{"id":25167,"date":"2017-03-09T06:23:00","date_gmt":"2017-03-09T06:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/09\/no-cari-filosofi-e-teologi-progressisti-non-si-cancella-il-diavolo-con-un-tratto-di-penna\/"},"modified":"2017-03-09T06:23:00","modified_gmt":"2017-03-09T06:23:00","slug":"no-cari-filosofi-e-teologi-progressisti-non-si-cancella-il-diavolo-con-un-tratto-di-penna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/09\/no-cari-filosofi-e-teologi-progressisti-non-si-cancella-il-diavolo-con-un-tratto-di-penna\/","title":{"rendered":"No, cari filosofi e teologi progressisti: non si cancella il diavolo con un tratto di penna"},"content":{"rendered":"<p>Straordinari, questi filosofi progressisti e questi teologi modernisti: pieni di zelo per la giustizia, investiti (da se stessi) della sacra missione di rendere il mondo migliore di quel che \u00e8, eliminando tutto ci\u00f2 che ritarda l&#8217;avvento del bene, della pace, della verit\u00e0, ossia tutto ci\u00f2 che sa di superstizione, di oscurantismo, di medioevo, si credono onnipotenti e pensano che basti un tratto di penna, ovviamente la loro, per far giustizia del superfluo e del negativo, ragion per cui si avvalgono con autentica gioia di questa loro sovrumana facolt\u00e0, come se avessero fra le mani una vera e propria bacchetta magica, o la lampada di Aladino.<\/p>\n<p>Di solito \u00e8 lo scrittore, e specialmente il poeta, che soffre di questa sindrome di onnipotenza: crede che basti padroneggiare il linguaggio per creare il mondo, per farlo apparire o per farlo scomparire, secondo il suo estro e la sua ispirazione; artefice della parola, alla quale conferisce i significati e i poteri che gli pare e piace, si sente come il dio di un nuovo logos, come il demiurgo di un universo di parole che restituisce ordine e senso ad un mondo disordinato e irrazionale, e quindi che crea, o modella, un mondo migliore di quello esistente, nel quale, come \u00e8 noto, deplorevolmente regnano il disordine e l&#8217;assurdit\u00e0.<\/p>\n<p>Da qualche tempo in qua, tuttavia, si nota che una tale sindrome si \u00e8 diffusa anche tra i filosofi, seguaci di una qualche forma, pi\u00f9 o meno rielaborata, di heideggerismo, e tra i teologi, i quali, avendo rotto le pastoie del tomismo e ogni altro residuo della Tradizione, corrono ormai a briglia sciolta verso cieli nuovi e terre nuove, seguendo il modello affascinante del <em>vangelo secondo me<\/em>, pi\u00f9 che mai smaniosi di porre rimedio alle storture e alle alienazioni che secoli di (non troppo sacro) magistero, da parte di una chiesa brutta e cattiva, alleata dei potenti e nemica dei poveri, hanno creato, e di restituire la fede cristiana alla sua purezza evangelica e alla sua bellezza originaria. E da dove partire, in quest&#8217;opera benemerita di purificazione e di rinnovamento, se non dalla figura del diavolo, una tipica creazione della teologia retriva del passato, collusa con i ricchi e con gli sfruttatori, che l&#8217;ha utilizzata precisamente per fare da spauracchio al popolo sfruttato, e soffocare sul nascere la sua sacrosanta (quella s\u00ec) domanda di giustizia?<\/p>\n<p>Un tipico esempio di questa nuova maniera d&#8217;intendere la filosofia e la teologia \u00e8 offerto dalla autoproclamata Nuova Utopia di Arrigo Colombo, anima del Centro interdipartimentale di Ricerca sull&#8217;Utopia dell&#8217;Universit\u00e0 Statale del Salento-Lecce, nonch\u00e9 fondatore &#8212; niente di meno &#8211; del Movimento per la societ\u00e0 di giustizia e per la speranza e autore del libro <em>L&#8217;Utopia. Rifondazione di un&#8217;idea e di una storia<\/em> (che lui stesso definisce &quot;fondamentale&quot;), del 1997, nonch\u00e9 di una trilogia formata dai volumi <em>La Nuova Utopia. Il progetto dell&#8217;umanit\u00e0, la costruzione di una societ\u00e0 di giustizia<\/em>; <em>La societ\u00e0 di giustizia. Ci\u00f2 che l&#8217;umanit\u00e0 ha progettato nel tempo e ci\u00f2 che sta costruendo<\/em>, e infine <em>La Chiesa, la sua defezione dal progetto evangelico di comunit\u00e0 fraterna e dal progetto e processo di liberazione dell&#8217;umanit\u00e0<\/em>. Intimiditi dalla grandiosit\u00e0 altisonante di questi titoli e di questi concetti, pieni di ammirazione per un uomo che ritiene d&#8217;essere il nuovo profeta di una societ\u00e0, di una chiesa e di una umanit\u00e0 completamente rinnovate e finalmente ritornate sulla retta via della giustizia, ci siamo affrettati ad andarci a leggere quel che ne pensa un cos\u00ec eminente filosofo e teologo a proposito del diavolo, ultimo residuo della mentalit\u00e0 oscurantista e reazionaria, nella conclusione di un suo studio specifico sulla figura dell&#8217;antico Nemico. Ed ecco cosa abbiamo appreso, per nostra edificazione e illuminazione (da: A. Colombo, <em>Il Diavolo. Genesi, storia, orrori di un mito cristiano che avversa la societ\u00e0 di giustizia<\/em> (Bari, Dedalo, 1999, p. 195):<\/p>\n<p><em>Non senza timore e tremore ho scritto e riscritto questo libro. Con gioia certo, soprattutto con gioia; con quella che proviene dall&#8217;amore della verit\u00e0, dalla sua ricerca, dalla libert\u00e0 creativa dello spirito, dalla consapevolezza di un processo di liberazione dal male, dal principio del male. LIBERARSI DAL diavolo, aiutare l&#8217;umanit\u00e0, la cristianit\u00e0 soprattutto, a liberarsi dalla mitica credenza in questo personaggio malefico che domina, assedia, assale l&#8217;uomo, male insuperabile, predominio del male nel mondo, impotenza dell&#8217;uomo a costruire la societ\u00e0 di giustizia, la societ\u00e0 fraterna.<\/em><\/p>\n<p>In effetti, era quasi superfluo leggere l&#8217;intera opera, visto che gi\u00e0 il titolo &#8212; come nel caso degli altri volumi di questo autore, non a caso lunghi mezzo chilometro &#8212; diceva e chiariva tutto, cio\u00e8 che il diavolo, da pessimo soggetto qual \u00e8, anzi, quale non \u00e8, dato che non esiste, ha avuto la scellerata idea di darci a intendere, per un paio di millenni, di essere qui vicino a noi, intorno a noi, e di assediarci con le sue spire malefiche; e lo ha fatto, o glielo hanno fatto fare, con malizia sopraffina, cio\u00e8 al preciso scopo di &quot;avversare la societ\u00e0 di giustizia&quot;, la quale, a quanto \u00e8 dato di capire, \u00e8 inscritta nei cromosomi dell&#8217;umanit\u00e0 e niente potr\u00e0 impedirne la felice realizzazione, ora che quell&#8217;orribile mito \u00e8 stato gioiosamente rimosso, e il cammino intrapreso dai figli di Adamo ed Eva potr\u00e0, per merito di filosofi come Arrigo Colombo, finalmente riprendere verso la sua infallibile meta. Il fatto che i quattro Vangeli e tutti gli altri testi del Nuovo Testamento (oltre a molti dell&#8217;Antico), parlino del diavolo come di un essere assolutamente reale, e che descrivano perfino esorcismi e confronti sostenuti da Ges\u00f9 Cristo con lui, \u00e8, evidentemente, del tutto irrilevante: che saranno mai simili bazzecole, per la teologia modernista e per la filosofia impegnata nella missione di riportare l&#8217;umanit\u00e0 verso la giustizia, la pace e la solidariet\u00e0 fraterna? E che cosa saranno mai le misere opinioni di sant&#8217;Agostino, di san Tommaso d&#8217;Aquino, o le esplicite testimonianze di piccoli santi quali Francesco d&#8217;Assisi e Pio da Pietrelcina, gente dappoco, che non leggeva libri, tranne, forse, il breviario? Quanto alle visioni di Ildegarda di Bingen o di Teresa d&#8217;Avila, che vuol dire?, sono pur sempre donne, come anche suor Faustina Kowalska e suor Lucia dos Santos: e le donne, lo sanno tutti, sono un tantino fantasiose, oltre che eccessivamente impressionabili. Altrettanto irrilevante \u00e8 la possibile obiezione che, nel Progetto Utopia di Colombo, si direbbe proprio che l&#8217;umanit\u00e0 possa far tutto da sola, instaurare il bene e la verit\u00e0; ma, a quel punto, non si capisce che cosa sia venuto a fare sulla terra un certo Ges\u00f9 Cristo: forse \u00e8 venuto a redimere i polli o i cagnolini, visto che gli uomini, di lui, non hanno affatto bisogno; non, comunque, in un senso soprannaturale. Certo che qui sorge un&#8217;altra piccola difficolt\u00e0: ossia non si capisce con quale diritto un filosofo viene a dire che la Chiesa si \u00e8 allontanata dal progetto evangelico di comunit\u00e0 fraterna, e chi o cosa lo abbiano investiti della missione di rimetterla in carreggiata; avevamo infatti capito, o creduto di capire, che la Chiesa \u00e8 nata proprio dalla volont\u00e0 di Cristo di annunciare al mondo intero il suo Vangelo, basato sulla necessit\u00e0 e imprescindibilit\u00e0 della sua Redenzione: <em>Nessuno pu\u00f2 venire al Padre se non per mezzo di me<\/em>, credevamo di aver letto, appunto, nel Vangelo. Ma forse ci siamo sbagliati, o abbiamo preso quelle parole troppo alla lettera; forse ci siamo lasciati influenzare eccessivamente da san Paolo, il quale ha dichiarato che, <em>senza la Resurrezione, la nostra speranza \u00e8 vana, e noi restiamo nella morte e nel peccato<\/em>. Ora, per\u00f2, per nostra fortuna, siamo stati edotti che le cose non stanno proprio in questi termini, e che noi stessi possiamo realizzare la speranza (con la lettera minuscola) e la giustizia (sempre con la minuscola), cio\u00e8 che possiamo fare quel che diceva Cristo, ma meglio di come lo diceva e lo pensava lui, o, quanto meno, meglio di come sta scritto nella Bibbia, manipolata a fondo dai soliti preti collusi col potere politico ed economico. Non possiamo nascondere che tutto ci\u00f2 ci ricorda vagamente qualcosa, a noi che abbiamo pi\u00f9 di cinquant&#8217;anni: ci ricorda una vecchia utopia (con la minuscola) che andava per la maggiore fra gli anni Sessanta e Settanta del &#8216;900, per poi smorzarsi e dissolversi ingloriosamente; ma, evidentemente, qualcuno non se n&#8217;\u00e8 ancora persuaso, e, mescolandola al Vangelo di Ges\u00f9, magari un vangelo (con la minuscola) rivisto e corretto in modo opportuno, ha pensato bene di riscaldarla e servircela di nuovo nel piatto, come se fosse una strepitosa novit\u00e0.<\/p>\n<p>Non sarebbe certo questo l&#8217;unico caso in cui si manifesta un tratto caratteristico degli intellettuali progressisti e modernisti di casa nostra: il fatto di credersi all&#8217;avanguardia, e di guardare con sussiego, dall&#8217;alto in basso, tutto ci\u00f2 che non si accorda o non si assoggetta alla loro visione del mondo; ma di essere, in realt\u00e0, in ritardo di almeno mezzo secolo rispetto a tutto quel che \u00e8 successo e che succede nel mondo, cultura e religione comprese, senza per\u00f2 essersene minimamente accorti, anzi, pi\u00f9 convinti che mai che il mondo attenda da loro la parola risolutiva, la parola di salvezza, che dar\u00e0 inizio alle <em>magnifiche sorti e progressive<\/em>, tanto per la societ\u00e0 laica, quanto per la chiesa cattolica (quella di papa Francesco e di monsignor Paglia, evidentemente: gnostico-massonica, relativista, internazionalista e neomarxista), nonch\u00e9 l&#8217;umanit\u00e0 intera. Le poche righe del libro di Arrigo Colombo, che abbiamo sopra citato, contengono almeno una trentina di <em>topoi<\/em> progressisti e <em>politically correct<\/em>, i quali stanno in piedi unicamente per la buona volont\u00e0 di chi li ha concepiti e non certo per la bont\u00e0 dei ragionamenti su cui si reggono; anzi, sarebbe pi\u00f9 giusto dire che non c&#8217;\u00e8, in quelle righe, neppure l&#8217;ombra di un ragionamento, per non dire di una mentalit\u00e0 filosofica: nulla di nulla, se non alte e ispirate declamazioni a proposito della verit\u00e0, della giustizia, della pace, e cos\u00ec via. A questo modo, chiunque pu\u00f2 dirsi filosofo; ma tant&#8217;\u00e8: la qualifica di &quot;progressista&quot; funziona, dagli anni &#8217;60 in poi (e funziona ancora, sia pure sempre pi\u00f9 debolmente) come un talismano, come un lasciapassare, come un attestato di verit\u00e0 e di seriet\u00e0, per cui sarebbe di cattivo gusto andare a guardar troppo per il sottile quali contenuti filosofici vi siano in un tale profluvio di buone, anzi, di ottime intenzioni a proposito d&#8217;una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta e di una chiesa pi\u00f9 cristiana.<\/p>\n<p><em>Non senza timore e tremore ho scritto e riscritto questo libro. Con gioia certo, soprattutto con gioia<\/em>, dice il Nostro. Per\u00f2, a dispetto della citazione kierkegaardiana, invano si sfoglierebbero le migliaia di pagine del <em>corpus<\/em> delle opere di Kierkegaard, <em>Diario<\/em> compreso, alla ricerca di un concetto analogo: cio\u00e8 che il filosofo deve scrivere &quot;con gioia&quot;, piuttosto che con rigore e con coerenza di ragionamento: in Kierkegaard, la gioia non \u00e8 una categoria filosofica.<\/p>\n<p><em>Con quella (gioia) che proviene dall&#8217;amore della verit\u00e0, dalla sua ricerca, dalla libert\u00e0 creativa dello spirito, dalla consapevolezza di un processo di liberazione dal male, dal principio del male.<\/em> Qui si passa all&#8217;enfasi auto-celebrativa pi\u00f9 smaccata: vorremmo noi arrossire al posto di chi si vanta cos\u00ec delle proprie benemerenze in fatto di amore della verit\u00e0, di libert\u00e0 creativa dello spirito, di consapevolezza di un processo di liberazione dal male che \u00e8, poi, liberazione dal (falso) principio del male, cio\u00e8 dall&#8217;idea del diavolo. Siamo cos\u00ec all&#8217;antica, che ci parrebbe pi\u00f9 giusto attendere le lodi dagli altri, magari dai lettori, invece di farsele da soli; ma non sottilizziamo: stiamo parlando cose di troppa importanza, e cio\u00e8 della liberazione dell&#8217;umanit\u00e0 dal male, niente di meno.<\/p>\n<p>Ed ecco la missione del filosofo (e del teologo modernista): <em>LIBERARSI DAL diavolo, aiutare l&#8217;umanit\u00e0, la cristianit\u00e0 soprattutto, a liberarsi dalla mitica credenza in questo personaggio malefico che domina, assedia, assale l&#8217;uomo, male insuperabile, predominio del male nel mondo, impotenza dell&#8217;uomo a costruire la societ\u00e0 di giustizia, la societ\u00e0 fraterna.<\/em> Splendido programma; ma di nuovo, sommessamente, domandiamo: dov&#8217;\u00e8 la filosofia, in tutto questo? Cosa c&#8217;\u00e8 di filosofico in tali enunciazioni? E siamo sicuri che, una volta cancellato, cos\u00ec, con un tratto di penna, quel malefico personaggio, l&#8217;uomo diverr\u00e0 capace di <em>costruire la societ\u00e0 di giustizia, la societ\u00e0 fraterna<\/em>? Vuoi vedere che nessuno si era mai accorto di quanto fosse facile: abolire la figura del diavolo, e <em>opl\u00e0<\/em>, il gioco \u00e8 fatto! Ma, di grazia, visto che qui si vuole <em>aiutare soprattutto la cristianit\u00e0<\/em>, come la mettiamo con il fatto che Ges\u00f9 \u00e8 venuto per combattere il diavolo e che, fin dall&#8217;inizio della sua missione, ha dovuto affrontarlo nel deserto, e poi di nuovo, e di nuovo, fino all&#8217;orto degli ulivi, fino alla croce? Vuoi vedere che nemmeno Ges\u00f9 si era accorto di quanto fosse semplice instaurare la societ\u00e0 di giustizia, con le sole forze dell&#8217;uomo? A questo punto, per\u00f2, torniamo a domandare: sarebbe ancora cristiana, una cristianit\u00e0 che prendesse per buone le affermazioni di Colombo? Eppure, in qualche modo, la storia &#8212; la parte umanamente visibile della storia, s&#8217;intende &#8211; sembra che stia dando ragione a lui e a quelli come lui. Papa Francesco sta fedelmente interpretando questo &quot;rinnovamento&quot; senza Redenzione, questa cristianit\u00e0 senza trascendenza, questa lotta per la giustizia che ignora l&#8217;esistenza del Male. E allora, un piccolo sospetto: non sar\u00e0 proprio <em>questa<\/em> la strategia vincente dell&#8217;antico Avversario: farsi credere defunto?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Straordinari, questi filosofi progressisti e questi teologi modernisti: pieni di zelo per la giustizia, investiti (da se stessi) della sacra missione di rendere il mondo migliore<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30146,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[70],"tags":[141,246,257],"class_list":["post-25167","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-demonologia","tag-filosofia","tag-satana","tag-teologia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-demonologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25167","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25167"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25167\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30146"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25167"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25167"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25167"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}