{"id":25151,"date":"2008-06-21T06:43:00","date_gmt":"2008-06-21T06:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/06\/21\/l-anarchismo-metodologico-di-feyerabend-per-spezzare-la-funesta-alleanza-tra-stato-e-scienza\/"},"modified":"2008-06-21T06:43:00","modified_gmt":"2008-06-21T06:43:00","slug":"l-anarchismo-metodologico-di-feyerabend-per-spezzare-la-funesta-alleanza-tra-stato-e-scienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/06\/21\/l-anarchismo-metodologico-di-feyerabend-per-spezzare-la-funesta-alleanza-tra-stato-e-scienza\/","title":{"rendered":"L&#8217; \u00abanarchismo metodologico\u00bb di Feyerabend per spezzare la funesta alleanza tra stato e scienza"},"content":{"rendered":"<p>La societ\u00e0 odierna ha talmente introiettato i dogmi della nuova religione scientista, che la maggior parte delle persone non percepiscono nemmeno la paradossalit\u00e0 della situazione che si \u00e8 venuta a creare nei reciproci rapporti fra stato e scienza, dove il primo si presta, volonteroso, a svolgere la funzione di &quot;braccio secolare&quot; della seconda.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 ha origine dal dogma pi\u00f9 esiziale di tutti, e che \u00e8 la conseguenza di molte altre perverse conseguenze: che il sapere scientifico, cio\u00e8, sia <em>oggettivo<\/em>; o che, quanto meno, esso sia <em>pi\u00f9 oggettivo<\/em> delle altre forme di sapere che, per secoli e per millenni, hanno accompagnato la storia umana e hanno fornito l&#8217;elemento unificante della societ\u00e0: quello mitico, quello religioso, quello poetico, quello artistico e, infine (in ordine di tempo), quello filosofico. Tutti questi sono stati declassati, pi\u00f9 o meno esplicitamente, a svolgere un ruolo marginale, nella prospettiva di venire infine espulsi dal <em>corpus<\/em> dei saperi socialmente accettati e rispettati; come \u00e8 accaduto all&#8217;astrologia, che fu in origine la regina di tutte le scienze &#8211; presso i Caldei o i Maya, ad esempio &#8211; e poi, dopo essere scaduta al rango di sapere popolare semi-serio, \u00e8 stata bandita per sempre dall&#8217;orizzonte della scienza &quot;vera&quot;.<\/p>\n<p>I poeti e gli artisti si sono acconciati a questa nuova situazione, ritagliandosi dei margini di compatibilit\u00e0 culturale grazie alla rivendicazione dell&#8217;assoluta eterogeneit\u00e0 dei loro ambiti rispetto a quello scientifico; cosa, in verit\u00e0, assai discutibile: basti pensare al caso della musica o dell&#8217;architettura, che hanno una ossatura, per cos\u00ec dire, matematica.<\/p>\n<p>I teologi e i seguaci delle varie religioni, invece, hanno compreso di non poter seguire a loro volta quella strada, perch\u00e9 il dogma scientista avrebbe potuto lasciar sopravvivere la poesia e l&#8217;arte, sia pure in funzione subalterna, ma prima o poi avrebbe colpito al cuore l&#8217;essenza del fatto religioso e del pensiero che lo formalizza. Perci\u00f2 hanno cercato di far buon viso a cattivo gioco e si sono sforzati di salvare capra e cavoli, accettando in linea di massima il criterio discriminante della oggettivit\u00e0 del conoscere e tentando, poi, di riprendere le misure, su tale base mutata, del proprio ambito di verit\u00e0.<\/p>\n<p>Alcuni teologi, ad esempio, hanno incominciato a demolire a colpi di piccone tutto ci\u00f2 che, nella conoscenza religiosa, avrebbe &#8211; secondo loro &#8211; una origine &quot;mitica&quot; (cfr. il nostro precedente saggio <em>Rudolf Bultmann, la religione e l&#8217;immagine mitica del mondo<\/em>, sul sito di Arianna Editrice). Cos\u00ec, i teologi cristiani hanno cominciato a contare uno ad uno i miracoli narrati nel Vangelo, e a cercar di stabilire quanti si possano spiegare in maniera naturalistica; se sia proprio vero che i cinque pani e i due pesci fossero proprio soltanto cinque pani e due pesci, o se il loro numero non vada inteso in senso allegorico; se gli indemoniati guariti da Ges\u00f9 fossero proprio indemoniati, e non dei semplici malati di mente; e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Hans K\u00fcng \u00e8 uno di coloro che hanno intrapreso questa strada; una strada al termine della quale non resta che espungere come &quot;mito&quot; tutta la parte storica di una data religione, e trasformare quest&#8217;ultima in un sistema etico-filosofico. Albert Schweitzer, esattamente un secolo fa &#8211; e, dunque, con pi\u00f9 coraggio concettuale di K\u00fcng -, si \u00e8 spinto fino alle soglie di una tale, radicale soluzione (cfr. il nostro articolo <em>Che cosa accadrebbe al cristianesimo se dovesse rinunciare alla storicit\u00e0 di Ges\u00f9?<\/em>, sempre sul sito di Arianna).<\/p>\n<p>Restano i filosofi; ma, su di loro, non c&#8217;\u00e8 molto da dire, se non che parecchi di loro hanno fatto la stessa cosa dei teologi, adattandosi ad assumere le categorie del metodo scientifico &#8211; ammesso che ve ne sia uno, cosa che \u00e8 possibile contestare &#8211; e a recitare una parte da parenti poveri rispetto agli ammiratissimi e invidiatissimi &quot;colleghi&quot; scienziati. Ne abbiamo recentemente parlato nell&#8217;articolo <em>Quando i filosofi sono troppo timidi, gli scienziati diventano arroganti.<\/em> Solo pochi filosofi hanno avuto il coraggio di affrontare il problema a viso aperto, negando &#8211; come ha fatto Kurt H\u00fcbner &#8211; una superiorit\u00e0 <em>intrinseca<\/em> della conoscenza scientifica rispetto alle altre forme di conoscenza del mondo, a cominciare da quella mitica (cfr. il nostro articolo <em>Il pensiero mitico \u00e8 diverso, non certo inferiore a quello scientifico<\/em>).<\/p>\n<p>Molteplici sono le conseguenze pratiche di questo mutamento nei rapporti di forza tra la scienza da una parte, e le forme di sapere non scientifico dall&#8217;altra.<\/p>\n<p>Al cittadino \u00e8 lasciata piena libert\u00e0 di prediligere una religione piuttosto che un&#8217;altra, una corrente artistica o un sistema filosofico piuttosto che un altro; ma, quando si parla di scelte o decisioni che possono rientrare nell&#8217;ambito che gli scienziati hanno delimitato quale proprio esclusivo dominio, la musica cambia. Lo stato interviene con tutta la sua autorit\u00e0 per obbligare i cittadini a sottoporsi a vaccinazioni; per imporre determinate terapie ad esclusione di altre; per denunciare come ciarlatani o truffatori coloro i quali praticano forme di medicina alternativa, processarli e condannarli. Anche di questo abbiamo gi\u00e0 parlato, ad esempio nello scritto <em>Verso la nuova Inquisizione del \u00abpensiero unico\u00bb scientista<\/em>, in cui ci siamo particolarmente occupati del clamoroso processo a carico di un prete cattolico che aveva eseguito, su richiesta degli interessati, un esorcismo su una ragazza tedesca di nome Anneliese Michel. Il processo si concluse con la condanna del sacerdote, perch\u00e9 la morte della sfortunata ragazza fu attribuita alla omissione di cure mediche appropriate (nonostante che ella avesse gi\u00e0 tentato la via del ricovero ospedaliero e, pur dopo essersi sottoposta a lunghi esami e terapie, non ne avesse ricavato il bench\u00e9 minimo beneficio).<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 inquietante, a nostro parere, \u00e8 il recente caso giudiziario che ha coinvolto un sacerdote della diocesi di Bolzano, il quale \u00e8 stato processato per violenza sessuale continuata su una sua parrocchiana che, all&#8217;epoca dei fatti, aveva dai 9 ai 19 anni. Assolto in primo grado, \u00e8 stato condannato a una pesante pena detentiva dalla sentenza della corte di appello. L&#8217;aspetto aberrante della vicenda \u00e8, in primo luogo, che l&#8217;incriminazione \u00e8 scattata a distanza di molti anni dai fatti, in seguito a una psicoterapia dalla quale sarebbero emersi &#8211; in maniera dettagliatissima &#8211; i ricordi rimossi di quel decennio di violenze, <em>delle quali la presunta vittima nulla sapeva fino al momento della terapia stessa<\/em>; e, in secondo luogo, che vi \u00e8 una totale mancanza di riscontri oggettivi del crimine in oggetto, anzi, della presenza di numerosi indizi che tendono a smentirlo. In altre parole, sulla base esclusiva dei risultati di una pseudoscienza &#8211; la psicanalisi, da noi equiparata a una forma di vera e propria magia nera &#8211; che ha ricevuto il riconoscimento ufficiale da parte dello stato, <em>chiunque pu\u00f2 essere processato e condannato sulla base dei presunti ricordi di un&#8217;altra persona, per fatti che quella stessa ignorava prima di sottoporsi a psicoterapia, e che possono risalire anche a dieci o venti anni prima, senza bisogno di altri riscontri o testimonianze.<\/em><\/p>\n<p>A noi sembra che non solo il pi\u00f9 elementare buon senso, ma anche le basi fondamentali del diritto vengano scalzate da una sentenza come quella del tribunale di Bolzano, che segna l&#8217;inizio di una nuova fase giuridica: quella della dittatura degli scienziati (o degli pesudo-scienziati), i quali, mediante il braccio secolare dello stato, si arrogano il diritto di distruggere la reputazione e l&#8217;onore di qualunque persona, di privarla del suo lavoro e della sua libert\u00e0 personale, di decretarne la morte civile, in base alle risultanze dei loro metodi di ricerca &#8211; storicamente mutevoli -, in spregio ad ogni criterio di verosimiglianza, equit\u00e0 e umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Ebbene, il primo filosofo che ha intuito per tempo i terribili rischi ai quali la societ\u00e0 sarebbe stata esposta, una volta che l&#8217;alleanza tra scienza e stato si fosse consolidata, \u00e8 stato l&#8217;austriaco Paul K. Feyerabend (Vienna, 1924- Genolier, 1994). Insegnante all&#8217;Universit\u00e0 di Berkeley in California e al Politecnico di Zurigo; autore di libri molto stimolanti e molto discussi, come <em>Problemi dell&#8217;empirismo<\/em> (1965), <em>Contro il metodo<\/em> (1975), <em>La scienza in una societ\u00e0 libera<\/em> (1978); egli ha avuto modo di seguire la drammatica vicenda di un altro <em>outsider<\/em> del pensiero scientifico, austriaco come lui e, come lui, trapiantato negli Stati Uniti: Wilhelm Reich. Il caso di questi offre un buon esempio dei pericoli dei quali stiamo parlando: accusato di ciarlataneria per le sue ricerche sulla natura bioelettrica dei fenomeni sessuali, rifiut\u00f2 di comparire in giudizio e, nel 1956, fu condannato a due anni di prigione e alla distruzione dei suoi libri e delle sue apparecchiatura (il famoso accumulatore di energia orgonica). Imprigionato nel penitenziario di Lewisburg nel marzo del 1957, vi mor\u00ec nel novembre, in circostanze a dir poco oscure: non sono in pochi a pensare che sia stato eliminato con metodi &quot;raffinati&quot; dalle autorit\u00e0, che gi\u00e0 lo tenevano d&#8217;occhio per le sue idee politiche, oltre che per la sua concezione eterodossa della psicanalisi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 questa la sede per esporre compiutamente la ricerca epistemologica di Paul Feyerabend, che sfocia nel cosiddetto &quot;anarchismo metodologico&quot;. Ci limiteremo, pertanto, a riassumerne alcuni aspetti fondamentali, per poi passare a discutere le sue idee circa i rapporti tra scienza e stato, ossia l&#8217;argomento che presentemente ci interessa.<\/p>\n<p>In primo luogo, egli attacca frontalmente i due capisaldi della concezione empirista della scienza: quello della coerenza tra sistemi teorici &#8211; quello da ridurre e quello in cui avviene la riduzione -, e quello dell&#8217;invarianza di significato dei termini che essi utilizzano.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il primo aspetto, Feyerabend ha messo in evidenza, ad esempio, l&#8217;incoerenza esistente fra la legge di Galilei della caduta dei gravi e talune conseguenze della teoria di Newton, all&#8217;interno del campo di applicazione della prima.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il secondo aspetto, egli ha fatto notare facilmente la diversit\u00e0 di significato del termine &quot;massa&quot; nell&#8217;ambito della fisica classica e in quello della fisica quantistica. Ci\u00f2 avviene perch\u00e9 i termini del linguaggio scientifico non sono ricavati direttamente dall&#8217;esperienza dei fenomeni, come gli scienziati stessi vorrebbero far credere, ma attingono il loro significato dalle teorie di cui fanno parte e, pertanto, possono cambiarlo da una teoria all&#8217;altra. La conclusione \u00e8 chiara: l&#8217;esperienza non \u00e8 affatto il banco di prova oggettivo e imparziale delle teorie scientifiche, poich\u00e9 queste ultime creano e modellano a proprio piacere il linguaggio con cui l&#8217;esperienza medesima viene descritta.<\/p>\n<p>Tra noi e l&#8217;esperienza intesa come &quot;verit\u00e0 oggettiva&quot; si frappone, quindi, il doppio sbarramento della soggettivit\u00e0 sia dei metodi di <em>riduzione<\/em>, sia dei termini e delle espressioni della <em>spiegazione<\/em> scientifica.<\/p>\n<p>Dopo aver cos\u00ec demolito tanto la teoria empirista della riduzione scientifica, quanto quella della spiegazione mediante un presunto linguaggio oggettivo, Feyerabend, nella <em>pars construens<\/em> del suo pensiero, sostiene che la ricerca scientifica deve essere liberata da ogni limite e condizione metodologici, anzi sostiene esplicitamente che il miglior metodo scientifico \u00e8 quello di abolire ogni metodo. Il requisito essenziale dello scienziato non \u00e8 la razionalit\u00e0, ma l&#8217;<em>opportunismo<\/em>, nel senso di saper sfruttare tutti quei mezzi, sia teorici che pratici, i quali possano rivelarsi pi\u00f9 idonei al raggiungimento del suo scopo.<\/p>\n<p>Accanto all&#8217;anarchismo metodologico, Feyerabend valorizza la proliferazione delle teorie e il principio della controinduzione, ossia dello scontro fra diversi e contrapposti punti di vista teorici, dai quali soltanto nasce il progresso della conoscenza.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la proliferazione delle teorie, crediamo che un buon esempio possa essere offerto, nell&#8217;ambito della fisica, dalla compresenza della teoria corpuscolare di Newton e della teoria ondulatoria di Huygens per spiegare la propagazione della luce: due teorie capaci di integrarsi a vicenda, per rendere conto di diverse propriet\u00e0 dei fenomeni ottici.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il principio della controinduzione, ci sembra che esistano numerosi esempi, nella storia della scienza, di capovolgimento di paradigmi scientifici (nel senso dato da Thomas Kuhn al termine <em>paradigma<\/em>), che hanno portato ad un incremento del sapere mediante l&#8217;elaborazione di modelli teorici alternativi e incompatibili, a cominciare dal passaggio dalla concezione tolemaica a quella copernicana del Sistema solare.<\/p>\n<p>La logica e coerente conseguenza di tutta questa impostazione data da Feyerabend all&#8217;epistemologia \u00e8 che il sapere scientifico non pu\u00f2 rivendicare alcuna pretesa di possedere una intrinseca &quot;superiorit\u00e0&quot; rispetto alle altre forme di conoscenza, come quella mitica o quella artistica. Sono, semplicemente, maniera diverse di accostarsi alla realt\u00e0 del mondo; e la loro ragion d&#8217;essere sta non solo nella efficacia dei risultati pratici, ma anche nella funzione da esse svolta nella coesione sociale e culturale dei gruppi umani.<\/p>\n<p>Nel capitolo conclusivo del suo libro pi\u00f9 famoso, <em>Contro il metodo. Abbozzo di una teoria anarchica della conoscenza<\/em> (titolo originale: <em>Against Method. Outline of an Anarchistic Theory of Knowledge<\/em>, 1975; traduzione di Libero Sosio, Feltrinelli, Milano), Feyerabend sostiene che la scienza \u00e8 molto pi\u00f9 vicina al mito di quanto la filosofia della scienza sia, generalmente, disposta ad ammettere. (Si noti che questa \u00e8 una posizione molto diversa da quella del gi\u00e0 citato Kurt H\u00fcbner: perch\u00e9 quest&#8217;ultimo ammette la radicale diversit\u00e0 teorica e metodologica tra scienza e mito, mentre contesta la pretesa superiorit\u00e0 della prima sul secondo).<\/p>\n<p>La scienza, per Feyerabend, \u00e8 soltanto una delle molte <em>forme di pensiero<\/em> che sono state elaborate dall&#8217;umanit\u00e0 nel corso della sua storia, e non la si deve ritenere, necessariamente, la migliore fra tutte. Secondo lui, essa \u00e8 vistosa, rumorosa e impudente; ma soltanto per coloro che hanno deciso di credervi, la si pu\u00f2 ritenere intrinsecamente pi\u00f9 valida. In altri termini, credere nella superiorit\u00e0 della forma di pensiero scientifica \u00e8 questione di ideologia; ma \u00e8 possibile che quanti aderiscono all&#8217;ideologia scientista non abbiano mai riflettuto a fondo non solo sui vantaggi che la scienza \u00e8 in grado di offrire all&#8217;uomo, anche sui suoi limiti.<\/p>\n<p>Ora &#8211; argomenta Feyerabend con una consequenzialit\u00e0 che \u00e8 la croce dei suoi (molti) detrattori e la delizia dei suoi (pochi) sostenitori -, quando si parla di ideologie, \u00e8 universalmente ammesso che il singolo individuo dovrebbe essere lasciato libero di aderire a quelle che preferisce o di rifiutare quelle che non apprezza. La cultura dell&#8217;Occidente, che ha conosciuto una secolare vicenda di lotte e sofferenze prima che trionfasse un tale principio in materia religiosa, \u00e8 giunta ad acquisire definitivamente l&#8217;idea della necessaria separazione fra chiesa e stato; tanto \u00e8 vero &#8211; aggiungiamo noi &#8211; che l&#8217;Occidente taccia di fondamentalismo e di integralismo quelle culture che (ad esempio in ambito islamico) non riconoscono una simile separazione in via di principio e di fatto. Ebbene, \u00e8 chiaro che, se si vuole essere coerenti, bisognerebbe estendere lo stesso ragionamento dall&#8217;ambito della religione a quello della scienza, e formulare solennemente il principio della separazione fra scienza e stato. La scienza, infatti &#8211; secondo Feyerabend &#8211; non solo \u00e8 la pi\u00f9 recente istituzione religiosa, diffusa ormai a livello mondiale; ma \u00e8 anche la pi\u00f9 dogmatica e la pi\u00f9 aggressiva fra quante ve ne sono oggi.<\/p>\n<p>La necessit\u00e0 impellente di realizzare una netta separazione tra scienza e stato, per il filosofo americano di origine austriaca, non nasce solo dalla necessit\u00e0 di tutelare l&#8217;autonomia ideologica e personale dell&#8217;individuo, e di porre un argine alle indebite intrusioni dell&#8217;autorit\u00e0 pubblica nella sfera delle convinzioni private e dei comportamenti che ne discendono. No, la posta in gioco \u00e8 molto pi\u00f9 cospicua: si tratta di assicurare all&#8217;individuo la sola possibilit\u00e0 di conseguire tutta l&#8217;umanit\u00e0 di cui ciascuno \u00e8 capace, ma che non \u00e8 mai stata realizzata compiutamente, proprio per l&#8217;arrogante intrusione di ideologie imposte in maniera coercitiva.<\/p>\n<p>Scrive, dunque, Feyerabend, nelle pagine conclusive di <em>Contro il metodo<\/em> (ed. cit., pp. 243-246):<\/p>\n<p><em>&#8230;bench\u00e9 un americano possa scegliere oggi la religione che preferisce, non gli \u00e8 ancora permesso chiedere che i suoi figli imparino a scuola la magia anzich\u00e9 la scienza. Esiste una separazione tra stato e chiesa ma non esiste una separazione tra stato e scienza.<\/em><\/p>\n<p><em>Eppure la scienza non ha un&#8217;autorit\u00e0 maggiore di quanta ne abbia una qualsiasi altra forma di vita. I suoi obiettivi non sono certamente pi\u00f9 importanti delle finalit\u00e0 che guidano la vita in una comunit\u00e0 religiosa o i una trib\u00f9 unita da un mito. Ad ogni modo non \u00e8 compito loro limitare la vita, il pensiero, l&#8217;educazione dei membri di una societ\u00e0 libera, dove chiunque dovrebbe avere una possibilit\u00e0 di pensare quel che gli pare e di vivere in accordo con le convinzioni sociali che trova pi\u00f9 accettabili. La separazione fra stato e chiesa dovrebbe essere perci\u00f2 integrata dalla separazione fra stato e scienza.<\/em><\/p>\n<p><em>Non dobbiamo tenere che tale separazione possa condurre a un crollo della tecnologia. Ci saranno sempre individui che preferiranno dedicarsi alla scienza per essere padroni del proprio destino e che si sottometteranno volentieri al genere pi\u00f9 meschino di schiavit\u00f9 (intellettuale e istituzionale) purch\u00e9 siano pagati bene e purch\u00e9 ci siano attorno a loro persone che ne esaminino il lavoro e ne cantino le lodi. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;immagine della scienza del XX secolo nella mente di scienziati e profani \u00e8 determinata da miracoli tecnologici come la televisione a colori, le fotografie del paesaggio lunare, il forno all&#8217;infrarosso, oltre che da una diceria o favola, un po&#8217; vaga, ma che ha nondimeno un&#8217;influenza abbastanza grande, sul modo in cui questi miracoli vengono prodotti.<\/em><\/p>\n<p><em>Secondo questa favola il successo della scienza sarebbe il risultato di una combinazione sottile, ma esattamente bilanciata, di inventivit\u00e0 e di controllo. Gli scienziati hanno<\/em> idee. <em>E hanno anche<\/em> metodi <em>speciali per migliorare le idee. Le teorie della scienza hanno superato la prova (test) del metodo. Esse danno una spiegazione del mondo migliore di quella data dalle idee che non hanno superato la prova.<\/em><\/p>\n<p><em>La favola spiega perch\u00e9 la societ\u00e0 moderna tratti la scienza in un modo speciale e perch\u00e9 le conceda privilegi che non vengono concessi a nessun&#8217;altra istituzione.<\/em><\/p>\n<p><em>Idealmente, lo stato moderno \u00e8 ideologicamente neutrale. La religione, il mito, i pregiudizi<\/em> hanno <em>un&#8217;influenza, ma solo in un senso circolare, attraverso la mediazione di<\/em> partit<em>i politicamente influenti. I principi ideologici<\/em> possono <em>entrare nella struttura del governo, ma solo dopo un voto maggioritario, e attraverso una lunga discussione di possibili conseguenze. Nelle nostre scuole le religioni principali vengono insegnate come<\/em> fenomeni storici. <em>Esse vengono insegnate come parte della verit\u00e0 solo se i genitori insistono per un modo di istruzione pi\u00f9 diretto. Sta a loro decidere circa l&#8217;educazione religiosa dei loro figli. Il sostegno finanziario concesso a ideologie non \u00e8 superiore a quello concesso a partiti politici e a gruppi privati. Stato e ideologia, stato e chiesa, stato e mito sono mantenuti separati con gran cura.<\/em><\/p>\n<p><em>Stato e scienza, per\u00f2, cooperano strettamente. Somme immense vengono spese per migliorare le idee scientifiche, Discipline ibride quali la filosofia della scienza, le quali non hanno neppure una scoperta a loro credito, beneficiano del boom delle scienze. Le stese relazioni umane vengono trattate in un modo scientifico, come mostrano programmi d&#8217;istruzione, proposte per la riforma carceraria, per il servizio militare e cos\u00ec via. Quasi tutte le discipline scientifiche sono materie di studio obbligatorie nelle nostre scuole. I genitori di un bambino di sei anni possono decidere se farlo istruire nel protestantesimo o nei rudimenti della religione ebraica, o escluderlo completamente dall&#8217;insegnamento di religione, ma non hanno una libert\u00e0 simile nel caso delle scienze. La fisica, l&#8217;astronomia, la storia<\/em> devono <em>essere imparate. Esse non possono essere sostituite dalla magia, dall&#8217;astrologia o da uno studio di leggende.<\/em><\/p>\n<p><em>N\u00e9 ci si accontenta di una presentazione semplicemente<\/em> storica <em>di fatti e principi fisici (astronomici, storici, ecc.). Non si insegna:<\/em> alcuni ritengono <em>che la Terra orbiti attorno al Sole, mentre altri ritengono il mondo una sfera cava contenente il Sole, i pianeti, le stelle fisse, orbitanti intorno alla Terra. Si insegna: la Terra<\/em> si muove <em>attorno al Sole: tutto il resto \u00e8 mera idiozia.<\/em><\/p>\n<p><em>Infine, il modo in cui noi accettiamo o ripudiamo idee scientifiche \u00e8 radicalmente diverso dai procedimenti decisionali democratici. Accettiamo leggi scientifiche e fatti scientifici, li insegniamo nelle nostre scuole, ne facciamo la base di importanti decisioni politiche, ma senza averli mai sottoposti a una votazione. Gli<\/em> scienziati <em>non li sottopongono al voto &#8211; o almeno cos\u00ec dicono &#8211; e certamente ci\u00f2 vale a maggior ragione per i<\/em> profani. <em>Talvolta vengono discusse proposte concrete e viene suggerito di procedere a una votazione. Il procedimento non viene per\u00f2 esteso a teorie generali e a fatti scientifici. La societ\u00e0 moderna \u00e8 &quot;copernicana&quot; non perch\u00e9 il copernicanesimo sia stato messo ai voti, sia stato oggetto di una discussione democratica e poi votato a maggioranza semplice; \u00e8 &quot;copernicana&quot; perch\u00e9 gli<\/em> scienziati <em>sono copernicani e perch\u00e9 noi accettiamo la loro cosmologia cos\u00ec acriticamente come un tempo si accettava la cosmologia di vescovi e cardinali.<\/em><\/p>\n<p><em>Anche pensatori audaci e rivoluzionari si sottomettono al giudizio della scienza. Kropotkin voleva infrangere tutte le istituzioni esistenti, ma non tocc\u00f2 la scienza. Ibsen si spinse molto avanti nello smascheramento delle condizioni dell&#8217;umanit\u00e0 del suo tempo, ma conserv\u00f2 ancora la scienza come misura della verit\u00e0. Evans-Pritchard, L\u00e9vi-Strauss e altri hanno riconosciuto che il &quot;pensiero occidentale&quot;, lungi dall&#8217;essere un picco solitario dello sviluppo umano, \u00e8 turbato da problemi che non si riscontrano in altre ideologie: ma escludono la scienza dalla loro relativizzazione di ogni forma di pensiero. Anche per loro la scienza \u00e8 una<\/em> struttura neutrale <em>contenente una<\/em> conoscenza positiva <em>che \u00e8 indipendente dalla cultura, dall&#8217;ideologia e dal pregiudizio.<\/em><\/p>\n<p><em>La ragione di questo trattamento preferenziale di cui la scienza \u00e8 oggetto si trova, ovviamente, nella &quot;storia&quot; o favola cui abbiamo accennato: se la scienza ha trovato un metodo che trasforma idee contaminate da un&#8217;ideologia in teorie vere e utili, allora essa non \u00e8 pi\u00f9 una semplice ideologia, ma una misura oggettiva di tutte le ideologie. Essa non \u00e8 allora soggetta alla richiesta di una separazione fra stato e ideologia.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma la storia \u00e8 falsa, come abbiamo visto. Non esiste alcun metodo speciale che garantisca il successo o lo renda probabile. Gli scienziati risolvono i problemi non perch\u00e9 posseggano una bacchetta magica &#8211; una metodologia, o una teoria della razionalit\u00e0 &#8211; ma perch\u00e9 hanno studiato un problema per molto tempo, perch\u00e9 conoscono abbastanza bene la situazione, perch\u00e9 non sono troppo stupidi (anche se oggi c&#8217;\u00e8 il sospetto che quasi tutti potrebbero diventare scienziati)e perch\u00e9 gli eccessi di una scuola scientifica sono controbilanciati quasi sempre dagli eccessi di qualche altra scuola. (solo di rado, inoltre, gli scienziati risolvono i loro problemi; spesso commettono quantit\u00e0 di errori e molte fra le loro soluzioni sono del tutto inutili). Sostanzialmente c&#8217;\u00e8 ben poca differenza fra il processo che conduce all&#8217;annuncio di una nuova legge fisica e il processo che precede l&#8217;approvazione di una nuova legge nella societ\u00e0: si informano o tutti i cittadini o le persone direttamente interessate, si raccolgono &quot;fatti&quot; e pregiudizi, si discute l&#8217;argomento e infine si vota. Ma mentre una democrazia fa qualche sforzo per<\/em> spiegar<em>e il processo, in modo che tutti possano capirlo, gli scienziati lo<\/em> nascondono<em>, o lo<\/em> piegano <em>per adattarlo ai loro interessi settari&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Una domanda, in particolare, non possiamo fare a meno di porci. davanti all&#8217;affermazione di Feyerabend che il trattamento preferenziale di cui la scienza \u00e8 oggetto risiede nella favola per cui essa avrebbe trovato un metodo che trasforma idee contaminate da un&#8217;ideologia in teorie vere e utili; assurgendo, cos\u00ec al rango di misura oggettiva di tutte le ideologie.<\/p>\n<p>La domanda \u00e8 questa: se la societ\u00e0 occidentale ha adottato l&#8217;ideologia della scienza moderna (post-galileiana) come propria ideologia ufficiale, insegnata e imposta a livello statale, ci\u00f2 non sar\u00e0 una conseguenza di quella sua antica propensione ad adorare l&#8217;azione, il risultato, e, in ultima analisi, la forza, che la contraddistingue, e che le ha fatto vedere nella scienza lo strumento capace di assicurarle un grado sempre pi\u00f9 ampio di forza e di possibilit\u00e0 di dominio?<\/p>\n<p>Se cos\u00ec fosse, il problema &#8211; a nostro avviso &#8211; non sarebbe soltanto quello di puntare su una separazione fra stato e scienza, ma di ripensare a fondo l&#8217;ideologia della forza, che ha trovato nell&#8217;adorazione della scienza la sua ultima, e pi\u00f9 invasiva, espressione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La societ\u00e0 odierna ha talmente introiettato i dogmi della nuova religione scientista, che la maggior parte delle persone non percepiscono nemmeno la paradossalit\u00e0 della situazione che<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[141,257],"class_list":["post-25151","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-filosofia","tag-teologia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25151","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25151"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25151\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25151"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25151"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25151"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}