le spiagge sono ormai parte cos\u00ec integrante della vita del paese che per molti Brasiliani il valore di una citt\u00e0 dipende dalla sua vicinanza alla costa. I fortunati abitanti di Rio de Janeiro, coi suoi 80 chilometri di spiaggia, o di Salvador, con la sua baia turchese e le sue tranquille lagune, non possono che commiserare quel 65 per cento di Brasiliani che vive nell&#8217;interno, lontano dalla vista e dal rumore del mare.\u00bb<\/p>\n<p>La spiaggia, dunque, per i Brasiliani che abitano nei centri costieri, non \u00e8 affatto solo un luogo geografico, ma corrisponde a un vero e proprio modo di vita.<\/p>\n<p>Questo modo di vita, in quanto esalta la naturalezza, \u00e8 fatto anche di culto del corpo, cosa d&#8217;altronde quasi inevitabile in un popolo anagraficamente cos\u00ec giovane; e, di conseguenza, di sensualit\u00e0 pi\u00f9 o meno esplicita, ma sempre sottesa a ogni gesto e a ogni sguardo.<\/p>\n<p>Hanno osservato, a questo proposito, Bernard Bret, H\u00e9l\u00e8ne Riviere d&#8217;Arc e gli altri autori del libro \u00abBrasile\u00bb (titolo originale: \u00abBr\u00e9sil\u00bb, Larousse, 1994; traduzione italiana di Ersilia d&#8217;Antonio, Milano, Edizioni di Selezine dal Reader&#8217;s Digest, 1996, p 59):<\/p>\n<p>\u00abIl moderno stile di vita, che assegna un posto importante al tempo libero e la cura del corpo, non riguarda la popolazione rurale n\u00e9 gli abitanti delle citt\u00e0 dell&#8217;interno o delle grandi periferie urbane. Per i milioni di abitanti delle metropoli costiere, tuttavia, le bellissime spiagge e il clima tropicale hanno favorito piacevoli abitudini ben conciliabili con la vita di tutti i giorni. La spiaggia \u00e8 cos\u00ec diventata il punto d&#8217;incontro privilegiato e il luogo dove ci si dedica al &quot;culto del corpo&quot;.. Ogni giorno migliaia di persone vi fanno &quot;jogging&quot; e, sfidando i raggi brucianti del sole, ragazzi abbronzati disputano accanite partite di calcio. Negli anni Ottanta sono state montate sulle spiagge le reti per la pallavolo e ormai i due sport rivaleggiano in popolarit\u00e0. Gli uomini sono snelli e atletici e le donne, coperte da minuscoli tanga, mostrano una sensualit\u00e0 a fior di pelle. Qui la bruttezza \u00e8 vista come un grave difetto ed \u00e8 vissuta come una colpa. Ultimamente nuovi sport sembrano aver conquistato la giovent\u00f9-bene: sono cos\u00ec diventati numerosi i surfisti amanti del mare e i fanatici del deltaplano.<\/p>\n<p>Nonostante molte abitudini siano cambiate, le ricche famiglie di Rio hanno conservato le vecchie tradizioni: per esempio, \u00e8 d&#8217;obbligo passare il fine settimana e le vacanze a Petr\u00f3polis o a Teres\u00f3polis, nella vicina regione montana, un tempo luogo di villeggiatura estiva dell&#8217;imperatore Pietro II. La buona borghesia di San Paolo, invece, va in vacanza nell&#8217;amena localit\u00e0 di Campos do Jord\u00e3o e sulle bellissime spiagge e isole del litorale, come quella di Guaruj\u00e1. Si tratta di pochi privilegiati che frequentano eleganti circoli privati dove si praticano sport esclusivi come il tennis, il golf, la vela e l&#8217;equitazione.<\/p>\n<p>Equitazione e automobilismo hanno dato al Brasile grandi campioni come il cavallerizzo Nelson Pessoa, o Nelson Piquet, Emerson Fittipaldi e il compianto Ayrton Senna., in campo automobilistico; questi sport, per\u00f2, rimangono circoscritti a un&#8217;\u00e9lite e non godono del medesimo successo che ha il gioco del calcio.\u00bb<\/p>\n<p>Si resta colpiti dal fatto che in una societ\u00e0 del genere la bruttezza possa essere vissuta con un senso di colpa; mentre la povert\u00e0, ad esempio, non produce alcun complesso (anche se produce, ovviamente, altri effetti), tanto che le ragazze delle &quot;favelas&quot; si abbronzano al sole sulla spiaggia, fianco a fianco con le ragazze delle famiglie ricche, democraticamente accomunate dal ridottissimo costume da bagno e dalla sensualit\u00e0 prorompente.<\/p>\n<p>Si direbbe che il culto degli antichi Greci per la bellezza del corpo e il loro orrore per la bruttezza, vista sempre anche come deformit\u00e0 dell&#8217;anima (un esempio per tutti, il personaggio di Tersite nel secondo libro dell&#8217;\u00abIliade\u00bb) abbia dato i suoi frutti tardivi sulle spiagge dorate del Brasile, in pieno mondo moderno: avanguardia di un generale atteggiamento edonistico, narcisistico ed estetizzante che sta ormai contagiando gran parte delle societ\u00e0 attuali.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, ritornando alle domande che ci eravamo poste all&#8217;inizio &#8211; se, cio\u00e8, sia possibile una filosofia della spiaggia, e come ce la dovremmo immaginare &#8211; siamo propensi a credere che essa non soltanto sia possibile, ma che sia gi\u00e0 la filosofia di vita di diverse decine di milioni di persone; e che il suo tratto caratteristico sia una singolare miscela di naturalismo greco e di consumismo moderno. Il suo tipo ideale sarebbe perci\u00f2 una sorta di \u00abbuon selvaggio\u00bb alla rovescia: non l&#8217;uomo innocente (e felice) che vive in perfetta armonia con la natura, ma l&#8217;uomo falsamente innocente (e nevrotico) che emerge dalle ombre della storia, per riconquistare un impossibile Paradiso perduto.<\/p>\n<p>La tentazione di una filosofia della spiaggia si configura, pertanto, come la tentazione dell&#8217;evasione per eccellenza, ossia non da questo o quel determinato problema sociale, politico, ecologico, ecc., ma dal mondo della storia in quanto tale, nel \u00ablocus amoenus\u00bb che riproduce &#8211; &quot;mutatis mutandis&quot; &#8211; la natura sensuale, complice e amica del Giardino di Armida nella \u00abGerusalemme Liberata\u00bb.<\/p>\n<p>Come il bel Rinaldo, ci vorremmo tutti dolcemente assopire in quella dimensione senza tempo, lontani dall&#8217;idea del lavoro, del dovere, del sacrificio.<\/p>\n<p>Ma sarebbe davvero una fuga verso la libert\u00e0?<\/p>\n<p>O non sarebbe, piuttosto, una consapevole evasione verso una versione aggiornata, ma sostanzialmente equivalente, dei \u00abparadisi artificiali\u00bb cari ai decadentisti?<\/p>\n<p>Di fatto, la visione della vita sottesa ad una tale filosofia della spiaggia costituisce un regresso rispetto ad alcune fondamentali acquisizioni della nostra coscienza morale, prima fra tutte l&#8217;idea (che risale a Platone e non, come comunemente si crede, al cristianesimo) che la bellezza dell&#8217;anima sia di maggior pregio di quella del corpo; e che lo spirito di sacrificio, inteso nel senso pi\u00f9 ampio (ad esempio come disponibilit\u00e0 a commisurare le proprie aspirazioni con le giuste esigenze degli altri, primi fra tutti coloro che diciamo di amare) rappresenti un valore pi\u00f9 alto del puro e semplice perseguimento del proprio piacere o del proprio interesse.<\/p>\n<p>La filosofia della spiaggia pu\u00f2 esercitare un indiscutibile fascino soprattutto su coloro i quali non sono propensi ad affrontare, qui e ora, le proprie responsabilit\u00e0; \u00e8 una filosofia da ragazzi, nel senso regressivo del termine: un po&#8217; come appare nel geniale romanzo \u00abFerdydurke\u00bb (1938) dello scrittore polacco Witold Gombrowicz, che ci mostra un mondo di adulti rimbambocciti.<\/p>\n<p>Certo non \u00e8 una filosofia per spiriti forti; e, meno ancora, per spiriti liberi: poich\u00e9 questi ultimi sanno fin troppo bene che il prezzo della vera libert\u00e0 \u00e8 costituito, sempre e comunque, dalla lotta e da un certo ineliminabile grado di sofferenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia della filosofia greca ci ha abituati, con Aristotele, all&#8217;idea che si possa filosofare camminando sotto i portici; e, con Epicuro, che lo si possa<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[141],"class_list":["post-25171","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-filosofia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25171","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25171"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25171\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25171"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25171"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25171"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}